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Glesion

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  1. Si, parte artistica nel senso di design e non semplicemente "grafica" assolutamente è giusto considerarla, io la includevo più o meno nella "coerenza"; poi ovviamente è quasi da sottointendere visto che rientra praticamente in tutti i criteri, quindi ambientazione, musica, tempistiche... ogni cosa viene fuori meglio se fatta con un certo gusto, come dici tu (migliorando di conseguenza l'insieme).

     

    Quel meme è sempre fantastico XD

  2. Più che la restrizione a R&G, per me la limitazione più grande stava nel dover semplicemente rifare una scena già esistente, con dialoghi già scritti, eventi già fatti. Io l'idea ce l'avevo, anche semplice da realizzare, ma non sono nemmeno partito sapendo che sarei andato contro i criteri, che prevedevano l'esatta riproduzione di una scena a scelta.

    Avrei quindi partecipato al 100% se il contest fosse stato più libero? Non posso saperlo, in questo periodo ho anche aperto il topic sulle mie poesie, e forse avrei comunque ignorato il contest; è più probabile che io -come altri, magari- avrei partecipato se fosse stato così? Penso di si.

     

    I criteri alla fine erano quelli, secondo me il divieto di reinterpretare o rivisitare qualsivoglia aspetto della scena è quello che ha sminuito il contest; poi se proprio si volevano considerare solo ed esclusivamente la parte tecnica e la coerenza, si potevano tranquillamente ignorare le eventuali rivisitazione, ma addirittura vietarle...

     

    E chiudo qui, le mie opinioni le ho date, ora si attendono i giudizi dei giudizievoli giudici ^^

  3. Io sono d'accordo con Lollo sulle modifiche al contest: se proprio si vuole mantenere un tema tanto specifico (come ha spiegato Dax molto dettagliatamente), almeno si dovrebbero lasciare più liberi i modi, permettendo interpretazioni, rivisitazioni, anche parodie volendo; tanto sarebbe comunque una cutscene, e andrebbero sempre curati gli stessi identici aspetti, ma lasciando un po' più libertà -almeno nelle modalità-.

    Lollo ha detto di aver avuto un'idea e di non averla portata perché sarebbe stata fuori gara, io praticamente anche, e siamo già in 2; poi quelli che non hanno partecipato per impegni di studio, e siamo già ipoteticamente in 6, per dire.

     

    Per quanto riguarda il discorso di Alice: vogliamo essere puntigliosi? Come faccio io a sapere che l'ambientazione sia il 1300? Nel 1300 c'erano dei criceti che davano feste? Non credo. È una rivisitazione e reinterpretazione -fantasy- della scena che si è svolta nel 1300? Si. È pertanto da considerarsi fuori gara? Beh ragazzi, Alice ha citato il regolamento, e mi ha fatto notare che è stato addirittura modificato: originariamente c'era scritto che queste rivisitazioni erano "sconsigliate"; ora c'è scritto di "evitarle".

    Quindi, ero pronto a dire che, sebbene la rivisitazione era sconsigliata, cmq la cutscene di Alice era meglio, così mi spiace, ma... eh.

    Anche perché mi pare molto una furbata il dire di aver dato solo "un'impronta personale": cioè io avrei potuto fare un ambientazione del 1300, fare 2 robot volanti spara-missili e chiamarli Romeo e Giulietta, e sarebbe andato bene così, perché ho mantenuto ambientazione e personaggi? Mah, mah.

     

    Ad ogni modo, se proprio vogliamo attenerci in maniera così stretta al regolamento, le scene mi sono durate più di 5 minuti, entrambe (leggendo i dialoghi, osservando tutto ecc.). Quindi? Entrambe fuori visto che il regolamento specificava massimo 5 minuti? Dai, su XD

     

    Detto questo, visto che sono i giudici a decidere, e Dax ha detto che la cutscene è valida, mi fermo qui, rinnovando ancora i complimenti.

    Alice, non me ne volere, la scena è comunque fatta molto bene ;D

     

     

    @Moon, secondo me non è vero che un tema più limitato aiuta a non perdere tempo, anzi, riduce drasticamente la probabilità di avere un'idea originale, o comunque l'ispirazione necessaria, il che si sa, motiva e aiuta sicuramente a lavorare più speditamente.
    Ma concordo sulla questione Lollo-Dax, il pubblico vuole SAPEREH!

  4. Beh, se avessi partecipato sarei arrivato sicuramente sul podioh! XD

     

    Battute a parte, parto col fare i complimenti ai due partecipanti, anche se avrei sperato -come tutti, credo- in più lavori consegnati.

     

    Un paio di appunti sulle cut-scene,

     

    e, mi vogliate perdonare, ma dico per prima cosa che, sebbene il regolamento lo permettesse, i messaggi da mandare avanti manualmente sono davvero una cosa spiacevole, e mi riferisco ovviamente ad entrambi i lavori; semplicemente, a mio avviso, una cutscene deve andare avanti da sola, messaggi inclusi, altrimenti si tratta di un semplice evento di gioco.

    Anche perché la musica viene sminuita: in un tool che già limita la parte grafica, privarsi anche dell'accompagnamento della musica in una cutscene, per me non è molto saggio; specialmente se il loop è molto evidente, in quanto la musica utilizzata ha un inizio ed una fine molto diversi tra loro, si rischia addirittura che la musica vada in contrasto con la scena stessa.

    Ma vabbè, opinione mia.

     

    Per il resto, non essendo questo un topic di giudizi, mi limiterò a dire di aver preferito la cutscene di Alice, semplicemente perché è più dinamica, più coerente (senza offesa Killveran, ma a un certo punto viene detto di andare a combattere da un'altra parte per evitare di stare in mezzo alla gente, e la mappa è letteralmente vuota XD), e tecnicamente più precisa (all'inizio in quella di Kill flasha la mappa prima di sparire, il cadavare del tizio scompare prima di essere completamente dietro al tetto...).

     

     

    Già detto troppo, rinnovo i complimenti -e le scuse a Killveran per i giudizi non richiesti-!

     

     

    Per quanto riguarda il cutscene contest in generale,

     

    onestamente mi sento di rinnovare i dubbi che avevo espresso anche nel topic originale: il tema dovrebbe essere più generale: non dico che Romeo & Giulietta sia un tema piccolo, ma sicuramente troppo ristretto.

    Poi secondo me, dover semplicemente riprodurre una scena già esistente, escludendo peraltro possibili universi alternativi, o comunque interpretazioni personali... almeno per me è proprio il contrario di "attrattivo", perché a quel punto il tutto si limita a trovare/creare le risorse grafiche, copia-incollare le frasi dalla tragedia e impostare qualche evento.

    In parole povere, togli la parte di creatività... poi che Alice abbia creato un mondo di topi è un altro discorso XD Però appunto, io vorrei leggere il contest, avere un'idea originale e di conseguenza un'ispirazione, e a quel punto partecipare; così, di originale non può esserci molto, addirittura io avevo capito che non fosse valido nemmeno creare un mondo alternativo come ha fatto Alice (o che comunque fosse sconsigliato).

     

    Capisco che il riprodurre coerentemente una scena fosse proprio il fulcro del contest, ma a questo punto non limitarmi ad una singola tragedia, che magari non piace nemmeno: perché non permettere di scegliere liberamente una scena da un libro, un film, o qualsiasi altra cosa; alla fine questo era un "Valentine's Contest", non un "Romeo&Giulietta Contest", no? Chiaro che il problema passerebbe ai poveri giudici, che dovrebbero andarsi a leggere/vedere tutte le scene scelte per poter giudicare, però si potrebbe dare prima una scadenza per comunicare la scena scelta, e poi la scadenza di consegna normale.

    Rigorosamente imho.

     

     

    Mi sono accorto dopo di aver scritto troppo, metto sotto spoiler per non prendere troppo spazio ^^'

  5. Nono assolutamente, poi ovviamente il bilanciamento gameplay/narrazione può variare da parte a parte e da zona a zona; generalmente vorrei lasciare le parti più ampie del gameplay (ovvero quelle delle zone ostili), quindi dove si combatte, si fanno quest e si esplorano i dungeon, il più libere possibile dalla narrazione, che dovrebbe intervenire appunto all’inizio e poi solo se si incontrano npc e boss.

    Nel breve intervento narrativo iniziale non voglio guidare il giocatore, ma presentare un minimo la zona, con dei dettagli che magari non posso mostrare per i limiti grafici, o per ricapitolare gli obiettivi, come le quest da fare, o la successiva destinazione.

     

    Comunque farò dei test, e vediamo cosa viene fuori!

     

    Una cosa che mi ero dimenticato di scrivere: le scelte multiple cercherò di gestirle come i dialoghi, anche queste scrivendole in modo da poterle intercambiare liberamente.

  6. Allora, finita al 100% la cutscene iniziale, con la protagonista che esce dalla casa, inizia per davvero il gameplay. Come avevo già detto, fino ad un certo punto il gioco esiste già, quindi non ci sono problemi sotto quel punto di vista, ma devo ancora iniziare a scrivere la parte II del capitolo I, principalmente perché sto pensando a come integrare la poesia al gameplay.

    Non sarebbe una questione così ostica, se non per il fatto che sia una narrazione "dal futuro"; ho quindi pensato a 2 possibili vie da seguire:

    -la prima è molto più accessibile, e consiste nell'escludere dal racconto le sezioni di gameplay, generalizzandole; ovvero, scrivere -per esempio- all'entrata di una città "Entrammo nella città x, dove ci sono a, b, c punti di interesse, e passammo del tempo ad esplorarla", e poi far giocare normalmente il gioco, con i dialoghi tradizionali ecc. (un po' come FF X, che è a conti fatti tutto un flashback, senza però darlo a vedere);

     

    -la seconda è quella più ardua, e consiste nel fondere il gameplay con la narrazione. Qual è l'idea di base? L'idea si basa sul fatto che le parti sulla carta più difficili da narrare, ovvero quelle di esplorazione nelle zone come appunto città o villaggi (proprio perché ci sono tanti eventi interagibili), siano per l'appunto un insieme di eventi: entri, magari c'è una cutscene iniziale, poi parli con gli abitanti, poi vai dal fabbro, giri i negozi, prendi quest ecc. ecc.; e lo schema di rime che uso io va "a coppie", cioè appunto le rime cambiano ogni 2 strofe, non come potrebbe essere una rima incatenata, in cui ogni terzina si porta dietro una rima dalla precedente.

    Di conseguenza, supponiamo ci siano, in un villaggio, gli eventi 1, 2, 3, che possono essere dialoghi, negozi, qualsiasi cosa; se io scrivo un numero pari di quartine per ciascun evento, mantenendo lo stile del racconto, posso scrivere tutto in un ordine "canonico", e successivamente inserire le quartine di 2 in 2 negli eventi corrispondenti.

    Provo a spiegarmi meglio.

    In un villaggio ci sono 3 eventi: un tizio a caso, un venditore di ciabatte, e un evento di trama; l'ordine canonico supponiamo sia proprio questo, tizio-ciabatte-trama. Perfetto, io scrivo:

    -2 quartine ABC1-ABC2 sul tizio (mantenendo il racconto, quindi per esempio "Incontrai un tizio a caso, che mi disse "bla bla bla"");

    -2 quartine DEF1-DEF2 sul venditore di ciabatte ("Vidi un venditore, mi avvicinai e mi urlò in faccia "SCIABATTE! SCIABATTE SENZA SCIBOLA!", e parte l'evento del negozio);

    -4 (o ancora 2, o 6, basta siano pari) quartine GHI1-GHI2-JKL1-JKL2 sull'evento di trama.

     

    A questo punto spero sia evidente che queste 8 quartine si possano leggere in qualunque combinazione, perché lo schema di rime lo permette; quindi uno può fare prima la trama, poi il tizio e poi le ciabatte, o prima le ciabatte, e non ci sarebbero problemi.

     

    La prima cosa che mi è venuta in mente a questo punto è: ma se fai ripartire uno di questi eventi, ripartono le quartine? Non mi piacerebbe quest'evenienza, ma nemmeno il togliere la possibilità di rileggere i dialoghi; quindi semplicemente farò in modo che, reinteragendo con ogni evento, si legga solo la parte chiave, magari cambiando la finestra del messaggio.

    Per gli npc si leggerebbe quindi solo la parte del dialogo diretto, per altre cose vedrò di volta in volta.

     

    Per il resto non mi pare ci siano troppi ostacoli, alla fine ogni gioco si divide in cutscene, esplorazione di parti amiche ed esplorazione di parti ostili (dungeon, passaggi da una città A ad una città B ecc.); per quanto riguarda queste ultime, il gameplay prende il sopravvento sulla narrazione, nel senso che combattere, aprire scrigni e cose simili esulano dal racconto.

    Per esempio se si entra nella foresta forestosa, parte un piccolo incipit di narrazione "Entrammo nella foresta, ed era molto forestosa, vidi a, b e c, e ogni tanto anche d, ma il nostro obiettivo era x", e poi basta, a meno che non ci siano npc, eventi di trama o altro, per i quali agirei esattamente come per le zone amiche.

    Quindi arrivi al boss "Arrivammo infine ad x, e lui ci disse "fufufu", e il mio alleato gli rispose "afef"", parte la battaglia, fine.

     

    Potrei, in determinate occasioni, trasformare alcune quartine in terzine, o anche meno, oppure modificare la lunghezza di alcuni versi, per un semplicissimo motivo: è improbabile che ogni singolo evento del gioco possa essere descritto in 2 quartine, potrebbero bastarne anche meno; a quel punto potrei scegliere di fare 2 terzine AB1-AB2, o addirittura 2 specie di distici A1-A2.

     

    Che ne pensate? Sarebbe da vedere in pratica questo metodo, che per ora è solo teorico, ma secondo voi potrebbe funzionare?

  7. Dunque, ho appena finito la prima parte del primo capitolo, che ho appunto deciso di rendere l'inizio del capitolo, piuttosto che la fine del prologo (sebbene siamo ancora nell'ambito "cutscene iniziale").

    Ho un po' di cose da dire prima di lasciarvi alla lettura, chiedo perdono in anticipo nel caso mi dovessi dilungare troppo XD

     

    Per prima cosa l'aspetto tecnico della scrittura, così lo togliamo di mezzo che è noioso: ho deciso di porre una specie di linea di separazione ogni 10 coppie di quartine (ogni 20 strofe in pratica), che segna un cambio di rime; come si può notare e come ho già scritto poco sopra, l'ultimo verso di ogni quartina ha sempre la stessa rima alternata (ABC1-ABC2-DEF1-DEF2 ecc.), ed ho deciso di cambiare la coppia di rime dopo 10 ripetizioni, principalmente per 2 motivi:

    -avere più rime a dispozione, visto che alcune, dopo 10 volte che vengono ripetute, iniziano a scarseggiare;

    -staccare ogni 80 versi, un numero abbastanza regolare, che in caso mi permetterebbe anche di cambiare tempo o luogo del racconto; già da questa prima parte si potrà vedere il leggero sbalzo temporale, proprio in coincidenza con la linea di separazione immaginaria (che semplicemente rappresento con due righe vuote piuttosto che una sola).

    Ho cercato comunque di non far sentire troppo lo stacco, facendo rimare il primo 2 con il secondo 1 per assonanza.

     

    Inoltre vorrei spendere due parole sulla co-protagonista, che appunto viene presentata qui. Rispetto al gioco originale, l'ho completamente riscritta, come avevo tra l'altro anticipato; l'ho resa un po' più aggressiva ed impulsiva, un po' più "grezza" se vogliamo, ma, ovviamente, solo da questa parte è difficile carpirne bene il carattere.

    In più ho iniziato ad adattare attivamente i dialoghi ai personaggi: il tizio mascherato del prologo, per esempio, parlava in maneira abbastanza raffinata e criptica; la protagonista invece parla in maniera molto più semplice e lineare, senza anastrofi o giochi di parole in generale.

     

    Ed è stato particolarmente difficile riuscire a raccontare l'incontro tra i due protagonisti, con la voce del protagonista del futuro, senza alludere in nessun modo a qualsivoglia spiraglio di relazione tra i due, che -senza spoilerare se ci sarà o meno- al momento è assente; insomma, non "scocca la scintilla" nel momento in cui si vedono.

    Per esempio, la prima idea che mi è venuta in mente quando ho iniziato a scrivere l'incontro, era di voler associare ad un particolare profumo la protagonista, e sono quindi andato in un sito di fiori per leggerne il significato simbolico di ognuno, con lo scopo di evitarne qualunque con un significato vagamente amoroso (rose proibite, insomma XD).

     

    In ultimo, mi sono accorto di aver fatto una piccola gaffe nel prologo, che correggerò subito; si tratta letteralmente di una singola parola, un plauso a chi la trova!

     

    Potrei considerare di dare un nome a ciascuna parte all'interno dei capitoli, per ora lascio solo il numero romano; questa parte si potrebbe chiamare, per esempio, "L'incontro" - che banale-, e non penso ci sia tanto da commentare.

    Come sempre, se qualche passaggio non dovesse essere chiaro, potete pure chiedere delucidazioni, risponderò molto volentieri ^^

     

     

    Atto I

    -I-

     

     

    Quando ritornai in me, ignorando

    il dove e il quando ed il come, e cosa

    avvenne dacché le nubi mirai,

    per primi sentii passi, non il vento.

     

    Poi mi accorsi di stare riposando,

    dove chi per dormire il corpo posa,

    non tra l’erba, come già mi svegliai.

    Mi accinsi dunque, ad aprir lo sguardo,

     

    ma neanche una palpebra avevo aperto,

    che si arrestò quel battito ritmato,

    ed un verso sorpreso trasalì;

    poi riprese, con progressivo accento.

     

    E colsi ciò che nel verde deserto

    non v’era: non i fili che ho toccato,

    non lo specchio che vidi, né quel chi

    ch’io udii, ma da un profumo, come un dardo

     

    che è poi scoccato, e nel giglio prima

    è intinto, fui passato lievemente;

    quello mi disse di essere distante

    da nemiche mani o mal sentimento,

     

    e procedette l’occhio che dapprima

    s’andava schiudendo, l’altro rasente.

    Verde deserto fu verde sperante,

    mentre lo specchio fu meno bugiardo.

     

    E vidi, sopra me, il primo volto

    oltre al mio, il secondo a me estraneo:

    due occhi grandi e di color smeraldo,

    che mi fissavano con fare attento,

     

    e due fiocchi grigi; poi, solo molto

    rosa, che più del colore cutaneo,

    pingeva, di un grado poco più caldo,

    la leonina cornice; con ritardo

     

    poco maggiore scorsi le due piume,

    che per l’ancora più caldo colore,

    spiccavano di più in quel chiaro quadro,

    scendendo dall’orecchie senza stento.

     

    “Buongiorno!”, disse contenta, che il lume

    del viso riacquistò normal vigore;

    ed io, che forse poco più che ladro,

    o amico o fratello o un altro miliardo,

     

    potevo essere, a mia insaputa,

    domandai prima qual era quel posto.

    “Ti trovi a casa mia e di mia madre,

    di preciso sul mio letto, al momento.

     

    Sai, due giorni fa mi sono imbattuta

    in un losco tale, seminascosto

    da un albero ed altre piante leggiadre.

    Ho pensato fosse un qualche bastardo,

     

    tipo un predone, molto poco esperto;

    ma avvicinandomi mi sono accorta

    di non essere per nulla in pericolo,

    anche perché non c’era movimento.

     

    Infatti ho trovato te, che di certo

    avevi un motivo di qualche sorta,

    per avere quel vestito ridicolo,

    e svenire come neanche un vegliardo.”

     

    Cielo, quanto parla quella ragazza…

    almeno mi rispose, ed in più

    mi fece capire com’era andata;

    non potei io avere lo stesso intento,

     

    che la mente mia era come una piazza

    priva d’ogne monumento; in giù

    la vista già pósi, poiché celata

    a lei avrei tenuta, come un bardo,

     

    che tali fatti canta ed altri omette,

    la faccenda che accadde in precedenza…

    invero mi sembrava meno reale,

    ma irruppe lei, con qualche turbamento:

     

    “Che c’è, ti hanno messo delle manette

    alla voce? Almeno la decenza

    di rispondere a chi è stato ospitale!

    o sei veramente un tale infingardo?”

     

    Tanto fui sorpreso da tanta grinta,

    da essere quasi per me preoccupato,

    che mi resi conto di quante disse:

    fu mia salvatrice e mantenimento.

     

    Così le raccontai, e non per finta,

    quanto l’ombra mi aveva rivelato,

    ma non di quella o del perché venisse:

    tanto omisi, tanto crebbe l’azzardo.

     

     

    Parlammo sereni per qualche istante,

    io mi scusai per la scarsa iniziale

    riconoscenza, e lei più ampiamente

    spiegò tutto quanto andavo ignorando.

     

    Appresi lì qualche nome importante,

    come il suo e della sua città natale

    (Shauna ed Èxader rispettivamente),

    e di un altro luogo, molto più su,

     

    verso nord, dal quale forse vengo io,

    tanto i nostri nomi han simil’ maniera:

    Kàlen, la città che è sempre innevata,

    dove l’Ordine Celeste è al comando.

     

    Al che la ringraziai dal canto mio,

    e l’aria fu resa assai più leggera:

    “Bene, direi che mi sono stancata

    di stare qui dentro e forse anche tu,

     

    visto che sei stato a letto per giorni.

    Ti aspetto fuori, quando te la senti

    raggiungimi, che ti mostro il programma.”

    E già per l’uscita si stava avviando,

     

    che fece un paio di passi ritorni,

    e suggerì, coi suoi modi suadenti:

    “E soprattutto ringrazia mia mamma:

    devi a lei le tue cure, perlopiù.”

     

     

  8. Il problema è che non dovrebbe funzionare così XD

    Hai provato a fare la stessa cosa su un progetto nuovo, e vedere se ti crea gli stessi problemi, oppure a duplicare l’evento della torcia e farli muovere insieme per verificare che il problema non riguardi solo quel singolo evento specifico? :/

  9. Beh è strano, una volta impostata l'opacità tramite un "Imposta percorso" in un evento, questa rimane la stessa fino a quando non la cambi nuovamente... sicuro di non avere un altro evento attivo in loop -o uno script- che riporta l'opacità al valore originale?

    Altrimenti non saprei ^^'

  10. Assolutamente, tuttavia tieni conto che queste poesie che sto scrivendo non raccontano un gioco nuovo, ma quello che iniziai tempo fa e che non ho mai portato a termine (per un motivo o per l'altro).

    Quindi ancora per un po', le poesie seguiranno la traccia di parti di gioco che già esistono: per esempio nella parte del risveglio, viene descritta la fauna -uno scoiattolo, farfalle, rospi ed un serpente, il gatto il topo l'elefante, non manc.. ah no aspetta XD-, ed in quel caso mi sono ispirato alla cutscene iniziale che avevo già creato, in cui appunto c'erano questi animali.

     

    E fin lì abbastanza semplice; già da appena dopo il prologo le cose si fanno un po' più difficili, perché appunto non sto più narrando una cutscene, ma delle sezioni di gioco, che comunque già ho in mente come gestire, anche se devo vedere se funziona come metodo.

    Inoltre sto completamente riscrivendo la co-protagonista, perché secondo me era troppo banale come personaggio.

     

    Da un certo punto in avanti mi troverò invece nella situazione opposta, ovvero avrò carta bianca nella scrittura, e poi dovrò creare mappe ecc. basandomi sulla parte scritta, e sinceramente non so quale dei due modi sia il più conveniente; la differenza è che su rpgmaker ho una selezione limitata di tiles e charsets, scrivendo posso fare quello che voglio.

    Tecnicamente quindi sarebbe più corretto fare prima le mappe e poi scrivere ma vabbè, vedremo!

     

    La parte delle stelle è una specie di auto-citazione, o meglio, di rivisitazione del dialogo originale del tizio mascherato e della "frase chiave" del gioco, che doveva essere tipo "Le stelle ci guidano e ci vanno incontrare, ma siamo noi a scegliere di seguirle".

    Tra l'altro, mentre su rpgmaker ero chiaramente limitato dalle animazioni, qui ho concluso facendo guardare il protagonista in alto, appunto per cercare le stelle.

    Simbolicamente, proprio all'inizio del primo capitolo, dirà "dacché le nubi mirai". Questa cosa del guardare le stelle la userò molto, ma, proprio come in questo caso, più simbolicamente che altro (quindi per rappresentare lo stato mentale del protagonsita, ad esempio).

    Dà spunti in che senso? XD

  11. Dunque, avrei postato ieri sera, ma sarebbe stato doppio-postare, quindi ho rimandato ad oggi.

     

    Questa è la seconda ed ultima parte del prologo: avrebbe dovuto essercene una terza, ma successivamente ho deciso di includerla nel primo capitolo.

    Viene qui narrato l'incontro tra il protagonista e l'uomo mascherato, una figura che si scoprirà molto importante nel proseguo della trama; nient'altro di particolare da aggiungere, se non che verso la fine ho consciamente deciso di "alterare" un paio di rime, mischiando accenti acuti e gravi sulle "e".

    A voi!

     

    -II-

    Vidi quell’uomo di me poco più alto,

    tutto coperto da un nero mantello,

    e laddove non lo era né da quello,

    né dal cappuccio similmente scuro,

     

    una maschera metteva in risalto

    i soli due estri rosso acquerello;

    ed io li osservai, quelli di lui, nello

    stesso istante in cui loro vider me.

     

    Ma non parlò per primo, e così,

    avanzando con far da perditempo,

    fui io a dimandare chi egli fosse,

    perché era lì, e se fosse sicuro.

     

    “Quivi andavo aspettandoti; e sì,

    non siamo inseguiti se non dal tempo,

    ed io pure più di te, dalle rosse

    stringhe di lui che è d’altra parte il re.

     

    Mi capirai dunque quando ridico

    che di mio, il tuo, voglio in fretta fare.”

    Esordì il tale senz’ombra spostare,

    con la voce schermata e ’l tono duro.

     

    Ripresi io con fare meno amico,

    più per tentar lo spavento celare,

    che di risposta alle sue poco amare

    parole e ripetei, per due e per tre,

     

    la prima mia medesima domanda

    -non l’altre due, cui già aveva risposto-.

    “Sono sorpreso, che da te che niente

    di te sai, io che di te so, catturo

     

    più attenzione di quest’ignota landa,

    del come tu passi in questo posto,

    del perché non v’è oltre a noi altra gente,

    o come più vorria ‘l giusto: di te.”

     

    Spiazzato da quel fior d’osservazioni,

    e da quell’inaspettata saggezza,

    rimasi come quello che cattiva

    notizia apprende: talmente insicuro

     

    mi notò lui, che per altre orazioni

    s’apprestava, quando con gran freddezza

    irruppe un rintocco, che ancor saliva

    che ‘l suo capo scese. “Alla mercé

     

    del ticchettio tiranno, come sempre…

    tu, ascolta ora, che più non potrai:

    prendi nome Kàleb, questo ti basti;

    la campana indica me morituro,

     

    ma te invece, da più e diverse tempre,

    dal secondo e ‘l terzo suono sarai

    forgiato, ne li pensieri tuoi casti.

    Li noterai solo lì, tra te e te,

     

    eppur saran’ la guida di te e l’altri,

    che incontrerai più avanti in altri posti.”

    Confuso come chi la via ha perso,

    tentai di richiedere un men’ oscuro

     

    parlato o modi di dire più scaltri,

    quando, stavolta a toni e voci opposti,

    un secondo rintocco fu emerso

    d’altrettanto ignoto luogo. “Ahimè,

     

    questo tempo assassino, già da troppo

    mi mostra pietà, se di tale si tratta.

    E meno ne dà, più lo sento soave;

    e meno ne ha, e più mi sento puro.

     

    Ma tu prometti, che mentre galoppo…

    molto più in là, dove se non astratta

    la ragione non può, che non ha chiave,

    che farai tutto ciò che vien da sé…

     

    Eppur già so, che sarà tua intenzione,

    o non starebbe, quella là, suonando.

    E già anche so che noi ci rivedremo,

    per nulla qui, lontano dal futuro.”

     

    Quella volta, nessuna interruzione:

    promisi, e stavo in silenzio stando.

    Puntuale il terzo. “Ora seguiremo

    insieme le luci, le luci che

     

    fanno le stelle, le stelle più belle.

    A volte quelle segnano il cammino,

    ma nostra, è la scelta di guardarle.”

    E stetti, come quello nascituro

     

    che mai vivrà la luce delle stelle,

    mentre l’ombra svaniva pian pianino.

    Ed io, guardando in alto per cercarle,

    mi abbandonai a tutto ciò che... è.

     

     

  12. Io non parteciperò, mi era venuta solo un'idea ma non so quanto sarebbe stata valida ai fini del contest, quindi non sono proprio partito :(

    In più proprio in questo periodo ho iniziato a Scrivere, e le energie stanno andando in quella direzione.

    Quindi niente, sarà per il prossimo, ma spero partecipano in tanti altri ^^

  13. Intanto grazie a tutti per l'interessamento ^^

     

    @AliceMisaki, i versi sono le singole "righe": potresti aver sentito per esempio i versi endecasillabi, versi settenari ecc. -in questo caso endecasillabi-; i versi sono poi raggruppati in strofe che, in base al numero di versi che contengono, prendono un nome diverso: 3 versi fanno una terzina, 4 versi fanno una quartina -è il mio caso-, cinque versi una cinquina e via dicendo!

     

    @Thund, magari ci dò un occhio, potrebbe essere interessante!

     

    @Guardian of Irael, la parte difficile sarebbe proprio quella! Dovrebbe essere un jrpg "classico" (a conti fatti, proprio il gioco che già stavo creando), ma con un metodo di narrazione decisamente innovativo, che magari più avanti illustrerò meglio -anche perché non l'ho chiaro nemmeno io al momento XD-.

    Si, decisamente Dante! Pensa che in realtà, prima di iniziare questo progetto, non avevo quasi mai scritto se non adottando l'esatto schema della Divina Commedia (terzine con versi endecasillabi, rime incatentate).

    Ora invece ho cercato uno schema di rime un po' più particolare, staccando tra di loro i versi in rima (una rima alternata "allungata" si potrebbe definire, ABC-ABC-DEF-DEF...), aggiungendo sempre un quarto verso che, anch'esso alternato, "interlacciasse" il tutto; io lo penso così: ABC1-ABC2-DEF1-DEF2-GHI1-GHI2..., in caso è più facile semplicemente guardarle nel testo!

    Inoltre, come già sapresti se entrassi in chat di quando in quando u.u, sto rileggendo la Divina Commedia ultimamente, quindi sono molto ispirato :D

  14. Allora, prima di tutto ho appena notato che questa sezione in origine si chiamava "racconti", o sbaglio? Poi è stato evidentemente generalizzato perché immagino nessuno avesse più voglia di scrivere; difatti è veramente minima la percentuale di topic che riguardano la scrittura piuttosto della grafica, in qualsivoglia forma dell'una e dell'altra.

     

    Non so inoltre se in questa piccola percentuale ci siano (posso immaginare di sì, ma non ho verificato questa cosa) dei topic di poesia.

     

    Ebbene io sono completamente negato per qualunque tipo di grafica: non so disegnare né a mano, né con la tavoletta grafica (che pur possiedo, ma uso solo per osu! XD), e nemmeno utilizzare programmi di grafica, o animare, o nient'altro.

    MA almeno so scrivere -non è vero-, e in particolar modo sono sempre stato attratto dal genere poetico; ho iniziato a """scrivere""" poesie già quand'ero alle elementari, ignorando ovviamente qualunque tipo di metrica, schema di rime, o qualunque altro fattore che rende una poesia tale. Ma intanto scrivevo, e ho sempre continuato a farlo, cambiando temi, stile e quant'altro, e -possibilmente- migliorando.

    Ah già, anche iniziando progetti che non ho mai portato a termine, proprio come RpgMaker! :D

     

    Quindi ho deciso di aprire qui un topic, in cui posterò le mie poesie.

    ...a caso? Beh, non proprio, un collegamento con RpgMaker c'è, uno con il mio gioco, decisamente c'è.

    Come forse qualcuno sa, nell'ultimo periodo avevo iniziato un progettino su vx ace, che doveva essere scritto interamente in poesia, così, per fare qualcosa di originale; basta leggere cinque righe sopra per sapere com'è finita! No dai, il progetto è ancora lì, e dovrà essere un anticamera, un prologo del "progettone" iniziato anni fa, e mai morto -non sulla carta, almeno-.

     

    E avendo tutta la storia disponibile, tutti i personaggi, i luoghi, i fatti scritti, tutta la trama, tutta la lore già scritta... beh, mi sono detto: "Perché non scriverla PER DAVVERO questa storia?". E così ho fatto, ho iniziato a Scrivere il mio gioco.

    Ed ho pensato: "Se facessi TUTTO il gioco in poesia, e non solo quel piccolo prologo?"... non saprei, all'istante mi sono venute tantissime idee in mente sul come creare questo gioco, narrandolo tramite una scrittura alternativa, mantenendolo chiramente un rpg.

    Ma magari ci penso meglio, e in caso approfondisco.

    E soprattutto, intanto dovrei riuscire a dimostrare di arrivare da qualche parte scrivendolo, altrimenti è tutto inutile.

     

    Quindi, quella che state per leggere è la prima parte del prologo, della intro del gioco insomma; ma prima, un paio di appunti quanto più sintetici possibile:

    -spero sia ben capibile, ma lo scrivo comunque, che il protagonista coincide con il narratore, che narra gli eventi del suo passato; non specificherò tuttavia quando, perché e a chi lo sta raccontando, prendetelo come un grande monologo!

    -non voglio annoiarvi con discorsi su sillabe, rime, figure retoriche e bla bla bla, se siete interessati potete tranquillamente "studiare" da voi questi aspetti;

    -ovviamente, per quanto io abbia cercato di mantenere uno stile mediamente semplice (tra il medio ed il complesso in certi passaggi, forse), se avete qualunque tipo di dubbio sul contenuto o su uno degli aspetti che ho citato nel punto precedente, chiedete assolutamente in questo topic, sarò ben felice di rispondere!

    -ultima cosa, non mi sono preso troppo avanti, nel senso che ho iniziato veramente da poco a scrivere il gioco -mi piace dire "scrivere il gioco" XD-, quindi starà a me creare ed aggiornare in maniera costante il topic (sempre che a qualcuno interessi, si intende).

     

    Ed ecco infine, dopo un -decisamente troppo- prolisso monologo introduttivo, la prima pa... anzi, un momento ancora, manca una cosa:

     

    Titolo.png

     

    voilà, ce l'avevo già pronto XD

    Eh-ehm, dicevo, la prima parte del prologo di "White Velvet - Blank Memories"!

     

     

    Prologo

    -I-

     

     

    La prima cosa che vidi fu il vento:

    quello, ed il rumore delle foglie,

    che il suo moto gentilmente muoveva.

    E rimarco: questo è il primo ricordo

     

    di cui posso raccontare: non mento

    nel dire che tutt’ora non accoglie,

    la mente mia che troppo possedeva,

    alcuna mia precedente memoria.

     

    Mi accorsi dopo di essere disteso

    nel mezzo di una così rigogliosa

    radura, da non crederla che un sogno,

    ma si vero, che ancora non lo scordo;

     

    e poiché mi faceva poco peso

    il capo, mi alzai lesto nell’ariosa

    e fresca oasi e scrissi, con men bisogno

    che desio, il primo passo della storia.

     

    Scrutando rapidamente i dintorni,

    notäi un’unica via poco forte,

    e svelto verso lì mi incamminai.

    E nel camminare, vidi in accordo

     

    un possente albero dai molti giorni,

    salito da un accorto e pien’ di scorte

    roditore di coda folta assai;

    e in aria ali di vita delusoria;

     

    ed il rospo nel laghetto saltare,

    e quell’altri sulla ninfea stare,

    e l’infido strisciante là in agguato

    e quei che l’ vedono ed il che “non mordo!”

     

    par poco argutamente sibilare;

    e l’altri due che stan lì a sghignazzare…

    chissà se alla fine uno l’ha agguantato,

    od egli fu, da fame predatoria.

     

    Ed io osservando ero già andato avanti:

    per di qua meno luce m’imbeveva,

    e più sola e diritta era la via;

    quand’ecco un sentierino in disaccordo

     

    col restante d’ambo i verdi versanti,

    che presto però, all’acqua cedeva

    il passo: l’avrei eluso, nostalgia

    rese tal diversione obbligatoria.

     

    Così vidi me per la prima volta,

    un mutevole riflesso increspato,

    proprio come sono io di me stesso,

    e mai “me” ha detto ed “io” è stato d’accordo.

     

    Presi atto del fuori e ancora una volta,

    svoltai, e ripresi il tratto iniziato.

    Di lì a poco avrei incontrato il sommesso:

    avrei udito la campana espiatoria.

     

  15. Mmm non saprei, mi vengono in mente un paio di soluzioni più o meno semplici, ma non so quanto attuabili siano dato che non ho effettivamente mai provato.

    Potresti provare semplicemente a sostituire il tile dell'acqua con un tile di una strada, così la macchina-barca si muoverebbe sulla strada-fiume; oppure eviti di utilizzare l'evento "Barca", e costruisci tutto ad eventi trasformando il chara del personaggio che stai usando in quello della macchina, e poi vedi tu come gestire la strada, se vuoi ad esempio che il personaggio giocato-macchina possa andare solo su determinati tile ecc..

     

    Presupponendo che la macchina si debba muovere su delle strade regolari (al contrario della barca che di solito si muove in un ambiente più vasto), non dovrebbe essere così difficile, visto che a quel punto ti basta fare la strada dritta e metterci intorno dei tile non attraversabili!

    Essendo tuttavia la macchina di circa 6 tile -come dicevo prima- dovrai farla muovere insieme ad altri 5 "eventi fantasma" per evitare spiacevoli sovrapposizioni di eventi/tile -esattamente quello che ho spiegato prima-.

  16. Non ho capito bene cosa intendi: se il problema è che le proprietà sono solo sul tile in cui c'è l'evento, cioè -nel caso di questa macchina- che è grande circa 6 tile, ma viene considerato "fisico" solo quello in basso a sinistra (facendoti quindi attraversare gli altri 5, come se la macchina non esistesse), allora puoi mettere altri 5 eventi vuoti nei restanti tile in modo da renderli non-attraversabili, e far muovere il "pacchetto" di eventi all'unisono.

     

    Non so se intendevi questo, e in caso spero di essermi spiegato bene!

  17. Si, è quello che ho detto io XD

     

    Stavo solo rispondendo ad Alice che diceva di non vedere le limitazioni presenti.

    Non ho detto che sarebbe stato meglio se per questo contest in particolare il tema fosse stato più generico -il contrario, semmai-, ho solo fatto un esempio per distinguere un possibile tema "libero" da uno -quello di questo contest- "specifico", tutto qui!

  18. Una singola tragedia È un tema specifico ed estremamente limitante: ti limita a quella tragedia XD

    Un tema non limitante potrebbe ad esempio essere "Amore romantico" (per un contest di san Valentino s'intende).

     

    Poi per carità, le scene sono tante e varie, ma: personaggi limitati (perché sono quelli), periodo storico limitato (con tanto di divieto -o comunque sconsiglio- di eventuali universi alternativi ecc.), vicende limitate (perché quelle sono)... Come vedi, il tutto è minimizzato alla scelta della scena e, come ha detto Dax, è più un contest basato sulla riproduzione e realizzazione tecnica di un qualcosa che già esiste, piuttosto che sulla creazione di qualcos'altro di personale ed originale.

    Che ci sta, perché è un cutscene contest, però ecco, la sua specificità mi sembra più che plateale - il che ripeto non ritengo essere, almeno in questo caso, un difetto-.

  19. Beh, non so se sia più facile avere un'idea con un tema specifico o con uno più generico; in generale forse sarebbe più semplice trovare un'idea se non venissero poste delle limitazioni così specifiche sul tema, ma trattandosi in questo caso di una possibile fonte di ispirazione come "Romeo e Giulietta" potrebbe essere meglio così.

     

    Tuttavia il tempo che si dovrebbe risparmiare per l'idea lo si spenderà nel leggere le varie scene per trovarne una appropriata, ma vabbè, se c'è chi ha creato un gioco in 3 giorni, si può certamente fare una cutscene in una settimana XD

     

    Buon lavoro a chi parteciperà!

  20. Dai, un gioco completo non lo sono mai riuscito a fare, una cut-scene magari mi riesce XD

    Proverò a fare qualcosa, anche se onestamente mi sembra un po' troppo specifico il tema.

     

    Non ho tuttavia capito se dobbiamo fare un'esatta riproduzione di una scena, mantenendo gli stessi personaggi, scambi di battute ecc., oppure possiamo interpretare mantenendo cmq la coerenza sia della scena in sé che dell'ambientazione storica.

    Cioè posso per esempio sostituire i personaggi originali con degli altri che ricoprono gli stessi ruoli, adattare il modo di parlare ecc.?

  21. Proseguo sulla linea Release Hallucination, ormai sto ascoltando solo loro, veramente fantastici.

    In realtà questa canzone non è propriamente dei "Release Hallucination", ma dei Phantas-magoria, ovvero il precedente progetto della cantante (e più importante, designer), emi.

     

    L'album da cui è tratta si chiama Synestethic Metaphor, in cui ogni canzone o coppia di canzoni vede come artisti partecipanti emi+x, in cui x è sempre un diverso artista (ed infatti da una parte si vede l'impronta della designer, dall'altra si percepisce l'eterogeneità dei vari collaboratori).

    La cosa interessante è che le ultime 2 canzoni, tra cui quella che ho condiviso qui sotto, sono state create da emi e kaorin, ovvero il duo che successivamente è diventato "Release Hallucination", passando attraverso un album che in copertina recava proprio questo nome come unica scritta (https://i.imgur.com/uQ9UZgr.png), come fosse un album omonimo alla band, come spesso si usa fare.

    E devo dire che è abbastanza chiaro il motivo per cui a partire dal secondo album, il duo non si sia più separato (e psero non si separi per molto tempo :D).

     

    Ora, i primi 2 album -quelli di cui ho appena parlato- sono talmente poco conosciuti da non esistere nemmeno su youtube, ed infatti per ottenerli sono dovuto entrare nel canale discord della community dalla quale ho effettivamente scoperto i Release Hallucination, e richiederli da lì.

    Dopo un paio di giorni mi sono stati linkati -uno dei 2 addirittura in .flac-, quindi se volete dare un'occhiata al sito per scoprire qualche nuovo gruppo, è questo qui --> http://dojin.co/.

     

    E questa è la canzone (caricata da me su Google Drive, in assenza per l'appunto di un video su youtube XD) --> https://drive.google.com/open?id=1tPw6iUD6Yi1qBje1RImaK3GxY-qw6A4c.

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