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I diari segreti del dr. Lucas!


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I primi flauti umani

http://www.oopart.it/images/stories/die2878/0a_00aa_010flauto.jpg

Una incridibile scoperta è avvenuta il 24 giugno 2009, gli archeologi hanno infatti portato alla luce i più antichi strumenti musicali del mondo. Si tratta di flauti, di ossa di avvoltoio e zanne di mammut. Sono stati trovati nelle grotte del sud-ovest della Valle Ach in Germania e risalgono a 35.000 anni fa. Inoltre una splendida figura femminile dello stesso periodo è stata trovata vicino ai flauti così appare scritto nello studio, di Nicholas Conard dell'Università di Tubinga ,pubblicato sulla rivista britannica Nature.

Conard e i suoi colleghi hanno fatto una spettacolare scoperta nella Germania meridionale. Si tratta di quattro flauti, che risalgono tra i 35.000 e i 40.000 anni fa , il che li rende i più antichi strumenti musicali indiscussi, in quanto lo pseudo-flauto scoperto anni fa in Slovenia, che si pensava di 45.000 anni fa, si è rivelato un falso.

Uno dei flauti è fatto da un osso di ala di avvoltoio ed è lungo circa 30 cm. Gli altri flauti sono state fatti con le zanne di mammut. Il primo flauto quasi intatto ha cinque buche ed è stato minuziosamente scolpito con gli strumenti di pietra nell'osso dell'ala dell'avvoltoio.I frammenti dei tre flauti d'avorio rinvenuti nello stesso luogo, invece, oltre a suggerire che l'uomo aveva solo recentemente emmigrato nella Alta Valle del Danubio, avevano forme diverse: quasi 22 centimetri di lunghezza e 2,2 centimetri di diametro, gli strumenti scolpiti hanno due marcature proprio accanto ai quattro fori del dito, probabilmente per indicare dove dovevano essere tagliati. "Quella che è davvero una sorpresa sono i flauti di avorio di mammut, poichè il materiale è molto difficile da lavorare, al contrario delle ossa di uccelli che sono cave e ideali per fare flauti," dice Conard e aggiunge: "La tecnica per fare i flauti d'avorio, di cui solo pochi frammenti restano - è molto più complicata. In primo luogo l'artigiano dovrebbe scavare una forma dello strumento grezzo da un solido, naturalmente curvo. Poi il pezzo di avorio andrebbe suddiviso in due metà scavate e infine dovrebbero essere scavate le buche. Infine le due metà del flauto sono ricongiunte con una sorta di colla in modo da formare un sigillo a tenuta d'aria."

"Ora possiamo concludere che la musica ha svolto un ruolo importante nella vita di questi uomini e della loro cultura", ha commentato infine Nicholas Conard.

La cultura a cui fa riferimento Conrad è l'Aurignaziana fiorita in Europa occidentale durante il periodo del Paleolitico superiore, circa 40.000 a 10.000 anni fa.

Non bisogna inoltre dimenticare che, questi antichi flauti sono stati trovati vicini ad un altro famoso artefatto recentemente messo in luce in queste grotte: una figura scolpita di una donna con caratteristiche sessuali esagerate, una figura di Venere."E 'certamente plausibile che le persone che hanno intagliato i flauti e successivamente utilizzati, hannno anche scolpito e utilizzato la figura della Venere, dimostrando un gusto artistico senza pari tra i suoi simili " afferma Ian Tattersall presso l'American Museum of Natural History di New York.

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http://www.oopart.it/images/stories/die2878/0a_00aa_010flauto_2.jpg

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La principessa di ghiaccio e la sua maledizione

http://www.oopart.it/images/stories/die2878/0a_00aa_009aaaltai.jpg

Ukok Plateau è zona di pascolo situata nel cuore del sud-ovest della Siberia, nella regione dei monti Altai, Russia, vicino ai confini con la Cina, il Kazakistan e la Mongolia. Qui viveva l'antico e misterioso popolo dei Pazyryk di loro rimangono i tumuli chiamati Kurgan.

La più famosa e inalterata sepoltura dei Pazyryk finora recuperata è il "Ice Maiden" o "Principessa del Ghiaccio" trovato dall'archeologa Natalia Polosmak nel 1993, nel Ukok Plateau. Essa rappresenta un raro esempio di tomba cerimoniale per una sola donna, la tomba del 5 ° secolo AC è formata da una camera in legno. La donna è stata sepolta 2400 anni fa con sei cavalli, dentro uno "scrigno" scavato in un tronco di un albero di larice. Sulla parte esterna del tronco sono stilizzate immagini di cervo e leopardo delle nevi.

Poco tempo dopo la sepoltura, per il maltempo la tomba subì gravi danni, infatti il tumulo fu inondato dalla pioggia e tutto il contenuto della camera di sepoltura, rimase congelato nel permafrost.

La fanciulla ha il corpo ben conservato , poichè è imbalsamato con la torba e corteccia, che copre la sua faccia, come se stesse solo dormendo.

http://www.oopart.it/images/stories/die2878/0a_00aa_009aaaltai_3.jpg

Era giovane, capelli biondi, era alta 168 cm, aveva molti tatuaggi sul corpo, a forma circolare, essi rappresentavano delle creature con le corna che si trasormavano fiori. lo stile tatuaggio è ottimo ed essi sono stati conservati grazie al colore della sua pelle. La sua bara era sufficientemente ampia per accogliere l'alto copricapo che si pensa usasse indossare, su di esso vi erano attacati 15 uccelli in legno dorato; la sua camicia, che originariamente si pensava di seta selvatica detta "tussah" e proveniente dalla Cina , in un esame più attento delle fibre è risultato essere una misteriosa seta selvaggia, ancora sconosciuta, forse proveniente dall' India, infine il vestito era composto da una lunga gonna in lana e feltro di cremisi e calze bianche. Vicino la sua bara uno yak (una piccola imbarcazione) e piatti contenenti doni di semi di coriandolo,probabilmente utilizzati per mascherare l'odore del corpo: tutti elementi che indicano che i Pazyryk avevano varie rotte commerciali in tutte le vaste aree del paese.

http://www.oopart.it/images/stories/die2878/0a_00aa_009aaaltai_2.jpg

Siberia, la mummia maledetta "Fatela tornare nella sua tomba"

Articolo di GIAMPAOLO VISETTI

 

MOSCA - Era una bella donna, giovane e raffinata. Sulle braccia portava i tatuaggi di un cervo e di un muflone: sul ventre il disegno di un giaguaro. Il suo volto aveva tratti europei, chiari gli occhi. Quando morì la vestirono con una camicia di seta, una gonna di lana morbida, una pelliccia regale. Sul capo le fu calata una parrucca, affinché affrontasse gli spiriti con il suo fascino intatto. Era una principessa: la principessa degli Altai.

Fu deposta in un tronco di larice, scavato e fermato con chiodi di bronzo. Con lei, nella fossa, sei cavalli con selle e finimenti preziosi: l'avrebbero condotta più rapidamente attraverso i cieli, fino agli dei. Per 2500 anni il suo destino è rimasto avvolto dalle tenebre. Fino a quando, nell'estate di 11 anni fa, un gruppo di archeologi russi si è imbattuto in un sarcofago di epoca scizia sull'altopiano di Ukok. Una tomba perfettamente conservata. All'interno, adagiata sul fianco destro, raccolte le gambe, la mummia della principessa somigliava ad una vecchia addormentata. Nessuno aveva mummificato quel corpo, un processo allora sconosciuto tra gli Altai, nella Siberia meridionale al confine tra Mongolia e Cina. Così la principessa, conservata in una bolla di ghiaccio ad una quota di 2800 metri, tornò sul mondo e diventò leggenda. Ma da quel giorno, con la meraviglia, si scatenò anche la sua maledizione.

La progenitrice del popolo degli Altai venne sottratta alla sua terra natale. Gli archeologi, guidati da Natalia Polosmak, la caricarono su un elicottero assieme al sarcofago. Flash e telecamere, destinazione Novosibirsk, piccola metropoli lungo la linea della Transiberiana. La principessa "rapita" era attesa nel museo di scienze naturali: analisi, esami del Dna, prelievi di tessuti, una cella alla temperatura costante di 18 gradi. Tutto il mondo era attratto dal suo mistero, dalla sua eterna giovinezza, dall'eccezionalità della scoperta. In poche ore invece ebbe inizio la vendetta. L'elicottero fu colpito da un guasto, mai spiegato. Atterrò miracolosamente, con il motore rotto. La mummia proseguì il viaggio in automobile. I giornali di Gorno-Altaisk svegliarono il mito scrivendo che nell'incidente si erano sfracellati tutti, mentre solo la principessa era rimasta "illesa". Il resto lo fecero gli sciamani, stregoni pagani che alimentano la venerazione popolare verso gli elementi della natura. Tra rulli di tamburi e formule magiche, contorcimenti e grida, sgozzamenti di agnelli e ipnosi, gli sciamani diffusero tra il popolo del Kosh-Agach il tremendo vaticinio: nessuno avrebbe dovuto toccare le sacre reliquie della principessa degli Altai, la rabbia del cielo e della terra si sarebbe rivelata implacabile. Difficile comprendere se poi ci si sia messa la natura divinizzata, oppure il caso, o la suggestione. Ma da allora la tranquilla regione di montagna sembra colpita davvero da una maledizione. Due scosse di terremoto al giorno. Frane e cascate d'acqua che scorgano all'improvviso. Siccità e carestie. Un'epidemia di suicidi, iniziata con la fine di un nonno e un nipotino. Centinaia di senzatetto che consumano il bestiame prima che muoia di fame. La popolazione, all'inizio, ha scritto al governo per avere tende, stufe, cibo e mangime. Non ottenendo risposta si è ricordata della mummia in esilio della sua principessa. La rivolta è iniziata dai villaggi distrutti di Beltir e Oroktoi.

Una lettera per chiedere il "ritorno in patria delle sacre reliquie". Quindi, davanti al silenzio degli ultimi giorni, una petizione con migliaia di firme: taglialegna, allevatori di cervi Maral (ricercati per il potere afrodisiaco delle corna), pastori, mungitrici di capre, trattoristi, maestri d'erbe, professori e disoccupati. Con loro anche il sindaco Auelkhan Dzhatkambaev: tutti a chiedere la risepoltura della mummia. Dagli sciamani è arrivata la conferma: solo quando la principessa degli Altai tornerà nel ghiaccio di Ukok, la pace e la ricchezza guarderanno ancora verso la piccola repubblica della federazione russa.

Da settimane si è così aperta la caccia agli archeologi che penetrano negli Altai sconfinando dal Daghestan. Scavano, scoperchiano le tombe, le saccheggiano e se ne vanno. La ribellione e la disperazione popolare sono montate al punto che il governo ha dovuto proibire gli scavi, dichiarando l'altopiano zona protetta. Anche Mosca è intervenuta: ha promesso il ritorno della principessa nella sua terra, finanziando però prima nuove analisi e proponendo la nascita di un museo etnografico nel capoluogo di Gorno-Altaisk. Con 15 milioni di rubli la mummia è già stata sottoposta al trattamento conservante usato per il corpo di Lenin. L'esame del Dna, tra lo sconcerto della gente, ha stabilito che la giovane non ha geni dell'est asiatico, bensì europeidi, o turchi. La ricostruzione del viso, al computer, ha confermato i lineamenti occidentali.

Quanto basta, il dubbio razziale sull'ava degli Altai, per far divampare un nuovo incendio: migliaia, in questi giorni, le lettere di protesta ai giornali contro "il complotto ai danni del sangue mongolo e l'approccio tendenzioso alla storia di una intera etnia". La popolazione è divisa. Chi vuole la principessa imbalsamata esposta in un mausoleo e chi chiede la sua risepoltura. Gli sciamani profetizzano un'epidemia misteriosa tra gli archeologi e invocano il parere degli spiriti sul destino della principessa.

 

Fonti:

repubblica.it

oopart.it

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*legge la roba sulla principessa*

 

....

 

*sospira*

 

Migliaia di persone convinte della stessa cosa, sono perfettamente in grado di cosringere gli eventi

a dargli pienamente ragione.

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Altri progetti: Oh! I'm Getting Taller! / Il pifferaio di Hamelin

I miei Fumetti: Folletto Vs Nenè / A.s.D. / A.s.D.2

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Un sogno nel cassetto...

 

 

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Citaziò!

 

 

Il Coniglio, si sa, saltella con una gamba dietro ed una avanti, un braccino corto ed uno lungo, un'orecchia dritta ed una storta. Perchè il Coniglio odia la simmetria.

Flame: Io me lo sono fatto raccontare tutto il Sigmarillion ma ancora devo leggerlo (...)
Impaled Janus: Il Sighmarillion, un'opera molto triste.
Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

Equip -
Pugnale comune - Prezzo: 9
Armatura di Cuio [1 PA] - Prezzo: 15
Borsa Comune - Prezzo: 10
Fionda - Prezzo(pagato da madre natura XD)

 

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Enrico... lo preferivo quando cantava...


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Crede che riuscirà a rispettare un marito che, forse, ha preso la più grossa cantonata scientifica di tutti i tempi?

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L'occhio artificiale

http://www.oopart.it/images/stories/die2878/0a_00aa_008aocchio_4.jpg

A Shahr-i Sokta, Iran, nel dicembre 2006, gli archeologi hanno scoperto il primo bulbo oculare artificiale; ha una forma sferica di diametro di poco più di 2,5 cm. Il materiale di cui è fatto è molto leggero, probabilmente bitume mentre la superficie del occhio artificiale è coperto da un sottile strato di oro, inciso su di esso un cerchio centrale (l'iride) ed è decorato con linee in oro. Su entrambi i lati degli occhi sono piccoli fori perforati per far passare un filo e poter "indossare" la protesi. Lo scheletro è stato datato tra il 2900 e il 2800 aC.

 

Un mistero arriva dal Beluchistan, zona dell'Iran ai confini con il Pakistan e l’Afghanistan. Una spedizione negli scavi di Shahr-i Sokta ha infatti scoperto una tomba di 5.000 anni con all’interno uno scheletro di una donna con un occhio d’oro. Nella zona si trovava anche una missione italiana capeggiata da Lorenzo Costantini che ora dovrà studiare la misteriosa protesi. La scoperta è avvenuta alla fine del 2006 a opera di alcuni archeologi iraniani diretti da M. Sajjadi dell’Iranian Centre for Archaeological Research (ICAR), aiutati da una missione italiana. Il ritrovamento del cadavere ha lasciato tutti di stucco. La donna era alta un metro e 80 centimetri con lineamenti africanoidi, una mascella pronunciata, la fronte sfuggente, la pelle scura, poteva avere tra i venticinque e i trent’anni. L’occhio d’oro si trovava nell’orbita sinistra. Si tratta di una scoperta insolita perché fino a ora nessun ritrovamento aveva simili caratteristiche. Un enigma che impegnerà una nuova missione in partenza alla fine del mese per una nuova campagna di scavi e nuovi studi e che vede coinvolti anche gli italiani: "Ci è stato chiesto di studiare la protesi", dice Lorenzo Costantini, capo della missione italiana che opera nella zona. Il ritrovamento è avvenuto in Iran, a Shahr-i Sokta, al confine con l'Afghanistan, alla fine del 2006 dagli archeologi iraniani diretti da M. Sajjadi dell'Iranian Centre for Archaeological Research (Icar), coadiuvati dalla missione italiana che opera nella zona dal 1967 grazie ai finanziamenti del ministero degli Esteri, quello dei Beni culturali, dal museo di Arte orientale dall'Istituto italiano per l'Africa e l'oriente (Isiao) già Ismeo, fondato dal grande esploratore di quei territori, il professor Giuseppe Tucci. Ma la storia della sacerdotessa con l'occhio d'oro è ancora tutta da scrivere e una nuova missione partirà il 30 novembre per continuare le ricerche a Shahr-i Sokhta e per riprendere le analisi della protesi oculare in collaborazione con i colleghi iraniani.

"A scoprirla sono stati gli archeologi iraniani scavando nella enorme necropoli - spiega Lorenzo Costantini -. La città si trovava a ridosso del confine con la Battriana ed era un luogo molto vivace, crocevia delle carovane che da Oriente venivano in Occidente. La sepoltura, secondo i miei calcoli, risale a 5000 anni fa".

L'occhio d'oro era incastonato nell'orbita sinistra. E così l'hanno ritrovata gli studiosi, che subito hanno avviato delle indagini per capire se nella storia dell'archeologia ci fossero esperienze simili, ma non ne hanno trovata ancora nessuna. "Quando la donna morì - aggiunge Costantini - fu sepolta con il suo occhio finto, una borsetta di pelle per custodirlo, uno specchio, una collana di turchese e lapislazzuli, vasi e coppe di terracotta. Dunque non un corredo ricco, infatti, agli sciamani era proibito ostentare beni preziosi, e questo, oltre alla riflessione sul fatto che pochi potevano permettersi un occhio laminato d'oro ha portato il ragionamento sull'ipotesi che possa trattarsi di una sciamana". "A noi italiani - spiega ancora l'esperto di bioarcheologia - è stato chiesto di studiare la protesi per scoprire di che materiale è fatta. Così abbiamo sottoposto l'occhio ad una serie di analisi e abbiamo stabilito che si tratta di una mezza sfera dal diametro di circa tre centimetri e dal raggio di 1,5 e costruita probabilmente con pasta di bitume. Esternamente c'è un motivo inciso: un piccolo cerchio centrale dal quale partono otto linee a raggiera. Ci sono poi due fori in cui passava una cordicella che consentiva di portarla avvolgendola intorno alla testa come fosse una benda da pirata. Ci sono tracce di lamina d'oro sottilissima, che forma le venature dell'occhio". Tutti gli studi compiuti sull'occhio artificiale sono stati pubblicati su un bollettino bilingue inglese-persiano all'inizio della scorsa settimana. Gli studi evidenziano tracce di un ascesso nell'arcata superiore dell'occhio, mentre le tracce lasciate dalla palpebra sono visibili nella parte inferiore. L'occhio venne fatto con catrame naturale mischiato a grasso animale; per ragioni estetiche, i capillari più sottili furono ricavati con fili d'oro spessi meno di un millimetro. La pupilla è stata posizionata al centro del bulbo e intorno a essa si distinguono linee parallele formanti uno schema a mandorla. Insomma, per gli studiosi, l'occhio non doveva avere il compito di sostituire quello perduto, ma probabilmente doveva far parte di un rituale, forse legato al diffondersi di nuove religioni nella zona, patria, successivamente, dello zoroastrismo. Una sorta di occhio che dava la luce, che incuteva timore, o che forse rappresenta l'energia del Creatore. Le ipotesi, per il momento, sono ancora tutte aperte.

http://www.oopart.it/images/stories/die2878/0a_00aa_008aocchio_3.jpg

Fonti:

repubblica.it

cicap.org

iran.it

http://25.media.tumblr.com/tumblr_lodqprEyn91qkkkpko1_500.gif

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*Gli va di traverso la colazione*

 

Glub...!

 

.....ma..

ma che schifo!!!!!!

 

 

 

XDDDDDDDDD

 

Comunque non ho capito la sorpresa di questa scoperta o.o cioè è insolita ma in fondo nulla di assurdo mi sembra o.o

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Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

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Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

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Armatura di Cuio [1 PA] - Prezzo: 15
Borsa Comune - Prezzo: 10
Fionda - Prezzo(pagato da madre natura XD)

 

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bhe, fino a che si scoprono nuove usanze dei popoli "primitivi", la risonanza è sempre forte

Enrico... lo preferivo quando cantava...

io manco prima...

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http://img393.imageshack.us/img393/9631/birthdaygifabcw9.jpghttp://rpg2s.net/gif/SCContest1Oct.gifhttp://rpg2s.net/gif/SCContest2Oct.gifhttp://rpg2s.net/gif/SCContest1Oct.gifhttp://img42.imageshack.us/img42/3015/terzoposto.png Picnic con Nono, by Test ^^

 

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Globster, il Blob di massa organica

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I globster, o blob, sono una non identificata massa organica che si trova sulla spiaggia o sulla riva di un oceano. Il termine è stato coniato da Ivan T. Sanderson nel 1962 per descrivere di una carcassa ritrovata in Tasmania nel 1960, egli la descrisse così: "non sono visibili gli occhi, non è definita la testa, ed è senza apparente struttura ossea". Un globster si distingue da una normale carcassa da identificare, questo ha fatto si che si creassero delle polemiche per quanto riguarda la loro vera identità e la loro origine.

 

Alcune delle più irritanti caratteristiche della maggior parte dei dossiers criptozoologici sono la povertà delle prove materiali collezionate e le “grandi occasioni” andate perdute: macchine fotografiche che s’inceppano un istante prima dello scatto, filmati che risultano incomprensibili a causa dell’errato uso della telecamera, misteriose carcasse che nessuno zoologo si prende il disturbo di esaminare e dalle quali non viene prelevato nessun campione e reperti che si smarriscono per sempre nei polverosi archivi di qualche museo. Per ciò che concerne le prove relative al caso dei misteriosi resti organici fibrosi ed informi, ritrovati su alcune spiagge del mondo, possediamo numerose fotografie sufficientemente chiare, le testimonianze dei naturalisti che li esaminarono in prima persona e piccole parti di frammenti organici sui quali sono stati compiuti numerosi ed accurati esami in laboratorio. Il risultato di tutto ciò, è che ,almeno in un caso, dopo oltre cento anni dalla prima scoperta, non è stato ancora possibile definire con certezza a quali creature fossero appartenute le misteriose carcasse, sebbene allo stato attuale dei fatti, l’ipotesi di una specie ancora sconosciuta sembrerebbe non essere un’eventualità così improbabile.

Il 30 novembre del 1896 il professor Dewitt Webb, un medico di Saint Augustine, Florida, ricevette l’inaspettata notizia della scoperta di una sorta di grande carcassa animale effettuata da due ragazzi, (Robert Coles e Dunham Coretter) mentre erano intenti a fare un’escursione in bicicletta lungo la spiaggia. Webb accorse sul luogo immediatamente e poté esaminare stupefatto gli incredibili resti: la parte visibile al di fuori della sabbia misurava 7 metri di lunghezza, un metro e venti di altezza e 2,5 metri di larghezza ed era di colore bianco, con leggere sfumature rosee e argentate, il peso infine, doveva aggirarsi sulle 5 tonnellate.

Nel 1960, due mandriani della Tasmania occidentale scoprirono un’altra enorme massa di tessuto arenata sulla spiaggia, lunga sette metri e larga sei, fu scrupolosamente esaminata da un gruppo di zoologi e naturalisti, che la descrissero “[...] Dura e gommosa e in ottimo stato di conservazione. [...] Inizialmente sembrava coperta di peli sottili che gli allevatori descrissero untuosi al tatto. [...] Anteriormente c’erano quattro lobi penduli, e tra i due centrali un orifizio liscio, simile a una gola”. Bruce Mollison aggiunse inoltre di avere affondato il suo coltello da caccia “nella carne color avorio”, la quale era però risultata troppo tenace e simile a cuoio spesso. E’ divertente sottolineare come la scoperta della “cosa”, colpì molto la fantasia dello zoologo Ivan Sanderson, che per parlare di essa coniò il termine “globster”, la contrazione americana delle parole “globular monster” (mostro globulare, o più specificatamente “grumo di qualcosa”).

Nel 1968 a North Island, l’isola più settentrionale della Nuova Zelanda, un altro misterioso globster fece la sua comparsa, lungo dieci metri ed alto due, creò notevole scompiglio nella mente del preside del Dipartimento di Zoologia dell’Università di Auckland, che poté soltanto dire “non riesco ad immaginare niente che gli somigli”.

Nel mese di giungo del 2003 alcuni pescatori cileni ritrovarono sulla spiaggia di Los Muermos una carcassa in putrefazione di 12 metri di lunghezza.

Elsa Cabrera, direttrice del Centro per la conservazione dei cetacei di Santiago, impegnata nella ricerca stagionale delle balene morte o arenate lungo le spiaggie del Pacifico meridionale, dopo un esame preliminare escluse che potesse trattarsi del corpo di un mammifero avanzando l’ipotesi di un invertebrato. I resti dell’animale, duri e fibrosi, erano di colore rosaceo e presentavano due lunhge estremità simili a tentacoli.

Grazie all’estrema disponibilità ed interesse della Cabrera riguardo a questa vicenda, riuscii ad ottenere dei campioni di tessuto dell’animale, che furono spediti anche in Francia a Michel Raynal e negli States al Dott. Sidney Pierce. Alquanto imprudentemente, non credendo che il mio gesto potesse suscitare chissà quali scalpori, inviai alla Cabrera anche alcune immagini del globster della Florida, informandola delle forti possibilità che potesse trattarsi di una piovra smisurata e del fatto che la carcassa cilena fosse veramente molto simile a quest’ultima.

La mattina seguente a mia insaputa, mi ritrovai letteralmente al centro dell’attenzione: la stampa di mezzo mondo aveva pubblicato articoli riportando che “secondo l’esperto italiano di fauna marina (cosa che di certo non sono) Lorenzo Rossi, potrebbe trattarsi di una piovra gigante, simile a quella ritrovata sulle coste della Florida cento anni fa”. Ricordo che quell’estate ebbi il mio bel da fare tra interviste radiofoniche e cartacee per chiarire la mia reale opinione sulla vicenda e mettere i famigerati puntini sulle “i”, ma ormai l’affascinante ipotesi di una piovra gigante era uno scoop troppo gustoso per potervi rinunciare e le mie reali ipotesi, che potesse cioè anche trattarsi di resti di balena e che ad ogni modo era necessario attendere gli esiti dei test sui campioni, passarono del tutto inosservate…

Ad ogni modo prima di gettare uno sguardo agli esami effettuati dagli studiosi in laboratorio ed alle varie teorie ed ipotesi formulate circa l’identità dei globsters, sarà necessaria una piccola sintesi di quanto scoperto fin’ora dai dati in nostro possesso.

Sembra infatti abbastanza evidente che tutte le carcasse di cui abbiamo parlato possedessero con ogni probabilità le medesime caratteristiche. Per prima cosa la colorazione, bianca a sfumature rosee e argentee per quanto concerne il globster di St. Augustine, colore avorio per quello della Tasmania e bianco con sfumature rosee ed azzurre per quello delle Bermude. L’aspetto generale di tutti e quattro era il medesimo: grossi ammassi fibrosi indefinibili, estremamente spessi e difficili da incidere anche con grossi ed affilati coltelli da caccia e la presenza di una sorta di “moncherini” ai lati. Per finire, anche le varie fotografie giunte sino a noi sembrerebbero lasciare pochi dubbi, e parrebbe così possibile dedurre abbastanza tranquillamente, che almeno per quanto concerne il mero aspetto estetico ed alcune caratteristiche peculiari, tutt’e quattro i globsters sembrerebbero provenire dalla medesima specie animale.

http://www.oopart.it/images/stories/die2878/0a_00aa_007aaaaaaaablogster_1.jpg

 

Teorie

Addison Verrill di Yale, allora massimo esperto statunitense in materia di cefalopodi, riuscì ad esaminare le fotografie del globster della Florida e a leggerne le descrizioni tracciate da Webb. La sua opinione era che quei resti colossali dovessero appartenere ad una gigantesca piovra, alla quale assegnò persino il nome scientifico d’Octopus giganteus.

Oltre a scrivere un articolo in cui azzardava la descrizione e le abitudini che l’animale doveva possedere in vita, ipotizzava anche che l’enorme carcassa fosse appartenuta ad una sorta di gigantesco Cirroteuthis, a causa della presenza di due monconi, riconducibili alle pinne laterali tipiche dei polpi appartenenti a questo sott’ordine, che prendono il proprio nome (Cirrata) dalla presenza di filamenti digitiformi, detti appunto cirri, che percorrono i loro tentacoli.

Ai tempi in cui Verrill formulò la sua ipotesi i più grandi Cirroteuthis conosciuti misuravano solo qualche decina di cm, ma nel 1984, in una zona del Pacifico Orientale a circa 2600 metri di profondità, il sottomarino francese da ricerca “Cyana”, filmò un polpo di questo genere lungo la bellezza di 2,5 metri.

Dopo un approfondito studio sulle correnti marine, il ricercatore Gary Mangiacopra teorizzò che i resti gettati sulla spiaggia della Florida potevano provenire dalle Bahamas, un arcipelago composto da numerosissime isole e rocce fuoriuscenti dall’acqua, che rappresentano le vette più alte di un immenso altopiano calcareo sottomarino, che possiede la peculiarità di essere forato da innumerevoli grotte subacquee, chiamate “buchi azzurri”, che secondo Raynal rappresenterebbero un habitat ideale per dei grossi polpi.

Un aspetto molto interessante è che i pescatori delle Bahamas temono una misteriosa bestia acquatica chiamata Lusca, che ha fatto la sua apparizione in letteratura nel 1967, in un articolo pubblicato da Bruce S. Wright, direttore della stazione di ricerche biologiche di New Brunswick “North eastern wildlife station”, sul mensile canadese “The Atlantic Advocate”. Mentre stava esplorando un lago circondato da mangrovie presso l’isola di Andros, la sua guida gli riferì che all’interno di un buco azzurro posto sul fondo viveva un lusca. “Dalle descrizioni il lusca mi parve un animale grande e pericoloso, mezzo polpo e mezzo drago, che abita le caverne calcaree dell’entroterra disabitato e delle coste ad ovest di Andros”.

Venticinque anni prima, nelle stesse acque, Wright fece una singolare esperienza che Raynal ha spiegato con la presenza di un polpo gigante. Nel 1947, stava allenando un gruppo di sommozzatori presso un famoso buco azzurro chiamato “Great Hole in the Ocean”, un enorme orifizio di 12 metri di diametro qualche km a sud di Rose Island. Durante l’esercitazione un grande banco di pesci sparì improvvisamente alla vista come se fosse stato spaventato da qualcosa, poi fece la sua comparsa una remora, in concomitanza ad una improvvisa e forte corrente proveniente dal fondo della grotta. Secondo Raynal tutto questo potrebbe fare pensare ad un’enorme piovra, che si sposta improvvisamente espellendo l’acqua dall’imbuto.

Anche la presenza della remora potrebbe essere un indizio interessante. Sappiamo infatti che questi animali sono soliti aderire, tramite una sorta di ventosa disposta sulla testa, al corpo dei grandi animali marini: squali, balene e tartarughe, quindi ammesso che quest’ultime esistano realmente, sarebbe logico supporre che questo comportamento possa essere utilizzato anche su delle piovre giganti. Ricordiamo che il particolare fondale marino delle Bahamas raggiunge una profondità molto limitata, che varia dai 2 ai 12 metri, (Bahamas in spagnolo significa “baja mar”, cioè “mare basso”) e che le remore, essendo animali pelagici, e quindi adattate ad una vita di profondità sono solite staccarsi dai corpi dei loro ospiti quando quest’ultimi si avvicinano troppo alle coste.

Il dossier sul lusca, fa irresistibilmente pensare ad un octopus gigante e sembrerebbe suffragare l’ipotesi di un Cirroteuthis. Considerando che i pescatori delle Bahamas chiamano questa creatura “colui che ha braccia pelose”, Raynal ha formulato, forte del fatto che i filamenti presenti lungo i tentacoli dei Cirrati hanno la parvenza di peli, un nuovo nome scientifico per l’Octopus giganteus: Otoctopus giganteus, ovvero “il polpo dalle orecchie giganti”, in allusione alle grandi pinne laterali, simili ad orecchie, che caratterizzano questi animali. (Raynal 1986)

Prendendo in mano una carta geografica ci accorgeremo dell’enorme distanza che separa i ritrovamenti dei globster presi sinora in esame. I resti di St. Augustine e delle Bermuda potevano in effetti provenire dall’arcipelago delle Bahamas, ma cosa dire di quelli rinvenuti lungo le coste della Tasmania e della Nuova Zelanda? Ad ovest, la rotta più breve verso l’Oceania, si presenta l’invalicabile barriera rappresentata dall’America Centrale, mentre ad est bisognerebbe ipotizzare che i resti di un cefalopode gigante abbiano attraversato l’Oceano Atlantico e quello Indiano prima di approdare a riva, eventualità assolutamente assurda ed improbabile.

Ammettendo quindi per un attimo che i resti della Florida possano davvero essere le vestigia di un cefalopode gigante e che quelli della Nuova Zelanda e della Tasmania abbiano una medesima origine, bisognerebbe ipotizzare che un simile animale, od una specie affine, possa essere stanziato non solo presso le Bahamas, ma anche nelle acque del Pacifico orientale, dove tra l’altro, il sottomarino francese filmò il Cirrate “gigante”. Detto questo va comunque fatto notare che nel Pacifico Orientale, nessun arcipelago possiede un fondale marino paragonabile a quello delle Bahamas, in quanto la totalità di essi ha origini vulcaniche.

D’altro canto, da quello che sino ad ora conosciamo sui cefalopodi, pare che i Cirrata conducano prevalentemente una vita di profondità, comunque sia si sa veramente poco su di loro e non è quindi da escludere che una specie ancora sconosciuta, possa trovarsi a proprio agio tanto nei bassi fondali calcarei delle Bahamas quanto nelle più recondite profondità del Pacifico Orientale.

Sfogliando gli archivi degli avvistamenti di possibili animali sconosciuti, sembra che il luogo migliore in cui collocare eventuali polpi giganti possano essere gli arcipelaghi delle Hawaii e delle Filippine. Nel 1928, mentre era stazionato presso Pearl harbor, Robert Todd Aiken osservò un gruppo di sei polpi che giudicò lunghi 12 metri da un’estremità all’altra. Il 24 dicembre del 1989 un gruppo di quattordici persone si trovava a bordo di una canoa a motore lunga sei metri nelle acque della Baia di Iligan, Filippine, quando un octopus con tentacoli lunghi tre metri si aggrappò all’imbarcazione facendola rovesciare. Parte dell’equipaggio fu tratto in salvo dai pescatori, mentre altri riuscirono a nuotare soli verso la spiaggia, resta comunque il dubbio che il protagonista dell’attacco potesse essere in realtà un calamaro.

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Analisi in laboratorio

Joseph Gennaro, biologo dell’Università della Florida, fu il primo ricercatore ad eseguire l’analisi in laboratorio dei campioni del tessuto del “mostro della Florida”. Il suo scopo era quello di effettuare un esame istologico comparato, servendosi di un microscopio polarizzatore ed utilizzando campioni di tessuti di Octopi e Calamari noti. “ (...) Al di là di ogni dubbio non era grasso di balena (...) la struttura del tessuto connettivo consisteva in ampie fasce nel piano della sezione, con fasce di uguale larghezza disposte perpendicolarmente, una struttura simile, se non identica, al campione di Octopus (...) ”.

Il primo esame stabiliva così risultati alquanto interessanti e promettenti, cosicché nel 1986, furono pubblicati anche gli studi condotti da Roy Mackal, criptozoologo e docente di biochimica all’Università di Chicago. Dato che i tessuti della carcassa della Florida avevano “superato” la prova dell’esame istologico, Mackal ritenne indispensabile un controllo biochimico che potesse stabilirne la composizione degli aminoacidi e i contenuti di rame e ferro.

Per comparare i risultati dei test con quelli effettuati su campioni di specie note, utilizzò frammenti di calamaro gigante e varie specie d’octopus per quel che concerne i Cefalopodi, ed una stenella maculata ed un beluga per quanto concerne i cetacei. Il verdetto finale fu che si trattava essenzialmente di un enorme massa di proteine collagenose e pareva certo che non potesse trattarsi di grasso di balena.

Il collagene contenuto nei campioni del “mostro della Florida” era superiore rispetto a quello del calamaro gigante, cosa che a Mackal parve molto indicativa, in quanto “ (...) I calamari possiedono rudimentali placche interne cartilaginose e necessitano quindi di meno collagene per mantenere intatta la propria integrità strutturale rispetto ad un polpo delle medesime dimensioni (...) ”.

I test dimostrarono inoltre che i campioni del tessuto del presunto Octopus gigante possedevano valori molto bassi di ferro e rame rispetto alla stenella ed al beluga: i cefalopodi infatti non utilizzano l’emoglobina durante la respirazione. Concludendo, l’esame biochimico di Mackal andava a completare quello istologico di Gennaro, rafforzando in maniera sempre più convincente l’ipotesi di un Octopus gigante.

Nel 1995 furono pubblicati i risultati dei ricercatori Sidney Pierce, Gerald Smith, Timothy Maugel e Eugenie Clark, che cercarono di stabilire il contenuto degli aminoacidi del tessuto del presunto Octopus gigante e del globster delle Bermuda, per poi esaminarli attraverso un microscopio elettronico. Con questo metodo constatarono che entrambe le carcasse erano composte prevalentemente da collagene. Le fibre di collagene erano composte da una serie di bande, quelle del globster sembravano simili a quelle presenti nella coda dei ratti, mentre nei resti di St. Augustine potevano essere riconducibili a quelle del grasso di balena, comunque sia erano molto differenti da quelle di un comune octopus.

Le conclusioni finali dei ricercatori furono che la presunta carcassa d’Octopus gigante fosse in realtà del grasso di balena, mentre quella del globster delle Bermuda la pelle di qualche pesce, probabilmente uno squalo. Un simile verdetto, che demolirebbe irrevocabilmente l’ipotesi di un animale sconosciuto, é però talmente inadeguato da essere stato rifiutato dalla maggior parte dei ricercatori, persino i più scettici, tra cui il biologo marino Richard Ellis, che nel suo libro “Mostri del mare”, riporta quanto segue, “Un cetaceo presenta uno strato esterno di grasso, quello che ha funzioni di isolamento nell’elemento idrico in cui vive e che assorbe il calore. Come sapevano i vecchi balenieri, era possibile togliere lo strato di grasso lasciando intatti al di sotto la carne e i muscoli. (...) Ma una solida massa di tessuto del peso da cinque a dieci tonnellate, che non presenti parti carnose né ossa, non ha assolutamente nulla a che fare con il grasso dei cetacei”.

Per quanto possa essere considerato un ammirabile tentativo, la teoria di Ellis denota purtroppo una scarsa conoscenza dei processi necrolitici a cui sono soggetti i corpi di particolari odontoceti dopo la morte. Gli esami del DNA della carcassa del Cile infatti, dimostrarono irrevocabilmente che i resti provenivano da un capodoglio, come spiegare quindi l’assenza di ossa?

L’enorme testa del capodoglio, oltre a rappresentare circa un terzo della lunghezza totale dell’animale, possiede una vasta cavità nella quale è contenuta un liquido chiamato volgarmente spermaceti, che ha la proprietà di solidificarsi e liquefarsi per fungere da zavorra naturale durante le immersioni ed emersioni. Questa sostanza ricca di collagene che tende a solidificarsi se esposta al sole sta alla base di molte strane proprietà dei globster, tra cui la loro eccezionale resistenza. L’assenza di ossa può essere facilmente spiegata dal fatto che dopo la morte lo scheletro dell’animale si trova all’interno di una sorta di sacco e spesso succede che le ossa strappino la pelle andando a fondo, mentre la restante sostanza fibrosa, continuando a galleggiare, può arenarsi in qualche spiaggia.

Risulta infine assai più semplice rifiutare la teoria secondo la quale il globster delle Bermuda potesse essere in realtà la pelle di un grosso pesce o squalo: nessun animale di questo genere attualmente conosciuto ha la pelle abbastanza spessa da solidificarsi in una massa dello spessore di un metro.

L’ipotesi più convincente è che i campioni esaminati in laboratorio, debbano avere subito delle alterazioni causate dalla lunga permanenza all’interno dei barattoli di formalina, infatti l’esame degli aminoacidi eseguiti dal Dr. Pierce sono facilmente criticabili da diversi punti di vista, specie considerando il fatto che un test del DNA condotto dal biochimico Michel Raynal ha dimostrato che la carcassa della Florida non può appartenere in nessun modo ad un cetaceo.

Alla luce attuale dei fatti, sebbene non sia possibile definire con certezza a quale tipo di creatura fossero appartenuti i misteriosi resti di St. Augustine, possiamo affermare con relativa certezza che si trattasse di una specie attualmente sconosciuta e che tutti gli elementi raccolti in nostro possesso sembrano indiscutibilmente giocare a favore dell’ipotesi di una piovra gigante.

Tra gli altri indizi, che però non possono essere considerati oltremodo indicativi, esistono le testimonianze dei pescatori delle Bahamas, che parlano del Lusca, animale che ricorda piuttosto da vicino un enorme Cirroteuthis, di cui conosciamo un esemplare molto più grande di quelli precedentemente conosciuti, filmato nelle profondità dell’Oceano Pacifico Orientale.

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Fonti:

criptozoo.com

edicolaweb.it

oopart.it

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tra i due centrali un orifizio liscio, simile a una gola”.

Ci avranno messo mano? Spero per loro che fosse veramente la gola...

un gruppo di sommozzatori presso un famoso buco azzurro chiamato “Great Hole in the Ocean”, un enorme orifizio di 12 metri di diametro

Allora ci hanno preso proprio gustoXD

 

Bella notizia professore! Pure bella corposa stavolta ^ ^

(\_/)
(^ ^) <----coniglietto rosso, me!
(> <)


Il mio Tumblr dove seguire i miei progetti, i progetti della Reverie : : Project ^ ^

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SUWOnzB.jpg 🖤
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http://i.imgur.com/FfvHCGG.png by Testament (notare dettaglio in basso a destra)! E:3
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Membro Onorario, Ambasciatore dei Coniglietti (Membro n.44)

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"Ad opera della sua onestà e del suo completo appoggio alla causa dei Panda, Guardian Of Irael viene ufficialmente considerato un Membro portante del Partito, e Ambasciatore del suo Popolo presso di noi"


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Ricorda...se rivolgi il tuo sguardo ^ ^ a Guardian anche Guardian volge il suo sguardo ^ ^ a te ^ ^
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Grazie Testament XD Fan n°1 ufficiale di PQ! :D

Viva
il Rhaxen! <- Folletto te lo avevo detto (fa pure rima) che non
avevo programmi di grafica per fare un banner su questo pc XD (ora ho di
nuovo il mio PC veramente :D)

Rosso Guardiano della
http://i.imgur.com/Os5rvhx.png

Rpg2s RPG BY FORUM:

Nome: Darth Reveal

 

PV totali 2
PA totali 16

Descrizione: ragazzo dai lunghi capelli rossi ed occhi dello stesso colore. Indossa una elegante giacca rossa sopra ad una maglietta nera. Porta pantaloni rossi larghi, una cintura nera e degli stivali dello stesso colore. E' solito trasportare lo spadone dietro la schiena in un fodero apposito. Ha un pendente al collo e tiene ben legato un pezzo di stoffa (che gli sta particolarmente a cuore) intorno al braccio sinistro sotto la giacca, copre una cicatrice.
Bozze vesti non definitive qui.

Equipaggiamento:
Indossa:
60$ e 59$ divisi in due tasche interne
Levaitan

Spada a due mani elsa lunga

Guanti del Defender (2PA)
Anello del linguaggio animale (diventato del Richiamo)

Scrinieri da lanciere (2 PA)

Elmo del Leone (5 PA)

Corazza del Leone in Ferro Corrazzato (7 PA)

ZAINO (20) contenente:
Portamonete in pelle di cinghiale contenente: 100$
Scatola Sanitaria Sigillata (può contenere e tenere al sicuro fino a 4 oggetti curativi) (contiene Benda di pronto soccorso x3, Pozione di cura)
Corda
Bottiglia di idromele
Forma di formaggio
Torcia (serve ad illuminare, dura tre settori)

Fiasca di ceramica con Giglio Amaro (Dona +1PN e Velocità all'utilizzatore)
Ampolla Bianca

Semi di Balissa

 

CAVALLO NORMALE + SELLA (30 +2 armi) contentente:
66$
Benda di pronto soccorso x3
Spada a due mani

Fagotto per Adara (fazzoletto ricamato)


 

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Mah, non mi ha sconquifferato molto stavolta


http://imageshack.com/a/img843/4272/gv9v.png
Crede che riuscirà a rispettare un marito che, forse, ha preso la più grossa cantonata scientifica di tutti i tempi?

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Oh no... ho visto solo ora questo interessantissimo Topic... cacchio però, ora dovrò leggermi tutto e sbugiardare uno a uno questi articoli misteriosi.

 

Uff che faticaccia T_T

Scheda PG

 

  • Nome: Horus
  • Età: 35 anni
  • Sesso: Maschio
  • Descrizione: Horus è un falconiano molto imponente, la sua altezza è di circa due metri e quindici e il suo peso si aggira attorno ai centocinquanta chilogrammi. La sua apertura alare raggiungo quasi i cinque metri, facendo di Horus un esemplare di falconiano quasi unico. Il colore del piumaggio è di colore che variano dal nero fino al grigio scuro per tutto il corpo, fatta eccezione per la testa e la coda che sono di un colore bianco avorio. Dietro la nuca di Horus, il piumaggio cambia colore raggiungendo sfumature di colore simile all'oro.
    Come per tutti gli esemplari di falconi ani, Horus è molto attento alla salute ed all'aspetto del suo becco, che cura con ossessione quasi maniacale. Il gancio del becco, che in Horus è completamente nero e che viene utilizzato per strappare la carne dalle prede, è leggermente scheggiato; probabilmente un ricordo di qualche antico scontro. Gli occhi si questo falconiano hanno un iride ambrata ed un aureola rossiccia.
  • Equip: Horus indossa un armatura in bronzo, dal colore che richiama sfumature d'orate, legate alla cinta dei pantaloni vi sono due foderi in cuoio, dove sono riposte due spade, ricordo dei suoi allenamenti. Il Falconiano ha con se anche una borsa comune.

 

 

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Dr.Lucas, mi congratulo.... è sempre alla continua ricerca di diversi argometi presi da diversi siti...

mi compiaccio!!

 

Da sempre mi hanno affiscinato le storie delle OOPart, di Nibiru e di Atlantide..

 

Ehm..mi chiedevo, sempre se vuole, e se mpre se è sua materia, di parlare di alchimia nel tempo..è un altro argomento che mi ha sempre affascinato.. *.*

A.A.A. Cercasi resto della firma"All'università avevo un professore di filosofia che ci costringeva ad imparare a memoria trecento versi al giorno."Lo so - diceva - è ingiusto, ma la vita non è giusta e pretenderà da voi cose impossibili. Il mio dovere è prepararvi a sopportarle" "http://www.partoch.com/media/artistes/GH/GHOS/small_GHOSTBUSTERS.jpg Venimmo, vedemmo e lo inculammo! http://www.partoch.com/media/artistes/GH/GHOS/small_GHOSTBUSTERS.jpg
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non è un nuovo articolo misterioso, quello di cui vi rendo partecipi oggi

so che c'è il grosso rischio di andare fuori argomento, ma informazione in merito non fa mai male

e poi non è molto lontano dalle nostre tematiche...

ROMA - Fanno ancora scalpore, le registrazioni in cui Silvio Berlusconi rivela a Patrizia D'Addario di aver scoperto di tombe fenice nell'area di Villa Certosa. Una circostanza che già ieri aveva provocato richieste di chiarimenti da parte dell'opposizione. E oggi, arriva invece un esposto denuncia alla procura della Repubblica di Roma, al comando generale dei carabinieri dei beni culturali e, per conoscenza, al ministro dei beni Culturali: a presentarlo è l'Osservatorio internazionale archeomafie. Lo rende noto il presidente, Murizio Montalto.

 

Nella denuncia si chiede alle autorità, una volta verificata la fondatezza delle circostanze segnalate, di "valutare se ricorrano ipotesi di reato" , di individuare "i responsabili dello stesso e adottare tutti gli atti persecutori sanzionatori del caso nei confronti degli stessi. Valuti altresì se ricorrono i presupposti per disporre il sequestro dei beni e ne compia gli atti consequenziali".

 

E continua anche la polemica politica. Pino Sgobio, dell'ufficio politico del Pdci, si chiede se il premier abbia rispettato la legge, visto che "l'articolo 90 del 'Codice dei beni culturali e del paesaggio' prevede che 'chi scopre fortuitamente cose immobili o mobili (...) ne fa denuncia entro 24 ore al soprintendente o al sindaco ovvero all'autorità di pubblica sicurezza (...)'". "Non vorremmo che dopo la giustizia ad personam si arrivasse a concepire anche l'arte e la cultura ad uso e consumo di Berlusconi e di chi ne era a conoscenza", conclude Sgobio. E sul caso torna a parlare anche Giovanna Melandri, Pd, ex ministro dei Beni culturali: "Sulla vicenda il governo deve fare piena chiarezza. Ci sorprenderebbe scoprire che proprio nel giorno in cui il loverno nega in via definitiva ogni forma di sostegno al mondo della cultura, il premier si sia fatto anche beffa delle regole che tutelano il patrimonio artistico e archeologico".

by repubblica

http://25.media.tumblr.com/tumblr_lodqprEyn91qkkkpko1_500.gif

http://img393.imageshack.us/img393/9631/birthdaygifabcw9.jpghttp://rpg2s.net/gif/SCContest1Oct.gifhttp://rpg2s.net/gif/SCContest2Oct.gifhttp://rpg2s.net/gif/SCContest1Oct.gifhttp://img42.imageshack.us/img42/3015/terzoposto.png Picnic con Nono, by Test ^^

 

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Le lampade di Dendera, elettricità nell'antico Egitto?

http://www.oopart.it/immagini/lampade-di-dendera.jpg

Le lampade di Dendera sono dei geroglifici scoperti dall'archeologo francese Auguste Mariette nel 1857 a circa 70 km da Tebe, nel tempio di Dendera, situato nell'omonima località dell'Egitto, sulla riva occidentale del Nilo. Sotto il tempio vennero rinvenute ampie cripte che ripulite dalla sabbia mostrarono stanze con pareti ricoperte da lastre di pietra incise. Le stanze apparterrebbero al primo nucleo del tempio, risalente al XV secolo a.C., mentre l'attuale costruzione che ad esse si è sovrapposta è di epoca tolemaica e romana. Le lastre incise si riferiscono ad una decorazione della fase tolemaica.

 

Negli anni '70 gran parte delle lastre vennero asportate per un furto e rimase solo le pareti di una delle stanze.

In una camera, la numero 17, il pannello superiore, mostra alcuni sacerdoti egiziani che fanno funzionare quelli che appaiono come tubi oblunghi che compiono diverse funzioni specifiche.Ogni tubo ha all’interno un serpente che si estende per tutta la sua lunghezza.

http://digilander.libero.it/sir_simon/1.jpg

L’ingegnere svedese Henry Kjellson (1891-1962 progettatore e costruttore d’aerei ), nel suo libro "Forvunen Teknik" (tecnologia scomparsa) fece notare che nei geroglifici quei serpenti sono descritti come "seref", che significa illuminare, e ritiene che si riferisca a qualche forma di corrente elettrica. Nella scena, all’estrema destra, appare una scatola sulla quale siede un’immagine del Dio egiziano Atum-Ra, che identifica la scatola quale fonte di energia.

Attaccato alla scatola c’è un cavo intrecciato che l’ingegner Alfred D. Bielek( laureato in fisica ed ingegnere elettronico e co-autore nel 1990 con Brad Steiger di un libro sull’esperimento di Filadelfia) identifica come una copia esatta delle illustrazioni odierne che rappresentano un fascio di fili elettrici. I cavi partono dalla scatola e corrono su tutto il pavimento, arrivando alle basi degli oggetti tubolari, ciascuno dei quali poggia su un sostegno chiamato "djed" (lo Zed) che Bielek identificò con un isolatore ad alto voltaggio.

Una interpretazione forse azzardata, ma come non rimanere sbalorditi davanti anche a questo altro bassorilievo:

http://digilander.libero.it/sir_simon/dendera2.jpg

Fondamentalmente le convinzioni di Steiger derivano da alcuni fattori:

Tutte le tombe egizie, scavate sottoterra per decine di metri, sono decorate con disegni e incisioni di una bellezza unica. L'egittologia ufficiale ci dice che l'illuminazione necessaria all'esecuzione dei lavori era fornita da delle torce a fiamma.

Ma quelle torce avrebbero in pochissimo tempo consumato tutto l'ossigeno presente, mentre quel tipo di lavoro richiedeva un sacco di tempo. Il CICAP, Comitato di controllo delle affermazioni sul paranormale, si e' dovuto arrendere, dicendo che -in effetti- aveva ragione. e cosi hanno avanzato (e continuano a sostenere- l'ipotesi che utilizzassero un sistema di specchi per propagare la luce nelle gallerie. Ma sempre secondo il CICAP, gli egizi non conoscevano il vetro. quini al massimo potevano essere specchi di rame.

Il ritrovamento di un altro particolare reperto, la pila di baghdad, ci suggerisce che forse conoscevano l'elettricità. E la strana scatola cui è collegato il "filo" poteva essere un generatore, costruito con lo stesso principio della famosa pila.

Il serpente raffigurato all'interno (quindi siamo sicuri che non avessero il vetro?) viene sempre affiancato, nei geroglifici, a un simbolo che e' stato tradotto nella parola "seref", antica parola egizia, che significa "illuminare".

 

Ecco un bel video in merito, anche visto che sul web non si trova pi molto sull'argomento:

http://www.youtube.com/watch?v=7RUwHE5MEJQ

 

Fonti:

youtube.it

oopart.it

edicolaweb.it

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La pila di baghdad non è una novità... più che altro mi chiedo, solo l'egitto riporta in qualche modo questo genere di "misteri" ad alto voltaggio?

E' strano pensare che a quei tempi fossero gli unici ad averlo scoperto... mah

 

Può essere e dir nulla... chissà kana... kana...


http://imageshack.com/a/img843/4272/gv9v.png
Crede che riuscirà a rispettare un marito che, forse, ha preso la più grossa cantonata scientifica di tutti i tempi?

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una cosa che mi chiedo è: da uno scheletro che informazioni utili ci ricavi mai o.o? é uno morto un fottio di anni fa e basta °.°

Deviantart

ElfGamesWorks Forum

My adventure game
Little Briar Rose

Altri progetti: Oh! I'm Getting Taller! / Il pifferaio di Hamelin

I miei Fumetti: Folletto Vs Nenè / A.s.D. / A.s.D.2

http://www.rpg2s.net/img/fablecontest1st.pnghttp://rpg2s.net/gif/SCContest3Oct.gif http://i43.tinypic.com/1zokd2s.png http://i.imgur.com/qRfaRqE.png http://i43.tinypic.com/eger81.gifhttp://i.imgur.com/BEu6G.gifhttp://i43.tinypic.com/eger81.gif

Un sogno nel cassetto...

 

 

http://i.imgur.com/H1ARhq7.gif

 

 

Citaziò!

 

 

Il Coniglio, si sa, saltella con una gamba dietro ed una avanti, un braccino corto ed uno lungo, un'orecchia dritta ed una storta. Perchè il Coniglio odia la simmetria.

Flame: Io me lo sono fatto raccontare tutto il Sigmarillion ma ancora devo leggerlo (...)
Impaled Janus: Il Sighmarillion, un'opera molto triste.
Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

Equip -
Pugnale comune - Prezzo: 9
Armatura di Cuio [1 PA] - Prezzo: 15
Borsa Comune - Prezzo: 10
Fionda - Prezzo(pagato da madre natura XD)

 

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per cominciare:

età, salute, alimentazione, abitudini lavorative, eventuali spostamenti (se era sedentario o nomade), abitudini sociali e tante altre piccole cosine, che messe insieme ti danno un quadro abbastanza completo della vita dell'individuo e di una eventuale comunità

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http://img393.imageshack.us/img393/9631/birthdaygifabcw9.jpghttp://rpg2s.net/gif/SCContest1Oct.gifhttp://rpg2s.net/gif/SCContest2Oct.gifhttp://rpg2s.net/gif/SCContest1Oct.gifhttp://img42.imageshack.us/img42/3015/terzoposto.png Picnic con Nono, by Test ^^

 

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  • 3 weeks later...

Sacro Catino, il piatto dell'Ultima Cena?

http://www.oopart.it/images/stories/die2878/0a_00aa_005bcatin.jpg

l Sacro Catino è un piatto, che ad oggi si trova nella cattedrale di San Lorenzo a Genova, si pensava fosse di smeraldo e fosse appartenuto alla Regina di Saba o a Salomone, ora si ritiene possa essere il calice usato da Gesù Cristo durante dell'Ultima Cena di Gesù. Il suo colore è verde, è trasparente ed esagonale, infine misura cinquanta centimetri di diametro. Forse fu portato a Genova nel 1170 da un genovese che lo rubò in una moschea durante il sacco di Cesarea dei Crociati nel 1101. Il sacro catino rimane una delle più importanti reliquie sul territorio italiano.

Al tempo creduto il Santo Graal, ora si ritiene possa essere il simulacro del piatto o calice usato da Gesù Cristo durante l'Ultima Cena. Il catino è un vaso esagonale di materiale trasparente di un verde brillante. Nel tempo in cui venne portato a Genova si credette fosse di smeraldo.possa essere Il Sacro Catino si è rotto durante la permanenza francese (vedi prossima sezione) e ha subito vari restauri: il primo nel 1908, e l'ultimo nel 1951.Lo studio dell'oggetto realizzato durante la permanenza in Francia da parte dell'Académie des sciences dell'Institut de France stabilì che è di cristallo bizantino e non di smeraldo. Gli studi seguenti hanno posdatato l'opera ritenendola un manufatto islamico del IX-X secolo.

La fonte di questa credenza è Jacopo da Varagine, il quale racconta nella Legenda Aurea che, durante la prima Crociata (XI secolo), i soldati genovesi al comando di Guglielmo Embriaco parteciparono alla presa della città di Cesarea (1101), entrando in possesso di quello che si riteneva fosse il piatto in cui mangiò Gesù nell'Ultima Cena. L'arcivescovo Guglielmo di Tiro scrive nella seconda metà del XII secolo che i crociati avrebbero trovato in un tempio costruito da Erode il Grande il piatto di smeraldo e lo avrebbero comprato a caro prezzo. Lo rivendettero a caro prezzo ugualmente.

All'inizio del XIV secolo il cardinale Luca Fieschi ottenne il Catino in pegno del prestito di 9500 lire da lui fatto al Comune di Genova. Il Comune riscattò il Catino nel 1327 e stabilì che in avvenire non potesse più essere impegnato né portato fuori dalla sacrestia della Cattedrale.

Jean Le Meingre detto Boucicault, governatore francese di Genova, nel 1409 ne avrebbe tentato il furto. Nel 1470 Anselmo Adorno lo descrive con precisione, anche se poi lo confonde con il piatto nel quale era stata posta la testa del Battista, anch'esso conservato in San Lorenzo.

Alla fine del Quattrocento si sparse la voce che anche Venezia stesse tentando il furto, e nel 1522 l'esercito di Luigi XII saccheggiò Genova, ma non riuscì ad impossessarsi del tesoro della Cattedrale sia per la resistenza dei preti sia perché il Comune pagò 1000 ducati al capitano che assediava la sacrestia.

Nel 1726 Gaetano di Santa Teresa lo dice alto otto once genovesi (16 cm) mentre quello esposto oggi è solo 9 cm. Ciò ha fatto pensare a qualcuno che per impedirne il furto ne sarebbe stata fatta una copia con delle misure diverse.

Quando Genova fu conquistata dai Francesi guidati da Napoleone Bonaparte il piatto fu portato a Parigi nel 1806, e quando il 14 giugno 1816 fu restituito ritornò a Genova rotto in 10 pezzi, di cui uno mancante.

http://www.oopart.it/images/stories/die2878/0a_00aa_005bcatin_1.jpg

Articolo di Fabio Lottero su cicap.it

 

Il turista che ha appena terminato la visita all'Acquario di Genova voltando le spalle al mare si ritrova in una piazza in cui dalla parte opposta inizia il centro storico medievale della città. Qualcuno può rimanere spaventato dal dedalo di vicoli (i famosi caruggi), popolati dalla più varia umanità proveniente dagli angoli più svariati del mondo, tanto da ricordare a qualcuno i suk arabi.

Proprio al centro di questa piazza sorge un palazzo sorprendente, con la facciata principale completamente affrescata. Si tratta di Palazzo San Giorgio, ora sede dell'autorità portuale, ma anticamente sede del Banco di San Giorgio, in altre parole la principale banca della Repubblica di Genova. Gli affreschi purtroppo non sono antichi, il tempo e le ingiurie dell'uomo li avevano fatti quasi sparire, ma per le Celebrazioni Colombiane del 1992 furono rifatti, riproducendo le immagini preesistenti. Oltre a un San Giorgio che uccide il drago, simbolo del palazzo tutto, statue dipinte dedicate ai personaggi storici di Genova, tra cui naturalmente Cristoforo Colombo.

Tra gli altri personaggi ce n'è uno in particolare, in armatura medievale proprio a destra del balcone, su cui sono appese le bandiere di Genova, quella italiana e quella dell'Unione Europea, anzi il personaggio è proprio sotto la bandiera europea. Si tratta di Guglielmo Embriaco detto Testa di Maglio (da qui abbiamo forse una traccia del carattere di Guglielmo). La cosa che quasi non si nota è l'oggetto che tiene in mano, infatti, nella mano sinistra regge una specie di piatto, si tratta del cosiddetto Sacro Catino. Racconta Iacopo da Varagine nella Leggenda Aurea come, durante la prima Crociata (XI secolo), i soldati genovesi al comando appunto di Guglielmo Embriaco abbiano partecipato nel 1101 alla presa della città di Cesarea e qui abbiano ritrovato nientemeno che il piatto di smeraldo in cui Gesù Cristo mangiò durante l'Ultima Cena.

http://www.oopart.it/images/stories/die2878/0a_00aa_005bcatin_3.jpg

Il piatto portato da Guglielmo a Genova sarebbe così diventato uno dei tesori più preziosi della città. Oggi è conservato nel tesoro della Cattedrale di San Lorenzo, sita non troppo distante da palazzo San Giorgio. Per raggiungerla, basta costeggiare il retro del palazzo dirigendosi a destra, voltando le spalle al mare e prendendo poi a sinistra per la strada pedonale (Via San Lorenzo appunto) che sale verso la cattedrale e poi raggiunge Palazzo Ducale, antica sede dei Dogi reggitori della Repubblica.

Arrivati nella piazza davanti alla chiesa, che curiosamente è asimmetrica giacché il campanile di sinistra è notevolmente più basso dell’altro, dobbiamo entrare attraverso il portone principale e poi addentrarci nella navata sinistra fino a raggiungere l’ingresso dei locali del Tesoro.

Qui abbiamo una sorpresa: i locali sotterranei sono stati costruiti come delle stanze circolari dette a tholos (vedi la pianta nella pagina successiva), e qui sono conservati oltre al Sacro Catino altri oggetti mirabili, come il piatto di onice che la tradizione afferma sia quello su cui fu posata la testa mozzata di San Giovanni Battista; la suggestione è veramente notevole tra il buio che nasconde le mura e la luce che inonda i reperti.

 

Torniamo al nostro oggetto: in una delle stanze rotonde, sotto una copertura cilindrica di vetro abbiamo il Catino. Notiamo innanzitutto che è rotto, infatti quando Genova fu conquistata dai Francesi di Napoleone Bonaparte il piatto fu portato a Parigi e, quando nel 1816 fu restituito, ritornò a Genova rotto in 10 pezzi più uno mancante; da allora ha subito diversi restauri, l’ultimo nel 1951.

Il Catino è un vaso esagonale di materiale trasparente di un verde brillante, tanto che all’epoca in cui venne portato a Genova si credette fosse di smeraldo.

Ora è il momento di vedere quali misteri nasconde il Sacro Catino di Genova. Il primo è il più importante: è veramente il piatto dove Gesù Cristo mangiò durante l’Ultima cena?

Se fosse così come afferma Iacopo da Varagine saremmo di fronte nientemeno che al Santo Graal, infatti, Iacopo scrive che secondo "certi Libri Inglesi" il discepolo Nicodemo deposto Gesù dalla Croce avrebbe raccolto il Suo sangue in un vaso di smeraldo, vaso che poi avrebbe portato a Cesarea.

La storia del Santo Graal è uno dei più noti miti europei, nata attorno all’anno Mille forse basata sulla precedente leggenda celtica del calderone che forniva cibo in abbondanza, si è poi sviluppata fino a inglobare la storia di Re Artù e dei suoi cavalieri che dovevano compiere l’impresa di ritrovare appunto la Sacra Reliquia dell’Ultima cena.

Il mito poi coinvolse autori fino ai nostri giorni, basta ricordare il film Indiana Jones e l’ultima crociata di Steven Spielberg.

Il nostro Catino come si è detto sarebbe stato ritrovato dai Crociati del contingente genovese durante la Prima Crociata, secondo un testo della seconda metà de XII secolo scritto da Guglielmo arcivescovo di Tiro. I crociati avrebbero trovato in un tempio costruito da Erode il piatto di smeraldo e lo avrebbero comprato a caro prezzo. Secondo altri autori invece i genovesi accettarono il Catino in cambio della loro parte di bottino, comprendente la terza parte della città di Cesarea!

Curioso che Caffaro autore degli Annales e di Liber de liberatione civitatum Orientis, un cavaliere che fece parte della spedizione, non faccia assolutamente menzione del Catino nei suoi scritti.

Col passare dei secoli la documentazione si fa più precisa. Tra i fatti più documentati c’è quello in cui il Cardinale Luca Fieschi ottiene il Catino in pegno del prestito di 9.500 lire da lui fatto al Comune. Questo episodio è degno di nota poiché il Cardinal Fieschi era appena tornato da una missione in Inghilterra, appena qualche anno prima che re Edoardo III istituisse a Windsor una "tavola rotonda" e quindi era stato testimone della rinascita della tradizione del Graal nelle isole britanniche. Il comune nel 1327 riscattò il Catino e stabilì che in avvenire non potesse più essere impegnato né portato fuori dalla sacrestia della Cattedrale.

Da questo momento sono molti gli autori che nominano la reliquia, e addirittura si racconta che Boucicault, governatore francese di Genova nel 1409, ne avesse tentato il furto. Nel 1470 Anselmo Adorno lo descrive con precisione, anche se poi riesce a confonderlo con il piatto nel quale era stata posta la testa del Battista, anch’esso conservato in San Lorenzo.

http://www.oopart.it/images/stories/die2878/0a_00aa_005bcatin_4.jpg

Sempre alla fine del Quattrocento si sparse la voce che anche Venezia stesse tentando il furto, e nel 1522 l’esercito di Luigi XII saccheggiò Genova, ma non riuscì a impossessarsi del tesoro della Cattedrale sia per la resistenza dei preti sia perché i Padri del Comune pagarono 1.000 ducati al Capitano che assediava la sacrestia.

Da allora il Catino venne assai poco mostrato in pubblico, e chi lo descrisse dopo cominciò a darne descrizioni discordanti, fino a far nascere il dubbio che per impedirne il furto ne fosse stata realizzata una copia con misure diverse, specie in altezza. Infatti nel 1726 Gaetano di Santa Teresa lo dice alto 8 once genovesi, cioè 16 cm, mentre quello esposto oggi è di soli 9 cm.

Altre descrizioni fatte nei secoli seguenti sono in disaccordo.

Arriviamo al 1806 quando per ordine di Napoleone Bonaparte il Catino fu sequestrato e portato a Parigi e depositato presso il Cabinet des Antiques della Bibliothèque Imperiale. Qui alcuni accademici lo esaminarono e lo dichiararono un’opera d’arte Bizantina in pasta di vetro, anche se di colore molto particolare, e conclusero che il problema dell’altezza differente fosse solo un errore di Gaetano di Santa Teresa.

Caduto l’Impero francese il 14 Giugno 1816 il Catino venne restituito alla città di Genova, ma rotto in dieci pezzi. Ne mancava uno, si dice sparito durante il viaggio oppure trattenuto in Francia e conservato al Louvre, come afferma l’autore tedesco Suida.

Dopo il ritorno a Genova la reliquia subì un primo restauro nel 1908 e poi quello definitivo del 1951, per poi essere esposto nel museo progettato da Franco Albini, inaugurato nel 1956.

Gli studi seguenti hanno poi posdatato l’opera ritenendola un manufatto Islamico del IX-X secolo.

In conclusione possiamo dire che i misteri riguardanti il Sacro Catino di Genova sono principalmente quattro:

 

1. Come e da chi venne portato a Genova?

2. Quello che vediamo adesso è l’originale o la copia fatta per impedirne il furto o il saccheggio e se è così, l’originale che fine ha fatto?

3. Come, chi, e perché lo ha rotto?

4. Che fine ha fatto il pezzo mancante?

 

Purtroppo ormai a questi interrogativi sarà molto difficile dare una risposta, l’unica cosa che rimane certa è che l’oggetto conservato è stato testimone dei secoli di gloria della città di Genova e quindi lo possiamo certamente annoverare tra gli oggetti mirabili che il patrimonio artistico italiano possiede.

 

Fonti:

wikipedia.it

oopart.it

cicap.org

http://25.media.tumblr.com/tumblr_lodqprEyn91qkkkpko1_500.gif

http://img393.imageshack.us/img393/9631/birthdaygifabcw9.jpghttp://rpg2s.net/gif/SCContest1Oct.gifhttp://rpg2s.net/gif/SCContest2Oct.gifhttp://rpg2s.net/gif/SCContest1Oct.gifhttp://img42.imageshack.us/img42/3015/terzoposto.png Picnic con Nono, by Test ^^

 

Immagine inserita

 

 

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ma se era povero in canna mi ti mangia in un piatto coatto nell'AvantiCristo O_o!?

*si poi leggerò ora son di fretta XD*

Deviantart

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My adventure game
Little Briar Rose

Altri progetti: Oh! I'm Getting Taller! / Il pifferaio di Hamelin

I miei Fumetti: Folletto Vs Nenè / A.s.D. / A.s.D.2

http://www.rpg2s.net/img/fablecontest1st.pnghttp://rpg2s.net/gif/SCContest3Oct.gif http://i43.tinypic.com/1zokd2s.png http://i.imgur.com/qRfaRqE.png http://i43.tinypic.com/eger81.gifhttp://i.imgur.com/BEu6G.gifhttp://i43.tinypic.com/eger81.gif

Un sogno nel cassetto...

 

 

http://i.imgur.com/H1ARhq7.gif

 

 

Citaziò!

 

 

Il Coniglio, si sa, saltella con una gamba dietro ed una avanti, un braccino corto ed uno lungo, un'orecchia dritta ed una storta. Perchè il Coniglio odia la simmetria.

Flame: Io me lo sono fatto raccontare tutto il Sigmarillion ma ancora devo leggerlo (...)
Impaled Janus: Il Sighmarillion, un'opera molto triste.
Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

Equip -
Pugnale comune - Prezzo: 9
Armatura di Cuio [1 PA] - Prezzo: 15
Borsa Comune - Prezzo: 10
Fionda - Prezzo(pagato da madre natura XD)

 

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http://tv.repubblica.it/copertina/il-leone...eo&ref=hpmm <-----

 

Ok ok... ora, cosa c'è di sbagliato in tutto ciò?

L'unico mistero che mi sovviene è "ehi, ma ha senso che un macchinario che fa parte del patrimonio dell'umanità, resti segreto?

Guardandolo la prima cosa che mi sono chiesto è stata quale fosse la sua propulsione interna.

E poi... perchè "segreto?"

 

Roba da far impallidire Lucas, e anche Lucasart, tutto ciò è tremendamente sbagliato, i mean rreeally


http://imageshack.com/a/img843/4272/gv9v.png
Crede che riuscirà a rispettare un marito che, forse, ha preso la più grossa cantonata scientifica di tutti i tempi?

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° ° Mi son chiesto subito anche io cosa lo muovesse, peccato per il "segreto" mi piacerebbe curiosare sul progetto!

 

a quando i progetti di Mazinga di Leonardo?

Prima deve finire Daltanious, ha fatto solo il leone! XD

(\_/)
(^ ^) <----coniglietto rosso, me!
(> <)


Il mio Tumblr dove seguire i miei progetti, i progetti della Reverie : : Project ^ ^

http://i.imgur.com/KdUDtQt.png disponibile su Google Play, qui i dettagli! ^ ^

http://i.imgur.com/FwnGMI3.png completo! Giocabile online, qui i dettagli! ^ ^

REVERIE : : RENDEZVOUS (In allenamento per apprendere le buone arti prima di cominciarlo per bene ^ ^) Trovate i dettagli qui insieme alla mia intervista (non utilizzerò più rpgmaker) ^ ^

 

SUWOnzB.jpg 🖤
http://www.rpg2s.net/dax_games/r2s_regali2s.png E:3 http://www.rpg2s.net/dax_games/xmas/gifnatale123.gif
http://i.imgur.com/FfvHCGG.png by Testament (notare dettaglio in basso a destra)! E:3
http://i.imgur.com/MpaUphY.jpg by Idriu E:3

Membro Onorario, Ambasciatore dei Coniglietti (Membro n.44)

http://i.imgur.com/PgUqHPm.png
Ufficiale
"Ad opera della sua onestà e del suo completo appoggio alla causa dei Panda, Guardian Of Irael viene ufficialmente considerato un Membro portante del Partito, e Ambasciatore del suo Popolo presso di noi"


http://i.imgur.com/TbRr4iS.png<- Grazie Testament E:3
Ricorda...se rivolgi il tuo sguardo ^ ^ a Guardian anche Guardian volge il suo sguardo ^ ^ a te ^ ^
http://i.imgur.com/u8UJ4Vm.gifby Flame ^ ^
http://i.imgur.com/VbggEKS.gifhttp://i.imgur.com/2tJmjFJ.gifhttp://projectste.altervista.org/Our_Hero_adotta/ado2.png
Grazie Testament XD Fan n°1 ufficiale di PQ! :D

Viva
il Rhaxen! <- Folletto te lo avevo detto (fa pure rima) che non
avevo programmi di grafica per fare un banner su questo pc XD (ora ho di
nuovo il mio PC veramente :D)

Rosso Guardiano della
http://i.imgur.com/Os5rvhx.png

Rpg2s RPG BY FORUM:

Nome: Darth Reveal

 

PV totali 2
PA totali 16

Descrizione: ragazzo dai lunghi capelli rossi ed occhi dello stesso colore. Indossa una elegante giacca rossa sopra ad una maglietta nera. Porta pantaloni rossi larghi, una cintura nera e degli stivali dello stesso colore. E' solito trasportare lo spadone dietro la schiena in un fodero apposito. Ha un pendente al collo e tiene ben legato un pezzo di stoffa (che gli sta particolarmente a cuore) intorno al braccio sinistro sotto la giacca, copre una cicatrice.
Bozze vesti non definitive qui.

Equipaggiamento:
Indossa:
60$ e 59$ divisi in due tasche interne
Levaitan

Spada a due mani elsa lunga

Guanti del Defender (2PA)
Anello del linguaggio animale (diventato del Richiamo)

Scrinieri da lanciere (2 PA)

Elmo del Leone (5 PA)

Corazza del Leone in Ferro Corrazzato (7 PA)

ZAINO (20) contenente:
Portamonete in pelle di cinghiale contenente: 100$
Scatola Sanitaria Sigillata (può contenere e tenere al sicuro fino a 4 oggetti curativi) (contiene Benda di pronto soccorso x3, Pozione di cura)
Corda
Bottiglia di idromele
Forma di formaggio
Torcia (serve ad illuminare, dura tre settori)

Fiasca di ceramica con Giglio Amaro (Dona +1PN e Velocità all'utilizzatore)
Ampolla Bianca

Semi di Balissa

 

CAVALLO NORMALE + SELLA (30 +2 armi) contentente:
66$
Benda di pronto soccorso x3
Spada a due mani

Fagotto per Adara (fazzoletto ricamato)


 

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Ho postato qui per vedere se Lucas ne ha mai sentito parlare... e in tal caso... magari ci potrebbe illuminare, quasi sicuramente è una carica a molla. Trovo stupido che debba rimanere "segreto" l'ha scritta Leonardo da vinci, mica l'agente K.


http://imageshack.com/a/img843/4272/gv9v.png
Crede che riuscirà a rispettare un marito che, forse, ha preso la più grossa cantonata scientifica di tutti i tempi?

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