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Yes! :smile: Ho svolto delle ricerche: Ehm.. dentro lo spoiler c'è un link di un sito dove spiega le regole del gioco dell'assassino. Ora non saprei se postarlo, sia contro il regolamento. Comunque in caso lo fosse, chiedo scusa a priori per tale disattenzione.
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Crash test. Bel racconto, l'ho appena letto. :smile: Allora non vedo l'ora di leggere altre tue storie. Vai e stupiscici!
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Bu, di norma ti direi che è un bel racconto. Però poi, tenendo fede ai tuoi concetti di logicità, tutto ciò assume una sorte di fastidiosa immediatezza. Ti spiego: 1) John, inizialmente per il lettore, è un normalissimo 29enne sposato da poco, per adesso sorvoliamo sul perchè si trovava in uno squallido motel, però, perchè di colpo anzicchè provare terrore verso qualcosa di orribilante, quale il demonio appena visto, decide di stravolgere immediatamente la propria normalità inseguendolo? Lo trovo illogico. Cioè io, in una situazione simile, mi sarei spaventato. O meglio, dopo aver sentito ansimazioni di ogni tipo mi sarei chiuso in camera. Scusate la malizia ma rendendomi conto del posto in cui ero, quel suono l'avrei interpretato come qualcosa di bè..ci siamo capiti no?! Per quanto lascia intendere, John non sembra essere un donnaiolo, forse si trova a pernottare in quel motel per una questione economica il chè ci può stare. Ma non capisco la sua assenza di paura; il suo voler sbirciare in una stanza estranea; il suo raptus nel inseguire quel mostro mutante. In poche righe, a parer mio, John è stato mal caratterizzato. Di contro, la storia, se aggiustata, diverrebbe un bel racconto appassionante. Ah è poi, chi è sta Emily? Si era sua moglie, l'hai detto tu, ma nel racconto non l'hai specificato. Ma infondo, non è un errore, anzi, lo ritengo un buon tentativo per produrre suspance. Alla base, una bella idea di racconto, aggiustalo e continualo, mi piacerebbe leggere il seguito. :smile:
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Grazie Jill :smile: Darò un'occhiata a yourole e intanto mi organizzerò per organizzare meglio l'impresa. Non sò, ma io sono dell'idea di poterci riuscire. Tentar non nuoce. Però mi premderò del tempo per pianificarlo meglio tenendo fede ad ogni particolare. . . . Comunque, si. È di base cluedo ma poi assume nuove libertà d'azione ideate da me. Spero siano innovative. Ad annoyed invece.. Aimè non posso crearlo con rmxp perchè sto già progettando un game con lo stesso. Invece potresti insegnarmi il gioco dell'assassino con le carte napoletane?! Dai dai dai!! Se non sbaglio le carte siciliane sono simili alle vostre. 40 in tutto, 4 semi, (coppe,oro,spade,mazze) e poi le uniche figure sono l'asso,la donna,il fante e il re! Ovvero, l'asso,l'8,il 9 e il 10! Comunque..accidenti, qui sarebbe un OT!Arg.. Spiegamelo per mp o non sò attraverso qualche link Dai :smile:
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Capitolo2 Gli angeli wap Mentre i miei pensieri si distoglievano dal ricordare il passato, i miei occhi erano ancora rivolti verso il mare. Una barca punta sempre la sua prora verso la propria meta. In caso la sua rotta vera venisse ostacolata da una forza avversa, quale vento o corrente, il capitano deve essere in grado di calcolare ad occhio il proprio angolo di deriva e contrastare lo scarroccio o meglio la deriva stessa. Io mi considero capitano della mia vita e non mi lascerò distogliere dalla mia meta ne da lui, il mio vento, ne da tutti coloro che si avvalgono di buoni propositi ma fini ad un loro compiacimento. Pensavo proprio questo oggi guardando il mare. Che strano, infondo anche questo, l'ho imparato da una situazione sconveniente. Abbassando lo sguardo, mi rimisi in viaggio. In pendenza, i passi sono facilitati. Si procede con un'andatura piuttosto comoda. Anche l'ora è un elemento determinante, poichè permette di determinare la temperatura, misurata dall'altezza del sole. Nel mio caso, l'orario era il più adatto, ancora l'astro non aveva raggiunto il suo picco più alto, il chè rendeva l'aria, una piacevole brezza mattiniera. Ero giunto vicino i cancelli rossi. Sulla mia destra, un imponente magazzino teneva celato ciò che al suo interno accadeva. Potevo solo sentire i rumori degli attrezzi sulle auto. Poichè si dice che lì vi sia un meccanico attivo senza licenza. I suoi clienti sono per di più ragazzi patiti di tuning, malavitosi e che io sappia, anche mio padre qualche volta ha portato l'alfa lì. I mastini, legati, di guardia, abbaiano ogni volta che calpesto il loro suolo. Quanta ostinazione. Proseguii oltre, avvicinandomi sempre di più verso i primi insediamenti abitati. Villette estive ben curate. Alte alla mia destra, sopra le rupi, coperte in parte dalla veggetazione e basse alla mia sinistra, tanto da poter scrutare aldilà delle loro mura. Qualcuna aveva persino una di quelle piscine tonde, smontabili. Alcuni si erano appena alzati ed altri seduti già in costume, intenti a far colazione. Qualcuno si accorse del mio passaggio e farfugliò qualcosa ma di poca importanza, continuai per la mia strada. Oramai ero quasi giunto nei pressi del ponte..
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Dunque esiste un programma che permette di interaggire con ciò che chiedi. Però prima di utilizzarlo consulta le opinioni del resto dell'utenza. Dunque il tool è il seguente: RPGXP - XN Resource Editor Permette in teoria di personalizzare le window del tool rmxp, modificando persino le icone. Però non essere affrettato, prima di provarlo informati bene. Okay :p
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Concordo con Flame, per iniziare potresti studiarti la Guida Intergalattica di Losco Individuo. A mio parere è ottima. :rovatfl:
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In che senso? Cioè credo di aver capito la richiesta, solo che non ne comprendo l'utilità. Di solito si chiede il contrario.. Bu.. :rovatfl: Comunque avrai le tue ragioni..
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Grazie anche a te Cosmo. No, aimè, mi sa che quegli errori anglofoni sono pura ignoranza. Riuscirò a perfezionarmi anche in cotal modo. In tanto grazie ancora per aver evidenziato le falle del mio racconto, utili per il mio apprendimento. Cammino anche per questo..
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tutto a suo tempo.. Edit: @Annoyed Grunt: Grazie :) ho letto con più attenzione i tuoi suggerimenti. Penso che alcuni li prenderò in considerazione altri invece, dovrò declinare. Ma solo per il semplice fatto che sono affermazioni volute che esprimono una precisa emozione. Ti faccio un esempio: Nella frase: "mio fratello..ecc..ecc..suo padre innaffiava", dentro questo periodo viene espresso molto. Vi prego non leggete con superficialità poichè potreste non percepire ciò che magari io vorrei realmente esprimere. Comunque capisco che alcuni periodi, potrebbero risultare ermetici ma, vi invito a leggere il seguito se vi aggrada. Grazie della vostra attenzione. D'altro canto io farò di tutto per correggere quei fastidiosi errori morfosintattici.
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Avevo anche escogitato un modo per colmare la mancanza di mimica facciale. In pratica io avrei assegnato un ruolo ad esempio taxista A tale individuo gli sarebbero stati attribuiti 5 elementi fisici, ovvero delle particolarità da aggiungere alla propria persona, ad esempio daltonico,4 dita in una mano, ecc..ecc.. A questi E.F. si aggiungono altri 5 elementi caratteriali, quali: chiacchierone, cleptomane, ecc ecc.. In più, in fede al proprio personaggio, quando vi sarebbero stati gli interrogatori, gli imputati ad ogni domanda dell'isp. avrebbero dovuto rispondere specificando un loro stato d'animo di loro scelta. Le modalità di assassinio sarebberò state scelte dal killer e dai suoi complici. E così come il modo di investigare. In più avrei introdotto il Limit-time, ovvero certe situazioni che avrebbero compromesso la furtivita dei malfattori e/o le indagini dell'ispettore e collega. Tali circostanze sarebbero state ad esempio: Qualcuno ha fatto una soffiata, sono state rinvenute delle foto che si presume ritraggano il colpevole durante l'omicidio. Però le foto sono ancora in fase di sviluppo. Dunque qui l'assassino dovrà escogitare ciò che meglio crede per salvarsi, senza insospettire nessuno. Oppure l'ispettore deve risolvere degli enigmi che richiedono del tempo preciso. Cose di questo tipo. Ovvio che nella scena vi avrei fornito tra i tanti eventi quelli appropriati per risolvere i limit time. Il modo di utilizzo sarebbe stato dipeso dalla vostra abilità. Il tempo durante i limit-time da porzioni di tempo reale. Ma comunque, terrò fede a quanto detto da Flame. Ciao ciao..
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..continuazione.. Capitolo1 part.2: Il primo passo Chiudendo quel cancello alle mie spalle, è come un incalzare di battiti che cedono ingresso a degli archi. Musica, trepidazione, la consapevolezza di aver di fronte la propria libertà. L'anima che si concentra sulle gambe o su qualunque mezzo ognuno possiede per raggiungere i propri obbiettivi senza recare danni ad altri. Comprendere la propria forza dipesa da un'unica è sincera verità un'iniversale, ovvero: Che ognuno di noi ha diritto a vivere poichè esiste e la sua esistenza è stata voluta da criteri superiori, direi divini. Indiscutibili. Primo settembre duemilaundici. Una data importante per me, poichè è già l'origine di ciò che riuscirò a costruire e per farlo devo spingermi sempre più in avanti, ogni giorno. Cammino. Ormai questa strada è come se fosse mia. Quando qualcuno è capace di percorrere tale con ogni mezzo e in ogni situazione climatica, bè allora a parer mio, può avvalersi il diritto di annunciare la propria appartenenza. Poichè oramai farebbe parte del suo paesaggio. Ed io mi sento appartenere a cotale natura tanto quanto quel mulo che è sempre li, legato, sotto l'ombra di quell'albero. Le macchine adesso suonano quando percorrono questo tratto e rallentano. Lo interpreto come un gesto di rispetto nei miei riguardi, mentre prima ignari andavano spediti di corsa a casa a rilassarsi. Settimane fa, insieme a me viaggiava anche uno strano individuo. Un tipo alto, scuro d'espressione, usava indossare degli abiti dalle tonalità opposte al chiaro, ilchè per un clima estivo erano alquanto inappropriate. Eppure durante la camminata non trasudava alcun cenno di stanchezza, ne di fastidio. Quel tale, aveva la particolarità di svegliarsi nell'esatto istante in cui posavo i piedi in terra. Me lo ritrovavo sempre alla stessa ora sulla statale. Ma non si poteva definire una piacevole compagnia. Inizialmente, serio, con un atteggiamento circospetto. Poi mano a mano ci s'incontrava sempre più spesso, lui ebbe l'iniziativa: "Dovrebbero crepare tutti sotto il peso delle loro colpe, non credi?!". "Io? Perchè mai..e poi con chi ce l'hai per essere così tanto adirato?", gli risposi. "Ma con gli stessi tizi con cui ce l'hai tu! Infondo sono tutti uguali, cambiano solo le facce.." e poi aggiunse,"..su via e non dirmi che tu non nutri lo stesso disprezzo!!?". "No, non lo nego. Ma non è detto che quello che io provi in questo momento sia giusto.". "Ah si?! È giusto allora questo? Il camminare per strada, senza appartenenza, come un randagio. Su dimmi, è giusto così? Il nostro disprezzo è solo un riflesso del loro comportamento.",rispose. "E quindi quale sarebbe la soluzione? 'occhio per occhio', comportarsi a loro pari? E cosa risolverebbe?", dissi. "Ti sentiresti meglio.". "Ma tu che ne sai? Non credo di averti mai chiesto un consiglio!! Per me sei solo un'altro sventurato che è diretto verso il paese, nulla più.". "Non è esatto!". "Uhm??". "Io non devo andare da nessuna parte.". "Ma che sciocchezze vai dicendo? Se ogni giorno..", tentai di esclmare ma lui mi interrupe, "Faccio la stessa strada?". "Vedi, sei tu a chiamarmi. Ed io esisto nel tempo che ti ci vuole nel percorrere questo tratto in solitaria. Durante ciò sei percorso da pensieri negativi appaganti per me che sono pura COLLERA!". Esclamò. "Dunque? Che ne pensi? Avanti, sfogati! Cosa dici sempre? Se non ci fosse tu vivresti una vita serena..". "Basta!", gli urlai. "Basta! Tu sei un pazzo! No! Io sono un pazzo ad aver pensato tutto questo! Basta adesso!", continuavo, credendo di urlare. Ma in realtà, erano i pensieri che si mischiavano tutte le volte, dando forma ad immagini inconsuete e prive di alcun freno. Del resto queste sono le emozioni umane che poi se messe in mano ad uno come me capace di enfatizzarle, farebbero sbigottire anche il più imperscrutabile degl'individui. I sentimenti nascono dalle situazioni. E viaggiano in maniera parallela. Basta solo saperli regolare inizialmente, poi ci pensa il tempo. Nel mio caso, adesso, non vedo più il motivo per il quale io debba provare altra collera. Rimurginare il passato non aiuta a creare il futuro. Perciò devo andare avanti. Anzi, ringrazio loro, poichè senza questa circostanza, non avrei mai appreso tale concetto. E adesso basta scrivere.. Mi volgo al domani..
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ah! *stupito* Mi mancava questa parte tecnica.. Ok! Ho capito.
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Si lo conosco, quello di Val ed è bello. Il mio era per proporre qualcosa di nuovo. Un gdr di tipo tattico. I combattimenti sarebbero stati logici. Ma vabbè..peccato.
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Dopo 24visite e nessun commento presumo che a nessuno interessi. Peccato. E vabbè..
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Ragazzi/azze vi sono mancato!! *Voce fuoricampo: 'NO!'* . . . Dunque che ne dite di un Gdr da forum? Ovvio che mi rivolgo in primis a tutti i admin e mods per i loro consensi qualora ci fossero. Dunque vi spiego: Il gioco si chiama Buio. E coinvolgerà tutti gli utenti del forum. Tutti coloro che vorranno partecipare. Tra questi (dip. dal num.) vi saranno utenti indiretti e diretti. Gli utenti indiretti possono diventare diretti man mano che si procede con gli eventi. I partecipanti diretti avranno dei ruoli distinti: 1colpevole Max2complici 1Ispettore 1assistente Il resto indiziati. . . . Io assegnerò dei ruoli indiscussi ai ruoli subbentreranno delle caratteristiche fisiche e caratteriali, indiscutibili. Lo scopo del gioco è ambivalente, ovvero per il colpevole e complici è quello di depistare le tracce e non farsi scoprire. Per l'ispettore è ovvio no. Sappiate che ogni indiretto che passa a partecipante diretto acquista un ruolo e quindi può essere un nuovo indiziato quindi una difficoltà in più per l'ispettore. I partecipanti indiretti avranno dei ruoli marginali, fanno parte della storia ma entreranno in scena solo se ispettore e aiutante riusciranno a giungere ad un certo livello nell'indagine. I partecipanti, tutti, possono interagire tra loro e posso avvalersi d 2 modi: MP: per comunicare segretamente. IT: per comunicare normalmente. . . . Le azioni si comunicano *così* Il tono si comunica attraverso i colori: Adirato Imbarazzato Antipatico Spensierato Serioso Delicato Intrepido Mi raccomando, tenete fede ai ruoli. Se volete mentire usate un colore di vostra scelta, da comunicarmi segretamente. Tutti eccetto il giallo. . . . Tempi di gioco: In alcune vicende l'ispettore avrà un limite di tempo per risolvere degli enigmi. In altre occasioni no. Il colpevole in alcune circostanze potrebbe scegliere di partire (fuggire) Quindi l'ispettore dovrà acciuffarlo o trattenere in tempo quelle persone che stanno lasciando la scena. Tutto è dipeso dalle modalità che i personaggi decidono di intraprendere, queste modalità possono essere spezzate da altri interventi fatti dagli stessi. In una sorte di disputa intellettuale. . . . Capacità: L'ispettore: Interroga Perquisisce Arresta . . . L'assistente: Fruga Fa domande Interroga Perquisisce . . . Il colpevole: Fa tutto ciò che ritiene opportuno per non farsi scoprire. . . . I complici: Eseguono tutto ciò che il colpevole gli ordina di fare. Possono anche rifiutare di svolgere dei compiti. . . . Gli indiziati: Devono recitare bene il loro ruolo. . . . Detto così sembrano delle capacità scarne, ma ricordatevi che esiste un filo narrativo ed ogni partecipante è un tassello essenziale per lo svolgimento della storia. . . . Il mio compito sarà quello di supervisionare scene dall'esterno. Vi comunicherò così: /commenti tecnici\ Così verranno assegnati anche i reclami, in caso di scorrettezze e saranno pubbliche. I ruoli assegnati non vanno condivisi neanche in mp. Sono informazioni riservate. Sarete voi, con i vostri comportamenti a far capire il vostro carattere assegnatovi. . . . Spero di aver detto tutto e di non aver tralasciato nulla. Comunque per domande e adesioni ma ancor prima per il consenso dei admin e mods, usate pure questo topic. In caso aggiorno. Bon, aspetto i vostri pareri. Ciao ciao
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Capitolo 1 Duplicare il mio passato . . . È come vivere senza luce in un appartamento in demolizione. Le mura portanti hanno crepature secolari, le assi in legno marciscono sotto i piedi, anche se visto dall'esterno geranei e arbusti ben fioriti fanno sembrare lo stabile magico e incantevole. Una dimora estiva assai accogliente. L'acqua scorre con dei zampilli dal prato all'inglese, alberelli da frutto sfoggiano le loro naturali prelibatezze. I residenti, pavoni dentro un recinto, beccano il loro mangime direttamente dalla mano di chi li ha rinchiusi. È facile vivere così, privati dei loro pensieri. Ma per quanto allettante per certuni, una vita senza preoccupazioni e ricca di agi, io al contrario, ritengo nutrire una profonda riluttanza per chi crede che queste illusioni siano l'essenza della vita stessa. Questo mio volgere le spalle a loro nobile pensiero mi portò gradualmente a giungere al loro disprezzo. Da ragazzo, non credevo potessero servire a tanto, e per questo una volta ottenuti, non mi preoccupavo più di tanto della fine che essi facevano. Anzi, in maniera del tutto immatura, credevo che a custodirli sarebbe stata mia madre. Ma mi sbagliavo. Se pure ancora oggi ritengo che tali documenti risultino di poco valore, poichè conta di più il come questi vennero in mio possesso. Riconosco la loro indubbia utilità. Il problema si pone quando di punto in bianco, cercandoli dopo tanto tempo, mi sono accorto che essi non erano più in mio possesso. I miei diplomi e il mio certificato di idonietà al lavoro, spariti e nessuno sà come è potuto accadere. Il mio passato cancellato in pochi attimi. Eppure io a scuola ci sono stato. Ho ancora dei ricordi, alcuni cognomi, certe mattine, le occupazioni. Di colpo scopro che tutto ciò non assume nessun senso se non vi è un certificato che lo provi. Così tentai di duplicare il mio passato. Una mattina, di pochi giorni fa, mi alzai verso le 07:30. Presi dall'armadio il mio 'Pickwick' vuoto, uno zainetto verde militare. Lo aprii ed iniziai a riempirlo di roba utile. Presi una maglietta bianca e la infilai li dentro, poi una tovaglia per la faccia, dopo il portafoglio, il caricabatterie del telefono, una carpetta verde abete che avrei riempito mano a mano che ne fosse capitata l'occasione, un mazzo di carte uno, una penna nera, un mazzo di chiavi per rientrare comodamente, senza dover scavalcare al ritorno. Per ora poteva bastare, pensai. Alle 08:21 intrapresi il mio primo vero viaggio. Arrivai al cancello d'ingresso e pigiando il pulsante lo spalancai dinnanzi a me e mi prodigai per eseguire il primo passo in avanti, mi sentivo leggero come il primo uomo sulla luna. Fatto. L'aria mattutina la reputo limpida. Le suole delle la coste bianche iniziavano a consumarsi, se le vedete adesso non sembrerebbero scarpe da 99 euro. Ormai sono logore per i troppi passi fatti e poi sono scarpe stanno ai piedi, esse ci servono per camminare, giusto?! Credo che il loro compito lo svolgano a pieno. Cominciai la mia passeggiata ad andatura rilassata, zaino in spalla. Ormai non vi era più confidenza con chi mi aveva messo al mondo. Appena prima di uscire, bevvi un sorso di succo tropicale, in cucina c'era mia madre che non mi conferi parola ne uno sguardo, lui era già in ufficio e mio fratello dormiva. Così senza dare spiegazioni mi recai verso l'uscita. Fatto qualche metro e superata un'impervia salita da lì lontano potevo vedere i tetti di quella casa e pensavo a quanto detto prima. I miei pensieri cercavano un colpevole e su di lui mietevano tanti macabri desideri che io stesso recisi con un secco: "No!" a voce alta. Intanto, una lambretta mi veniva incontro e il suo pilota, un anziano signore, mi guardava incuriosito. Passò oltre e se ne andò. Tornai al mio fare senza voltarmi più. Giunsi alla cappella rosa. È un piccolo santuario, dedicato alla madonna, i credenti sono soliti lasciare dei fiori freschi in segno di devozione. Bè da lì in poi iniziava la statale. 3km mi separavano dal primo centro abitato di nome Trabia, il paese degli spaghetti e delle nespole, anche se, secondo alcune voci, gli abitanti persero entrambe le tradizioni, diventando un paese di bar e privo di attrazione turistica. Trabia, per me è sempre stato un paese magico. Anche solo per il suo nome che va aldilà della sua etimologia scolastica che le conferiva il titolo arabo di 'dimora estiva', derivante dal termine 'Tarbia'. No, per me ingenuamente, il nome Trabia era ai miei occhi affascinante solo perchè era il nome di uno dei Garden di final fantasy 8. Lo sò è stupido, ma mi piaceva fantasticare con la concidenza. Frequentare Trabia, mi diede l'opportunità di conoscere delle brave persone, amici e amiche che ad oggi mi accolgono con affetto fraterno. Devo a loro molta riconoscenza. E mi da la carica pensare a loro. Insieme condividiamo la passione per le arti sceniche. Interpretiamo la vita seguendo tante trame, come diverse interpretazioni del mondo non cerchiamo con ciò soluzioni ma ci procuriamo il gusto di vivere diverse illusioni, per sfuggire alla monotonia, per divertimento, per pazzia, perchè infondo perchè no?!Se piace. Superato l'ingresso della tenuta dei 'baroni Fatta', il percorso, se pur in discesa, si mostrava tortuoso e ricco di tornanti, con uno strapiombo sulla mia sinistra e rupi e pini alla mia destra. La gente, sulle macchine che salivano e scendevano, mi guardava sbigottita. 'Cosa ci faceva un giovane ragazzo in mezzo al nulla sulla statale?', poco importa, tutti rigorosamente schiacciavano il pedale dell'accelleratore e sparivano via tra le curve poco più giù. In occasione, stetti, tra un passo e l'altro, ad ammirare il mare e le sue imbarcazioni, Palermo era lontana e da lì, piccola potevo vedere un pezzo della 'A19'. C'era un bel cielo quel giorno, privo di nuvole e il sole era ben disteso sulla spiaggia.Chissà quanti i natanti a godersela.. . . . (pausa continuo dopo) . . .
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. . . Privo, come questo primo rigo. Il silenzio tuonava in quella cucina dai neon blue. Gli unici rumori, che disturbavano il sordo assopirsi del nulla, erano: il trullare del frigo. Sembrava il suono di un cavallo al galoppo. Poi vi era il ticchettare esile delle lancette di un orologio a muro ed infine c'ero io che con le dita picchiavo velocemente sopra i tasti del phone. Scrivevo. Erano le due e mezza del mattino, domenica e per quanto l'ora fosse tarda e il sonno docile, provavo un forte desiderio di raccontare un pò della mia vita, esaltando i miei pensieri, anzi capovolgendo i ruoli. Tutto ebbe inizio la settimana prima.. . . . Palermo, ore 9:45/46. "Forza, vi volete muovere!", dissi ad alta voce dall'abitacolo della mia auto, una panda rosso amaranto, disel, multijet.. "Coraggio, e dai andiamo!", ero piuttosto adirato con il tempo. Dovevo giunge alle poste con l'intento di spedire una raccomandata con ricevuta di ritorno, importantissima, dal contenuto assai estremo, ne valeva del mio futuro. Ma arrivai in ritardo. Nel tentativo di trovare un posteggio persi la bellezza di 16 minuti. Posteggiai, dopo di che corsi verso un edificio adiacente alla stazione di piazza Giulio Cesare, vi era affissa l'insegna gialla che riportava su le due lettere 'PT' in blue. Passai oltre al vigilante ed anche alla cabina di sicurezza. Digitai 'A', pulsante in alto del meccanismo di turnazione e mi misi ad aspettare. 'A179 ', guardai uno dei due monitor posti ai due estremi della stanza. Riportava in rosso la scritta 'A074', era ciò che mi interessava. Di colpo compresi che per me sarebbe risultato impossibile riuscire nell'impresa. Diedi uno sguardo alla sala, gente di ogni faccia popolava quella camera, c'era chi attendeva pacatamente, chi spettegolava con qualcuno conosciuto o rincontrato in quella occasione, c'era chi snervato si chiedeva quanto ci metteva la signora del turno prima di lui a liberare lo sportello. C'era una giovane coppia seduta, che nell'attesa pensava a coccolarsi dolcemente e c'erano i classici vecchietti in piedi, intenti a ricordare che un tempo le cose andavano meglio. Poi vi erano moltissime facce anonime o comuni. Dei 4 sportelli solo due erano agibili ed entrambi dovevano occuparsi di tutto. In oltre i turni procedevano in modo molto lento. Qualche volta la signorina dello sportello, concluso un turno, si alzava e spariva dietro, negli uffici internati non visibili al pubblico, poi tornava. Tornai ad osservare il tabellone erano giunti alla 'A081' ed erano le undici meno un quarto, impossibile. Decisi di uscire e cercare per la città un altro ufficio postale, magari più internato, meno sommerso di gente, più attivo. Mi rimisi in marcia e lo cercai, trovandone molti altri, ma tutti pieni di persone. Erano le dodici. Mancava solo un'ora alla chiusura, tra l'altro in agosto eseguono solo di mattina. Non mi andava di svegliarmi presto un'altra volta per sobbarcarmi i tram tram della città, non ne avevo voglia. Però risultava inevitabile. Decisi che per quel giorno poteva bastare. Andai a trovare Cristy che intanto era aggucciata sul suo letto in culotte e top scuro. Per prima cosa la svegliai chiamandola, il chè mi rispose con ancora la voce impasticciata e svogliata di parole, infatti ad ogni mio dire, lei mi rispondeva annuendo. "Allora sto arrivando?!", le dissi e lei: "hm..hm..", ed io: "Preparati mi raccomando.." e conclusi la 'conversazione'. Alle dodici e un quarto giunsi sotto casa sua, la richiamai al telefonino e lei questa volta mi rispose con un tono più lucido: "Sto scendendo, mi sto mettendo le scarpe e sono giù.", staccò lei questa volta. Passati trenta minuti finalmente udii il suono dei suoi tacchi sull'asfalto. La osservai dallo specchietto e vidi il suo camminare femminile tipico. Il suo ancheggiare in maniera sexy. Si era ben vestita, in maniera estiva e una voltra entrata in auto, il suo profumo inebriò l'ambiente e mi fece rinnamorare un'altra volta. Mi è sempre piaciuto tutto di lei. I suoi capelli lunghi e mossi dai riflessi rossi, il suo visino dolce e sbarazzino dal trucco sottile. Sembra una regina egizia. Andammo a pranzare in un macdonals, posto all'interno di un centro commerciale aperto da poco. La Torre. Dopo il pasto e dato un'occhiata alle vetrine dei negozi sparsi e visitandone anche qualcuno, decisi di fare qualcosa di diverso e le proposi delle 'lezioni di biliardo!'. Lei mi guardò sorpresa. Ma si lasciò convincere. Passamo per la prima volta gran parte del primo pomeriggio dentro la 'Ser Games' una sala giochi ben attrezzata. Giocammo a biliardo e lei mi insegnò alcuni trucchi, la sala biliardo era poco affollata e lei dimostrava solo per me il suo essere sbarazzina, al contrario di quando si iniziò a riempire di altri ragazzi intenti a giocare. Le sue pose erano più miti e composte. Dopo due partite che dichiaravano la nostra parità, decidemmo di sparare un pò, poi battemmo il record di un gioco tach screen ed infine tirammo qualche tiro a canestro, perso spudoratamente 43 lei a 25 io. Pagammo e alle diciannove e trentotto la riaccompagnai a casa. Dopo i baci, la vidi sparire aldila dei cespugli ed il portone. Accesi il motore e tornai in autostrada volto indirezione di casa mia. Dopo circa 40minuti di viaggio, giunsi a destinazione. Posteggiai e scesi le scale, intanto il cancello automatico della villa era intento a richiudersi. I miei si trovavano in cucina fuori. Mia madre stava lavando le melanzane, sarebbero state parte della cena di quella sera, mio fratello, come al solito, difronte all'LG enorme a vedersi cartoons dalla mattina alla sera su boing. Suo padre innaffiava. Erano le venti e cinque. Li salutai dopo di chè incominciò il loro interrogatorio: "Dove sei stato?", chiese mia madre. "Lo sai, questa mattina alle poste, oggi pomeriggio con Cristina.", le risposi. E lui: "Ho capito, non hai fatto un cazzo tutto il giorno!". A queste sue parole, già iniziai ad alterarmi anche se tentai di spiegarmi con calma reccontando loro della mattina, ma ormai sentenza era già stata emessa. Da lì, iniziarono ad insultarmi, prima me e poi passarono ad offendere la mia ragazza e a quel punto non mi seppi più tenere, sbagliando di mia volta, poichè la discussione iniziò ad essere più accesa. Lui sosteneva che io non ero nessuno e che lei era un'estranea ai suoi occhi e che quella casa, quella macchina, quei soldi, erano roba sua. Mia madre a quelle sue parole, come al solito, non decise di placare gli animi, anzi si schierò dalla parte del più forte, rinforzando la dose di brutte parole. Mi intimarono con un rastrello di lasciare la loro casa, ma io mi rifiutai. Dissi che anche se le proprietà appartenevano a lui in quanto padrone, io gli dissi che anche io facevo parte di quel nucleo familiare. A queste mie parole lui diede l'ordine assoluto che nessuno mi avrebbe più rivolto la parola altrimenti avrebbe fatto la mia stessa fine. Mia madre aderi. Mio fratello mi rivolge qualche parola di nascosto, disubidendo. Lui disse che avrebbe usato tutte le sue conoscenze in merito per troncarmi qualsiasi carriera lavorativa. Da allora vago, alla ricerca della mia indipendenza. Ho già le idee chiare su ciò che diverrò. Un lontano zio, possiede una palestra, non ha figli e quando ero piccino ero solito allenarmi lì fino all'età di diciasette anni. Ha sempre nutrito il desiderio di volermi lasciare la palestra, ma io ero offuscato dal voler diventare uno scrittore, che non gli diedi molta importanza. Ma adesso le cose sono un pò diverse. Ora ho deciso di frequentare Scienze Motorie e diventare un'istruttore. Ecco qual'è la mia idea. Racconterò la mia storia, incerta come il domani, condividerò i miei pensieri e dimostrerò a me stesso che posso farcela! (fine prologo)
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La mia idea: Noi siamo noi Cresciamo Crescere significa andare avanti. Andare avanti vuol dire avere un obbiettivo da raggiungere (uno scopo). Il modo per giungere lo si trova comunque. L'importante è non perdere ciò che siamo. Ostacoli e situazioni ostili ci sbarreranno la strada, avvolte è la stessa strada ad essere interrotta. Non importa! Bisogna andare avanti. La ricerca della felicità. A parer mio si è felici cercandola aldilà dei momenti difficili. Capitano tante cose quando si viaggia. Mi azzardo a dare un consiglio: "la migliore scorciatoia la si ottiene camminando con le proprie gambe." :smile:
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bè potrebbe essere anche questa un'idea :) . . . Comunque per chi un giorno si ritrovasse a passare 7giorni qui: Fate spesa al supermercato per comprare il beveraggio, se proprio avete sete e non ci sono market in zona, ordinate 1bicchiere d'acqua in molti bar (il numero è dipeso dalla vostra sete), sono gratuiti e potabili. La pizza: La migliore è quella di Castelbuono, un paesino di provincia, il locale si trova ai piedi del castello, non vi potete sbagliare, è sulla destra, avendo difronte le scalinate. Lì Flame, verresti soddisfatto/atta sicuro. Carrozze: I turisti esteri di certo sono i più svantagiati. I vetturini con loro ci campano per 6mesi circa. Un turista italiano ha più vantaggi poichè sa come si vive qui, e quindi più o meno un vetturino lo sà. Munitevi sempre di un deplian e tenetelo a vista, consultandolo anche davanti al tipo e chiedete voi cosa voler vedere, non fate fare a lui altrimenti chissà che giro vi fa fare.. Un tipo affidabile potrebbe essere il vetturino detto cavallo pazzo, si veste in maniera appariscente e lo è anche la sua carrozza, vi divertirete a suon di musica e visiterete Palermo come si deve. . . . Non prenotate al residence T.nnara vicino Trabia!! Li vicino il comune di T. ha pensato di metterci lo scarico fognario sprovvisto di depuratore, scarica a mare e li infatti la puzza si ustiona per quanto invade quella spiaggia. Magari il residence, privo di colpe poichè sorto prima, ha abbassato drasticamente i prezzi e i piani pacchetto. Evitate appizzerete del denaro e la salute. :) . . . Detto ciò..dite voi..se vi va, intanto io vò, stamane mi aspetta il mare. La migliore spiaggia, il lungo mare di Campofelice. È nuovo, sabbia pulita e poco caotica ottima per un 15 agosto e buona per una rilassante giornata. Fra poco io vò lì orevoire. :smile: Ciao Ciao
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Rispondo in ordine inverso: @Cosmo: Pensa nella loro ottica, quando siamo noi, i turisti nelle loro città. Secondo me, risulteremmo altrettanto riconoscibili. . . . @Lucasart: Mi sono visto il link con lightning oggi pomeriggio, troppo ridere XD . . . @Impaled Janus: Infatti il mio "anzi è stato onesto" era ironico. :) . . . @Andrè LaCroix: No invece li trovo buffi i turisti, anche quando lo sono io. Guardarli mi fa riflettere. :) Invece per quanto riguarda l'affermazione 'polli da spennare', sono daccordo con te. Questo approfittarsi non lo reputo giusto. . . . @Mercury: Anche noi stoniamo quando siamo all'estero. :) . . . Comunque consigli per il turista a Palermo: 1)Il giro in carrozza è bello ma state attenti ai prezzi, variano asseconda del parere che si è fatto di voi il vetturino. Poi, pochi conoscono i monumenti storici del capoluogo, molti pur di farvi salire vi farebbero visitare il vicolo di casa propria spacciandovelo per chissà quale via borbonica. 2)Al bar: Cammuffatevi, scegliete uno del gruppo e mandatelo ad ordinare. Dovrà spacciarsi per un nativo, quindi comportarsi nella norma del tipo ad esempio: "Buongiorno, me le fa 3coppette da portare via. Minchia staiu scattannu dau cavudu! Quant'é?" Dicendo così usando un quarto di italiano e la restante cadenza sicula verrete trattati da residenti e avrete delle aggevolazioni nei bar. Mi raccomando, che il tipo/a che manderete ad ordinare non abbia una cadenza estera o la carnagione troppo chiara. Il tentativo potrebbe risultare vano. Altra frase utile allo scopo: "Senta mi facissi 4pezzi di rosticceria ca ciaiu a picciridda in capu a machina in doppia fila, quant'è??" Esercitatevi e fatemi sapere :rovatfl: Ciao ciao
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..mi trovavo in corso Vittorio Emanuele, seduto sul muretto che circonda la cattedrale, intento a godermi l'ombra e quell'arietta fresca che di rado dava una sensazione di benessere. Leggevo Agatha Cristie o come due secondi fa avrei scritto 'Agata Crispi' :facepalm: Tra l'altro, libro acquistato in un chioschetto dentro un ufficio postale dove eccetto i gialli l'altra cosa interessante era il libro di cucina della Clerici. Comunque, dicevo, mi trovavo in corso Vittorio. Alla mia sinistra o di fronte, a seconda della posizione che assumevo, seduto, poi sdraiato, (quel marmo era scivoloso), comunque, dicevo, c'era il maestoso istituto classico Vittorio Emanuele. Ai suoi piedi e di preciso nella piazzetta, c'era un brullicare di gente di ogni tipo, nazione, regione e religione. Tutte, rigorosamente con le loro cam in mano o al collo, intente a rubare scatti di una Palermo fotomodella. Perversi meticolosi con le loro macchine professionali; civili pacati adagiati sulle panchine assopiti nella loro coppetta bigusto da 3euro e 50. TRE EURO E CINQUANTA!! lo sò perchè uno al bar scambiandomi per un turista mi voleva rifilare una coppetta media a quel prezzo. "Minchia 3euro e 50!!"gli esclamai e lui al mio: "minchia residenziale" fu costretto a passarmela al prezzo originale 2euro, anzi è stato onesto. :) Dicevo.. Tra il verde di quelle aiuole e il grigio chiaro di quei ciottoli cocenti al sole, la piazza era un formicaio di gente colorata. Ma nulla di razzista, i colori a cui mi riferisco io appartengono ai vestiti. Sgargianti, poco intonati il sopra col sotto, eleganti sopra e infradito sotto, pantaloncini azzuri e polo rosa salmone, ecc ecc ci siamo vagamente capiti spero? È come se esprimessero il loro essere in ferie, spensierati, leggeri, astratti, beati. Del tipo mi alzo, mi lavo prendo una maglietta ad occhi chiusi, scendo con sotto i pantaloncini della notte, mi infilo le ciabbatte ed esco. Tanto chi se ne frega, sono in vacanza, in una città straniera di un paese straniero voilà! Eppure li ho osservati nell'attesa che quel bus passasse, noto in loro una tenera ingenuità, cosa che nei loro 'where are you from' non avrebbero. Il turista è un pò credulone ma non in senso cattivo, infondo bonario poichè non ha colpe. E dimostrazione di ciò avvene oggi stesso, in corso Vittorio Emanuele. Turisti in carrozza, un dramma. Forse eccetto qualche palazzo famoso, avranno visitato chissà quale vicolo di dubbia importanza. Comunque, morale, poi l'autobus arrivò ed io ci saltai su e mi rimisi in viaggio. Tutto ciò che ne rimane è solo questo fievole pensiero da condividere con voi. Ciao ciao :rovatfl:
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Screen belli complimenti a chi li ha realizzati. Però nel secondo screen interno, nella stanza, il letto non sembra troppo gigante rispetto alle dimenzioni del chara?! Che dite?
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È un bel sito, ma vecchio. Nel senso con risorse mai aggiornate da chissà quanto tempo. Comunque pur sempre utile per chi ancora non lo conosce. :ph34r:
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Non vedo l'ora di pixellare bene come testament comanda! Nel senso fantasticamente!! Io quando posso mi esercito. Il mio intento è anche quello di raggiungere il podio un giorno, anzi sorry flame che ti trituro i nervi in spazio assegnazione rens quando capita. :ph34r: Comunque raga avete detto tutto voi, io quoto alla grande tutto. Concordo a pieno. :smile:
