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So di recuperare una discussione praticamente dimenticata, ma vorrei fare delle precisazioni.
Anzitutto bisogna sottolineare che, sebbene la sceneggiatura sia di Sakaguchi, la raccolta dei sogni di mille anni è dello scrittore Kiyoshi Shigematsu.
Inoltre, poco del merito del decantato valore del videogioco è da attribuirsi a Sakaguchi, dato che i compiti di questo sono stati solo relativi alla trama.
Piuttosto, la forza motrice di Lost Odyssey è la defunta feelplus, casa produttrice composta da vecchi impiegati della Nautilus, anch'essa precedentemente smantellata. Il 'classicismo' di cui si è parlato è un elemento che ha contraddistinto gran parte della produzione di quegli sviluppatori.
In effetti ai tempi della loro opera prima, Koudelka (per PlayStation), ideata e diretta dal compositore Hiroki Kikuta, hanno avuto una disputa con quest'ultimo proprio per via di un'apprensione generale nei confronti delle sue idee anticonformiste (riteneva che la maggior parte dei giochi di ruolo giapponesi fosse "incoerente, immatura e stagnante"). A causa di questi eventi infatti, ne è risultato un prodotto ibrido e palesemente vacillante che non ha ottenuto successo di vendite.
Kikuta (che aveva pure prodotto il videogioco) si è poi dimesso e i suoi ex colleghi hanno dato vita a Shadow Hearts (per PlayStation 2).
Da qui ha avuto origine una serie pregevole soprattutto per il game design relativamente convenzionale, che domava le spettacolarità in favore di un approccio più intimista e oculato. Poi c'erano elementi che chiaramente sono assenti da Lost Odyssey perché le sceneggiature erano di altre persone, come la finzione storica e l'irriverente e talvolta demenziale comicità di dialoghi e situazioni.
Più che a Final Fantasy IX o Final Fantasy X (che già sono piuttosto diversi tra loro, essendo il primo diretto da Hiroyuki Ito e il secondo da Motomu Toriyama) quindi, direi che Lost Odyssey sia decisamente contiguo agli ultimi due Shadow Hearts.
P.S.: Sulla musica di Uematsu mi sono già espresso, ma ribadirei l'apprezzamento che nutro per l'orchestrazione di Hiroyuki Nakayama in questo brano: Lost Odyssey OST - The Gun Barrel of Battle. Nulla di sconvolgente, ma trovo molto appropriato quell'essenziale passaggio del tema alla tromba.
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Grazie a tutti per il benvenuto.
Benvenuto! Cosa abbiamo qui? Un filosofo!
Tu hai qualche progetto a cui stai lavorando? :smile:Non proprio, dato che non ho ancora trovato un soggetto che mi incentivi al punto da portarlo avanti con convinzione. Ma ovviamente ho sperimentato diverse cose nel corso degli anni, con esiti più o meno soddisfacenti.
Clyde ha individuato una certa somiglianza col modo di parlare di gino. ^_^Temo di non sapere di chi si stia parlando...
Troppa importanza a effetti e abilità tecnicheOvviamente non è che io demonizzi la cura estetica, che può avere la sua incidenza sul valore di un prodotto amatoriale, ma piuttosto mi riferivo alla dogmatica imitazione dei videogiochi commerciali da parte di determinati utenti, che così assottigliano le proprie potenzialità ideative.
Non trovo ci sia molto fascino in un esanime calco, per quanto visivamente sfarzoso, delle opere commerciali. Promuoverei piuttosto qualcosa di pulsante, che sia testimonianza vivida della mente che l'ha concepita.
Ed esistono esempi del genere anche tra sviluppatori professionisti ovviamente, quindi non penso proprio che si tratti di un'idea improponibile per un creatore amatoriale.
Non parlo di nulla di sovversivo o sconvolgentemente avanguardista: si tratta semplicemente di porre le strutture precostituite al servizio di una direttiva personale ben definita.
P.S.: Grazie per gli auguri!
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Salve!
Invitato a presentarmi, mi accingo finalmente a farlo.
Osservo il forum da parecchio tempo, e ho deciso di iscrivermi per intervenire in un paio di discussioni.
Conosco RPG Maker da quasi dieci anni e mi ci sono dedicato in modo discontinuo attraverso questi, sempre astraendomi dalle comunità. Ovviamente ritengo che questo programma sia uno strumento formidabile per attestare la personalità (o, se si vuole ardire, l'autorialità) di un individuo, perché per creare un prodotto compiuto è necessario far convergere con successo diversi aspetti artistici (il disegno, la narrativa, la musica). Perciò lo trovo un ottimo modo per coltivare le proprie doti e la propria sensibilità creativa. Di professione non dovrebbe trattarsi assolutamente, certo, perché com'è noto il mestierantismo tende a inaridire l'individuo e a deprivarlo della sua ispirazione.
A tal proposito, mi pare di aver visto una certa tendenza a emulare atteggiamenti tipici dell'industria videoludica che a mio parere sono vacuamente effettistici. Io trovo che piuttosto che simulare iniziative consumistiche sarebbe più produttivo concentrarsi sulla singolarità della situazione del creatore amatoriale, svincolato dalle necessità di vendita e quindi detentore di possibilità pressoché illimitate (almeno sul piano concettuale).
Oltre a questo, mi interesso di cinema, di musica, di letteratura e ovviamente di videogiochi, cercando di localizzare le influenze che li unificano. Detesto il pressapochismo delle persone che si considerano 'appassionate', salvo poi non fare altro che affidarsi al mero gusto esteriore, senza approfondire davvero l'oggetto della loro 'passione'.
Che altro dire, mi auguro di proporre argomenti interessanti durante il mio soggiorno!
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Ah ah! XD
Ma io lo uso tutti i giorni (XD), non immaginavo proprio che potesse sconvolgere qualcuno! XD
Chiedo venia! XD
P.S.: No, non mi sono presentato.
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Non mi sembra di aver manifestato veemente ostilità nei confronti di Uematsu. Mi sono per lo più limitato a descrivere dati oggettivi, ma per veicolare un'opinione personale, non certo per demolire lui. Per quel brano al massimo posso provare indifferenza.
Per il resto, ho già scritto che la questione non si risolve nell'essere appropriato al videogioco o meno. Almeno dal mio punto di vista.
Attendo l'autore della discussione per sapere se lo condivide e se quello che ho descritto è stato il movente che lo ha portato ad esprimere il suo disappunto.
Comunque il titolo a me suggeriva che si volesse ridimensionare l'immagine di un uomo evidentemente troppo osannato per ragioni inconsistenti.
Ma ciò non vuol dire che da questo presupposto non possano scaturire riflessioni interessanti, anche se finora mi è parso di scorgere una condotta piuttosto disfattista.
P.S.: Dimenticavo. Se nell'introduzione di The Extreme c'era quell'inquietante motivo al pianoforte ed in quella di Last Battle c'erano le voci lamentose, perché in The One Ruling Everything dovrebbe esserci un canto buddista? Perciò parlo di conservatorismo deteriore: Uematsu prosegue con la sua abitudine ma senza conferirle dignità. Senza tracce di coerenza o sviluppo. E lo ripeto, probabilmente la causa è anche l'arrangiamento di Yoshitaka Suzuki che, ascoltando altri brani, mi sono reso conto ha molto monopolizzato l'impronta delle sonorità.
Tra l'altro, alcune sezioni del doppiaggio anglofono di The Last Story sembrano quasi un'iniziativa dilettantesca, tanto sono imbarazzanti.
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Quel che sto cercando di dire è che, secondo me, della musica esistono eminentemente due aspetti: il diletto di chi ne fruisce e la ricerca di chi la compone. Con ricerca intendo una fervida personalità creativa che entro eventuali limiti professionali, cerca di elevare il suo operato ad arte. E' chiaro che la maggior parte degli 'autori mercenari', o 'mestieranti', svolgono una professione senza tentare di innovare alcun linguaggio, senza ardire. Però i personaggi significativi da questo punto di vista possono trovarsi dovunque.
Ad esempio, prima è stata citata la musica de L'ultimo dei mohicani come indicativa di tutte le colonne sonore per i film, che se estrapolate dal contesto non sono di alcun interesse. Eppure nel 1938, Sergei Prokofiev ha composto musica per un film di Eisenstein (Alexander Nevsky) da cui ha tratto una cantata ricordata come uno dei pilastri del genere nel ventesimo secolo.
Insomma, io trovo che dipenda dal carattere del compositore e dalla sua politica lavorativa. Nessuno proibisce a Uematsu di fare il suo mestiere, ma quel che io credo si stesse contestando in questa discussione è la sua aridità artistica. Cioè il conservatorismo deteriore, l'incapacità di evolvere, di sperimentare.
Ad esempio ho menzionato la produzione di Final Fantasy XIII perché ha consentito ad Hamauzu di provare qualcosa di inedito per la serie. Qualcosa di più vicino alla musica d'arte. E se, almeno la musica orchestrale (e in particolar modo quella curata da Hirano), non trasmette nulla è solo perché non si è in grado di cogliere le sfumature che, non essendo mai state presenti prima in una colonna sonora di Final Fantasy, possono sembrare pletoriche. Ascoltare regolarmente musica colta (quella comunemente denominata 'classica') per esercitare l'udito potrebbe essere una soluzione. Non è musica di facile presa, ma ciò non significa che non sia comunicativa.
Come dicevo sopra l'ascoltatore può allietarsi con quel che vuole, ma se si intende giudicare il lavoro di qualcuno, non credo sia sufficiente dichiarare di non averlo gradito. Penso ci si dovrebbe documentare e cercare di comprendere l'idea che l'autore ha di fare musica.
P.S.: The One Ruling Everything è un brano che, soprattutto se considerato all'interno del corpus di Uematsu che come si è detto è solito proporre sonorità da rock progressivo, si rivela estremamente incolore. Forse è soprattutto a causa dell'arrangiatore (nessuno ha appurato l'incidenza di questo ruolo determinante?), ma a me pare una composizione vacuamente enfatica nella sua prolissità senza direzione *. Non c'è neppure la varietà strumentale che ad esempio si rivelava cruciale nel successo di The Gun Barrel of Battle (la transizione dagli archi alla tromba).
A coronare la mancanza di inventiva poi ci sono quei versi di Tokuhisa William, che non so quanti classificherebbero come musica.
Invito chiunque voglia dissentire da quanto ho scritto a provare che Uematsu non abbia usato quell'impostazione strumentale prima d'ora, che non sia ricorso a chitarre e a voci distorte in altri lavori e soprattutto, che il brano abbia degli sviluppi musicali memorabili o anche solo significativi nell'ambito della carriera del compositore.
Tra l'altro, io trovo che questo sia 'particolare' e che 'faccia storcere il naso' anche senza ricorrere a soluzioni assurde ed anzi, mantenendo un'impostazione tradizionalmente orchestrale: [Resident Evil: The Darkside Chronicles OST] Water Devil.
Oppure: [Resident Evil: The Darkside Chronicles OST] The Third Mutation of "G".
Non penso si sia mai sentita prima un'orchestra così allucinante in un videogioco. Resta fedele allo spirito di quella serie e contemporaneamente instaura un nuovo modo di intendere la musica in ambito videoludico.
* e ci tengo a chiarire che questo è adeguato per fare da sottofondo a qualsiasi ciarpame al quale non si voglia accostare la definizione di artistico.
Per il mero intrattenimento ludico è appropriato. Per il nostalgico sollazzo al di fuori del contesto ludico è appropriato. Per il resto ne discuterei.
P.P.S.: Per rispondere a Flame sulla faccenda della vita sociale: chiunque armeggi con RPG Maker nella speranza di trarne qualcosa di rilevante può essere, a mio parere, considerato un otaku nell'accezione più pura del termine.
Non dovrebbe sorprendere quindi che da queste parti si manifesti anche la fissazione per le colonne sonore.
E non capisco perché si dovrebbe sopprimere quest'ultima quando si promuove invece quella per RPG Maker.
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Il commento di Sakaguchi è convenientemente sentimentalista direi, perciò mi asterrei dal tenerlo in conto (il melodramma è sempre utile se non espressamente strumentale per muovere a commozione i fanatici particolarmente emotivi).
Comunque io penso che Mercury sia rimasto tanto sdegnato perché intendeva attribuire un valore artistico al lavoro di Uematsu. Insomma, nonostante tutto credo cercasse qualcosa che fosse memorabile anche a prescindere dal contesto videoludico.
E secondo me può anche essere legittimo, considerando che ritengo possibile concepire lavori mercenari come quello dei compositori per vari media (che siano film, anime o videogiochi) in modo creativo al punto da trarne dei risultati significativi. Poi, per quel che riguarda le preferenze personali, ciascuno può scegliere di apprezzare indiscriminatamente ciò che vuole (anche se contesterei chi ad esempio ammira il ciarpame popular degli ultimi periodi). Ma se si sottopone un'opera ad un'analisi per sondare la sua valenza artistica, allora si dovrebbe adottare un metodo più rigoroso.
Ad esempio Flame ha citato una parentesi di Uematsu che io ritengo piuttosto creativa, cioè Force Your Way. L'arrangiamento è sobrio, dacché sono, ovviamente, quasi tutte tastiere. Del resto, come è già stato detto, il compositore ha da sempre mostrato una certa predilezione per il rock progressivo britannico (ed io penserei soprattutto agli Emerson, Lake & Palmer) e lo si può notare ascoltando anche Clash on the Big Bridge, The Extreme, Dark Messenger (il combattimento contro Kuja), Final Battle (sempre da Final Fantasy IX) o Seymour Battle. Non a caso mi sembra che siano state tutte riprese dai Black Mages per i loro arragiamenti.
Quanto a Don't be Afraid, si tratta di un tentativo all'approccio orchestrale, dove infatti Uematsu ha considerevoli lacune (da notare l'insistito infrangersi dei piatti per far effetto). A mio vedere però, acquista dell'interesse nella versione orchestrata da Shiro Hamaguchi:
(c'è anche l'eolifono per l'effetto del vento! Però gli interventi dei legni sono davvero pochi...).Ecco un esempio di musica orchestrale ottenuta con sintetizzatori che reputo riuscita: Final Fantasy XII OST - Esper Battle. Trovo interessante soprattutto l'effetto modernista degli archi, anche se Sakimoto ha sempre dichiarato di voler evitare la mera emulazione del sinfonismo dell'orchestra.
Infatti quel che ottiene dai sintetizzatori è qualcosa di ibrido e particolare, lo si evince soprattutto dai suoi esperimenti con le percussioni: Final Fantasy XII - Battle Drum.
Questa però è musica intrinsecamente legata al contesto per cui è nata, ma credo ci siano brani pregevoli anche se considerati al suo esterno, come diversi sottofondi alle locazioni di gioco. Pare però che Sakimoto non goda di grandi favori tra i giocatori della serie, dato che ai concerti della musica di Final Fantasy i suoi brani non figurano mai nel programma (eppure Final Fantasy XIII c'è!).
Per poter apprezzare le sue composizioni interpretate da un'orchestra reale si è dovuto attendere l'anime Romeo x Juliet: Romeo x Juliet (Ost) Neo Verona HQ.
Comunque riguardo Final Fantasy X, bisogna tener presente che quella colonna sonora è stata composta non solo da Uematsu, ma anche dai suoi allora colleghi Masashi Hamauzu e Junya Nakano. In particolare, Nakano ha composto due brani per le battaglie significative (Enemy Attack, Summoned Beast Battle) e altrettanti Hamauzu (Challenge, Decisive Battle).
Poi, il brano di Tsubasa Chronicles è di Yuki Kajiura (ci sarebbe parecchio da dire anche su di lei), che è effettivamente nota per quella maniera compositiva. E non l'ha usata solo per quell'anime, ma anche in diverse altre occasioni (esempio:
). Il che ovviamente significa che nonostante tutto ciascuno ha una sua cifra stilistica che determinate aziende cercano per i loro prodotti (spesso per interesse grettamente commerciale). Kajiura compone proprio così insomma, a prescindere dall'anime per cui deve lavorare.P.S.: Non avevo ancora sentito l'interpretazione di Bavouzet di L'Isle Joyeuse. Che dire, dovrò procurarmi il resto delle sue registrazioni!
Comunque per quanto la produzione pianistica di Debussy sia eccezionale (stavo cercando una valida interpretazione di Lindaraja da riportare, ma senza successo), quello che mi attrae di più sono le sue composizioni per orchestra. Ad esempio: C. Debussy - Nocturnes ( Fetes at Argenteuil ) - Claudio Abbado (il crescendo centrale è una meraviglia indescrivibile).
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Quello che secondo me molti fanatici dimenticano è che Nobuo Uematsu era un impiegato che ha avuto fortuna ed è diventato imprenditore, fondando una sua compagnia musicale.
La sua è una professione e come tale non comporta necessariamente attributi artistici. Uematsu ha sempre fatto musica per vivere, non per chissà quale ispirazione mistica.
Detto questo, trovo troppo semplicistico limitarsi a giudicare in base al solo ascolto. E se qualcuno si reputa appassionato di qualcosa, sinceramente mi aspetterei che abbia voglia di approfondirla, piuttosto che indugiare nel ruolo di astante superficiale.
Bisogna dunque tener conto che Uematsu ha esordito durante un periodo molto differente da quello contemporaneo, in cui il ruolo di un impiegato addetto alla musica o agli effetti sonori era più comodo e immediato. Insomma, si doveva lavorare direttamente sui sintetizzatori e trarne delle melodie, dato che le tecnologie di allora non consentivano un'articolazione del suono troppo complessa. E in questo Uematsu si è rivelato prolifico.
Ma col tempo s'è introdotta la necessità di cambiare metodica conformamente alla concezione dei videogiochi del nuovo millennio. Quindi se negli anni novanta la regola erano i sintetizzatori, nell'ultimo periodo si è affermata una preponderante tendenza all'assunzione di strumentisti reali.
Il problema di Uematsu con questa nuova impostazione è che lui non ha mai ricevuto una preparazione accademica, quindi non ha delle solide basi da cui attingere per comporre musica. La sua carriera fino a quel momento era basata sulla facile intuizione melodica trasfigurata in un sistema digitale. Ora invece è necessario comporre, arrangiare e registrare ciascun brano.
Ed ecco quindi che si è cominciato ad assumere arrangiatori che trascrivano per un complesso di strumenti la musica di Uematsu. Ovviamente non si può semplicemente evitare quest'ultimo e dare il lavoro ad un unico individuo che sia in grado di ricoprire tutti i ruoli richiesti, perché ormai Uematsu è un nome popolare che accresce le vendite.
Perciò è imperativo che si tenga presente che ogni brano che comprende strumenti reali è in verità trascritto a discrezione di qualcuno che, chiaramente, non è Uematsu, il quale è ormai divenuto più personalità mercenaria che artistica. Nell'ambito delle colonne sonore capita sempre più spesso, proprio come nel mercato di massa (e questa è una realtà assai avvilente, considerando che dovrebbe trattarsi di una sottocultura appartenente ad una minoranza di persone più avvedute e consapevoli).
Dato che è stata già citata in questa discussione, farò un esempio con dei brani della colonna sonora di Lost Odyssey.
In Lost Odyssey OST - The Gun Barrel of Battle il ruolo di Uematsu è stato probabilmente molto contenuto (il brano usa estensivamente il tema principale), e le sottigliezze dell'orchestrazione sono da accreditare a Hiroyuki Nakayama, l'arrangiatore. In particolare, trovo commovente la transizione della melodia dagli archi alla tromba a 0:32.
In realtà, nei crediti viene menzionato anche un certo Satoshi Henmi, ma credo lui sia stato relegato solo alle composizioni destinate ad un organico ridotto, specialmente se inclusivo di chitarra elettrica.
Ad esempio, penso che quest'arrangiamento sia proprio suo: Lost Odyssey OST - Dark Saint. Qui evidenzierei l'ostentazione di quelle percussioni onnipervadenti per dissimulare la carenza di varietà compositiva e d'arrangiamento.
Tra l'altro tutti quegli ostinati inutilmente plateali non giovano. Personalmente la trovo inascoltabile.
A mio avviso, i momenti migliori della colonna sonora sono questi: Lost Odyssey OST - The Wanderer of Darkness,
Lost Odyssey OST - Great Ruins of the East e Lost Odyssey OST - Seth's Theme. Rari attimi di trasognato raccoglimento a quanto pare troppo alieni al contesto videoludico (il terzo brano è probabilmente, almeno nella strumentazione, debitore al Rondò delle principesse dal balletto L'uccello di Fuoco di Stravinsky).
Ovviamente poi c'è il tema nelle sue altre incarnazioni: Lost Odyssey OST - Main Theme e Lost Odyssey OST - Prologue.
Trovo significativo che siano tutti brani orchestrali (ovvero: arrangiati da Nakayama).
In The Last Story invece, il compito di arrangiatore è stato svolto da Yoshitaka Suzuki, il quale ha evidentemente scelto una formazione tipica da rock progressivo, almeno per The One Ruling Everything.
Risulta dunque chiaro che la personalità dell'arrangiatore è cruciale nella riuscita di un brano musicale.
Inoltre, avendo visto che si è nominato Final Fantasy XIII, non posso esimermi dall'osservare che in quel caso si è probabilmente trattato della produzione più sontuosa della storia di Square-Enix, almeno in ambito musicale.
Al compositore (Masashi Hamauzu) si sono uniti tre arrangiatori per i sintetizzatori (Junya Nakano, Mitsuto Suzuki e Ryo Yamazaki), tre orchestratori per gli strumentisti reali (Toshiyuki Omori, Toru Tabei e Yoshihisa Hirano), un arrangiatore per il brano vocale principale (tale 'Sin', ovvero Shinji Hashimoto), ben due direttori d'orchestra (uno giapponese e l'altro europeo), due orchestre ovviamente (tra cui la Filarmonica di Vienna), e un numero spropositato di esecutori, tra cantanti (tra cui moglie e figlia dello stesso Hamauzu) e quant'altro.
Ovviamente il paragone con The Last Story neanche sussiste (ed in un'altra discussione l'ho visto fare!).
Ma ci terrei a sottolineare che per me, i brani veramente memorabili (seppure come ho già detto si tratta di una produzione senza precedenti nell'ambito videoludico giapponese, non per niente non ripetuta con Final Fantasy XIII-2) sono quelli orchestrati da Yoshihisa Hirano.
Tralasciando la sua negletta carriera di compositore (che include parte di Death Note, unico lavoro per cui abbia avuto un minimo di visibilità), mi soffermerei sulle sue ineguagliate (in Giappone, s'intende!) doti di orchestratore.
Hirano aveva già collaborato con Hamauzu in Dirge of Cerberus - Final Fantasy VII, ottenendo risultati notevoli. Poi è stato assunto per orchestrare la musica di Resident Evil: The Darkside Chronicles, facendone col suo modernismo la vetta musicale di quella serie. Infine, è tornato ad assistere Hamauzu.
Quel che trovo affascinante di questo compositore è la sua vivida personalità, manifestata nei marchi che contraddistinguono la sua musica. Per quel che riguarda l'orchestrazione, si tratta ad esempio dell'uso creativo delle percussioni, l'uso estensivo di rapidi passaggi dei legni, dei glissati di trombone, delle oculate dissonanze e delle fitte armonie.
Quel che ha curato in Final Fantasy XIII è: Ragnarok, Escape, Crash Landing, Nautilus, Fighting Fate, Fang's Theme, Born Anew, Nascent Requiem ed Ending Credits (che sono gli unici brani eseguiti dall'Orchestra Filarmonica di Vienna).
Riporto solo qualcosa, ma per me è tutto materiale lodevole: Final Fantasy XIII OST: Disc 2 - Escape (da notare i glissati entro i primi secondi, poi l'esuberanza delle folte percussioni e il rimando al tema di Lightning a 1:07), Final Fantasy XIII OST: Disc 3 - Fighting Fate (adoro gli ottoni pruriginosi; la parte del coro da 0:22 è la stessa di Ragnarok), Final Fantasy XIII OST: Disc 4 - Fang's Theme (la melodia del corno a 0:26, e quei timpani!), Final Fantasy XIII OST: Disc 4 - Nascent Requiem (si potrebbe quasi considerare un concerto per pianoforte).
Insomma, l'imponenza di Hirano è secondo me superiore anche a quella di molti suoi acclamati connazionali, tra cui Joe Hisaishi e Michiru Oshima.
Concludo con una menzione speciale per l'altro arrangiatore a mio parere competente: Toru Tabei. La sua impronta non è orchestrale, ma attinge piuttosto da certa musica di derivazione etnica, cioè afroamericana e sudamericana.
Sarà evidente ascoltando questi brani: Final Fantasy XIII OST: Disc 2 - Sazh's Theme, Final Fantasy XIII OST: Disc 3 - Can't Catch a Break, Final Fantasy XIII OST: Disc 4 - Chocobos of Pulse (da notare la sezione delle sole percussioni a partire da 2:22), Final Fantasy XIII OST: Disc 4 - The Yaschas Massif (a 1:31 viene ripreso un frammento del tema di Lightning, e tra l'altro io ho un debole per il flauto).
Mai si erano uditi prima nella serie brani dalla componente così prossima al virtuosismo.
Il resto della colonna sonora è purtroppo costellato da irrilevante elettronica e poco altro.
P.S.: Mercury, adoro l'uomo nel tuo avatar (ma mica per il Clair de lune, che è la sua composizione che visito meno spesso)!

Musica Epica
in Cinema, Fumetti, Musica ed altre arti
Posted · Edited by Nomdeplume
Ottime le proposte di Rimsky-Korsakov e Poledouris!
Tra l'altro, considero quest'ultimo tra i compositori di colonne sonore più memorabili del dopoguerra.
In una discussione del genere (anche se la definizione 'epica' mi pare un po' dispersiva, ma deduco che si intenda qualcosa di impetuoso o solenne) penso siano indicate:
Francis Poulenc - Gloria - I. Gloria in excelsis Deo
E per i più audaci: Martin Frost - Kalevi Aho - Clarinet Concerto - 1. Tempestoso (all'inizio c'è quel glissato che farebbe impallidire Gershwin!).