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Posts posted by Glesion
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E quadrate non va bene, e con le ali da navata di chiesa non va bene, e fammele tu allora XD
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Molto bene, vedo che le mappe non mancano dopo tanto e tanto scrivere! Per nulla male: buone risorse ed alture ben mappate. Oserei un po' di più con la grandezza degli edifici, alcuni riescono ad avere forme meno cubiche, però rimangono o lunghe fila di tetti o comunque poco sostanziose. Se fai edifici più grandi dovresti riuscire a spezzare meglio il verde naturale, avere più libertà nelle forme e soprattutto dar loro un po' di dignità; così fanno più classico, più primi FF/jrpg, non mi pare il punto del tuo progetto.
^ ^
Mi crea molti problemi questa cosa XD
https://i.postimg.cc/8DHy5H2H/Exader5.jpg
Trascurando ovviamente qualunque cosa non sia un edificio, così andrebbe meglio o ho solo fatto danni?
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Benvenuto ^^
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Sto provando a mappare in parallax, questa è la prima mappa completa del primo villaggio. Visto che nel precedente tentativo stavo andando troppo lento, ho provato a mappare un po' più velocemente :D Diciamo che sono discretamente soddisfatto del risultato, voi che dite?
https://i.postimg.cc/331kJZg1/Exader4.jpg
Ora toccherà agli interni, che ho sempre preferito fare, e poi alle altre mappe... ma in realtà sto solo aspettando di arrivare a dover fare il sistema di combattimento, le mappe sono noiose u.u
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Ah-ehm...

Prologo
-I-
La prima cosa che vidi fu il vento:
quello, ed il rumore delle foglie,
che il moto suo gentilmente muoveva.
E non d’altri ricordi o d’altre spoglie
ti posso raccontare, che non mento
nel dire che tuttora non accoglie,
la mente mia che troppo possedeva,
la rea memoria che quel precedeva.
Mi accorsi dopo di essere disteso
così nel mezzo d’una rigogliosa
radura, da non crederla che un sogno,
ma si vero, che ancora è in me gioiosa;
e poiché era per me di poco peso
il capo, mi alzai lesto nell’ariosa
fresca oasi e scrissi, per bisogno,
l’altra mia storia, che a dirti già agogno.
Scrutando attento e rapido i dintorni,
notai un’unica via poco forte,
e svelto verso lì mi incamminai.
E incamminandomi, mirai a sorte
un grande albero dai molti giorni,
salito da un accorto e pien di scorte
roditore di coda folta assai;
e ali di vita che va e nasce mai,
ed il rospetto nel lago saltare,
e quell’altri sopra l’acqua stare,
e l’infido strisciante là in agguato
e quei che l’ vedono ed il che “non stare!”
par poco argutamente sibilare;
e l’altri due che stan lì a sghignazzare…
chissà se infine uno l’ha agguantato,
od egli fu, dalla fame predato.
Ed io osservando ero già andato avanti:
per di qua meno luce m’imbeveva,
e più sola e diritta era la via;
quand’ecco un sentierino che perdeva
l’accordo al resto dei verdi versanti,
che già presto però, al rio cedeva
‘l passo: l’avrei eluso, nostalgia
rese tal diversione a forza mia.
Me così vidi per la prima volta,
un riflesso mutevole e increspato,
proprio come son io di me stesso,
e mai Me ha detto ed Io ha concordato.
Presi del fuori atto e un’altra volta
svoltai, tornando al tratto cominciato:
a poco avrei incontrato il fio sommesso,
e il piumato rintocco che ha mai smesso.
-II-
Vidi quell’uomo di me un po’ più alto,
tutto coperto da un nero mantello,
e dove non lo era né da quello,
né dal cappuccio similmente vello,
una candida maschera in risalto
metteva i soli estri verde acquerello;
e li osservai, un po’ sgomento, nello
stesso istante in cui vider me quei d’ello.
Ma non parlò per primo, e così,
avanzando con far da perditempo,
fui io a dimandare chi egli fosse,
perché era lì, e se fosse maltempo.
“Quivi andavo aspettandoti; e sì,
nulla ci segue più, ma il bruto tempo,
e me anche più di te, dalle più rosse
stringhe di lui che in altro tempo cosse.
Mi capirai ordunque quando dico
che di mio ‘l tuo, voglio in fretta fare”
esordì il tale senz’ombra spostare,
con parole schermate e voci amare.
Ripresi io con fare meno amico,
più per il mio spavento cancellare,
che di risposta alle sue poco chiare
parole e ripetei, per non ciarlare,
la prima mia medesima domanda
-non l’altre due cui già aveva risposto-.
“Sono sorpreso, che da te che niente
di te sai, io che di te so, discosto
più attenzione di quest’ignota landa,
del come mai tu passi in questo posto,
del perché v’è oltre a noi non altra gente,
o com’è il giusto: del te qui presente.”
Spiazzato da quel fior d’osservazioni,
e dall’inaspettata sua saggezza,
rimasi come quello che cattiva
notizia apprende; si tanta sciocchezza
notò in me lui, che per altre orazioni
andava andando; ma con gran freddezza
irruppe quel rintocco, e saliva,
che ‘l capo suo scese. “Ah, mai io viva
senza lance tiranne, come sempre…
tu, ascolta ora, che più non potrai:
prendi per nome Kàleb, ciò ti basti;
la campana indica il me che vedrai,
ma te, invece, da diverse tempre,
dal secondo e dal terzo suon sarai
forgiato, nei pensieri vuoti e casti.
Or va’ e ritrova quelli che lasciasti,
che saranno la guida di te e l’altri,
che incontrerai più avanti in altri posti.”
Confuso come chi la via ha perso,
tentai di chieder verbi meno tosti
o dei modi di dire un poco scaltri,
quando, stavolta a toni e voci opposti,
un secondo rintocco fu emerso
dal medesimo luogo a noi diverso.
“Questo tempo assassino, già da troppo
mi culla di pietà, se d’ei si tratta.
E meno me ne dà, più son soave;
meno ne ha, più è la fine a me attratta.
Ma tu prometti, che mentre galoppo…
molto più in là, dove se non astratta
la ragione non può, che non ha chiave,
che farai libere le scelte schiave…
eppur già so, che è già tua intenzione,
o non starebbe, quella là, suonando.
E già anche so che noi ci rivedremo,
per nulla qui, dal futuro passando.”
Quella volta, nessuna interruzione,
che gli promisi e stavo muto stando.
Puntuale il terzo. “Ora seguiremo
sempre insieme le luci, le vedremo
creare le stelle, le stelle più belle.
A volte quelle segnano il cammino,
ma spetta a noi la scelta di guardarle.”
E stetti, come quello mai bambino
che mai vivrà la luce delle stelle,
mentre l’ombra svaniva, pian pianino.
Ed io, guardando in alto per cercarle,
perso mi abbandonai, al non trovarle.
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La sillabazione è corretta, ti spiego cosa intendo: negli endecasillabi tradizionali gli accenti principali sono sulla decima sillaba (e questi li ho messi per forza, altrimenti non sarebbero endecasillabi) e in più o sulla quarta (e settima o ottava, ma sono meno importanti) o sulla sesta sillaba.
Non mettere esattamente questi accenti - diciamo secondari - non toglie la natura di endasillabo ad un verso, ma lo rende meno musicale, lo rende imperfetto potremmo dire. Non è un errore grave mettere un accento sulla quinta sillaba piuttosto che sulla terza, semplicemente toglie un po' di qualità; l'importante è non perdersi quello sulla decima.
A conti fatti molti dei versi che ho scritto sono già a posto, perché è probabile che i versi che per me suonavano bene abbiano effettivamente già gli accenti corretti.
Infatti se leggi le 3 versioni della stessa parte che ho messo sotto spoiler, noterai che molti versi nelle versioni modificate sono identici a quelli della versione originale, per questo parlo di lavoro di rifinitura, niente di catastrofico XD
Su discord sono già passati alcuni miei screen :D
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AH-HA! Era tutto un inganno! Davvero qualcuno ha pensato che ora avrei makerato? Ovvio che no!
Infatti da oggi parte il 'Revival' di quanto ho scritto finora.
Quasi XD Sto makerando, ma lavorerò anche nuovamente alla poesia, partendo dall'inizio. Sottolineo che non sarà un lavoro di riscrittura, ma di modifica e rifinitura... e perché? Perché è tutto scritto male :D Alcuni passaggi si salvano, ma complessivamente la forma è scadente, la metrica povera e le rime... beh, all'inizio ho dichiarato che avrei usato uno schema sperimentale, e ora posso dire: esperimento fallito XD
Però va bene così, perché il mio scopo iniziale non era quello di creare qualcosa di bello, ma di creare qualcosa e basta, finire qualcosa, e così ho fatto, sono arrivato al traguardo che mi ero preposto, ed è quindi arrivato il momento di tornare sui miei passi per dare una dignità diversa al progetto!
Cosa, nello specifico, rende di bassa qualità tutto quello che ho scritto? Lo riassumo in 3 punti, più o meno tecnici:
-ho scritto tutto in endecasillabi, e per quanto il conteggio delle sillabe sia perfettamente - o quasi perfettamente - corretto, non ho mai considerato gli accenti: non entro nello specifico, ma in ogni verso endecasillabo dovrebbe esserci almeno un accento principale su alcune sillabe specifiche, per dare forma e musicalità alla poesia stessa; io non ho tenuto conto di questa regola (ho scelto di non farlo), ma è necessaria affinché si possa considerare corretta, la poesia;
-miglioramento nel tempo, lunghe pause e "rush", elementi che hanno influito molto sull'andatura del poema, togliendo nel complesso la continuità artistica e narrativa: rivisatando tutto potrò donargli appunto la continuità che manca;
-rime, che dire, non funzionano XD L'idea delle rime nei quarti versi che si ripetono per tutto il capitolo era originale, ma inefficace (chi l'avrebbe mai detto che 2 parole in rima con 8 versi di distanza sarebbero state inefficaci? XD) e dannoso, perché mi sono costretto più volte ad usare molte parole con la stessa rima, forzandomi a delle scelte che poi non hanno avuto alcun effetto.
Cosa cambierò quindi? Lo schema di rime sicuramente, ho trovato una soluzione per mantenere la meccanica delle quartine a coppie (per poterle poi spostare liberamente nel gioco), rendendo più partecipe le rime: si passa da un terribile ABC1-ABC2-DEF1-DEF2... a un più sobrio ABCB-ABCC-DEFE-DEFF..., perché le cose normali sono fuori dalla mia portata XD
Sistemerò ovviamente gli accenti (cosa che nessuno noterà a parte me, ma va bene così :D) e probabilmente sostituirò il quarto endecasillabo con un novenario, oppure un decasillabo visto che ho scoperto recentemente che Dante ha addirittura messo al bando il novenario come tipo di verso :O Per quale motivo? Non lo so, mi va così. Al massimo se non funziona butto dentro una sillaba a caso in più in ogni quarto verso XD
Ho già provato a fare dei test con le prime 4 quartine del prologo: metto sotto spoiler la versione originale e 2 versioni modificate; aldilà delle rime che vabbè, spero siano più apprezzabili, vorrei sapere quale delle due nuove versioni sembra più interessante!
La prima cosa che vidi fu il vento:
quello, ed il rumore delle foglie,
che il suo moto gentilmente muoveva.
E rimarco: questo è il primo ricordo
di cui posso raccontare: non mento
nel dire che tutt’ora non accoglie,
la mente mia che troppo possedeva,
alcuna mia precedente memoria.
Mi accorsi dopo di essere disteso
nel mezzo di una così rigogliosa
radura, da non crederla che un sogno,
ma si vero, che ancora non lo scordo;
e poiché mi faceva poco peso
il capo, mi alzai lesto nell’ariosa
e fresca oasi e scrissi, con men bisogno
che desio, il primo passo della storia.
---
La prima cosa che vidi fu il vento:
quello, ed il rumore delle foglie,
che il moto suo gentilmente muoveva.
E non d’altri ricordi o mie spoglie
ti posso raccontare, che non mento
nel dire che tuttora non accoglie,
la mente mia che troppo possedeva,
rea memoria che quel precedeva.
Mi accorsi dopo di essere disteso
così nel mezzo d’una rigogliosa
radura, da non crederla che un sogno,
ma si vero, che è in me ancor gioiosa;
e poiché era per me di poco peso
il capo, mi alzai lesto nell’ariosa
fresca oasi e scrissi, per bisogno,
l’altra storia che a dirti già agogno.
---
La prima cosa che vidi fu il vento:
quello, ed il rumore delle foglie,
che il moto suo gentilmente muoveva.
E non d’altri ricordi o di mie spoglie
ti posso raccontare, che non mento
nel dire che tuttora non accoglie,
la mente mia che troppo possedeva,
una memoria che quel precedeva.
Mi accorsi dopo di essere disteso
così nel mezzo d’una rigogliosa
radura, da non crederla che un sogno,
ma si vero, che è ancora in me gioiosa;
e poiché era per me di poco peso
il capo, mi alzai lesto nell’ariosa
fresca oasi e scrissi, per bisogno,
l’altra mia storia, che a dirti già agogno.
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Benvenuto ^^
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Si ma non tentare di dissuadermi parlando di mappe e grafica XD
Appena avrò qualcosa deciderò se uppare il vecchio topic (anche se ormai è tutto diverso) o se aprirne uno nuovo!
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È fatta. È passato un po' di tempo, ma mi sono bloccato in un paio di punti prima di concludere finalmente il sesto capitolo, nonché ultimo del primo atto.
Il finale di questo capitolo è l'esatto punto in cui si concluderà il prologo del gioco, per poi entrare nel vivo dell'azione; mi aspetto quindi che le prossime parti che scriverò per il poema siano più dinamiche e progressive piuttosto che statiche e riflessive, ma sono anche complessivamente contento di come si è sviluppato il mio processo di scrittura dal primo capitolo del prologo fino ad ora.
Ovviamente però, come avevo anticipato, è giunto il momento di spostarmi su rpgmaker, riesumare il progetto che avevo iniziato tempo fa (e che a conti fatti avevo completato fino a questo punto), lavorare sul cs, implementare la poesia ecc..
Ho tuttavia un'altra considerazione da fare, per quanto riguarda le aree secondarie. Infatti il poema che sto scrivendo copre e coprirà solamente le tappe principali del viaggio di Kaleb, mentre nel gioco ci saranno diverse aree opzionali, diverse quest secondarie e quant'altro.
È molto probabile che gestirò anche quelle in poesia, ma con il metodo che già intendevo utilizzare per i dialoghi secondari: molto banalmente, nel poema non posso coprire tutti i vari dialoghi di circostanza che ci sono negli rpg, ma all'interno del gioco li scriverò comunque in poesia, rispettando gli endecasillabi ed inserendo le rime magari anche con schemi che differiscono da quello principale, in base a come mi tornerà più comodo.
Per le aree secondarie quindi farò la stessa cosa: le parti dialogative saranno sempre in poesia.
Cosa invece non sarà in poesia? Le descrizioni degli oggetti, che ho intenzione di espandere quanto più possibile per far comprendere al meglio il mondo di gioco (alla Dark Souls, ma con meno spazio disponibile per le scritte XD), e che sarebbe non solo poco interessante, ma anche controproducente.
Ah, ovviamente liberi di non leggere se volete evitare spoiler, per quanto leggeri.
Dunque, non c'è molto da dire su questa parte, utile senza dubbio a comprendere meglio i caratteri dei 2 protagonisti, ma abbastanza lineare nella narrazione, come sempre se qualcosa non è comprensibile, chiedete pure delucidazioni :D
C'è anche un gioco di parole-citazione dantesca che trovo abbastanza divertente, +1 a chi la trova!
-VI-
Stavo lì, su un letto della locanda
ad Èxader, quella al tempio vicina.
Sdraiato non per sonno, per attesa.
Attesa di un insensato soccorso.
Percorso il bosco al buio a randa a randa,
e tornati in città per la stradina,
insistei, per non avanzar più offesa,
per star lì fino all’alba successiva.
Invero però volevo lasciare,
lasciare Shauna per lasciarmi solo,
scappare sotto al velo della notte
e proseguire da me il mio percorso.
Su di me il peso doveva gravare:
volevo essere non mare, ma scolo;
soltanto che non senza buonanotte
l’insistente mia breve comitiva
volle abbandonarmi e venne con me,
piuttosto che seguire il mio consiglio
e stare a casa nel suo letto caldo,
senza lasciarmi parola o ricorso.
E stavo come sto ora qui con te,
ma con meno voce e con più sbadiglio,
tenendomi alla coscienza si saldo
per essere al sogno persona schiva;
poi agii, agevolmente agitato,
quando Shauna dal sonno era ormai presa:
nel silenzio per di fuori mi mossi,
che non volevo essere sveglia all’orso;
muovevo un passo quanto più felpato,
sulla strada che era anzi a me distesa,
e i passi miei erano più colossi
quanto più quieta la mia via fuggiva.
Seguivo di già la strada di terra
fuori dal sempre ospitale villaggio,
strada che si più lunga diventava,
più si snodava su di essa il mio corso:
ma ecco un rumore, che ancora mi afferra,
d’altre impronte e di assordante passaggio,
che per le spalle mie s’avvicinava.
Lesto giungeva il passo alla mia riva,
e a un tratto mi fermai senza voltarmi,
che non vòlto era il mio volto richiesto,
per sentire lei dal più roseo tratto
che, come quello che a lungo ha rincorso,
assai s’affannava per guadagnarmi.
E quando fu il distacco alquanto presto,
afferrò con forza un mio polso ratto
e mi voltò senza esser più tardiva.
“Per Sarih! Ma che ti è saltato in testa!?”
disse urlandomi addosso sottovoce,
che era pur sempre ancora notte fonda;
non sapendo proseguire il discorso
argomentando a modo le mie gesta,
mi aggrappai ad un reo filo di voce:
“Non ha senso che io te lo nasconda:
volevo essere persona furtiva,
andarmene per la Città Centrale
e proseguire da me le mie scelte,
che è già troppo impiccio quel che ho portato,
e se mia è la testa allora mio il torso”.
Conclusi appena il motivo verbale,
ch’ella mostrò di aver le mani svelte,
e dalle dita sue era già segnato
il viso mio che rosso diveniva.
“Sai, non pensavo fossi così egoista”.
Più niente disse, ed io, testa china
per vergogna e nel buio rassegnato,
già camminavo indietro al mio decorso,
ma udii: “Hai perso la strada di vista…”;
mi girai e lì vidi la mattina,
e il sorriso di lei e il nostro fato:
“…non è di là, la tappa successiva”.
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Ma di cosa stiamo parliamo?
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Proseguo il monologo XD
Oggi ho scoperto un gruppetto molto interessante, questo qui:
https://satanicalamode.bandcamp.com/track/iolite
https://satanicalamode.bandcamp.com/album/annihilation
Mi sono pure spoilerato nella descrizione del cd che ad un paio di tracce ha partecipato anche la cantante dei Release Hallucination, sto attendendo di ascoltarle XD
Cito anche questo gruppo abbastanza nuovo (2018), per ora non mi fa impazzire ma potrebbe essere interessante!
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Rientrerebbe nella magia arcana, per la quale era prevista la pena di morte u.u Potrebbe tuttavia essere un incantesimo, ma non credo ce ne sia uno utile a copiare libri XD
Anzi aspetta, è il mio mondo, confermo che non c'è un incantesimo del genere, anche perchè ne sono stati creati molti pochi e copiare libri non era la priorità... esiliare nel nulla chi non rispettava le regole, quella era la priorità u.u Che poi è quello che è successo al povero Sil IV, solo che lui è stato condannato senza aver fatto niente di male, perché era troppo buono come capo, aveva abbandonato il "Programma Cupola" e gli altri membri del consiglio temevano potesse guidare l'Antica Setta verso la sconfitta contro l'Impero. Poco dopo sono cadute entrambe le organizzazioni XD
Chiaro no? Anche se devo ancora rivedere per bene la linea del tempo :o
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Non esiste la stampa nel fantasy, tutto a mano u.u Per la verità intendevo dire "unica copia dello scritto originale", quindi in totale ci sono 2 copie, solo che non sapevo come scriverlo in un endecasillabo XD
Però sarà chiaro più avanti!
"Quici" è l'asso nella manica quando non trovi altre rime con "dici" XD
Ho appena realizzato che non c'è una locanda nel primo villaggio, visto che c'è la casa della protagonista... i poveri avventurieri dovranno dormire nel bosco XD O posso aggiungerla da qualche parte, sembrerebbe più saggio u.u
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Proseguo! Con questa parte si conclude il quinto capitolo, ed ora manca solamente una singola parte per concludere anche l'intero primo atto. Poi dovrei spostarmi su rpgmaker, speriamo bene >.<
Dunque, dopo la scena post-bossfight, i protagonisti tornano al piano terra per utilizzare la chiave appena trovata, ma il posto è radicalmente cambiato... inoltre, qualcosa di alquanto bizzarro accade nella cripta :O
-V/6-
Già stavo notando cose cambiate
prima ancora di scendere la scala,
ma una volta arrivato al piano in basso,
il nostro sguardo rimase basito:
caos e disordine, panche spostate,
divelte e ribaltate per la sala;
statue ridotte a poco più che masso,
tele strappate e muri rovinati.
Ti assicuro che era quasi impossibile
riconoscere quell’infausto luogo:
“Ma cosa diavolo è successo qui?”
esclamò Shauna, con sguardo stupito;
“Qualcosa di indubbiamente terribile”
commentai, per poi quasi intuire il giogo:
“Ricordi una porta che mai fu lì,
la vedesti chiusa in tempi passati;
Blu ce l’ha descritta come illusione…”
Shauna comprese e anticipò il mio verbo:
“Stai forse dicendo che il vero tempio
era nascosto ed il trucco è finito?”
“Esatto, non vedo altra soluzione:
di certo l’edificio non è acerbo,
e in più l’assente entrata ne è l’esempio”.
Restammo per un attimo bloccati.
Poi lei prese ad andare per l’altare,
quasi inciampando sul piano stravolto;
al che mi ricordai di quella chiave
pocanzi avuta dal gatto svanito:
io quasi me ne stavo per scordare,
ma lei mai ne ebbe il pensiero distolto.
Le fui dietro con passo meno soave,
e alla porta fummo meno spaesati.
Entrammo nella cripta abbandonata,
una piccola stanza ormai distrutta,
saccheggiata e di polvere coperta;
dove il mobilio non era ferito,
poca cosa poteva esser trovata,
come quel che è rotto e la gente butta,
o che par rotto alla vista inesperta.
Così mentre Shauna vedeva i lati,
io mi rivolsi ad un tavolo al centro,
e il mio occhio cadde su una mappa aperta.
D’un tratto tutto in torno a me cambiò,
vidi il mondo di passato vestito,
e così anch’io non ero più a me dentro,
ma in quello che non ha identità certa,
che a me nome diede e strada indicò:
e da lui furono i luoghi segnati.
Uno che non vidi iniziò a parlare:
“Signore, siamo pronti per partire!”
mi girai e parlai senza comando:
“Arrivo presto, ho quasi finito”.
Fece il saluto che già vidi fare,
quel noto soldato, per poi uscire.
Dopodiché vidi in silenzio stando,
per la luce di quest’occhi bucati,
una mia mano richiudere un libro,
cui copertina gialla recitava:
“Programma Cupola – Unica copia”.
Presi con me il manoscritto rapito,
e forse udii “ancora in te mi libro”,
mentre il me stesso conscio in me tornava.
Intanto, come se mai fu l’inopia,
Shauna ancora cercava risultati;
non trovandone tuttavia nessuno,
si volse verso di me, sospirando:
“Niente di interessante… tu che dici?”.
Guardai quella mappa più incuriosito,
la stessa che il misterioso qualcuno,
in quel ricordo, andava guardando:
“Che cosa segna questo segno quici?”
le domandai con i diti puntati
sul solo punto con cura annotato.
“Fa’ vedere” mi disse avvicinandosi:
“È una mappa molto vecchia; allora…
questo qui” proseguì puntando il dito,
a sua volta, su un luogo imprecisato,
sfiorando le mie e quasi scusandosi
“dovrebbe essere il tempio in cui siamo ora,questi luoghi li abbiamo visitati”
continuò indicando l’area lì intorno,
per giungere infine alla conclusione:
“quindi quella è la Radura Incantata.
Credo anche che il giorno sia ormai finito”
poi diede un’ultima occhiata lì attorno,
e suggerì che tanta fu l’azione
che era meglio tornare all’abitata
zona e pensarci da appena svegliati.
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Certo, però è comunque un upgrade il poter far scorrere il tempo di respawn globalmente (quindi non per forza stando nella mappa stessa)!
Ti segnalo anche un piccolo errore nel primo post, nelle istruzioni ripeti "l'evento ricomparirà dopo x ore" anche per il comando dei minuti ^^
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Oh bene, mi sarà estremamente utile per i nemici su mappa! Se non sbaglio avevo messo un timer tramite l'evento "aspetta" per creare una specie di respawn, però che funzionava solo aspettando nella mappa stessa XD
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Beh, tenendo conto che l'intera idea della narrazione si basa sul protagonista del futuro che narra la sua storia ad un misterioso interlocutore, è difficile fargli narrare dei game over XD Però potrei sempre scrivere qualcosa usando il periodo ipotetico tipo "Contro boss x abbiamo quasi perso, chissà cosa sarebbe successo se fosse accaduto... ma non andò così" e usare frasi del genere per il gameover, quello si può fare!
No infatti, lenzuoli e stracci non vengono menzionati, è quello il collegamento che si deve fare XD Se vuoi provare ad arrivarci allora rileggi il monologo di Blu (prima parte del quinto capitolo), se non sbaglio ci sono anche un paio di post lì intorno che spiegano proprio questo.
Ti dico inoltre che nel gioco sarà possibile trovare dei "gusci di essenza" tra gli stracci, a qusto punto basta unire i puntini :D Altrimenti metto sotto spoiler la soluzione (spoiler più vasto del previsto, da leggere in ogni caso XD)!
sono i resti degli spettri che vagavano per il tempio, citando Blu "Altri mai morti, venuti a noi dopo, / sono spettri, dal fato sfortunato, / che corrotta presenza gli fu basto, / e mai potranno all’altro mondo ambire".
Quando Kaleb realizza che gli stracci appartenevano ai poveri spettri che vagavano, ormai vuoti, nel tempio (me li immagino invisibili), se ne esce con "poi capii: non spettava il grande volo, / ai miseri che il tempo rinnegava.", che oltre ad essere una frase fighissima, sottolinea come, al contrario di Sil e Blu -che ricordo, sono spiriti-, agli spettri non è stato concesso "il grande volo" (l'ascensione al mondo dell'Angelo), e infatti hanno semplicemente... smesso di esistere, una volta sconfitta la fonte di "energia oscura" che li sostentava.
Un altro piccolo dettaglio che sarà sicuramente più visibile in-game e che darà un indizio un po' più corposo sulla presenza di questi spiriti, è quando i due protagonisti stavano esplorando il piano superiore, e succede questo:
Ma mentre mi avvicinavo al sospetto,
dietro a me Sho scattò improvvisamente,
e la vidi al nulla il ferro puntare:
“Potrei aver visto qualcosa di strano”
invero tutto mi pareva corretto,
ma lei volle accertare cautamente
che non v’era alcuna presenza o spia.
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Nel gioco metterò un'animazione in questo punto, verso dove sarà rivolta Shauna, come se uno degli spettri comparisse per un istante (mettendo in guardia la protagonista): questo darà l'idea di un posto in qualche modo infestato, e sarà più facile collegare gli stracci per terra alla fine.
Una piccola info interessante è che originariamente gli spettri dovevano essere ben visibili e combattibili (esiste questa parola?), e avrebbero dovuto droppare il "guscio di essenza". Tuttavia con il "nuovo" cs non trovavo interessante una serie di scontri del genere, e soprattutto non trovavo un valido motivo per far combattere questi spettri, quindi li ho resi parte dell'ambientazione piuttosto che mob!
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Ci sta. Chissà come sarebbe qualche frase durante la battaglia, magari ad introdurre qualche attacco particolare (descrivendolo pure con gli occhi degli attaccati), narrando la mossa finale che uccide il boss od il cambio di fase/forma dello stesso.
^ ^
Diciamo che questo è un boss tutorial, non ci sono attacchi incredibili, fasi particolari o momenti di dialogo interessanti nella battaglia; non si tratta di un nemico giurato, ma di uno spirito che ha perso il senno.
Ovviamente in futuro mi troverò a dover affrontare altre bossfight decisamente più importanti, e a quel punto molto probabilmente scriverò qualcosa anche in poesia, ma per questa volta preferisco lasciare al gameplay la battaglia!
Dunque, finito appunto lo scontro con lo spirito di Sil IV, l'energia del monolite viene sconfitta insieme a lui, liberandolo finalmente dalla sua agonia; questo evento ha diverse conseguenze, potrete già constatarne qualcuna.
Il finale è probabilmente un po' criptico, dovrete mettere insieme un po' di pezzi per capirlo (credo), più che altro perché è passato un po' di tempo e probabilmente nessuno si ricorda bene i capitoli precedenti XD
Nell'ultimo post parlavo di 5-6 parti: per una volta ho sbagliato i conti in eccesso, perché infatti mancano solamente 2 parti alla fine del primo Atto (prologo nel gioco), la conclusione del quinto capitolo, e poi l'unica parte che comporrà il sesto.
Potrebbe tuttavia esserci anche una breve parte extra, vedremo!
-V/5-
Finito quello sfinente conflitto
contro un nemico si forte, ma vivo
e indebolito dalla grigia gabbia
e vessato dal nero spazio astruso,
egli s'accasciò di dolore fitto:
fu però poco più che palliativo,
com'è il tempo per chi ancora vita abbia,
a lui che ebbe già morte e ancor pensava.
Ma non stava veramente pensando
fino a quel momento, per terra steso:
"Cosa... cosa... cosa sta succedendo?"
si chiese completamente confuso;
e anche lo sguardo che stavo guardando
era nuovo o diverso, meno acceso,
o più spento, sicché io rispondendo:
"Sil? Sei libero da che ti piegava?".
Ma prima ancora di una sua risposta,
ci interruppe quel miagolante verso:
“Cos'è successo? Mi sembra che su
viga un clima più strano e meno chiuso,
l'aria che a me era prima troppo tosta...”
s'interruppe, quel miagolante verso,
vedendo lui che l'amava di più,
che da molto di riveder sperava.
Così avvenne l'assai strana riunione,
di quei due spiriti legati al mondo,
l'uno da un immeritato anatema,
l'altro, invece, per farlo concluso:
“Blu... sei proprio tu od ho perso ragione?”
disse il primo; al che ad egli il secondo,
con gioia, dopo il passato patema:
“Sil! Quanto speravo non m’ingannava”
e continuò zampettandogli incontro:
“sono alla fine riuscito a salvarti,
e ora sei di nuovo di te sovrano,
e quindi anch’io non sarò più rinchiuso…”
si sovrappose chi era con noi in scontro:
“Oh, Blu, già io voglio rassicurarti,
avanti il ritirarci dal reo piano,
che mai fu in giusto chi me dubitava,
e mai rimpiansi perché mai tradii:
orsù andiamo, a reclamar’ la pace”.
Il felino replicò, più felice:
“Di ciò fui sempre conscio e mai deluso,
ma lasciami prima porre gli addii”,
e verso noi, divenendo fugace
mentre il fato erodeva la radice
della trista essenza che lo abitava:
“Ahimè, temo non potrò ringraziarvi,
ma tu”, rivolto a me in particolare:
“tu sei molto strano, forse speciale:
del mio estremo lascito fa’ buon uso:
non so invero dove potrà portarvi,
ma così mi è stato imposto di fare”.
Né chi, quando, come, né perché o quale
potei chiedere al gatto che scemava,
lentamente ma inesorabilmente,
insieme al suo ritrovato padrone;
tutto ciò che mi fu concesso udire
furono uno strano verso rinfuso,
ed un leggero seppur prepotente
tintinnio, quando avvenne l’ascensione.
Dove sparirono vidi apparire
una chiave e una lettera sua schiava:
la prima, molto antica in apparenza,
la immaginavo per la porta sotto;
la seconda, che più nuova pareva,
presentava segni forse in disuso,
o forse non di nostra conoscenza:
non facemmo quindi il sigillo rotto
non sapendo cosa quello stringeva,
né cosa il testo di fare ordinava.
Shauna, rimasta sempre silenziosa
-fatto decisamente singolare-,
si fece a me vicina per vedere
ciò che avevo tra le mani racchiuso,
e poi disse con voce fiduciosa:
“Spiriti… ne ho sentito raccontare…
non credevo fossero storie vere;
però un’ingiustizia li imprigionava,
e noi siamo riusciti ad aiutarli,
abbiamo fatto un’altra buona azione!
Che hai trovato? Oh, forse quella chiave
apre…” si congelò guardando in giuso,
dietro le mie spalle; ‘perché non parli?’
non chiesi, che indicò con ragione
un punto, domandando in tono grave:
“Ma… guarda un po’ là, anche prima stava…
stava lì quel lenzuolo?”; mi girai,
e vidi con stupore che in effetti,
dove lei aveva l’occhio e non solo,
di stracci e cenci tetri era soffuso
il pavimento, così paventai
nuovi pericoli e nuovi dispetti;
poi capii: non spettava il grande volo,
ai miseri che il tempo rinnegava.
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Auguri ^^
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Ok, è passato un bel po' di tempo dall'ultimo aggiornamento, mi sono bloccato ad un certo punto e purtroppo quando incontro un blocco tendo a perdere interesse ed abbandonare tutto. Quindi abbandono tutto.
O magari no, oggi sono tornato a scrivere, e in realtà la parte che leggerete è stata scritta di seguito alle altre, quindi qualche mese fa ormai, solamente che non trovavo il modo di chiuderla; tecnicamente non doveva finire qui, però ho deciso di fare così per staccare e riprendere a scrivere da un nuovo capitolo.
Riassumendo brevemente (aka "negli episodi precedenti" XD), i nostri due eroi si sono avventurati nel Tempio di Sil, hanno incontrato un gatto parlante che gli ha chiesto di liberare lui ed il suo padrone, hanno quindi esplorato il tempio (questa parte se non erro l'avevo messa sotto spoiler per chi vorrà giocarsi il gioco che mai finirò), ed ora hanno trovato il misterioso oggetto che andavano cercando.
Il capitolo si chiude con l'inizio della bossfight, che tuttavia non rappresenterò in poesia, preferisco lasciarla al gameplay; immagino che sia abbastanza palese chi sia il boss, quindi non penso ci siano grossi spoiler (se non l'avete capito, potete skippare l'intera parte, tanto è breve).
E niente, spero di riprendere a scrivere costantemente adesso, il primo obiettivo è molto vicino, si parla di 5-6 parti al massimo; poi passerei ad rpgmaker, soprattutto al sistema di combattimento per cui sto avendo tante idee in questo periodo (e forse anche alle musiche, che vorrei creare da me).
-V/4-
“È questo il famigerato artefatto?”
domandai quasi retoricamente;
Blu con un cenno me lo confermò,
aggiungendo con speranza e tristezza:
“Ma non so la sua parte nel contratto,
se non che per toccar’ visibilmente
il mesto spirito dove annegò,
serve al monolite non sia lontano;
attento però al mio avvertimento:
egli ha passato del tempo nel nulla,
e potrebbe non essere più chi
in vita fu mio mentore e carezza”
terminato il discorso e il sentimento,
riandammo verso su alla pietra brulla;
notai che più mi avvicinavo lì,
più quella gemma che tenevo in mano
mutava forma diventando tonda,
come si stesse riappacificando
alla sua più oscura e vera natura,
arrivando a pari altezza e larghezza
in prossimità della pietra immonda.
Da ella attratta s’andò poi sollevando
dirigendosi alla prigione dura,
passando come tra spighe di grano
per poi sparire tutta al suo interno;
e allo stesso modo con cui fu entrata,
prese ad uscire un’umana figura
che ormai al mondo non era più avvezza:
come sbocciato da un buioso averno,
egli era di carnagione innevata
ed era come neve bianca e pura
anche la sua chioma in ordine invano.
Una volta conscio dei suoi dintorni,
guardò me e Sho con aria superiore;
non vedendo niun’altro nella stanza,
si rivolse a noi con odio ed asprezza:
“Chi… chi ha osato dopo cotanti giorni
avere, miserabili, l’ardore
di un’insana ed effimera baldanza,
sottraendomi al mio infinito vano?”
e non furono repliche permesse,
che egli subito si rese aggressivo:
mosse verso Sho un suo molesto dito,
e lei di colpo assunse compostezza,
come se d’un tratto non più esistesse.
Colto il pericolo fui tempestivo
e già si trovava lui assalito
che interruppe il suo fare sovrumano;
lo spirito chiamato Sil un tempo
mi squadrò con un misto di stupore
e sorpresa e rispetto e confusione;
ma tenne il buio della sua chiarezza,
e ripartì all’attacco. Nel frattempo
la mia compagnia riacquisì il vigore,
cosicché insieme partimmo all’azione
nel luogo sacro devoto al profano.
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Tornando un po' al jmetal, prima di tutto su youtube c'è una playlist con l'intero ultimo album dei Release Hallucination in caso vogliate ascoltarlo -->https://www.youtube.com/watch?v=JWttRgCi7aE&list=OLAK5uy_ldImEnWXqA9YAoJsi9I9u6vxt9NSZKnuE
Poi vi condivido anche questa canzone dei Cross Vein (mi pare di averli già menzionati in questo topic), molto bella secondo me! (e fa come sempre parte di quel gruppo di canzoni asseni da youtube, che si possono trovare in strani blog spagnoli perlopiù XD)
https://drive.google.com/open?id=1XmOqb9_2n7tgNkUUOKNX9rzMWpoV6YZj
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Benvenuto ^^
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Benvenuto ^^

My Mad Dreams
in Nostre Creazioni
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Ma ha uno schermo piccolissimo quel computer XD