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Bene là. Non c'è più alcun problema.
Adblock è stato riaddormentato


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È evidentemente colpa dei banner. La pagina a cui ti mandano non è Adobe, si vede dall'url.
Gente, AVG mi impedisce l'accesso ad Rpg2s a causa di quel banner fraudolento, sono costretto a mettere temporaneamente Adblock. Avvisate quando vi sarete sbarazzati del malfattore.


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Il resto della cena si consuma tra il silenzio e qualche sporadica chiacchiera. Chi ha già terminato, attende al bancone gli altri che stanno ancora cenando. Anche a loro il locandiere ha detto che la questione dei letti dev'essere discussa insieme.
Finalmente Nono termina l'ultima briciola di crostata, e il gruppo si riunisce attorno al bancone. Nel frattempo, la locanda si è svuotata un po' e sono rimasti i clienti più fedeli, avventori abituali. Fuori è notte fonda.
Dovete aspettare qualche minuto prima che il locandiere si rivolga a voi, dopo aver servito un omone che ha l'aria di essere uno di casa, lì dentro. La minuscola figura poggia i gomiti sul bancone, macchiando la manica destra in una pozza di birra versata, e cerca di assumere l'aria più professionale che può.
PARLA: - Aaah, sì, i letti. Allora, spiegherò la situazione. Non ho stanze singole, sono tutte occupate al momento, e non da clienti. Devo dire che è raro l'arrivo di gente ad Ehmon, soprattutto da quando la Torre è caduta. Di rado viene qualche avventuriero, ma mai da solo, in coppia o in gruppetti, quindi non ho molte richieste per le stanze singole e ne ho approfittato. Tutte le mie stanze ad un letto sono cariche di roba, fungono da sgabuzzini fin quando non mi deciderò a chiamare l'edile per riparare la voragine che si è aperta nel soffitto del mio magazzino, e questo... considerando i prezzi che ha fatto l'ultima volta che è venuto a fissarmi un'asse in cucina, dieci anni fa, beh... ehm... potrebbe non avvenire in tempi rapidi.
Il piccolo viso sembra oscurarsi per qualche istante sotto i baffi. Il topo sulla sua spalla squittisce.
PARLA: - Hr... ehm, comunque, detto questo, posso alloggiarvi in stanze doppie o triple. Non ne ho altre. Dovreste però dirmi i gruppi nei quali volete dividervi. Forse le signorine vogliono avere un po' di privacy?
I prezzi sono fissi per le stanze, comunque. 4 monete a testa per una notte. Se volete, possiamo pagare domani vitto, alloggio, e il quadro che avete fatto dipingere al tasso. Che ve ne pare?
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Ehm... scusa Ken, non mi ero accorto di quella frase D:
Ma adesso rimediamo. Su, gente, postate, finiamo questi discorsi. Stiamo perdendo troppo tempo in questa cena.

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PARLA: - Altre magie di Melgothar? Io e lui siamo stati gli inventori, a suo tempo, del Sigillo Elettrico. È un incantesimo che nessun'altro conosce, soltanto io e lui. Mh... ed anche lei, ora, signorina Smierc, grazie al mio Diadema.
Chiunque tocca un Sigillo Elettrico subisce un danno a causa della scossa; e se non è resistente a sufficienza, può addirittura svenire. Se i miei Sigilli nella foresta non si sono dissolti, ma ne dubito, dovrete fare molta attenzione perchè sono invisibili; se avrete un mago con voi, la sua Vista Magica potrà farvi molto comodo.
Considerando che per cinquant'anni è stato uno studioso della Magia presso uno degli Ordini più potenti di Milea, dovrete aspettarvi da lui una conoscenza magica formidabile. Avrei qualche teoria sulla sua immunità dimostrata al Rituale, un incantesimo lanciato prima di prendere posto. Non è un incantesimo sconosciuto, ma è relativamente raro trovare qualcuno che sia a sufficienza esperto per lanciarlo.
Il mago non sembra neppure voler considerare la proposta di evocare un altro quadro. Ma all'ultima domanda di Darth, non può non rispondere.
PARLA: - Che ne è del Demone... ? Non ne ho idea. È svanito nel nulla, così come era entrato in questo mondo. Non appena rinvenni dopo il fallimento del Rituale, non c'era più anima viva attorno a me, né umana né demoniaca.
Nathern si stringe nelle spalle. L'argomento sembra metterlo a disagio.
PARLA: - Forse dopo che la Torre è caduta, ha ritenuto di aver completato la sua missione di distruzione ed è ritornato nel suo Mondo. Ad ogni modo, non l'ho più visto, né ho più sentito parlare di lui. Qui ad Ehmon nessuno mi ha mai raccontato di aver notato nulla di strano, o di oscuro.
Certo, i ruderi della Torre sono invecchiati molto rapidamente, come avrete potuto notare, e questo ha innervosito non poco gli abitanti. La vista spettrale della Torre non è esattamente quel che si dice essere un bel panorama. Ma, a parte questo, una chiara manifestazione di passaggio demoniaco, non è mai successo niente altro.
Il mago ascolta le parole di Nono senza rispondere, come aveva fatto con Arlette prima. Non sembra abbia nulla da dire.
Poi arriva il duro discorso di Glyin, e Nathern spalanca gli occhi e apre la bocca. Le parole del giovane Elvaan lo colpiscono con la forza di un drago. Sorpreso dalla manifestazione di disprezzo di Glyin, il mago non trova inizialmente le parole per rispondere al mago Elvaan, che ne approfitta per terminare il discorso ed abbandonare la tavola, sdegnoso.
Passa un po' di tempo, nel quale il ritratto sembra riacquistare il contegno originale, anzi - a riprendere forza. Il mago sembra recuperare tutta la franchezza che lo aveva abbandonato mentre Glyin lo attaccava. Con espressione livida, Nathern parla.
PARLA: - Credo di aver ricevuto tante offese quanto bastano, per oggi, da parte di ragazzini arroganti, che argomentano i loro attacchi con inutili massime e frasi fatte, quando non si limitano ad insultare dall'alto della loro presunta superiorità morale; per cui, è giunto il tempo di andarmene. Spero che sia possibile, per il mio vero me, rivedervi... anche se dubito altamente che questo sia possibile. Che il vostro viaggio alla Torre si concluda con un successo. Anche se, vedendo con chi ci andate, non credo che questo sia tanto possibile. Facile colpire, quando si è in vantaggio... ma sto perdendo tempo. Addio.
Detto questo, il mago lancia un'occhiata al tasso. Il tasso si libera sbrigativamente dell'ordinazione da parte di un altro cliente, raggiunge il vostro tavolo, prende il dipinto e svanisce in una nuvola di fumo. Qualche secondo dopo, lo vedete riapparire al bancone, senza il quadro.
[Per GLYIN]
L'oste ascolta le tue richieste per una stanza, poi ti parla.
PARLA: - Un momento, un momento gentile signore, la questione delle stanze è leggermente delicata. Dovremo parlarne col vostro gruppo.
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http://img.hsmagazine.net/2013/12/ban-hammer.jpg

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[Per LYRIEL]
Dai una rapida lettura al menù. È un semplice foglio un po' unto; i piatti elencati non sono certo pietanze da nouvelle cuisine, ma appartengono alla tradizione popolare. A fianco sono scritti i vari prezzi. Leggi:
Al Calderone della Torre
Insalate varie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1 MO
Zuppe di verdure - di funghi, Brodi vegetali - di carne . . . . . . . . . . . . . . . . . 2 MO
Formaggi e salumi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2 MO
Bistecche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3 MO
Stufato di carne . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3 MO
Spiedini, salsicce . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3 MO
Arrosti, Carne alla griglia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4 MO
Acqua e pane (portata unica). . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1 MO
Sul retro del foglio v'è una lunga lista di vini di vario genere, dal prezzo variabile. Il più economico è il bicchiere di Rosso, ad una moneta d'oro. Il più costoso è il bicchierino di Sovrano Orgoglioso, una grappa estremamente robusta, invecchiata di trent'anni. Due dita costano 50 Monete. L'offerta di birra è molto più scarsa, invece, con solo una varietà di bionda ad 1 moneta il boccale.
[Per tutti]
Il mago ascolta, annuendo gravemente con la testa, le parole di Arlette, ma non dice nulla. Tuttavia, quando la guerriera parla del Diario, la sua espressione muta rapidamente in una di stupore.
PARLA: - Come... come sarebbe a dire che non c'è traccia di quel che ho scritto ad Artesia?! È impossibile. È...
Non aggiunge altro, e rimane turbato. Lo potete vedere ben più agitato di prima, come se l'idea che il suo Diario - in qualche modo - sia stato modificato, o peggio, lo turbi ben più dell'idea che lui sia morto.
PARLA: - Non capisco, io... io non ho mai modificato in alcun modo il Diario. Non ho mai riscritto nessuna esperienza. Non ho mai ritoccato pagine sulle quali l'inchiostro era già asciutto. Forse quel diario non è--
Mentre pronuncia queste parole, Nathern sembra essere colto da una paura enorme. Non completa la frase, ma potete ben capire la conclusione: forse il Diario che possiede Arlette è falso.
Passa qualche secondo prima che il ritratto si tranquillizzi, durante i quali Glyin espone i suoi dubbi. Il mago si rivolge a lui, con un'espressione di ribrezzo alle sue prime parole.
PARLA: - Come posso ritenere ripugnante questa condizione? Dovrei ritenere un onore l'essere qui, mentre forse sto marcendo da qualche altra parte? Non sono nient'altro che un burattino di quel che ero, richiamato a rispondere a piacimento e solo quando richiesto, sfruttato semplicemente per i miei ricordi e per la mia personalità. Non appena avrete finito le domande, quel tasso lì distruggerà il quadro. Crede forse che sfruttare un anello per parlare ad un morto, volente o nolente, sia moralmente accettabile? Io non ho lasciato il mio anello per questo.
Fortunatamente questo ridicolo burattino non è la mia "coscienza", come asserisce. Quella è dispersa, forse morta. Questa icona, sterile ed inutile, dopo qualche altra domanda sarà dissolta; con la speranza che, se veramente volete "onorare" la persona che ritrae, non tenterete mai più di riprodurla.
Poi si ferma a riflettere sulle varie domande postegli dall'Elvaan.
PARLA: - Su Melgothar ci sarebbero così tante parole da raccontare. Conoscete ormai tutti il mio viaggio, alla sua ricerca, durato dieci anni. Non me la sento veramente di ripetere qui le lunghe peripezie e le mille speranze e le migliaia di fallimenti che hanno accompagnato il mio fallimento, quando ho scritto tutto quanto, a chiare lettere, sul mio Diario.
Certo, ora che dubito dell'autenticità del Diario tramandato, dovrei almeno riassumere a grandi linee il mio viaggio... ma...
Il mago si ferma per qualche momento, nel quale l'oste ritorna con qualsiasi pietanza avesse ordinato Lyriel. Non appena l'Elfo si siede per mangiare, il quadro riprende.
PARLA: - Va bene. Vi racconterò almeno che cosa accadde la notte in cui tutto cambiò.In quella sera noi, Maghi del Tessuto, eravamo radunati nella Grande Sala, alla sommità della Torre, per un Rituale di estrema importanza. Da qualche tempo, un orribile e formidabile Demone, che avevamo battezzato il Nemico, circolava per il territorio attorno alla Torre, seminando stragi e distruzione. Noi avevamo scoperto, dal suo percorso apparente, che il Nemico era diretto verso la Torre. Non abbiamo mai capito come una simile creatura potesse essere spuntata fuori dal nulla; forse l'enorme quantità di energia magica emanata dalla Torre era stata in grado di attirare un demone fuori dagli Abissi Infernali, ma abbiamo formulato anche molte altre teorie.
Comunque, era chiaro che il Tessuto non avrebbe mai resistito all'impatto contro il Nemico. Così escogitammo una soluzione: un Rituale mai tentato prima, solamente teorizzato negli antichi Tomi. Il Rituale consentiva ad un volontario, il Prescelto, di accedere ad una quantità pressocché infinita di potere, con il quale avrebbe potuto terminare rapidamente il Nemico. Non era la migliore soluzione - che ne sarebbe stato poi del Prescelto? -, ma alla fine optammo per quella.
Il Rituale necessitava della presenza di tutti i Maghi del Tessuto. Il Prescelto sedeva in mezzo alla stanza, e noi Maghi, a cerchie concentriche, ci disponemmo attorno al Prescelto, in ordine di gerarchia e potere - i Maghi Anziani nella cerchia più interna, e via così. Io ero nella prima cerchia - io e Melgothar.
Per ore continuammo ad evocare le rune magiche. Mancava pochissimo tempo all'arrivo del Nemico. Quando completai le mie rune, alzai lo sguardo verso Melgothar - e lo vidi.
Lo vidi tranciare il flusso magico ed interrompere le sue rune, e spedire un Dardo Magico verso il mago alla sua destra. Il maledetto aveva atteso il punto più delicato del Rituale - la conclusione - per poter compire il suo tradimento!
Nathern sembra annebbiarsi d'ira. A malapena trattiene la sua furia.
PARLA: - Naturalmente tutto fallì. Il Rituale venne spezzato, e le enormi correnti di energia uccisero istantaneamente il Prescelto - lo uccisero. E non fu un evento tranquillo quando capitò.
Credo che la Torre si sarebbe sbriciolata all'istante, all'esplosione. Solo qualche casuale incantesimo di strutturazione consentì all'edificio di reggere - ma se l'intera costruzione avesse impattato dopo essere precipitata in caduta libera per dieci chilometri, l'effetto non sarebbe stato differente. La Grande Sala fu completamente polverizzata. Le colonne e le gradinate furono spezzate finemente. Ogni mago fu scaraventato contro il muro, e parecchi furono uccisi. Le prime cerchie furono quasi del tutto spazzate via, tranne qualcuno - me, che avevo fatto in tempo a proteggermi, e Melgothar, probabilmente protetto magicamente fin dal momento in cui aveva preso posto nel Rituale.
I momenti successivi furono... confusi. Mi ritrovai ai piedi del muro, il corpo pieno di ferite, la testa sanguinante - ma vivo. Ero circondato dai cadaveri. Il centro della sala era sgombro dai corpi - il pavimento era liscio e lucente: l'energia liberata dal Prescelto aveva spazzato via addirittura la polvere tra le pietre. Non so quanto tempo dopo il Nemico arrivò. Fu in quel momento che i pochi incantesimi che reggevano ancora furono dissolti dall'impatto, e l'intera Torre iniziava a cedere ai terribili colpi del Demone. I pochi superstiti si levarono in piedi malconci, cercando di organizzare un piano.
Non servì a nulla. Chiunque fosse sopravvissuto veniva ucciso istantaneamente da Melgothar. Il maledetto! Vedendolo uccidere così, come bestie, coloro con cui aveva passato assieme molti anni della sua vita, tra scherzi e risate, ridendo, mi riempì di una ira indescrivibile. Mi alzai in qualche modo. Gli corsi dietro. Lo attaccai.
Lui reagì, colpendomi, con una magia sconosciuta, lì dove già avevo ricevuto una orribile ferita, nel mio impatto contro il muro...
Il mago si passa delle dita tremanti sulla cicatrice nera sul suo volto.
PARLA: - Non so quanto tempo dopo mi svegliai. Era giorno, come capii dal tetto squarciato della Sala. Ero circondato da cadaveri. Ma sia il Nemico, sia Melgothar erano spariti.
Nathern chiude gli occhi, mentre rammenta gli orribili eventi di dieci anni fa.
PARLA: - È davvero impossibile ricordare, per me, cosa feci dopo. Nel mio Diario originale, in quel punto, c'è un buco di quasi un anno... ma so che, come un istinto impellente, mi misi alla caccia del Traditore, ovunque lui fosse andato. Sapevo che aveva il suo bastone bianco. Conoscevo il suo volto. Ma fu sempre difficile cercare le sue tracce... sempre. Il vigliacco si muoveva come un fantasma. La sua ricerca mi ha portato in diversi luoghi di Milea... non sapevo dove stesse andando, quale fosse il suo scopo ora che aveva cancellato il suo passato, o se il suo fosse un ruolo da comprimario in un complotto ben più grande di me, o di lui. Ma non ho mai smesso di inseguirlo. Nel nome della giustizia, e della vendetta.
Fino ad Artesia.
Il mago smette di parlare, ed apre gli occhi. Passa qualche lunghissimo secondo, prima che si rimetta a parlare. La sua voce è ora monoespressiva.
PARLA: - Non credo ci siano sigilli magici attorno alla Torre, oltre ai miei, se non si sono dissolti con la mia morte... né ricordo dove i miei ricordi si spengano, ma credo non sia difficile risalire a quel punto. Se i miei oggetti sono stati ritrovati, vuol dire che dovrei essere caduto nelle vicinanze. Quindi, chiunque li abbia recuperati dovrebbe indicarvi con facilità il punto.
Altro non vi so dire.
Il mago tace, in attesa di ulteriori domande.
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[Per LYRIEL]
Il tasso ritorna col menù.
[Per tutti]
Nathern fa per rispondere alle domande di Darth, quando sente la voce di Arlette, e si ferma. Il vecchio si volta in direzione della guerriera; per la prima volta, potete leggere nel suo sguardo una leggera espressione di sorpresa.
Il vecchio ascolta con attenzione le domande di Arlette, prima di rispondere, dopo una piccola pausa.
PARLA: - Signorina Smierc, non avrei mai creduto che fosse possibile parlarle ancora, dopo che ci siamo lasciati. Ma fin'ora avete fatto domande molto strane, e parlate di un quadro, e possiede il mio Diario, ed io conosco a sufficienza la Magia Elvaan per capire che, in un certo senso, in realtà rimane ancora impossibile, per noi due, parlarci veramente.
A questa frase, il ritratto si interrompe. Stavolta la sua espressione è ben chiara, di palese disgusto e ripugnanza.
PARLA: - Quindi non tiriamola per le lunghe e sbrighiamoci in fretta. Una condizione del genere mi ripugna - ripugnerebbe. Allora, chiede di dimostrare se sono "vero"? Presto fatto. Sono Nethernaza-Eshtane sil Deriadrim, come credo voi tutti sappiate ormai, anche se mi avete conosciuto col nome di Nathern. Ci siamo conosciuti ad Artesia per la prima volta, assieme ad un chierico arrogante e a un Elvaan vestito di verde, chiaramente pazzo. La sera ci siamo divisi in due gruppi: i due guerrieri rossi sono andati alla caserma di Artesia assieme all'Elvaan, ed io son rimasto con lei, signorina Smierc, e con il chierico Gabriel alla locanda, dove erano avvenuti dei misteriosi avvenimenti, due avventurieri erano svaniti in una delle camere.
Il mago riduce gli occhi a delle fessure, e aggrotta la fronte.
PARLA: - Lì, ho litigato per la prima volta col chierico. Gabriel, per qualche motivo, aveva fatto una delle sue piccole preghierine a Chronos e aveva sbirciato sotto il mio cappuccio, che tenevo sempre in testa, per... beh, non so perché, per ficcanasare, suppongo. Naturalmente ha visto la mia cicatrice, quindi, in qualche modo, ha dedotto che io fossi un essere spregievole e malvagio poco degno di fiducia. È quindi passato ad attaccarmi e a condannarmi.
Nathern passa le dita sulla cicatrice, ora ben visibile a tutti.
PARLA: - Non sono rimasto inerte. Ho risposto, anche se, col senno di poi, avrei dovuto stare zitto, mantenere il controllo, e lasciarlo parlare a vanvera. Ricordo però che lei è intervenuta e mi ha difeso, e la discussione si è spenta. Ho poi proceduto a fare qualche incantesimo per proteggerci dalla porta, lei e il chierico siete andati a dormire sui letti e io ho fatto il mio turno di guardia. Mentre dormivate, però, ne ho approfittato per aggiornare il mio Diario, scrivendo tutto quello che è accaduto quel giorno, sgranchirmi le gambe e investigare nel bagno, mentre voi due, a quanto pare, stavate avendo un sogno molto strano. Ho trovato un topo, e, dopo aver svegliato Gabriel, abbiamo scoperto che si trattava di uno dei due avventurieri, trasformato. Il topo è morto mentre Gabriel indagava i suoi ricordi, nei quali comparivano una donna, e... un uomo col bastone bianco.
Nathern tace per qualche momento, poi riprende.
PARLA: - Non ho raccontato a nessuno della mia lite con Gabriel, quindi questo dovrebbe dimostrare che... questa magia funziona, e che io sono davvero io.
Mentre pronuncia queste parole, il vecchio sembra rendersi conto di quel che sta dicendo, e chiude la bocca, turbato. Questo silenzio dura di più degli altri, ma alla fine riprende a parlare, rivolgendosi ad Arlette.
PARLA: - Il Diario... so che è un lascito molto, molto strano, ma, come ho scritto, è sul serio uno dei quattro oggetti più cari che io abbia mai avuto. Lì dentro ci sono tutti i dieci anni più orribili di tutta la mia vita. Lì dentro ho scritto del mio inutile viaggio e delle mie speranze e dei timori. Sinceramente, non mi andava per nulla che un simile libro finisse, dopo che fossi morto, in una libreria polverosa in qualche sottoscala di un'inutile torre, non letto, a collezionare ragnatele. Né mi garbava il fatto che qualche vagabondo lo utilizzasse per accendere il fuoco, o peggio.
No, io lo ho lasciato a lei, perché, pur nel poco tempo in cui ci siamo conosciuti, ho avuto la forte impressione che anche lei, in qualche modo, fosse alla ricerca di qualcosa che la ossessionasse. Anche lei fosse in un viaggio non richiesto, cercando un modo, con tutte le forze a sua disposizione, di avvicinarsi al suo obiettivo. Non so se questa impressione sia giusta, se ho ragione o no, o se sta cercando una persona come me o altro, ma di certo questo è rimasto in me. Rammento bene la prima sera nella quale ci siamo scontrati... il suo combattimento col troll...
Il mago chiude gli occhi.
PARLA: - ... chi mai si sarebbe rialzato dopo un colpo del genere, se non chi avesse un forte motivo per rialzarsi?
Il mago riapre gli occhi, e riassume la sua consueta espressione neutrale.
PARLA: - Le ho lasciato il mio Diario, perché tra tutte le persone che abbia incontrato, lei mi è sembrata quella più degna e quella più affine a capire la mia storia. Non ha alcuna particolarità, è solo un libretto manoscritto, a volte anche in condizioni impietose. Non sono nelle condizioni per imporglielo, ma spero che almeno possa leggerlo una volta, almeno prima di decidere se tenerlo, o no.
Nathern si volta verso la guerriera rossa.
PARLA: - L'anello è un simbolo di nobiltà. Almeno, un certo tipo di nobiltà, riconosciuto da certe persone in particolare, molto prezioso di questi tempi in cui i Bibliotecari scarseggiano. Il mio anello è riconosciuto in tutte le Torri di Milea, e da chiunque ne abbia a che fare. So che noi ci siamo conosciuti per pochissimo tempo, ancor meno che con la signorina Smierc, ma per quel che ho visto, preferisco i nobili come lei, signorina Nono, che quelli tipici delle varie corti di Milea. Almeno nel vostro regno, qualunque sia, si terrà di conto la cultura, se una delle sue nobili è una straordinaria guerriera con un prezioso titolo. Troppo spesso ho visto regni governati da gente ignorante, il cui popolo crede che la magia sia una manifestazione di demoni o altre cose ridicole.
Nel caso in cui non fosse lei a governare... beh, almeno avrà accesso ad una quantità incredibile di conoscenze sul mondo; e questo, che può sembrare qualcosa di inutile o noioso, si fidi di me, un giorno - se vorrà - le sara di immenso giovamento.
Il mago, infine, si volta verso Darth.
PARLA: - Lei vuole sapere di più sullo scontro. Io stavo viaggiando verso quel che resta della Torre, perché prima di morire volevo almeno fare visita, per un'ultima volta, ai ruderi dove centinaia di persone, che conoscevo un tempo, sono state uccise. Dopo aver visitato la Torre, progettavo di andare da qualche parte a rilassarmi, una volta per tutte. Sono arrivato ad Ehmon, e ho fatto testamento presso Lioroshan, un mio vecchissimo e caro amico. Poi sono partito, in volta per la valle.
Ci ho messo un giorno per avvicinarmi alla Torre. Sono partito quando era pomeriggio tardo, e la notte l'ho passata appoggiato ad un albero a qualche chilometro da Ehmon. Sapevo che la mattina, i cacciatori sarebbero partiti per andare a cacciare nei pressi del rudere, ma io non volevo vedere nessuno, così ho abbandonato il sentiero e ho scelto una via più lunga, attraverso i rovi e il sottobosco. Ero immerso nella foresta. Non c'era nessuno. Si stava benissimo.
Naturalmente, una simile strada mi ha rallentato moltissimo e tempo di arrivare in vista dei ruderi, era già quasi ridiventato sera. Ho deciso di riposarmi un po' in una piccola radura a qualche chilometro di distanza dalla mia meta, prima di cercare di avvicinarmi ulteriormente. Il mio progetto era quello di passare la notte nel limitare della foresta, subito vicino alla Torre, per poi entrare la mattina dopo.
Ma il fato ha deciso diversamente, a quanto pare...
Nathern tace un po', prima di riprendere, quasi con riluttanza.
PARLA: - Quella sera, mentre mi avvicinavo al rudere principale, ho visto uscire una figura dalla Torre, dai resti dei portali principali. E... non credevo fosse possibile, che succedesse quella sera. Ma era lui, e dopo così tanti anni era ritornato lì, dopo aver compiuto il massacro, dopo essermi sfuggito per tanto tempo. Era Melgothar. Era col bastone bianco!
Il dipinto trattiene a stento un'espressione feroce.
PARLA: - Non ci ho più visto! Ho urlato, ho attaccato. Tutta la stanchezza che mi attaccava da un mese, è evaporata. Ho cercato di fulminarlo, il maledetto, ma ogni colpo era inutile! Anche se lo prendevo in pieno, non sembrava mai subire un danno. Ricordo che abbiamo lottato a lungo, e io che lo ho attaccato per ore ed ore, e gli urlavo dietro!
Man mano che prosegue la sua storia, il vecchio sembra farsi più furioso, più arrabbiato, cieco d'odio. Una visione che vi turba.
PARLA: - Ricordo di aver disseminato il bosco di Sigilli Elettrici, ogni tronco era una folgore. Ma nonostante lui cascasse in pieno nelle trappole, non subiva mai niente, ma lottava di rimando. Continuavo ad attaccare e a urlare e lui a ridere, a ridere, il maledetto!, quando... non mi ero protetto, perché volevo creare Sigilli al massimo dell'energia, e per farlo ho rimosso la consueta protezione che mi rende immune ai miei Sigilli. O almeno... almeno credo... comunque, stavo creandone un altro quando ne ho forse toccato uno e...
L'espressione di ira profonda svanisce di colpo. Il silenzio cala. State vedendo il quadro di un vecchio scavato di rughe, la faccia trasformata in una maschera, gli occhi vuoti e neri come pozzi secchi.
Dopo un po' Nathern sembra ricomporsi, e ritorna alla sua posizione originaria. Ma questa volta, c'è qualcosa di sbagliato nei suoi occhi.
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[Per DARTH]
Il tasso ti guarda, ma non ti risponde, incuriosito dal cibo offerto da Glyin. La bestiola annusa per un pezzo l'insalata e i funghi, ma dopo un po' è chiaro che non sembra disposto a cibarsene (i tassi sono animali carnivori).
Poi si rivolge a Lyriel, e parte per la cucina alla ricerca del menù. All'ultimo istante, proprio quando iniziavi a pensare che il tasso non avrebbe risposto, una voce ti risuona nella mente. È il tasso che parla.
PARLA: "Il dipinto non parla se non gli viene chiesta alcuna domanda. Non è una persona reale, è soltanto una magia che permette di replicare in tutto e per tutto la personalità e i ricordi di una persona risalenti al momento in cui l'oggetto è stato ceduto, quindi, in quanto tale, può solamente parlare se gli viene chiesto qualcosa. Non aspettatevi che si metta a giocare a carte con voi, o che inizi a parlare del tempo".
Con quest'ultima frase il tasso si dilegua dai tuoi pensieri, in un modo che rende eloquente il fatto che ulteriori domande da parte tua non riceveranno risposta. Il tasso non è una bestia qualunque, è un'entità magica evocata e ha un'intelligenza più elevata dei suoi altri simili. A differenza di questi ultimi, quindi, può decidere se rispondere o no alle tue domande, così come un essere umano può decidere se parlare con te o no.
[Per tutti]
Il volto dipinto interrompe la sua immobilità e si volta, in direzione di Nono. Sbatte le palpebre un paio di volte, senza cambiare espressione, prima di aprire bocca.
La voce che sentite è quella che ricordavate, la stessa di Nathern, anche se sembra infinitamente più stanca.
PARLA: - Che giorno è oggi... ? Se sono morto... ? Non... non lo so. Non so niente. L'ultima cosa che ricordo è il fulmine e lo scontro, poi c'è il vuoto. Non so neppure come io sia qui, è come se mi accorgessi per la prima volta di esserci, magari in realtà sono qui da sempre, e solo la sua domanda mi ha svegliato.
Magari questo vuol dire essere morti. Non sapere più nulla.
Ma per rispondere alla domanda, no, non saprei dire se sono morto davvero, anche se potrei intuirlo...
Nathern smette di parlare e ritorna a guardarvi. La magia funziona, a quanto pare.
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Leggo adesso. Tutte le immagini hostate resteranno, ma se non tiri fuori i dineri, non potrai più fare un cazzo.
È giunto il tempo di passare ad Imgur, dunque.

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Spe', Imageshack è diventato a pagamento?!
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Ho fatto un po' di spazio. Manda pure il tuo MP, Kenshin.
Sarebbe comunque una buona idea utilizzarne solo uno per il GDR, al posto di aprire una conversazione ogni volta, altrimenti finisco in fretta lo spazio.

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Hai fatto bene. In realtà, tra quelle due frasi mi sembrava mancasse qualcosa, a causa dei tempi dei verbi (piccolezze di sintassi). Ora è perfetto. E poi, è impagabile l'espressione del tasso. XD

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Le parole e i gesti di Darth sembrano innervosire visibilmente il tasso, che cerca di mettere qualche centimetro in più di spazio tra lui ed il guerriero, spostandosi un po' di più verso Nono.
[Omaggio]
Un tasso erudito come un pittore sa ben capire le parole, cosa alla quale gli umani sembravano non dare troppo peso.
http://imagizer.imageshack.us/v2/800x600q90/822/1g52.pngLa rossa guerriera ha intanto sfilato l'anello di Nathern, e lo porge alla magica bestiola. Non appena lo posa sulla tavola, il tasso lo raccoglie e lo annusa con cura da tutti i lati. L'operazione dura una manciata di secondi; poi, presa la tavolozza, il tasso si fionda sulla tela ed inizia a dipingere freneticamente.
Per la gioia di Nono, stavolta sembra non ci sia alcuna stranezza nel quadro: nel giro di qualche minuto, potete ammirare già una figura distinguibile di un anziano dalla cintola in su, anche se il tasso deve ancora completare il lavoro. Lo sfondo è scuro come la notte, ed uniforme; ma il personaggio dipinto è illuminato come se una finestra gli fosse a qualche metro di distanza alla sua sinistra. Sembra vestire una specie di tunica.
Aspettate ancora qualche altro minuto nel quale il tasso, concentratissimo, continua ad aggiungere tocchi su tocchi di colore al dipinto, che diventa man mano sempre più realistico e verosimile, fino a sembrare reale. Infine il tasso, sporco qui e lì di nero, fa un passo indietro e guarda l'insieme, poi, soddisfatto, preme con la sua zampina imbrattata di nero un punto in basso della tunica a mo' di firma. Quindi si toglie da davanti, permettendovi la visione completa del quadro.
L'effetto è straordinario: vi sembra che una finestra si sia aperta direttamente su un'altra dimensione, lì davanti al vostro tavolo sporco di vino e briciole, e qualcuno vi si sia affacciato. È, al tempo stesso, molto innaturale, perché il ritratto ancora non parla.
State fissando la figura di un uomo molto anziano, verso l'ottantina, vestito in una tunica grigio scuro. Le sue mani, pallide ed ossute, dalle dita lunghe, sono adagiate in primo piano, la sinistra sulla destra. Il volto è scoperto, e il cappuccio ricade sulla schiena.
L'uomo ha capelli grigi, e barba e baffi simili a quelli del notaio. Il viso è tempestato da rughe, soprattutto attorno agli occhi. La sua costituzione in generale vi dà l'idea di un uomo molto orgoglioso e sicuro di sé, nonostante l'espressione sia del tutto neutrale ed assente, e i suoi occhi siano vuoti.
Ma il vero particolare più raccapricciante è l'enorme, orrenda cicatrice nerastra che ricopre totalmente la parte destra della sua faccia. La cicatrice ha un aspetto malsano, di ustione che ha carbonizzato completamente la carne; copre completamente la tempia, lo zigomo e la guancia, si spinge fin sotto la mandibola e l'area nerastra sembra aver colpito anche l'occhio destro, che è quasi completamente nero, e probabilmente inutilizzabile. L'altro occhio è grigio verde.
Il dipinto vi fissa senza dire una parola, o muovere muscolo.
[NOTA DEL GM]
Vi ricordo che nessuno di voi ha mai visto sotto il cappuccio di Nathern, ma Arlette ricorda alcuni momenti passati con lui e Gabriel, come la sera nella locanda ad Artesia.
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D:
Il personaggio extra deve chiamarsi ovviamente "Hoth", specie se vige la Rule 63. Così facciamo anche un gioco di parole.


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Sì, appunto, non capisco questo ritardo. Swarley è tornato, avete da parlare, che cosa state aspettando esattamente?

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Ma sono edit o sono fatti da zero? Perché son fatti benissimo. :O

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Beh, nessuno si è mai preoccupato di capire dove i PG di Dragon Age tenessero i doni che il Guardiano Grigio faceva loro. Svanivano e basta. Perché dovrebbe importare il contrario?
Gli oggetti che i PG di Theia danno in dono a Seth possono essere tranquillamente oggetti che avevano fin da subito, solo, non si fidavano a sufficienza di Seth per mostrarglieli. Del resto, ho sempre considerato l'inventario, nei giochi, come l'insieme degli oggetti che i PG mettevano in comune. Se le mutande di Rudra non ci sono, non mi sembra grave.
Quindi, da parte mia un O.K. per gli oggetti-dono, da ottenere con il dialogo, più originale, e non con i soliti dungeon extra.

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Che cosa assurda, stanotte ho sognato che Swarley postava e così è avvenuto. Vagamente inquietante :O
Allora si può ricominciare.
Continuate pure i discorsi, come ho detto c'è poca ragione per intervenire al momento.

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Approvo con tutti i miei pollici opponibili, se ne avessi, il character development di Seth. Voglio vedere l'Amleto o il Macbeth del Making in Theia.

Magari con un finale meno cruento.

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Auguri, Dax! :D

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Comunque, potete ricominciare tranquillamente a giocare, a mio parere. Non vedo il perché il Master dovrebbe intervenire. Lyriel ha appena detto "ciao", e dovete decidere quale oggetto dare al tasso, se volete darne uno.

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Auguri ad Impaled! Tranquillo, domani tutti quanti torneranno a dimenticarsi di te.

Brava Nono boscaiola. XD

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Quanto manca ancora? Che mi sento come un vecchietto all'estrazione del lotto, in questo momento.


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