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..o lì dove chi è volato troppo in alto ha visto sfaldarsi le proprie ali. In questo topic ci si azzarda a toccare un argomento quasi proibito perchè fonte di scontri e flammate, quasi per combustione spontanea. Opinioni filosofiche-umanistiche-religiose. Nasce da un commento in home e visto l'acceso e ben educato interesse dei più, nonchè il troncafrasi del sistema notifiche (o come cisco si chiama), eccovi un topic dove parlarne. Si, ha il titolo un po' vago...ma sò ispirato. Il discorso stava opinionando su: "L'ateismo può essere considerato una religione?" Intanto do un mio stringato commento in proposito. Spesso si risponde agli atei citando più o meno consapevolmente una famosa frase che, grossomodo, insinua che il Negare Fermamente l'esistenza di una cosa implica che tentare di contrastare una cosa è come accettare che quella cosa esiste. Però è un'argomentazione debole, inutile, cioè...fuori luogo. Non è realmente un attacco all'ateismo. E' un modo per dire che "La convinzione totale di qualcosa è Fede, pertanto discriminare la convinzione fideista di un credente con un'altrettanta convinzione fideista è altamente vano e sciocco. Se non si vede una cosa, non si può dire con assoluta certezza che esiste o che non esiste." Al tempo se le davano di santa ragione sull'esistenza o meno di Dio, quindi io la interpreto come l'intento di far "abbassare la cresta" a chi impone il proprio Non Credo sentendosi più legittimati di chi impone il proprio Credo. Però non è un'argomentazione contro un Ateo mentalmente responsabile. Un ateo serio ritiene che dio non esista. Punto. Se non viene a romperti le bolas cercando di farti il lavaggio del cervello è del tutto fuori luogo rispolverare quell'antico aneddoto perchè è come rispondere agli ananas con le banane... non ha nessun contesto. Spesso l'ho visto usato così in altri forum ed è molto poco dignitoso. Fuori contesto direi. Personalmente sono tendenzialmente agnostico. Credo in Qualcosa e non mi prendo la briga di definirgli una forma univoca ed immutabile perchè penso che gli altri sei miliardi di umani al mondo non sono necessariamente tutti in torto. Io non ho la ragione assoluta ed ovviamente vale anche il contrario, ossia gli altri non hanno ragione. Per il mio ideale di mondo mi viene più naturale seguire delle ideologie/religioni che non chiedono un cuore sacrificale a messa, ed a dirla tutta nemmeno mi interessa ricordare al dio con una messa ogni domenica che mi sta simpatico. Lo sa, per dincibacco, e sa che c'ho da vive una vita. Sono del tutto consapevole, tuttavia, che credere in un dio o in una "Poesia aggiuntiva" alla vita fatta di atomi, è consolante. Ti trasmette una sensazione positiva che ritengo molto utile per vivere nella realtà concreta (da qui il mio agnosticismo del "se anche non esistesse, a me sta bene crederci comunque per mia scelta"). Non sono fatto per vivere una vita di sabbia, né sono fatto per pensare che ogni giorno che si invecchia si avvicina il Nulla. Questo svuota completamente il Senso di esistere e per me è qualcosa di terrorizzante. Certo, ogni singola forma vivente deve vivere e morire, ma sai... quando sei una cellula in sei miliardi di cellule, è un po' insignificante che tu sia vivo o meno, perciò vivere per "mangiare" è talmente riduttivo da ridurre in cenere il senso stesso della parola Vivere. Sono un essere senziente che sente queste emozioni ed il bisogno di uno scopo, pertanto seguo la mia natura ed accetto il bisogno di avere uno scopo aldilà della proseguzione della specie in maniera diretta. Se dio esiste, sa benissimo come mi ha fatto complicato. Se non esiste, accetto madre natura (scienza della causa-effetto o spirito inconsapevole) e mi creo uno senso di vita più colorato degli atomi puri. Per questo penso che gli Atei sono delle creature estreme tra due cose: Delle persone con un coraggio immenso, che non han bisogno di nessun appoggio soprannaturale per vedere un senso più alto della loro esistenza. Neanche solo un banale scorrere degli eventi sotto un'ottica meno soffocante aggiungendogli del mistico. Persone che non ne necessitano, perchè accettano senza remore la realtà così come la vedono, così completa e finita, fine a se stessa. La vivono totalmente da soli senza spiriti/dei/dio ad accompagnarli, con probabilmente altri valori che li sostengono o ideali sociali, o chessia. E poi i codardi terrorizzati talmente tanto dalla realtà da perdere ogni energia e decidere di smettere di credere. Smettere di sentire, percepire e sperare. Logorati ed indeboliti nell'animo fino a gettare ogni arma e vagare Atei nella nebbia di NULLA che li circonda. Come si evince, la prima tipologia di Atei è di tutto rispetto indipendentemente dal carattere del singolo individuo. Io rispetto chi ha una decisione, giusta o sbagliata che sia secondo i costumi attuali. Può essere un nemico o un alleato, ma ha comunque il mio rispetto perchè ha la propria vita in mano. E tendenzialmente non avranno bisogno di convincervi che dio non c'è se sono sereni con la loro idea... perciò sono anche persone civili, che al massimo coglieranno le occasioni che si presentano per esporre il loro pensiero come facciamo tutti. Dai, magari si infervorano pure, ma sono homini sapiens sapiens come tutti dopotutto. La seconda tipologia invece penso che si può considerare qualcosa di simile ad una "religione comoda" come tante altre, e come era stato chiesto nell'imput iniziale in Home. La religione è un'idea condivisa da più individui basata su qualcosa di non dimostrabile, che porta con se usanze, cultura e fedeli. Se non è considerabile una religione per l'assenza di "riti" precisi, è certamente considerabile una Filosofia, col problema che in genere 'sti individui tenteranno di "convertirvi" alla loro filosofia. A quel punto la differenza è talmente sottile che non sarebbe così assurdo ritenerla una religione, in un modo di dire popolare. Comunque di base non riterrei l'Ateismo una religione, ma una filosofia. Guai ai convertitori però, che tra Convertitori di iseali/religioni o filosofie, io non ci vedo NESSUNA differenza concreta.
