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Ah beh i dialoghi di Shauna saranno tutti così XD
Come avevo anche già scritto in precedenza -mi sembra-, i dialoghi cercherò di scriverli in modo diverso in base a chi li sta dicendo, il che se vogliamo "rompe" un po' il fatto che sia sempre il protagonista a parlare, semplicemente riportando le conversazioni tramite discorso diretto e non indiretto, però mi piace molto l'idea di scrivere in maniera diversa i dialoghi in base appunto a chi li sta pronunciando.
In questo caso, Shauna è una ragazza semplice, non troppo intelligente se vogliamo, a tratti grezza e impulsiva (se mai sarà presente del linguaggio volgare nel poema, è quotato 1:1,01 che sarà lei a tirarli fuori XD), e infatti penso che già da questi primi capitoli si possa notare una differenza nella scrittura dei suoi dialoghi, che sono molto semplici, senza giri di parole e figure retoriche troppo pesanti.
Il che ovviamente mi limita tantissimo, e rende molto più complesso scrivere le parti in cui parla lei. Toccherà farla morire anzitempo :v
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Benvenuto in ritardissimo anche da parte mia ^^'
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Ragazzi è un disastro! è terribile!
Ho appena finito di scrivere la terza e ultima parte del quarto capitolo, quando ho notato la tragedia: la prima parte aveva 10 quartine, la seconda 16 e la terza anche... 42. Solo due quartine in più, e il quarto capitolo avrebbe avuto 44 quartine D:
Ma non è andata così u.u
Pazienza, ad ogni modo ho finito finalmente questo quarto capitolo, e devo dire che sono quasi pienamente soddisfatto del risultato, e soprattutto del metodo adoperato per arrivarci: a quanto pare, pensare un capitolo prima di scriverlo, risulta più producente rispetto all'improvvisazione, e chi l'avrebbe mai detto?!
Il nostro protagonista era svenuto -nuovamente- dopo aver visto un'incredibile battaglia del passato... fortunatamente, questa volta il risveglio è più tranquillo, così come lo scenario che porterà i nostri eroi "per quei meandri perduti/ e sottomessi alla corvina gora,/ ove non fuor santi, né paladini." (si, mi sono appena auto-citato, ma adoro quest'ultimo passaggio *^*).
-IV/3-
Con questa, già conto a quattro le volte
in cui fui fatto perso e ritrovato,
ma soltanto la prima in cui i dintorni
non furono a me nuovi e sconosciuti.
Ero là, dove le giornate tolte
già passarono, benché ora isolato,
ancora inconsapevole dei giorni.
Nessun passo, ma discorsi vicini:
“Ma no, per me non c’è nessun problema,
e poi il divano non è affatto scomodo!”;
era Shauna e alla sua voce rispose
solo un sospiro in toni più cresciuti.
“Vedo come sta…” come quel che trema
in territorio avverso poco comodo,
finsi d’esser per le lande armoniose,
per non sospettare sospetti fini;
aprii il volto solo pocanzi chiuso,
quand’ella fu già entrata nella stanza,
suscitandole sollievo e sorpresa:
“Oh… sei sveglio”; capii che per gli avuti
trascorsi e il mio rinvenimento astruso,
ella mi temeva, come l’istanza
precedente, di mente vuota e arresa,
ma la rassicurai che i due destini
vollero due volte diversamente,
così a lei scese l’altra e crebbe l’una.
Ma prima che alcunché potesse fare,
le chiesi i suoi saperi conosciuti
su quella costruzione nell’ambiente,
che vidi reale e sentii nella cruna.
“Il Tempio dici… ma aspetta a parlare,
come stai, che è successo?”: quei bambini
cui cantano poiché son meno tali,
meno s’imbarazzano di me al chiaro
di quel malo comportamento e lei,
notandolo, s’allegrò e porse aiuti:
“Questi mancamenti non sono normali,
però magari è stato un caso raro
e non accadrà più… chiedevi i miei?
Ah si il Tempio… che richiami divini
hai sentito nel sonno, per volerne
sapere così, improvvisamente?”
e ancora le nascosi quanto vissi,
o mai vissi ma vidi e dei canuti
incontri, spiegando basti saperne
potrebbe aiutare, possibilmente,
a ritrovare li pensieri fissi:
così i suoi modi volsero a più inclini.
Ritornato completamente in me,
mi diressi all’ultimo luogo visto,
insieme a quella che mai m’abbandona;
da lì partiva, attraverso puntuti
alberi e vaste piante per i piè,
un sentierino alla natura misto,
che da molto uomo non lo pedona:
quivi scorsi dei bei fiori turchini,
che non rividi d’altra parte alcuna,
e frondosi tronchi ed altri caduti,
divenuti dimora di altra flora
e d’altri vivi; e restammo muti,
quando ci trovammo anzi la lacuna
nella giada, per quei meandri perduti
e sottomessi alla corvina gora,
ove non fuor santi, né paladini.
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Benvenuto!
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In realtà non trovavo un altro termine consono, e non volevo rubare anche cantiche e canti a Dante XD
Essendo alla fine un gigantesco monologo del protagonsita del futuro, ho trovato il termine 'atti' il più convincente, anche se poi non è detto che nel gioco la suddivisione sia presente, nel senso che io chiaramente ho già stabilito da dove a dove andranno le sezioni di gioco, ma non so se poi le renderò esplicitamente note al giocatore -non so se mi sono spiegato >.<-.
Guardian, sarebbe comunque difficile scrivere tutto in poesia senza rallentare un po' il gameplay... poi io già volevo limitare il combattimento vero -quello con il mio cs- a pochi ma intensi scontri, al posto delle classiche battaglie a profusione; per esempio nella quest di ammazzare le vespe, non farò partire un combattimento diverso per ognuna, ma o un'unica battaglia contro più nemici (molto difficile da programmare per il mio cs), oppure semplicemente un mini-cs alternativo direttamente su mappa.
Ma vabbè insomma, si vedrà!
I versi sdruccioli trascinano proprio le parole, poi se la lettura trascina da sé meglio ancora, ma una serie di versi sdruccioli è quasi automaticamente più rapida -quasi più frenetica- di una serie di versi piani; esattamente il contrario dei versi tronchi, che appunto troncano la lettura ^^
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Ehila, benvenuto ufficialmente nel forum allora :D
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Per quanto riguarda le demo private pazienza, ormai sono abbastanza vicino al punto a cui volevo arrivare per la demo pubblica, e inoltre mi sto prendendo bene con le poesie, quindi sarà un po' un salto nel buio, speriamo bene XD
Bene @Xardas, sono contento di sapere che almeno un paio di persone leggono quello che posto XD
Allora, intanto un piccolo upgrade per quanto riguarda i nomi delle varie suddivisioni del poema, così creo meno confusione: quelli che ora chiamo 'capitoli', ovvero le 4 grandi parti in cui è diviso il gioco/poema, da ora in avanti diventeranno 'atti' (quindi ora siamo ancora dentro al primo atto); quelli che invece fino ad ora indicavo solo tramite numero romano, diventeranno i 'capitoli' (quindi ora siamo arrivati al quarto capitolo).
Chiarito questo, in questi giorni sono on fire, e ho già completato anche la seconda parte -ieri sera in realtà, ma sono stato via tutta oggi quindi posto solo ora-.
Seconda parte di tre per la precisione, perché il quarto capitolo ancora non è finito, e ancora una volta ci sarà un bello spacco tra la seconda e la terza parte, il che renderà il quarto capitolo il più lungo scritto fino ad ora (le prime 2 parti insieme sono lunghe quanto il secondo capitolo di questo stesso atto: 26 quartine).
Anche in questo caso, la poesia prende il sopravvento sul gameplay -è un po' lenta questa prima parte di gioco-, e per ora devo ammettere che questa è stata la parte più divertente da scrivere, specialmente le quartine 6-7-8, in cui le rime sdrucciole la fanno da padrone, dando un senso di trascinamento non indifferente, che spero possiate notare >.<
Ricordo che avevamo lasciato il nostro protagonsita svenuto alla fine della prima parte; dove si sarà mai risvegliato questa volta?
-IV/2-
Quando la coscienza fu ritornata,
mi ritrovai in un’angusta capanna,
sopra un inadatto letto di paglia;
ero solo, ma mi alzai cautamente.
Ancora lì dentro, l’aria portata
era fredda e spaventosa e tiranna:
udivo suoni di pioggia e battaglia,
ed altri minacciosi e mai sentiti.
E puoi credere o meno che il ricordo
che ora ti andrò riportando sia vero,
perché neanche io posso assicurare
se era mio in origine o se era assente;
e quasi con me stesso non concordo
nel dirlo ad altri alcuni, poiché invero
mai lo dissi e mai voglio raccontare,
di fatti astrattamente percepiti.
Mossi quei pochi passi ancora asciutti,
poi uscii, bagnato dalle scroscianti
gocce, e osservai l’assordante scena:
guardie e soldati ognuno combattente
a un altro o più, votati loro tutti
all’altro o l’uno vessillo, pesanti
simboli che d’imperturbata lena
sangue chiedono, tra nitriti e guaiti
di lupi e cavalli, quali deliberi,
quali altri cavalcati dalle agoniche;
fuochi e fiamme che divampando accendono,
incuranti del tempo e della gente;
poi per il chiuso scuro vanno liberi
corvi di morte e creature draconiche,
che ingiù le avverse masse vilipendono:
più mai fuor li occhi miei più sbigottiti.
Ma fu altro in verità, a farmi scosso…
mi trovavo ad Èxader, nel passato.
E non solo: riconobbi in quel quadro
il nero manto e il viso inesistente;
al che, quasi il fato mi fece mosso,
verso lui, ma quando fui arrivato
a pochi passi attraverso il soqquadro,
inverosimilmente tra i feriti
illeso, mi accorsi di non esistere.
Non lì. Provai anche ad urlare al tale,
domandargli quando fossimo e dove,
ma era come se non fossi presente,
pur continuando, flebile, a persistere.
Da quella breve distanza abissale,
potei sentire le parole altrove,
da lui dette ad altri, di blu vestiti:
“Soldato, resoconto sul conflitto”
chiese ad uno a cavallo lì davanti;
“La battaglia volge a nostro favore,
la sconfitta della Setta è imminente!”
replicò quello; “Bene; e ora ritto,
porta la nuova ai compagni restanti,
ordina loro di empiere il livore,
e andare per la Fonte e i beni ambiti”.
Il cavaliere indi si congedò,
ponendo l’avambraccio di traverso
sul tronco e il capo in avanti chinando,
anzi il rituffarsi nella corrente.
E anch’io, per il modo che mi portò,
piombai nel flusso di uno spazio avverso,
di un tempo mendace… così tornando,
già varcavo i due confini proibiti.
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Si Guardian, però, come ho detto anche in precedenza, voglio arrivare ad un determinato punto, in modo da poter inserire nella prima demo anche il sistema di combattimento! Manca poco in realtà, anche perché i fatti scritti stanno procedendo più velocemente rispetto a quanto avrei pensato, dato che è ovviamente più rapido leggere una parte di poesia, piuttosto che giocare una parte di gameplay.
Detto questo, ieri ero particolarmente ispirato, ed ho scritto una decina di quartine in breve tempo; la parte IV non è finita, tuttavia ho deciso di dividerla in 2 sezioni, sia perché c'è uno spacco abbastanza evidente tra gli eventi, che per evitare di dovermi trovare a cambiare le rime al quarto verso nel mezzo del discorso (com'era già successo all'inizio del primo capitolo, dove avevo superato le 20 quartine).
Ergo, la parte IV/1 è già pronta, e devo dire che, per quanto sia abbastanza tranquilla come contenuti, sono soddisfatto di come l'ho scritta, in particolar modo dell'alliterazione finale.
Dunque, i nostri protagonisti stavano lasciando la città di Èxader alla fine della parte precedente, ed ora vanno a fare esattamente quello che dovevano, niente più e niente meno XD ma con un piccolo twist finale, ironicamente molto dantesco...
-IV/1-
Qui giuro: quel luogo di perdizione,
cui giungemmo dopo un breve sentiero
per il meridione della città,
lo vidi allora per la prima volta.
Non fui nel punto esatto di attenzione
rubata, ma quel sogno veritiero
mi mostrò degli altri antri e attualità:
così mai seppi se mai ero arrivato.
Abbandonammo la strada di terra,
per entrare in uno spiazzo ad anello
con alberi al centro e tutt’intorno,
poco più tardi della prima svolta:
qui trovammo i nostri motivi a terra
e in aria: i fiori per un ruscello,
che quietamente scorreva lì attorno,
le vespe che per modo disparato
qua e là volavano, tali operose,
tali altre oziose; per prime di loro
ci occupammo -men’io che Sho, che fuoco
d’arma portò alla questione risolta
più presto-, e mentre di velenose
penne e molto laborioso lavoro
s’andava lei curando, per il fioco
fiore andai, quando vidi l’impensato:
un tetro tempio stagliava l’orizzonte,
ad ovest oltre il verde, e domandai
cosa fosse quell’oscuro edificio:
“Oh, è il Tempio di Sil, ‘la Mai Assolta’
‘la chiesa proibita’ o ‘l’Arcana Fonte’,
sono molti i modi in cui lo sentirai
chiamare e si tratta di un artificio
dell’Antica Setta ed è anche infestato,
o almeno così dicono”. Non troppo
soddisfatto della risposta, colsi
quelli da cui il tempio mi ebbe distratto,
e in breve completammo la raccolta;
tornammo quindi col blando malloppo,
quando all’improvviso la presa sciolsi,
e tutto quanto fu d’un tratto ratto,
e fui disteso, per senno mancato.
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Beh, il gioco è quello; l'idea era quella di portare su contemporaneamente gioco e poesia (2 progetti in 1 praticamente), solo che, mentre posso tranquillamente mettere la poesia passo passo, sarebbe decisamente più noioso uppare una demo del gioco aggiungendo brevi sezioni di gameplay ogni volta.
Mancherebbero altre 2-3 parti per concludere il primo capitolo (che dovrebbe risultare anche il più breve), poi spererei di rispolverare il vecchio topic del progetto (o crearne direttamente uno nuovo), con ovviamente l'intero capitolo I disponibile.
Io vorrei continuare a scrivere le poesie regolarmente, per poi creare il gioco -anche se per ora scrivo di cose che già esistono su rpgmaker- ed infine fondere le due cose; quindi non so, se volete scoprire la storia dal gameplay piuttosto che dalla poesia lo potete assolutamente fare, ma vedendo i miei trascorsi non posso garantire che si vedrà mai qualcosa di finito XD
Soprattutto perché dovrò vedere come approccerò la creazione di luoghi e personaggi nuovi, dal momento che su rpgmaker sono estremamente più limitato.
Se poi vedo che a nessuno interessa più della parte scritta pazienza, magari mi limiterò ad uppare in blocco gli interi capitoli, mano a mano che li creo nel gioco.
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Dunque, eravamo rimasti con i due protagonisti sulla soglia di casa, pronti per iniziare l'avventura! A conti fatti, a questo punto si esce dal prologo, e si entra nel tutorial del gioco; ed infatti questo è il primo capitolo in cui c'è più gameplay che poesia.
Tenendo a mente che è il protagonista a parlare con la voce del futuro, è verosimile che riporti solo i fatti principali che gli sono accaduti nel corso del suo viaggio, e non ogni singolo dialogo con npc inutili e simili; in una città, per esempio, verranno scritti solo i passaggi importanti di trama, o l'incontro con personaggi importanti, ma non tutti i dialoghi secondari, i mercanti, le quest ecc..
In realtà, questa prima parte di esplorazione contraddice un po' il metodo, perché vengono scritti i dialoghi con un paio di personaggi secondari, ma semplicemente perché è un tutorial, e non ci sarebbe stato molto altro da scrivere.
Quindi, questo capitolo parla molto semplicemente della prima volta in cui Kàleb ha visitato Èxader, in compagnia di Shauna; ed è abbastanza vuoto come capitolo, ma proprio perché non descrive l'intero gameplay: nel gioco sarà possibile visitare i negozi, il tempio, parlare con altre persone, insomma, sarà possibile fare le classiche cose da rpg; nella poesia, invece, vengono solo descritti i principali dialoghi e incontri.
Ciò non vuol dire che i restanti dialoghi non saranno scritti in poesia, ma semplicemente che non li ritengo abbastanza centrali dall'inserirli nel "poema" finale (il che mi lascia anche molta più libertà per quanto riguarda versi e rime).
Ammetto inoltre che è stato abbastanza complesso scrivere una fase di esplorazione -potrei anche aver inventato qualche nuovo termine nel processo XD-, ma sono sicuro che renderà meglio all'interno del gameplay; perdonate la pochezza di questa parte, la prossima sarà decisamente più interessante ;D
-III-
Non ridirò di tutto quanto feci
ad Èxader, ma solo delle cose
che più sono state per me importanti.
Per primo dico di quello studioso
di nome Jay, che all’incirca da dieci
anni ricerca e apprende delle rose
e l’altri fiori e l’alberi e i lor’ manti,
che mi disse oltre le presentazioni:
“Ragazzuoli, credo di aver scoperto
una proprietà molto interessante
dei fiori bianchi che crescono intorno
ad Èxader, e sarebbe curioso
per voi saperla; ma non ne son certo,
non ancora, e non fosse seccante,
per voi, raccoglierne per mio ritorno,
vi darei le mie gratificazioni!”.
Non ebbi invero gran voce in capitolo,
Shauna accettò subito, di buon grado.
In seguito ad altri minori incontri,
muovemmo i passi verso il più virtuoso
punto della città, che fa da titolo
alla stessa col suo tempio, malgrado
la frana che fece i mattoni scontri
alla terra, pur senza alterazioni
al sacro edificio, che ancora sta.
Oltre a quello vi è anche la biblioteca,
dove trovai, com’era garantito,
Jess, l’uomo che è più di saper smanioso;
“Doveste andare a sud della città,
e se per caso alcun danno v’arreca,
potreste portarmi l’oggetto ambito
dagli scrittori, ossia i pungiglioni
delle grandi vespe che lì vi vivono?”
cordialmente chiese, rendendo noto
come tali aghi vengano usati,
dopo un processo tanto laborioso,
per creare le penne che meglio scrivono.
E fu ancora abbondantemente vuoto
il mio spazio nei dialoghi scambiati,
che fui quasi obbligato a tali azioni.
Almeno ottenni il motivo di andare
nel luogo in cui Shauna mi ritrovò,
sperando di riscoprire un qualcosa
su di me o sul passato mio nebbioso;
“Fuori dal villaggio dovrai attaccare,
cosa sai usare, la spada o… non so,
sai almeno combattere?”, curiosa
chiese, fuori dai libri e le nozioni;
ed io non vi avevo fino ad allora
pensato, ma in qualche modo sentivo
di saperlo fare, e le risposi
d’istinto di non essere dubbioso,
né sul fatto, né sul ferro che da ora
in avanti avrei brandito, votivo
di una scuola di fendenti maestosi,
e pose ed equilibrio e tradizioni.
Al che ella mi rivelò che anzi a me
giaceva, nel luogo in cui i sensi persi,
una normale lama disadorna,
e che per evitare un mio rischioso
risveglio, la prese e occultò da sé,
dove stanno in casa i vestiti tersi;
così tornammo al posto in cui si torna,
e poi verso sud, con più armi e attenzioni.
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Incoerenza e personaggi scritti male sono secondo me le cose da evitare assolutamente, altrimenti cade tutto il castello ^^
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Beh, come ho detto, il gioco è lo stesso che avevo iniziato a creare tempo fa, quindi esiste già; per ora sto solo riscrivendo in poesia cose che già avevo fatto su rpgmaker, semplicemente -come ho scritto un paio di messaggi fa- voglio arrivare a scrivere una determinata parte, prima di iniziare il lavoro di fusione tra gioco e testi, più che altro perché vorrei arrivare a scrivere qualche parte di gameplay, e non solo di cutscenes!
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Eh per la lunghezza è da vedere e provare; tieni conto che fino ad ora sono solo cutscenes e dialoghi, quindi bisogna capire come si riescono a fondere con il gioco in sé.
Inoltre bisogna tenere conto del fatto che non per forza l'intera poesia sarà messa all'interno del gioco: in certe parti potrei ad esempio tagliare, sempre grazie al meccanismo delle coppie di quartine -se ne togli un paio, non succede niente a metrica e rime-; per il resto, devo ovviamente proseguire, scrivere una vera parte di gameplay, successivamente provare a creare qualcosa di concreto, e poi eventualmente modificare le cose partendo da quello!
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Oggi pomeriggio avevo una canzone in mente, ma non riuscivo a ricordarmi che canzone fosse (fastidiosissimo); più tardi me ne sono ricordato, e ce l'ho tutt'ora in mente XD
Canzone stupenda dei Release Hallucination, l'assolo di chitarra finale è emotivamente stupendo, quasi quasi mi ha ricordato un po' quelli dei Versailles... uno stile un po' diverso, ma ugualmente impattante.
Ah, è una canzone di uno di quei 2 famosi album che non esistono da nessuna parte, quindi ho caricato il file (FLAC, peraltro), su drive!
https://drive.google.com/open?id=1GS7tWq_Ncror2bXgpt2vQaVbbLAi-Q00
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Per farlo, mi servirebbe un gioco... qualcuno ne ha uno da prestarmi? XD
No dai, per il momento siamo ancora nella parte di gioco già esistente, devo solo rivedere e sistemare alcune cose -e implementare la poesia, ovviamente-; finito di scrivere un determinato punto, ancora non troppo vicino, inizierò le manovre di fusione, e successivamente potrei riesumare il vecchio topic del progetto (che penso al momento sia abbastanza un disastro, senza immagini e con informazioni obsolete), e -fooorse- rilasciare una piccola demo (o alpha, mai capito quale delle due).
Non dimentichiamoci, tra l'altro, del sistema di combattimento da me creato, ad eventi, che sarebbe ovviamente incluso... vedremo, intanto continuo a scrivere!
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Allora, metto le mani avanti, dicendo che, fino ad ora, la parte I-II è quella che mi è piaciuta di meno; ma è anche la prima parte che inizia ad introdurre delle novità, e mi aspettavo che queste sezioni di poema potessero risultare un po' farraginose e poco convincenti: mi accontenterò, e una volta padroneggiato il metodo di intersezione tra poesia e gameplay, potrei eventualmente rivedere le parti che mi convincono di meno, tra cui senza dubbio questa.
Un'altra parte statica! o meglio, il nostro protagonista si muove dal letto in cui si è svegliato nella parte precedente, fino ad appena fuori la porta di casa (di Shauna). Il resto è tutto parlato; la parte è relativamente breve, e il tempo l'ho speso principalmente nel capire come gestire le scelte multiple, di cui troviamo il primo esempio proprio qui.
Ora, queste sono scelte di dialogo "libere", nel senso che l'una non esclude le altre; ho quindi fatto quello che avevo già scritto qualche post fa, ovvero ho reso le varie strofe "intercambiabili" nell'ordine, semplicemente scrivendole di un numero esatto di versi.
Ma mi sono preso molta più libertà di quanto avevo anticipato: ho infatti deciso di ignorare le rime costanti (quelle al quarto verso di ogni strofa normale, che vengono ripetute per tutta la parte, o al massimo per 20 quartine, se ricordate), mantenendo solo lo schema delle rime alternate per 2 strofe (ABC-ABC-DEF-DEF...); non solo, ho anche deciso di decidere arbitrariamente, di volta in volta, il numero di versi di ogni scelta, uscendo quindi dallo schema quartinato, e creando a volte terzine, altre volte cinquine ecc., semplicemente per il semplice ragionamento "diverse scelte e dialoghi richiedono un diverso numero di versi per essere esauriti" (insomma, chiedere "che ora è?" è diverso dal chiedere "parlami della storia di questa città", per dirne una).
I problemi verranno quando dovrò forzare il giocatore a scegliere tra 2 vie opposte, magari anche all'interno della trama stessa; presumibilmente, dovrò scrivere le 2 scelte in maniera parallela, considerandone magari una canonica e le altre "alternative", così magari nel gioco si percorre una strada, e poi si viene a leggere l'altra, chissà...
Fortunatamente incapperò più tardi in queste situazioni, quindi avrò il tempo di consolidare gli altri tipi di scelte multiple e simili.
La prossima parte invece sarà la prima ad avere come protagonista il gameplay e non la parte scritta, visto che, conclusa l'introduzione (pur essendo ancora nel prologo del gioco, in quanto il vero Capitolo 1 inizierà un po' più in là) il giocatore inizierà... beh, a giocare, quindi ad esplorare, parlare con gente, fare quest ecc. ecc..
Sarà quindi un'altra parte di novità e decisioni da prendere per quanto riguarda la parte scritta, alcune che avevo anche già discusso qui sopra, mi pare.
Intanto vi lascio con questo breve intermezzo, e come sempre vi invito a commentare, criticare o chiedere chiarimenti, qualora abbiate dubbi riguardo a qualsivoglia cosa; avverto solo che viene nominata un'entità non spiegata direttamente in questa parte, ma di facile interpretazione.
In ogni caso, la sentirete nominare molto spesso, quindi non dovrebbe creare troppa confusione -spero-.
La scelta multipla la metto sotto spoiler, proprio perché, volendo, è skippabile anche in game (almeno in questo caso).
-II-
Rimasto dunque solo nella stanza,
ripensai a quanto pensar potevo,
e a cosa avrei fatto di lì in avanti,
cos’avrei voluto e cosa rimpianto…
Avrebbe dovuto essere abbastanza
la guida di quello cui il nome devo:
così mi alzai, guardando sempre avanti:
quello, fu il mio primo passo naturale.
Uscito fuori dall’aria ormai spenta,
mi incontrai con quella cui Sho somiglia,
che si rivolse a me affettuosamente:
“Ben ti rivedo che sei sveglio alquanto,
e ne sono in egual modo contenta;
ma seguita ora la mia sola figlia,
che non è persona molto paziente”.
Dedussi che per motivo ambientale,
ch’ella ne volesse o meno sapere,
sentì quanto prima andavo dicendo,
giacché più niente di me domandò;
mi espresse invece un dispiacer cotanto
per le limitanti mental’ barriere,
e aggiunse poi: “Qui ti starò attendendo,
che se e quando ricadrai, ti potrò
aiutare, alleviando ‘l tuo male”.
Così mi portai fuori dal coperto,
e subito era lì, Shauna, in attesa;
ancora prima che fu la porta chiusa
incalzò: “Era ora! Sai, se soltanto
ad Èxader, della quale hai di certo
sentito raccontare, fosse ascesa
Sarih, forse sarebbe stata esclusa
dal cerchio divino, e del suo astrale
canto ora saremmo privi; fortuna!
qui c’è solo il suo tempio, quello lì,
che puoi vedere attraverso le foglie,
e il sole la cinse nel bosco accanto…
scusa, sto divagando! Se hai una
o più domande, chiedi pure qui!”.
Più di una, per conoscenze si spoglie,
ne avevo, così chiesi, per far reale,
cosa più poteva dirmi di dove
mi trovò, sola, di senso privo,
e se vi saremmo potuti andare:
“È verso sud, non dista più di tanto,
ma per adesso non andiamo altrove,
o per lo meno non senza motivo.
Troverai sicuramente da fare
qui, senza avviarsi per la capitale”.
Scelta Multipla
-“Cosa intendi con ‘da fare’?” domandai,
ed ella a me: “Beh, c’è sempre qualcuno
nel villaggio che ha bisogno di aiuto;
di solito me ne occupo io, ma sai,
visto che ci sei anche tu…” e digiuno
di risposte restai, per l’accaduto.
-“La capitale?” curioso le chiesi.
“La Città Centrale, che sta in effetti
al centro della regione, ed è
dove stanno, sempre più tesi,
il Potere Centrale e i membri eletti
della Setta” lei fece noto a me.
-“E vi stavi andando anzi il rinvenirmi?”
continuai, così lei: “Stavo tornando,
in realtà… però non potrò tradirmi
sul perché, che non andrò rivelando!”.
-“Potere Centrale e Setta, dicevi?”;
“Dicevo, ma non sono così esperta
su simili argomenti, stanne certo:
c’è una biblioteca a ovest, nel villaggio;
lì troverai Jess, il nostro secchione!”,
mi disse, aggiungendo: “Per stare brevi,
il Potere è una famiglia, coperta
dalla Setta, che è invece un gruppo aperto:
la prima è in politica che ha vantaggio,
la seconda ahimè, sulla religione”.
Terminata quella conversazione,
presi a vagare per la città amica,
una di tante che nel tempo ho visto;
forse, considerato tutto quanto
è accaduto, di pensare ho ragione
sia lei la più speciale, ma a fatica
vedrai la cagione, che non rattristo
te ancora con più nuovo materiale.
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Ehila, benvenuto!
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Uppiamo anche il topic dell musica dai, con 2 gruppi che ho iniziato ad ascoltare recentemente.
Ma prima, storytime. Allora, tra le poche cose che non mi piacciono in ambito musicale, troviamo il growl/death voice/harsh/non ho mai capito la differenza tra gli uni e gli altri perché appunto non li ascolto, aka quelli che urlano, più che altro nel death metal e affini.
Qualche tempo fa ho scoperto un sito -che tra l'altro ora non funziona più-, dove ho trovato taaanta roba, tra cui i Release Hallucination, di cui ho parlato nei precedenti post in questo topic; dovendo quindi ascoltare tanti gruppi nuovi per decidere quali mi sarebbero piaciuti e quali no, procedevo in maniera abbastanza spedita, e tra le varie regole della cernita c'era: se urlano, li scarto.
Arrivo ad acoltare un gruppo, gli "Unlucky Morpheus", clicco sulla prima canzone che mi propone youtube, urlano, chiudo.
Qualche tempo dopo esce una canzone di Syu (famoso chitarrista, fondatore dei Galneryus), in collaborazione con Fuki, una cantante.
L'adoro fin da subito -sia la canzone, che soprattutto la cantante-; vado quindi a vedere in quali gruppi canta, e mi ritrovo gli Unlucky Morpheus... ebbene, avevo beccato una delle pochissime loro canzoni in cui il chitarrista "urla", neanche tanto in realtà.
Da lì vabbè, li ho rivalutati, ed ho iniziato ad ascoltarli (anche se non li ritengo uno dei miei gruppi preferiti).
Ma non è finita! Vengo a scoprire poco dopo che il chitarrista che fa da seconda voce (harsh) negli Unlucky Morpheus, è lo stesso chitarrista di uno dei primi gruppi giapponesi che io abbia mai ascoltato (Yousei Teikoku); chitarrista che, peraltro, mi piaceva un sacco -ovviamente in quel contesto non cantava, altrimenti l'avrei riconosciuto prima-.
E niente, sto apprezzando gli ultimi album che hanno fatto; tra l'altro hanno pure una violinista, che in live fa la sua figura.
Questa è la canzone di cui parlavo prima, è tra le loro più belle in realtà XD
https://www.youtube.com/watch?v=oAR2zZ4riT0
I Light Briner invece sono un altro gruppo in cui canta Fuki, un po' più leggero (difatti mi trovo ad apprezzarlo un po' di più).
Ci sarebbero anche un altro paio di gruppi in cui canta, ma non li ho approfonditi granché -oltre ad essere più recenti e meno famosi-.
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"Pokémon Spada e Scudo"... a posto così, grazie XD
Io per ultimo ho giocato Nero 2/Bianco 2, le gen 6 e 7 le ho solo provate da amici, e non sento assolutamente il bisogno di recuperarle.
Era nato un dibattito tra me e un mio amico per i loro nomi, rispettivamente X e Y e Sole e Luna, e già mi dava fastidio il fatto che avessero completamente abbandonato la tradizione di colori/pietre preziose... adesso Spada e Scudo, cioè boh, sempre più a fondo, ma ancora non penso l'abbiano toccato, confido in Nintendo XD
Gli starter che dire... almeno nella sesta gen si salvavano, qui... gne, sembrano degli scarti, poco originali, e perché mai quello di fuoco ha un cerotto? Che è, il nuovo pokémon di Marzia? XD
Poi vengono fuori gli stessi discorsi di Cubone che esce dall'uovo già con il teschio, o Kangaskhan già con il cucciolo.
Per me è no.
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Magari avevi controllato, tolto la spunta, e poi chiuso il database senza salvare, può succedere XD
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Hai per caso spuntato la voce "Trasparenza ON" nella pagina sistema del database? In caso basta togliere quella ^^
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Se il gioco lo svilupperai ( e rilascerai) in italiano sarebbe bello anche se invece che scritto alcune parti sian raccontate, a voce. Sarebbe sicuramente una cosa diversa dal normale gioco dove leggi, interagisci.. mentre leggevo comunque immaginavo le scene.mi piace molto come prosegue, complimenti!
Guarda, stavo pensando la stessa cosa proprio ieri, visto che sto appunto scrivendo le prime parti del gameplay vero e proprio, e stavo pensando a come gestire le varie intersezioni tra gameplay e narrazione; sto procedendo più lentamente in questo momento, proprio perché sto scegliendo quale metodo seguire, cosa scrivere solo nella poesia -quindi senza poi riportarlo nel gioco effettivo-, e cosa invece inserire nel gioco senza scriverlo nella poesia.
I dialoghi e le scelte multiple sono una questione che mi sta creando dei problemi teorici piuttosto importanti, pertanto pensavo di allegare i dialoghi terziari (tipo quelli degli npc-comparsa che dicono una frase inutile e basta), e addirittura forse alcuni secondari (quest meno importanti, negozianti), esclusivamente al gameplay, scrivendoli sempre in poesia, ma senza renderli parte integrante del progetto scitto.
Esempio sbarazzino: entri nella città x, in cui gli eventi importanti di trama sono 2, uno praticamente immediato, l'altro consiste nel parlare con un tizio, vedere una cutscene, fare una quest e poi tornare da lui; la poesia dirà proprio questo: "Entrammo nella città x, in cui successe tal cosa; dopo averla visitata un po', parlammo con Tizio, che ci chiese di fare una cosa; abbiamo fatto quella cosa e siamo tornati da Tizio, poi siamo andati via".
Ovviamente è un esempio minimo, saranno inclusi tutti gli eventi di trama, alcuni punti di interesse maggiori ecc., ma tutti i dialoghi con gli npc, i negozianti, le quest secondarie e quant'altro, NON saranno incluse nel "poema" (saranno cmq scritte in poesia, ma potrò permettermi di ignorare le rime e le metriche dello scritto principale).
Questo, oltre che per la mia comodità, anche per dare un minimo di coerenza al fatto che il protagonista sta a conti fatti raccontando la sua storia, ed è verosimile che riferisca solo i fatti più importanti.
E una delle cose su cui ho più perplessità sono i passaggi di "presentazione" delle zone: di norma quando entri in una zona nuova, magari esce il nome del posto, ma non spezzi il gameplay (a meno che non parta un evento); nella poesia invece lo stacco c'è per forza, perché è necessario scrivere il cambio di luogo, e magari presentarlo brevemente.
Avevo quindi pensato di far apparire uno o più versi della poesia al posto del nome dell'area (solo la prima volta in cui ci si entra ovviamente), ma potrebbe risultare fastidioso, o controproducente; mi era quindi effettivamente venuto in mente di raccontare a voce la presentazione delle aree -e non solo-; il problema è che non penso qualcuno sia disposto a mettersi a doppiare le mie poesie for fun, quindi dubito che una cosa del genere sia possibile XD
Nei prossimi giorni dovrebbe uscire la parte I-III, anche se dovrebbe risultare la più breve fino ad ora ^^
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Auguri :D
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Benvenuto ^^

L'angolo mio poetico
in Nostre Creazioni
Posted · Edited by Glesion
Allora, aggiorno al volo che poi devo andare via un paio di giorni!
Inizia il Capitolo V, che sarà -a occhio- il più longevo fino ad ora; in questo caso, la poesia è effettivamente più prolissa di quanto poi non sarà il gioco, per via delle sequenze descrittive -sia dei luoghi che del linguaggio non verbale-.
Questa prima parte del capitolo è abbastanza statica, a conti fatti è composta solo di descrizioni e dialoghi, quindi non c'è troppo da segnalare; se non per il fatto che ho passato le 20 quartine senza però cambiare le rime al quarto verso, e questo semplicemente perché non ce n'era alcun motivo, trovandomi esattamente nel mezzo di quello che fino ad ora è il più lungo monologo di un personaggio.
Questo monologo è tuttavia quello che potremmo definire "il primo spiegone di lore": è quindi la prima volta in cui provo a spiegare qualcosa tramite la poesia, e gradirei tantissimo se chi si prenderà la briga di leggere questa parte scrivesse qui sotto cosa si riesce a capire riguardo a essenze, spiriti/spettri, più qualsivoglia altro dettaglio minore, così da riuscire a migliorare -in caso- il modo di comunicare queste informazioni (perché ovviamente io che scrivo so perfettamente cosa voglio dire, ma chi legge no).
-V/1-
Tra due antiche e imponenti colonne,
al di sotto d’uno smunto rilievo,
attraverso un ora svuotato varco,
per l’ingresso nella proibita chiesa.
E dentro, pur senza uomini o donne,
non v’era il caos che immaginar potevo:
il pavimento di macerie carco,
e ogne marmo di polvere sovrasto,
non eran ciò che l’occhio mio vedeva,
ma puliti decori e scema terra;
solo gli enormi ragni e i pipistrelli
testimoniavano l’età pretesa.
E le regole che il tempo imponeva
spansero, quando vidi un gatto che erra
per la sala, mancando i morti appelli:
non pareva affatto di privo pasto,
né soggetto di scarsa o assente cura,
ma in grande forma ed in salute e saggio,
con due attenti e graziosi e azzurri occhi,
la pelliccia color crema e accesa.
E quale stupore che è quasi paura,
provai dinnanzi a quel poco selvaggio,
quand’ello parlò, facendo noi sciocchi:
“Di rado, per questo luogo nefasto,
ricevo alcun visitatore… tu,
annunciati, chi sei e perché vai?”
comandò me con far da proprietario;
ma la mia risposta restò sospesa,
da Shauna che guardò allibita in giù:
“Il gatto ha appena parlato!”; “Ma dai?
il sottolinearlo era necessario?”
l’apostrofai io, troncato rimasto;
lei quasi non si accorse del mio dire,
e di rimando fu il gatto a precedermi:
“Mm… giurerei di averti già fiutato”
rivolto a lei, che ancora era sorpresa:
“di’: hai già avuto in passato l’ardire
di avvicinarti quici… e non ledermi,
provando a mentire su quanto è stato”;
ed ella s’erse toccato quel tasto,
parvendo stolta e un poco imbarazzata:
“Io… soltanto una volta e da bambina!
però ho solo guardato da lontano,
la porta era chiusa e mi sono arresa!”.
Tutti e tre guardammo verso l’entrata,
confusi… e la creatura felina:
“Quale porta?”; era in effetti strano,
perché l’accesso era di legno casto.
Poi quello di colpo parve capire:
“Ah… un’illusione del mio padrone,
ovvio, questo spiega molte questioni;
quindi sei tu” disse con aria tesa,
verso me rivolto “puoi percepire
molto più di tutte l’altre persone:
come? che ti guida e che fine poni?”.
Non capivo e gli dissi di me guasto,
occultando però le inconsce viste;
così lui fece una smorfia e riprese:
“Non vedo dunque perché andate qui,
ma così, per ingannare l’attesa,
perché non mi rendete meno triste,
liberando l’essenze al mondo coese,
mia e del mio più fido amico, sì?”
Shauna richiese un sapere più vasto,
giacché né io, né lei, comprendevamo:
“Io non sono ancora vivo, ma spirto,
e tale è anche chi mi accudì in vita.
Quando, per il tempo, un’Essenza è spesa,
quast’ascende a un mondo che non capiamo,
detto ‘dell’Angelo’, perfetto e mai irto:
qui sta in eterno ogni forma esistita,
tranne alcune, bloccate per contrasto;
queste sono spiriti, che rimangono
ancora, legati da un qualche scopo:
il mio padrone è invece condannato
a stare, per una mai stata offesa,
e le mie membra insieme a lui, permangono.
Altri mai morti, venuti a noi dopo,
sono spettri, dal fato sfortunato,
che corrotta presenza gli fu basto,
e mai potranno all’altro mondo ambire;
noi viceversa potremo sognarlo,
rotte le catene o adempito il patto.
In un monolite è in ostaggio presa
l’essenza tormentata del mio sire:
prego voi di provare a liberarlo,
e insieme a lui, lo spirito me gatto:
e con lui, andrò all’angelico fasto.
Io sono Blu, Sil invece è il mio maestro,
e al piano sopra è l’aguzzino sasso;
ma d’altra parte dovrete cercare,
perché il prigionato non si palesa,
se non esposto a un manufatto destro,
segretato in quest’eremo lasso.
Forse il farlo ti potrebbe aiutare,
ma da te, che le zampe non c’impasto”.