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E infine giunge, la nera signora.


Zuppo
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Da un po' di tempo sono costretto, per la prima volta in vita mia, a fare i conti con la maledetta nera megera, anchesì chiamata Morte. Spesso ci si interroga sulla propria, di morte, e si cerca, almeno nel mio caso, di scoprire o imparare a non temerla così tanto prima che essa ti dia un bacetto (no grazie, non sono in vena di affetto per ora!).

E poi, invece, realizzi che della tua morte ti interessa relativamente. Dopotutto l'unica vera rogna è che non puoi completare qualcosa che ti sei prefissato...e vabè! Sarà proprio una cosa insignificante quando sarai erbetta verdeggiante. (E' illegale spargere le ceneri...non posso farmi portare via dal vento!! D: Che noia, mi sarebbe piaciuto! Dovrò inventarmi qualche altro improbabile rito druidico...)

 

E così, Badabum, ti ritrovi a dover metabolizzare che prima che muori te, ne dovrai vivere parecchie di pene, di addii di chi si spegne prima di te (mi considero longevo, dai) e capisci che è difficile. Con la d maiuscola. Per mia fortuna ho tempo, ho avuto Tempo, parecchio. Anni ed anni ed anni. Forse non trenta, non dieci, ma cinque anni sono TANTI per accettare pian piano che devi salutare qualcuno. (nel frattempo ho impegnato il tempo ad uscire da una mega depressione esistenziale, ma beh! XD Altre storie!)

Non sono mai andato d'accordo con mio padre, affatto. Non è cattivo ma è dannatamente infantile ed egoista come fosse un fratello detestabile, più una grande fetta di irresponsabilità che a momenti ci sbatteva tutti per strada senza una casa. (qualcuno ha nominato "vizio del gioco"?)

Ovviamente non è esattamente il mio emblema di padre ideale, ma non si può odiare qualcuno che non è cattivo. Non mi ha mai picchiato (tranne quella volta in cui agitavo la forchetta ad un centimetro dagli occhi di mio fratello ed avevo i tappi nelle orecchie(figurato) dato che non l'ho sentito redarguirmi se non quando mi ha sculacciato XDD eh..si è tutti infanti nella vita!)

E' solo tanto imbecille, ma non cattivo, e poi è tuo padre. U.u A detta di mio fratello, i rapporti di sangue sono insignificanti, ma sotto sotto la loro importanza l'hanno, anche solo nelle aspettative che uno si fa dei propri genitori e nel conservare la speranza che questi si ricordi che significa aver speso una notte di troppo a letto ed aver, grossomodo, coltivato qualcuno fino ai 20anni (poi sono andato via di casa).

'Nsomma, sono ostinato e speranzoso, per questo non ho mai smesso di volergli bene, anche se ero molto arrabbiato.

 

e...

Beh, a quanto pare sta per chiudersi un cinquantino di storia umana. E' un po' presto per me e probabilmente anche secondo lui ( Ma va! XD), ma non posso non ritenermi fortunato. E' una persona importante, ed al tempo stesso è una persona dalla quale mi ero allontanato a sufficenza da...diciamo...mhh... BOH. Da sentirmi quasi circa forse in grado di vivere questa sciagura.

Ci sono persone nella mia vita che il solo immaginarle irraggiungibili, mi fa crollare le gambe. Si, mi considero fortunato, nella sfiga.

 

Stan accadendo tutte quelle cose classiche dei film. Un babbo che cambia completamente atteggiamento (o io ho imparato a tollerare...*tossisce.*..quasi sopportare...mmhh... soccombere, dai, ai suoi difetti.) e che, aldilà del non riuscire a reggerlo più di un giorno perchè ti da mal di testa da quanto ti rintrona (è un passo avanti, vi assicuro), è improvvisamente diventato..mmh... Amorevole. Quasi ossessionato dall'idea che io lo odi.

Peccato che non so odiare XD, però so sparire alla grande quindi l'idea posso averla data in effetti, se ci aggiungiamo che gli unici dialoghi avuti erano al 90% litigate bestiali. E, beh, recuperare il rapporto con lui era una mia priorità ed al tempo stesso ero in alto mare. Aldilà dello stare lontano da casa (e non avere i soldi per viaggiare in libertà) c'è anche il fatto che quando tentai di riappacificarmi fu impossibile, perchè finchè devo considerarlo un amico fastidioso ci sta. Ma mi sono sempre ostinato a considerarlo Mio Padre, che lui lo sappia essere o no.

E che significa essere un padre?

 

 

...bah.

Alla fine significa solo far capire che vuoi bene a tuo figlio. ._. Fine. Questo mi bastava.

E la magia della nera signora glie lo ha fatto capire lì dove le mie parole non sono mai arrivate a segno.

Sa un po' di film o di clichè. Ed un po' mi interrogo su chissà cosa ha pensato, che gli passa per la testa. (Non lo saprò mai, dato che di lui non ho mai saputo niente, nemmeno il suo passato. Mister X è improvvisamente cambiato ed è diventato Mister Y.)

Ma suppongo, banalmente, che non volesse più essere solo e che ha gettato quintalate di orgoglio accumulate nei secoli nei miei confronti, decidendo che la cosa che veramente importava... era esprimersi, e non attendere sempre che gli altri ti cerchino, da bravo vittimista.

(Si, si, conosco più difetti che pregi, ok!? XD Che devo farci! Se fa una cosa giusta deve nasconderlo! Bah Bah Bah! 'Sti fifoni <.<')

 

 

Lo scopo di questo topic è piuttosto fumoso. Dal principio voleva essere un interrogativo, poi è diventato solo un posto dove Parlare di me ed ora non so nemmeno come giustificare la sua presenza sul forum con qualche domanda retorica inutile o spiegandovi il suo scopo.

Ma non ce l'ha uno scopo. Non veramente. Sarebbe solo una mascherina per "giustificare la voglia di parlare". Da una parte sento di aver capito tantissime cose in pochissimo tempo e son passato dal sentirmi in colpa verso il mondo per il fatto di star vivendo un lutto, al sentirmi figo di come ho evoluto il mio atteggiamento e mi sento quasi in grado di affrontare il momento imminente.

Ce la posso fare.

Due mesi fa invece no, mi era impossibile e devastante.

 

Chissà cosa è cambiato.

Ah, si, lo so cosa è cambiato in effetti.

 

 

Finalmente mi ha detto che mi vuole bene, e lì tutte le mie paure di non riuscire ad avere un padre prima della fine, sono svanite. La mia frenesia di trovare una risposta, di imparare ad amare ed accettare qualcuno che non ti tratta come un figlio e non sai se ha realizzato che sei suo figlio. Era qualcosa che non riuscivo a fare. Arrendermi dalla pretesa di avere un padre o evolvee al punto da diventare una semi divinità.

Il resto è solo ineluttabile, inappellabile e per nulla fastidoso ciclo degli eventi ed io, che l'unica cosa alla quale non mi oppongo è la natura, non ho mai sentito rabbia per questa cosa.

No, bugia. C'è stata, un paio di giorni, i giorni del "anche se è idiota pensarlo, annuncio pubblicamente che Non sono d'accordo con madre natura!"

Ma quella passa subito, basta immaginarsi un mondo senza morte. ORRORE. XD

 

Ma un mondo senza aver avuto un padre mi spaventava molto di più.

 

Martedì (circa) torno a roma, voglio salutarlo. Mi han detto che lo vedono piuttosto male, quindi non mi metto a cercare sconti aspettando troppo. C'è una certezza e l'interrogativo del quando.

Ce la posso fare?

mhh..si. Pronto a piangere l'anima, perchè è giusto così, ed a soffrire, perchè accadrà. Ed a darmi il tempo e a perdonarmi la debolezza, cosa che prima non volevo fare. A parlarne, cosa che prima non volevo fare (perchè "disturbi gli altri con discorsi tristi") ma tutto sta nel come li poni, anche se il perchè li fai è lo stesso.

Comunque si.

 

Mi sento pronto/a.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rettifico.

Partirò domani. L'istante prima di cliccare Invio, è giunta notizia che il dado è tratto e le ore son contate. Ed io sono ignorante, non so quanto tempo c'è a disposizione (è la prima volta in vita mia) perciò la butto sul tragico e mi fiondo.

Sarò davvero in grado?

 

Ops.

Tremano un po' le gambe.

Detestabili. Detestabili e deboli esseri umani!

Ed i folletti non fanno eccezione..

 

Gh!

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Altri progetti: Oh! I'm Getting Taller! / Il pifferaio di Hamelin

I miei Fumetti: Folletto Vs Nenè / A.s.D. / A.s.D.2

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Un sogno nel cassetto...

 

 

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Citaziò!

 

 

Il Coniglio, si sa, saltella con una gamba dietro ed una avanti, un braccino corto ed uno lungo, un'orecchia dritta ed una storta. Perchè il Coniglio odia la simmetria.

Flame: Io me lo sono fatto raccontare tutto il Sigmarillion ma ancora devo leggerlo (...)
Impaled Janus: Il Sighmarillion, un'opera molto triste.
Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

Equip -
Pugnale comune - Prezzo: 9
Armatura di Cuio [1 PA] - Prezzo: 15
Borsa Comune - Prezzo: 10
Fionda - Prezzo(pagato da madre natura XD)

 

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Ho scritto diverso tempo fa qualcosa di simile riguardo i rapporti con mio padre e la nera signora, su un quaderno su cui sfogavo la mia depressione. Mio padre c' è ancora, io questa storia l' ho scritta e vissuta da nipote. Forse un giorno ne pubblicherò almeno un pezzo. In bocca al lupo per domani folletto. I miei rispetti.

NON partecipante al Rpg2s.net Game Contest #3

http://www.rpg2s.net/images/gc3/gc3_firma.png

 

Gioco in Sviluppo: Wrath Sword: Parallel dreams

 

Una morte sconvolgente, una spada maledetta, un antico rivale, un anno per riscattarsi...

 

"Dalla tua parte Luce e Ombra, ma dal cantone sbircia il male!"

 

"Tu, che del passato non hai storia... Tu, che ovunque vai ti senti sempre uno straniero... Tu, che hai scelto di non amare più... Parti da traditore, ma torna da eroe!"

 

------------------------------

 

Just-ice L - Making Emotions

 

http://img87.imageshack.us/img87/7245/secondoposto.png http://img87.imageshack.us/img87/7245/secondoposto.png

 

 

 

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Ecco uno di quei momenti in cui vorrei poter dire qualcosa di concreto e utile ma, ahimé, non trovo parole.

Quindi ti auguro tutta la buona fortuna del mondo per domani, Flame.

BIM_La_Legge_Sono_Io_X2.png
"Starring Patester Stallone as Dreddo, la legge sono io"

 

 

Sito portfolio personale (in lavorazione): https://patrickleo.art

 

 

Christmas Renko-tan!

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http://gamejolt.com/games/karma-flow-the-prototype/185747
http://i.imgur.com/1cYF1vi.png 1° posto al Short Game Contest #2 raggiunto con Karma Flow!

 


Seguimi su Twitch!
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Come dice Pat, ci sono momenti in cui non si può avere le parole giuste da dire. Per quel che può valere, sappi che ti siamo vicini.

 

A parlarne, cosa che prima non volevo fare (perchè "disturbi gli altri con discorsi tristi") ma tutto sta nel come li poni, anche se il perchè li fai è lo stesso.

E non pensare a queste cose. Al limite la gente non ti risponde, se è quello il problema. Ma non è quello il punto, quando si ha bisogno di sfogarsi bisogna farlo. Non ci si può sottrarre. Inoltre, hai posto bene il problema, non hai disturbato nessuno (almeno non me, anche se ho i miei pesanti problemi esistenziali in corso, che comunque non possono minimamente paragonarsi ai tuoi...)

A me piace moltissimo il pesciolino rosso del banner del 1 Aprile!

 

http://www.rpg2s.net/dax_games/r2s_regali3s.png

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Uhm.

Che dire.

 

 

E' strano. o.o

E' finita e questo ti rasserena.

O ti maciulla?

Entrambe. E' come se "Ora puoi affrontare il problema definitivamente." e quindi vedi che ha una fine ed in fondo c'è una luce alla quale vuoi arrivare. (la serenità)

Ma è anche "Ora non puoi fare altro, niente lettere o chiacchere o abbracci o litigate o tentativi ennesimi di dialogo o.... No. Dorme del tutto e tutto ciò che hai conquistato nella tua vita è stato tutto quello che sei riuscito a conquistare. Se hai in mente altro, affari tuoi, non ci fai più niente."

E ammetto che fa paura. Tanta. Fa male.

Per assurdo, ti senti colpevole. Come se fosse morto per colpa tua.

Son pensieri istintivi e, interrogando chi ha più esperienza di me, sembra che sia del tutto normale. E' come se Qualcuno si è allontanato e tu, per farlo riavvicinare, vuoi chiedere scusa, così fate pace perchè quando la gente si allontana in genere è per un litigio. Quindi ti senti n colpa come un ragazzino che non capisce cosa ha fatto, ma vede che non ci sei.

Ma, ehi, non è così e nessuno ha colpa! Mi faccio un po' tenerezza! XD

Siam tutti bambini ed in questi momenti torniamo ad esserlo, anche se forse lo nascondiamo agli altri. Io perlomeno ho passato il tempo vicino ad un uomo sopito in maniera scomposta e non facevo altro che ridere, parlare e giocare con chi mi stava attorno, vivendo la cosa come un uomo che di certo non vuole altre rogne per la testa, ma vuole che, seppure non può partecipare, gli altri non si angustino ed anzi si mettessero a fare qualcosa che gli piace!

Ma il dopo è ovviamente diverso e ti trovi a pensare.

Io so cosa mi passa per la testa, e riconosco che sono pensieri tanto, tanto, tanto ingenui.

Quel tipo di pensieri che arriva prima al cuore che alla mente. E non devi sentirti stupido (ho scoperto che è normale). Devi solo trovare qualcuno che ti lascia essere di nuovo un ragazzino per quei venti minuti in cui ne hai bisogno, lasciarti dire assurdità inapplicabili, boiate incoerenti e cose come "Confermo che se ci fosse un referendum divino, abrogherei la morte. La scambierei con un viaggio pagato alle hawaii con firmato che non puoi rivedere nessuno dei parenti."

Ma almeno sai che si fa la sua vita. XD

 

Se solo riuscissi ad essere serio mentre piango. Ma giuro che lo amavo più delle lasagne. E chi mi conosce sa che è un enorme complimento!!

Me so portato la mascotte a Roma e sta facendo un OTTIMO lavoro ad ascoltare 'ste idiozie! ;3

 

A me nessuno ha mai raccontato la morte. E' qualcosa di così triste e spaventoso che quando ci arrivi, non puoi nemmeno appellarti alle esperienze dettagliate di qualcuno per prepararti ad accettare te stesso. (La morte poi ognuno la accetta in base al proprio credo, tendenzialmente)

Ed io devo dire che è una cosa COSI' STRANA che trovo ingiusto non raccontarla.

Si ha paura di parlarne. Si...anche io ne ho paura eh. Paura di spaventare, paura di ferire o paura io per primo di ricordare. E probabilmente tra qualche tempo, quando avrò superato il trauma, non vorrò più parlarne, perchè ho l'impressione che puoi si, imparare ad arrenderti all'idea che è andata così, ma non sono del tutto convinto che finisci con l'Accettarla, ossia con l'esserne felice o sereno al ripensarci.

Senza vergogna penso che finirò con il seppellire la cosa da qualche parte nel cuore, senza rendermene conto. Come quei ricordi che superficialmente puoi rimembrare, ma se ti concentri troppo tornano a sanguinare nel cuore.

Forse, se mi ci impegno, non farò così ma non penso che me ne accorgerò. XD

 

E posso dire una cosa assurda?

Almeno nel mio caso, mi sembra mille volte più facile la morte della depressione. Il futuro incerto ma certamente perso è distruttivo, sconvolgente ed intoccabile, quando non senti più di averlo ed ogni cosa è persa.

La morte invece è del tutto concreta, certa, inamovibile. E' come realizzare ed accettare che lì c'è un'enorme montagna invalicabile. Può essere difficile ma... mille volte meno dell'ignoto. E poi non senti che tutto il mondo ti preferirebbe morto, anzi, ti senti amato.

 

Però se qualcuno di voi ha vissuto la cosa e accompagna una persona a vedere suo padre, avvisate che la malattia cambia tanto le persone. Quello mi ha decisamente shockato. Girare l'angolo e vedere la morte sul volto di un uomo. :/

Infatti non vedo l'ora di andarlo a vedere nella bara. Perchè NON VOGLIO ricordare un uomo malato (è un'altra persona, non è mio padre, è troppo diverso e non sapevo che l'aspetto cambiasse tanto. So che è colpa del cancro, è una malattia troppo lenta e per questo hai tutto il tempo di cambiare aspetto, a differenza di mille altre morti e so che non mi era stato detto niente per scrupolo. Comprendo e non sono arrabbiato, faccio solo sapere che su 'ste cose gli scrupoli son più un danno che altro.)

Ed io ho una memoria orribile, quindi sto facendo difficoltà a ricordare com'era prima. Siano lodati i becchini, un lavoro orribile che non avrei le palle di fare ma sarà solo grazie al loro impegno se potrò ricordare un padre con tutti i crismi.

Che discorso brutto, lo so.

 

Ma al tempo stesso è assurdo come si passa da una calma inopportuna, eccessiva, ad un forte dolore inarrestabile. Ed ovviamente mille interrogativi su cosa pensare ora. C0è, non c'è, ci sarà, non ci sarà, l'aldilà, l'aldiquà... diciamo che non conta tanto cosa credi perchè sulla tua pelle non vivi nessuna conferma. E' tutto identico a prima, stessa aria con ossigeno e vari gas. Stessa acqua che scorre, stesso buio della luna e stessa luce del sole.

Quindi... non sai se affidarti alla fantasia e darti risposte per conto tuo, affidarti ad una qualche fede che te le da a modo suo, o scadere nel nichilismo che non siamo niente e non contiamo nulla a conti fatti.

Cosa che pure la fisica smentisce, perchè i suoi atomi han smosso miliardi di miliardi di atomi attorno a lui (non ho mai visto tanti amici di papà tutti lì assieme. Non ho mai visto che aveva amici, inanzitutto.)

Quindi anche solo mettendola sul pratico, è esistito ed ha fatto la differenza. Perchè la fisica insegna che tutto sta da Chi è l'osservatore.

E se l'universo osserva, non fa differenza nemmeno un vivo.

Se l'osservatore è un piccolo atomo, gli abbiamo stravolto la vita intera!

 

La risposta è BOH, ed al tempo stesso capisci che non importa la verità, perchè è l'osservatore che decide cosa è importante osservare. Se a me serve sapere che esiste ancora in qualche forma d'esistenza, allora decido che esiste. Non avrò conferma della cosa, e se l'avrò preferirò non accettarla come tale nel timore che sia indotta dal mio desiderio di averla. Ma un punto non cambia.

Che sono io a deciderlo, perchè sono miei i ricordi.

E che a lui di certo cambia poco, cosa deciderò. XD

 

 

 

 

 

E' strana. Affascinante. Dolorosa. Spaventosa. Severa.

Ed al tempo stesso senti che non può mancare.

 

Che se non fosse successo, sarebbe mancato qualcosa.

Nel giro di pochi mesi, ho trovato un padre e riconosco che è solo la morte ad averlo fatto crescere, e che qualsiasi cosa potevo fare e qualsiasi destino poteva avere, sempre e solo così poteva crescere.

Quindi, aldilà del fatto che è un po' presto per i miei gusti, comunque non devo recriminarmi che non l'ho vissuto prima, perchè se non ci riuscivo e non era in grado di permettermelo, non potevo farci niente.

Ho fatto bene a correre a dirglielo. A dirgli Grazie di avermi fatto conscere un padre.

Perchè io da solo non ci riuscivo a perdonargli tutti i difetti, a sopravvivere al suo carattere serenamente. Se son riuscito a riavvicinarmi, a parlarci ed a dirgli che gli voglio bene, è solo perchè lui finalmente si è inginocchiato per abbracciarmi (figurato) e mi ha lasciato arrivare a lui.

 

 

Che bello! Je l'ho detto! X3

Di lì a pochissime ore dopo, non poteva più parlare. Je l'ho detto quando poteva ancora rispondermi.

 

 

 

 

Che

Culo.

Non è da tutti risolvere i problemi con babbo giusto in tempo per salutarlo. Aldilà delle intenzioni, trenitalia ci ha provato ad impedirmelo. XD Ma non ce l'ha fatta, ero disposto ad andare giù in macchina piuttosto (facendo un furto di quattroruote senza permesso se necessario...! XD).

Comunque alla fine il treno è arrivato. Tardi ma è rivato. u.u

 

 

 

 

Regà.

Non importa se non avete niente da dire. Anzi, in realtà non avete niente da dire di "inopportuno", probabilmente secondo il vostro punto di vista.

Maa..... dai, seriamente. Ho un fratello che è l'essere più inopportuno della terra (troppo razionale, e diciamo che delle volte 'n te ne fotte niente d'esse razionale in maniera COSI cruda.)

Quindi no, fregatevene degli scrupoli che tanto manco impegnandovici saprete essere così gelidi (e vi assicuro che le sue intenzioni invece sono tra le più amorevoli. XD Anche lui mi fa tenerezza nella sua ferrosità. Ti aiuta tirandoti macigni XDD).

 

Quindi shalli, perchè domani avrò un funerale ma dopodomani si va tutti ad Ariccia a magnà della grossa, perchè a papà dei funerali non frega niente.

Lui vole magnà e festeggià, perciò IO voglio magnà e festeggià! :| E se i parenti lo troveranno inopportuno, mi ci porto gli amici nuovi che s'è fatto (tutti giovani) e sono entusiasti dell'idea!

Quindi chiudiamo il ciclo vitale. Se piagne e se ride!

 

 

 

Oh...!

Come son demodè! Paio così hippie. XD

No, seriamente, son sempre stato de 'st avviso e mi fa piacere che ho trovato persone che han colto il senso della mia idea.

E poi non magno carne secca da una vita, la adoro! So sicuro non s'offenderà! ;3

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Altri progetti: Oh! I'm Getting Taller! / Il pifferaio di Hamelin

I miei Fumetti: Folletto Vs Nenè / A.s.D. / A.s.D.2

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Un sogno nel cassetto...

 

 

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Citaziò!

 

 

Il Coniglio, si sa, saltella con una gamba dietro ed una avanti, un braccino corto ed uno lungo, un'orecchia dritta ed una storta. Perchè il Coniglio odia la simmetria.

Flame: Io me lo sono fatto raccontare tutto il Sigmarillion ma ancora devo leggerlo (...)
Impaled Janus: Il Sighmarillion, un'opera molto triste.
Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

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Se fossi di quelle zone, verrei volentieri ad Ariccia anch'io. ;)

 

Io non so consolare (né tirare macigni xD), le cose che dico in queste occasioni suonano così stupidamente banali che è meglio tenermele per me, ci faccio una figura migliore.

Però... che bella persona che sei. :D

Questo lasciamelo dire.

Non è da tutti riuscire a esprimere quello che hai espresso, nel modo in cui l'hai espresso.

 

Hai la mia Profonda Stima.

E, per quanto possa significare dato che sono un estraneo, la mia vicinanza spirituale.

 

 

 

...e mangiati un po' di carne secca anche per me! :D

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Mi spiace. Che posso dire? Niente di rilevante, di sicuro. Sono contento almeno del fatto che tu sia riuscito a dargli l' ultimo saluto come si deve, non è cosa da poco e non tutti ne hanno la possibilità. Ti dono il mio silenzio se può contare, è l' unico modo che conosco per stare vicino alle persone, per evitare di dire banalità o esprimere male ciò che le parole non consentono.

NON partecipante al Rpg2s.net Game Contest #3

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Gioco in Sviluppo: Wrath Sword: Parallel dreams

 

Una morte sconvolgente, una spada maledetta, un antico rivale, un anno per riscattarsi...

 

"Dalla tua parte Luce e Ombra, ma dal cantone sbircia il male!"

 

"Tu, che del passato non hai storia... Tu, che ovunque vai ti senti sempre uno straniero... Tu, che hai scelto di non amare più... Parti da traditore, ma torna da eroe!"

 

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Just-ice L - Making Emotions

 

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  • 2 weeks later...

Arriva. Arriva. Arriva.

E, merda, non sei nulla di più di prima.

 

 

 

 

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E' arrivata l'onda, la consapevolezza, quella più disarmante e che giunge in un momento del tutto sereno, in situazioni insospettabili, in una calma distratta. Arriva e ti colpisce di spalle, alla schiena, con un colpo che atrofizza i tuoi polmoni, che non respirano e che ti costringe a nasconderti perchè così, senza nessuna avvisaglia o preavviso è giunta.

Acqua, ettolitri, un mare, uno tsunami. Si agitano le onde, ti riscopri tragicamente a galla con a malapena un legno, ti scivola la mano sul viscido e bagnato sostegno e ingoi acqua, non respiri, riaffiori di colpo riprendendo fiato disperato ed arriva la prossima onda, senza che realizzi perchè sei lì, come ci sei finito. Mare, ed affoghi, non molli la presa, sei terrorizzato ed attonito al tempo stesso.

Sei finito in un diluvio, in un oceano, sai che cosa stai guardando dinanzi a te. Il terrore ti pervade e non vuoi, non vuoi, non vuoi e non vuoi. Mollare la presa. Non cederai, hai troppa paura di affondare, hai il terrore che quel mare non ha un fondo, che affonderesti per un tempo imprecisato vicino all'infinito e che nel farlo ti disgregheresti, moriresti, prima di trovare o capire cosa fare.

Non lo capisci comunque, nemmeno ora, ma non molli la presa. E' troppo spaventoso. Eppure continui, affondi, riaffori ed affoghi a fasi alterne, onda dopo onda.

 

 

 

Laggiù, che si avvicina, che ti minaccia ed al tempo stesso non si cura di te, sta arrivando la vera onda, la Verità, e ti prenderà.

Tu sei solo minuscolo e non senti più il dolore o la dispreazione, ma solo terrore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mentre tremi, mentre non capisci perchè oggi è un giorno diverso dagli altri o perchè il ricordo che ti è riaffiorato per sbaglio ti ha sconvolto, cerchi di convincerti che passerà e continui a ripeterti, consolarti con la stessa amorevolezza che hai dedicato agli altri. Ma non funziona come gli altri giorni, non c'è quella serenità di fondo che ti ha accompagnato durante tutto il tempo in cui attorno a te c'erano persone preoccupate.

Tu hai tranquillizzato gli altri. TU hai brindato in sua memoria. Tu hai proposto la cena. Tu hai abbracciato persone che ti guardavano con apprensione. Tu le hai consolate. Tu le hai aiutate a non aggiungere te ai loro pensieri. Tu le hai lasciate concentrare su quello che era anche un loro lutto. Tu hai sorriso e riso per far sorridere e ridere.

 

Ed ora dove sei? Dove è finita quella persona? Era finta?

Hai la certezza che non lo era, perchè era sincero il calore, l'energia nei muscoli e nel petto, la voglia ed il desiderio immenso di esistere, di andare avanti, di parlare, di ridere e di esprimersi, inorgoglita dall'essere viva per poter ricordare. Stupita dell'essere forte senza averlo mai saputo.

 

 

E poi, un mese dopo stai pranzando ed un discorso banale fiorisce sulla tavola. Oh, un vecchietto ha raccolto molti funghi.

"Funghi ora? E come mai?"

Intervieni. Sai qualcosa a proposito.

Qualcosa tipo: "Acqua e sole, non si può chiedere di meglio per andare a funghi."

Ma qualcosa non sei certa di saperlo.

E pensi: "Papà ne sa molto di funghi, appena lo vedo gli chiedo se è periodo."

E realizzi.

...

Ma cosa vai pensando?

 

Torna come un colpo alla schiena, la consapevolezza di una realtà che conoscevi, ma in quel momento avevi dimenticato.

Oh mio dio...

...Parlare a mio padre? Cosa sto pensando? Perchè l'ho pensato?

 

Lui è morto.

 

 

 

Davvero...?

 

Ed è come averlo capito per la prima volta.

Allora non potrò più andare a funghi con lui. Non potrò più usufruire delle sue conoscenze. Parlargli. Lui voleva andare assieme lì, là, qui, quà...

E' improvviso, è inaspettato, non ero preparata. E dove sono ora? Affogo e non riesco ad approdare, a vedere una riva, a trovare un appiglio più solido del mio terrore degli abissi. Non si respira, ma mai abbastanza da morire. Ed anche morire, non vuoi. Vuoi VIVERE. Vuoi follie. Vuoi cose irrealizzabili. Vuoi parlarci.

Perchè oggi è diverso dagli altri giorni?

Cerchi compostezza, la esigi da te stessa. Vuoi restare in piedi, vuoi restare a galla, non per onore, nè per orgoglio, ma come ultima difesa.

 

Non vuoi affondare. Non vuoi cedere.

Non sai se tornerai più su poi.

 

 

 

 

 

 

 

Non mi riconosco, nei primi post. Non si chi è, ne so chi sono io ora.

Questo post non è educativo per nessuno, forse. O forse si, perchè qualcuno, un amico, mi ha detto che ora è iniziata la fine. E' l'inizio della fine.

Ed è il momento più duro, quando d'improvviso ti trovi senza più fughe o distrazioni. Non che uno voglia fuggire, ma semplicemente un fatto tanto Grosso non può, realmente, essere compreso da subito. Va a pezzi.

Ed ora mi è andato di traverso il più duro, l'essenziale, l'osso. E soffoco.

 

 

Ma se è vero che non uccide, voglio tornare in questo topic appena possibile e scrivere un nuovo capitolo, con colori diversi e luci nuove. Voglio credere che ogni cosa è una fase, seppure la mia più totale ignoranza mi disarma, ed oggi è mare infinito e terrore.

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Altri progetti: Oh! I'm Getting Taller! / Il pifferaio di Hamelin

I miei Fumetti: Folletto Vs Nenè / A.s.D. / A.s.D.2

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Un sogno nel cassetto...

 

 

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Citaziò!

 

 

Il Coniglio, si sa, saltella con una gamba dietro ed una avanti, un braccino corto ed uno lungo, un'orecchia dritta ed una storta. Perchè il Coniglio odia la simmetria.

Flame: Io me lo sono fatto raccontare tutto il Sigmarillion ma ancora devo leggerlo (...)
Impaled Janus: Il Sighmarillion, un'opera molto triste.
Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

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L'osso prima o poi si riesce a ingoiarlo.

Se scrivere in questo topic ti aiuta, noi saremo qui a leggere i prossimi capitoli.

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'zie...

Non voglio tediare, ne farò storie o epopee... Scriverò solo quando sento di aver scoperto qualcosa di nuovo, buono o cattivo che sia. Perchè, spero, mi aiuta a focalizzare, e di conseguenza a razionalizzare.

Solo che lo faccio a scapito altrui, perchè io personalmente non ho mai letto con piacere queste cose. Son un po' troppo empatico di mio, quindi sarei il primo ad evitarmi.

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Un sogno nel cassetto...

 

 

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Citaziò!

 

 

Il Coniglio, si sa, saltella con una gamba dietro ed una avanti, un braccino corto ed uno lungo, un'orecchia dritta ed una storta. Perchè il Coniglio odia la simmetria.

Flame: Io me lo sono fatto raccontare tutto il Sigmarillion ma ancora devo leggerlo (...)
Impaled Janus: Il Sighmarillion, un'opera molto triste.
Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

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  • 2 months later...

Flame, ho visto solamente ora questo topic. Sono senza parole: leggendo i tuoi post ho capito quanto siamo fragili noi esseri umani e quanto è importante stare insieme ai propri cari fino all'ultimo. Mi hai perfino fatto commuovere!

Mi scuso se scrivo solo ora, ma mi dispiace veramente...! Per evitare di finire nella banalità di questo mio post, non continuo oltre.

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Roba:

 

 

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Non sei perdonabile makeratore, dovevi essere onnipresente e perennemente informato del mondo e degli altri è__é!

ovviamente no. u.u Anzi, grazie del pensiero.

 

Purtoppo, per amor di informazione e condivisione, non ho ancora un nuovo capitolo da scrivere. Posso solo dire che ricordo mano a mano tante cose di lui e mi pare di parlare di lui più spesso di prima, anche se in realtà ne parlavo molto da circa sempre.

E.... per il resto, work in progress.

 

Sto lasciando che il mondo giri e che qualche miracolo avvenga. Tempo, semplicemente lascio che passi il tempo e magari passino i pesi.

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Altri progetti: Oh! I'm Getting Taller! / Il pifferaio di Hamelin

I miei Fumetti: Folletto Vs Nenè / A.s.D. / A.s.D.2

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Un sogno nel cassetto...

 

 

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Citaziò!

 

 

Il Coniglio, si sa, saltella con una gamba dietro ed una avanti, un braccino corto ed uno lungo, un'orecchia dritta ed una storta. Perchè il Coniglio odia la simmetria.

Flame: Io me lo sono fatto raccontare tutto il Sigmarillion ma ancora devo leggerlo (...)
Impaled Janus: Il Sighmarillion, un'opera molto triste.
Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

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Fionda - Prezzo(pagato da madre natura XD)

 

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  • 3 weeks later...

Mamma mia che viaggio... in zattera fra le onde del mar...

Tipo ora mi vengono dei dubbi su una cosa, ma lascio stare.

 

Carino il modo in cui scrivi, si fa leggere, beh... si fa leggere praticamente sempre ma, mi piace come descrivi quello che provavi raffigurandolo... è interessante, abilità mica da poco, ecco questa è una novità magari, o magari dovevo aspettarmelo.

 

Ah gli anni passano e pure da me ci sono 'sti momenti... no, niente di preoccupante, forse, boh, mi auguro, ma...

è quello che pensi quel che conta.

In effetti di quanto hai detto tutto torna, soprattutto che "a quelli che non sono più qui non importa se vai a mangiare la porchetta" ed è vero, quindi nel caso tu abbia avuto da ripensarci... non farlo, perchè quello che pensi TU è anche per me l'unica cosa che conta.

 

Figli figlie, dolci metà, nel letto o fuori... non c'è amicizia che tenga esisti perchè sei tu, e quindi nel tuo mondo sei tu, non esiste nient'altro.

Poi certo, la realtà esiste ed è "reale" tanto quanto lo siamo noi, ma siamo sempre noi a viverci dentro, per quello una discussione sui funghi può essere per alcuni una cosa botanica, per altri una cosa di frodo, per altri una palla, e per altri ricordi spiacevoli.

 

Perchè la testa è tua, è ovvio che se anche la realtà esiste sei tu l'unica persona a darle la sua ultima forma, quella che vale per te.

 

Mi colpisce questo discorso perchè in famiglia io ho avuto solo un lutto e, nemmeno l'ho vissuto drasticamente, ma poi ti capita a volte di riflettere sul futuro e su cosa succederà e come reagirai quando rimarrai solo.

Vedi, negli anni ho sviluppato un pensiero molto particolare sulla morte, ma... sviluppare un pensiero sono solo parole, il metterlo in pratica, il poter vedere se quel modello che hai realizzato sta in piedi è un'altra cosa.

 

Per quello succederà solo quando perderò un caro a me davvero vicino, non si sa quando, ma non succederà nè tardi nè presto, immagino.

Non è bello da dire ma... c'è qualcosa in me che invidia quelli che possono provare una simile sofferenza.

 

Nella mia vita ho conosciuto persone "più sfortunate" cresciute senza un genitore o che altro... tutti provavano pena per loro ma per me, che ero loro pari, era fin troppo palese la differenza di maturazione fra me e loro.

E io la ambivo quella maturazione la volevo, fa ridere oggi, ma avrei voluto crescere prima.

 

Oggi non ho cambiato opinione, sebbene sia già cresciuto, la mia avidità di "sofferenza" non si è estinta... e questo perchè ci sono delle ragioni se soffriamo, oggigiorno in verità, ti dirò che poche cose, ma davvero poche, sono belle quanto la sofferenza.

 

Magra consolazione.. forse, ma tu stessa a tratti ti sei resa conto di un rush di pensieri che neppure speravi di avere, e poi quella cosa sul volersi bene.

Le persone sono sempre un casino perchè non si parlano,

ed è vero... potevate parlare anche prima, tuttavia...

diresti di uscirne sconfitta?

Perchè muore qualcuno tu soccombi?

 

Beh... non mancano quei casi, in effetti, le possibilità sono due, o soccombi o ti risollevi, dovresti essere davvero una testa dura se dopo esserti risollevata però non ti accorgessi da te dei cambiamenti avvenuti a tua insaputa.

Si hai sofferto, ma non è gratis, niente si perde nell'universo, se cedi qualcosa ottieni sempre qualcosa d'altro in cambio.

 

Io non riesco in verità a pensare a un dono più bello dell'evoluzione, non ho altri scopi, beh... nessuno li ha, non c'è un motivo diverso da questo se noi esistiamo, siamo qui per crescere, evolvere, maturare morire.

Il ciclo dell'esistenza, come specie o come individui... beh probabilmente se l'evoluzione non partisse dagli individui singoli, la specie rimarrebbe ferma all'età dela pietra.

 

E' certo, poi, che anche sapendo di poter ottenere un sì grande potere dalla sofferenza, si soffra comunque, già... questo non lenisce il dolore, ma quello che si ottiene non è "fisico" è un potenziale che risiede in noi, qualcosa in più, un'energia che va domata.

 

All'inizio non è facile, perchè comunque siamo vittime inconsapevoli della nostra precedente programmazione, ma va presa quell'energia e plasmata all'interno, non si ha idea dei benefici che se ne possono ottenere.

 

Una persona normale direbbe "Fatti coraggio" o "La vita continua" che sono buone entrambe, ma queste cose le si conoscono di già... no, la verità è che sei passata per un crogiuolo ardente prima di doverti fare coraggio, e che è il tuo iniziare a prendere mano con ciò che ottieni che ti permette di andare avanti.

 

E no non come prima, nulla deve essere come prima, nè può esserlo... ecco... ma non in senso dispregiativo, non nel senso che senza quelle persone che mancano starai meno bene, no, affatto, la vita continua e prosegue il suo corso in virtù del fatto che tali persone sono mancate.

Non mancano per caso, niente succede per caso, se qualcuno se ne va allora quello era il momento per lui di andarsene, se hai appreso qualcosa da tale persona, significa che altro non potevi apprendere, ora tocca a te, in pratica.

 

Se non è un dono questo... cioè solo io penso che sia qualcosa di miracoloso?

 

Si, so che è un mondo che si sgretola, eppure ha senso, se vuoi costruire qualcosa di nuovo prima devi sbarazzarti del vecchio, la maggior parte delle volte è in ciò che si rinchiude il senso di sofferenza, perchè vogliamo fermare dei momenti al di là della memoria, vogliamo conservare cose che ci fanno sentire meno soli, beh... onestamente non penso che nessuno sia solo mai, o lasciato a sé stesso.

 

Il punto è che non lo crediamo, non crediamo di essere amati, a tal punto da doverci identificare con le cose e con le persone per darci un senso.

Non lo volevi anche tu? Non volevi che ti dicesse che ti voleva bene?

 

Per quanto umana possa essere una situazione, è sempre una strada a senso unico, siamo noi che cerchiamo apprezzamento dagli altri, perchè non siamo in grado davvero di apprezzarci da soli, invece sarebbe così semplice...

solo che... è sempre quello il motivo, non lo crediamo possibile.

 

Perfino con i geniori, con i fratelli, con gli amici più intimi, tutti abbiamo segreti che non vogliamo dire ad anima viva, tutti abbiamo lati caratteriali che non riusciamo ad accettare o comprendere, e sempre per la stessa ragione, non ci amiamo abbastanza.

 

E non è facile comunque volersi bene, no... è un percorso, vedi, se ti volessi bene realmente probabilmente capiresti quello di cui ti sto parlando, invece stai pur certa che ci sarà gente che rimarrà con un WHT? grande come una casa.

 

Nah amati! Sei bella per quello, perchè puoi amarti,

questo poi vale per tutti, non c'è una dote più grande di questa, perchè non puoi amare nessuno se non ami prima te stessa.

 

E vedi? E' la sofferenza che te lo ricorda, è quel dover fare i conti con una realtà diversa, con una parte di noi che va in pezzi che te lo ricorda.

Sono solo ricordi, sono come riflessi in una specchiera, solo che poi lo specchio si rompe e tutte le scheggie si sparpagliano per terra, e pare impossibile metterle insieme, eppure, sei sempre tu quella che si sta specchiando, e sei sempre tu a guardare lo specchio rompersi.

Su questa, probabilmente potresti scriverci un libro.

 

Fai bene a scrivere comunque, scrivere libera molto la testa, soprattutto se lo si fa di proprio pugno, e non con una tastiera, ma

anche scrivere pubblicamente lo si fa per dei motivi, e senz'altro lo sfogo non viene mai solo, ma cerca sempre una risposta di attenzione da parte di altri.

 

In fondo, a volte non capiamo come funzionano le cose, e a volte ci sentiamo "sporchi" in qualche modo, il disagio esiste ed è dentro di noi, e vogliamo pulirci, vogliamo buttarlo fuori, consapevoli, a un certo livello, che quel seme che getteremo, per quanto per noi possa anche essere marcio, invece fiorirà facilmente in una pianta del tutto nuova.

 

Lo sappiamo, ed è per quello che ci comportiamo in quel modo.

 

A tutti in fondo piace essere coccolati, o farsi illudere da castelli fatti in aria, incuranti che potrebbero sgretolarsi da un momento all'altro, ed è qui che si vede il grande paradosso, se siamo felici non riusciamo mai a pensare a un futuro negativo se non come esorcismo personale, eppure nei confronti della realtà siamo sempre e solo negativisti.

 

Ebbene è morto qualcuno, e questo non è nè giusto nè sbagliato, così come la realtà dietro al castello di cui sopra non è nè giusta nè sbagliata, un problema è capire questo... perchè spesso la gente sta lì a rimurginare sul

"no io dovevo comportarmi diversamente"

no, non dovevi, perchè non l'hai fatto.

"dovevo dire..."

non lo hai fatto.

 

Questa vita è solo un grande gioco dell'oca, ogni tanto qualcuno arriva al giardino al centro altri finiscono nel pozzo o indietro di tre caselle, non è giusto o sbagliato, ognuno fa quello per cui ha iniziato a giocare e tirare i dadi.

Poi al centro non c'è la beatificazione ma solo una nuova vita.

 

Ho speranza che tu capisca quanto ho scritto, anche se sono molto arruginito sui discorsi lunghi


http://imageshack.com/a/img843/4272/gv9v.png
Crede che riuscirà a rispettare un marito che, forse, ha preso la più grossa cantonata scientifica di tutti i tempi?

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Non basterà leggerlo una volta, ed hai aperto un vaso di pandora ricco di ogni colore, tanto che non li ho colti tutti, ne sono certa.

Però, a giudicare dal fazzoletto umido, alcuni li ho preso ed han colpito corde tese. Non corde nascoste per non essere colpite, ma corde che ho messo io nel vento, tese, nella speranza che tra tante verità ne arrivasse qualcuna adatta al mio io, al mio cervello, al mio modo di essere.

 

Mi sono seriamente interrogata sulla religione, sul perchè tante, tantissime persone, trovassero ovvio, semplice e rassicurante le verità che venivano date loro in regalo da un culto. Ma...

Quella non sono io. Non sarei io. Sono l'ultima persona in grado di mentirmi, e se devo costruire la mia velicità su un dogma, vivrei nel terrore più assoluto che la scaletta su cui sto salendo si possa spezzare da un momento all'altro.

Perchè non ho mai avuto un carattere adatto a fidarsi dei Dogmi. Non è in me.

E qui non voglio puntare nessun dito sulle religioni, perchè non mi interessa capire il mondo ed i Credenti, mi interessa solo trovare il mio Senso delle cose. Ed è sempre stato molto filosofico, più che religioso.

 

Il destino?

Forse. Ogni tanto. Spesso no.

Dio?

Un gran simpaticone, gli voglio bene, ma non gli chiedo niente e non voglio risposte da lui.

L'evoluzione?

Esiste, è reale e la posso analizzare con il mio piccolo cervello, ed è nel mondo concreto che cerco un ragionamento che mi giustifichi la morte in maniera completa, concreta. Da poter dire "Capisco perchè non potrebbe essere altrimenti. Ora sento che è Giusto."

Perchè qualcosa che si è evoluta per miliardi di anni, non si può ritenere sbagliata. Imperfetta forse, ma è quanto di più rispettabile ci sia.

 

Eppure non l'ho ancora trovata, una parvenza di risposta. Come se la perdita non valga i vantaggi.

"Se non si morisse, sarebbe un disastro, sovrappopolazione, estinzione delle specie di qualsiasi genere..chaos totale."

Eppure saprei inventare decine di soluzioni alla morte attuale. Anche un banale "diventare fuffolosi cosini di luce, dire addio a tutti, buttarsi in un mare e rinascere in RobbeACaso." Morto sarebbe morto, ma lo vedi andare, lo vedi svanire, lo vedi. VEDI.

'Nvece no, misterioso misterissimo. Non per niente è vestita di nero. Mica colori a caso, qui.

 

Ma qualcosa è arrivato.

Uno spunto. Uno spunto che pizzica sotto la lingua, formicola idee e concetti. Uno spunto più esatto di quel che avevo visto fino ad ora.

Pragmatico. Ma non apoetico. Qualcosa che voglio osservare meglio e vedere che cos'è, perchè mi ha suonato il LA sulle corde tese.

 

 

Ed affetto... un po' inatteso.

E verità. Mai abbastanza conscie.

 

 

 

 

E grazie.

Dovrò rileggerlo...

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Un sogno nel cassetto...

 

 

http://i.imgur.com/H1ARhq7.gif

 

 

Citaziò!

 

 

Il Coniglio, si sa, saltella con una gamba dietro ed una avanti, un braccino corto ed uno lungo, un'orecchia dritta ed una storta. Perchè il Coniglio odia la simmetria.

Flame: Io me lo sono fatto raccontare tutto il Sigmarillion ma ancora devo leggerlo (...)
Impaled Janus: Il Sighmarillion, un'opera molto triste.
Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

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Ecco cosa.

Mi hai ricordato un concetto passato in sordina, maltrattato ed ignorato. Ma che assomiglia Molto ad una verità.

 

L'energia.

L'energia che si sprigiona dalla morte, Dopo la morte. Che ti viene raccontata come un quadro medievale dove la morte ti è dietro e tu corri fino a non aver più fiato. Ma quest'immagine è TROPPO. E' angoscia, è distruzione, è privazione di ogni scopo. E non era ciò che cercavo. Eppure, se la si modifica di una scheggia appena, come le tue parole mi han suggerito, nasce tutt'altro.

 

Nasce un quadro dove all'inizio di un percorso c'è lei, nera, inquietante e spaventosa. Immota ma sai che si muove con te.

E tu sei distante, dall'altra parte del quadro. E nel mezzo c'è L'umanità intera, ogni singolo passo, ogni cosa, ogni zampillo di fontana, ogni scintilla elettrica, ogni sogno, desiderio e concretizzazione della realtà.

Perchè moriremo. E per questo, per essere vivi, per esistere, per istinto sollecitato e sempre stuzzicato da quella inesorabile signora, noi viviamo e Viviamo. Come il vento gelido che ti coglie appena uscito dall'uovo, e ti incita a muoverti, sbrigarti, trovare la tua strada e la tua tana. Presto!

E perchè...?

 

 

Un giochetto semplice era "Sostituire la morte con qualcosa che da lo stesso effetto ma non reca lo stesso dolore."

 

 

Eppure non so immaginare, in maniera non grottesca o fin troppo irrealistica, qualcosa che possa creare così tanta energia da trasformare il senso stesso dell'esistenza da Statico a Movimento, di più efficace del dolore, del Non voler restare immoti. O anche solo della consapevolezza istintiva della propria finitezza.

 

Quando è morto mio padre ho affrontato la cosa con coraggio. Il coraggio serve a superare il momento più duro. Ma il coraggio non è essere ottusi, perciò quando il momento si è adagiato, egli è svanito ed è arrivato impetuoso il dolore. Delle volte mi soffocava, ma c'era tanta rabbia.

Rabbia nei confronti della morte.

Orgoglio di voler vivere.

Ancora più ostinazione nel Non Voler Affatto Morire.

Proprio perchè hai perso qualcosa di importante, come se avessi perso tutto, allora lo rivuoi indietro con prepotenza. E se non puoi riavere una persona, rivuoi la vita, rivuoi la tua felicità, la tua energia, la tua serenità. Ti rivuoi indietro.

Perchè vuoi vivere. E seppure sferzato, stai in piedi. Tutti restano in piedi attorno a te e ti chiedi come.

E tu stesso, ti chiedi come mai. Non lo sai, ma questo dev'essere l'istinto.

 

E' come se no, non vuoi cedere alla morte. E' ancora lì, in quella cornice, appena dentro ed appena fuori, così indietro rispetto a te. E sai che è solo una rappresentazione approssimativa. Lei non è ne lì, ne avanti a te. Non è.

Ma esiste. E per questo, si vive e si continua a crescere.

Per l'orgoglio di essere vivi e di se stessi.

 

 

 

 

-----------

Poi, col fatto che io sono una persona che ha bisogno dell'approvazione altrui per amarsi, è qualcosa che conosco e che accetto con serenità. Ovvio, essendo io in piedi, essendo io nata su sta terra, ed essendo io nel mio cervello, IO esisto, e sfido chiunque a dirmi che non ho pieno diritto di esistere e di essere felice.

Ma decidere che io Valgo qualcosa, beh, sono una persona abbastanza oggettiva e non si può considerare il valore di qualcosa se questo qualcosa cambiain base criteri di giudizio. Per dirla meglio, non sono io che decido se valgo, ma è il mondo attorno a me che deve vedere il mio valore e ritenere che vale, perchè valere è sempre un confronto con qualcosa che Non Vale. E cosa non vale l'ha deciso il mondo attorno a te.

Il lato positivo di sapere esattamente che sono una persona fragile sotto sto aspetto, è che non mi faccio problemi a cercare persone che sappiano confermarmi che valgo, ribadirmi che oltre ad avere diritto di esistere, valgo proprio come persona di questa società.

E magari, persone così fighe da convincerti che vali a prescindere da qualsiasi società.

 

Ma onestamente, seppure l'ho trovata na persona così, non voglio cadere nell'illusione dell'eccessiva autostima. Della superbia.

Io odio le illusioni.

 

 

Io adoro giocare con le illusioni, lo faccio di continuo. Son folletto dopotutto(Appunto?) ma VIVERE nelle illusioni MAI.

Forse ora posso dirlo, prima sarebbe risultato infantile. "Prima", quando ero un Triplexino che voleva Conoscere la sofferenza per avere maturità, diritto di parola.

Ora posso dire che vivere nella menzogna è peggio della morte.

 

La morte ti costringe a vivere. E' un dolore assurdo, di quelli a cui non hai intenzione di arrenderti.

Perchè non ci stai ad arrenderti ad una bastardata COSI GRANDE.

Per niente, proprio.

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Altri progetti: Oh! I'm Getting Taller! / Il pifferaio di Hamelin

I miei Fumetti: Folletto Vs Nenè / A.s.D. / A.s.D.2

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Un sogno nel cassetto...

 

 

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Citaziò!

 

 

Il Coniglio, si sa, saltella con una gamba dietro ed una avanti, un braccino corto ed uno lungo, un'orecchia dritta ed una storta. Perchè il Coniglio odia la simmetria.

Flame: Io me lo sono fatto raccontare tutto il Sigmarillion ma ancora devo leggerlo (...)
Impaled Janus: Il Sighmarillion, un'opera molto triste.
Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

Equip -
Pugnale comune - Prezzo: 9
Armatura di Cuio [1 PA] - Prezzo: 15
Borsa Comune - Prezzo: 10
Fionda - Prezzo(pagato da madre natura XD)

 

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Solo ora ho notato il topic O.o
Comunque, la prima domanda che ti pongo è: perché ci hai messo così tanto? Cosa ti spingeva a rifiutare di avere un padre? Forse quando avrai dei figli capirai che sei stato un po' precipitoso. Un padre ti cresce, rinuncia a tutti i suoi sogni pur di crescerti e di darti un tetto sulla testa e in cambio non vuole nulla, solo che tu sia felice. Un padre ovviamente è sempre un essere umano, e non essendo perfetto, può sbagliare, può avere vizi e può essere insopportabile, ma non manca mai l'amore incondizionato verso i figli, vero prodigio dell'evoluzione della vita. Quale guadagno quindi ci hai ricavato dall'allontanamento?

Ad ogni modo, per quanto mi riguarda, la morte c'è perché altrimenti non può esistere la vita. Non è solo un fatto di sovrappopolazione, ma se non esistesse la morte, nulla ti spingerebbe a vivere quello spruzzo di tempo che è la vita appieno. Della morte non si deve avere paura personalmente, ma bisogna tenerla sempre a mente che sia un'ammonizione per dare il massimo nella tua vita. Non importa cosa vorrai fare, ricordati solo che ogni volta che ti svegli al mattino è un giorno regalato su questa terra, e non va sprecato. Soprattutto sulla giovinezza, il Papa recentemente ha detto delle parole bellissime: "Sarebbe triste che un giovane custodisse la sua gioventù in una cassaforte. Così la gioventù diventa vecchia, nel peggiore senso della parola, diventa uno straccio e non serve più a niente. La gioventù è per rischiarla, con speranza. E' per scommetterla su cose grandi, la gioventù è per darla, perché altri conoscano il Signore. Non risparmiate per voi la vostra gioventù, andate avanti".

Per quanto riguarda le persone care che ti precedono nella morte, tieni sempre in mente il ricordo di loro, e non sentirti mai in colpa per ciò che non sei riuscito a fare o a dire per loro, questo è tutto ciò che posso dirti.

"Io non volevo solo partecipare alle discussioni. Volevo avere il potere di farle fallire" [cit.]

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Miei script per RPG Maker VX Ace:


*NB Tutti i miei script sono protetti da licenza CC - BY http://i.creativecommons.org/l/by/3.0/88x31.png

Questa licenza permette a terzi di distribuire, modificare, ottimizzare ed utilizzare la tua opera come base, anche commercialmente, fino a che ti diano il credito per la creazione originale. Questa è la più accomodante delle licenze offerte. É raccomandata per la diffusione e l'uso massimo di materiali coperti da licenza.

 

 



I miei tutorial:


Come distribuire il gioco - e anche come creare un'installazione professionale!
RGSS in pillole - Guida completa e facile all'RGSS2 e RGSS3 per novizi ed esperti
Come mappare con VX (e VX Ace) - guida base all'uso degli strumenti del mapping
Loop delle musiche - come tagliarle in modo da far venire musiche continue senza interruzioni finali
Creare backup dei progetti - per evitare di uccidervi dopo un errore che ha fatto perdere tutto!

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Quale guadagno quindi ci hai ricavato dall'allontanamento?

Di poter vivere, in sintesi.

Perchè vicini non potevamo stare. Perchè per stare vicini dovevamo essere due persone diverse, e per quanto ci si provi non è mai qualcosa di facile, serve molto tempo, o serve che uno dei due si arrende. Nel mio caso la resa era quella di poter essere me stessa, di poter ridre, scherzare, commentare, rispondere.

Non si può rispondere ad un muro, se il muro parla devi tacere.

Non si può ridere con un muro, se ci provi si convince che lo deridi.

Non si può convivere con un muro, se lo fai il muro ti seppellisce nella sua asfissiante insistenza a impedirti di fare qualsiasi cosa perchè il muro viene prima.

 

 

Un po', ti dirò, trovo superficiale la tua domanda. Io non ho potuto fare niente finchè LUI non è cambiato.

E lui ha deciso di cambiare quando ha visto che altrimenti ci era impossibile amarlo. Perchè non ero solo io quella che non poteva parlarci, ma erano in molti. Circa... chiunque lo conoscesse.

Chi non lo conosceva era a posto, lui non lo trattava male, non si chiudeva a riccio. Ma se lo conoscevi, i suoi sensi di colpa lo rendevano intrattabile, insopportabile, inrespirabile, indipendentemente da cosa o chi tu fossi. Anche se eri sua figlia.

Perchè un uomo non è inanzitutto padre ma è inanzitutto uomo. Ed io ho conosciuto un uomo, non mio padre.

 

Mio padre non l'ho conosciuto, non apertamente e lui non aveva il coraggio di farsi conoscere. Ed anche io sono un essere umano che reclama a piena voce il suo diritto di esistere, perciò per esistere, allontanarsi era molto necessario.

Con i pro ed i contro. Con i ripensamenti ed i tentativi tardivi. Con i ritorni a casa combattuti dal desiderio di vederlo e dal timore che farglielo sapere avrebbe condannato a Stress la permanenza a casa (cosa molto probabile).

E poi muoiono.

 

Ma tutto ciò che puoi fare prima di allora è solo tentare il più possibile di essere un essere umano, di fare dei tentativi rischiando le ferite, di sbagliare, di non recriminarti qualcosa che non sei riuscito a fare.

Perchè non è sempre tutto nelle nostre mani. Anzi... con le persone, spesso quasi mai.

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Un sogno nel cassetto...

 

 

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Flame: Io me lo sono fatto raccontare tutto il Sigmarillion ma ancora devo leggerlo (...)
Impaled Janus: Il Sighmarillion, un'opera molto triste.
Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

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Vedi Flame, io e te in realtà siamo molto simili.

Per questo so che se anche non tutto ciò che dico passa, qualcosa di ciò che scrivo l'hai sempre percepito,

Abbiamo teste diverse, corpi diversi ed esperienze diverse, quindi è normale

che tu non possa capire tutto,

ma te lo assicuro, siamo decisamente simili.

 

Non lo direi a chiunque, no... conosco persone chiuse in un proprio mondo che

non hanno reali interessi a uscirne, che amano quello stato immutabile e che

amano sentirsi uniformizzate alla massa.

Certo, da un lato anche noi nel nostro piccolo vorremmo uniformizzarci e

giocando,

scherzando,

nascondendoci alle volte, possiamo anche esserci illusi di averlo fatto.

 

Certe persone sembrano non avere problemi, si innamorano, si tatuano i nomi dei findanzati addosso,

poi si sposano, poi si lasciano... eppure non sembrano portare mai addosso le cicatrici di quanto li investe.

Non li abbiamo mai capiti nel loro precario equilibrio, ma a volte avremmo voluto essere al loro posto, perchè

almeno esternamente sembrano vivere.

 

Altre volte abbiamo vissuto, o abbiamo creduto di farlo, ma erano vite a metà, vite che non ci bastavano, noi...

abbiamo sempre voluto di più.

 

Siamo esseri umani e in quanto tali siamo soggetti a questi stati, però

nè io, nè te, abbiamo mai davvero creduto di aver raggiunto un equilibrio, no affatto, io e te siamo

quel genere di persone che ogni tanto si ferma a riflettere sul senso di quanto fanno o vivono e

prendono molto sul serio quelle riflessioni.

Potremmo avere accanto la persona migliore del mondo eppure ci basterebbe solo un pò... perchè anche lei dopo qualche tempo

diventa vecchia.

Se qualcuno non sta al nostro passo ce ne accorgiamo, e restargli accanto è una decisione che va presa,

per noi però, viene percepito come un sacrificio.

A volte il bene di uno, diventa il male del'altro.

 

Ma nonostante tutto, i nostri pensieri rimarranno sempre irrefrenabili.

Quasi sentissimo di non essere parte di questo mondo, a volte.

Ti è mai successo?

Guardandoti scrivere, creare, crescere, stronzeggiare anche alle volte, io penso che tu

sappia pienamente di che sensazione sto parlando.

 

Pensavo fosse normale, me ne illudevo una volta, e invece...

non è una dote così diffusa, questa...

molti la cacciano come se si trattasse di una follia passeggera, una sega mentale, ma...

ma non è forse vero che noi la si cavalcherebbe volentieri quella follia?

 

Anche tu puoi vedere da te questo aspetto,

lo puoi vedere ora, mentre mi leggi,

sono piuttosto sicuro che delle immagini si formano nella tua mente e

se così non fosse,

puoi concederti di provare da adesso.

 

Hai subito uno shock emotivo, quindi... è chiaro che

è come se una diga si fosse improvvisamente infranta nella tua testa,

l'acqua ha allagato tutto, ogni cosa, insediandosi in ogni rifugio,

in ogni piccolo spiraglio, anche quelli più nascosti, o che

nemmeno pensavi di avere,

e la corrente ti ha trascinato via con sé;

 

ogni tanto riaffiori, e sei lucida, ma solo per un attimo

poi l'acqua torna a sommergerti, anneghi nei gorghi creati dale tue stesse idee.

 

Questo è quello che si percepisce da ciò che hai scritto.

Ed è del tutto normale, anzi, mi stupirei se non fosse così.

 

E' bello però il fatto che non temi di condividerlo, questo lato di te è una cosa che dà forza, dà speranza.

Mi colpisce quell'immagine dove il folletto è in balia delle onde, è proprio la tua condizione, hai raccolto in una sola immagine tutto ciò che ti descrive.

E' cupo, e mosso, si fatica a distinguere alcunchè, ma... è limitato,

quello è anche solo uno dei possibili epiloghi.

 

Già perchè come ti ho detto, io e te siamo simili, per questo so che tu non

sei quel folletto.

Quel folletto sta annegando, si sta facendo trascinare dalle onde verso il largo, ecco...

molte persone affrontano la morte o il lutto in quel modo.

 

Perchè si, la morte porta con sé anche un'energia nuova ma

cosa pensi che succeda se non si riesce a domare quell'energia?

 

Ci si sentirà spossati e a pezzi,

presi e buttati in un angolo e guai a chi ci tira fuori da quell'angolo.

 

L'energia alimenta le nostre idee, se le nostre idee sono buone allora alimenterà le idee buone, ma

se le idee sono cattive, alimenterà allo stesso modo le idee cattive, e finirà col travolgerci.

 

E' un principio semplicissimo, ma spesso, (se non addirittura sempre) ignorato.

Conosco molte persone così e posso immaginare che hai sofferto ma so anche che tu puoi immaginarti diversa.

 

Perchè io e te siamo combattivi, ci piace metterci in gioco, ci piace discutere, riflettere intuire, vedere.

La Flame che conosco io è in grado di solcarla quella tempesta, di sfruttare a suo vantaggio quei venti e

di rimettere ordine nel suo cuore.

 

Tu dici "ti servirà tempo" ma... no, non ti serve il tempo, in questo momento lo puoi già fare, so che puoi vedertici in quei panni, il passo dal vederlo al farlo è molto breve se ce se ne dà la possibilità.

 

Vedi, le persone come quelle che ho descritto sopra si fermano facilmente sulla superfice delle cose.

E' un pò come dire che possono anche loro solcare la tua tempesta, ma guardando le onde dall'alto si accontenteranno.

 

Quelli come noi invece provano qualcosa di diverso nei confronti di quelle onde,

vorrebbero scendere di più,

conoscere realmente la natura di quell'elemento di cui siamo fatti, conoscere sé stessi.

andare in profondità,

forse non oggi, ma più avanti, magari, nel tempo.

 

Noi da sempre siamo curiosi,

siamo introspettivi, e

non per moda da vampiri e pop-corn movie,

non perchè fa "emo" ma perchè siamo fatti così,

anche se magari agli altri non lo diamo a notare,

ci fingiamo saltimbanchi allegri e spensierati e...

probabilmente anche lo siamo,

ma c'è anche dell'altro in noi, qualcosa che è nel profondo, e che percepiamo,

quasi come un antico saggio che ci parla e che ci descrive un mondo

molto diverso da quello che abbiamo sotto gli occhi.

 

E sai... deve essere molto bravo a parlare perchè... abbiamo sempre il dubbio che abbia ragione,

non è vero?

 

E' quella voce che ci guida, che ci fa sentire già perfetti così, è il resto che sembra

remare contro corrente, le persone, la società, il mondo, tutto sembra agire...

diversamente da noi, quasi sempre esserci contro.

 

E quello è ciò che noi sognamo segretamente, coltivare un giardino dove gli altri possano accedere

e vedere cosa siamo, cambiare il mondo intero con le sole nostre forze.

Con gli scritti, con l'arte, con ciò che è in nostro possesso e che abbiamo faticato a maturare.

 

E' difficile nascondere le cose quando si scrive,

quel senso di saggezza interiore per quanto profondo torna in superfice,

torna a piccole dosi, in

parole sparse, in

idee accennate, e chi è abituato a quella sua voce, nota negli altri lo stesso richiamo, è come un riflesso... anzi... E' un riflesso.

 

Tu vuoi una motivazione, sul perchè succedano queste cose, la cerchi ma,

vedi, noi persone vogliamo che le cose siano chiare,

 

chiare all'intelletto,

 

vogliamo una spiegazione che sia "logica" perchè

tutto il nostro sistema sociale, tutto ciò che siamo o crediamo di essere

tutto ciò che facciamo, viene dettato dalla logica.

 

La risposta però, non è nella logica, ma nelle emozioni.

Non c'è "logica" nelle emozioni, e le emozioni sono il motore dell'universo,

senza emozioni non creiamo,

non progrediamo,

non inventiamo,

non c'è quella scintilla che dà vita al fuoco di nuovi mondi, o nuovi individui.

 

Veniamo al mondo e subito impariamo che se piangiamo ci portano da mangiare, ci cullano, ci cambiano;

impariamo in pratica che la felicità viene determinata da eventi esterni.

E ci illudiamo di questo, ci illudiamo davvero che la felicità venga da fuori, diventa il nostro mantra.

 

Cresciamo e cerchiamo un compagno per essere felici, magari qualcuno che ci ricordi quanto siamo amati,

Può essere un compagno, ma

anche un amico,

o un oggetto particolare,

un genitore,

un padre.

 

Quello che facciamo è

identificare il nostro ego con questa persona,

noi da soli non siamo in grado di amarci, ecco perchè cerchiamo chi ci ami.

 

In gergo, questo processo si chiama "cristallizzazione"

 

E' un'idea, quanti amori adolescenziali passati nel dubbio o nella consapevolezza di essere amati,

per poi scoprire che magari non era quello che ci si aspettava?

 

Quante seghe mentali su ciò che pensa il prossimo,

quando nemmeno siamo in grado di sapere cosa pensiamo noi?

 

Ancora una volta vedi ora, come

la felicità è un'emozione, un'idea,

non viene affatto da fuori,

viene da noi.

 

Però non riusciamo a ricordarcelo, o a realizzarlo efficacemente in tempo, per questo ognuno di noi ha centinaia di queste idee cristallizzate nell'animo.

 

Una cosa cristallizzata è per definizione ferma, è immobile non subisce mutamenti;

è l'ideale che vogliamo,

non quello che ci spetta,

né quello che è realmente,

solo un'idea.

 

La vita è fatta così, se non ci si sveglia prima ti costringe con la forza a prendere atto delle cose,

quando sa che sei pronta a farlo, ti toglie quell'elemento su cui hai cristallizzato un'idea, e

quel cristallo va in frantumi.

 

Il frantumarsi dell'idea è ciò che ci ferisce, è come se una parte di noi venisse frantumata, ma

non lo è affatto,

è solo il nostro ego che si prende una batosta dal ciclo dell'esistenza.

 

Se metti l'idea di te stesso in una cosa, e poi quella cosa la rompi, ti farà male, così come se rompessi parte della tua anima.

 

In natura niente è fermo, nemmeno l'acqua che scorre è mai la stessa, il miracolo della vita si nasconde in queste cose, nel fatto che tutto cambia di ora in ora, e noi non possiamo opporci a questo.

 

Se usi l'immaginazione per provare a tornare indietro con la mente a quando sei stata concepita, non vedrai solo i tuoi genitori, intorno c'era un mondo che si muoveva, e intorno a quel mondo un intero universo.

 

Concedendotelo, puoi vedere da sola le cose per ciò che erano,

ogni singolo atomo di quell'istante nel cosmo stava vivendo la sua individualità,

 

c'erano stelle e meteore che si muovevano forse senza neppure saperlo, eppure...

non torneranno mai più in quella posizione in quel preciso momento.

 

Ogni istante dall'alba dei tempi ad oggi è irripetibile,

l'uomo non è davvero così poca cosa come a volte si pensa,

ogni persona, te inclusa, è un evento unico nel suo genere,

il frutto di un momento irripetibile a cui ha copartecipato l'intero universo.

 

Queste cose, non si possono spiegare con la logica, ma

ci sono dei momenti in cui quelli come me, o te, hanno un

abbassamento della propria "attenzione" e

riescono a intuire che c'è molto di più nascosto in noi di quanto non sembri.

 

Siamo ben lungi dall'essere perfetti ma in questa vita ci viene data la

possibilità di avvicinarci a quella perfezione.

 

Per questo succede,

perchè deve succedere e

perchè sta succedendo intorno a te

per te.

 

Mi permetto di dirti, rileggi più volte quanto hai scritto, probabilmente lo avrai già fatto sai...

non giudicarlo.

Non è né giusto né sbagliato, sei solo tu.

 

Quando ho parlato nel post precedente, della specchiera infranta, ho parlato di una te che osserva

e una te infranta.

Non farti trascinare dalle emozioni, ma domale, e non pensare mai di essere quel riflesso,

tu stai solo osservando.

 

quando realizzerai questo, allora il resto verrà da sé e senza dubbio sarà la più

incredibile esperienza che tu possa provare in vita.

 

Pensi che un riflesso possa provare emozioni?

Possa soffrire realmente?

O amare?

 

Questo è esattamente quello che accade a tutti, ad ogni singola persona, perchè...

tutti noi crediamo in quel riflesso, ci crediamo davvero quel riflesso.

Gli diamo un nome, lo vestiamo, lo mandiamo tra la gente... ma non siamo noi.

Noi siamo colui che osserva lo specchio, questo non va mai dimenticato.

 

Ma non è facile, non è facile ricordarsene, non è facile identificarsi in chi guarda

osservare con distacco ciò che accade al riflesso, ne siamo coinvolti...

ma un riflesso può infine solo essere infranto.

 

Colui che osserva è l'anima,

e sei tu, non sei affatto simile al riflesso

non sei la Flame che pensa di essere perchè può pensare,

è la Flame che sa di essere perchè è,

semplicemente.

 

E chi osserva può fare tanto,

può perdonare quel riflesso,

può amarlo per ciò che gli sta insegnando,

può provare compassione verso sé stessa e verso il mondo.

E ringraziare l'universo per ciò che ha avuto, e

per questa grande occasione di apprendimento.

 

In quel riflesso non c'è tuo padre, ci sei tu.

Le sofferenze che hai provato nei confronti di tuo padre, così come le gioie

sono cose tue, che hai condiviso con lui solo in una piccola parte.

 

Ma sai...

ci sono anche persone che quell'occasione, quel momento di "perdono"

non l'hanno avuto.

Il mio pensiero va anche in quella direzione, per loro il cammino è stato

diverso, e altrettanto duro.

Ma quell'istante, secondo me è un miracolo che valeva una vita, e

come ogni istante è stato qualcosa di irripetibile.

 

Non ci sono doni più preziosi di quelli che riusciamo ad accogliere

consapevoli che sono doni dell'universo.

 

Credimi, non sei sola, nessuno lo è, nemmeno tuo padre lo è stato.

Forse la tua è stata una vita di patimenti ma...

sono certo che ti sei fermata a riflettere anche

sul come deve essere stata la sua,

e mi piace immaginare che in parte sia solo la rabbia che ti fa parlare in modo così distaccato di lui.

 

Nessuno ha colpe, non c'è, vedi, un giusto e uno sbagliato.

Noi pensiamo sempre per opposti,

se non c'è la luce c'è il buio,

se una cosa non è chiara allora è scura,

se una cosa non è giusta, allora deve per forza essere sbagliata.

se una persona non è stata un padre allora è un uomo

 

Per quello pensiamo che se esiste la vita allora l'opposto è la morte.

 

Ma ci sbagliamo, la morte non è affatto l'opposto della vita, ne è solo un aspetto.

 

  • Impara ad amare col cuore
  • a perdonare con sincerità
  • guarda alle tue rabbie e le tue frustrazioni con compassione
  • e ringrazia ciò che sei senza condizioni
  • Ricorda sempre che sei viva
  • Non giudicare nè te stessa nè gli altri.

 

Ovviamente ti sono vicino, forse può non sembrarlo, ma è così,

purtroppo tendo a dire le cose che penso senza troppi filtri, ma

lo sai, sei anche tu come me, in fondo.

 

 

PS:

E forse Dio è un buontempone, ma sa esattamente quello che fa.

Però, magari in futuro, se se ne presenterà l'occasione, si affronterà anche questo discorso,

chi può dirlo?

Edited by Derpy


http://imageshack.com/a/img843/4272/gv9v.png
Crede che riuscirà a rispettare un marito che, forse, ha preso la più grossa cantonata scientifica di tutti i tempi?

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  • 2 months later...

Artisti.


Li odio gli artisti.


Fanno spesso cose inutili e non se le tengono per se.


Perchè amano impietosire e godono nel sentirsi al centro dell'attenzione.



Disegnano ciò che vedonoe ciò che sentono.


E ciò che vedono e ciò che sentono, spesso è nero.


E poi, senza volersi realmente interrogare sul perchè


Lo condividono.



Ma lo sanno benissimo il perchè.


Fanno solo gli gnorri.



Artisti.


Vittimisti.



Dovrebbero sforzarsi di ridere, invece.



 


http://oi58.tinypic.com/1ymgxt.jpg


 


Deviantart

ElfGamesWorks Forum

My adventure game
Little Briar Rose

Altri progetti: Oh! I'm Getting Taller! / Il pifferaio di Hamelin

I miei Fumetti: Folletto Vs Nenè / A.s.D. / A.s.D.2

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Un sogno nel cassetto...

 

 

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Citaziò!

 

 

Il Coniglio, si sa, saltella con una gamba dietro ed una avanti, un braccino corto ed uno lungo, un'orecchia dritta ed una storta. Perchè il Coniglio odia la simmetria.

Flame: Io me lo sono fatto raccontare tutto il Sigmarillion ma ancora devo leggerlo (...)
Impaled Janus: Il Sighmarillion, un'opera molto triste.
Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

Equip -
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  • 4 weeks later...

Grazie di aver letto. :3

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"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


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Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
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Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
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Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

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  • 4 months later...

Dovrei lavorare.

Sono in uni, ho portato con me il portatile, scrocco internet ed ho la tavoletta wacom per lavorare.

 

Peccato.

Ho dimenticato il cavo per attaccarla al pc...

...bene.

Ok..dai.. aggiorniamo Dropbox che non si aggiorna da due mesi su sto pc e vediamo se riesco ad arrangiare qualche fix qui e lì col mouse.

...

Due mesi e tanti psd da scaricare.

Misà che ho due ore buche.

 

 

...che fare dunque?

E poi mi viene in mente che io avevo intenzione di.. come dire, "aggiornare" la questione.

LA questione. Che effettivamente, ha un aggiornamento.

Ed essendo nato, questo topic, come un auto-diario (da rileggere col senno di poi) e, di conseguenza, un'esperienza volutamente condivisa per regalare un po' di senno di poi a chi legge, ha perfettamente senso narrare le evoluzioni.

 

 

Ci ho fatto caso da un po'.

A caso, così, senza che io realmente abbia fatto niente, il dolore è scemato in ricordo. Ricordo che c'è stata una persona a cui tenevo molto, per la quale ho pianto molto e che non ho accettato il suo "abbandonarmi".

Se ci penso, se mi ci concentro, sono tranquillamente in grado di aprire quest'urna e sentirne le grida, tornando a piangere.

MA

Mai come prima.

Anche provandoci, non è come prima. E' più...

Ok.

 

E' così.

Sarà questo quel che si diventa quando graffi per mesi, quasi un anno forse...? contro un muro fino a guastarti le dita, senza vedere nemmeno un graffio sul tuo odiato ostacolo?

Devo essermi scorticata le ossa, su quel muro, ma lui era sempre lì a non voler dire una parola, ne scanzarsi ne dare parvenza che fosse minimamente scalfibile.

 

Qual'era il senso dell'inevitabile?

 

Mai sentenza fu più dura dell'inevitabile. E, paradossalmente, era così concreta da poterla sentire pressarti i polmoni e tutto il corpo. Inesistente e massiccia.

Un muro.

 

In fondo nella vita sono poche le cose (nessuna?) che ti fan sentire così impotente. Ci sono i cattivi, si, i corrotti, le grandi organizzazioni di robbaccia, le tragedie, i cataclismi. Eppure tutte queste cose sono solo "difficili" o "opprimenti". Non si è mai realmente impotente. Si è poco potenti, quasi per nulla. A volte si deve scavare una buca e nascondersi, eppure PERSINO QUELLO è un'espressione di potenza. La forza di, almeno, potersi conservare, nascondere ed aspettare un momento migliore.

 

La morte invece?

Oh... Quella è talmente inappellabile ed inesistente, eppur reale, che non ho mai conosciuto niente di più sordo, muto, immutabile.

Potevo persino uccidermi, nel massimo delle mie infinite possibilità di esprimermi, e questo non avrebbe COMUNQUE cambiato niente.

 

Era la prima cosa che persino il suicidio non sapeva scuotere. (Sai, ai problemi ed ai dolori, tutto sommato, morire può essere l'estrema soluzione per non soffrire, lì dove attribuiamo alla parola "soluzione" il significato di riuscire in un intento, non di risolvere l'origine del problema.

Arrendersi è a sua volta una scelta, in alcuni casi, ed io non giudico chi non ha visto altri mezzi per stare "bene".)

 

Quando si è abituato ad essere astratti, si considera la vita in maniera astratta ed ogni paradosso o assurdità, è accettato come possibilità. Improbabile, difficile, dannosa, eccessivamente astratta, non concreta.. ci sono mille modi di vivere e tutti sono parte stessa della vita.

E' impossibile, persino con una pistola alla tempia, non avere "possibilità". Il proprio IO sarà sempre libero di scegliere. Ci sarà sempre una possibilità diversa da quella che ci viene imposta.

A volte, molto peggiore della proposta, si, ma comunque ti fa vivere una vita dove sai che tu sei padrone dei tuoi gesti. Nell'istante stesso in cui riesci a comprendere il più possibile perchè compi i gesti. (Altrimenti lo stai facendo solo per riflesso o condizionamento).

 

Però sai..

Di tutte ste filosofie, pippe mentali, razionalizzazioni dell'io e... robbe, lei se ne sbatte altamente. Se ne frega.

Papà è svanito.

Due settimane fa, quel che associavamo ancora a lui, è scivolato nel vento e s'è andato a fare un giro per l'erba. Che fosse ancora mio padre o solo cenere, in ogni caso nella mia vita lui era già lentamente (ed in sordina) andato via.

 

Non so quando.

Eppure, a differenza di qualche tempo fa, se mi guardo indietro e lo guardo, inclino la testa da un lato e percepisco...

 

 

che ha senso.

 

 

Ma cosa, esattamente, ha senso?

L'assurdo è che Non lo so.

 

Ancora non lo so.

E' solo una sensazione. Sottopelle. Che mi trasforma il dolore acuto in nostalgia. La nostalgia è mista a un dolore più sordo, ancora non placato, ovvio, ma... Eh. Probabilmente mi sono arresa. Non sto più battendo i pugni su quel muro. Non sto più, dunque, soffrendo per l'assenza di reazioni e risposte. Di significati.

E' come quando un bambino scopre una realtà e la esplora. E più la esplora, più capisce che in quel posto le cose funzionano così.

Perchè sì.

E quel bambino non... Si porrà ostile nei confronti di qualcosa che E'. Semplicemente impara il mondo e lo prende per quel che è.

 

 

 

Non sono soddisfatta. Ma il mio corpo e quello che chiamamo subconscio, forse si. Più di prima, quantomeno.

Io non sono soddisfatta.

In parte, anzi, mi irrita quest'apatia. Non dico che sono apatica, eppure vien da sè il pensiero:

Sto lentamente dimenticando ciò che è scomodo?

Sto invece metabolizzando la realtà e scoprendo qualcosa di nuovo?

Oppure, quando si muore, si diventa così inconsistenti che si svanisce anche dagli animi altrui?

 

Questa, più che altro, inquieta me. Però... come dire. Mi son accorta a malapena qualche tempo fa di questa cosa e devo ancora capire cosa sta succedendo dentro di me che non mi vien detto.

Sarà che ero distratta dalla vita, che per fortuna mi va bene lì dove deve, però...

 

 

 

 

 

 

Eppure, da qualche parte, qualcosa mi dice che la strada è quella giusta.

 

Ho solo paura che, non razionalizzandola, io non capisca che strada è e potrei sbagliarla al prossimo incrocio.

 

 

Misà che per tutta la vita, non mi abbandonerà mai questa sensazione di "non lo so", qualsiasi cosa accade sull'argomento.

Non lo so.

Eppure ha un senso.

 

Che ancora non so.

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I miei Fumetti: Folletto Vs Nenè / A.s.D. / A.s.D.2

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Un sogno nel cassetto...

 

 

http://i.imgur.com/H1ARhq7.gif

 

 

Citaziò!

 

 

Il Coniglio, si sa, saltella con una gamba dietro ed una avanti, un braccino corto ed uno lungo, un'orecchia dritta ed una storta. Perchè il Coniglio odia la simmetria.

Flame: Io me lo sono fatto raccontare tutto il Sigmarillion ma ancora devo leggerlo (...)
Impaled Janus: Il Sighmarillion, un'opera molto triste.
Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

Equip -
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...Ho capito.

 

 

La verità è che siamo costruiti per sopravvivere anche a questo. Tutto qui.

Non è niente di complicato, elevato e ricco di significato.

 

E' banalmente natura. Essa funziona in un incastro di realtà che sanno preservarsi.

E per sopravvivere, devi saper superare la cosa e... Per non superarla, devi impegnarti molto a sovrascrivere la natura con la psiche.

Lo so, suona banale, ma è la verità. Solo che non avevo capito che essa va avanti da sola anche se io non l'ho razionalizzata. Non avevo capito che Me Stessa esiste inanzitutto come essere, e poi come IO, e quindi ha fatto le cose per conto suo e per semplice natura.

 

La verità è che quando non ho avuto più tempo libero per pensarci, la mia stessa esistenza ha sistemato le cose da sé.

 

 

Forse cercavo un motivo più ricco, più ricamato, perché in quel momento avevo un grosso vuoto, qualcosa che mi era stato privato. Potevo accontentarmi di un semplice "Le cose funzionano bene così"?

Con tutto quel che ci costa, a livello emotivo, questa "cosa che funziona bene così", potevo accontentarmi?

Non mi biasimo se non potevo.

Non mi pento di non aver voluto ignorare e voltare lo sguardo.

Non mi colpevolizzo se, esausta, ad un certo punto ho rimandato il discorso e mi son svegliata che si era risolto da solo.

Ho fatto ciò che speravo fosse più giusto per me, onestamente, in vista di un futuro che non mi risparmierà.

 

Da qui in avanti, il mio dovere nei confronti di questa cosa è solo impararla e viverla il meglio possibile, di volta in volta.

Oppure non riuscirci mai... Il che sarà pesante, ma non intendo morire per mano di morte altrui. Mai. Personalmente sono ancora offesa da questo modo ottuso di girare delle cose, ma accetto che il mondo è, di per sé, ottuso e semplice istinto.

 

Ed io, in esso, semplice atomo.

Un atomo decisamente megalomane, dato che vorrei cambiarlo da cima a fondo.

 

Ma va bene così. Qualsiasi atomo ha i propri magnetismi interni per esistere, e se i miei sono megalomania e testardaggine, l'importante è che continuo a muovermi.

 

Non ci sto a farmi abbattere da una ladra come quella.

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Flame: Io me lo sono fatto raccontare tutto il Sigmarillion ma ancora devo leggerlo (...)
Impaled Janus: Il Sighmarillion, un'opera molto triste.
Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

Equip -
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Sai, ormai, svariati anni fa...

Io volevo cambiare il mondo.

E non era, davvero, nulla di nobile, era solo che

mi stancava quel mondo, e

se mi stancava,

andava cambiato.

 

Il limite di questo genere di situazioni lo tocchi quando

inizi a pensare che il mondo è sbagliato.

 

Sai, il doversi alzare ogni mattina, dover recarsi al lavoro...

dover caricare di volta in volta sorrisi di cortesia,

dando ragione a chi è falso, a chi odi nel profondo,

ed evitare le bagarre per non essere costretti poi

a convivere in un ambiente di lavoro

ostile.

 

E poi... l'impossibilità materiale di crearmi dei bioritmi decenti...

 

Ma a chi la volevo dare a bere?

preservare l'ambiente in cui lavoro e vivo dalle ostilità

quando

quell'ambiente era già un ambiente ostile.

 

Ironico come ci si sforzi spesso di far andare tutte le cose

diritte

quando già sono programmate per andare storte,

allora arrivi a quel punto in cui le guardi e pensi:

"oh beh... poteva andare peggio, non è, in fondo, così storta come pensavo"

 

E mentre lo dici, ti mordi la lingua, perchè sai

che è una stronzata,

e che le cose giorno dopo giorno, non migliorano, non miglioreranno mai, anzi

finiranno col pesarti sempre di più.

 

E capita quando tendi a voler essere altruista

in una realtà personale in cui l'altruismo non esiste.

 

Io volevo cambiarlo il mondo, credimi, solo quel mondo

quelle quattro mura in cui passo gran parte della mia vita,

e poi, magari, cambiare qualche amico...

beh, anche più di "qualche"

 

Ho riflettuto molto su questo ma

non è servito a nulla, se non a rendermi maggiormente cosciente

della situazione in cui mi trovavo.

 

E' già qualcosa, ed è

qualcosa di grosso, perchè un conto è:

"stare male"

e un conto è:

"sapere di stare male"

 

ecco, rifletterci un pò su, mi ha

aiutato a fare progressi nella seconda di queste affermazioni,

nel capire che stavo davvero male e che,

probabilmente,

sarebbe potuta finire in un disastro se non mi fossi preso

la responsabilità morale di reagire.

 

Allora ho fatto una cosa, una cosa strana e stupida,

ho smesso di ascoltare gli altri,

e ho smesso di ascoltare quello che veniva dalla mia testa;

soprattutto, ho smesso di ascoltare gli altri, che parlavano nella mia testa.

 

e loro parlavano, e parlavano... e io non li ascoltavo

e a poco a poco, quelle voci sono cambiate, e mi sono reso conto

che non esistevano.

 

al tempo l'ho fatto... ignorando cosa avrei "smosso" in me.

e ignaro dei meccanismi che avrebbero presto preso a girare

e 'Tia sola sa da quant'erano fermi quei meccanismi.

 

Non ho cambiato "il mondo" affatto

ma ho cambiato "me"

...

si potrebbe pensare che... sia una magra, magra consolazione, ma

bisognerebbe essere nei miei panni.

 

Mi ha aperto gli occhi e anche se per poco, mi ha

permesso di accedere a un modo di vedere,

e di sentire,

e di esperenziare,

che prima di allora non avevo mai preso

in considerazione.

 

E... anche di fare,

di costruire,

di creare e

di essere "un altro"

 

E poi... beh...

il mondo in cui mi ero perduto, per così tanti anni, è

tornato più prepotente che mai, mi ha fatto delle promesse,

e dei regali,

mi ha riconquistato e riportato a lui, perchè

 

La gente... non lo capisce, ma...

 

il mondo, mi conosce, e

sa

quali sono le mie debolezze da essere umano,

e le tue

e quelle di tutti.

 

Deve solo tirarle fuori dalla scatola dei dolci

e portele davanti, e aspettare che ti abboffi.

 

e così anche io, dimentico di aver avuto tutto ciò che desideravo a portata di mano,

 

sono tornato una sera a svendermi per un contatto fisico,

o a disquisire delle nuove tasse da pagare con mio padre,

o ancora, di politica, coi colleghi

e delle ferie, che non ti vengono mai concesse,

e di denaro,

e di torti subiti,

e di gente incapace,

e di porci e di bastardi...

 

e il me stesso di sempre è ritornato, richiamato a gran voce,

da quel mondo

che tanto avrebbe voluto cambiare.

 

Perchè sono tornato indietro?

Perchè ho avuto paura, in un primo tempo,

e poi...

perchè quando hai qualcosa di così bello, e unico...

devi curarlo, devi cercare di mantenerlo

devi crederci, per poterlo mantenere.

 

E ora lo so...

non prima, prima... non potevo sapere nulla.

Per vedere il mondo, infatti, devi uscire di casa, devi avere il coraggio

di affrontare una vita nuova, e situazioni nuove, e ignote.

 

devi credere di poter cambiare davvero il mondo,

per poter cambiare il mondo,

ma

per cambiare il mondo, devi prima cambiare te stesso.

 

Il vantaggio è

che se uno se lo permette, può trovare in questo mondo

all'apparenza ottuso e istintivo,

esattamente tutto ciò di cui ha bisogno per distinguersi.

 

perchè..

non è il mondo a essere ottuso e istintivo,

siamo noi.

Ogni esperienza, ogni evento che ci capita

e che sia

negativo,

positivo,

distruttivo,

o appagante...

è un'occasione per capire.

 

e per "vedere" che le cose non sono come crediamo

ma che tutto si muove seguendo uno scopo.

 

Ma serve costanza, serve impegno... per unire i puntini,

e molti non hanno quella costanza, e

a dirla tutta, nemmeno si impegnano.

 

Ed è così, che deve andare, è così che devono essere, e non perchè è banale, ma perchè quello è lo schema che segue.

 

Per rifarmi a ciò che scrivi, non è vero che

siamo costruiti per sopravvivere anche a questo, noi

siamo costruiti per sopravvivere A questo,

e

siamo costruiti per vivere CON, e DI, questo.

 

Parliamo spesso di "sopravvivere" probabilmente perchè

non abbiamo davvero il coraggio di vivere, o

di meritare di vivere, specie se sulle spalle di altri.

 

E' perchè siamo qui, e vivi, perchè

dobbiamo "superare" le cose, ma... i problemi, possono essere superati in due modi:

uno è "superali"

l'altro è

"trascenderli"

 

Quando vivi una situazione sgradevole, c'è chi la supera, e se la lascia alle spalle,

e poi

c'è chi, la trascende, vi si eleva, e la vede per ciò che è.

 

Il dirselo, non è una forma di auto-consolazione, è più

una descrizione

del nuovo stato del tuo essere, verso cui ora ti muovi.

 

Nessuno dice che sia facile, questo può esserlo per alcuni

e può non esserlo per altri,

tuttavia...

ciò ti regala,

(anche nei confronti della morte)

più possibilità di movimento su cui basare la tua guarigione.

 

C'è chi vive il tutto come una eterna sofferenza, si

compiange e si immagina di tutto ciò che poteva essere,

e non è stato

e di tutte le cose che si potevano dire, e che

non sono state dette.

 

Però alla lunga... questa cosa porta una parte di te a

creare un'immagine di chi hai perduto nella mente,

che forse non vedi... ma

che puoi sentire, e a cui puoi tornare, per avere conforto, o

per riflettere sull'andamento delle cose,

alcuni...

addirittura per mostrarle in un moto di vanità

ciò che si è diventati, illudendosi, di esserlo diventati da soli.

 

Ma... è solo un'immagine, e

molti lo ignorano, o fanno finta di non saperlo;

 

che è solo una fantasia, un qualcosa che fai perchè non puoi,

o non credi

di poter fare dell'altro.

Basta però dedicarle del tempo, e osservarla, per capire di cosa si tratta, e

prima o poi... si tradirà da sola.

 

In quell'immagine c'è infatti tutto, c'è la possibilità di dirsi quello che non si è detto,

e di fingere di comprendersi...

ma, anche se fa male è solo l'ennesimo riflesso della nostra stessa psiche.

 

Silente nasconde lo specchio delle brame agli occhi di Harry, perchè Harry rischia di perdercisi.

 

E quello è in effetti... il rischio più grande,

come ricorda anche il mito di Narciso,

incapace di distinguere sé stesso, poichè stregato dal proprio riflesso.

 

 

La seconda possibilità, è invece quella di lasciarsi distruggere dal dolore.

 

(E qui, è meglio mettere le mani davanti, poichè non significa che questa cosa,

per alcuni,

non possa portare alla morte a sua volta.)

 

Ma è, importante, comprenderla, perchè la magnitudo di un evento così catastrofico è

da un lato, una fonte di energia assolutamente straordinaria,

ciò perchè tutto esiste solo in virtù del proprio opposto.

 

Di conseguenza, l'energia scatenata dall'evento della morte, è

il corrispettivo dell'energia che si scatena dall'evento della vita.

 

Non esiste energia più grande.

 

Tu, dici che sei Essere, e poi IO, e che, quindi, è l'Essere,

l'Essere istintivo, che ha

apportato quel principio di guarigione in modo naturale,

distanziandoti quanto basta dalla tragicità dell'evento

per poter continuare a vivere.

 

Ma, forse, sarebbe più consono dire che

tu credi di essere un IO perchè ti credi rinchiusa in un Essere.

 

Ma, noi non abbiamo un "io" ne abbiamo centinaia,

migliaia...

sono tutti schemi o modalità di comportamento,

da adottare con quella persona, o

con quell'altra,

o in quel luogo o

in quell'altro.

Alla fine... di tanti schemi, non ce ne è uno solo che sia

"tu"

 

sono tutti riflessi di un Essere.

 

Non abbiamo uno schema di comportamento adatto ad affrontare l'abbandono,

perchè... è raro, ed è unico, dal momento che se muore un individuo,

viene messa in discussione la veridicità dell'Io che adottavamo nei suoi confronti.

 

E' questo a scuotere, e a rendere impotenti, perchè

una parte di noi si incrina, e in alcuni casi, va letteralmente in frantumi,

e così, un altro "io"

resta lì, a contemplare quei frantumi, e a chiedersene il senso.

 

Capendo il più delle volte, che era solo un riflesso... e, intuendo,

se sveglio,

o ignorando,

se dorme,

che quello di cui guarda i pezzi sparsi, una volta era un "io" al suo pari.

 

Allora... non c'è, un IO

ma questa cosa... non va letta e compresa così, va vissuta.

anzi

va "esperenziata" o

"fatta propria"

così si dice.

 

L'energia che si libera in noi, quando quel riflesso va in frantumi,

è tale, che se canalizzata può farci ardere fin nelle viscere e

cambiarci radicalmente.

 

Che è un pò, quello che è successo a me.

 

Perchè ogni evento, per quanto traumatico, può essere messo sul tavolo

e osservato, a lungo.

E ascoltato...

e più lo si guarda, e più lo si ascolta, più possiamo capire realmente

la natura di cui è fatto.

 

C'è un momento, un istante solo, mentre lo si osserva in cui

non c'è più quello che devi fare dopo, e

smette di essere quello che hai fatto prima.

 

E dura... per paradosso, all'inizio qualche momento, come

se tu d'un tratto, andassi a vedere di persona, e con coscienza,

dove te ne vai... quando sei assente nei tuoi pensieri.

 

E poi... succede che quel "qualche momento" si dilata e

non esiste nient'altro,

sei solo tu fermo nel tempo, per un attimo, ma è un attimo che ha una durata, e...

è in quel momento, che capisci quanto

in realtà quello che stai osservando non ti dà dolore,

non ti dà consapevolezze, non è nulla.

 

Quando succede

qualcosa si accende dentro di te, e

riesci a sentire, per la prima volta,

tutto.

Quello che non credevi di poter sentire, o di vedere, o di esperenziare, o di conoscere, o di avvertire e

diventi un'emozione attraversata da un'energia infinita.

 

E lì, tutto smette, in verità, di avere un senso...

Così, e solo così,

quando poi torni a osservare la realtà, nel tempo,

la puoi vedere dall'alto,

e la vedi al di sopra di quel muro, attraverso cui ora puoi scorgere un universo

o di quell'oceano in tempesta, che non vedi l'ora di sondare fin negli abissi.

 

C'è tanto, tantissimo, da vedere, e da scoprire, perchè

si può, sì, sovrascrivere la natura di ciò che vedi con la psiche,

ma non esiste solo la natura, nè solo la psiche,

c'è dell'altro, molto altro.

 

E' solo ben nascosto ma... non significa che non lo si possa raggiungere.

 

E io sono convinto, da allora,

che lo scopo, di tutti noi,

sia raggiungerlo.

sia vederlo per potersi liberare una volta per tutte

dalle idee malate di una società che vede solo ciò che vuole vedere, e sente

solo ciò che vuole sentire,

 

Perchè, nella normalità dell'esistenza, le persone, oggigiorno, sono

sorde e cieche,

ma non... ai nostri problemi, ma

all'amore, e alla bellezza di

un mondo nascosto, di cui siamo parte,

ma che ci osserva con attenzione,

al di là del velo delle apparenze,

rivelandosi solo a chi ha la purezza d'animo necessaria o la pazienza di cercarlo.

 

La chiave, l'abbiamo tutti...

ma

a volte ho come l'impressione che

faccia meno paura la vita coi colleghi, o con

la fidanzata gelosa, o

con il pirata della strada,

o con le tasse da pagare,

o con la politica su cui inveire,

 

invece che dei mostri e degli spettri, che dimorano nel nostro cuore.

 

Ci sono sempre meno responsabilità e scelte da compiere

quando il proprio obbiettivo è la sopravvivenza.

 

La strada, per chi vuole vivere chiede, invece, dei sacrifici, chiede

di assumersi le proprie responsabilità, e di impegnarsi costantemente.

 

Non so se quanto ho scritto, ha per te un senso o meno,

ma è qualcosa che ho sviluppato leggendo.

 

Prendila come una disgressione mentale,
oppure, sei libera di approfondirla, io

ti ho dato solo degli strumenti su cui riflettere.

Edited by Martin Ginrai

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<<Crede che riuscirà a rispettare un marito che, forse, ha preso la più grossa cantonata scientifica di tutti i tempi?>>


.


..


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.


L'arte é la costruzione del tempio, dove lo Spirito, in virtù del simbolo, del rituale e della geometria sacra, può dimorare costantemente[...]



Vitriol




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- Il pandoro ci annienta...-

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