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  1. Oggi iniziamo a vedere nella pratica com'? strutturato il programma Guitar Pro. Si tratta di un'infarinatura molto basiliare, giusto per capire dove mettere le mani. Per le domande, son sempre qua. Buono studio. 8_Guitar_Pro_4.doc Guitar Pro: Infarinatura! Guitar Pro 4 ? un comodissimo tool per lo studio delle tablature per chitarra, basso o anche batteria! Il principio di base ? quello dei MIDI, per questa ragione verr? trattato come argomento da programma. Prima di tutto, alcune informazioni sul software: si tratta di un programma facilmente acquistabile in qualsiasi negozio per computer. Al limite, potete provare la versione 30-Days Trial scaricabile dal sito ufficiale: http://www.guitar-pro.com/ . Ad ogni modo, passati i 30 giorni potrete continuare ad usare il programma, anche se con alcune limitazioni. Come gi? detto, il principio base di GP4 ? il MIDI; nel programma, infatti, troveremo Tracce, Strumenti, Bilanciamento, e quant?altro abbiamo gi? trovato nel semplice Anvil Studio. In aggiunta, GP4 rende disponibili moltissimi comandi e funzioni particolari. Oggi li analizzeremo insieme. Do per scontato che voi abbiate seguito le altre lezioni di Composizione, e che dunque bene o male sappiate gi? cos?? il tempo, cos?? una battuta, come si misura una canzone, ecc? Dunque iniziamo con il creare un nuovo file (Archivio -> Nuovo): ci verr? chiesto di inserire alcuni dati per arricchire le informazioni della canzone, il tutto naturalmente ? opzionale. Quindi per prima cosa andiamo a creare una nuova traccia strumentale (Traccia -> Aggiungi), scegliendo posizione, nome della traccia, strumento, ecc? Nello specifico, abbiamo diversi tipi di strumenti, dipendenti dal numero di corde (string) che selezioniamo: la chitarra standard a 6 corde (che presenta la tipica accordatura e-B-G-D-A-E), chitarre accordate secondo diverse tonalit? (ulteriormente modificabili), bassi standard a 4 corde, ecc? (Piccolo Ripasso: A=LA, B=SI, C=DO, D=RE, E=MI, F=FA, G=SOL). Una volta scelto lo strumento adatto, possiamo scegliere anche quanti tasti includere nel manico della chitarra (una chitarra elettrica standard ne possiede 24, una chitarra classica standard 19). Andiamo quindi a clickare su OK! In questo modo la traccia Guitar 1 sar? stata creata. Per visualizzare il manico della chitarra, basta premere su Visualizza -> Manico di Chitarra. In questo modo abbiamo sempre presente la posizione delle mani. Comporre tramite tablatura ? una cosa estremamente semplice (Per iniziare comporremo a Tonalit? e Tempo Standard, e cio? in chiame di SOL in 4/4). Immaginate che la tablatura rappresenti le sei corde della chitarra: e-------------------------------------------------------------------------- B-------------------------------------------------------------------------- G-------------------------------------------------------------------------- D-------------------------------------------------------------------------- A-------------------------------------------------------------------------- E-------------------------------------------------------------------------- Ora, proviamo a clickare sulla corda E (MI Basso) e a premere il numero zero. Quindi premiamo la freccetta di destra, saliamo fino alla corda G (SOL), quindi ci mettiamo un altro 0. Facciamo lo stesso per la corda B ed e, per poi tornare indietro in sequenza B ? G ? E. Dovrebbe venire una cosa del genere: e--------------------------------------0----------------------------------- B---------------------------0--------------------0------------------------ G-----------------0-----------------------------------------0------------- D-------------------------------------------------------------------------- A-------------------------------------------------------------------------- E------0---------------------------------------------------------------0-- Ora prova a suonare (Suona -> Suona dalla posizione Iniziale). Cosa vi ricorda? Beh non vi sembra l?inizio di Nothing Else Matters dei Metallica? Per? vi ? un problema di Velocit?! Per ovviare al problema, clickiamo su Suona -> 150 (o sul numero del tempo attualmente settato); in questo modo setteremo il tempo a 69, ricordandoci per? di cambiare il moltiplicatore del tempo (settaggio adiacente sulla barra degli strumenti) a x2.00 e di applicarlo, clickandovi sopra (il bottone sar? schiacciato). In questo modo, suonando il MIDI possiamo nettamente distinguere il suono acustico desiderato, alla velocit? desiderata. In realt?, cos? facendo si noter? che alcune note saranno segnate in rosso: ci? vuol dire che la battuta non ? corretta e non sono state rispettate le regole di metrica. Per ovviare anche a questo problema, andiamo di nuovo avanti premendo la freccia di destra ed aggiungiamo una pausa da ? schiacciando il tasto ?R? della tastiera (oppure Nota->Pausa). Bene, per adesso ci fermiamo qui. Nella prossima lezione impareremo a cambiare la metrica delle note e ad articolare un po? di pi? i nostri brani. Alla prossima! Zitan Almasy
  2. Ed eccoci alla prima lezione che spiega come utilizzare un tool per la creazione di MIDI. Ci tengo a precisare che Anvil Studio non ? il mio tool preferito, anche se ? un ottimo programma per quanti non sanno ancora destreggiarsi con lunghezza di note, tempo, etc etc... Infatti, passando alla modalit? "Piano Roll", diventa tutto molto intuitivo e semplice (seppur in lingua inglese). Dunque, proseguiamo con la lezione. Per ogni domanda, rivolgetevi sempre a me usando questo thread. Buono studio. 7_anvilstudio.rtf Anvil Studio Useremo Anvil Studio come editor per i midi per due ragioni: ? freeware ed ? un buon editor. Prima di tutto aprite il programma... Abbiamo la visualizzazione del "Mixer". In realt? non ? un mixer propriamente detto, ma consente di regolare volume e bilanciamento ("pan/") delle singole piste. Potete collegare ogni pista ad un canale. Volendo, si possono mettere due o pi? piste con lo stesso canale, magari con timbri ("patch") differenti, magari per facilitare il cambio dello strumento in un canale. A fianco c'? (oltre ad un enorme segna-misure, l'affare simile ad un cronometro) la finestra di avanzamento. ? sostanzialmente un'area non-interattiva, che serve solo per capire quale canale suona in un dato momento. Selezionate una "pista" cliccando sulla colonna di sinistra, spostando cos? il quadratino verde sulla pista desiderata (che da questo momento ? "ATTIVA"). Andando nel menu "View" e selezionando "Composer", si entra nella parte divertente: verr? visualizzata una tastiera ed un pentagramma/piano roll/spartito di testo (a seconda di cosa sceglierete nella finestrella a cascata in alto a sinistra). Avete anche una comodissima interfaccia per la chiave, il tempo, la visualizzazione delle note e lo stile di scrittura del pentagramma (quest'ultimo ci interessa solo se siamo gi? "infarinati" di teoria della musica). Subito a destra, la selezione per la durata della nota da scrivere. Piccola parentesi per i non-infarinati: una canzone si misura in battute di 4 battiti su 4 (altrimenti dette di 4/4), di 3/4, 2/4 o altre frazioni, a seconda di come avete scelto nella vicina finestra a cascata chiamata "Time". In ordine, la sezione della durata presenta la semibreve, la minima, la semiminima, la croma, la semicroma e la biscroma (le semibiscrome non sono implementate nel midi...), e valgono rispettivamente 4 battiti, 2 battiti, 1 battito, mezzo battito, un quarto di battito ed un ottavo di battito. A tutto ci? si aggiunge eventualmente il "punto" che aumenta di un mezzo la durata della nota. Provate a vederle in scorrimento su un midi aperto con questo editor e capirete la differenza. Per scrivere una nota sul pentagramma, basta selezionare la durata e cliccare sul tasto della tastiera relativo alla nota che si vuole scrivere. Chiunque abbia seguito le lezioni di Educazione Musicale alle medie saprebbe distinguere le altezze delle note, ma spender? due righe anche su questo a beneficio dei non-esperti o dei fancazzisti: considerate la sequenza di tasti bianco-nero-bianco-nero-bianco-bianco-nero-bianco-nero-bianco-nero-bianco (se siete in difficolt?, guardate l'editor e considerate l'area dal terzo tasto bianco al nono compresi): si tratta di un'ottava, che presenta i tasti bianchi rispettivi alle note DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI. I tasti neri sono le vie di mezzo, e possono essere chiamati sia col nome della nota prima pi? il suffisso "diesis" o con quello della nota dopo col suffisso "-bemolle". Ad esempio, il tasto nero dopo il DO, pu? essere DO DIESIS come RE BEMOLLE. Ci vuole pratica per capire quali combinazioni di tasti suonano bene assieme, anche se esiste una "lista", ma ? cos? lunga e complessa che non ? il caso di scriverla. Tornando all'editor, esiste anche il comando "Insert a Rest" ("inserisci una pausa"), ovvero un breve intervallo senza suoni, con durata pari a quella selezionata tra le "note" subito sopra. Nella sezione a fianco, troviamo le voci "Grid", che ? utile per rendere pi? regolare la posizione delle note nel pentagramma, approssimando la loro posizione attorno a date frazioni della battuta (met?, quarti, ottavi, sedicesimi, trentaduesimi) e l'utile comando "volume", che indica il volume della singola nota da scrivere. Consiglio molto caldamente di lasciare come valore standard sempre il massimo (ovvero 100) perch? altrimenti finirebbe per suonare molto piano. Avevo accennato alla selezione tra pentagramma, piano roll e spartito di testo, ed ? ora di spiegare la differenza. Il pentagramma ? il sistema classico di scrittura della musica, mentre il Piano Roll ? una griglia che consente una scrittura pi? intuitiva, visualizzando le note come dei rettangolini, la cui durata ? espressa con la lunghezza e l'altezza ? espressa con l'effettiva altezza a cui sono disegnati i rettangolini. Cambiando ancora la visualizzazione, abbiamo la famosa "Event list", ovvero una sorta di "lista" che illustra tutti i comandi immessi per formare il midi. Da usare solo se esperti e per correggere eventuali imperfezioni del midi. La visualizzazione "Lyrics" ? completiva per la visualizzazione dello "Spartito di testo", utile solo se vogliamo stampare lo spartito: mostra una serie di linette che corrispondono alle note immesse nella pista attiva. Ad ogni linetta si pu? sostituire una sillaba del canto (avete presente gli spartiti? Questa visualizzazione consente di scrivere il testo che viene di norma visualizzato sotto le note). Tralasciando i "Comments", che potete capire da soli, abbiamo i "Synthesizers", ovvero la selezione dei driver midi (o "sintetizzatori") da utilizzare mentre si usa il programma. Provateli tutti e scegliete quello che a vostro avviso ? il migliore. Il "Metronome/Tempo settings" vi permette di variare la velocit? della canzone (prima voce, nonch? unica che ci interessa). La misura ? espressa in battiti per minuto. "Keyboard/Guitar settings" ? roba da ganassa: vi permette di usare la tastiera del computer come una tastiera musicale (indicate quali note volete che corrispondano ai tasti Q e Z) oppure (e qui mi esalto) di usare la stessa tastiera come i tasti di una chitarra (decidete l'accordatura delle singole "corde"). Il resto serve a poco, se non a farvi belli davanti agli amici: il "Performer" ? una sorta di karaoke: mette a tacere una pista, che dovrete seguire voi con la tastiera. Poi abbiamo un CD-Player ed un Audio-Lab (che consiglio solo se siete curiosi, perch? altrimenti ? inutile). Sorvoliamo sulle altre voci fino ad "Options", dove potrete cambiare le impostazioni di visualizzazione ed ascolto.
  3. In questa lezione vedremo "da vicino" com'? strutturata una chitarra (ed un basso, di simile composizione), in modo da renderci bene conto, al momento della composizione, cos'? umanamente possibile fare con questi strumenti e rendere il nostro MIDI sempre pi? realistico! Per le domande, son sempre qui! Buono studio! 6_chitarraebasso.doc La Chitarra ed il Basso Sono i tipici strumenti a corda usati oramai dal rock anni ’70 fino ai giorni nostri. Chi non sa cos’? una chitarra? Classica, Acustica, Elettrica, che sia ? sicuramente uno dei pi? diffusi strumenti da concerto. Ma quanti sanno veramente come funziona il tutto? Per comporre MIDI ? quanto meno fondamentale conoscere i principi base che regolano il moto armonico delle corde della chitarra, i suoni che possono scaturire da diverse pressioni dei tasti, il modo di “pizzicare” le corde, ecc… Prima di tutto… Da quante corde ? composta la chitarra? Sei, giustamente direte voi… Ma che note rappresentano? C’? una particolare assonanza delle note che forma una frase (forse un po’ troppo partenopea), e sarebbe MI SI SOL RE LA MI (Mi sei sorella a me ghghgh). Il primo MI ? acuto (ha un suono pi? pungente), e man mano che si sale verso il MI basso le corde suonano sempre pi? gravi. Con esattezza le note delle corde corrispondono a E5 – B4 – G4 – D4 – A3 – E3. Cosa vuol dire? E5 ? il MI che appartiene alla 5? scala di DO Maggiore, e cos? per il SI, il SOL, ecc… Secondo le scale americane, le prime sette lettere dell’alfabeto corrispondono alle sette note partendo dal LA, quindi A = LA – B = SI – C = DO – D = RE – E = MI – F = FA – G = SOL. Dunque, ora va chiarito il concetto di tono e semitono. Ogni tasto della chitarra corrisponde ad un semitono: se io suono il MI basso tenendo premuto il tasto 1, avr? suonato il MI aumentato di un semitono, sarebbe a dire il FA. Non ci capite un tubo, vero? Arriva la spiegazione, tranquilli! Questa ? la tastiera di un pianoforte. I tasti bianchi suonano le note della scala di DO Maggiore, quelli neri suonano i diesis. Immaginate ora di suona in sequenza tutti i tasti: uscir? una scala di 12 note come segue: DO-DO#-RE-RE#-MI-FA-FA#-SOL-SOL#-LA-LA#-SI. La differenza che intercorre tra un DO ed un DO# si chiama semitono. Esso corrisponde, sulla tastiera del pianoforte, alla differenza di UN tasto. Quindi se si aumenta il MI di un semitono si ottiene il FA, se si aumenta il SOL di un semitono si ottiene il SOL#, se si aumenta il SI di un semitono si ottiene il DO della scala successiva, ecc… Un tono altro non ? che il doppio di un semitono: la differenza che intercorre tra DO e RE ? un tono! Quindi, ci? detto, dovete sapere che ogni tasto della chitarra corrisponde ad un semitono, come gi? detto. Una chitarra classica ha intorno ai 19 tasti (gli ultimi difficilmente sono suonabili), mentre una chitarra elettrica pu? arrivare anche a 24 tasti. Il concetto da apprendere per suonare la chitarra ? che ? umanamente impossibile suonare il 2? tasto del MI e un secondo dopo il 12? del MI stesso. Per questo, la chitarra ha una formazione particolare. Se avete una chitarra a casa bene accordata, provate a suonare il 5? Tasto del MI basso e poi a suonare il LA. Il suono ? identico, a quanto pare! Questo consente la possibilit? di suonare a velocit? elevate senza dover scorrere la mano lungo tutto il manico. Quindi, analogamente, possiamo dire che: 5? MI = 0? LA 5? LA = 0? RE 5? RE = 0? SOL 4? SOL = 0? SI 5? SI = 0? MI Analogamente, suonare il 7? tasto del MI equivale a suonare il 2? del LA. Ad ogni modo restano comunque impossibili combinazioni di tasti che una mano non pu? coprire; la mano pu? coprire massimo cinque o sei tasti, non di pi?. Di questo va tenuto conto al momento della composizione del MIDI. Il principio del Basso ? lo stesso, solo che tale strumento presenta quattro corde: G3 – D3 – A2 – E2. Bene, come primo esercizio (per chi possiede una chitarra) consiglio di sciogliere le dita seguendo la seguente tablatura: e---0---1---2---3---4---4---3---2---1---0 Vale a dire suonare, sulla corda del MI acuto, prima il tasto a vuoto, poi il 1? con l’indice, poi il 2? col medio, il 3? con l’anulare ed il 4? con il mignolo senza sollevare le dita; dunque eseguire l’esercizio inverso fino a suonare di nuovo il MI acuto. Fate questo lavoro per tutte le sei corde, cercando di andare a ritmo lento e cadenzato, magari aiutandovi con il Metronomo di Anvil Studio! A questo proposito, come inserire un riff di chitarra in un MIDI? La risposta ? semplice! Vi sono diverse patch dedicate alla chitarra ed al basso nel General MIDI, e cio?: 24 - Chitarra acustica 25 - Chitarra folk 26 - Chitarra elettrica (jazz) 27 - Chitarra elettrica (pulito) 28 - Chitarra elettrica (stoppato) 29 - Chitarra elettrica amplificata 30 - Chitarra distorta 31 - Armonici 32 - Basso acustico 33 - Basso elettrico (dita) 34 - Basso elettrico (plettro) 35 - Basso senza tasti (fretless) 36 - Basso Slappato 1 37 - Basso Slappato 2 38 - Basso Sintetizzato 1 39 - Basso Sintetizzato 2 La chitarra acustica presenta un suono duro, che esalta le note gravi simulando le corde in Nylon, ottimo per le Rythm Guitar. La chitarra folk presenta un suono pi? pulito e netto rispetto alla chitarra acustica, poich? simula le corde in acciaio. La chitarra elettrica (jazz) ha un suono molto dolce e ridondante, caratteristico di quei pezzi jazz in cui il riff viene ripetuto a velocit? assurde. La chitarra elettrica (pulito), invece, presenta un suono netto e penetrante. La chitarra elettrica (stoppato) rappresenta il suono che emette la chitarra quando si poggia la mano destra su tutte le corde, fermandone le vibrazioni. La chitarra elettrica amplificata, per l’appunto, ha il tipico suono della chitarra elettrica agganciata ad un amplificatore senza distorsione, anche se con il MIDI rende abbastanza male. La chitarra distorta simula il tipico suono della chitarra elettrica distorta, ottimo per comporre sul genere hard rock o simili. Gli Armonici sono i suoni ottenuti appoggiando le dita sui tasti, senza premerli, e pizzicando la corda. Il basso acustico (inusuale nella musica moderna) ?, per l’appunto, il basso fatto di legno, ponti, ecc… Che ha il tipico suono naturale dovuto alla cassa armonica. Il basso elettrico (dita) ? il tipico basso rock, suonato con i polpastrelli delle dita (solitamente indice e medio); presenta un suono sfumato, poco netto. Il basso elettrico (plettro), invece, rappresenta il suono del basso suonato con il plettro; questo comporta un suono pi? netto e duro. Il basso senza tasti (fretless) richiama un suono con una grande sfumatura tra una nota e l’altra; ? particolarmente indicato per accompagnamenti lenti. I basso slappato 1 e 2 sono due simili patch che rappresenta entrambe lo slap di basso (vale a dire dare un colpetto alla corda del basso con il pollice). Il primo ha un suono pi? pungente, mentre il secondo ? pi? soft. I basso sintetizzato 1 e 2 rappresentano i suoni di un basso amplificato e sintetizzato elettronicamente. Il primo presenta un suono futuristico (molto truzzo debbo dire), mentre il secondo ha un suono migliore.
  4. In questa lezione vedremo "da vicino" com'? composta una batteria moderna, i vari componenti, e soprattutto ci? che ? umanamente possibile fare con una batteria, il tutto per creare MIDI sempre realistici. Per le domande, sono sempre qua. Buono studio. 5_drumkitprofessionale.rtf Drumkit Professionale Non ? molto diffusa come abitudine, ma ? indispensabile, se volete avere delle parti di batteria realistiche. Premetto che su questa parte non far? il pignolo, ma vi consiglio comunque di leggerla. Prima di tutto, definiamo le parti della batteria e l?utilizzo delle parti del corpo: Cassa (kick drum o bass drum), grosso tamburo appoggiato in verticale e suonato a pedale. Rullante (snare drum), quello col suono pi? metallico. Consiste in un tamburo dal suono molto acuto, a cui sono appoggiate delle molle soto la membrana inferiore. A volte, si suona appoggiando l?estremit? pesante della bacchetta al bordo (rim shot, oppure side stick). Charleston (hi-hat), una coppia di piatti collegati ad un pedale, che possono essere suonati con mani (closed/open hi-hat) e piedi (pedal hi-hat). Tom e timpani (toms), tutti gli altri tamburi sulla batteria. Il timpano ? quello che poggia per terra. Tamburello (tambourine), un po? di sonagli attaccati da qualche parte. Suonati con le mani o, raramente, attaccati all?asta scorrevole del charleston, che rende possibile suonarli con il pedale dello stesso. Campanaccio (cowbell), placca ripiegata ?a campana?, ottima per accompagnamenti funky. Crash (crash cymbal), piatto dal tipico suono fragoroso. Usato per iniziare una battuta in particolare o in controtempo per aggiungere tensione. Ride (ride cymbal), usato moltissimo nel jazz, un piatto enorme suonato con la punta della bacchetta, progettato apposta per dare il tempo. Si pu? suonare anche aulla parte centrale, o campana (ride bell). Splash (splash cymbal), piatto dal suono breve e molto acuto. I Korn lo utilizzano parecchio, ultimamente. China (chinese cymbal), piatto concavo dal suono sguaiato. Usato appropriatamente, ? molto bello. Batteria moderna (jazz, rock e derivati) ? impostazione per destri Mano sinistra: Battito sul rullante Mano destra: Tempo su charleston o su un piatto (ma non solo) Piede destro: Cadenza sulla cassa Piede sinistro: Apertura/chiusura del charleston, oppure controllo di un secondo pedale sulla cassa Per farla semplice, la mano destra colpisce uno strumento d?accompagnamento in modo regolare. Solitamente, ci si regola sulla resistenza del batterista per sapere se i colpi dati in una battuta sono quattro, otto o cos? via, ma essendo su computer, decidete in base al dinamismo che volete conferirgli. L?altra mano si occupa desclusivamente del rullante, che suona molto spesso sulla terza semiminima della battuta nei generi derivati dal rock. Un esempio di uso misto delle mani ? dato dai primi due album dei Machine-Head. Il piede destro si occupa SOLO della cassa, ed ha comunque una resistenza limitata, essendo un piede. Sull?utilizzo del piede sinistro c?? comunque molto da dire, come per esempio che il batterista dei Def Leppard, famoso per la sua sfortuna e la sua determinazione, dopo aver perso un braccio in un incidente, ha deciso di costruirsi un pedale sinistro che, opportunamente collegato ad una bacchetta, battesse sul rullante al posto dell?arto mancante. Da ricordare: - Le mani sono solo due. Possono andare a velocit? esagerate, ma rimangono due. Evitate quindi passaggi in cui le parti suonate con le mani sono contemporaneamente tre o pi?. - Stesso discorso per i piedi, con una limitazione di velocit? pi? marcata. Evitate anche di usare una sequenza di colpi alla cassa eccessivamente veloce ed una spedalata sul charleston: ? impossibile. - Il charleston si pu? suonare chiuso solo finch? c?? il piede sinistro libero che poggia sul pedale, altrimenti rimane aperto e si suona aperto. Certo, il doppio pedale si usa solo nel Metal o nel Punk, quindi tenete presente questo punto ed usate le ?rullate? di cassa solo in questi generi: in altre occasioni suonerebbero molto inappropriate.
  5. Con questa lezione, inizieremo a parlare, finalmente, della struttura MIDI. Cos'? un MIDI, come funziona, cosa bisogna sapere di essenziale per crearne, etc etc... Al solito, per ogni domanda non esitate a postare! Buono Studio. 4_midi.rtf MIDI A differenza di una normale registrazione audio, il MIDI funziona grazie ad un'evoluzione del semplice codice binario: su una "tabella" vengono annotati i volumi, le altezze e le durate delle note, mentre i timbri sono forniti dalla scheda audio attraverso i propri driver MIDI. La qualit? della riproduzione dipende quindi dalla qualit? dei driver (e, quindi, della scheda). Canali e patch Il canale midi ? la traccia audio sulla quale sono registrati i suoni. Normalmente se ne dispone di 16 contemporaneamente. Si pu? semplificare l'idea considerando il canale come sede di una linea melodica. Esempio: per fare un brano rock sono necessari almeno tre canali: uno per la chitarra, uno per il basso, uno per la batteria (per le percussioni vale un discorso a parte, il canale 10). Questo esempio ci porta al discorso seguente... Patch ? letteralmente traducibile come "timbro". Il timbro ? il particolare suono di un particolare strumento, e ve ne sono la bellezza di 127 disponibili. Ad un canale pu? essere assegnata una ed una sola patch alla volta, e il tutto ? semplificato dal fatto che ? possibile cambiarla in qualsiasi momento, eliminando cos? (temporaneamente) gli strumenti inutilizzati dal MIDI. Una particolarit? ? rappresentata dal canale 10, universalmente riconosciuto come canale delle percussioni. La differenza consiste anche nel fatto che ogni tasto riproduce un timbro differente. Ad esempio, il DO della quinta ottava ? la cassa della batteria, il DO diesis (o RE bemolle, a seconda di come lo vedete) ? il Rim Shot (vi spiegher? cos'? solo su richiesta), il RE ? un rullante e cos? via. Patch: 0 - Pianoforte Grancoda 1 - Pianoforte 2 2 - Pianoforte Grancoda "elettrico" 3 - Pianoforte Honky-Tonk 4 - Piano Elettrico 1 5 - Piano Elettrico 2 6 - Clavicembalo 7 - Clavicordo 8 - Celeste 9 - Glockenspiel 10 - Carillon 11 - Vibrafono 12 - Marimba 13 - Xilofono 14 - Campane tubolari 15 - Dulcimer (Cimbalom) 16 - Organo Hammond 17 - Organo "Percussive" 18 - Organo Rock 19 - Organo a canne 1 (da chiesa) 20 - Organo a canne 2 21 - Fisarmonica 22 - Armonica a bocca 23 - Bandoneon (Fisarmonica da tango) 24 - Chitarra acustica 25 - Chitarra folk 26 - Chitarra elettrica (jazz) 27 - Chitarra elettrica (pulito) 28 - Chitarra elettrica (stoppato) 29 - Chitarra elettrica amplificata 30 - Chitarra distorta 31 - Armonici 32 - Basso acustico 33 - Basso elettrico (dita) 34 - Basso elettrico (plettro) 35 - Basso senza tasti (fretless) 36 - Basso Slappato 1 37 - Basso Slappato 2 38 - Basso Sintetizzato 1 39 - Basso Sintetizzato 2 40 - Violino 41 - Viola 42 - Violoncello 43 - Contrabasso 44 - Tremolo di archi 45 - Pizzicato di archi 46 - Arpa 47 - Timpani 48 - Ensemble d'Archi 1 49 - Ensemble d'Archi 2 50 - Archi sintetizzati 1 51 - Archi sintetizzati 2 52 - Coro 53 - Voce solista 54 - Voce sintetizzata 55 - Strappata orchestrale 56 - Tromba 57 - Trombone 58 - Tuba 59 - Tromba con sordina 60 - Corno francese 61 - Insieme di ottoni (trombe, tromboni, corni e tuba) 62 - Ottoni sintetizzati 1 63 - Ottoni sintetizzati 2 64 - Sax Soprano 65 - Sax Contralto 66 - Sax Tenore 67 - Sax Baritono 68 - Oboe 69 - Corno inglese 70 - Fagotto 71 - Clarinetto 72 - Ottavino 73 - Flauto traverso 74 - Flauto dolce 75 - Flauto di Pan 76 - Bottiglia (avete mai provato a soffiare radenti al collo di una bottiglia?) 77 - Shakuhachi 78 - Fischietto 79 - Ocarina 80 - Lead (onda quadra) 81 - Lead (onda a dente di sega) 82 - Lead (calliope) 83 - Lead (chiff) 84 - Lead (charang) 85 - Lead (voce) 86 - Lead (quinte) 87 - Lead (lead + basso) 88 - Pad (new age) 89 - Pad (warm) 90 - Pad (polysynth) 91 - Pad (coro) 92 - Pad (bowed) 93 - Pad (metallico) 94 - Pad (halo) 95 - Pad (sweep) 96 - FX (pioggia) 97 - FX (colonna sonora) 98 - FX (cristallo) 99 - FX (atmosfera) 100 - FX (bright) 101 - FX (goblins) 102 - FX (eco) 103 - FX (fantascienza) 104 - Sitar 105 - Banjo 106 - Shamishen 107 - Koto 108 - Kalimba 109 - Cornamusa 110 - Violino "fiddle" 111 - Shanai 112 - Campanelli 113 - Agogo 114 - Steel Drums 115 - Block di legno 116 - Tamburi Taiko 117 - Tom (coprono tutte le altezze dei Tom della batteria) 118 - Tom sintetizzati 119 - Piatto rovescitao (il suono di un piatto Crash riprodotto al contrario) 120 - Tasti della chitarra (il rumore della dita che si spostano sui tasti) 121 - Respiro 122 - Mare 123 - Uccellino 124 - Telefono 125 - Elicottero 126 - Applauso 127 - Sparo
  6. In questa terza lezione inizieremo a guardare per benino la struttura di un pentagramma, in particolare dei gruppi di battute, come si possono strutturare le vostre canzoni, etc etc... Come al solito, per qualche domanda posso rispondervi. Buono Studio. 3_strutturaenomenclatura.rtf Struttura e Nomenclatura Vi siete gi? resi conto che una base musicale non ? suddivisa solo in note, ma anche in battute. Vengono per? tenuti in considerazione anche i gruppi di battute, che conferiscono un senso ai vari spezzoni della musica. I gruppi in questione non hanno un nome unico, bens? un'etichetta che dipende dal senso che hanno all'interno della canzone. "Introduzione", come il nome stesso suggerisce, ? l'inizio del brano. La sua funzione ?, appunto, introdurre, partendo (pi? spesso) dal silenzio o (pi? di rado) da un'altro brano. Un'introduzione improvvisa conferisce immediatezza e tensione, mentre un' introduzione graduale e progressiva ? pi? adatta per i contesti d'atmosfera e/o pi? tranquilli. Spesso si usano le dissolvenze (fade-in). "Strofa" ? comunemente chiamato il tratto del brano in cui la linea melodica prevale leggermente su quella armonica. Nelle canzoni propriamente dette, la strofa ha la peculiarit? di avere un cantato variabile nell'ambito di una canzone: il testo, in genere (le eccezioni sono comunque molto numerose), viene ripetuto cos? com'? una sola volta lungo la canzone, mentre il resto della strofa ? ripetuto un certo numero di volte. Caratteristica portante ? la prevalenza di una linea melodica sul resto. "Ritornello" ? quello che viene chiamato da alcuni "il fratello conformista della strofa". Esso viene genericamente ripetuto un certo numero di volte nel medesimo modo, ovvero senza cambiamenti di rilievo, al contrario della strofa. In genere, la linea armonica tende a coprire, senza nascondere, la melodia (comunque sono due linee differenti da quelle della strofa, che tendono ad enfatizzare le emozioni che vogliono essere trasmesse). ? la pi? significativa parte della musica. "Bridge" non ? strofa n? ritornello. Rappresenta una profonda variazione di linea armonica e melodica, che pu? esaltare al massimo l'impressione che il pezzo si propone di trasmettere, oppure stabilire un drastico calo di tensione. ? una sezione facoltativa, che consente una grande libert? di esecuzione ma non va usato che una o due volte in un pezzo. ? altres? possibile creare pi? di un bridge, ma ricordatevi che costituisce una sorta di parentesi, e, come tale, prima o poi deve essere chiusa. "Coda" ? chiamata, propriamente, la (facoltativa) parte finale del pezzo. Ci sono le code che tendono a smorzare gradualmente gli strumenti, le dissolvenze (fade-out), le chiusure improsvvise dopo un incalzante aumento di ritmica, e molti altri tipi. Ripeto, ? facoltativa: non ? necessaria, ma ? un tocco di classe. Nei normali BGM per RPG, la coda ? inesistente, perch? si tende a mettere il pezzo in loop (ovvero, a un certo punto, si ritorna all'infinito all'inizio della sezione principale).
  7. Eccoci alla seconda parte sulla lezione di armonia. In questa lezione si approfondiranno le tematiche trattate nella lezione precedente. Abbiamo visto cos'? un Accordo, cosa sono Toni e Semitoni, e un po' di simbologia del pentagramma. In questa lezione sono spiegati concetti come Linea di Basso, Giri Armonici, e soprattutto i passi fondamentali per creare una melodia orecchiabile e che non stoni. Per le domande sono sempre qui. Buono studio. 2_armoniaparteseconda.rtf Armonia - Parte Seconda Bassline La ?linea del basso? contribuisce a riempire il suono complessivo. Solitamente, si tratta di una sequenza di note (di ritmatura non importante) costituite dalla fondamentale dell?accordo (ovvero la prima dal basso) , ma se si vuole ottenere il massimo, ? doveroso esaminare ogni volta in cui si inserisce una nota del basso e valutare le alternative. Per avere un?idea di un giro di basso con i gli attributi, ascoltate un qualsiasi pezzo degli Iron Maiden. Vi renderete conto che basso e chitarre, nelle parti senza voce, hanno un?impostazione differente, ed ? uscito un risultato decisamente convincente. Giri armonici Siamo giunti al punto critico: come far s? che gli accordi diventino una sequenza? Premetto che non esistono regole scientifiche per ottenere delle sequenze, e si basa tutto su due fattori principali: il caso e l?osservazione. Il primo lasciamolo perdere, in quanto non necessita di spiegazione; il secondo ? l?esperienza nell?ascolto, l?identificazione e la raccolta delle sequenze di accordi esistenti ed incorporate in altri pezzi. Vogliamo fare un esempio? Avete presente ?Almeno stavolta? di Nek? Ha lo stesso giro armonico di ?Still Waiting? dei Sum41, che ha lo stesso giro di ?Hunting high and low? degli Stratovarius, che si ispirano continuamente a Bach, il quale ? considerato uno dei pi? grandi compositori, se non il pi? grande, proprio perch? sembra non aver preso da nessuno. Certo, questo si chiama copiare, ma ci interessa solo avere un?idea di quanto l?esperienza possa aiutare. Magari con pi? discrezione ed utilizzandola solo per avere un?idea da cui partire, invece di copiare pedissequamente, ma aiuta. Un esempio molto generale di giro armonico? Il giro di Do. Armonizzare una melodia, istruzioni passo-passo La prima cosa da fare ? ideare una melodia. Certo, non ? facile, ma ? il punto da cui si parte sempre. Al massimo, se vi manca un riferimento, provate a spostare questo procedimento dopo la stesura degli accordi, ma non vi garantisco un risultato perfetto. Stesa la linea melodica, passate alla stesura della linea armonica. Ricordatevi quali note possono essere sostenute da quali accordi (se non ve lo ricordate, provate a sentire il risultato: ve ne accorgerete subito se qualcosa non va). Ricordate innanzitutto: gli accordi devono contenere le note della melodia sovrastante. Durante l?armonizzazione, ecco i procedimenti che non potete saltare: - Non partite con troppe alterazioni se non siete troppo ferrati. Partite sempre da tonalit? semplici, al massimo con uno o due diesis in chiave. Vorrei ricordarvi che molti dei pezzi conosciuti ai pi? hanno al massimo due alterazioni. - Stabilite tonalit?, maggiore/minore e tempo del pezzo. Se non ve l?ho detto prima, sappiate che per ?tempo? intendo la quantit? di note possibili in una battuta. Di norma, si parte dai 4/4, ma io, su midi ed in saletta, vado quasi sempre su tempi dispari, come 7/8, 5/4 e cos? via, fino anche a tempi variabili, spesso con una battuta di 7/8 ed una di 9/8. - Provate e scrivete la linea melodica. - Effettuate un?analisi della struttura, anche minima. - Decidete la velocit? del pezzo. - Stabilite i cosiddetti ?punti forti? del pezzo, dove porre particolari accentuazioni, variazioni nell?accordo o intromissione delle percussioni.
  8. Ecco la prima lezione della Facolt? di Musica, che vi introdurr? ai concetti fondamentali per la composizione. ? stata scritta da Eneman qualche anno fa, ma per qualsiasi domanda potete pure rivolgervi a me. Buono studio. 1_cennidiarmonia.rtf Cenni di Armonia Questa ? una parte necessaria sia per i neofiti del pentagramma sia per chi ha gi? imparato un minimo a comporre: l'armonia ? in soldoni la capacit? di sovrapporre pi? note, generando suoni appunto "armonici", non discordanti. O meglio, accordi. Un accordo ? sostanzialmente l'effetto sonoro di due o pi? note che suonano contemporaneamente. Naturalmente, le due note dovranno essere tali da generare insieme un bel suono, non dissonante. Un esempio chiaro ? fare suonare insieme il do e il mi. Per ottenere gli accordi, bisogna soprattutto individuare i criteri con cui assemblare le note, e la spiegazione qui di seguito serve proprio a questo. Intanto prendete il libro di musica delle medie e cercate i capitoli sulle scale musicali. Provate a ricomporle con l'editor midi e fate delle composizioni di scale sovrapposte (per esempio, sovrapponete la scala di Do maggiore e di Fa maggiore). Noterete che, mentre alcune sovrapposizioni risultano gradevoli, altre sono inascoltabili. Questo esempio vale pi? di trenta post di spiegazioni (inoltre, un'eccessiva teorizzazione della faccenda rischia di annoiare gli esperti e scoraggiare i neofiti). Nel frattempo, vi ripeto di guardare (con la dovuta calma) la parte del vostro libro di musica delle medie relativa alle scale, maggiori e minori. Finito? Bene, adesso possiamo iniziare con gli accordi propriamente detti... Una legge non scritta della musica descrive cos? gli accordi: "Gli accordi si costituiscono sovrapponendo a una nota intervalli di terza in successione". Ricordo intanto ai neofiti che un intervallo di terza indica la distanza di tre toni tra le note (l'esempio ? il gi? citato accordo do + mi). L'esempio che vi propongo per avere il primo criterio su cui basarvi ? questo midi chiamato "prova 1". Per un altro esempio, fatto sulla tonalit? di Do minore, sentite anche il midi "prova 2". Vi risulter? chiaro che non si possono sovrapporre a capocchia terze maggiori su terze maggiori e terze minori su terze minori, pena una sempre crescente dissonanza. Per dimostrarvi comunque che il concetto delle terze ? valido, anche se fino a un certo punto, prendiamo ogni nota della scala di do maggiore e sovrapponiamoci le due terze successive: (prova 3). Ora cerchiamo di modificare il teorema di cui sopra basandoci sulle osservazioni appena fatte: sulle note Do, Fa e Sol abbiamo la successione di, in ordine, una terza maggiore e quindi una minore, mentre per il Re, il Mi e il La abbiamo l'opposto. In entrambi i casi, la somma delle distanze tra la prima e l'ultima nota d? origine a una quinta. Solo nel caso del Si, la distanza ? inferiore, in quanto la sovrapposizione ? di due terze minori, e rappresenta un caso a parte (la distanza ? chiamata "quinta diminuita"). Queste successioni, comunque, sono classificate con il nome di "Triadi" (rispettivamente, Maggiore, Minore e Diminuita). Naturalmente, le triadi sono gli accordi di stampo classico che vi propongo come punto di partenza, ma non sono gli unici accordi ammissibili. Anzi, per certe situazioni si usano le cosiddette quadriadi, ovvero accordi di 4 note (prova 4). Caratteristica importante ? la dissonanza tra due delle 4 note sovrapposte, che pu? tornare utile in determinati momenti (un esempio? avete presente il tema dell'assassino di "Psycho"? Gli archi sono composti facendo perno sulla dissonanza!. In altre parole, vi consiglio di usare le eventuali dissonanze a vantaggio dell'atmosfera della musica. Per quanto riguarda il quadro generale, questo ? tutto. Esercitatevi a sperimentare accompagnamenti usando le triadi ed eventualmente le quadriadi, quindi fatemi sentire le vostre prove. Cos? riuscir? ad apportare le eventuali correzioni molto pi? efficacemente rispetto allo spiegare una volta per tutte un impersonale metodo, oltre che a rispondere ad ogni vostra eventuale domanda in materia. La parte che segue ? stata aggiunta da Alex: Mi piacerebbe aggiungere qualcosa. Forse "un p?" pi? difficile, ma non cos? tanto. Dopo aver capito cos'? una accordo (non importa se di 2, 3 o 14 note differenti), vi sono altri due passaggi principali. Il primo ? capire le differenze tra gli accordi. Il secondo sono le "regole" classiche per metterli insieme. In una parola, "l'Armonia Classica". Ma per ora vorrei iniziare a parlare del primo punto: Quali sono le differenze tra gli accordi? Prima di tutto, considerate che ogni accordo ha una nota "fondamentale". Prendiamo, per i nostri esempi, il DO. Come Eneman ha spiegato, due o pi? note suonate insieme danno un accordo. Perci? DO+MI ;e un accordo. Un bicordo, per essere precisi. Ora, qual'e la differenza tra DO+MI e DO+MIb (che sartebbe MI-bemolle)? DO+MI ? chiamato Maggiore, DO+MIb minore (d'ora in poi, M e m). Cosa rende una terza M o m? ? il numero di semitoni. E cosa diavolo ? un semitono? ? il pi? piccolo intervallo possibile. Tanto per capirsi:. tra DO e DO# (DO-diesis) c'? un semitono. tra DO e RE ci sono due semitoni (C-C# e C#-D) (Quindi un tono -NdEneman). tra DO e MI ci sono quattro semitoni (C-C#, C#-D, D-D# e D#-E) (Se la matematica non ? un'opinione, quattro semitoni -NdEneman). Perci? all'interno del bicordo DO+MI ci sono 4 semitoni, mentre in DO+MIb solo 3. Questo ? quanto: una terza con 4 semitoni ? detta terza M, terza m se con 3. Stessa cosa per le quinte: una cosiddetta "quinta giusta" ha 7 semitoni. Volete una lista pallosa? Eccoci qua! ? il nr. di semitoni, il nome del bicordo risultante e l'esempio in note basato sul C. 0 - unisono (DO-DO) 1 - seconda minore (DO-REb) 2 - seconda Maggiore (DO-RE) 3 - seconda aumentata (DO-RE#) O terza minore (DO-MIb) 4 - terza Maggiore (DO-MI) 5 - terza aumentata (DO-MI#) O quarta giusta (DO-FA) 6 - quarta aumentata (DO-FA#) O quinta diminuita (DO-SOLb) 7 - quinta giusta(DO-SOL) 8 - quinta aumentata (DO-SOL#) O sesta diminuita (DO-LAb) 9 - sesta Maggiore (DO-LA) 10 - sesta aumentata (DO-LA#) O settima minore (DO-SIb) 11 - settima Maggionre (DO- 12 - ottava (DO-DO1) Direi che per i bicordi ? sufficente. E che ne dite sei tricordi, che sono i pi? "famosi"? Un Tricordo ? la sovrapposizione di due bicordi. Ad esempio, DO+MI ? un bicordo e MI+SOL un altro (con il MI in comune). La risultante sovrapposizione ? DO+MI+SOL. Questa roba ? pi? nota come "Accordo di DO Maggiore". Contiene 3 diversi intervalli: 1) DO-MI (3za M) 2) MI-SOL (3za m) 3) DO-SOL (5ta) Questi sono quelli che daranno il nome ai nostri tricordi. Come? B?, direi che ? arrivato il momento di una bella lista dei "Termini e Abbreviazioni Usate" (a proposito di liste pallose). b o (-) - significa nota "bemolle". # o (+) - significa nota "diesis". ?b or ?# - dove "b" o "#" ? suffisso, identifica una nota (es. SIb =SIB bemolle,.DO# = DO diesis). b? or #? - dove "b" o "#" ? prefisso, ? la posizione relativa della nota (es. b7 = settima con bemolle, #5 = quinta con diesis). Maj - o "M" significa accordo "Maggiore". min - o "m" significa accordo "minore". R - si riferisca alla nota "fondamentale". Si riferisce alla "nota di base" o chiave. dim - significa accordo "diminuito". aug - significa accordo "aumentato". sus - significa accordo "sospeso". add - significa nota "aggiunta". E ora, affrontiamo i soli accordi principali in DO, i loro "bicordi formativi" e i loro nomi comuni (tutti sarebbero troppo, in questa fase). DO+MI+SOL | 3za M + 3za m | DO DO+MIb+SOL | 3za m + 3za M | DOm DO+SOL | 5ta | DO5 DO+FA+SOL | 4ta + 2da M | DOsus4 DO+MI+SOLb | 3za M+ 3za dim | DOdim5 DO+MI+SOL# | 3za M + 3za M | DOaug5 L'unico intervallo nuovo che vediamo ? "3za dim". Perci? un'ultima cosa sui bicordi. Potete (principalmente) avere 6 tipo diversi di accordo usando 2 note: dim- | dim | m | M | aug | aug+ Perci?, se un bicordo con 4 semitoni ? chiamato 3za M, avrete: 3za dim- | 1 semitono 3za dim | 2 semitoni 3za m | 3 semitoni 3za M | 4 semitoni 3za aug | 5 semitoni 3za aug+ | 6 semitoni Semplice! Semplicemente ogni semitono in pi? (o in meno) vi far? scorrere nell'intervallo dim-|aug+ . Ok, ora basta prima che qualcuno mi voglia uccidere. In futuro, io o Eneman vi mostreremo perch? tutta 'st? roba ? pi? utile di quanto non possa sembrarvi ora.
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