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La Divina Tragedia


Blake
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Yarr, nuovo romanzo nuovo romanzo.

Mi dispiace lasciare a metà Hadyn (che prima o poi comunque dovrò finire), ma questo è più ispirato e meno improvvisato... ed ha anche una trama migliore (non che sia difficile XD).

 

Vabè, dai, iniziamo.

 

 

http://img142.imageshack.us/img142/9108/capitolounodt9.png

 

Episodio 1

Un passo dopo l’altro

 

Nell’aria gelida del monte, sferzata dall’ululato del vento, un manipolo di soldati avanzava, a rilento, tra la neve e la bufera.

Il giorno precedente, l’ultimo della prima settimana di viaggio, il maltempo li aveva sorpresi e sembrava non volerli più lasciare andare. Quella gelida bufera, quel freddo tocco di morte…

Cercando alla meglio di ignorare i fiocchi di ghiaccio con cui il vento gli pugnalava il volto, Kreios alzò lo sguardo dal cappuccio al cielo, per cercare di capire quanto ancora rimanesse della neve.

Vide solo altri fiocchi, venirgli incontro e gelargli gli occhi cerulei. Strinse lo sguardo e voltò il capo istintivamente, verso la parete rocciosa. Sbuffò ed alzò la sciarpa, rimboccò il mantello, ed aggiustò il peso dello zaino, mentre ancora continuava a trascinare le gambe, un passo dopo l’altro…

Aveva camminato tanto a lungo che, ormai, neanche si rendeva conto di muoversi.

Per la stanchezza, ma forse più per il freddo, i suoi piedi avevano smesso da diversi chilometri di sentire il ritmato dolore degli stivali pesanti, scomodi ma necessari, inesauribili fonti di vesciche.

E Kreios non era il solo in quello stato, anzi.

Lui, nonostante fosse il più giovane del gruppo, con i suoi 23 anni, era tra i più stoici.

Molti avanzavano a fatica, lamentandosi dalle ultime file. Altri si fingevano eroi, muovendosi più spediti ed ignorando dolore e stanchezza, ma tutti erano stremati, tutti non avrebbero retto ancora a lungo.

Nessuno, però, aveva il coraggio di ammetterlo.

Dopotutto, a che sarebbe servito? Lagnarsi non avrebbe ridotto la distanza che li separava dalla caserma di Ikle, base sperduta tra le montagne del nord, verso cui erano stati trasferiti.

“Capitano… quanto manca… ancora?!”

Aveva ansimato Lukas, dal fondo del gruppo.

Il capitano Endyamon, che apriva la strada al gruppo, non diede risposta.

“Risparmia il fiato!”

Sussurrò Hecate, sempre da dietro.

Quel gelido capitano, che non degnava di risposta i sottoposti…

Ormai tutto era freddo. Esisteva solo il freddo, quella gelida rassegnazione, l’eterno piovere della neve, ed il vento, costanti torture, perenni dannazioni…

Kreios si meravigliò d’essere ancora sano di mente.

O forse non lo era più.

Forse era già impazzito, forse il freddo l’aveva già reso suo schiavo, rubandogli il lume della ragione…

Ma quel che videro, una volta raggiunto l’altopiano in cima alla salita, fu il più concreto dei miraggi.

Molti dovettero strabuzzare gli occhi. Altri vi trovarono la conferma di essere divenuti folli.

Quel che sorgeva sull’altopiano era una fitta vegetazione che sembrava immune al tocco della neve.

Per quanto potente sferzasse il vento, i fiocchi di gelo non riuscivano a raggiungere quegli alberi, così verdi e pieni di speranza, di vita, illuminati da una luce che la pesantissima coltre di nubi non riusciva a fermare.

Increduli ed impauriti, i soldati lentamente si avvicinarono al boschetto.

A mano a mano che la distanza diminuiva, così faceva il freddo, e ben presto dovettero riporre sciarpe e mantelli.

Una volta piegato il mantello e rimesso nello zaino, Kreios passò una mano tra i lunghi capelli castani e si guardò intorno…

Vide Jeorg, che sembrava nervoso e preoccupato, scandagliare con lo sguardo ogni centimetro di terreno circostante.

Vide Lukas, l’unico che parlava, tartassare di domande tutti quelli che gli capitavano a tiro… ovviamente, nessuno sapeva dargli risposta…

Gli balzò infine all’occhio il capitano Endyamon, biondo e serioso, che sembrava aver visto qualcosa oltre la fitta vegetazione.

Il capitano fece cenno di tacere al resto del gruppo.

Lukas non vide l’avvertimento, e ci volle un diretto al naso di Hecate, per zittirlo.

Kreios si avvicinò ad Endyamon.

Incuriosito, cercò anche lui di vedere oltre le foglie, ma non scorse niente di definito…

Che il ghiaccio avesse davvero dato alla testa di qualcuno?

Lento ma deciso, Endyamon iniziò l’avanzata, con il suo fedele seguito.

Ci volle poco perché anche Kreios riuscisse a vedere l’imponente monastero che sorgeva al centro del boschetto: una costruzione tetra, visibile oltre le mura grigie che la circondavano, alte quasi quanto gli alberi.

Un portone di legno, più piccolo di quello di un castello, ma comunque corposo, sembrava l’unica via d’accesso.

Il gruppo rimase per un po’ indeciso, a discutere sul da farsi.

Se darsela a gambe o cercare aiuto… fu ancora Endyamon a prendere l’iniziativa.

Rimase in disparte a pensare per tutta la durata della discussione, finché non si alzò e non andò diretto al portone.

Vani i tentativi di dissuaderlo, bussò con il pugno sul legno, ed il suono echeggiò per momenti che sembrarono eterni, nel silenzio religioso dei soldati…

Infine, l’evento.

Era buffo, che un gesto così comune, come aprire la porta a chi la bussa, sembrasse tanto strano ed inaspettato a quei soldati.

E così, dopo diversi suoni di serrature aperte e sicure slacciate, un’anta del portone si aprì, lentamente e cigolando.

Una donna di mezza età sbucò fuori nella metà aperta del portone.

Vestita di un lungo abito nero scrutava gli uomini con fare severo, aggiustandosi gli occhiali con una mano rugosa e spostando con l’altra alcuni dei capelli grigio-neri che, sfuggiti al nastro che li legava sulla nuca, le si erano posati sugli occhi.

Senza farsi troppi problemi, la donna ruppe il silenzio.

“Uomini? Qui? E, per giunta, soldati? Temo che dovrò chiedervi di andarvene.”

Kreios notò un’ombra, verso il fondo del corridoio, qualcosa che sembrava affacciarsi da dietro l’angolo…

Endyamon si fece avanti.

“Mi perdoni, madama… Siamo soldati del regno di Ledvia, dobbiamo raggiungere la caserma di Ikle, sperduta tra queste gelide montagne, ma una bufera ci sbarra il cammino.”.

“E?”

Ribatté seccata la donna, incrociando le braccia sul ventre.

Endyamon iniziò ad aiutarsi nel discorso, gesticolando lentamente con l’avambraccio destro.

“Viaggiamo da una settimana, siamo stremati. In qualità di capitano, vorrei chiederle ospitalità, per me e la mia truppa, solo fino al placarsi della bufera…”

“Non se ne parla.”

Nel frattempo, Kreios non era riuscito a dare una forma precisa all’ombra, ma aveva capito che si trattava di due cose ben distinte, che si erano mosse di scatto all’unisono, all’ultima battuta della donna.

Endyamon deglutì.

Mise da parte l’orgoglio di cavaliere e s’inginocchiò. Il metallo degli stivali batté sulla roccia il suono della rassegnazione.

“La imploro, madama. Siamo tutti stremati, non reggeremmo al freddo ancora a lungo… solo fino alla fine della bufera… una notte, al massimo, è tutto ciò che le chiediamo…”

La donna piegò da una parte il capo, prima di lasciar cadere le braccia lungo i fianchi, sbuffando.

“E va bene, e va bene. Ma solo fino al placarsi della bufera. Si alzi. Dovremmo avere stanze libere…”

Le due ombre si mossero ancora ed emisero un suono, forse un grido, coperto dai festeggiamenti dei soldati… quando la donna voltò lo sguardo verso di loro, le ombre sparirono dietro l’angolo.

La signora nel lungo abito nero mosse lenti passi verso l’ombra del corridoio.

Il capitano, ignorando i ringraziamenti della truppa, seguì la donna senza perdere altro tempo, e, di lì a poco, così fece anche il resto del manipolo.

 

 

INDICE

CAPITOLO PRIMO: Di Amori Infernali e Diavoli Provvidenziali

 

Episodio 1: Un passo dopo l'altro

Episodio 2: Blodwen

Episodio 3: Umiliazioni

Episodio 4: Fredda, gelida, implacabile, infinita

Episodio 5: Pranzo con Sorpresa

Episodio 6: Tempo di Punizioni

Episodio 7: Solo alla Rovina

Episodio 8: Non Farlo Mai Più

Episodio 9: Esseri Umani

Episodio 10: Addio

Episodio 11: Sei Troppo Buono

Episodio 12: Strana Giornata

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  • 2 weeks later...

Il primo capitolo troppo lungo spaventa i potenziali lettori? XD.

Vabè ci metto lo stesso il secondo.

Sennò lo leggeranno i posteri.

Episodio 2

Blodwen

 

Kreios rimase volutamente indietro, alle spalle di tutti gli altri soldati, troppo presi dalle loro chiacchiere allegre per badare a lui, che si defilò nel corridoio laterale di sinistra in cui aveva visto sparire le ombre.

Il gruppo proseguì tranquillamente nel corridoio di destra.

Kreios attese un po’ che si allontanassero, quindi si addentrò nel corridoio, seguendone l’andatura leggermente curvata verso destra.

Cercò di mantenere un’andatura silenziosa, per quanto la spada, la corazza e gli stivali metallici glie lo impedissero, tintinnando ad ogni occasione.

Guidato da voci di donna giunse infine ad un incrocio, il corridoio continuava dritto, ma era possibile svoltare a sinistra. Proprio da quello svincolo provenivano le voci… non più di tre, in tutto.

“Ma no, mi state prendendo in giro!”

“Ti dico che è vero!”

“La Madre che fa entrare soldati? Impossibile. Non lo farebbe mai.”

“Eppure è così. Li ho visti anch’io.”

“…”

“…Non ci credi, ancora?! E va bene! Vieni a vederli, allora!”

“…Benissimo. Almeno potrete finirvela, con questo scherzo infantile.”.

Ed allora, le voci tacquero. Kreios sperò che prendessero un’altra strada, visto che le fredde e spoglie mura di pietra del monastero non lasciavano spazio a nascondigli.

Ma così non fu.

I passi delle tre echeggiavano, sempre più vicini.

Kreios decise di tornare indietro, mosse un passo…

*CLANG*

“Cos’è stato?!”

Oh. L’armatura.

In un batter d’occhio, le tre ragazze erano in corridoio. Tutte e tre indossavano abiti simili, tuniche bianche, lunghe, decorate con disegni dorati.

La prima a sinistra, la più in carne delle tre, era d’altezza media. Capelli lunghi, rossi e ricci le arrivavano fino alle spalle, ed aveva il viso paffuto e pieno di lentiggini. La paura la costringeva a spalancare gli occhi castani…

Quella al centro, la più alta e magra, portava i capelli neri lisci e corti, ben ordinati. Anche lei teneva spalancati gli occhi castani, ma la paura le aveva fatto anche cadere la mandibola.

L’ultima a destra, la più bassa delle tre, sembrava più incuriosita che spaventata. I capelli biondi le arrivavano fino al bacino, e sul suo piccolo viso brillavano curiosi due occhi azzurri e puri.

Rimasero così, in silenzio, per diversi secondi, finché Kreios non esordì con un:

“…eh…Ciao?”

La risposta fu un grido acutissimo che costrinse il soldato a tapparsi le orecchie. La mora e la rossa corsero via piangendo e gridando per il corridoio, spaventate a vita dalla vista di Kreios.

Il soldato le guardò incredulo sparire, quindi alzò un braccio e si annusò l’ascella.

“Bleah!” Esclamò, facendo una smorfia. “Sì, avete ragione…”

La ragazza rimasta rise.

Kreios non l’aveva neanche notata, tra le grida e l’olezzo. Fece un cenno in sua direzione.

“Tu non corri via urlando?”

Lei scosse la testa.

“Eravate tu e la tua amica, prima, affacciate all’angolo?”

La ragazza annuì, prima di tornare a studiarlo da capo a piedi, mordicchiandosi il labbro inferiore…

Corse con lo sguardo sulla barba incolta e la pelle arrossata del viso, l’armatura rovinata e quella spada che pendeva al fianco, lo zaino stracciato, i capelli disordinati e sporchi…

Anche lui tacque per un po’, scrutando il comportamento di quella strana ragazza.

Le disse infine, sull’orlo delle risate:

“Eh… sai parlare?”

Lei annuì, ovviamente.

“E… ce l’hai un nome?”

Ancora, fece cenno di sì. Ancora, perquisiva il ragazzo con lo sguardo… forse, non si era persa nulla, dopotutto…

“…me lo diresti?”

Lei trasalì. Sbatté gli occhi più volte, cercando di riprendere il filo della discussione. Si parlava di… si parlava di… ah, già, del nome.

Le aveva chiesto il nome mentre si stava chiedendo cosa avessero di così pericoloso…

“Blodwen.”

“Bene! Io mi chiamo Kreios. Piacere di conoscerti!”

Le tese la mano in segno d’amicizia, e lei rimase lì a guardarla.

Facendosi chissà quante domande abbassò la testa su quella mano tesa, e, nel dubbio, decise di compiere un inchino, come faceva sempre con la Madre…

“No, no, no, no!”

Si affrettò Kreios, vedendola inchinata.

“Non serve inchinarsi! Non merito inchini…”

Si inginocchiò e le poggiò una mano sulla spalla.

Al tocco, lei si trasse indietro fino a battere la schiena contro il muro.

Kreios tornò in piedi e mostrò i palmi delle mani.

“Ehi, calma…”

“Blodwen!”

Tuonò una voce dal fondo del corridoio. Entrambi si voltarono verso di lei, ed apparve la donna nel lungo vestito nero, accompagnata dalle due ragazze di prima, in lacrime…

“M-Madre!”

Fece Blodwen.

“Blodwen! Che stai facendo?!”

“I-io non…”

“Colpa mia!”

Fece Kreios, voltandosi verso la Madre e camminandole incontro.

“Mi ero perso, e…”

“Ti eri perso, eh?! Vieni con me, soldato… ci sono cose che devo spiegarti. Quanto a te, Blodwen…”

Lo sguardo gelido della Madre raggiunse la ragazza, facendola rabbrividire.

“…Faremo i conti dopo.”

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come ho fatto a non vedere sto topic O_o boh

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Oh, quindi qualcuno lo legge.

Bene :D.

Episodio 3

Umiliazioni

 

Era ormai da qualche minuto che Kreios e la Madre stavano passeggiando silenziosi, nel dedalo di corridoi di pietra del monastero.

Il soldato taceva, sentendo in arrivo una spaventosa ramanzina, e fissava, a qualche passo di ritardo, la schiena della Madre.

La donna infine si fermò e si voltò a guardarlo.

A braccia conserte, senza esitazione e con tono autorevole, la sua espressione severa dichiarò:

“Questo è un monastero di clausura dedicato all’angelo del pensiero, Metatron. La vostra presenza qui è molto più di una semplice eccezione.”.

“Ma io…”

“Chi infrange il voto è espulso dal convento. Molte delle ragazze qui non hanno famiglia… Credo tu possa capire, che cosa significherebbe cacciarle!”

“…Non volev…”

“Troverai i tuoi nel dormitorio est, alla fine di questo corridoio. Siete pregati di non uscire dalle camere, fino a che non potrete andarvene. Vi porterò personalmente acqua e cibo.”

“Beh, abbiamo provviste abbondanti… non vogliamo essere un peso…”

“Non preoccupatevi. La benedizione degli angeli garantisce raccolti costanti ed abbondanti, e, nei prati sempreverdi, i nostri animali pascolano liberi e crescono sani e forti.”

Per la prima volta agli occhi di Kreios, la bocca della donna si tinse di un vago sorriso intriso d’orgoglio.

“Uh… allora… a… domani?”

Il sorriso sparì, rapido com’era arrivato. Probabilmente non era intenzionale…

“Sì. A domani.”

E la Madre se ne andò, sparendo dietro un angolo.

Kreios si grattò la testa, quindi si avviò verso il dormitorio est, così come gli era stato indicato.

Voto di castità? Che palle.

Si perse nei corridoi, sì, ma il chiasso della camerata lo guidò al dormitorio, una rampa di scale più in alto.

Seduto in silenzio ad un tavolo, nell’atrio che conduceva alle camere, Endyamon lo stava aspettando, il mento poggiato sulle dita intrecciate delle mani.

“Dove sei stato?”

Pronunciò con tono funereo.

“Mi sono perso…”

“Ti sei perso. Hai perso di vista un manipolo di venti uomini chiassosi nei corridoi stretti e riecheggianti di un convento di sole donne.”

“…”

Endyamon si alzò. Raggiunge Kreios e gli puntò un dito al petto.

“Non fare stupidaggini, Kreios.”

E così, mentre il capitano spariva nella sua camera, Kreios rimase in silenzio.

Che bisogno c’era di prendersela a quel modo? Non aveva fatto altro che girare un po’, non aveva ucciso nessuno… diamine, non aveva neanche rotto il voto di quella ragazza stupenda!

Eppure Endyamon se l’era presa con lui, gli aveva puntato quel dito al petto.

Ma certo. Il capitano era frustrato dalla Madre. Si era dovuto inginocchiare.

Ecco cosa c’era. Kreios era stato solo un pretesto… Che persone inutili, quelle che sfogano sugli altri le proprie frustrazioni… prima o poi…

“La pagheranno. Lui e tutti quelli come lui…”

Sussurrò…

“Chi?”

Chiese Lukas alle sue spalle.

Kreios sobbalzò e si girò di scatto.

Balbettò:

“Eh… no, niente, parlavo tra me…”

“Hm hm. Dai, vieni di là che festeggiamo!”

Kreios chinò un po’ la testa per vedere, oltre Lukas ed attraverso la porta semiaperta, l’origine dei canti stonati e del chiasso infernale.

Nonostante il pellegrinaggio, i suoi camerati avevano ancora la forza di fare gli idioti.

Stavano festeggiando e brindando con il banchetto fornito dalla Madre, a quanto pareva.

“…No, grazie. Non stasera, Lukas. Scusa, ma sono stanco… Andrò a dormire…”

“…Ok, come vuoi. Allora, ci racconterai domani di cosa hai combinato!”

Kreios fece come per dire qualcos’altro, ma Lukas tornò nella stanza adiacente, lasciandolo lì con lo sguardo ebete e senza parole.

Infine, Kreios sbuffò e si diresse alle camere.

Ce n’erano almeno una per soldato.

Ne scelse una a caso ed entrò, sbattendo la porta dietro di sé.

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Uffa, le visite aumentano, ma i commenti no >.<

Lasciate due parole se leggete >.<

Episodio 4

Fredda, gelida, implacabile, infinita

 

Quando la luce del sole gli aprì gli occhi, il mattino dopo, Kreios quasi non riusciva a crederci.

Sembravano passati secoli dall’ultima volta che aveva dormito sotto un tetto. E su di un letto! Un letto comodo!

La luce del sole, illuminando il pulviscolo, divideva a metà la stanza tra il letto e la porta.

Spostò le coperte e si alzò a sedere. Vide che i suoi vestiti erano sparsi ovunque nella stanza dall’arredo minimalista.

Sul comodino, per terra, sul davanzale della finestra, sotto il letto, sopra il letto…

Per assicurarsi di non star sognando, cercò di fare mente locale sugli ultimi avvenimenti.

Neve. Sole. Alberi. Monastero. Grida. Blodwen. Castità. La Madre. Endyamon.

Dannazione, aveva minacciato di uccidere il capitano… e Lukas l’aveva sentito…

Non era una cosa che pensava realmente… la stanchezza e la rabbia l’avevano spinto a dire quelle cose orribili… certo non poteva pensare che qualcuno l’avrebbe sentito…

Si alzò, grattandosi la testa e con gli occhi semichiusi.

Guardò fuori dalla finestra, triangolare e sbarrata, vide alcune adepte, macchie bianche, viste da lassù, che si dedicavano al raccolto nell’orto sottostante.

Il sole si rispecchiava nelle rifiniture dorate dei loro indumenti, così che ognuna sembrava un laborioso ed instancabile raggio solare.

Rimase poggiato sul davanzale, con indosso solo un paio di pantaloni (un tempo) bianchi, cercando di capire se avesse già incontrato almeno una di quelle ragazze, la sera precedente…

Ma era troppo distante ed il riflesso della luce certo non lo aiutava: si stancò presto e, sbadigliando, uscì dalla stanza.

Percorse il lungo corridoio che collegava le camere all’atrio. Trovò ad accoglierlo Endyamon e Lukas, che stavano parlando, il primo seduto al tavolo, con la solita indecifrabile espressione, e l’altro in piedi e visibilmente stanco. Entrambi in armatura, senza elmi, così che la strana pettinatura dei capelli corti e neri di Lukas fosse ben visibile.

Che l’avesse tradito?! Forse Lukas aveva detto tutto ad Endyamon… Spiegare la verità a Lukas prima che parlasse sarebbe stato facile, ma ora…

“E così, la tempesta ancora imperversa…”

Fece Endyamon.

“…Puoi andare. Sei libero fino a contrordine.”

“Signorsì!”

Compiuto un rapido gesto formale, Lukas si avviò verso il corridoio delle camere.

Scorgendo Kreios sull’atrio, gli augurò il buongiorno.

“Buongiorno… Lukas…”

Kreios non si mosse, assillato dal dubbio, ed anche Lukas rimase lì a guardarlo.

Aveva parlato o no? Cosa doveva fare?

“Pensi di poterti spostare, Kreios?”

“Spostarmi? Oh… certo.”

Kreios si fece da parte, Lukas entrò nel corridoio.

“Aspetta, Lukas!”

“…Sì?”

“Devo parlarti…”

“Beh, allora seguimi. Io devo togliermi di dosso questa armatura prima di cuocere del tutto!”

E così, lo seguì fino alla stanza.

La stanza era dannatamente lontana. Non arrivava mai.

Una volta dentro, Lukas si lasciò cadere seduto sul letto e si sfilò gli stivali.

“Ooh…”

Fece, mentre il tanfo dei suoi piedi riempiva la stanza.

“…Non ne potevo più! Bene, cosa volevi dirmi?”

Mentre Kreios ancora taceva, Lukas iniziò a slacciare le sicure dei guanti d’arme, poi passò alla corazza.

“…Ieri sera…”

Esordì Kreios.

“Non sai cosa ti sei perso. Qua si mangia davvero bene!”

“Non ne dubito, ma volevo parlarti di… quel che ho detto… riguardo il capitano…”

Lukas rimase zitto, a guardarlo con aria interrogativa, le braccia conserte.

Infine, quasi sorpreso dalla sua stessa intuizione, indicò Kreios ed esclamò:

“Ah, già, quello! Non preoccuparti, capisco che eri stanco, arrabbiato, forse anche qualcos’altro…

-fece un occhiolino- … E non ho detto nulla al capitano. Può capitare, di dire sciocchezze!”

Ed il peso che gravava su Kreios cadde. Sollevato, non riusciva a trovare parole adatte per ringraziare il camerata.

“Grazie, Lukas! Sei un amico!”

“Ehi, non credere di cavartela così!”

Queste parole causarono sgomento, non capendo, Kreios si perse nello sguardo aggressivo dell’altro.

“Ora devi dirmi per filo e per segno che cosa hai fatto quando ti sei separato dal gruppo!”

Tutto qui? C’era bisogno di fargli prendere un infarto?

“Ahahah! Sì, sì… ma non è nulla di interessante, credimi!”

“Tu incomincia a raccontare!”

“E va bene…”

E così raccontò delle tre ragazze, di Blodwen, e della ramanzina incrociata. Ripercorrendo i fatti si accorse di come non ne fosse valsa la pena…

Lukas, intanto, era uscito dall’armatura ed indossava gli abiti comuni (stracci) che portava sotto di essa.

“Sì, avevi ragione. Niente di interessante.”

“Te l’avevo detto.”

Fece Kreios, scrollando le spalle.

“Tipa strana, però, questa Blodwen…”

“Lo saresti anche tu, se fossi cresciuto in un posto come questo.”

“…Probabilmente sì...”

Qualcuno bussò ripetutamente alla porta.

“Siete liberi o state facendo cose sconce?”

Era Hecate.

“…Che vuoi?”

Fece Lukas.

“Guardate che non c’è nulla di male ad essere dell’altra spon…”

Kreios aprì la porta. Anche Hecate era in abiti civili. Era più basso di lui ed aveva un viso più pulito, così come dei capelli castani meglio ordinati.

“Che vuoi?”

Ripeté Kreios.

“Volevo solo dirvi che si sono accorti che lo stanzino di ieri sera non è… adatto… per… un altro uso… così pranziamo di sotto.”

“Con le ragazze?”

Saltò Lukas.

“Sì. Ma le minacce del capitano e di quella donna sono state abbastanza orribili dal dissuadere tutti dal farsi strane idee…”

“Pranzo?”

Fece Kreios.

“Ma quanto ho dormito?”

“Senz’altro più di me…”

Disse Lukas

“Endyamon mi ha svegliato all’alba, per mandarmi a controllare lo stato della bufera… che sonno…”

“E com’è?”

“Cosa?”

“La bufera.”

“Ah. Come ieri. Fredda, gelida, implacabile, infinita…”

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Ehm... Semplicemente troppo bello.

Non ci sono parole xD.

A parte una.

Continua.

Grazie :O.

Se ci sono commenti posto un episodio al giorno :P.

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e se ci sono milioni di commenti ne posti 2 o 3? xD

 

perchè se è così cerco di reclutare un po' di gente ^^

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"4 gattini... 4 stelline... E le 4 paperelle non ci stavano :3"

Flame


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e se ci sono milioni di commenti ne posti 2 o 3? xD

 

perchè se è così cerco di reclutare un po' di gente ^^

Boh, prova e vediamo XD.

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Episodio 5

Pranzo con Sorpresa

 

La stanza che accolse i soldati era senza dubbio alcuno la più sfarzosa del convento intero.

Drappi azzurri e dorati sui muri di pietra intervallavano le finestre, la luce solare illuminava l’immenso tavolo che ospitava il banchetto.

Sulla tovaglia bianca si trovavano vassoi ricchi di arrosti e verdure, dall’aspetto tanto invitante quanto il profumo.

Molte delle adepte, forse addirittura tutte, erano sedute a tavola.

Nonostante le quaranta o più tra bambine, ragazze e donne, rimanevano abbastanza sedie per tutti i soldati, e sarebbero anche avanzate.

Kreios si chiese come mai ci fossero almeno tre sedie di spazio tra l’ultima delle adepte ed il primo dei soldati.

Poi si accorse che nel mezzo c’era la Madre.

Sospirò, prima di scegliere un posto a caso, lontano dalla Madre, lontano da Endyamon (che, nel frattempo, si era seduto di fronte alla donna)…

“Stupendo! Un dono degli angeli, davvero!”

Urlò Lukas.

…Lontano da Lukas…

Scelse così un posto qualunque.

Fra strani trasferimenti, spostamenti, cambi di posto, si trovò ad un posto alla destra di Endyamon, alla sinistra di Lukas.

Quasi di fronte alla Madre.

“Vedo che non ti sei perso, stavolta.”

Fece la donna, sistemandosi gli occhiali.

Gne, gne, gne. Beccati questo.

“Beh, ho seguito l’ottimo profumo e sono giunto qui!”

Affermò con un sorriso di sfida.

La signora incrociò le braccia.

“Lo stesso motivo per cui noi tutte sappiamo sempre dove vi trovate.”

Zing. Puttana. Vediamo che mi rispondi ora…

“Se solo voi…”

“Per favore!”

Tuonò Endyamon.

“Evitiamo sgradevoli incomprensioni…”

Sempre in mezzo, tu…

Dopo il seguente sospiro di Kreios, il pranzo si svolse ordinatamente.

Il cibo era più che ottimo, servito in stoviglie argentee, il clima piuttosto rilassato, ed era divertente, per i soldati, giocare con lo sguardo delle adepte.

Ora una li guardava incuriositi, e loro fingevano di non accorgersene, per poi coglierla sul fatto e vederla nascondersi, arrossire.

Il tutto, sotto gli occhi gelidi di Endyamon e della Madre.

Proprio questi due furono la parte più interessante del pasto.

Per quanto il primo cercasse di instaurare un qualche tipo di conversazione, la seconda non arrivava neppure a guardarlo negli occhi.

Ad esempio, una volta il capitano disse:

“Mi perdoni, Madama, ma temo di non conoscere ancora il suo nome!”

E la donna, senza alzare la testa dal piatto:

“E così rimarranno le cose.”

Ancora:

“Madama, lasci le pulizie a me ed ai miei uomini!”

“Stavo appunto per ordinarvelo.”

Fece l’altra, prima di bere un bicchiere d’acqua.

Quando tutti furono sazi, le adepte abbandonarono la stanza, per lasciare i soldati soli a pulire.

Oltre allo stanzone, dovevano tirare a lucido anche la cucina adiacente, più piccola, certo, ma probabilmente un disastro di proporzioni divine.

Bastò poco, ad Endyamon, per scegliere i nomi di chi doveva occuparsene.

“Jeorg. Matt. Kreios. Andate a vedere com’è la situazione in cucina.”

“Agli ordini.”

“Vado subito.”

“Burp.”

Aperta la porta della cucina, il coraggio dei tre valorosi soldati vacillò, alla vista delle torri di pentole e posate e arnesi accatastati sui mobili sporchi ed incrostati della stanza.

Rimasero sull’atrio per un po’, fissando il pentolame e sperando di vederlo sparire…

Fu Kreios il primo ad addentrarsi nella stanza. Avvicinò lentamente i mobili sommersi, ma sfiorò inavvertitamente il manico di un qualche contenitore, innescando un crollo impressionante.

Come se non bastasse, i tegami contenevano qualche miscuglio di liquidi, che corse tra le scanalature del pavimento di pietra e lo inondò.

Kreios si allontanò indietreggiando dal liquido.

“Vado a chiamare rinforzi!”

Esclamò Jeorg, iniziando a correre verso la sala da pranzo.

Inerme all’avanzata del brodo, Kreios gesticolò in direzione di Matt.

“Aiutami a cercare qualche straccio!”

Ed i due si misero all’opera, perquisendo l’interno di qualsiasi mobile fosse dotato di sportelli, alla ricerca di stracci o spazzoloni…

Aperte le ante basse, nell’angolo della cucina opposto all’entrata, Kreios sobbalzò.

Si inginocchiò, in modo da essere allo stesso livello dell’incavo del mobile, quindi voltò lentamente la testa verso Matt.

Impegnato com’era nella disperata ricerca, non si era accorto di nulla…

Bene.

“Matt, va’ a vedere che fine ha fatto Jeorg. Qua ci penso io.”

“Sicuro di farcela?”

“Non preoccuparti, vai.”

Non sembrava convinto, la sua risposta fu un

“Come vuoi…”

Sospirato.

Ora anche Matt se n’era andato dalla stanza.

Era ora di fare domande.

“Cosa diavolo ci fai qui?”

Chiese a Blodwen, tornando a guardare nel mobile.

La ragazza, rannicchiata nello scomparto, lo fissava con i suoi grandi occhioni blu e con il sorriso di chi ne ha appena combinata una grossa ed è riuscito a cavarsela.

Rapida come una lepre, Blodwen sgusciò via, fuori del mobile e fuori dallo sguardo di Kreios.

Afferrò il polso del soldato e lo strattonò in direzione di un’uscita secondaria, una porta-finestra che dava sul giardino.

“Ma che diav…”

Esclamò Kreios, cedendo alla seppur debole forza della ragazza.

Fuori c’era il sole – come sempre, in quel lembo di cielo…

Blodwen trascinò il soldato fino a fuori, si vedevano i prati e gli orti, ora deserti, in cui aveva visto lavorare le adepte la mattina stessa.

Lo portò fino ad una capanna dal tetto metallico che si trovava poggiata al muro lì vicino, quindi gli passò dietro ed iniziò a spingerlo sulla schiena.

“Ehi!”

Le disse, ma

“Entra!”

Fu l’unica risposta.

Se parole e spinte non bastarono, lo sgambetto lo spiazzò, Kreios cadde rovinosamente all’interno della capanna, spalancando la porta aperta.

L’“ouch” del soldato, coperto dal rimbombo del pavimento, fu seguito dal suono della porta che si chiudeva e del chiavistello che la serrò.

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  • 1 month later...

Episodio 6

Tempo di Punizioni

 

 

Si trattava di un piccolo e scuro capanno delle provviste.

La luce filtrata dal lucernario permetteva di distinguere i contorni della stanza, ma i dettagli di oggetti e mobili rimanevano celati nella penombra.

Che voleva da lui, quella strana e bellissima ragazza?

Per quanto si sforzasse di non farlo, il suo pensiero cadeva sempre su quell’unica possibilità…

Ma no.

Una ragazza del genere, educata, condizionata, non avrebbe mai neppure pensato di mettersi nei guai per così poco.

Ma allora, cosa voleva?

Chiederglielo sarebbe stata forse la cosa più saggia da fare.

Forse.

“Blodwen…”

“Racconta!”

Esclamò lei, fissandolo con un bagliore negli occhi.

“Eh?”

“Tu… viaggi, no? Raccontami cos’hai visto! Cosa c’è fuori… da queste mura…”

E Kreios rimase in silenzio.

Non perché non avesse avventure da raccontare, no… l’ingenuità della domanda l’aveva spinto a pensare ciò che non aveva mai considerato … che aveva sempre avuto, ma che solo conoscendo Blodwen avrebbe imparato ad apprezzare: il dono della Libertà.

“Qualcosa da raccontarti, eh? Vediamo…”

Alzò gli occhi, grattandosi il mento, e scorse la ragazza avvicinarsi, impaziente.

“Ah, sì! Per arrivare qui, siamo passati per Tibeville, un piccolo villaggio, a valle... modesto, gente simpatica, clima mite… anche belle don…”

Troncò la frase al cambio d’espressione di Blodwen.

“…Dicevo, attraversavamo il villaggio, diretti alla Grande Catena del Nord, che sarebbero i monti dove ci troviamo ora…”

Le descrisse i prati di Tibe, l’imponenza dei monti visti dalla valle, l’incantevole lago celato dalle colline, e più in là la sterminata pianura di Ledvia...

Risero entrambi della goffaggine di Lukas, ed entrambi spesero parole di stima per Endyamon.

E, a mano a mano che le ore passavano, Blodwen si faceva più vigile, più coinvolta nelle avventure che Kreios le raccontava.

Avrebbe potuto ascoltarlo in eterno.

E lui avrebbe parlato in eterno... se non si fosse ricordato, all’improvviso, di avere una cucina da pulire!

“…Ti basta? Credo che dovrei tornare dai miei compagni…”

Il soldato indicò l’uscita, ma Blodwen saltò giù dalla cassa su cui si era seduta, tese in avanti le braccia ed esclamò:

“No!”

Kreios sospirò.

“Si insospettiranno… ed è meglio che non ci vedano insieme…”

Lei incrociò le braccia. Aggrottò le sopracciglia e si protese in avanti.

“Ma io voglio ancora ascoltarti!”

Il soldato rimase senza parole. Si guardò intorno, grattandosi il collo…

“Conosci un modo discreto per arrivare qui dal dormitorio est?”

Le chiese infine.

“Il dormitorio est…? Immagino che potresti arrampicarti sull’edera, ma…”

“Allora è deciso. Se stanotte verrai qui, tornerò a trovarti.”

Lei sorrise e le brillarono ancora gli occhi.

“Davvero?!”

Esclamò, prima di saltargli al collo.

La spinta che subì dall’abbraccio lo fece indietreggiare fino a sbattere contro alcune casse alle sue spalle.

“Grazie! Grazie! Grazie!”

Continuò a ripetere Blodwen.

“Shh!! Ci sentiranno!”

Kreios riuscì a fatica a scrollarsela di dosso.

Rimasero in silenzio alcuni secondi, mentre Kreios recuperava l’equilibrio e Blodwen arrossiva.

Poi, lui le disse:

“Esci prima tu. Io me ne andrò dopo un po’, per evitare che ci vedano insieme.”

“Hm.”

Fece lei, annuendo.

Aveva tolto il chiavistello e stava per aprire la porta, quando, come ricordatasi di qualcosa, si voltò verso Kreios ed aggiunse:

“Trovi l’edera seguendo la parete del monastero, se la tieni alla tua destra… appena dietro il prossimo angolo!”

“…grazie.”

Detto questo, Blodwen sorrise, e sgusciò fuori del magazzino.

Kreios pensò che, l’indomani, la tempesta sarebbe cessata ed il manipolo sarebbe ripartito… allora sì, che avrebbe rimpianto le ore di sonno che stava per perdere, quella sera.

Tutto sommato, però, non gli dispiaceva la compagnia di Blodwen, e forse valeva la pena di spendere quelle ultime ore in sua compagnia…

Uscì anche lui dal capanno e si avviò costeggiando il muro con la mano destra, come gli aveva suggerito Blodwen.

La posizione del sole non era molto diversa, rispetto a quella che aveva quando la ragazza l’aveva spinto nella capanna… non erano passate più di due ore.

Seguì per un po’ la parete, quindi trovò un angolo e svoltò.

Trasalì.

Tutti i suoi compagni si trovavano in giardino, tra il monastero ed il muro di cinta, e si stavano allenando, completi di armatura…

Forse non l’avevano visto. Forse faceva ancora in tempo a tornare indietro… lentamente…

“Kreios!”

Dannazione.

Lukas gli stava correndo incontro.

“Kreios!!”

Continuava ad urlare.

Taci, dannazione!

Lukas raggiunse Kreios, trafelato e sudato.

“Dov’eri… pant… finito? Ti abbiamo cercato… puff… per ore…”

“Mi… ero perso?”

Non aveva neppure provato ad essere convincente.

“Ahahah… anf… secondo me… stavi con Blodwen!”

“Cosa? No, no… stavolta mi sono perso davvero!”

“Sì, cer…”

“Lukas! Kreios! Che state facendo?!”

Ora anche Endyamon si era accorto di loro e li stava raggiungendo, camminando a passo spedito.

“Battete la fiacca? Dov’eri, Kreios?!”

“Io non…”

“Niente scuse. Hai avuto la tua seconda possibilità. Ora è tempo di punizioni.”

Il capitano diede le spalle ai due. Fece alcuni passi verso i soldati che stavano correndo in cerchio, tese un braccio verso di loro, ed urlò:

“Duelli di pratica! Combatterete TUTTI, a turno, contro Kreios! Poi sarete liberi fino a sera!”

Tutti?!

“Ma… ma…”

Endyamon si voltò verso Kreios. Stava sogghignando.

“E vedi di non stramazzare prima dell’ultimo.”

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  • 5 weeks later...

Pigrizia ed esami di maturità (sto un anno avanti, "purtroppo") non vanno molto d'accordo XD.

Imploro perdono XD.

 

Episodio 7

Solo alla Rovina

 

I primi duelli furono facili.

Kreios se la cavava con le armi – anche con finte spade improvvisate da bastoni – ed i suoi avversari erano provati dall’allenamento.

Oltre a ciò, lui era l’unico a non indossare l’armatura, Endyamon aveva esplicitamente negato il permesso di metterla… anche se non letale, una legnata è sempre una legnata!

E poi, c’era la punizione.

Gli sconfitti (Kreios o tutto il resto della truppa) avrebbero compiuto cento giri di corsa delle mura del monastero.

Delle interminabili mura di cinta del monastero.

E così, Kreios si abbassava sotto i fendenti orizzontali, saltava i colpi bassi, schivava le stoccate e contrattaccava senza timore di ferire, mettendo presto a segno un colpo che scandiva il “Vittoria a Kreios!”, abbastanza disgustato, Di Endyamon.

Fu verso la metà che iniziò ad avere problemi.

I soldati si erano riposati durante i primi duelli e lui avvertiva i primi segni di fatica…

Dei fendenti lo sfiorarono, diversi suoi attacchi andarono a vuoto; prese più di un calcio ed una volta finì anche a terra, evitando per un pelo l’affondo che avrebbe segnato la sconfitta.

Ma non si lasciava vincere.

Se non per la corsa, per farla vedere a quel rompiscatole di Endyamon, lui avrebbe vinto! Sì, sì, era la rabbia, solo la rabbia, a motivare i suoi fendenti, a dare speranza a quei duelli…!

“Vince ancora Kreios… Forza, dannazione! È da solo! Siete un branco di smidollati! Avanti, Lukas!”

E Lukas si parò dinanzi a Kreios.

Visibilmente inquieto, impugnava la spada con poca convinzione, e guardava l’amico con espressione sofferta.

Kreios cercò di motivarlo… se non altro, ad attaccare senza pensare…

“Fatti sotto, Lukas! Sono solo contro un’armata, non aspettarti che attacchi per primo!”

Lukas deglutì ed alzò lo sguardo. Brandì la spada con falsa fiducia, e partì all’assalto, correndo per quei quindici passi che lo separavano da Kreios…

…Ma esitò.

Pensieri d’amicizia bloccarono il colpo a metà del tragitto, ed ora Lukas era bloccato, con le mani alzate di fronte a Kreios.

“Sei troppo buono.”

Gli disse questi, quindi lo spinse con la mano sinistra e lo squalificò con un affondo guidato dalla mano destra.

Lukas cadde, pancia all’aria.

“Lukas, sei un idiota! Vince Kreios!”

Kreios appoggiò il bastone sulla spalla.

Si rivolse alla folla di compagni, li indicò e disse, tra un ansimare e l’altro:

“Allora… chi è il prossimo?”

“IO!”

Tuonò alle sue spalle… Endyamon!

Che stava saltando, con un bastone che teneva a due mani.

Kreios fece appena in tempo a parare il colpo, sollevando il legno parallelo al terreno e stringendolo alle estremità opposte con entrambe le mani.

Rimasero intrappolati in quel gioco-forza, fissandosi reciprocamente negli occhi con sguardi di fiamma, finché la forza di Endyamon non fece cadere in ginocchio Kreios.

“A-anche tu?”

Riuscì a balbettare il soldato.

“Anche io!”

Fece eco il capitano, che smise di forzare e balzò all’indietro, cambiando la presa in quella tipica dei duellanti sicuri di sé: quasi di profilo, impugnava l’arma con una sola mano, mentre l’altra riposava lungo il fianco.

“Avanti!”

Lo incitò. Sorrideva.

“Sei riuscito ad esaltarmi, Kreios, questo lo ammetto…”

Kreios digrignò i denti. Tornò in piedi, assicurò la presa sull’arma e preparò un colpo di pura furia… un colpo che avrebbe spezzato quell’odiosa altezzosità!

“…ma c’è ancora qualcosa che devi imparare.”

Sordo alle parole del comandante, Kreios sfruttò lo slancio per insinuare ancora più forza in quel fendente orizzontale.

Fermalo, se ci riesci!

“La rabbia…”

Fece Endyamon, prima di abbassarsi e rotolare sotto il fendente, per poi rialzarsi e colpire, con disinvoltura, il ramo di Kreios che si spezzò in tripudio di schegge.

Il soldato guardò perplesso il frammento di legno rimastogli in mano.

Bloccato dagli eventi, non vide neppure il calcio di Endyamon che lo colpiva dietro il ginocchio, facendogli crollare l’equilibrio.

Kreios finì a terra.

Presto, Endyamon lo immobilizzò e gli puntò il ramo alla gola.

“La rabbia porta solo alla rovina.”

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  • 2 months later...

NOOOO SONO (quasi) FINITE LE VACANZE NOOOOOOOOOO X_X X_X X_X

 

Vi sono mancato? :*

Episodio 8

Non Farlo Mai Più

Sarebbero stati cento giri dannatamente lunghi, specie a causa della stanchezza e del dolore al ginocchio…

Che calcio…

Si era fatto fregare come un bambino.

Da perfetto idiota aveva abboccato all’amo, ed ora doveva pagare per i propri errori…

“Altri 64!”

Fece Endyamon, all’ennesimo passaggio di Kreios.

Non si poteva barare, il capitano aspettava, poggiato al muro, il passaggio del penitente… e teneva il conto, con sadica precisione, dei giri mancanti.

La rabbia porta solo alla rovina, è tempo di punizioni, cento giri, gne gne gne.

Rompiscatole.

 

Finì il percorso in tempo per l’ora di cena.

Inutile dire che riuscì a malapena a trascinarsi fino al tavolo, per poi stare in silenzio, a guardare non più in là del piatto e divorare, in massimo tre bocconi, tutto ciò che vi si posava sopra.

Dopo il pasto, un timido bagliore di generosità da parte di Endyamon gli consentì di gettarsi a peso morto sul letto senza dover ripulire, ed ora Kreios giaceva lì, sopra le coperte, con le gambe a pezzi, a guardare la muffa sul soffitto…

Il clima era buio, umido, silenzioso…

I sospiri del vento sembravano volergli ricordare qualcosa…

Blodwen!

Dannazione, si era scordato della promessa!

Forse faceva ancora in tempo… quanto era stato lì sul letto?

Importava? No, ora doveva solo uscire di lì, scendere dall’edera e recarsi al capanno!

Frugò tra i suoi averi in cerca di abiti scuri, indossò quelli più cupi che riuscì a trovare, quindi aprì lentamente la porta della stanza e scrutò il corridoio…

Vuoto.

Perfetto.

Lentamente uscì e richiuse la porta, facendo il minimo rumore…

Per quanto fosse un martirio per i muscoli delle gambe, camminò in punta di piedi fino all’atrio e sgattaiolò nella stanzina laterale.

Prese d’occhio l’unica finestra e la spalancò.

Affacciandosi, notò subito l’edera, che dal terreno abbracciava la parete e graffiava il davanzale…

Avrebbe retto?

L’unico modo per scoprirlo era provare…

Scavalcò la finestra, afferrò saldamente i rami e cercò di poggiare i piedi sui mattoni sporgenti del muro… scese lentamente, se non per volontà per la stanchezza, i primi tre quarti del percorso.

L’ultima parte fu rapidissima.

Le gambe lo tradirono, i rami si spezzarono, non riuscì a trattenere un “Oooh!”, mentre cadeva di schiena al suolo.

Sbuffò e tossì, senza rialzarsi per alcuni secondi, cercando di capire cosa si fosse rotto.

Accertatosi di essere ancora intero, si rialzò e si sbrigò a lasciare la zona, prima di incontrare qualche curioso…

Certo era buio…

Era felice di dover semplicemente seguire il muro fino al capanno… l’oscurità avrebbe ingoiato l’incauto esploratore delle sue viscere…

Mai avrebbe immaginato che, di notte, quel paradiso potesse diventare così tetro ed aggressivo…

Dietro la porta trovò schiaffi e lacrime.

“Dov’eri?!”

Ci aveva messo poco, a prendere confidenza…

“Sono qui, no?”

E poi l’abbraccio. Ed il silenzio.

“Non farlo mai più.”

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esisteva già?

 

Ah figo o.o

 

ora sto uscendo ed ho letto solo il primo capitolo ma m'ha messo voja de legge gli altri, e così sarà *_*

 

(UUUF vojo l'opzione a pulsantino che fa "Trasforma in formato doc" mantenendo solo gli avatar così me lo stampo ç_ç)

Deviantart

ElfGamesWorks Forum

My adventure game
Little Briar Rose

Altri progetti: Oh! I'm Getting Taller! / Il pifferaio di Hamelin

I miei Fumetti: Folletto Vs Nenè / A.s.D. / A.s.D.2

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Un sogno nel cassetto...

 

 

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Citaziò!

 

 

Il Coniglio, si sa, saltella con una gamba dietro ed una avanti, un braccino corto ed uno lungo, un'orecchia dritta ed una storta. Perchè il Coniglio odia la simmetria.

Flame: Io me lo sono fatto raccontare tutto il Sigmarillion ma ancora devo leggerlo (...)
Impaled Janus: Il Sighmarillion, un'opera molto triste.
Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

Equip -
Pugnale comune - Prezzo: 9
Armatura di Cuio [1 PA] - Prezzo: 15
Borsa Comune - Prezzo: 10
Fionda - Prezzo(pagato da madre natura XD)

 

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esisteva già?

 

Ah figo o.o

 

ora sto uscendo ed ho letto solo il primo capitolo ma m'ha messo voja de legge gli altri, e così sarà *_*

 

(UUUF vojo l'opzione a pulsantino che fa "Trasforma in formato doc" mantenendo solo gli avatar così me lo stampo ç_ç)

Se mi becchi su msn, il .doc te lo passo io :sisi:.

http://www.xboxlc.com/cards/simplered/higherthanhope.jpg

 

Spazio pubblicitario: Commentate, Bastardi! Grazie per la sopportazione!

 

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http://rpg2s.net/gif/MGContest1.gif 1° Posto al minigame contest

http://img215.imageshack.us/img215/2788/targhetta2pr0.png

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Ho letto i primi capitoli...

nothing less from Blake xD

Mi raccomando, non fermarti. xD

Risultati raggiunti nei contest

http://www.rpg2s.net/gif/SloganContest1.gif

E ho vinto anche 3 Banner contest *O*

 

 

 

 

In onore di Kucky (Copyright by Soul Eater)

http://img255.imageshack.us/img255/3526/kuckycn9.png

 

Puoi pensare quanto vuoi al passato.

Puoi ricordarlo per giocarci, per piangere, per riderci sopra o semplicemente puoi ricordarlo per ciò che era.

Non importa se è stato il momento migliore o peggiore della tua vita: il passato è passato. Questo è il momento di vivere nel presente.

Mahun

 

Per eventuali domande usate QUELL'ALTRO TOPIC, qui POSTATE SOLAMENTE UNA FRASE DEL TIPO "CAZZINCULO" (dopo, ovviamente, avermi spedito il lavoro via mp)

I lavori dovranno essere zippati (o rarrati) e per coloro che usano Rpg Maker 2000 anche privati degli inutili 700kb di exe, grazie. Nel nome del , specificate chi cazzo siete.

Luis'

 

Uhm, vediamo, conoscendo i gusti di Kanta possono essere:

- Ea Taesse

- Blind Guardian

- (band qualsiasi funeral doom black satanic spudoratic pornographic depressated metal)

- Rammstein ma non credo proprio xD

 

Ah, benvenuto xD

 

Edit: Hentai Gratis Free XXX Baldu Naked with Otaku and Lestat Giochino a 3

Erunamo

 

***

 

Added: May 01, 2007

From: capitano92

''I terroristi catturano babbo natale e lo integorrano''

 

***

 

Baldø scrive:

Bene

Baldø scrive:

ora che sei mod

Baldø scrive:

devi comportarti con adeguatezza

Baldø scrive:

percui andiamo a molestare qualche utente

Baldø scrive:

:E

Kuchi scrive:

xDD

 

***

 

qui POSTATE SOLAMENTE UNA FRASE DEL TIPO "INVIATO"

Baldo Ssj2

Questo era il topic che l'ha fatto incazzare (e aveva ragione, anche io mi incazzai)

 

***

 

Da Wikipedia: (Quark, musica prego...)

•"Bi-curioso" (in inglese Bi-curious) è un termine che può avere diversi e contraddittori significati. Comunemente è usato da persone che si identificano come eterosessuali ma che sono interessati ad esperienze omosessuali. Spesso alcuni (non sempre correttamente) sono ritenuti essere omosessuali, oppure bisessuali che però non accettano la loro omosessualità. La parola bi-curioso può anche essere usata per classificare qualcuno che è "Bi-passivo" (vedi oltre), "Bi-permissivo" oppure aperto ad indiretti rapporti bisessuali.

 

E dunque:

 

mauro scrive:

ma a me mi sembra si stile rtp questo lavoro O_

Kuchi scrive:

stile rtp ma non l'rtp default

mauro scrive:

aahh

mauro scrive:

io gay ç.ç

mauro scrive:

anzi bi curioso da quello che ho capito :/

 

***

 

Volevo metterlo qui, ma sono troppe le cose da riportare xD xDDD$0AIšD$0D¢XA***

 

Ti prego non usare mai più quel font per i numeri XD

é troppo semplice.

Solitamente quei font puliti e leggeri si usano per le scritte piu piccole (difatti s eprovi a ridurlo di molto noterai che esce molto più stiloso di ora).

 

Abbond adi piu con il contronro rosso dei numeri (nel primo), che altrimenti si vedonod elle sgranatureun po bruttine (veid il 3 iniziale).

Pe ril seocondo: attento a non abusare degli efetti di canale (overlay, luminance ecc. non so come si chiamano in photo) che poi ti fanno cxonfondere il testo (vedi sulla destra alcuni numeri si leggono poco).

 

***

 

Questa è...

 

***

 

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

visto che bella risposta XD

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

dove pecisamente?

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

http://www.rpg2s.net/forum/index.php?showt...amp;#entry32921

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

sei un my7th

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

il tuo settimo

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

HAHAHAHAHA XD

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

volevo scrivere ''Myth''

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

XD, questa va in firma di corsa

 

***

 

tatticamente gli conveniva però, lasciarsi prima con la ragazza XD

 

E che è?Una guerra? XD

 

(Mahun)

***Mauro scrive:

ho avuto un problema oggi

Kuchi scrive:

quale?

Mauro scrive:

stranamente

Mauro scrive:

quando vedevo le ragazze

Mauro scrive:

miei compagnie di classe

Mauro scrive:

le immaginavo nude

Kuchi scrive:

O_O

Mauro scrive:

e mi eccitavo

Kuchi scrive:

AHAHAHAHAHHA

Mauro scrive:

*_*

Kuchi scrive:

questa va in firma xDDD

Mauro scrive:

mettila n firma

Mauro scrive:

*_*

Mauro scrive:

ho parlato con un mio compagno di classe

Mauro scrive:

ed era la stessa

Mauro scrive:

cosa

Mauro scrive:

astinenaza

Mauro scrive:

*_*

Kuchi scrive:

AHAHAHAH XD

Mauro scrive:

oggi mi sono fatto un a sga

Mauro scrive:

ora mi sento meglio

Mauro scrive:

 

Mauro scrive:

ho fatto una sega come cristo comanda

Mauro scrive:

con film porno super fetish hard

Mauro scrive:

popcorn

Mauro scrive:

fazzoletti

Kuchi scrive:

o_o

Mauro scrive:

preservativi(non si sa mai,una ragazza entra in camera mia è vuole scoparmi d'imporvviso)

Mauro scrive:

e naturlamente la pepsi

Mauro scrive:

come ho goduto

Mauro scrive:

: ]

Kuchi scrive:

METTO ANCHE QUESTO? AHAHA XD

Mauro scrive:

ovvio

 

***

 

naaaaaa...

flame vincerebbe tutte le categorie "trash"

Ziel grazie della stima XD

 

*****

 

C'era una volta, tanto tempo fa, un bambino di 3-4 anni, piccolo e grasso.

Dal padre veniva spesso chiamato "Ciccio" in modo scherzoso. Il cuginetto della sua stessa età lo chiamava "Cicìo".

Una sera, l'intera famiglia del bambino era stata invitata ad una festa di carnevale organizzata dal centro dove lavorava il suo papà. Durante la festa c'era pure un concorso per la maschera più simpatica. Il simpatico bimbo grasso era vestito da topolino. Durante la serata, allontanandosi dai genitori e senza dire niente a nessuno, era salito sul palco, aveva preso il microfono e aveva detto "Tao, io tono Tio Polla e tono vetito da Topolino" (che voleva dire "Ciao, io sono Ciccio Podda e sono vestito da Topolino", Podda è il mio secondo cognome).

E da lì tutti i parenti (fratelli, genitori, cugini, zii, nonni) iniziarono a chiamarlo Tio Polla. Ben presto i fratelli iniziarono a chiamarlo "Tio" pure davanti ai loro amici, che a loro volta iniziarono a chiamarlo allo stesso modo. Quando Tio arrivò alle scuole elementari, pure i suoi amici iniziarono a chiamarlo Tio, vedendo che pure i fratelli lo chiamavano così. E così continuo fino alle scuole medie. Alle scuole superiori, il piccolo bambino grasso, che ormai era un normale adolescente magro quanto uno stuzzicadenti, continuava ad essere chiamato Tio da tutti, ma proprio tutti. Professori e utenti sconosciuti del web compresi.

E visse per sempre felice e contento.

Tio

 

 

**************************

 

André LaCroix scrive:

no guarda

André LaCroix scrive:

proprio la maleducazione non te la si può rimproverare

André LaCroix scrive:

avrai anche tu i tuoi difetti (sei piccolo, puccioso, ghei e puzzi), ma maleducato non lo sei affatto

 

 

 

 

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nothing less from Blake xD

È una critica o un complimento? XD

 

Episodio "breve ma intenso", non me ne vogliate ma più di questo non ci andava :P.

 

Episodio 9

Esseri Umani

 

I giorni trascorsero, tranquilli e ripetitivi, fra serate segrete e punizioni via via più pesanti. Il clima d’altro canto si faceva più leggero, il sorriso della madre si fece vedere sempre più spesso, ai due gruppi fu permesso prima di parlare e poi addirittura di mescolarsi… alcuni iniziarono a desiderare che quella bufera non si placasse mai.

Ed infatti, l’andazzo sembrava proprio quello.

Non un solo millimetro di cielo più visibile di quel benedetto giorno in cui trovarono il convento, nessuna luce filtrata dalla coltre di nubi, nessuna pietà dal gelo, che ancora tartassava la montagna som-mergendo quel poco di speranza rimasta.

Ed ogni sera, ogni volta che l’oscurità lo permetteva, Kreios sgat-taiolava fuori dalla stanza, giù per l’edera, ed in quel capanno in cui Blodwen ansiosa l’aspettava.

E parlavano non più solo delle meraviglie che il mondo celava, né di come fosse la vita fuori dalle mura della clausura.

Voleva andarsene, Blodwen. Era stanca di vivere un sogno.

“Portami con te!”

Implorò un giorno.

“Blodwen…”

Il tono non presagiva che lacrime. Troppi erano i motivi che l’avrebbero lasciata lì, troppi i motivi che mai avrebbero permesso ai due di stare insieme… troppe le regole, troppi i tabù.

Non servì elencarli. Blodwen già li conosceva. Ed ora era lì, a testa bassa, fra singhiozzi e sussulti.

Ed altrettanto inutili sarebbero state parole di conforto. Kreios lo sapeva. Per questo si limitò a stringerla… Rimasero fermi quanto bastò a placare il pianto della ragazza.

Che situazione… Erano così diversi. Un rude soldato, un demone maleducato e letale, ed una vergine immacolata, un angelo, puro e innocente. Eppure, condividevano troppo odio per quelle regole che li tenevano lontani. Per quel freddo mondo che per loro non aveva spazio. Non c’erano opzioni… Blodwen non aveva famiglia, ed ovviamente non sarebbe potuta entrare nell’esercito. Lasciare l’esercito…? L’idea sfiorò la mente di Kreios, diverse volte. Ma non sarebbe stata una scelta felice. Per tutta la sua vita, non era stato che un soldato. Non sapeva fare altro, non voleva fare altro. E con i tempi di guerra che inesorabili si avvicinavano…

Pensò d’essere sprofondato troppo in meditazione, ma il soave tocco delle labbra di Blodwen sulle sue non era un sogno…

Avrebbe dovuto allontanarla, sapeva che, se li avessero scoperti, sarebbero stati guai grossi per tutti. Sapeva quale fosse la cosa "giusta" da fare… ma chiuse gli occhi e si lasciò andare.

Tanto era l’odio per le regole… no, tanto era l’amore, che decisero di combattere il sistema e le sue norme, anche se da soli avessero dovuto affrontare il mondo.

Era tutto così bello, sembrava così giusto…

 

Poveri, piccoli, stolti esseri umani…

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i miei complimenti. se non ti perdi in narrazzioni dettagliate, quantomeno però sai far vivere dei personaggi molto bene. ^^

Continua così e soprattutto, continua.

 

Non me fa vedè sto topic abbandonato intesi?

Deviantart

ElfGamesWorks Forum

My adventure game
Little Briar Rose

Altri progetti: Oh! I'm Getting Taller! / Il pifferaio di Hamelin

I miei Fumetti: Folletto Vs Nenè / A.s.D. / A.s.D.2

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Un sogno nel cassetto...

 

 

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Citaziò!

 

 

Il Coniglio, si sa, saltella con una gamba dietro ed una avanti, un braccino corto ed uno lungo, un'orecchia dritta ed una storta. Perchè il Coniglio odia la simmetria.

Flame: Io me lo sono fatto raccontare tutto il Sigmarillion ma ancora devo leggerlo (...)
Impaled Janus: Il Sighmarillion, un'opera molto triste.
Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

Equip -
Pugnale comune - Prezzo: 9
Armatura di Cuio [1 PA] - Prezzo: 15
Borsa Comune - Prezzo: 10
Fionda - Prezzo(pagato da madre natura XD)

 

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Era un complimento, starebbe per ''non ci saremmo aspettati nulla di meno (nothing less appunto) da Blake''.

È un po' fantascientifico capirlo xD

 

Comunque continuerò a leggerlo passo passo, oggi mi ero dato alla rilettura di V xD

Risultati raggiunti nei contest

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E ho vinto anche 3 Banner contest *O*

 

 

 

 

In onore di Kucky (Copyright by Soul Eater)

http://img255.imageshack.us/img255/3526/kuckycn9.png

 

Puoi pensare quanto vuoi al passato.

Puoi ricordarlo per giocarci, per piangere, per riderci sopra o semplicemente puoi ricordarlo per ciò che era.

Non importa se è stato il momento migliore o peggiore della tua vita: il passato è passato. Questo è il momento di vivere nel presente.

Mahun

 

Per eventuali domande usate QUELL'ALTRO TOPIC, qui POSTATE SOLAMENTE UNA FRASE DEL TIPO "CAZZINCULO" (dopo, ovviamente, avermi spedito il lavoro via mp)

I lavori dovranno essere zippati (o rarrati) e per coloro che usano Rpg Maker 2000 anche privati degli inutili 700kb di exe, grazie. Nel nome del , specificate chi cazzo siete.

Luis'

 

Uhm, vediamo, conoscendo i gusti di Kanta possono essere:

- Ea Taesse

- Blind Guardian

- (band qualsiasi funeral doom black satanic spudoratic pornographic depressated metal)

- Rammstein ma non credo proprio xD

 

Ah, benvenuto xD

 

Edit: Hentai Gratis Free XXX Baldu Naked with Otaku and Lestat Giochino a 3

Erunamo

 

***

 

Added: May 01, 2007

From: capitano92

''I terroristi catturano babbo natale e lo integorrano''

 

***

 

Baldø scrive:

Bene

Baldø scrive:

ora che sei mod

Baldø scrive:

devi comportarti con adeguatezza

Baldø scrive:

percui andiamo a molestare qualche utente

Baldø scrive:

:E

Kuchi scrive:

xDD

 

***

 

qui POSTATE SOLAMENTE UNA FRASE DEL TIPO "INVIATO"

Baldo Ssj2

Questo era il topic che l'ha fatto incazzare (e aveva ragione, anche io mi incazzai)

 

***

 

Da Wikipedia: (Quark, musica prego...)

•"Bi-curioso" (in inglese Bi-curious) è un termine che può avere diversi e contraddittori significati. Comunemente è usato da persone che si identificano come eterosessuali ma che sono interessati ad esperienze omosessuali. Spesso alcuni (non sempre correttamente) sono ritenuti essere omosessuali, oppure bisessuali che però non accettano la loro omosessualità. La parola bi-curioso può anche essere usata per classificare qualcuno che è "Bi-passivo" (vedi oltre), "Bi-permissivo" oppure aperto ad indiretti rapporti bisessuali.

 

E dunque:

 

mauro scrive:

ma a me mi sembra si stile rtp questo lavoro O_

Kuchi scrive:

stile rtp ma non l'rtp default

mauro scrive:

aahh

mauro scrive:

io gay ç.ç

mauro scrive:

anzi bi curioso da quello che ho capito :/

 

***

 

Volevo metterlo qui, ma sono troppe le cose da riportare xD xDDD$0AIšD$0D¢XA***

 

Ti prego non usare mai più quel font per i numeri XD

é troppo semplice.

Solitamente quei font puliti e leggeri si usano per le scritte piu piccole (difatti s eprovi a ridurlo di molto noterai che esce molto più stiloso di ora).

 

Abbond adi piu con il contronro rosso dei numeri (nel primo), che altrimenti si vedonod elle sgranatureun po bruttine (veid il 3 iniziale).

Pe ril seocondo: attento a non abusare degli efetti di canale (overlay, luminance ecc. non so come si chiamano in photo) che poi ti fanno cxonfondere il testo (vedi sulla destra alcuni numeri si leggono poco).

 

***

 

Questa è...

 

***

 

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

visto che bella risposta XD

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

dove pecisamente?

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

http://www.rpg2s.net/forum/index.php?showt...amp;#entry32921

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

sei un my7th

Baldø バルド † ~ École du Ciel ~ † scrive:

il tuo settimo

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

HAHAHAHAHA XD

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

volevo scrivere ''Myth''

Kucky (in onore di Soul Eater e Baldo) scrive:

XD, questa va in firma di corsa

 

***

 

tatticamente gli conveniva però, lasciarsi prima con la ragazza XD

 

E che è?Una guerra? XD

 

(Mahun)

***Mauro scrive:

ho avuto un problema oggi

Kuchi scrive:

quale?

Mauro scrive:

stranamente

Mauro scrive:

quando vedevo le ragazze

Mauro scrive:

miei compagnie di classe

Mauro scrive:

le immaginavo nude

Kuchi scrive:

O_O

Mauro scrive:

e mi eccitavo

Kuchi scrive:

AHAHAHAHAHHA

Mauro scrive:

*_*

Kuchi scrive:

questa va in firma xDDD

Mauro scrive:

mettila n firma

Mauro scrive:

*_*

Mauro scrive:

ho parlato con un mio compagno di classe

Mauro scrive:

ed era la stessa

Mauro scrive:

cosa

Mauro scrive:

astinenaza

Mauro scrive:

*_*

Kuchi scrive:

AHAHAHAH XD

Mauro scrive:

oggi mi sono fatto un a sga

Mauro scrive:

ora mi sento meglio

Mauro scrive:

 

Mauro scrive:

ho fatto una sega come cristo comanda

Mauro scrive:

con film porno super fetish hard

Mauro scrive:

popcorn

Mauro scrive:

fazzoletti

Kuchi scrive:

o_o

Mauro scrive:

preservativi(non si sa mai,una ragazza entra in camera mia è vuole scoparmi d'imporvviso)

Mauro scrive:

e naturlamente la pepsi

Mauro scrive:

come ho goduto

Mauro scrive:

: ]

Kuchi scrive:

METTO ANCHE QUESTO? AHAHA XD

Mauro scrive:

ovvio

 

***

 

naaaaaa...

flame vincerebbe tutte le categorie "trash"

Ziel grazie della stima XD

 

*****

 

C'era una volta, tanto tempo fa, un bambino di 3-4 anni, piccolo e grasso.

Dal padre veniva spesso chiamato "Ciccio" in modo scherzoso. Il cuginetto della sua stessa età lo chiamava "Cicìo".

Una sera, l'intera famiglia del bambino era stata invitata ad una festa di carnevale organizzata dal centro dove lavorava il suo papà. Durante la festa c'era pure un concorso per la maschera più simpatica. Il simpatico bimbo grasso era vestito da topolino. Durante la serata, allontanandosi dai genitori e senza dire niente a nessuno, era salito sul palco, aveva preso il microfono e aveva detto "Tao, io tono Tio Polla e tono vetito da Topolino" (che voleva dire "Ciao, io sono Ciccio Podda e sono vestito da Topolino", Podda è il mio secondo cognome).

E da lì tutti i parenti (fratelli, genitori, cugini, zii, nonni) iniziarono a chiamarlo Tio Polla. Ben presto i fratelli iniziarono a chiamarlo "Tio" pure davanti ai loro amici, che a loro volta iniziarono a chiamarlo allo stesso modo. Quando Tio arrivò alle scuole elementari, pure i suoi amici iniziarono a chiamarlo Tio, vedendo che pure i fratelli lo chiamavano così. E così continuo fino alle scuole medie. Alle scuole superiori, il piccolo bambino grasso, che ormai era un normale adolescente magro quanto uno stuzzicadenti, continuava ad essere chiamato Tio da tutti, ma proprio tutti. Professori e utenti sconosciuti del web compresi.

E visse per sempre felice e contento.

Tio

 

 

**************************

 

André LaCroix scrive:

no guarda

André LaCroix scrive:

proprio la maleducazione non te la si può rimproverare

André LaCroix scrive:

avrai anche tu i tuoi difetti (sei piccolo, puccioso, ghei e puzzi), ma maleducato non lo sei affatto

 

 

 

 

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i miei complimenti. se non ti perdi in narrazzioni dettagliate, quantomeno però sai far vivere dei personaggi molto bene. ^^

Continua così e soprattutto, continua.

 

Non me fa vedè sto topic abbandonato intesi?

Ahahah già, non sono tipo da descrizioni XD. Grazie.

 

Era un complimento, starebbe per ''non ci saremmo aspettati nulla di meno (nothing less appunto) da Blake''.

È un po' fantascientifico capirlo xD

XD

Comunque continuerò a leggerlo passo passo, oggi mi ero dato alla rilettura di V xD

:O

 

Grazie ancora per la lettura~

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Episodio 10

Addio

I raggi del sole, che lo colpivano negli occhi attraverso il lucernario, lo svegliarono poco dopo l’alba. Lei ancora dormiva… si rivestì in silenzio, deciso ad uscire senza dire nulla, perché sarebbe stato troppo difficile, troppo complicato, dare un senso all’accaduto. E sarebbe stato troppo triste dirle addio.

Ma la porta lo tradì in un cigolio. Mentre scrutava dallo spiraglio, in cerca di testimoni da evitare, sentì…

“…Kreios…?”

…Per metà sbadiglio, per metà quel filo di voce con cui si parla nel sonno, ma chiaro come il sole, quello era il suo nome.

Fece finta di non sentire, ed uscì, perché la via era libera.

Si affrettò verso le camere, cercando alla meglio di nascondersi nonostante la luce evidenziasse la sua sagoma agitata, stanca e preoccupata.

Scalò l’edera come neanche il migliore dei ragni, non perdendo tempo a meravigliarsi di sé. Corse, se può chiamarsi corsa quella marcia china e cauta di chi va di fretta ma non vuole far rumore, fino alla porta della sua stanza.

In due click fu dentro, e poté tirare un sospiro di sollievo, gettandosi sul letto ancora vestito.

Avreste dovuto vederlo dormire.

Così tranquillo, rilassato, abbandonato... sorrideva, nel sonno, totalmente ignaro del destino che l’aspettava…

Neanche un’ora più tardi, lo svegliò l’eco di un grido. Un grido di donna, fracasso di cocci, e frastuono di decine di porte aperte e chiassosi soldati che si affrettavano nel corridoio, verso…

…Una scena a dir poco raccapricciante.

Nel bel mezzo del corridoio, a non più di trenta passi dal dormitorio degli uomini, un soldato giaceva a terra, riverso nel proprio sangue, una spada infilata nella schiena. Avesse indossato l’armatura, forse, sarebbe sopravvissuto, ma aveva pensato di non averne bisogno…

Ed ora era lì, sotto la lama trionfante che sembrava indicare a tutti la sconfitta del capitano Endyamon.

Non distante si trovava una delle ragazze, in ginocchio sopra i cocci della colazione, il volto fra le mani e tremante, in lacrime.

Era la sfortunata che per prima aveva scoperto il cadavere…

I soldati strinsero un cerchio attorno al capitano. Uno si accasciò, scosse la testa. Non c’era bisogno di controllare se fosse ancora vivo…

Gli chiuse gli occhi.

“Chi può aver…”

Iniziò qualcuno, ma l’arrivo della Madre lo interruppe.

“Che succede?!” gridava, cercando di correre per quanto l’abito la impacciasse.

“Oh…!”

Esclamò alla vista del corpo, barcollando all’indietro e rischiando di svenire. Scese all’altezza della ragazza in lacrime, le strinse le spalle e l’aiutò a rialzarsi. Le asciugò le lacrime con un fazzoletto bianco.

“Su, su…”

Le disse

“Va’, torna dalle altre…”

“No!”

Proruppe Hecate

“Lei non va da nessuna par-!”

“CHE COSA vorresti insinuare?!”

Urlò la Madre. Le vene del collo gonfie, il volto arrossato. Era agitata, senza dubbio. Non riusciva a mantenere il suo proverbiale contegno.

Hecate, invece, cercava di essere ragionevole. Non che gli riuscisse bene.

“Per quanto dolga ammetterlo, signora, in questo luogo c’è un assassino, e nessuno può essere escluso…”

La Madre iniziò a gesticolare minacciosamente.

“Stai seriamente pensando che una delle mie ragazze sarebbe in grado di uccidere un uomo?! Sorvolando sull’indole predicata dal monastero, NESSUNA sarebbe fisicamente in grado di sconfiggere un guerriero esperto!”

Hecate non rispose, ma non perché fosse convinto. Si limitò a sospirare…

Kreios si teneva in disparte, shockato quanto tutti, non riusciva a staccare gli occhi dal viso di Endyamon… chi avrebbe potuto fare questo?!

Dopo una breve pausa, Hecate prese di nuovo parola.

“Ma dalla nostra parte, possiamo tutti dire di essere stati in camera nostra, a dormire…”

Dal mormorio dei soldati si levò un fermo, deciso, tonante,

“No.”

Si voltarono tutti in direzione di un Lukas dal capo chino.

“Non eravamo tutti in camera.”

Parlava a bassa voce, Lukas, ma il silenzio era tale che si sentiva il battito cardiaco di Kreios…

Lukas alzò la testa. Si rivolse proprio a lui…

“Tu non c’eri, Kreios. Poco prima dell’alba, Endyamon mi svegliò per mandarmi a controllare la bufera, disse che avrebbe mandato te, ma non eri in camera. Disse anche che sarebbe andato a cercarti.”

Tutti si voltarono in direzione di Kreios.

Sta bluffando. Vuole incastrarmi. Ma non regge.

“N…Non è vero! Ti stai inventando tutto!”

“No, Kreios, è come dice Lukas.”

Jeorg fece un passo avanti, catturando a sua volta l’attenzione del pubblico silenzioso.

“Lukas mi ha svegliato, stamattina. Diceva di volere compagnia, che poi si sarebbe annoiato ad aspettare che ci svegliassimo tutti. Ovviamente, l’ho coperto di insulti, ma ormai ero sveglio, così l’ho seguito. E curioso com’è, ha voluto controllare la camera di Kreios prima di partire.”

Guardò Kreios

“E tu non c’eri.”

Che stessero cercando di incastrarlo in due? Improbabile, ma non impossibile. Cercò di resistere.

“No! Non è vero!”

“Dov’eri stanotte, Kreios?!”

Continuavano. Non gli avrebbero creduto…

Dov’era, quella notte? Con Blodwen.

Confessare? Blodwen cacciata, Blodwen che muore di freddo. O peggio ancora, qualche oscuro meccanismo mentale avrebbe potuto accusarla dell’omicidio…

“Non rispondi?! Ammetti la colpa?!”

Gli arrivò un colpo allo sterno che lo spinse contro il muro. Batté la testa. Mentre si riprendeva, Hecate gli afferrò il bavero e fece per tirargli un pugno.

“Calma!”

Esclamò la Madre.

“Questa spada… è una delle vostre, no?”

“Grunt… sì, è una delle nostre.”

Rispose Hecate, lasciando andare Kreios.

“Quella del capitano… è ancora nel fodero. Quindi, basterà perquisire le camere, perché chiunque abbia ucciso Endyamon è stato abbastanza stupido o spaventato da lasciar qui la spada.”

Tutti i soldati annuirono, accettarono di perquisire le stanze.

La Madre si rivolse a Kreios.

“Proporrei di iniziare da quella di Kreios, se nessuno ha niente in contrario…?”

Ti odio.

 

Ed iniziarono dalla sua. Cercarono dappertutto, mentre Kreios era tenuto fuori della porta da due soldati.

Dopo una ventina di minuti di ricerche, che Kreios trascorse seduto in un angolo, contando i battiti del cuore che sentiva pulsare negli occhi, uno dei cercatori fece capolino dalla stanza.

“Abbiamo guardato dappertutto. Nessuna spada.”

“Cosa?!”

Urlò Kreios, balzando in piedi. Le due guardie gli si fecero subito addosso, spingendolo ancora a terra.

“Hai sentito cos’ha detto. Non serve più mentire.”

“Non è possibile!”

Urlò ancora, spingendosi con ogni forza oltre i soldati che un tempo chiamava amici. Una spallata lo colpì tra le scapole e lo spedì a terra, facendogli battere il mento sulle pietre.

Tra il dolore atroce, guardò sotto il letto, là dove era solito tenere la spada…

…E non c’era.

Gli salirono sopra in due, l’incatenarono.

“Lasciatemi!”

Urlava

“Non sono stato io!”

Inutile.

“Che motivo avrei avuto… per ucciderlo?!”

“Motivo?! Tu lo ODIAVI, Kreios!”

Era ancora Lukas.

“Lukas… ti avevo detto… che quella frase era solo frutto della rabbia e della stanchezza…”

“Anche quest’omicidio può esserlo. Tant'è che hai lasciato lì la spada. O vuoi dire che, se fossi stato davvero l'assassino, non l'avresti fatto...?”

“Lukaaaaass!!”

Cercò di saltargli addosso, ma lo trattennero.

“Perché ti agiti tanto?!”

Subentrò la Madre

“Basta che tu dica dov’eri stanotte. Se sei innocente…”

“Stanotte… io…”

Perdonami, Blodwen…

“…Ho fatto… una passeggiata.”

…Devo dirti addio.

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E Lukas inciampò sui suoi tranelli schiattando accidentalmente.

 

Ach >_<

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I miei Fumetti: Folletto Vs Nenè / A.s.D. / A.s.D.2

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Un sogno nel cassetto...

 

 

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Citaziò!

 

 

Il Coniglio, si sa, saltella con una gamba dietro ed una avanti, un braccino corto ed uno lungo, un'orecchia dritta ed una storta. Perchè il Coniglio odia la simmetria.

Flame: Io me lo sono fatto raccontare tutto il Sigmarillion ma ancora devo leggerlo (...)
Impaled Janus: Il Sighmarillion, un'opera molto triste.
Testament: Ma Flame mi sa che erra convinto, come al solito.

"Tu devi essere il chiacchierato FenriX, la cui fama deriva dall'arte di giungere rozzamente al sodo del concetto la maggior parte delle volte... detto in una via inoffensiva..." Una piaga in due righe, by Dr.Risolvo!

 

 


Scheda di Zuppo Del'Oquie


Nome - Zuppo Del'Oquie
Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

Equip -
Pugnale comune - Prezzo: 9
Armatura di Cuio [1 PA] - Prezzo: 15
Borsa Comune - Prezzo: 10
Fionda - Prezzo(pagato da madre natura XD)

 

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L'ultimo episodio del capitolo, anche se forse era meglio in 12 episodi o forse no, vabè, pazienza.

Fate conto che l'ho scritto nell'ultima ora 3.00~4.00 e che non l'ho riletto, quindi chiedo venia per eventuali orrori XD.

 

Fra l'altro ho cambiato anche il titolo dall'ultima volta che ho aggiornato il primo post. Vabè, pazienza.

 

Ah, ignorate la similitudine all'inizio, tutti odiano le similitudini :wink:.

 

Episodio 11

Sei Troppo Buono

Ci misero un po’ a decidere, perché una truppa senza capitano è come un elefante cieco: letale, ma disorientato.

Infine, Lukas e Matt sarebbero partiti con Kreios alla volta di Ikle. Avrebbero consegnato l’assassino nelle mani dei soldati, lasciando agli ufficiali le decisioni successive.

In tre non ci avrebbero messo molto a raggiungere Ikle, specialmente ora che la bufera era sparita.

Furono brevi i saluti; un “alla prossima” tra i soldati, “addio, grazie di tutto” alla Madre ed il cupo “…non sono stato io…” di un Kreios dalle mani legate e la testa bassa, a cui nessuno prestò attenzione.

Quando i tre furono ormai lontani dal portone e persi oltre la vegetazione, la Madre chiese ad Hecate, che si trovava lì al suo fianco

“Eppure non capisco. È stato smascherato, perché si ostina a mentire?”

Hecate sospirò, scosse la testa, incrociò le braccia.

“Beh… credo sia perché sa cosa spetta ai traditori.”

“…Sarebbe?”

“La sala delle torture.”

“Oh. Capisco.”

Chiusero il portone e, quando l’eco si smarrì per i corridoi, tornò il silenzio…

E silenzioso era anche Kreios, in marcia con i suoi aguzzini lungo il sentiero innevato. Era il primo della fila, con le mani dietro la schiena. Sembrava rassegnato, ma non era mai stato così combattuto.

Continuava a pensare, a spremersi le meningi per trovare un modo di far capire la verità… ma la mente finiva sempre lì, su quel monastero, a quell’omicidio. Continuava a ricordare che c’era un assassino in quel luogo, che Blodwen non sarebbe stata sicura, neanche nel monastero…

Ma lui era fuori, adesso. Non c’era pericolo che la madre lo sentisse.

Lukas avrebbe capito, a lui poteva dirlo, no?

Si decise infine. Quando lo stretto sentiero, che ormai correva tra una parete di roccia ed un precipizio, accennò una curva, Kreios si fermò.

“Che hai adesso? Muoviti!”

Gli dissero.

Si voltò, per guardarli negli occhi, per far capire la sua sincerità.

“Non ho ucciso io Endyamon.”

Disse, scandendo perfettamente le parole, con una calma che nessuno avrebbe avuto nella sua posizione.

“Quella notte… ero con Blodwen, Lukas! Per questo non ho potuto dirlo! Dobbiamo torn…”

“E ti viene in mente solo ora? Conveniente!”

“Non potevo dirlo nel monastero! L'avrebbero cacciata!”

“No, Kreios! Non mi incanti!”

Lukas s’innervosì. In un’esplosione d’ira, sguainò la spada e si avvicinò a Kreios, costringendolo ad indietreggiare verso il precipizio.

“Lukas… ascolt…”

“No! Basta… basta!”

Aveva gli occhi lucidi.

“Devi credermi!”

“Vorrei tanto, Kreios…”

Una lacrima.

“Siamo amici, no?”

“Io… io non…”

Kreios ormai non ci sperava più. Non voleva correre rischi, doveva tornare da Blodwen e doveva farlo SUBITO. Approfittò dell’istante in cui Lukas passò una mano sugli occhi, per asciugare le lacrime, e calciò la mano che stringeva la spada.

Sei troppo buono.

Senza dargli il tempo di capire, lo colpì ancora, stavolta con un calcio alto, che lo spedì al suolo quasi prima della spada.

Matt balzò indietro. Stupefatto, portò la mano all’elsa, ma Kreios era già in carica, pronto a saltare ed a colpirlo con un calcio al petto…

…invece, il fuggitivo rovinò sulla neve, perché Lukas ne aveva afferrato una caviglia.

Dimenandosi, scalciando, Kreios gridò “lasciami!” mentre Matt lo minacciava con la spada, sempre più vicino.

E Lukas lo lasciò, proprio quando quell’ultima spinta portò il prigioniero oltre il ciglio del burrone.

Sentì il vuoto sotto di sé, e la paura gli morse la gola: non riuscì ad urlare. Vide solo i volti che un tempo considerava amici, distorti in grido, e quelle mani tese, e sentì l’eco del suo nome. E poi il dolore.

Non solo una volta urtò la parete, anzi, per gran parte del cammino scivolò lungo di essa, rompendosi ogni tanto su di un livello inclinato più basso.

Quando infine trovò il suolo, dopo l’ultimo, altissimo, strapiombo, udì solo il rumore unisono delle ossa che si spezzavano, e fu ben lieto di svenire…

 

“Allora, che cos’abbiamo qui?”

La voce che lo svegliò era roca, profonda, calda.

Riuscì ad aprire un solo occhio, perché l’altro era sotto la neve.

Tra il bianco manto innevato scorse una sfocata figura umanoide, seduta su qualcosa… una roccia.

Riuscì a distinguerla perché i suoi colori contrastavano con l’area circostante… indossava abiti rossi, da nobile, probabilmente anche rifiniti, ma la vista così sfocata gli permetteva solo di vedere le tinte…

“Sei ridotto malaccio, lo sai?”

Aiutami

Il dolore era allucinante. Avrebbe gridato, ma per qualche motivo non ci riusciva. Anche la gola, anche la bocca, anche la lingua gli facevano male.

“Aiutarti? Sono qui per questo.”

Fai smettere… il dolore…

“Ho visto la tua anima. È capitata spesso nel mio regno, ultimamente. E sai cosa? Mi piaci. Per questo sono qui. Non capita certo a tutti i mortali di vedermi, di incontrarmi…”

Il… dolore… fallo… smettere…

“Ma non ci siamo ancora presentati. Il mio nome è Mefistofele, sono il signore del terzo e del quarto cerchio, in un posto che voi umani chiamate ‘Inferi’. Tu sei Kreios, giusto? Non hai cognome, perché non hai mai conosciuto la tua famiglia. Triste.”

Mefi…stofele… inferi…? Sono…morto?

“No, no. Diamine, non senti il dolore? Sei ancora vivo, ragazzo! Ancora per poco, certo, ma sei vivo!”

Cosa vuoi… da me…?

“Giusto, hai ragione, arriviamo al punto.”

Si alzò dalla roccia. Era dannatamente imponente…

Camminò lentamente sulla neve, avvicinandosi sempre più…

Quando fu proprio sopra Kreios, si accasciò, guardandolo nell’occhio da poco più di un palmo, così che il soldato riuscì a distinguere gli occhi interamente rossi e ricolmi d’odio, rubini sul volto rugoso, ferito, barbuto, incorniciato da capelli lunghi e neri di cui non vedeva la fine.

“Sono qui per un patto.”

Il suo alito era rovente. La voce, spaventosa. Il sorriso raccapricciante.

Stammi…lontano…

“Ma non hai ancora sentito il contratto.”

S’alzò di nuovo, iniziò a passeggiare.

“È semplice: basta che tu accetti, ed io scambio qualche litro del tuo inutile sangue umano con il mio ottimo sangue infernale. Tu sopravvivi, ottieni poteri sovrumani, eccetera, eccetera. Io guadagno il diritto di richiedere i tuoi servigi, di tanto in tanto.”

In un balzo tornò accasciato, nella stessa posizione di prima.

“Allora? Che ne dici? Affare fatto?”

V…vattene…

“Che maleducato. Sappi che il mio è ottimo sangue. Vengo dal fondo degli inferi, dannazione! E non vuoi rimettere a posto quegli equivoci? Vuoi essere ricordato come un assassino? Vuoi che il vero assassino la uccida…?”

Un’altra fitta di dolore evidenziò le ultime parole, ricordando a Kreios che il suo tempo stava per finire. Non era tempo di pensare… Tra la vita e la morte, scelse la vita.

E va bene, maledetto. Io... Accetto.

“Finalmente, quel che volevo sentire! Vieni qua…”

Lo prese per i capelli e lo sollevò come un burattino rotto, facendolo gemere di dolore.

“…Sei proprio uno straccio. Facciamo in fretta.”

Come se non avesse già avuto abbastanza tagli sul corpo, Mefistofele usò qualcosa per aprirgli la gola, con un gesto deciso della mano.

Ma ormai Kreios non sentiva più dolore.

Perse ancora i sensi, sentendo solo la rovente mano del demone che gli afferrava il collo…

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Non me lascerai così, vero?XD

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Un sogno nel cassetto...

 

 

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Età - 76
Razza - Elvaan
Descrizione - Snello, faccia da cretino, cappelletto alla Robin Hood in testa con la piuma perennemente spiegazzata, maglia in pieno stile: "è la prima cosa che ho trovato in giro" e pantaloni uguali. Le scarpe invece sono forse l'unica cosa realmente sua. Di pelle morbida, salvo la base di cuoio, ottime per correre e fare poco rumore, prive di alcun tipo di tacco. Ed aldilà del vestiario, abbiamo una cerbottana, una fionda, un pugnaletto, una...un..ah no basta. Lo zainetto, si! Ma lì ci tiene il pane ed i suoi strumenti di dubbia qualità.
Poi..ha orecchie a punta come ogni Elvaan e capelli castano chiaro, bizzarremente brezzolati di ciocchette tendenti al biondo. E' un biondo fallito, in sostanza. Ah, ma a lui non importa molto. Detto, questo, null'altro di rilevante da segnalare.
Se non il fatto che, il più delle volte, sia vestiti che capelli che zaino sono ornati da una quasi perenne sensazione di Bagnato. Perchè ogni pozzanghera che esiste sulla faccia di questa terra, deve, senza via di scampo, finire contro il suo naso. O forse è lui che è legato all'elemento Acqua da un odio amore non espresso...?
Misteri del Fato.
Carattere - Simpatico, socievole, affabile, allegro, ed al tempo stesso estremamente indifferente alle questioni che non lo riguardano. Astuto, ma mai per cattiveria, decide lui a cosa affezionarsi ed a cosa no. Di mentalità molto..molto bizzarra, vive la vita con dei valori del tutto personali che possono essere a volte comprensibili ed in accordo con quelle altrui, o possono essere decisamente ridicoli agli occhi degli altri. Ma lui è fatto così e non ci ragiona poi molto su come è fatto. Finchè mantiene due braccia due gambe ed una testa, ritiene di essere fatto semplicemente perfetto per quel che gli serve!

Background - "Fratello minore. Si, minore! Oh si! DANNATAMENTE MINORE! E questo è un problema! Perchè è un problema, no? A logica dovrebbe essere un bel problema per chiunque abbia voglia di non essere sempre chiamato per secondo, interpellato solo all'ultimo come scorta, impegnato solo quando proprio tutti sono impegnati, considerato solo per fare numero. AH! Minore! Onta! Orgoglio! AH!
AH!
A...ahah! Ma col cavolo..è una pacchia!"

Tranquillamente adagiato sul suo enorme divano, perchè se l'erba è il cuscino, un colle è dunque un enorme divano, Zuppo stava fischiettando con una foglia di acetella in bocca, così univa l'utile (il fischiettare era molto utile a parer suo) con il dilettevole (e quella fogliolina aveva un buon sapore, perciò dilettevolmente saporita!).
Era a dir poco splendido compiere un'attività tanto impegnativa e semplice al contempo da giustificare la sua lunga, perenne, praticamente insindacabile assenza a qualsivoglia attività sociale.
Lui disegnava le mappe, ed il fratellone le spacciava per sue guadagnando una montagna di soldi, tanta era l'accuratezza delle zone anche più inesplorabili, ed in cambio il Brò gli garantiva una vita tranquilla e senza impegni. Oh, fratello minore, ma il maggiore era tutto merito suo!
Poi, all'improvviso, tutto cambiò.
Perchè serve sempre un grande cambiamento per una grande svolta, no?
Ebbene, da quel momento lui partì, viaggiò, abbandonò la sua colonia, perseguì la via del "faccio da solo e meglio mi sento".
Tutto questo a causa sua..a causa loro...!!

"Fra'? Dove hai messo il mio flauto di rape?"
"Uh..era ammuffito. L'ho buttato anni fa ormai."
"..che..CHE COSA HAI FATTO!?!?!"

Inaudito.
Ovvio e logico andarsene, no? Sono certo che voi tutti sarete daccordo con me! NON SI TOCCANO I FLAUTI DI RAPE ALTRUI! MUFFA O NON MUFFA!
Beh si, daccordo, forse lo aveva dimenticato per gli ultimi vent'anni, ma questo non cambiava le cose. Dannato fratello. E.....no, non se ne era andato solo per quello, cosa credete!?

"...Mamma...Fra' ha buttato il mio flauto di rape."
"Ah, deve essere ammuffito come l'ocarina di zucca che ho buttato l'altro ieri."
"...che...CHE COSA HAI FATTO!?!?!?!"

Ovvio che non bastava un flauto a mandarlo via. Ma due, dai è troppo! L'aveva terminata, quell'ocarina, appena tre anni prima. ERA NUOVA!
E così, imparata la lezione del "non si lascia nulla in casa altrui", perchè quella non era PIU' la sua casa, Zuppo prese ogni cosa di valore che aveva con se: dunque uno svariato elenco di strumenti da ortolano, a partire dal triangolo di selci alla trombetta di cavolfiore, e partì. Partì, lasciandosi dietro una città perfetta, con una vita perfetta, una famiglia perfetta, ed una stupida, sciocca, banale idea che questa perfezione sarebbe durata in eterno.
Ah. Ma non scordiamoci un dettaglio.

Partì. Attraversò la strada. Il ponte. Il fiume. Inciampò. Cadde nella pozza vicino al fiume. Si inzuppò. Si rialzò e ri-partì.
Perchè il nome se lo era guadagnato con molta sfigata fatica eh.

"Ma che bel bambino, signora Ouquie!"
"...oh...scusatemi, riposavo. Quale bambino?"
"Hemm..quello che tenete nella culla."
"Oh! Quel bambino! Oh si ve lo faccio vedere subit.." E con un braccio, la maldestra madre intruppò la culla, che era ovviamente posizionata di fianco alla finestra aperta, che vide ovviamente un infante venire catapultato fuori, e che, alfine, vide sempre ovviamente il medesimo infante finire a mollo nel fiume, per fortuna abbastanza profondo, che passava proprio adiacente le mura della piccola dimora.
Quando lo ripresero, era vivo. Zuppo, ma vivo.
E Zuppo rimase a vita.

I reumatismi sarebbero arrivati in vecchiaia.

Equip -
Pugnale comune - Prezzo: 9
Armatura di Cuio [1 PA] - Prezzo: 15
Borsa Comune - Prezzo: 10
Fionda - Prezzo(pagato da madre natura XD)

 

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