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Rpg²S Forum

-V-


Blake
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Non adatto ad un pubblico impressionabile.

O anche no. Però fa figo dirlo.

 

Prologo

I Cadaveri non Parlano

 

Le strade della città, ormai lontane dal passato che le vedeva frenetiche ed impegnate, erano deserte ed in rovina. Certo, di quei tempi, non potevano esser più affollate. Nonostante fosse una capitale, un tempo ricca e fiorente, anche questa metropoli era stata piegata dal contagio, e ridotta dai predoni ad un cumulo di macerie. Proprio come tutte le altre…

Separata da un lungo cappotto nero dal freddo abbraccio delle tenebre, Lilah camminava, le mani in tasca, lungo ciò che restava di un antico marciapiede. I suoi passi echeggiavano nell’ambiente, e finivano con lo smarrirsi, soppressi dal suono di lontane grida od inspiegabili rumori. Nella sua solitaria passeggiata, offuscata da mille turbamenti, non notò il teppista che si trovava sulla sua strada. Lo colpì, quasi involontariamente, con una spallata che lo spostò di un buon mezzo metro. Tuttavia, l’urto non bastò ad infastidire Lilah, che continuò a camminare, senza dire una parola né fermarsi, finché non fu richiamata dalla voce del teppista…

“Ehi, pel di carota. Cerchi guai?”

Lilah si fermò. Dapprima alzò lo sguardo. Quindi, voltò di scatto la testa, in modo da vedere l’uomo con la coda dell’occhio. Attraverso i corti capelli rossi, lo sguardo di ghiaccio dei suoi minacciosi occhi verdi quasi atterrì il manigoldo.

“Perché…” Gli rispose. “Pensi forse di potermene procurare?”

Ricordandosi d’avere un’aria da duro, con tutte le sue catene e vestiti di pelle, l’uomo ribatté:

“Ha! Mettimi alla prova, dolcezza!”

“Hmm…sembra una buona idea……Sono proprio curiosa…di sentire…”

Continuò la ragazza, prima di estrarre, in un batter d’occhio, la pistola dalla tasca sinistra. Il teppista, paralizzato dalla paura, non poté che iniziare a tremare, quando la sua fronte fu messa a contatto con il luccicante e freddo acciaio della .45 di Lilah.

“…Che nomignolo mi darai, quando avrai i polmoni pieni di piombo!”

Si avvicinò al manigoldo, sorridendo. La bocca della ragazza si contorse in un ghigno malefico.

Assestò all’uomo un calcio frontale all’addome, sbattendolo all’indietro. Estrasse anche l’altra mano dalla tasca, rivelando un’altra pistola. Prima ancora che il suo avversario riuscisse a riprendere l’equilibrio, Lilah aveva già svuotato entrambi i caricatori nel suo petto.

“Ah, già…”

Avvicinò al viso una delle due pistole, per godere appieno dell’odore della polvere da sparo, che le fece correre un brivido lungo la schiena.

“…I cadaveri non parlano…”

Aprì le braccia, e fece cadere i caricatori vuoti. Ripose le pistole nelle fondine, e si avvicinò al cadavere. Si accasciò al suo fianco, e ne alzò la testa per i capelli.

“Vediamo…sotto i trent’anni…neanche affetto dal virus…scommetto che pensavi di vivere fino alla vecchiaia, eh? Ahahah!”

Estrasse un coltello dallo stivale destro, e lo usò per tagliare la gola della sua vittima. Senza sprecare una sola lacrima di sangue, subito si avventò sulla ferita, succhiando avidamente fino all’ultima goccia. Quando fu dissetata, riprese coscienza di sé. Lasciò andare la testa del cadavere e, spaventata, cadde all’indietro ed arrancò via dal luogo dell’omicidio, quasi piangendo, con le mani fra i capelli.

Si rintanò in un vicolo cieco, fra sacchi d’immondizia e ciarpame, sola con la notte. Tormentata dal rimorso di mille omicidi, odiava se stessa, ogni giorno di più. E più che lei odiava solamente chi l’aveva ridotta in quello stato, costretta a cibarsi del sangue d’altri esseri umani per vivere, ossessionata da una seconda personalità demoniaca…

Gli scienziati del progetto V.

Maledì uno ad uno i loro nomi, e le tornò a mente la sua missione di vendetta. Ritrovata la determinazione, si rialzò, e barcollò fino all’uscita dal vicolo. Asciugò via l’ultima lacrima, e si rimise in marcia. Verso dove stesse camminando, non ne aveva idea. Per quanto tempo avesse viaggiato, non voleva neppure saperlo. Non la preoccupava l’idea del contagio, né doveva pensare al cibo. Neanche le munizioni dei due “angeli d’argento” che portava con sé, erano un problema. Le bande locali avevano sempre tutto ciò che le serviva, per continuare a trascinare le gambe verso la vendetta…

Già, ma dove avrebbe trovato i suoi carnefici? Non ricordava la posizione del laboratorio, né aveva indizi su chi vi fosse collegato. Poteva solo continuare a vagabondare, di omicidio in omicidio, verso tenebre sempre più oscure…

 

 

 

CAPITOLO I - RossoSangue

CAPITOLO II - Stayin' Alive

CAPITOLO III - Vai da Qualche Parte?

CAPITOLO IV - Blood and Gasoline

CAPITOLO V - La Mia Amata

CAPITOLO VI - Sono Solo un Artista

CAPITOLO VII - La Fortezza di Dion

CAPITOLO VIII - Conflitto Interiore

CAPITOLO IX - Nella Nebbia

CAPITOLO X - Colpo Secco

CAPITOLO XI - Il Mio Preferito

CAPITOLO XII - Solo un Bluff

CAPITOLO XIII - Arthur Furioso

CAPITOLO XIV - Ora si Corre

CAPITOLO XV - Assolutamente No

CAPITOLO XVI - Duello Sospeso

CAPITOLO XVII - Conflitto Interiore Reloaded

CAPITOLO XVIII - Dove Eravamo Rimasti?

CAPITOLO XIX - Vittoria

Edited by Blake

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Ciao Blake,

come ti dissi tempo fa, il racconto è ben scritto

e l'idea di base non è affatto male.

 

Lo stai continuando?

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Ciao Blake,

come ti dissi tempo fa, il racconto è ben scritto

e l'idea di base non è affatto male.

 

Lo stai continuando?

Grazie.

Sì, l'ho continuato, sono intorno al 4° capitolo ora, solo non mi andava di postare tutto in una volta xD. Ecco il primo capitolo:

 

CAPITOLO I

RossoSangue

 

Non era decisamente la notte più adatta, per qualcuno alla ricerca di un po’ di tranquilla solitudine. Infatti, a pochi angoli dal vicolo in cui si era rifugiata, Lilah sentì alle sue spalle una voce da uomo che sembrava parlare con lei.

“Ci sono altri metodi, sai.”

Lilah si fermò, ma non si voltò. L’uomo proseguì.

“Non devi per forza uccidere…”

La ragazza alzò lo sguardo.

“Che vuoi saperne, tu…”

“Più di quanto pensi.”

Solo a questo punto, si voltò. L’uomo alle sue spalle, seminascosto dall’ombra, era appoggiato al muro, e guardava in sua direzione con le braccia conserte.

“Ti dirò, quel tizio non aveva molto sangue.” -Esordì Lilah- “Potrei decidere di usare te, come dessert, se non smetti di parlare a mezze frasi.”

L’uomo rise, staccandosi dal muro. Frugò in tasca, e lanciò qualcosa in direzione di Lilah, dicendo:

“Oppure, potresti usare una di queste.”

Lilah afferrò al volo la provetta lanciatale. La esaminò alla luce incerta del lampione, costatando che conteneva un liquido rosso.

“Cos’è?” Chiese al suo misterioso interlocutore.

“Lo chiamano, con poca fantasia, Sangue Finto. È una sostanza in grado di placare la sete di sangue di quelli come te e me…”

“Vuoi dire che…”

“Sì, non sei più costretta ad uccidere, e sì, non sei l’unica ad essere sfuggita dalle grinfie del progetto V.”

“…Inizia a tirar fuori delle prove, per il bene delle tue giunture.”

“Ahahah, sì, certo. In tempi come questi, non ci si può fidare del primo che capita.”

Detto questo, l’uomo uscì dall’ombra, entrando nell’alone lucente del lampione. A quel punto, Lilah scorse il rosso acceso dei capelli corti e spettinati del suo interlocutore, riconoscendo la tonalità in quella che, da ormai troppo tempo, vedeva riflessa negli specchi. La tonalità del sangue…

“Mi chiamo Douglas, e sono uno dei pochi superstiti del progetto V. Come tutti gli altri, ho perso gran parte dei miei ricordi. Come tutti gli altri, i miei capelli sono diventati del colore del sangue. Come tutti gli altri, sono costretto a cibarmi del sangue degli esseri umani. Come tutti gli altri, sono assetato più di vendetta che di sangue…Come pochi altri, sono ancora vivo. Mi credi ora? O preferisci vedermi uccidere e dissanguare qualcuno? Potrei iniziare a pensare che ti piaccia, massacrare persone…”

L’espressione di Lilah mutò drasticamente in quello che sembrava il ghigno di una iena.

“Oh, sì…”

Le sue mani iniziarono a tremare, in preda a delle convulsioni. Fu una questione di attimi, prima che cadesse in ginocchio, con le mani fra i capelli.

“No…no, io…”

Tolse il tappo dalla fiala, e ne scolò il contenuto. Di lì a poco si calmò, lasciò cadere le braccia lungo i fianchi, la testa bassa. La fiala, vuota, si ruppe cadendo al suolo.

“Io… non voglio…uccidere…”

“…E non sarai più costretta a farlo.”

Disse l’uomo, tendendole la mano.

“Alzati, andiamo.”

“…Andiamo? Dove…?”

“A far provviste per l’inverno.”

Poco tempo dopo erano in viaggio silenzioso, a bordo dell’automobile, un’utilitaria vecchia ed acciaccata, di Douglas, diretti verso quella che, per Lilah, era una destinazione ignota. A pochi minuti dalla partenza, l’uomo cercò di rimuovere il silenzio.

“Allora, eh…”

Si accorse di non conoscere il nome di Lilah.

“Come hai detto di chiamarti?”

“Non te l’ho detto.”

“Oh, beh, credo sia normale non ricordarselo. Io stesso non ne ho memoria. ‘Douglas’ era scritto sulla targhetta legata alla mia caviglia, quando mi sono svegliato.”

“Sulla mia targhetta, c’era scritto ‘Scarto’.”

“Qualcosa a che fare con la doppia personalità, eh?”

“…Temo proprio di sì. Anche quella, è opera loro.”

Seguirono alcuni attimi di silenzio, rotto ancora una volta da Douglas.

“Allora, devo chiamarti ‘Scarto’, o hai un nome migliore?”

“…Lilah andrà bene. Ora faccio io le domande. Dove stiamo andando?”

“Va bene, Lilah. Ci stiamo dirigendo verso Absalom.”

“Absalom…”

“Che c’è? Ti ricorda qualcosa?”

“Forse…ma forse è solo un’impressione. Che posto è?”

“Absalom è…era… un luogo speciale. Gli abitanti di quella città erano misteriosamente immuni al contagio.”

“Erano?”

“È stata rasa al suolo, anni fa, da un’orda di contagiati impazziti…i sopravvissuti, comunque, ancora vivono…ma la malattia inizia a farsi strada, anche fra di loro…”

“E che andiamo a fare, in questo falso eden a forma di cumulo di macerie?”

“Devi sapere che, per gli umani, il ‘sangue finto’ è una potente droga. Ora, ad Absalom, questa droga è molto popolare…”

“…E come biasimarli…”

“Il sangue finto è espressamente destinato a noi ‘Vampiri’. DEVE essere opera degli scienziati V.”

“Quindi, vuoi contattare uno spacciatore, e rintracciare i fornitori fino alla sede del laboratorio?”

“E, nel frattempo, metterne da parte una discreta scorta.”

“Accelera.”

Circa una mezz’ora dopo, il muro di cinta di Absalom fece capolino all’orizzonte. L’antica costruzione portava i segni dell’assalto avvenuto anni prima, ma era ben sorvegliata da guardie armate. Abbandonarono la vettura lontano dalla città, e Douglas la coprì con un telo nero.

“Paura che te la rubino?”

“Più che l’auto, è il carburante che voglio proteggere. È merce d’immenso valore…”

Camminarono per un discreto tratto, fino a raggiungere un tratto sperduto del muro di Absalom, dove Lilah rispolverò la sua ironia.

“Niente tappeto rosso, immagino.”

“Le guardie non ci farebbero mai passare. Da queste parti dovrebbe esserci un ‘ingresso di servizio’, se sai cosa intendo.”

“Non dirmi che hai intenzione di trascinarmi in un tunnel fognario.”

“Sempre meglio che vedersela con le guardie, no?”

“Già, probabilmente…opporrebbero resistenza.”

Lilah abbassò la testa, i capelli le coprivano gli occhi. Iniziò a ridere sommessamente, scotendo le spalle.

“…e…poi…dovremmo…combattere…E…sanguinerebbero…oh…come…sanguinerebbero…eheheh…avr

ebbero paura…sarebbero inorriditi…eheheh…”

La mano destra corse verso la pistola.

“Lilah!”

Urlò Douglas. La mano sinistra di Lilah afferrò il polso della destra, seguì una convulsa battaglia per il controllo del corpo, che terminò pochi, lunghissimi istanti dopo.

“È…è tutto a posto ora. È passato.”

Douglas non sembrò rassicurato.

“Muoviamoci. Tu più d’ogni altro meriti vendetta. Ma…vai avanti tu, ok?”

Lilah si avvicinò con fare offeso. “Hmpf.” Fece, prima di sparire nella botola aperta da Douglas.

 

 

Un sacco di chiacchiere in questo capitolo.

Mi farò perdonare...

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Si si continua a piacermi....

e poi ogni tanto le "chiacchiere" servono :)

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In onore di Kucky (Copyright by Soul Eater)

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Puoi pensare quanto vuoi al passato.

Puoi ricordarlo per giocarci, per piangere, per riderci sopra o semplicemente puoi ricordarlo per ciò che era.

Non importa se è stato il momento migliore o peggiore della tua vita: il passato è passato. Questo è il momento di vivere nel presente.

Mahun

 

Per eventuali domande usate QUELL'ALTRO TOPIC, qui POSTATE SOLAMENTE UNA FRASE DEL TIPO "CAZZINCULO" (dopo, ovviamente, avermi spedito il lavoro via mp)

I lavori dovranno essere zippati (o rarrati) e per coloro che usano Rpg Maker 2000 anche privati degli inutili 700kb di exe, grazie. Nel nome del , specificate chi cazzo siete.

Luis'

 

Uhm, vediamo, conoscendo i gusti di Kanta possono essere:

- Ea Taesse

- Blind Guardian

- (band qualsiasi funeral doom black satanic spudoratic pornographic depressated metal)

- Rammstein ma non credo proprio xD

 

Ah, benvenuto xD

 

Edit: Hentai Gratis Free XXX Baldu Naked with Otaku and Lestat Giochino a 3

Erunamo

 

***

 

Added: May 01, 2007

From: capitano92

''I terroristi catturano babbo natale e lo integorrano''

 

***

 

Baldø scrive:

Bene

Baldø scrive:

ora che sei mod

Baldø scrive:

devi comportarti con adeguatezza

Baldø scrive:

percui andiamo a molestare qualche utente

Baldø scrive:

:E

Kuchi scrive:

xDD

 

***

 

qui POSTATE SOLAMENTE UNA FRASE DEL TIPO "INVIATO"

Baldo Ssj2

Questo era il topic che l'ha fatto incazzare (e aveva ragione, anche io mi incazzai)

 

***

 

Da Wikipedia: (Quark, musica prego...)

•"Bi-curioso" (in inglese Bi-curious) è un termine che può avere diversi e contraddittori significati. Comunemente è usato da persone che si identificano come eterosessuali ma che sono interessati ad esperienze omosessuali. Spesso alcuni (non sempre correttamente) sono ritenuti essere omosessuali, oppure bisessuali che però non accettano la loro omosessualità. La parola bi-curioso può anche essere usata per classificare qualcuno che è "Bi-passivo" (vedi oltre), "Bi-permissivo" oppure aperto ad indiretti rapporti bisessuali.

 

E dunque:

 

mauro scrive:

ma a me mi sembra si stile rtp questo lavoro O_

Kuchi scrive:

stile rtp ma non l'rtp default

mauro scrive:

aahh

mauro scrive:

io gay ç.ç

mauro scrive:

anzi bi curioso da quello che ho capito :/

 

***

 

Volevo metterlo qui, ma sono troppe le cose da riportare xD xDDD$0AIšD$0D¢XA***

 

Ti prego non usare mai più quel font per i numeri XD

é troppo semplice.

Solitamente quei font puliti e leggeri si usano per le scritte piu piccole (difatti s eprovi a ridurlo di molto noterai che esce molto più stiloso di ora).

 

Abbond adi piu con il contronro rosso dei numeri (nel primo), che altrimenti si vedonod elle sgranatureun po bruttine (veid il 3 iniziale).

Pe ril seocondo: attento a non abusare degli efetti di canale (overlay, luminance ecc. non so come si chiamano in photo) che poi ti fanno cxonfondere il testo (vedi sulla destra alcuni numeri si leggono poco).

 

***

 

Questa è...

 

***

 

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

visto che bella risposta XD

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

dove pecisamente?

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

http://www.rpg2s.net/forum/index.php?showt...amp;#entry32921

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

sei un my7th

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

il tuo settimo

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

HAHAHAHAHA XD

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

volevo scrivere ''Myth''

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

XD, questa va in firma di corsa

 

***

 

tatticamente gli conveniva però, lasciarsi prima con la ragazza XD

 

E che è?Una guerra? XD

 

(Mahun)

***Mauro scrive:

ho avuto un problema oggi

Kuchi scrive:

quale?

Mauro scrive:

stranamente

Mauro scrive:

quando vedevo le ragazze

Mauro scrive:

miei compagnie di classe

Mauro scrive:

le immaginavo nude

Kuchi scrive:

O_O

Mauro scrive:

e mi eccitavo

Kuchi scrive:

AHAHAHAHAHHA

Mauro scrive:

*_*

Kuchi scrive:

questa va in firma xDDD

Mauro scrive:

mettila n firma

Mauro scrive:

*_*

Mauro scrive:

ho parlato con un mio compagno di classe

Mauro scrive:

ed era la stessa

Mauro scrive:

cosa

Mauro scrive:

astinenaza

Mauro scrive:

*_*

Kuchi scrive:

AHAHAHAH XD

Mauro scrive:

oggi mi sono fatto un a sga

Mauro scrive:

ora mi sento meglio

Mauro scrive:

 

Mauro scrive:

ho fatto una sega come cristo comanda

Mauro scrive:

con film porno super fetish hard

Mauro scrive:

popcorn

Mauro scrive:

fazzoletti

Kuchi scrive:

o_o

Mauro scrive:

preservativi(non si sa mai,una ragazza entra in camera mia è vuole scoparmi d'imporvviso)

Mauro scrive:

e naturlamente la pepsi

Mauro scrive:

come ho goduto

Mauro scrive:

: ]

Kuchi scrive:

METTO ANCHE QUESTO? AHAHA XD

Mauro scrive:

ovvio

 

***

 

naaaaaa...

flame vincerebbe tutte le categorie "trash"

Ziel grazie della stima XD

 

*****

 

C'era una volta, tanto tempo fa, un bambino di 3-4 anni, piccolo e grasso.

Dal padre veniva spesso chiamato "Ciccio" in modo scherzoso. Il cuginetto della sua stessa età lo chiamava "Cicìo".

Una sera, l'intera famiglia del bambino era stata invitata ad una festa di carnevale organizzata dal centro dove lavorava il suo papà. Durante la festa c'era pure un concorso per la maschera più simpatica. Il simpatico bimbo grasso era vestito da topolino. Durante la serata, allontanandosi dai genitori e senza dire niente a nessuno, era salito sul palco, aveva preso il microfono e aveva detto "Tao, io tono Tio Polla e tono vetito da Topolino" (che voleva dire "Ciao, io sono Ciccio Podda e sono vestito da Topolino", Podda è il mio secondo cognome).

E da lì tutti i parenti (fratelli, genitori, cugini, zii, nonni) iniziarono a chiamarlo Tio Polla. Ben presto i fratelli iniziarono a chiamarlo "Tio" pure davanti ai loro amici, che a loro volta iniziarono a chiamarlo allo stesso modo. Quando Tio arrivò alle scuole elementari, pure i suoi amici iniziarono a chiamarlo Tio, vedendo che pure i fratelli lo chiamavano così. E così continuo fino alle scuole medie. Alle scuole superiori, il piccolo bambino grasso, che ormai era un normale adolescente magro quanto uno stuzzicadenti, continuava ad essere chiamato Tio da tutti, ma proprio tutti. Professori e utenti sconosciuti del web compresi.

E visse per sempre felice e contento.

Tio

 

 

**************************

 

André LaCroix scrive:

no guarda

André LaCroix scrive:

proprio la maleducazione non te la si può rimproverare

André LaCroix scrive:

avrai anche tu i tuoi difetti (sei piccolo, puccioso, ghei e puzzi), ma maleducato non lo sei affatto

 

 

 

 

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Si si continua a piacermi....

e poi ogni tanto le "chiacchiere" servono :)

Vai così Blake!

Grazie ^^.

 

Interessante...... L'idea di vampiri pistoleri non è proprio l'ideale per me, ma mi piace com'è scritto :)

Eh, ci credo, se sei un fan di Legacy of Kain xD.

Oh, beninteso, anch'io adoro affettamenti e spadate varie eh (ed anche LoK se è per questo).

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Bisogna però riconoscere che mettere un paio di armi automatiche nelle mani di un vampiro è di gran lunga più originale delle solite spade magiche...

 

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Puoi pensare quanto vuoi al passato.

Puoi ricordarlo per giocarci, per piangere, per riderci sopra o semplicemente puoi ricordarlo per ciò che era.

Non importa se è stato il momento migliore o peggiore della tua vita: il passato è passato. Questo è il momento di vivere nel presente.

Mahun

 

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***

 

Added: May 01, 2007

From: capitano92

''I terroristi catturano babbo natale e lo integorrano''

 

***

 

Baldø scrive:

Bene

Baldø scrive:

ora che sei mod

Baldø scrive:

devi comportarti con adeguatezza

Baldø scrive:

percui andiamo a molestare qualche utente

Baldø scrive:

:E

Kuchi scrive:

xDD

 

***

 

qui POSTATE SOLAMENTE UNA FRASE DEL TIPO "INVIATO"

Baldo Ssj2

Questo era il topic che l'ha fatto incazzare (e aveva ragione, anche io mi incazzai)

 

***

 

Da Wikipedia: (Quark, musica prego...)

•"Bi-curioso" (in inglese Bi-curious) è un termine che può avere diversi e contraddittori significati. Comunemente è usato da persone che si identificano come eterosessuali ma che sono interessati ad esperienze omosessuali. Spesso alcuni (non sempre correttamente) sono ritenuti essere omosessuali, oppure bisessuali che però non accettano la loro omosessualità. La parola bi-curioso può anche essere usata per classificare qualcuno che è "Bi-passivo" (vedi oltre), "Bi-permissivo" oppure aperto ad indiretti rapporti bisessuali.

 

E dunque:

 

mauro scrive:

ma a me mi sembra si stile rtp questo lavoro O_

Kuchi scrive:

stile rtp ma non l'rtp default

mauro scrive:

aahh

mauro scrive:

io gay ç.ç

mauro scrive:

anzi bi curioso da quello che ho capito :/

 

***

 

Volevo metterlo qui, ma sono troppe le cose da riportare xD xDDD$0AIšD$0D¢XA***

 

Ti prego non usare mai più quel font per i numeri XD

é troppo semplice.

Solitamente quei font puliti e leggeri si usano per le scritte piu piccole (difatti s eprovi a ridurlo di molto noterai che esce molto più stiloso di ora).

 

Abbond adi piu con il contronro rosso dei numeri (nel primo), che altrimenti si vedonod elle sgranatureun po bruttine (veid il 3 iniziale).

Pe ril seocondo: attento a non abusare degli efetti di canale (overlay, luminance ecc. non so come si chiamano in photo) che poi ti fanno cxonfondere il testo (vedi sulla destra alcuni numeri si leggono poco).

 

***

 

Questa è...

 

***

 

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

visto che bella risposta XD

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

dove pecisamente?

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

http://www.rpg2s.net/forum/index.php?showt...amp;#entry32921

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

sei un my7th

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

il tuo settimo

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

HAHAHAHAHA XD

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

volevo scrivere ''Myth''

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

XD, questa va in firma di corsa

 

***

 

tatticamente gli conveniva però, lasciarsi prima con la ragazza XD

 

E che è?Una guerra? XD

 

(Mahun)

***Mauro scrive:

ho avuto un problema oggi

Kuchi scrive:

quale?

Mauro scrive:

stranamente

Mauro scrive:

quando vedevo le ragazze

Mauro scrive:

miei compagnie di classe

Mauro scrive:

le immaginavo nude

Kuchi scrive:

O_O

Mauro scrive:

e mi eccitavo

Kuchi scrive:

AHAHAHAHAHHA

Mauro scrive:

*_*

Kuchi scrive:

questa va in firma xDDD

Mauro scrive:

mettila n firma

Mauro scrive:

*_*

Mauro scrive:

ho parlato con un mio compagno di classe

Mauro scrive:

ed era la stessa

Mauro scrive:

cosa

Mauro scrive:

astinenaza

Mauro scrive:

*_*

Kuchi scrive:

AHAHAHAH XD

Mauro scrive:

oggi mi sono fatto un a sga

Mauro scrive:

ora mi sento meglio

Mauro scrive:

 

Mauro scrive:

ho fatto una sega come cristo comanda

Mauro scrive:

con film porno super fetish hard

Mauro scrive:

popcorn

Mauro scrive:

fazzoletti

Kuchi scrive:

o_o

Mauro scrive:

preservativi(non si sa mai,una ragazza entra in camera mia è vuole scoparmi d'imporvviso)

Mauro scrive:

e naturlamente la pepsi

Mauro scrive:

come ho goduto

Mauro scrive:

: ]

Kuchi scrive:

METTO ANCHE QUESTO? AHAHA XD

Mauro scrive:

ovvio

 

***

 

naaaaaa...

flame vincerebbe tutte le categorie "trash"

Ziel grazie della stima XD

 

*****

 

C'era una volta, tanto tempo fa, un bambino di 3-4 anni, piccolo e grasso.

Dal padre veniva spesso chiamato "Ciccio" in modo scherzoso. Il cuginetto della sua stessa età lo chiamava "Cicìo".

Una sera, l'intera famiglia del bambino era stata invitata ad una festa di carnevale organizzata dal centro dove lavorava il suo papà. Durante la festa c'era pure un concorso per la maschera più simpatica. Il simpatico bimbo grasso era vestito da topolino. Durante la serata, allontanandosi dai genitori e senza dire niente a nessuno, era salito sul palco, aveva preso il microfono e aveva detto "Tao, io tono Tio Polla e tono vetito da Topolino" (che voleva dire "Ciao, io sono Ciccio Podda e sono vestito da Topolino", Podda è il mio secondo cognome).

E da lì tutti i parenti (fratelli, genitori, cugini, zii, nonni) iniziarono a chiamarlo Tio Polla. Ben presto i fratelli iniziarono a chiamarlo "Tio" pure davanti ai loro amici, che a loro volta iniziarono a chiamarlo allo stesso modo. Quando Tio arrivò alle scuole elementari, pure i suoi amici iniziarono a chiamarlo Tio, vedendo che pure i fratelli lo chiamavano così. E così continuo fino alle scuole medie. Alle scuole superiori, il piccolo bambino grasso, che ormai era un normale adolescente magro quanto uno stuzzicadenti, continuava ad essere chiamato Tio da tutti, ma proprio tutti. Professori e utenti sconosciuti del web compresi.

E visse per sempre felice e contento.

Tio

 

 

**************************

 

André LaCroix scrive:

no guarda

André LaCroix scrive:

proprio la maleducazione non te la si può rimproverare

André LaCroix scrive:

avrai anche tu i tuoi difetti (sei piccolo, puccioso, ghei e puzzi), ma maleducato non lo sei affatto

 

 

 

 

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Amo i vampiri. Amo i vampiri con armi automatiche. Amo le atmosfera darkettose di questo tipo, con pure qualche tratto cyberpunk.

 

Scrivi in un modo fluido e piacevole, fatto che insieme al plot di buona fattura (almeno per ora ;O;) rende il tuo racconto decisamente COOL™ :chirol_lovely:

 

p.s. Kuchi, se non hai mai provato a giocare a Vampiri: La Masquerade, (o il Requiem) fallo...gioco di ruolo cartaceo sui vampiri in epoca moderna :Q___ (a dire il vero c'è pure quello medievale sui Secoli Bui ma vabè XD)

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Amo i vampiri. Amo i vampiri con armi automatiche. Amo le atmosfera darkettose di questo tipo, con pure qualche tratto cyberpunk.

 

Scrivi in un modo fluido e piacevole, fatto che insieme al plot di buona fattura (almeno per ora ;O;) rende il tuo racconto decisamente COOL™ :chirol_lovely:

 

p.s. Kuchi, se non hai mai provato a giocare a Vampiri: La Masquerade, (o il Requiem) fallo...gioco di ruolo cartaceo sui vampiri in epoca moderna :Q___ (a dire il vero c'è pure quello medievale sui Secoli Bui ma vabè XD)

Oh, finalmente ti sei deciso a commentare xD grazie ^^;.

Vi regalo un altro capitolo, dai.

 

CAPITOLO II

Stayin’ Alive

 

Camminarono nell’oscuro, buio, labirintico, sudicio e puzzolente tunnel fognario per minuti che sembrarono ore, prima che Douglas esordisse con il suo, liberatorio, “Siamo arrivati”.

L’uomo allungò un braccio verso una scala metallica, talmente sudicia che nessuno che non conoscesse a menadito quei cunicoli l’avrebbe trovata. La scalò fino ad un tombino, che sollevò con molta cura. Con altrettanto riguardo controllò l’assenza di possibili testimoni, prima di aprire del tutto la fogna ed uscire. Lilah lo seguì poco distante. L’aria di Absalom non era poi così diversa da quella del mondo esterno. Faceva freddo, ed erano assai poche le persone che si avventuravano fuori dalle rovine delle proprie case. Erano sbucati in un vicolo, che probabilmente era squallido anche ai tempi d’oro della città.

Douglas riprese il comando, destreggiandosi fra le vie semideserte della città. Dopo pochi passi, Lilah si sentì tirare per il cappotto. Voltandosi, notò un mendicante che, afferrandole un lembo del soprabito, sperava di attirare la sua attenzione.

“Per favore…” Disse l’uomo “Datemi qualcosa…con cui coprirmi…fa così…così freddo…”

Solo a quel punto, la ragazza notò le orribili piaghe sulla pelle dell’uomo: segni evidenti del contagio che già da qualche tempo stava erodendo il suo corpo. Si liberò dalla presa con uno strattone, e continuò a seguire Douglas, ignorando il mendicante.

Affrettò il passo, diminuendo la distanza che la separava dal compagno, per potergli chiedere:

“Dov’è che stiamo andando?”

“In una patetica imitazione di night club. Non vengo qui da tempo, ma Absalom è refrattaria ai cambiamenti, dovrebbe essere ancora là…”

Giunsero infine di fronte ad un’anonima e malridotta porta metallica, in un anonimo e malridotto vicolo di un’anonima e malridotta via. Da oltre la porta, proveniva della (pessima) musica. Douglas fece per aprire la porta, ma trovò resistenza, e dovette forzarla con una spallata. Cigolando, il passaggio si aprì. Tre gradini scendevano in un corridoio sporco, illuminato a malapena da una lampada dondolante che pendeva dal soffitto. Al lato opposto del corridoio, un’altra porta metallica conduceva all’origine della musica…ma era protetta da un omaccione dall’aria minacciosa. Lilah sorrise, e fece per estrarre la pistola. Douglas la fermò, facendo cenno di no con la testa, e si avvicinò all’uomo.

“Possiamo entrare?”

“No.”

Fu la secca risposta dell’uomo. Douglas fece un respiro profondo, prima di assestargli un gancio alla mandibola che lo spedì nel mondo dei sogni.

“Lo prenderò come un sì.” Disse, ridacchiando ed agitando la mano dolorante. Tornò a voltarsi verso Lilah, dicendole:

“Ok, tu entra e cerca di vedere se qualcuno ha del sangue finto. Io resto di guardia. Solo…non attirare troppo l’attenzione, eh? E non dovrei dirtelo, ma…non uccidere nessuno.”

Lilah assunse un’espressione contrariata:

“Oh, al diavolo! Chi sentirà mai la loro mancanza?!”

“Ti hanno già portato via l’umanità del corpo. Combatti per mantenere quella della mente.”

Senza dire una parola, Lilah aprì la seconda porta metallica. A quel punto, libera dalla propria prigione insonorizzata, la musica assordante invase il corridoio, costringendo Douglas a tapparsi le orecchie. Lilah scivolò all’interno della stanza, richiudendo la porta, e la musica, dietro di sé.

Il nuovo ambiente era a tutti gli effetti una discoteca. Piccola, sì, ma di certo non affollata. Il DJ era occupato a dirigere le quattro casse, situate agli angoli dell’area, che vomitavano note sugli scarsi ballerini, mentre le luci psichedeliche li aiutavano a dimenticare i molti problemi delle loro flagellate vite.

“Che spreco d’energia” fu la prima cosa che pensò Lilah.

Addentrandosi nell’ambiente, però, iniziò a considerare come la musica avrebbe coperto gli spari, e le grida…ma qualcosa attirò la sua attenzione, prima che riuscisse a sviluppare l’idea. In un angolo, un ragazzo, seduto a terra, sembrava iniettarsi qualcosa nel braccio…

Si diresse subito in sua direzione.

“Dove l’hai presa?”

Gli chiese, guardandolo dall’alto in basso. Il ragazzo non rispose.

Lilah si abbassò.

“Ti ho fatto una domanda. Dove trovi questa roba?”

“Come?”

Replicò il ragazzo.

“Ti ho chiesto dove ti procuri la roba.”

“Non capisco!”

Rispose.

Sicuramente avrebbe prestato più attenzione alle parole di Lilah, anche attraverso la musica assordante, se fosse stato a conoscenza, anche solo di un decimo, delle orribili torture che la personalità demoniaca della ragazza aveva intenzione di infliggergli.

Lilah afferrò il ragazzo per il bavero della maglietta e lo costrinse ad alzarsi. Lo guardò dritto negli occhi con uno sguardo terrificante, e mise mano alla pistola. Sbuffò, quindi, senza voltarsi, sparò a tutte e quattro le casse, e svuotò i proiettili rimasti sulla console del DJ. La musica si calmò, ma le grida terrorizzate di chi cercava di mettersi in salvo erano altrettanto assordanti. Quando nella stanza rimasero solo Lilah ed il suo malaugurato interlocutore, finalmente in silenzio, la ragazza pose di nuovo la sua domanda.

“Dove. Ti. Procuri. La. Roba.?!”

“N-non lo so…i-io…l-lo spacciatore…n-non so dove a-abiti…io…l-lui gira. Gira nei vicoli…s-se vede un cliente, s-si avvicina, e t-te la offre…se hai di che pa-pagare, certo…”

“Non vali neanche le pallottole che ho sparato.”

Disse Lilah, scaraventandolo al suolo. Il ragazzo corse via verso l’uscita, scontrandosi con Douglas, che stava entrando.

“Ti avevo detto…di non attirare l’attenzione…”

Le disse.

Lilah camminò lentamente verso Douglas, ricaricando la pistola. Quando gli fu vicina, ripose l’arma nel fodero, ed alzò lo sguardo.

“Ops”

Disse piattamente, stringendo le spalle, e si diresse fuori.

Douglas la seguì, scotendo la testa.

 

 

 

Il presente testo non esprime miei pareri su discoteche e/o tossicodipendenti. Giusto per evitare discussioni inutili sulla morale.

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Anche questo capitolo mi è piaciuto ;)

Bella da immaginare è soprattutto la fine.

Bravo Blake :chirol_iei2:

 

PS. Douglas inizia ad essermi simpatico :chirol_buha:

Progetto in corso:

"Hero Walking: Toward Another Life"

Video Old Intro su Youtube

Visite: 11.896!

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SE VUOI AVERE RENS PER RISORSE, TUTORIAL, DEMO, ECC... LEGGI QUI

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Anche questo capitolo mi è piaciuto ;)

Bella da immaginare è soprattutto la fine.

Bravo Blake :chirol_iei2:

Grazie :chirol_bak2:

PS. Douglas inizia ad essermi simpatico :chirol_buha:

Mi fa piacere :D

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CAPITOLO III

Vai da Qualche Parte?

 

L’immagine dell’uomo avvolto in un pesante cappotto, con in testa un cappello imbottito, non passava certo inosservata, per le gelide e solitarie vie di Absalom. Sentì una voce chiamarlo, dalle profondità di un buio vicolo.

“Ehi, tu! Psst…avvicinati…”

L’uomo si guardò intorno. Sì, la voce era decisamente rivolta a lui.

“Io?”

Rispose

“Sì, sì…ti interessa, un po’ di trance rossa?”

“Beh, ecco…dipende…”

Disse l’uomo, movendo i primi passi nel vicolo.

“Quanto costerebbe?” Continuò.

“Che hai da offrire?” Replicò lo spacciatore, un uomo magro e calvo nascosto nell’ombra.

Una terza voce, femminile ed arrogante, echeggiò:

“Che ne dici, di un po’ di piombo fuso?!”

Lilah sbucò dal nulla alle spalle dello spacciatore, puntandogli la pistola alla nuca. Douglas si tolse il cappello con la mano sinistra.

Lo spacciatore non sembrò molto impensierito dai due. Rapido come un cobra, si abbassò e corse via alle spalle di Lilah, che inutilmente tentò di afferrarlo per il cappotto. Dopo pochi passi si voltò, e sparò con un fucile a canne mozze, sfoderato da una tasca interna dell’impermeabile. Lilah evitò il colpo gettandosi a terra, ma Douglas fu colto di sorpresa, e colpito al torace ed al braccio destro. Si accasciò a terra, morente, in una pozza di sangue. Lilah digrignò i denti, e cercò di sparare alle gambe dello spacciatore. Lo mancò di poco, mentre questo spiccava un balzo per raggiungere l’ultimo tratto di una scala antincendio. Si arrampicò rapidamente lungo i pioli, ed iniziò a salire, correndo, le scale metalliche. Accorgendosi di Lilah, che lo seguiva non più distante di una rampa, le sparò attraverso la rete di metallo. La ragazza si abbassò, i pallettoni del fucile la mancarono di poco, esplodendo in un tripudio di scintille, e facendo vibrare tutta la costruzione. Non rispose al fuoco, ma continuò a salire, inseguendo l’uomo quando questi entrò in una finestra sfondata. Dietro la finestra, si celava un antico appartamento, disabitato da anni. La polvere rendeva l’aria irrespirabile. Lilah si guardò in torno. Alla sua destra, vedeva un materasso sudicio, piegato ed appoggiato sulla rete metallica di un letto. Di fronte, un corridoio che continuava fino all’uscita, occupato da un tavolo di legno appoggiato su un fianco. Alla sua sinistra, l’arco di una porta scardinata conduceva a ciò che restava di un bagno. Non un attimo troppo presto, capì lo scopo del tavolo. Si tuffò nella stanza a sinistra, mentre lo spacciatore sbucava dal rifugio sparando. Ripresasi in fretta dalla caduta, notò la seconda uscita della stanza, posta in modo da condurre ad un corridoio, ed alle spalle del suo nemico. Mossi i primi passi verso l’uscita, sentì un forte rumore da una delle stanze di fronte. Corse fino alla fine del corridoio: lo spacciatore non era più dietro al tavolo, e la porta d’ingresso dell’appartamento era stata sfondata. Riuscì ad intravedere il suo obiettivo corrervi attraverso, prima di ricominciare l’inseguimento. Corsero fino alle scale del palazzo, ed iniziarono a scendere. Lilah passò da una rampa all’altra saltando il corrimano, per guadagnare rapidamente terreno. Divenne evidente che lo spacciatore avesse premeditato la fuga, quando saltò attraverso una vetrata, fin sul tetto di un vicino palazzo più basso. Attutì la caduta con una capriola, e si diresse verso una porta metallica, che conduceva all’interno dell’edificio. Anche Lilah saltò, ma non riuscì a raggiungerlo prima che chiudesse la porta dietro di sé. Tentò inutilmente di aprirla, ma non si rassegnò. Corse fino al ciglio del tetto, scorse i balconi sottostanti, prese la mira, e si lasciò cadere. Sfondò una porta a vetri, attraversò l’appartamento fino al corridoio, dove rivide il suo obiettivo precipitarsi giù per le scale. Sparò ancora, mirando alle gambe, e stavolta lo sentì urlare, e cadere dai gradini fino al piano inferiore, dietro il muro che separava le rampe. Senza riporre le armi, Lilah si diresse con cautela verso le scale, già pensando ai cruenti metodi con cui avrebbe ottenuto le informazioni che cercava. Ad un passo dalla destinazione, però, si trovò al cospetto del sorriso soddisfatto dell’uomo, che, cogliendo i frutti del proprio bluff, le sparava a bruciapelo all’addome.

Lilah cadde all’indietro, gli occhi spalancati e la bocca aperta in silenzioso grido. Una volta a terra cercò di muoversi, ma il dolore la paralizzava. Tossì sangue e si dimenò per alcuni attimi, prima che fosse finita. Lo spacciatore, soddisfatto, ripose l’arma. Scese una rampa di scale, si infilò in bocca una sigaretta artigianale che accese con un fiammifero. Frugò in tasca, e ne estrasse un mazzo di chiavi con cui aprì una delle porte degli appartamenti. Entrato in casa, si tolse il cappotto, e l’appese accanto all’uscio. Accese la luce, fece partire un po’ di musica lenta, e si sedette in poltrona. Assaporò ad occhi chiusi la sigaretta, ma dovette riaprirli presto, per cercare il posacenere. Fu allora, che urlò.

Vide Lilah, sorridente, seduta sulla poltrona di fronte alla sua. Le gambe accavallate, lo fissava negli occhi con uno sguardo penetrante. L’uomo si alzò di scatto, lasciando cadere la sigaretta, dirigendosi verso la propria arma…in un certo senso, la trovò.

Si imbatté in Douglas, che gli puntava al naso il suo stesso fucile.

“Vai da qualche parte?”

Gli disse.

“Ma…ma…vi ho visti…morire…”

Lilah si alzò, e si avvicinò. L’uomo si voltò a guardarla.

“Non è stato esattamente un graffio…”

Disse, mostrando il buco che aveva nella maglietta sporca di sangue. La pelle era intatta, non c’era traccia di ferite

“…ma per ammazzarmi ti serve ben altro.”

“O, per lo meno, più di quanto non basti a noi.”

Continuò Douglas.

“Ora rispondi a qualche domanda, o potremmo decidere di ricambiarti il favore.”

L’uomo si rassegnò, tornando a sedersi in poltrona.

“Che volete sapere…?”

Lilah si sedette sulle sue gambe.

“Tanto per cominciare, qualcosa di facile. Dove tieni la ‘trance rossa’?”

“No! Tutto ma non questo! Mi serve, i miei affari…”

“Riposta sbagliata!”

Disse la ragazza, puntandogli il pugnale alla gola. Era da qualche tempo che non si dissetava, doveva sforzarsi, per non tagliargli la giugulare…

“E…e va bene. Tutte le fiale che ho sono in una valigia, nella rimessa…la chiave è nell’impermeabile.”

Douglas sorrise soddisfatto.

“Bene, va già meglio. Ora la seconda domanda. Chi te la procura?”

Lì, per lì, lo spacciatore sembrò non voler rispondere. Si guardò intorno preoccupato, cercando Douglas…vide però gli occhi di Lilah. Vide attraverso gli occhi di Lilah. Iniziò a sudare freddo, ed a tremare. Terrorizzato, balbettò:

“C-c’è un t-tizio…uno…scienziato. Vive lontano da qui…nel mio studio dovrei ancora avere scritte le istruzioni su come raggiungerlo…”

“Dovresti?”

“Ci sono, ci sono sicuramente! Lasciatemi andare…vi prego…”

Lilah guardò Douglas, dicendo:

“…Posso?”

Lui rispose facendo cenno di no con la testa.

“Uff, che noia…ma ho sete…”

Continuò Lilah

“Ti ho detto di no. Avrai del sangue finto!”

“Ma non è la stessa cosa…dai…solo uno ancora…che differenza vuoi che faccia?!”

Disse lei, alzando il pugnale.

“Ferma!”

Douglas le afferrò il polso, e la fece alzare in piedi.

“Lasciami! Lasciami, o ammazzo anche te!”

Diceva Lilah, dimenandosi. Douglas si rivolse allo spacciatore.

“Che fai ancora qui? Vattene! E non tornare!”

L’uomo si alzò, ed arrancò fino all’uscita. Lì, esitò, ed allungò un braccio verso l’impermeabile. Sentì uno sparo, e vide parte del muro accanto a lui cadere in polvere. Alle sue spalle, Douglas, stringeva ancora in mano il fucile, fumante. Lo spacciatore se la diede a gambe, senza voltarsi indietro. Douglas dovette lasciar cadere l’arma: Lilah era più forte di quanto pensasse, ed aveva bisogno di tenerle il polso con entrambe le mani, per non finire pugnalato.

“Perché…” Ruggì la ragazza “Perché l’hai lasciato andare?!”

Douglas si abbassò tirando a sé il braccio armato, facendole perdere l’equilibrio. Un colpo di spalle dopo, Lilah era k.o.

Si affrettò verso l’impermeabile, e frugò nervosamente in tutte le tasche, finché non trovò una siringa di sangue finto.

“Ugh…”

Gemette di dolore, sentendo il freddo acciaio del pugnale infilarsi nella sua schiena, fra le costole. Ebbe un attimo di debolezza, in cui gli mancò il fiato. Lilah ne approfittò per voltarlo, e cercare di colpirlo alla gola. Lui si difese appena in tempo, fermando il pugnale facendosi trafiggere la mano. Trattenne un urlo, e cercò di colpirla con la siringa. Lei gli afferrò il polso, e, colpendolo dietro il ginocchio con il tallone, lo spedì a terra. Si avventò su di lui, cercando di sferrare un letale attacco alla testa, tenendo il pugnale con entrambe le mani. Douglas riuscì miracolosamente a schivarlo, approfittò del momento per piantare la siringa nel collo di Lilah. Iniettò l’intera dose, quindi la scansò e si liberò dalla presa, rialzandosi. La ragazza tossì e si dimenò per un po’, prima di addormentarsi. Douglas, sfinito, barcollò fino alla poltrona, e si sedette. Bevve anche lui una dose di sangue finto. Aspettò che le sue ferite si richiudessero, questione di attimi, quindi raccolse il fucile, e sparò all’insopportabile stereo che ripeteva da mezz’ora lo stesso, squallido, motivetto.

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Figo l'inseguimento e lo scambio di battute finali ;)

 

PS. La morale l'ho capita...Mai fidarsi delle donne! :chirol_iei2:

 

Bel lavoro Blake.

Progetto in corso:

"Hero Walking: Toward Another Life"

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Figo l'inseguimento e lo scambio di battute finali ;)

 

PS. La morale l'ho capita...Mai fidarsi delle donne! :chirol_iei2:

 

Bel lavoro Blake.

Grazie.

 

Più che altro, la morale è "Mai fidarsi di un vampiro psicopatico assetato" :chirol_bak2:.

http://www.xboxlc.com/cards/simplered/higherthanhope.jpg

 

Spazio pubblicitario: Commentate, Bastardi! Grazie per la sopportazione!

 

http://www.rpg2s.net/awards/beststoryboarder1.jpghttp://www.rpg2s.net/awards/mostcharismatic1.jpghttp://www.rpg2s.net/awards/nicestuser1.jpg

 

http://rpg2s.net/gif/MGContest1.gif 1° Posto al minigame contest

http://img215.imageshack.us/img215/2788/targhetta2pr0.png

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Wow, bellissimo :Q

Risultati raggiunti nei contest

http://www.rpg2s.net/gif/SloganContest1.gif

E ho vinto anche 3 Banner contest *O*

 

 

 

 

In onore di Kucky (Copyright by Soul Eater)

http://img255.imageshack.us/img255/3526/kuckycn9.png

 

Puoi pensare quanto vuoi al passato.

Puoi ricordarlo per giocarci, per piangere, per riderci sopra o semplicemente puoi ricordarlo per ciò che era.

Non importa se è stato il momento migliore o peggiore della tua vita: il passato è passato. Questo è il momento di vivere nel presente.

Mahun

 

Per eventuali domande usate QUELL'ALTRO TOPIC, qui POSTATE SOLAMENTE UNA FRASE DEL TIPO "CAZZINCULO" (dopo, ovviamente, avermi spedito il lavoro via mp)

I lavori dovranno essere zippati (o rarrati) e per coloro che usano Rpg Maker 2000 anche privati degli inutili 700kb di exe, grazie. Nel nome del , specificate chi cazzo siete.

Luis'

 

Uhm, vediamo, conoscendo i gusti di Kanta possono essere:

- Ea Taesse

- Blind Guardian

- (band qualsiasi funeral doom black satanic spudoratic pornographic depressated metal)

- Rammstein ma non credo proprio xD

 

Ah, benvenuto xD

 

Edit: Hentai Gratis Free XXX Baldu Naked with Otaku and Lestat Giochino a 3

Erunamo

 

***

 

Added: May 01, 2007

From: capitano92

''I terroristi catturano babbo natale e lo integorrano''

 

***

 

Baldø scrive:

Bene

Baldø scrive:

ora che sei mod

Baldø scrive:

devi comportarti con adeguatezza

Baldø scrive:

percui andiamo a molestare qualche utente

Baldø scrive:

:E

Kuchi scrive:

xDD

 

***

 

qui POSTATE SOLAMENTE UNA FRASE DEL TIPO "INVIATO"

Baldo Ssj2

Questo era il topic che l'ha fatto incazzare (e aveva ragione, anche io mi incazzai)

 

***

 

Da Wikipedia: (Quark, musica prego...)

•"Bi-curioso" (in inglese Bi-curious) è un termine che può avere diversi e contraddittori significati. Comunemente è usato da persone che si identificano come eterosessuali ma che sono interessati ad esperienze omosessuali. Spesso alcuni (non sempre correttamente) sono ritenuti essere omosessuali, oppure bisessuali che però non accettano la loro omosessualità. La parola bi-curioso può anche essere usata per classificare qualcuno che è "Bi-passivo" (vedi oltre), "Bi-permissivo" oppure aperto ad indiretti rapporti bisessuali.

 

E dunque:

 

mauro scrive:

ma a me mi sembra si stile rtp questo lavoro O_

Kuchi scrive:

stile rtp ma non l'rtp default

mauro scrive:

aahh

mauro scrive:

io gay ç.ç

mauro scrive:

anzi bi curioso da quello che ho capito :/

 

***

 

Volevo metterlo qui, ma sono troppe le cose da riportare xD xDDD$0AIšD$0D¢XA***

 

Ti prego non usare mai più quel font per i numeri XD

é troppo semplice.

Solitamente quei font puliti e leggeri si usano per le scritte piu piccole (difatti s eprovi a ridurlo di molto noterai che esce molto più stiloso di ora).

 

Abbond adi piu con il contronro rosso dei numeri (nel primo), che altrimenti si vedonod elle sgranatureun po bruttine (veid il 3 iniziale).

Pe ril seocondo: attento a non abusare degli efetti di canale (overlay, luminance ecc. non so come si chiamano in photo) che poi ti fanno cxonfondere il testo (vedi sulla destra alcuni numeri si leggono poco).

 

***

 

Questa è...

 

***

 

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

visto che bella risposta XD

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

dove pecisamente?

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

http://www.rpg2s.net/forum/index.php?showt...amp;#entry32921

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

sei un my7th

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

il tuo settimo

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

HAHAHAHAHA XD

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

volevo scrivere ''Myth''

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

XD, questa va in firma di corsa

 

***

 

tatticamente gli conveniva però, lasciarsi prima con la ragazza XD

 

E che è?Una guerra? XD

 

(Mahun)

***Mauro scrive:

ho avuto un problema oggi

Kuchi scrive:

quale?

Mauro scrive:

stranamente

Mauro scrive:

quando vedevo le ragazze

Mauro scrive:

miei compagnie di classe

Mauro scrive:

le immaginavo nude

Kuchi scrive:

O_O

Mauro scrive:

e mi eccitavo

Kuchi scrive:

AHAHAHAHAHHA

Mauro scrive:

*_*

Kuchi scrive:

questa va in firma xDDD

Mauro scrive:

mettila n firma

Mauro scrive:

*_*

Mauro scrive:

ho parlato con un mio compagno di classe

Mauro scrive:

ed era la stessa

Mauro scrive:

cosa

Mauro scrive:

astinenaza

Mauro scrive:

*_*

Kuchi scrive:

AHAHAHAH XD

Mauro scrive:

oggi mi sono fatto un a sga

Mauro scrive:

ora mi sento meglio

Mauro scrive:

 

Mauro scrive:

ho fatto una sega come cristo comanda

Mauro scrive:

con film porno super fetish hard

Mauro scrive:

popcorn

Mauro scrive:

fazzoletti

Kuchi scrive:

o_o

Mauro scrive:

preservativi(non si sa mai,una ragazza entra in camera mia è vuole scoparmi d'imporvviso)

Mauro scrive:

e naturlamente la pepsi

Mauro scrive:

come ho goduto

Mauro scrive:

: ]

Kuchi scrive:

METTO ANCHE QUESTO? AHAHA XD

Mauro scrive:

ovvio

 

***

 

naaaaaa...

flame vincerebbe tutte le categorie "trash"

Ziel grazie della stima XD

 

*****

 

C'era una volta, tanto tempo fa, un bambino di 3-4 anni, piccolo e grasso.

Dal padre veniva spesso chiamato "Ciccio" in modo scherzoso. Il cuginetto della sua stessa età lo chiamava "Cicìo".

Una sera, l'intera famiglia del bambino era stata invitata ad una festa di carnevale organizzata dal centro dove lavorava il suo papà. Durante la festa c'era pure un concorso per la maschera più simpatica. Il simpatico bimbo grasso era vestito da topolino. Durante la serata, allontanandosi dai genitori e senza dire niente a nessuno, era salito sul palco, aveva preso il microfono e aveva detto "Tao, io tono Tio Polla e tono vetito da Topolino" (che voleva dire "Ciao, io sono Ciccio Podda e sono vestito da Topolino", Podda è il mio secondo cognome).

E da lì tutti i parenti (fratelli, genitori, cugini, zii, nonni) iniziarono a chiamarlo Tio Polla. Ben presto i fratelli iniziarono a chiamarlo "Tio" pure davanti ai loro amici, che a loro volta iniziarono a chiamarlo allo stesso modo. Quando Tio arrivò alle scuole elementari, pure i suoi amici iniziarono a chiamarlo Tio, vedendo che pure i fratelli lo chiamavano così. E così continuo fino alle scuole medie. Alle scuole superiori, il piccolo bambino grasso, che ormai era un normale adolescente magro quanto uno stuzzicadenti, continuava ad essere chiamato Tio da tutti, ma proprio tutti. Professori e utenti sconosciuti del web compresi.

E visse per sempre felice e contento.

Tio

 

 

**************************

 

André LaCroix scrive:

no guarda

André LaCroix scrive:

proprio la maleducazione non te la si può rimproverare

André LaCroix scrive:

avrai anche tu i tuoi difetti (sei piccolo, puccioso, ghei e puzzi), ma maleducato non lo sei affatto

 

 

 

 

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Scusate, stamattina non ho fatto in tempo a postare il 4° capitolo.

 

CAPITOLO IV

Blood and Gasoline

 

Lilah si risvegliò nel caldo abbraccio di un familiare letto. Attraverso l’atmosfera soffusa della stanza, scorgeva, poco distante, la sagoma di un uomo amato, seduto su di una sedia di legno. Lentamente, la ragazza si mosse, uscendo dalle coperte fino a sedersi, stropicciandosi gli occhi. I suoi lunghi capelli neri si appoggiarono dolcemente sulle spalle. Li guardò per un po’, quasi stupita, quindi si alzò, stiracchiandosi. Mosse i primi passi scalzi verso la figura amata, mentre il leggero e lungo vestito bianco che indossava contribuiva all’atmosfera soffusa del luogo…giunse infine vicino all’uomo. Questi, vedendola, si alzò in piedi. Lilah si specchiò nei suoi occhi, punti castani in un viso rude ma gentile, contornato da corti capelli neri, e mosse la mano per accarezzargli una guancia.

Orrore!

Prima ancora che riuscisse a toccarlo, un violento mal di testa la scosse, i suoi capelli caddero, per lasciar spazio ad una nuova chioma, del colore del sangue. Un coltello le comparve in mano, il suo braccio, movendosi da solo, colpì ripetutamente l’uomo che le era di fronte. Per quanto volesse opporsi, non poteva nulla contro la forza del demone che stava massacrando il suo unico amore. Con le sue stesse mani.

Cercò di fermarsi, cercò di urlare, cercò di scusarsi.

Fu tutto inutile.

Anche quando la sua vittima divenne un freddo cadavere, non riuscì a scusarsi. Buttando la testa all’indietro, esplose in una risata tanto folle quanto atroce, mentre uomini armati entravano sfondando la porta della stanza…

“Perdonami!”

Urlò Lilah, svegliandosi di soprassalto in un letto freddo, in una stanza buia. Si guardò intorno, era sola, e la stanza era ridotta maluccio. Mobili rotti e svuotati riempivano quattro mura foderate di carta da parati lacera e di pessimo gusto. Anche l’odore non era dei migliori. L’unica finestra era chiusa ed oscurata da tapparelle. Il suo cappotto era appoggiato su di una sedia, vicino alla porta aperta.

“Oh, non fa niente” Echeggiò Douglas dalle stanze adiacenti.

“Come hai detto tu, ‘ci vuole ben altro, per ammazzarmi’”

Pochi secondi dopo, l’uomo entrò nella stanza, portando con sé un bicchiere pieno di liquido rosso. Lo appoggiò su di ciò che un tempo era un comodino, dicendo:

“Bevi. Non voglio commettere ancora lo stesso errore…avrei dovuto pensarci…”

“Di cosa parli?”

“Non te lo ricordi? Non bevevi da tempo, e la fucilata presa in pieno non ti ha certo aiutato…l’istinto di sopravvivenza ha facilitato il compito della tua seconda personalità…”

Lilah fece cadere la testa fra le mani.

“Sì…sì ora ricordo…perdonami, io…”

Douglas sorrise.

“Te l’ho già detto, non fa niente. Ci vuole ben altro, per ammazzarmi.”

Lilah rialzò la testa.

“Beh, ora devo sbrigare un affare…se vuoi cambiarti, ci sono degli abiti nella stanza…sempre che non ti facciano schifo, certo. Quando vuoi, mi trovi nella rimessa. È giusto in fondo alle scale, non puoi sbagliare.”

Non udì risposta, mentre usciva dalla stanza e dall’appartamento. Lilah aspettò ancora un po’ prima di rialzarsi. Camminò fino alla finestra ed alzò le tapparelle. Aveva dormito a lungo…era quasi pomeriggio, anche se una spessa coltre di nubi ostacolava il passaggio del sole, impedendogli di illuminare le rovine di Absalom. La luce bastò lo stesso a farle notare la gravità dello squarcio nella sua maglietta.

Decise di frugare un po’ in giro, prima di raggiungere Douglas.

Pochi minuti dopo, entrambi erano nella buia ed impolverata rimessa. Douglas era indaffarato con il relitto di qualcosa di vagamente simile ad una moto da strada.

“Oh, sei arrivata.”

Disse, spuntando da dietro la moto. Tese in avanti una mano sporca di grasso:

“Mi passeresti quella chiave sul tavolo?”

Lilah camminò lentamente fino al tavolo, facendo attenzione a non calpestare le cianfrusaglie sparse sul pavimento. Prese la chiave inglese, e la lanciò a Douglas, che la prese al volo e si rimise subito al lavoro.

“Grazie.”

Le disse. Non sentì risposta.

Lilah esplorò l’area con lo sguardo. Era buio, sporco, disordinato. Ci si stava abituando, ormai. Tornò presto a guardare Douglas, e gli chiese

“Allora, hai scoperto come si procurava il sangue finto?”

Senza smettere di lavorare, l’uomo rispose

“Sì. La prendeva da un qualche scienziato eremita, che abita da solo in un laboratorio abbastanza distante da qui.”

Dopo alcuni momenti di silenzio, la ragazza tornò a parlare. Teneva le braccia conserte, il suo tono di voce era basso.

“Hai finito di giocare al meccanico?”

“Forse.”

Douglas emerse dal relitto della moto. Le maniche della maglietta nera erano arrotolate fino ai gomiti, e dai gomiti in poi le braccia erano nere di grasso. Col dorso della mano si asciugò la fronte, girò la chiavetta infilata nel cruscotto della moto, vi salì, e diede gas.

Il rombo possente del motore lo rassicurò. Urlò:

“Sì!!”

Il seguente botto ed il fumo nero fecero l’opposto. Mormorò:

“…o forse no.”

Un’ora abbondante dopo, la serranda della rimessa si aprì.

Douglas e Lilah ne uscirono, in due sulla moto, con l’uomo alla guida. Quest’ultimo teneva, sotto il giubbotto di pelle rubato, i fogli contenenti mappe ed informazioni su come raggiungere il laboratorio del sangue finto. Ai lati della carrozzeria un tempo fiammante, al pari della ruota posteriore, due taniche di carburante erano assicurate ad un portapacchi. Senza chiudere la saracinesca, capelli al vento, iniziarono a sfrecciare per le strade di Absalom.

(colonna sonora: Virgin Steele – Blood and Gasoline)

A pochi metri dalla partenza, i due notarono un ragazzo in piedi sul marciapiede, al fianco di un uomo in divisa, che li indicava gesticolando. Solo dopo alcuni isolati di corsa ebbero la certezza di essere inseguiti da tre automobili.

“Te l’avevo detto di non farti notare!”

Urlò Douglas

“Hai detto qualcosa? Ho il vento nelle orecchie!”

Rispose Lilah.

“No, nulla.”

Fece lui, accelerando rassegnato.

Volavano al centro della larga e vuota strada, malandata e piena di buche, che sfrecciava dietro di loro assieme alle rovine dei palazzi.

Gli inseguitori si fecero subito avanti, affiancando la moto dal lato sinistro. L’autista ed il passeggero dell’auto fecero gesto di fermarsi. Douglas si affrettò ad urlare:

“Non…”

Lilah sparò ad una delle ruote dell’auto, che sbandò, finendo fuori strada contro un muro.

“…sparare.”

Finì Douglas.

“Beh, almeno non li hai uccisi.”

Continuò.

“Non preoccuparti, posso ancora…tenerla a bada.”

“Fa piacere sentirlo.”

Un’altra delle auto si avvicinò per tamponarli, mentre l’ultima cercava di affiancarli e stringerli da destra. L’autista di destra aprì il finestrino. Tenendo il volante con una mano, iniziò a sparare con una semiautomatica in direzione dei motociclisti, che immediatamente si abbassarono. Uno dei tanti proiettili sfiorò i capelli di Lilah.

Era tempo per il contrattacco.

La ragazza iniziò ad arrampicarsi sulla moto, stette in piedi, per pochi istanti, sulla sella, prima di eseguire un salto mortale all’indietro fin sul tetto dell’auto che li seguiva. Lì si aggrappò al parabrezza con entrambe le mani. Sentì degli spari e vide aprirsi dei fori di pallottole, pericolosamente vicini al suo braccio. Senza perdere tempo, si girò in modo da poter sfondare con il calcio della pistola il finestrino dell’autista. Sparò alcuni colpi all’interno dell’auto, ferendo il guidatore al braccio ed il passeggero al torace. Allungò quindi la mano libera verso il volante, sterzando a destra.

Douglas, che stava evitando a fatica i proiettili dell’altro autista, vide la manovra di Lilah nello specchietto, e rallentò muovendosi a sinistra. Il conducente che lo bersagliava cercò di approfittare del vantaggio e di tagliargli la strada, sterzando bruscamente e fermandosi.

Lilah lasciò la presa.

Le due auto si schiantarono violentemente, Douglas evitò abilmente l’impatto e si fermò derapando. Tornò in fretta indietro a raccogliere la ragazza. La aiutò a salire, e si sbrigò a ripartire, verso l’uscita dalla città.

Dopo aver sfondato il posto di blocco, raggiunsero l’auto abbandonata.

Lì lasciarono la moto, caricarono le taniche, e partirono…

 

 

La conclusione è un po' affrettata, lo so, il capitolo era già titanicamente lungo...magari un giorno l'aggiusterò xD.

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Mmmmh anche questo mi piace....

Risultati raggiunti nei contest

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E ho vinto anche 3 Banner contest *O*

 

 

 

 

In onore di Kucky (Copyright by Soul Eater)

http://img255.imageshack.us/img255/3526/kuckycn9.png

 

Puoi pensare quanto vuoi al passato.

Puoi ricordarlo per giocarci, per piangere, per riderci sopra o semplicemente puoi ricordarlo per ciò che era.

Non importa se è stato il momento migliore o peggiore della tua vita: il passato è passato. Questo è il momento di vivere nel presente.

Mahun

 

Per eventuali domande usate QUELL'ALTRO TOPIC, qui POSTATE SOLAMENTE UNA FRASE DEL TIPO "CAZZINCULO" (dopo, ovviamente, avermi spedito il lavoro via mp)

I lavori dovranno essere zippati (o rarrati) e per coloro che usano Rpg Maker 2000 anche privati degli inutili 700kb di exe, grazie. Nel nome del , specificate chi cazzo siete.

Luis'

 

Uhm, vediamo, conoscendo i gusti di Kanta possono essere:

- Ea Taesse

- Blind Guardian

- (band qualsiasi funeral doom black satanic spudoratic pornographic depressated metal)

- Rammstein ma non credo proprio xD

 

Ah, benvenuto xD

 

Edit: Hentai Gratis Free XXX Baldu Naked with Otaku and Lestat Giochino a 3

Erunamo

 

***

 

Added: May 01, 2007

From: capitano92

''I terroristi catturano babbo natale e lo integorrano''

 

***

 

Baldø scrive:

Bene

Baldø scrive:

ora che sei mod

Baldø scrive:

devi comportarti con adeguatezza

Baldø scrive:

percui andiamo a molestare qualche utente

Baldø scrive:

:E

Kuchi scrive:

xDD

 

***

 

qui POSTATE SOLAMENTE UNA FRASE DEL TIPO "INVIATO"

Baldo Ssj2

Questo era il topic che l'ha fatto incazzare (e aveva ragione, anche io mi incazzai)

 

***

 

Da Wikipedia: (Quark, musica prego...)

•"Bi-curioso" (in inglese Bi-curious) è un termine che può avere diversi e contraddittori significati. Comunemente è usato da persone che si identificano come eterosessuali ma che sono interessati ad esperienze omosessuali. Spesso alcuni (non sempre correttamente) sono ritenuti essere omosessuali, oppure bisessuali che però non accettano la loro omosessualità. La parola bi-curioso può anche essere usata per classificare qualcuno che è "Bi-passivo" (vedi oltre), "Bi-permissivo" oppure aperto ad indiretti rapporti bisessuali.

 

E dunque:

 

mauro scrive:

ma a me mi sembra si stile rtp questo lavoro O_

Kuchi scrive:

stile rtp ma non l'rtp default

mauro scrive:

aahh

mauro scrive:

io gay ç.ç

mauro scrive:

anzi bi curioso da quello che ho capito :/

 

***

 

Volevo metterlo qui, ma sono troppe le cose da riportare xD xDDD$0AIšD$0D¢XA***

 

Ti prego non usare mai più quel font per i numeri XD

é troppo semplice.

Solitamente quei font puliti e leggeri si usano per le scritte piu piccole (difatti s eprovi a ridurlo di molto noterai che esce molto più stiloso di ora).

 

Abbond adi piu con il contronro rosso dei numeri (nel primo), che altrimenti si vedonod elle sgranatureun po bruttine (veid il 3 iniziale).

Pe ril seocondo: attento a non abusare degli efetti di canale (overlay, luminance ecc. non so come si chiamano in photo) che poi ti fanno cxonfondere il testo (vedi sulla destra alcuni numeri si leggono poco).

 

***

 

Questa è...

 

***

 

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

visto che bella risposta XD

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

dove pecisamente?

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

http://www.rpg2s.net/forum/index.php?showt...amp;#entry32921

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

sei un my7th

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

il tuo settimo

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

HAHAHAHAHA XD

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

volevo scrivere ''Myth''

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

XD, questa va in firma di corsa

 

***

 

tatticamente gli conveniva però, lasciarsi prima con la ragazza XD

 

E che è?Una guerra? XD

 

(Mahun)

***Mauro scrive:

ho avuto un problema oggi

Kuchi scrive:

quale?

Mauro scrive:

stranamente

Mauro scrive:

quando vedevo le ragazze

Mauro scrive:

miei compagnie di classe

Mauro scrive:

le immaginavo nude

Kuchi scrive:

O_O

Mauro scrive:

e mi eccitavo

Kuchi scrive:

AHAHAHAHAHHA

Mauro scrive:

*_*

Kuchi scrive:

questa va in firma xDDD

Mauro scrive:

mettila n firma

Mauro scrive:

*_*

Mauro scrive:

ho parlato con un mio compagno di classe

Mauro scrive:

ed era la stessa

Mauro scrive:

cosa

Mauro scrive:

astinenaza

Mauro scrive:

*_*

Kuchi scrive:

AHAHAHAH XD

Mauro scrive:

oggi mi sono fatto un a sga

Mauro scrive:

ora mi sento meglio

Mauro scrive:

 

Mauro scrive:

ho fatto una sega come cristo comanda

Mauro scrive:

con film porno super fetish hard

Mauro scrive:

popcorn

Mauro scrive:

fazzoletti

Kuchi scrive:

o_o

Mauro scrive:

preservativi(non si sa mai,una ragazza entra in camera mia è vuole scoparmi d'imporvviso)

Mauro scrive:

e naturlamente la pepsi

Mauro scrive:

come ho goduto

Mauro scrive:

: ]

Kuchi scrive:

METTO ANCHE QUESTO? AHAHA XD

Mauro scrive:

ovvio

 

***

 

naaaaaa...

flame vincerebbe tutte le categorie "trash"

Ziel grazie della stima XD

 

*****

 

C'era una volta, tanto tempo fa, un bambino di 3-4 anni, piccolo e grasso.

Dal padre veniva spesso chiamato "Ciccio" in modo scherzoso. Il cuginetto della sua stessa età lo chiamava "Cicìo".

Una sera, l'intera famiglia del bambino era stata invitata ad una festa di carnevale organizzata dal centro dove lavorava il suo papà. Durante la festa c'era pure un concorso per la maschera più simpatica. Il simpatico bimbo grasso era vestito da topolino. Durante la serata, allontanandosi dai genitori e senza dire niente a nessuno, era salito sul palco, aveva preso il microfono e aveva detto "Tao, io tono Tio Polla e tono vetito da Topolino" (che voleva dire "Ciao, io sono Ciccio Podda e sono vestito da Topolino", Podda è il mio secondo cognome).

E da lì tutti i parenti (fratelli, genitori, cugini, zii, nonni) iniziarono a chiamarlo Tio Polla. Ben presto i fratelli iniziarono a chiamarlo "Tio" pure davanti ai loro amici, che a loro volta iniziarono a chiamarlo allo stesso modo. Quando Tio arrivò alle scuole elementari, pure i suoi amici iniziarono a chiamarlo Tio, vedendo che pure i fratelli lo chiamavano così. E così continuo fino alle scuole medie. Alle scuole superiori, il piccolo bambino grasso, che ormai era un normale adolescente magro quanto uno stuzzicadenti, continuava ad essere chiamato Tio da tutti, ma proprio tutti. Professori e utenti sconosciuti del web compresi.

E visse per sempre felice e contento.

Tio

 

 

**************************

 

André LaCroix scrive:

no guarda

André LaCroix scrive:

proprio la maleducazione non te la si può rimproverare

André LaCroix scrive:

avrai anche tu i tuoi difetti (sei piccolo, puccioso, ghei e puzzi), ma maleducato non lo sei affatto

 

 

 

 

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Anche questo è scritto bene ;)

Il salto all'indietro me lo sono immaginato spettacolare :chirol_bak2:

La conclusione non la trovo tanto affrettata, anzi le ultime 3/4 righe sono

di uno sbrigativo secondo me utile.

 

Continua così :chirol_iei2:

Progetto in corso:

"Hero Walking: Toward Another Life"

Video Old Intro su Youtube

Visite: 11.896!

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*Posizioni raggiunte nei contest*

 

 

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SE VUOI AVERE RENS PER RISORSE, TUTORIAL, DEMO, ECC... LEGGI QUI

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CAPITOLO V

La Mia Amata

 

Giunsero infine al laboratorio. La notte era ormai inesorabilmente scesa, e le stelle e la luna brillavano attraverso gli squarci tra le nubi.

Si trovarono in una vasta ed abbandonata zona industriale in rovina, tetra e desolata, fiore all’occhiello del mondo devastato che le dava casa…

Parcheggiarono fuori della recinzione metallica di uno dei capannoni più integri.

“Eccoci qua” Disse Douglas spegnendo il motore. “Stando agli appunti, è questo il posto.”

Entrambi scesero dall’auto. Douglas mosse i primi passi verso la rete, Lilah rimase indietro, titubante.

“Che c’è? Aspettavi il tappeto rosso?”

“…Aspettavo un flashback…evidentemente, però, non è qui che…”

“Già, l’avevo notato. Forse, però, le parole di chi abita questo luogo sapranno rinfrescarci la memoria.”

Lilah abbassò la testa ghignando. Douglas non volle sapere cosa le avesse sfiorato i pensieri…iniziò a scalare la recinzione. La ragazza lo seguì e, in poco tempo, furono nel cortile. Douglas infilò una mano sotto il giubbotto, estraendone un revolver argentato. Anche Lilah estrasse le sue armi. Iniziarono una lenta e circospetta pattuglia del perimetro del grosso capannone. Trovarono una sola, grande, entrata sfondata, sul lato frontale del capannone. Metà dell’imponente portone giaceva su di un fianco, poggiato all’enorme stipite.

Entrarono con cautela nel nuovo e buio ambiente.

Distinsero il relitto di un Tir, e lo superarono, trovandosi poi in una zona piena di fitti ed oscuri macchinari che ostacolavano il passo, già intralciato da molteplici attrezzi impolverati abbandonati sul terreno.

Lilah prese il comando.

Si destreggiò fra gli alti macchinari e preoccupanti quantità di polvere e ragnatele, fino ad uno spiazzo.

Tentando di capire la forma dell’ambiente, mosse un disorientato passo in avanti.

Un sonoro “Crack” ruppe il silenzio del luogo, assieme alle assi marce che riparavano quel particolare punto del pavimento. Lasciandosi scappare un urlo, Lilah precipitò nelle fondamenta.

Douglas si affacciò attraverso lo squarcio, cercando con gli occhi la figura amica.

“Lilah! Lilah! Stai bene?!”

Non udì risposta.

“Dannazione!” Pensò, rialzandosi. “E adesso?”

Si guardò intorno.Ripose il revolver nel fodero sotto il giubbotto, e saltò, aggrappandosi ad uno dei macchinari, e scalandolo fino a salirci sopra. Da lì, cercò di capire la forma del luogo, ora che i suoi occhi si stavano abituando al buio.

L’entrata era alle sue spalle, a sinistra. Subito di fronte si trovava il relitto del tir, quindi la zona di carico/scarico. Alla sua destra file e file di macchinari erano disposte ordinatamente, fino alle scale metalliche in salita che portavano agli uffici. Guardò meglio oltre il caos che era la zona di carico e scarico. Vide quello che sembrava un montacarichi scoperto a salita diagonale.

Un magazzino sotterraneo?

Senza batter ciglio saltò di macchinario in macchinario finché poté, per evitare di finire come Lilah, e raggiunse senza problemi l’ascensore, che era bloccato al piano inferiore. Douglas saltò il corrimano protettivo, atterrando sul percorso metallico, e scivolando fino al sotterraneo.

Una volta giunto al piano inferiore, distinse senza troppa fatica le innumerevoli fila di scaffali ordinati, ingombrate fino all’inverosimile. I neon del soffitto si accesero a turno, con il loro caratteristico suono. Dovette alzare un braccio, per schermarsi gli occhi dalla luce improvvisa.

Sentì una voce, lontana ed irriconoscibile, dire:

“Cos’è tutto questo trambusto?”

Allora, chiamò:

“Lilah?”

Solo l’eco rispose alle sue parole.

Mosse alcuni lenti passi nel magazzino.

L’ascensore, prima bloccato, alzò le protezioni e si mosse, lentamente e rumorosamente, fino al piano superiore. Douglas lo guardò salire, senza mutare espressione, quindi riprese l’esplorazione.

Mentre stava per aggirare uno scaffale, una figura umanoide lo sorprese, sbucandogli di fronte all’improvviso. Balzò istintivamente all’indietro.

Riconobbe nei logori abiti dell’uomo l’aspetto di uno scienziato, dal lungo camice bianco, la camicia blu ed i pantaloni e le scarpe neri, dai lunghi capelli bianchi e la barba incolta. Reggeva su un bastone il peso dell’età, ed il suo sorriso aveva un che di disturbante.

Lo scienziato si inarcò in avanti.

“Lilah? Hai detto Lilah?!”

Urlò.

L’altro lo fissò, a metà fra lo stupito ed il minaccioso. Non rispose.

“Lilah è qui?!”

Lo scienziato mosse uno zoppo passo in avanti. Gesticolava nervosamente, mentre la sua voce stridula diceva:

“Allora non posso tardare!! Dimmi, intruso, dov’è…”

Douglas lo interruppe:

“Chi sei? Cosa sai sul progetto V?!”

Il vecchio inarcò un sopracciglio.

“Oh. Noto solo ora i tuoi capelli. E la tua arma. Ma non posso tardare…la mia amata mi aspetta. Perdona la mia scortesia…troppo a lungo ho atteso…”

Con il bastone, fece cadere una grossa scatola metallica dallo scaffale. Toccando terra, e con un baccano immane, questa si spalancò.

Douglas fissò la scatola, e l’essere che ne uscì ringhiando, rapido come un fulmine.

Lo identificò come un grosso cane, simile ad un dobermann, dal pelo completamente rosso. Un rosso che conosceva bene…gli occhi dell’animale erano spenti, e sbavava, ringhiandogli contro, pronto ad attaccare.

Cercò con lo sguardo lo scienziato. Era sparito. Il cane partì all’attacco saltando alla gola…lo scansò per un pelo.

Sentì il nauseante fiato della bestia sul suo collo…

Si voltò, assecondando il cane, e gli sparò. L’animale schivò il proiettile saltando di lato, mostrando agilità e ferocia senza paragoni. L’eco dell’esplosione svegliò gli altri animali ingabbiati, che iniziarono ad abbaiare la loro sete. Douglas non si fece impensierire, e sparò ancora. Il cane evitò anche il secondo proiettile, correndo dietro lo scaffale. L’uomo lo seguì, ma lo perse di vista quasi subito.

Tenendo alta la pistola, avanzò piano, guardandosi intorno.

Fu inutile.

La bestia saltò fuori da dietro le scatole, azzannandolo al braccio sinistro. L’uomo agitò prima il braccio, cercando di staccarlo, quindi appoggiò la canna della pistola al torace del cane, e sparò.

L’animale lasciò la presa guaendo, e corse via rapido. Gli sparò una, due, tre volte, ma il dolore lo deconcentrò, sbagliò mira. Vide il suo nemico sparire ancora fra gli scaffali.

Sbuffò di rabbia, prima di inseguirlo. Il formicolio al braccio lo avvertì della rigenerazione in corso.

Si tuffò su di un fianco, tra uno scaffale e l’altro, evitando le zanne del cane, e sparandogli ancora.

Lo colpì ad una zampa, entrambi finirono a terra, ma la bestia non si rialzò. Douglas lo raggiunse lentamente, deciso a finirlo con un ultimo colpo, alla testa. Poggiò la canna della pistola sulla nuca della belva…

Click.

Solo sei colpi, in quel modello di revolver.

 

 

EDIT: aggiunta la seconda parte, per mantenere ordinato l'indice.

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Bella la descrizione del magazzino ;)

Progetto in corso:

"Hero Walking: Toward Another Life"

Video Old Intro su Youtube

Visite: 11.896!

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*Posizioni raggiunte nei contest*

 

 

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SE VUOI AVERE RENS PER RISORSE, TUTORIAL, DEMO, ECC... LEGGI QUI

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CAPITOLO V

La Mia Amata

(PARTE SECONDA)

 

Una volta giunto al piano inferiore, distinse senza troppa fatica le innumerevoli fila di scaffali ordinati, ingombrate fino all’inverosimile. I neon del soffitto si accesero a turno, con il loro caratteristico suono. Dovette alzare un braccio, per schermarsi gli occhi dalla luce improvvisa.

Sentì una voce, lontana ed irriconoscibile, dire:

“Cos’è tutto questo trambusto?”

Allora, chiamò:

“Lilah?”

Solo l’eco rispose alle sue parole.

Mosse alcuni lenti passi nel magazzino.

L’ascensore, prima bloccato, alzò le protezioni e si mosse, lentamente e rumorosamente, fino al piano superiore. Douglas lo guardò salire, senza mutare espressione, quindi riprese l’esplorazione.

Mentre stava per aggirare uno scaffale, una figura umanoide lo sorprese, sbucandogli di fronte all’improvviso. Balzò istintivamente all’indietro.

Riconobbe nei logori abiti dell’uomo l’aspetto di uno scienziato, dal lungo camice bianco, la camicia blu ed i pantaloni e le scarpe neri, dai lunghi capelli bianchi e la barba incolta. Reggeva su un bastone il peso dell’età, ed il suo sorriso aveva un che di disturbante.

Lo scienziato si inarcò in avanti.

“Lilah? Hai detto Lilah?!”

Urlò.

L’altro lo fissò, a metà fra lo stupito ed il minaccioso. Non rispose.

“Lilah è qui?!”

Lo scienziato mosse uno zoppo passo in avanti. Gesticolava nervosamente, mentre la sua voce stridula diceva:

“Allora non posso tardare!! Dimmi, intruso, dov’è…”

Douglas lo interruppe:

“Chi sei? Cosa sai sul progetto V?!”

Il vecchio inarcò un sopracciglio.

“Oh. Noto solo ora i tuoi capelli. E la tua arma. Ma non posso tardare…la mia amata mi aspetta. Perdona la mia scortesia…troppo a lungo ho atteso…”

Con il bastone, fece cadere una grossa scatola metallica dallo scaffale. Toccando terra, e con un baccano immane, questa si spalancò.

Douglas fissò la scatola, e l’essere che ne uscì ringhiando, rapido come un fulmine.

Lo identificò come un grosso cane, simile ad un dobermann, dal pelo completamente rosso. Un rosso che conosceva bene…gli occhi dell’animale erano spenti, e sbavava, ringhiandogli contro, pronto ad attaccare.

Cercò con lo sguardo lo scienziato. Era sparito. Il cane partì all’attacco saltando alla gola…lo scansò per un pelo.

Sentì il nauseante fiato della bestia sul suo collo…

Si voltò, assecondando il cane, e gli sparò. L’animale schivò il proiettile saltando di lato, mostrando agilità e ferocia senza paragoni. L’eco dell’esplosione svegliò gli altri animali ingabbiati, che iniziarono ad abbaiare la loro sete. Douglas non si fece impensierire, e sparò ancora. Il cane evitò anche il secondo proiettile, correndo dietro lo scaffale. L’uomo lo seguì, ma lo perse di vista quasi subito.

Tenendo alta la pistola, avanzò piano, guardandosi intorno.

Fu inutile.

La bestia saltò fuori da dietro le scatole, azzannandolo al braccio sinistro. L’uomo agitò prima il braccio, cercando di staccarlo, quindi appoggiò la canna della pistola al torace del cane, e sparò.

L’animale lasciò la presa guaendo, e corse via rapido. Gli sparò una, due, tre volte, ma il dolore lo deconcentrò, sbagliò mira. Vide il suo nemico sparire ancora fra gli scaffali.

Sbuffò di rabbia, prima di inseguirlo. Il formicolio al braccio lo avvertì della rigenerazione in corso.

Si tuffò su di un fianco, tra uno scaffale e l’altro, evitando le zanne del cane, e sparandogli ancora.

Lo colpì ad una zampa, entrambi finirono a terra, ma la bestia non si rialzò. Douglas lo raggiunse lentamente, deciso a finirlo con un ultimo colpo, alla testa. Poggiò la canna della pistola sulla nuca della belva…

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Solo sei colpi, in quel modello di revolver.

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La cosa si fa interessante.........

Ben fatta anche questa parte Blake,

certi "accostamenti di significato" sono proprio belli :chirol_iei2:

 

PS. Ormai Douglas, come modo di fare, me lo immagino simile a Batou :chirol_buha:

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La cosa si fa interessante.........

Ben fatta anche questa parte Blake,

certi "accostamenti di significato" sono proprio belli :chirol_iei2:

 

PS. Ormai Douglas, come modo di fare, me lo immagino simile a Batou :chirol_buha:

Grazie! :chirol_iei2:

 

*me cerca batou su wikipedia*

 

*me molto ignorante xD*

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CAPITOLO VI

Sono Solo un Artista

 

 

Lentamente e con difficoltà, Lilah riaprì gli occhi.

Faticò a mettere a fuoco, si trovava in una stanza illuminata. Vedendo il buco sul soffitto, ricordò la caduta. Sdraiata a terra, cercò almeno di arrivare a sedersi. Un po’ di dolore alle costole ed alla testa, ma niente di grave. Era la gamba sinistra, ad essere in un lago di sangue. La ferita era già guarita, ma la perdita aveva causato il ritorno della sete…e la gamba era ancora debole.

Cercò di rialzarsi, puntando all’unica porta, ma la gamba non resse il peso, finì in ginocchio. Fu allora che la porta si aprì.

Ne entrò uno scienziato, zoppo, con un bastone ed un lungo camice bianco, che le disse, con voce entusiasta:

“Finalmente sei tornata! Mia amata!”

Lilah digrignò i denti.

Non voleva sapere chi fosse l’uomo, né le interessava cosa le stesse dicendo.

Non poteva sentirlo.

Sentiva solo la sete, e solo la sete ascoltava, solo per la sete viveva, e per lei uccideva! Estrasse rapidamente il fido pugnale, sempre gelosamente custodito nello stivale destro, e si diede una spinta con la gamba buona, cercando di raggiungere il suo pasto in un unico balzo!

Già pregustava il sapore del sangue…quello finto era sì prelibato, ma la sensazione dello scorrere, del prosciugare le sue vittime della vita, dell’anima, la loro sublime agonia…era qualcosa a cui non poteva, né voleva rinunciare!

La spinta non bastò, dovette usare anche l’altra gamba, urlando per farsi coraggio, riuscì a raggiungere lo scienziato, ed a pugnalare…l’aria.

Rispose con un’espressione stupita alla mancata sensazione del taglio, e vedendo il vecchio al suo fianco, che, come nulla fosse, aveva schivato il suo colpo. Lasciando andare il bastone, questi la afferrò al volo, impedendole di cadere, e la strinse a sé, tenendo ben ferma la mano armata e facendole cadere il coltello.

Le disse:

“Sì…sì…anche tu mi sei mancata…o mio capolavoro…”

Ruggendo, Lilah cercò di liberarsi dalla presa. L’uomo era molto, molto più forte di quanto non sembrasse a prima vista.

“Lasciami…maledetto…io ti…”

Non poteva rimanere in quella posizione. Doveva dissetarsi, e doveva farlo SUBITO. Tutto l’odio che stava provando avrebbe soltanto reso più gustoso l’omicidio. Bastava un’occasione…una sola, piccola occasione per piantare il pugnale nella carne della sua preda…

Lo scienziato si accorse della furia omicida della ragazza.

“Oh. Hai sete? Ci penso io.”

Frugò in una tasca del camice, estraendone una provetta di sangue finto. Riuscì con la forza a farla bere a Lilah, che si calmò in breve tempo.

“È buono eh? L’ho preparato con tanto amore…”

La girò, arrivando a guardarla negli occhi.

“Su, su, fatti vedere…è da tanto che non ci incontriamo…”

Ora che lo vedeva da vicino, notava quanto disgustoso fosse il rugoso volto del vecchio, con tutti i suoi denti sgangherati, e gialli, ed i capelli grigi.

“Hai tagliato i capelli? Perché? Erano così belli…”

Esausta e schifata, Lilah pronunciò la risposta.

“Non… sopportavo… il colore…”

“Hm? Non ti piace la mia opera? Il tuo splendido, efficace metabolismo…i nuovi muscoli migliorati, la personalità raffinata…non apprezzi il capolavoro in cui ti ho trasformato?”

Un fulmine attraversò la mente di Lilah.

“Sei…sei stato tu?!”

“Non ricordi di me? Sono Rudo, il tuo Creatore. Non la ricordi? La sopraffina arte che ho infuso in te, intendo. Io me lo ricordo, Lilah…le tue urla di dolore…e di rabbia…ahahah…quello sciocco di Dion non potrà mai capire! Lui non sa apprezzare…la vera arte…”

“SEI UN BASTARDO!”

Ritrovata la forza, Lilah si liberò dalla presa. Lanciò contro il mento di Rudo un montante di pura rabbia, sorrise di piacere, sentendo il rumore delle ossa che si rompevano, e vedendo lo scienziato cadere sulla schiena.

Il sorriso si spense, quando questi si rialzò, senza problemi, gamba zoppa a parte.

Le uniche ossa rotte erano quelle della mano della ragazza, che ora si stringeva nell’altra, a denti stretti.

Il viso di Rudo era visibilmente stupito. Le disse:

“Cosa…cosa significa questo?”

Lilah rispose, fra i denti:

“Significa…che voglio…la mia vendetta…”

“Vendetta? Contro di me? E per cosa?”

“Tu…hai anche…il coraggio di chiedere? Mostro! Mi hai trasformata in un mostro!”

“Un mostro? No, no, no, no…”

Lo scienziato si avvicinò, trascinando la gamba.

“Tu…tu non sei un mostro. Tu sei il mio capolavoro…”

Lilah sputò. Rudo continuò.

“Ma io sono solo un artista. Non sono io quello che dovresti odiare…”

La ragazza rimase in attesa.

“…è Dion, quello che cerchi.”

“…Chi?”

“Dion, il capo del progetto V. Io non sono che un mero esecutore. Lui voleva che compissimo esperimenti. Non che mi dispiacesse, certo, ma lo trovavo…insopportabile. Così ansioso, così…spaventato…dall’idea di morire…Lui temeva il contagio. Voleva una cura, per questo ci finanziò, ci consentì una vita sicura…non avevamo limiti. Sciolse per noi le sciocche barriere di moralità, consentendoci di metter piede in un mondo inesplorato…Riuscimmo a trovare un rimedio. Studiammo un nuovo tipo di metabolismo, più efficace di quello umano…e nascesti tu. Tu, e tutti gli altri vampiri…Dion ci procurò le cavie…è stato bellissimo…”

Lilah tratteneva a fatica l’ira.

“…Ma poi, il dannato tradì. Non voleva rivali. Gettò via tutte le mie bellissime cavie…anche te, anche il mio capolavoro. Non sopportavo l’idea di lasciarti. Saltai giù, assieme a te…immagina il mio orrore, svegliandomi, quando non ti vidi più al mio fianco!”

“…ed il mio sollievo.”

Rudo finse di non sentire.

“Ti cercai per…giorni credo. La gamba è zoppa da allora. Non potevo credere che fossi morta. Sapevo che eri viva. Iniziai a produrre questo prelibato sangue, sapendo che ti avrebbe riportata da me…ed avevo ragione!”

Aprì le braccia.

“Su”

Le disse.

“Rimani qui con me…Dion è solo uno sciocco! Non merita il tuo tempo! Lui non capisce l’arte!”

“Dove vive, questo Dion?”

La porta della stanza si spalancò, sbattendo contro il muro con grande boato. Entrambi si voltarono verso di essa.

Douglas, appoggiato allo stipite della porta, visibilmente provato, le mani imbrattate di sangue, disse, con il fiatone:

“*Puff*…da oggi in poi…*Pant*…solo armi automatiche…*Uff*…”

 

 

Continua! xD

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