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Posts posted by Glesion
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Benvenuto anche da parte mia ^^
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Benvenuto ^^
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Bentornato anche da parte mia ^^
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+2!
Ero indeciso tra il primo e il secondo, alla fine ho scelto quest'ultimo perché secondo me nella sua semplicità funziona; nel primo non mi piace il maiuscolo dello slogan, ma è molto bello comunque!
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Ma stai praticamente parlando di me per quanto riguarda il making XD
La cosa migliore sarebbe quella di avere in mente l'intero progetto (creandolo possibilmente in base alle proprie conoscenze e competenze) prima ancora di cominciarlo; io, nonostante ciò, non ho ancora combinato nulla, ma magari è un consiglio utile per te ^^
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Auguri (un attimo in ritardo) ^^
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Auguri Dax :D
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Auguri :D
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Yes, grazie :D
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Mi servirebbe un aiutino in ambito script (anche se non c'entra con alcuno script)!
Praticamente ho trovato questa condizione: "$game_player.region_id == x" per mettere appunto come condizione che il giocatore si trovi sulla regione indicata, e funziona perfettamente.
Cosa dovrei scrivere se volessi come condizione che un evento si trovi sulla regione x, al posto del giocatore?
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Perdonate la poca presenza ma il mio pc è partito di nuovo >.<
Mi fa piacere che abbiate apprezzato il gioco, specialmente considerando che né io, né kill, avevamo esperienza con il bs standard di rpgmaker XD
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Benvenuto ^^
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Eh ho capito, mi serve un hud standard, non saprei come personalizzarlo :( La barra a sinistra almeno è un po' diversa :D
Certo, anche se l'idea era quella di rendere la faccia trasparente se il personaggio (o il nemico) ci va sotto ^^
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Niente ok, avevo messo lo script ma senza aggiungere effettivamente del denaro, e la casella risultava vuota! C'è un modo per far apparire "0" con l'icona della moneta più bassa quando il denaro è 0?
Funziona anche il mettere il valuegold ad un valore molto alto, grazie ^^
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Ogni tanto faccio qualcosa

Al momento sto cercando di creare un hud decente, che ne dite? (Ignorando ovviamente la mappa di prova con... babbo natale e una mucca.)

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Chiedo scusa se tiro su un post vecchio di anni, ma stavo cercando uno script del genere!
Volevo chiedere se per caso fosse possibile usare solamente 2 monete al posto di 3 (solo argento e oro ad esempio), e soprattutto se potrebbe essere reso compatibile con questo script per il menù https://forums.rpgmakerweb.com/index.php?threads/one-actor-menu.920/
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Lascio qui un piccolo spoiler di... qualcosa, d'altronde è il mio angolo poetico in generale, non del solo WV Blank Memories :>
Potrebbe anche ricordarti qualcosa, se hai una buona memoria XD
Benvenuto, perpetuo cercatore
di speranza, di amore, e di lei,
in questo luogo che non è non scorre.
Quici non sta né il corpo, né il calore,
non quel che sarai, che eri, o che sei:
qui è solo mente, e il ricordo corre...
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https://drive.google.com/open?id=1eAmZmFhujQCDEHsOBBkPDOisJm5UMIOo
Splendida canzone dei Cross Vein, ma qualcuno lo legge questo topic? XD
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Avevo pensato anch'io all'elemento 'roccia' piuttosto che strettamente 'terra', per fare il parallelo con i tipo dei pokémon XD
Ho notato ora che alla voce 'coerenza' il mio commento parte con "e lode", specifico che è perché avevo messo anche dei voti per i singoli criteri, con cui poi ho fatto la media per il voto finale, e in quel punto c'era un 10 ^^
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Il problema di queste scale è che hanno l'ombra integrata nel tile e mi risulta difficile toglierla >.<
Gli errori dei tile sono dovuti perlopiù al parallax, perché tecnicamente manca l'immagine che poi passa sopra al giocatore in game; la staccionata invece mi era completamente sfuggita XD
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Vado come un treno, così il divertimento finisce prima e mi tocca tornare subito a makerare :(
-III-
Non ridirò di tutto quanto feci
ad Èxader, ma solo delle cose
che sono state per me più importanti.
Per primo dico di menti studiose,
come la è Jay, che all’incirca da dieci
anni ricerca e apprende di rose
e l’altri fiori e l’alberi e i lor’ manti,
che disse oltre le frasi presentanti:
“Ragazzi miei, credo di aver scoperto
un utilizzo molto interessante
dei fiori bianchi che crescono intorno
ad Èxader, e sarebbe intrigante
per voi saperla; ma non ne son certo,
ancora no, e non fosse seccante,
per voi, raccoglierne per mio ritorno,
vi sarei grato per notte e per giorno!”.
Gran voce invero non ebbi in capitolo,
Shauna accettò subito, di buon grado.
In seguito a minori, altri incontri,
muovemmo i passi verso il meno brado
punto della città, che fa da titolo
alla stessa col tempio suo, malgrado
la frana che i mattoni fece scontri
alla terra, pur senza effetti contri
all’edificio, che ancor sacro sta.
Poi vi sono locanda e biblioteca,
dove trovai, com’era garantito,
Jess, l’uomo che il sapere tutto reca.
“Doveste andare a sud della città,
e se per caso alcun danno v’arreca,
potreste prendere l’oggetto ambito
dagli scrittori, cioè il puntuto acuito
delle giganti vespe che lì vivono?”
con garbo chiese, rendendoci noto
come gli aculei siano spesso usati,
grazie a un processo di tempo remoto,
per crear le penne che assai meglio scrivono.
E fu abbondantemente ancora vuoto
il mio spazio nei dialoghi scambiati,
che furon quasi i compiti obbligati.
Almeno ebbi il motivo per andare
nel luogo dove Shauna mi trovò,
sperando di scoprire qualche cosa
su di me o sul passato che non ho.
“Fuori al villaggio servirà lottare,
che sai usare, la spada o… non so,
sai almeno combattere?”, curiosa
chiese, usciti da poesia e prosa;
e invero non vi avevo fino ad aora
pensato, ma in un senso già sentivo
che lo sapevo fare, e risposi
d’istinto di non essere io schivo,
sul fatto, né sul ferro che da ora
avrei in avanti brandito, votivo
di scuola di fendenti sì maestosi,
e pose ed equilibri assai briosi.
Al che mi rivelò che anzi a me
stava, nel luogo dove i sensi persi,
una normale lama disadorna,
e che per evitare bruschi avversi
risvegli, la occultò e prese da sé,
doe stanno in casa li vestiti tersi;
così tornammo al posto in cui si torna,
e poi a sud, a mente più adorna.
-IV/1-
Giuro: quel luogo di mia perdizione,
cui giungemmo da un leggero sentiero
pel meridione di quella città,
mai prima lo rividi, falso o vero.
Non fui nel punto esatto di attenzione
rubata, ma quel sogno veritiero
mi mostrò degli altri antri e attualità:
così mai seppi se arrivai da là.
Abbandonammo la strada di terra,
per addentrarci in uno spiazzo snello
con degli alberi al centro e tutt’intorno,
poco più tardi del primo cartello.
Qui trovammo i motivi nostri a terra
ed in aria: i fiori in un ruscello,
che quietamente scorreva lì attorno,
le vespe che per modo malo e storno
qua e là volavano, tali operose,
tali altre oziose; per prime di loro
ci occupammo -men’io che Sho, che fuoco
d’arma diresse la questione all’oro
in meno tempo- e intanto, velenose
punte e pericoloso assai lavoro
eran da lei curati, per il fioco
fiore andai, quando vidi un altro loco:
un tempio tetro apparve all’orizzonte,
ad ovest oltre il verde, e domandai
perché lì fosse l’oscuro edificio:
“Oh, è il Tempio di Sil, ‘la Risorta Mai’
o ‘la chiesa proibita’ o ‘l’Arcan Fonte’,
son tanti i modi con cui lo sentirai
dire e si tratta di un vecchio artificio
caduto della Setta, perso e sbricio,
o almeno così dicono”. Non troppo
soddisfatto dal dire di lei, colsi
quelli da cui il tempio mi ebbe distratto,
e in breve facile compito tolsi.
Già tornavamo col blando malloppo,
che all’improvviso la mia presa sciolsi,
e tutto quanto fu d’un tratto ratto,
e fui disteso, per senno rifratto.
-IV/2-
Quando fu la coscienza ritornata,
mi ritrovai in un’angusta capanna,
su un inadatto giaciglio di paglia;
mi alzai da solo nell’aria che affanna,
e ancora lì, dentro, quella portata
a me era fredda e paurosa e tiranna:
udivo suoni di pioggia e battaglia,
ed altri minacciosi e di ferraglia.
E puoi credere o meno che il ricordo
che ora ti andrò riportando sia vero,
perché io neanche posso assicurare
lo sia o fosse forse menzognero;
e quasi con me stesso non concordo
nel dirlo ad altri alcuni, poiché invero
mai lo dissi e mai voglio raccontare,
di fatti che il narrare può imbrogliare.
Mossi quei pochi passi ancora asciutti,
uscii, bagnato già dalle scroscianti
gocce e osservai quell’assordante scena:
guardie e soldati a menar tutti quanti
un altro o più, votati loro tutti
all’altro o l’uno vessillo, pesanti
simboli che d’imperturbata lena
ledono, tra nitriti e guaiti in pena
di lupi e di cavalli, o deliberi,
o invece cavalcati dalle agoniche;
fuochi e fiamme che bruciano accendono,
incuranti del tempo e delle logiche;
poi per il chiuso scuro vanno liberi
corvi di morte e creature draconiche,
che ingiù le avverse masse vilipendono:
ancora li occhi miei non si riprendono.
Ma fu altro in verità, a farmi scosso…
Èxader era il luogo, nel passato.
Non solo: riconobbi là in quel quadro
il nero manto e il viso mascherato;
al che, quasi mi fece il fato mosso,
verso di lui, ma una volta arrivato
a pochi passi attraverso il soqquadro,
inverosimilmente nel riquadro
illeso, mi sorpresi a non esistere.
Non ero lì. Provai a urlare al tale,
domandandogli ed il quando ed il dove
ma era come se a lui non fossi reale,
pur continuando flebile a persistere.
Da quella breve distanza abissale,
potei sentire le parole altrove,
da lui dette alle gentaglie a me nuove:
“Soldato, resoconto sul conflitto”
chiese ad uno a cavallo lì davanti;
“La scontro volge pel nostro favore,
la Setta ha perso ormai speranza e fanti!”
replicò quello; “Bene; e ora ritto,
porta la nuova ai compagni restanti,
ordina loro di empiere il livore,
e andare per la Fonte con fervore”.
Il cavaliere indi si congedò,
ponendo l’avambraccio di traverso
sul tronco e il capo in avanti chinando,
anzi allo sparire, nel caos disperso.
E anch’io, nel modo che mi trascinò,
piombai nel flusso di uno spazio avverso,
di un tessuto mendace… e tornando,
i laschi bordi andavo già varcando.
-IV/3-
Con questa, già io conto quattro volte
in cui fui fatto perso e ritrovato,
ma soltanto la prima in cui i dintorni
non mi lasciarono perso e spaesato.
Ero là, doe le mie giornate tolte
lente trascorsero, ora isolato,
ancora inconsapevole dei giorni.
Sentii non passi, ma discorsi intorni:
“Ma no, per me non c’è nessun problema,
e poi il divano non è affatto scomodo!”;
era Shauna e alla voce sua rispose
solo un sospiro, in tono più incomodo.
“Controllo come sta…” come chi trema
in territorio avverso poco comodo,
finsi d’esser per lande armoniose,
per non far sospettar le false cose;
aprii il volto pocanzi solo chiuso,
quand’ella fu già entrata nella stanza,
donandole sollievo, e sorpresa:
“Oh… sei sveglio”; capii che per mancanza
trascorsa e il mio rinvenimento astruso,
ella temevami, come l’istanza
precedente, di mente vuota e arresa,
ma la rassicurai che la ripresa
mi rivolle due volte inversamente,
così a lei scese l’altra e crebbe l’una.
Ma prima che alcunché potesse fare,
chiesi saperi e conoscenza alcuna
su quella costruzione nell’ambiente,
che vidi reale e sentii nella cruna.
“Il Tempio dici… ma aspetta a parlare,
come stai, che è successo?”: il cantare
ai bambini poiché son meno tali,
meno gli dà imbarazzo, di me al chiaro
di quel comportamento scarso, e lei,
notato, s’allegrò e porse riparo:
“I mancamenti non sono normali,
però magari è stato un caso raro
e non accadrà più… chiedevi i miei?
Ah si, il Tempio… però prima vorrei
sapere che hai sognato, per volerne
così sapere, improvvisamente”,
e ancora le nascosi quanto vissi,
o mai vissi ma vidi e il suo assente
incontro addirittura a non saperne,
ma aiuterebbe me possibilmente,
a ritrovare li pensieri fissi:
così i suoi modi volsero a più deissi.
Completamente ritornato in me,
andai all’ultimo percorso visto,
insieme a quella che mai m’abbandona;
da lì partiva, sotto ad un provvisto
albero e vaste piante per i piè,
un sentierino alla natura misto,
che non vedeva da molto persona:
quivi scorsi bei fiori blu a corona,
che non rividi d’altra parte alcuna;
frondosi tronchi e poi altri caduti,
divenuti dimora di altra flora
e d’altri vivi; e restammo muti,
quando arrivammo innanzi la lacuna
nella giada, per quei meandri perduti
e sottomessi alla corvina gora,
ove santi fuor mai, ora né allora.
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Continua la ristrutturazione...
Ho tolto la scelta multipla dal II capitolo, perché spezzava troppo la narrazione, non ho mai riproposto quel tipo di parte scritta, e soprattutto ho cambiato la gestione di alcuni dialoghi secondari.
Atto I
-I-
Quando tornai in me, pur ignorando
il dove e il quando, ed il come e cosa
avvenne dacché il grigio rimirai,
sentii dei passi come prima prosa.
Poi mi accorsi di stare riposando,
dove chi per dormire il corpo posa,
non dov’è l’erba, come già mi alzai.
Al che lo sguardo di aprire tentai,
ma nemmeno una palpebra era aperta,
che si arrestò quel battito ritmato,
ed un verso sorpreso trasalì;
poi ripartì, finché fu a me arrivato.
E colsi ciò che nel verde deserto
non v’era: non i fili che ho toccato,
non lo specchio che vidi, né quel chi
che udii, ma un bel profumo, che colpì
come una freccia che nel giglio prima
è intinta, e poi centra dolcemente;
quello mi disse di essere distante
da malo sentimento o avversa mente,
e procedette l’occhio che dapprima
s’andava aprendo, quell’altro rasente.
Verde deserto fu verde sperante,
mentre lo specchio fu meno pesante.
E vidi, sopra me, il primo volto
oltre al mio, il secondo a me estraneo:
due occhi grandi e di color smeraldo,
che mi fissavano con far spontaneo,
e due fiocchetti grigi; oltre, molto
rosa, che più del colore cutaneo,
dipingeva di un grado un po’ più caldo,
la leonina cornice; ben più saldo,
ma con ritardo, scorsi le due piume,
che per l’ancora più caldo colore,
spiccavano di più nel chiar leggiadro,
scendendo dall’orecchie con ardore.
“Buongiorno!”, disse lieta, tanto il lume
del viso riacquistò normal vigore;
ed io, che forse poco più che ladro,
o fratello o di meno o più nel quadro,
potevo essere a mia insaputa,
domandai prima qual era quel posto.
“Ti trovi a casa mia e di mia madre,
sul mio letto al momento, ma piuttosto:
due giorni or sono, mi sono imbattuta
in un loschissimo tale, nascosto
da fiori ed alberi e piante leggiadre.
Pensavo fossero due mani ladre,
tipo un predone, molto poco esperto;
ma avvicinandomi mi sono accorta
di non correre affatto alcun pericolo,
di aver pensato una realtà distorta.
Ed ho trovato te, che di per certo
hai un motivo di una qualche sorta,
per indossare un vestito ridicolo,
e a conti fatti, svenire in un vicolo.”
Cielo, quanto parla quella ragazza…
almeno mi rispose, ed in più
mi fece capire com’era andata;
non potei io altrettanto essere su,
che il mio intento era come una piazza
con neanche un monumento; così in giù
la vista posi già, poiché celata
a lei avrei fatta, come vera fata,
che tali fatti canta ed altri omette,
la faccenda che accadde in precedenza…
invero mi sembrava meno reale,
ma irruppe lei, con sì forte presenza:
“Cosa c’è, ti hanno messo le manette
alla voce? Almeno la decenza
di dar risposte a chi è stato ospitale!
O per te poco o più il rispetto vale?”
Tanto sorpreso fui da tanta grinta,
da essere quasi per me preoccupato,
che mi resi conto di quanto disse:
fu proprio lei ad avermi salvato.
Così le raccontai, e non per finta,
quanto l’ombra mi aveva rivelato,
ma non di quella o del perché venisse:
tanto omisi, sperai che mai scoprisse.
Parlammo candidi per qualche istante,
io mi scusai per la scarsa iniziale
riconoscenza, e lei più ampiamente
spiegò quant’era al mio ricordo male.
Appresi lì qualche nome importante,
come il suo e della sua città natale
(Shauna era lei, da Èxader proveniente)
e d’altro luogo, di freddo cocente,
verso nord, dal qual forse vengo io,
che tanto i nostri nomi han tal maniera:
Kàlen, città che mai non è innevata,
doe l’Ordine Celeste sarà ed era.
Al che la ringraziai dal canto mio,
così l’aria fu resa più leggera:
“Bene, direi che mi sono stancata
di stare dentro, non più rintanata!
visto che sei rimasto qui per giorni.
Ti aspetto fuori, quando te la senti
raggiungimi, che ti indico il programma.”
E già all’uscita erano i piedi attenti,
che fece un paio di passi ritorni,
e suggerì, coi suoi modi suadenti:
“E soprattutto ringrazia mia mamma:
devi a lei la ripresa dal tuo dramma.”
-II-
Rimasto dunque solo nella stanza,
ripensai al pensiero che potevo:
cos’avrei fatto, i ricordi infranti,
cos’avrei perso, e cosa volevo…
Avrebbe dovuto essere abbastanza
la bussola di lui cui il nome devo:
così mi alzai, guardando sempre avanti:
là, fuor per primi i miei passi distanti.
Uscito fuori dall’aria ormai spenta,
mi imbattei in quella cui Shauna somiglia,
che si rivolse a me affettuosamente:
“Ben ti rivedo che hai aperto ciglia,
e in egual modo ne sono contenta;
ma segui ora la mia sola figlia,
che non è invero persona paziente”.
Dedussi che, per motivo d’ambiente,
ch’ella volesse, o meno, sapere,
intese quando a Sho stavo dicendo
giacché più niente di me domandò;
mi espresse invece un dispiacer tremendo
per le mental limitanti barriere,
e aggiunse poi: “Qui ti starò attendendo,
che se, e quando ricadrai, potrò
curar le tue ferite come so”.
Così mi portai fuori dal coperto,
e subito era lì Shauna in attesa.
Ancor prima che fu la porta chiusa
incalzò: “Era ora! Per la chiesa,
nell’Ader è tutt’altro che non certo
il dire falsamente che fu ascesa
Sarih, perché sarebbe stata esclusa
dal circolo divino e la sua musa
voce sarebbe finita; fortuna!
qui c’è solo il suo tempio, quello lì,
che puoi vedere attraverso le foglie,
e il sole la baciò nel bosco, si…
scusa, sto divagando! Se hai una
o più domande, chiedi pure qui!”.
Più, per mie conoscenze spoglie spoglie,
ne avevo, così chiesi, per far sbroglie,
cosa poteva dirmi più di dove
mi trovò lei, sola, di senso privo,
e se saremmo ivi potuti andare:
“È verso sud, non sarebbe tardivo,
ma per adesso non andiamo altrove,
o per lo meno non senza motivo.
Sicuramente troverai da fare
qui, senza avviarsi per monti e per mare”.
Al che, finita la conversazione,
presi a vagare per la città amica,
una di tante che nel tempo ho visto;
forse, considerata la rubrica
dell’accaduto, di dire ho ragione
sia lei la più speciale, ma a fatica
vedrai la cagione, che non tristo
te già con ciò cui il mio dire è sprovvisto.
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Complimenti a tutti i partecipanti ^^
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Piccolo Contest di supporto (prima parte)
in Supporto MV
Posted
Di norma io sono bravo a trovare dei nomi per i pugnali, che giustamente tu non hai incluso nella lista XD
Comunque ci provo, non so se vadano bene o meno i nomi ispirati alla mitologia!
Spade corte:
-Aracne
-Inopia
-Bianca Fenice
-Scheggia d'Averno
Spade lunghe:
-Rubicante
-Divora Spiriti
-La Gloriosa
-Filo di Arianna
Spade bastarde:
-Elena Rinata
-Nona Stella
-Compromesso
-Fierezza
Mazze leggere:
-Eco
-Alba Terrena
-Faglia Esiziale
-Dinastia
Martelli da guerra:
-Chirone
-Oblio e Riposo
-Macigno Recluso
-Assalto del Forte
Asce bipenni:
-Giudecca
-Fiore d'Argento
-La Solitudine
-Ali delle Pleiadi
Bastoni:
-Lazzaro
-Canto della Cenere
-Fine del Sole
-SolcaNebbia