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Racconto senza nome 2


Artia
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Come mi hanno consigliato ho cercato di rivedere lo stile della narrazione. Chiudete pure il topic precedente che continuo qui ^^

 

1

Il viaggio

 

 

 

 

 

Era un giorno soleggiato a Vaxal. Soleggiato e caldo. Vaxal era una delle tante “città dei boschi”, città abitate unicamente da elfi totalmente inserite nei boschi da cui traevano riparo e sostentamento, cogliendone i frutti e posizionando torrette per avvistare pericoli giungenti dalle limitrofe pianure. Al centro della città stavano sotto un enorme salice tre giovani.

-Dunque dopodomani farai parte dell’ordine dei maghi, giusto? – A parlare fu il primo dei tre giovani, un giovane elfo nella norma, sulle gambe aveva posata una spada nel proprio fodero, con il quale giocherellava

-Ci lascerai per trasferirti ad Elios, o peggio ti manderanno al fronte.- Stavolta fu l’altro giovane a parlare, stranamente grosso per la stirpe elfica. Superava d’una spanna in altezza qualsiasi altro abitante della città.

- Araphen, Thoren… non preoccupatevi, andrà tutto bene e in ogni caso non è ancora il momento degli addii. Godiamoci queste ultime ore ancora insieme.- Stavolta fu la terza persona, l’unica ragazza del gruppo.

Si diressero verso casa, Araphen e la ragazza da una parte, Thoren dall’altra.

- Araphen… ho paura.-

- Di cosa?-

- Di dopodomani, d’essere maga, di dovere abbandonare te e Thoren, di andare in una città nuova o di conoscere la guerra. - La voce della ragazza era incrinata dalla tristezza, sembrava sul punto di scoppiare in lacrime.

- Shara, non aver paura. Ricordati che ti accompagneremo domani nel viaggio. -

- Ho paura del futuro, Araphen. - Dicendo questo abbracciò con forza il fratello sulla soglia della porta di casa.

Dopo una veloce cena Araphen preparò tutto per il loro imminente viaggio: la spada, le provviste e un coltello per la sorella, dunque si mise nel letto a pensare al viaggio e alla sorella che stava per abbandonarlo, all’affetto che provava per lei.

Partirono il giorno seguente all’alba, dopo aver incontrato Thoren sotto il salice dove erano soliti fermarsi. Tutto era pronto, senza indugiare si diressero all’uscita della città.

 

Attraversando il grande bosco che circondava Vaxal i tre non incontrarono molte difficoltà e presto ne uscirono. Stanchi per la mattinata di viaggio si fermarono sulle pianure, dove trovarono un luogo riparato. Era una grande roccia concava, che offriva riparo ed ombra. Dopo altre 4 ore di marcia arrivarono finalmente in vista di Elios, che appariva enorme e maestosa. Da lontano potevano scorgersi le due torri più alte della città, torri dei colori dell’arcobaleno che brillavano illuminate dal sole pomeridiano. Erano d’un materiale molto particolare che a seconda della luce che assorbiva rifletteva diversi colori, sembrando in continuo mutamento. S’accamparono sotto un'altra roccia, cenarono silenziosamente intorno al fuoco, sembrava avessero paura di parlare, paura di pensare a ciò che avrebbero dovuto sopportare l’indomani, la separazione.

 

Arrivò l’ora del sonno, intorno al fuoco i tre giacigli vennero occupati e i giovani caddero presto nel sonno, affaticati dalla giornata di marcia. Quella notte Araphen era stranamente inquieto, nel timore di qualche imprevisto. Animali selvaggi che abitavano nelle pianure, ladri che potevano rubare loro l’equipaggiamento. Avvertì un rumore di passi, e poi altri. Furtivamente mise mano alla spada, riposta accanto al suo giaciglio, mentre acuiva i sensi per cercare di capire la fonte del rumore.

-Agite presto, senza svegliarli. Rubate ciò che potete e rapite la ragazza. Può essere venduta come schiava. Andate!- L’udito elfico lo salvò. Riuscì a captare un breve stralcio di conversazione. Sudando freddo sguainò la spada, alzandosi.

-Shara, Thoren… c’è qualcuno.-

Mugugnando Shara si destò, stiracchiandosi. Thoren la imitò poco dopo. I due vedendo Araphen con la spada impugnata corrucciarono la fronte.

-Che succede?-

-Niente domande! Alzatevi e preparatevi.-

Non ebbe quasi il tempo di finir la frase che i passi si fecero più forti, provenienti dalle spalle di Shara. Un balzo, ed Araphen si trovò a fronteggiare il primo dei banditi. Sperò di prenderlo alla sprovvista, partendo con un affondo al ventre, sperando che l’altro fosse troppo concentrato sul rapire Shara. Non fu così… il bandito scartò lateralmente l’affondo e con il manico della sua ascia colpì il piatto della spada, facendo perdere l’equilibrio al giovane elfo che per non cadere fu costretto a far un passo laterale. L’azione avventata di Araphen servì a Thoren e Shara a prepararsi, il bandito stava per avanzare su Shara quando una luce lo investì in pieno, il bandito fu sbilanciato indietro. Thoren completò l’opera, roteando la sua ascia in aria per caricar un fendente che colpì dritto sul petto il malcapitato.

-Ce ne sono altri Ara?-

-Non ne ho idea… rimaniamo in guardia.-

Un secondo assalto colpì i giovani. Stavolta erano due banditi, attaccarono uno dietro le spalle di Thoren, l’altro davanti a lui. Due fendenti verticali. Thoren scartò di lato, tentando d’evitarli, uno dei due però lo colpi alla coscia destra, l’urlo di dolore squarciò le tenebre.

-THOREN!- All’unisono urlarono Shara ed Araphen. La prima diresse lo stesso incantesimo precedente ad uno dei due banditi, l’altro con un balzo affondò alla schiena del bandito che aveva colpito Thoren. Caddero a terra esanimi.

Ritirata la spada dal corpo dell’avversario Araphen si precipitò da Thoren, sanguinante, già soccorso da Shara.

-Dannazione… Shara… puoi fare qualcosa per lui?-

-Non molto in verità… Dammi dieci minuti, vedrò io.-

Annuì, per poi voltarsi, spada ancora impugnata, e allontanarsi dai due.

“Padre… il tuo dono non è stato vano…” Si sedette a terra, gambe incrociate, perdendosi nelle sue memorie.

Edited by Artia
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uhm non ho letto la versione iniziale, quindi non so dirti le migliorie :\ adesso leggo anche l'altro ^^

 

comunque, dal punto di vista della forma, nella parte iniziale ti sei perso un po' di virgole, ma niente di grave. A rompere sono le ripetizioni, tipo: ...“città dei boschi”, città abitate unicamente da elfi totalmente inserite nei boschi...

...parlare fu il primo dei tre giovani, un giovane...

sembri un po' ribadire il concetto XD

 

come racconto mi sembra buono, forse l'azione si sviluppa troppo in fretta, parte molto calma e pacata, poi sbocca subito nell'attacco dei banditi... sembra mancare una parte ^^

 

ora leggo l'altro, comunque buon lavoro :sisi:

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