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http://dioclo.altervista.org/images/avatar/Gabriel.gif Nome: Gabriel Varzelf Età: 20 Razza: Umano Descrizione: E' un ragazzo slanciato, alto sul metro e ottanta. E' magro (ma non quanto può esserlo un elfo), dal fisico ben sviluppato e già maturo per un ragazzo della sua età. Ha i capelli biondi, lunghi fino al collo e li porta quasi sempre calati lungo i lati del visto. Indossa dei pesanti pantaloni verde scuro e un gillet beige, coperto da un cappotto nero a fascie rosse. A completare il suo abbigliamento ci sono dei guanti, degli stivali e una cintura in cuoio. Carattere: Votato alla causa del dio Chronos, Gabriel si presta sempre per far si che l'equilibrio venga rispettato da tutti. Per questo non segue dei dettami morali precisi, ma preferisce comportarsi a seconda delle situazioni. Nonostante ciò, preferisce compiere opere di bene piuttosto che spargere sangue in maniera inutile. Cerca di rispettare per quanto può le leggi, ma non le ritiene indispensabili. Grande viaggiatore solitario, non disprezza la compagnia, purchè accanto non abbia persone troppo estremiste nelle loro visioni di vita, che potrebbero portare ad uno scompenso nell'equilibrio. Ama darsi da fare e non ha timore della morte, poichè ritiene che anche la sua scomparsa sarà un giorno nell'interesse dell'equilibrio. Per lo più taciturno, non si riserva dal parlare quando qualcosa non è di suo gradimento. Background: Abbandonato quando era bambino davanti al tempio di Chronos nella città di Basilea, non ha ricordo dei suoi genitori, se non qualche singolare frammento di memoria. Venne adottato dai sacerdoti del tempio e per i primi anni adempì a vari compiti minori. Compiuti quattordici anni, ottene di poter seguire una preparazione vera e propria da sacerdote, soprattutto grazie all'affetto che il Padre pastore nutriva per lui. Nonostante ritenesse utili le nozioni apprese durante i successivi tre anni, dentro di lui covava l'idea che un vero devoto a Chronos dovesse viaggiare per portare l'equilibrio nel mondo. Il giorno del suo diciassettesimo compleanno abbandonò il tempio, diventando un pellegrino in giro per il mondo. Sono passati quasi quattro anni da allora... Divinità: Chronos Equipaggiamento Mazza di ferro Armatura di Cuoio borchiato Scudo chiodato Borsa comune Antidoto Cappuccio Penna e calamaio Libro vuoto Medaglione della verità e menzogna
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Ennò!!! XD Cmq colpa mia che ho tardato a mettere l'immagine. :P
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http://dioclo.altervista.org/images/avatar/Gabriel.gif Meglio di cosi non vi riesco ad aiutare... u_u
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Mannò, nn c'era bisogno... cioè, teoricamente nn potresti saperlo perchè è vestito più simile ad un guerriero o proprio un bandito piuttosto che un sacerdote, ma nn c'era bisogno di editare tutto, tanto nn l'avevi ne pensato ne pronunciato "chierico". :P Avresti potuto correggerti dal prossimo post... ;)
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Argh!!! Asprus, ma hai deciso che il mio pg ha la faccia da chierico??? XD XD
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Osservai il gruppo di persone che si accingevano intorno al carretto: un uomo abbastanza basso ma molto muscoloso, una ragazza dai capelli rossi, un altro rosso vestito da damerino, uno di quei bimbi-elevaan che aveva già visto lungo i suoi viaggi e un tipo incappucciato seduto al carro. Dentro il bosco non avevo fatto molto caso al fatto che piovesse, cosi alzai leggermente lo sguardo al cielo grigio, distraendomi per qualche secondo, come sorpreso. La mia attenzione però, tornò subito sul bosco e su quello che stava per uscirne. Giudicai se parlare o meno con il nuovo gruppo di persone che avevo trovato, ma alla fine decisi che probabilmente Arlette aveva qualcosa di meglio da dire, che sicuramente avrebbe detto, avvisando i nuovi al posto mio. Estrassi la mazza e impugnai lo scudo saldamente. Era uno scudo nuovo, me l'ero potuto permettere grazie al bottino trovato sui resti di Agrahlel. Mi voltai verso la direzione da cui ero arrivato pochi istanti prima. Il boosco stava per rigurgitare eresie... e lui, infondo infondo, non vedeva l'ora di assistere a quella chiamata.
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Calma calma... io ho risp dieci secondi dopo... XD XD
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Agrahel, Agrahel, Agrahel: avevo pensato costantemente al villaggio dal momento che ne eravamo fuggiti. La sensazione di essere stati ingannati si trasformava sempre più in certezza col passare del tempo. Qualsiasi cosa giostrasse dietro i fili di Agrahel, ora era libera nel mondo e a liberarla ero stato io con il resto del gruppo. Era un atto che rompeva l'equilibrio e io ero in parte responsabile, ma le mie capacità non mi consentirono altro che una fuga momentanea. Sarei tornato sull'argomento quando necessario. Ora i problemi erano altri. Perso di vista l'odioso maghetto(i rapporti erano andati solo peggiorandosi col tempo), mi ero ritrovato compagno di viaggio di Arlette. Non che la guerriera mi dispiacesse, non avevo nulla contro di lei e neppure era nato quell'astio spontaneo che avevo provato per "il mago", ma nulla mi legava effettivamente a lei dopo averl lasciato l'ultima cittadina. A questo si aggiunse l'esserci persi: la colpa era tanto di Arlette quanto la mia, entrambi inesperti nell'orientarci in boschi e foreste così fitti. Spesso la mia mente mi aveva suggerito di continuare solo, che le cose sarebbero andate meglio, ma fino ad allora le nostre strade erano rimase unite. Il tragitto mi era servito: se c'era una cosa che Agrahel mi aveva insegnato, era quanto fossi impreparato ad affrontare ogni tipo di avversario e quanto la mia fede fosse ancora troppo debole. Il combattimento e la fede, due strade basilari per la mia coscienza di religione, andavano sviluppate, ampliate. A questi esercizi mi ero dedicato durante le pause lungo il tragitto. Avevo compiuto piccoli passi, lontano ero dalla perfezione, ma in quel poco tempo non potei fare di meglio. Ora che la situazione stava precipitando, valutai che quel poco fatto era comunque stata una buona cosa. La foresta stava impazzendo, lo sentivo intorno a me come se l'aria puzzasse. Il morbo che la consumava era magia negromantica, forte e libera di colpire quel luogo senza tempo. Giudicai che anche Arlette doveva aver avvertito qualcosa che non andava, anche se probabilmente non sapeva cosa dover temere. La strada davanti a noi fu un misterioso messaggio divino ai miei occhi sempre diffidenti. Nel bosco, semplicemente, non avevamo scampo. E ora qualcosa ci inseguiva. Anche senza capacità sacerdotali me ne sarei accorto. PARLA ad Arkette: Raggiungiamo la strada di corsa, qualcosa ci sta inseguendo... mi sembra di vedere delle persone. Feci piccoli passi, pronto a scattare appena si fosse mossa la mia compagna.
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Si comincia già oggi?? :P Cmq ragazzi mi disp molto per quelli che sn rimasti fuori... :(
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No vabbè, io parlo di qualcuno che potrebbe avere imprevisti ecc. Nn penso che a parte il valoroso, qualcuno si tirerà indietro spontaneamente... XD
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L'ideale sarebbe che Val crei due quest parallele e una delle due venga solo masterata da terzi, senza colpi di genio o aggiunte personali... perchè otto giocatori si lagga(XD) a morire... due quest per val, nn so, diventa stressantuccio... Cmq aspettiamo di arrivarci alla quest: se qualcuno si tira indietro e creiamo un gruppo di 5-6 giocatori, diventa molto più bella la quest(un gruppo di sei mi sembra perfetto)... :)
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Eh, a trovarla... XP Ho cercato di descriverlo il meglio possibile... :S
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Ci rifaremo cn la prossima quest del casino dell'ultima. :)
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Badai bene ad osservare ogni particolare nel tragitto che ci portò infine al tanto agognato luogo. Tuttavia badai anche ai movimenti dei miei nuovi simpatici compagni di viaggio, che tutto sommato non avevano preso a male la fine del loro vecchio amico di scampagnate.
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Non me l'hanno ancora cambiata ma sn riuscito a rimediare questa... A giorni dovrebbe arrivare... :S
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Modalità personaggio simpaticoooooo: OFF!!! XD
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Tutti iniziarono a presentarsi con tutti, come se quella fosse un allegra festicciUola per i boschi... per quanto mi riguardava trovavo ridicolo dover rischiare la mia vita per una simpatica trovata elfica. In più quel luogo era uno dei più grandi insulti all'equilibrio supremo, il che mi rendeva nervoso e poco disponibile al dialogo. Come se non bastasse, le parole del SIMPATICISSIMO ragazzo riguardo la speranza che non fossi di intralcio furono la goccia finale... PARLA: Tranquillo, non ti sarò di alcun intralcio se tu non intralcerai me... Osservai silenzioso la ragazza... questa sembrava almeno più pacata nei modi, ma dimostrava un altro piccolo difetto: parlava a raffica! Tuttavia decisi di sorvolare e di essere "disponibile" almeno con lei: ci pensava giù il ragazzo a darmi sui nervi nel gruppo. PARLA: Mi chiamo Gabriel, sono un viaggiatore che si è inbattuto nel simpatico gioiellino che ha trasportati qui... SUSSURRA: ...quella donna poteva almeno avere il buon gusto di morire in qualche luogo dove nessuno potesse avvicinarsi a quell'aggeggio... bah! Iniziai a incamminarmi insieme al resto del gruppo, rivolgendomi poi alla nostra amica fantasma. PARLA: C'è un modo di rompere questa maledizione? Intendo, uno che preveda la scomparsa di questo posto... e magari la libertà di tutti quei malcapitati...
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Vabbè, intanto un post l'ho fatto... penso che finchè rispondono gli altri e posti tu, dovrei avere la linea, quindi il peggio è passato. :)
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Rimasi silenzioso, poichè una delle due ragazze presenti nel gruppetto che mi aveva tirato sul tetto, prese parola togliendomi dall'imbarazzo di eventuali presentazioni non gradite. La storia che si prestò a raccontare sembrava una favola per bambini, non fosse per il fatto che mi ci trovavo dentro, anzi, ci trovavamo dentro, io e altri due sfortunati che da quanto avevo capito, avevano subito la mia stessa sorte. Sentendo quello che succedeva toccando le ombre, ringraziai il cielo di aver usato solo una mano nel mio incontro ravvicinato con esse. PARLA: Tutto ciò è magnifico... ma come mai TU che sei bloccata da dieci anni qui, non sei diventata una "Sfacciata", mentre noi abbiamo solo fino all'alba per toglierci di torno? Secondo me non la racconti giusta...
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Ragazzi, perdonatemi per l'assenza di questi giorni, ma ho cambiato il gestore telefonico e mi avevano assicurato che al massimo avrei perso la connessione per poche ore, mentre sono giorni che mi manca... Al momento mi sn connesso da casa di mio cugino per avvisarvi, ormai tempo pochi giorni dovrei avere la linea sistemata... Scusate per i disagi, vedo che la "sfiga da PBF" continua... :S :S
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Tranquilli, tranquilli... ^^
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Due cose: primo, avendo postato io per primo, non so chi effettivamente salta sul tetto... ho scritto due persone immaginando che ci riusciste, però nn conosco le vostre abilità e quindi magari nn avete atletica.. ;) Poi volevo scusarmi per il ritardo, ma ho cambiato PC e nn trovavo più la password... :P
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Feci attenzione a mantenermi dalla parte opposta rispetto al bambino senza volto. Il mio obbiettivo era la finestra che con un po' di fortuna mi avrebbe portato sul tetto... e da li ai misteriosi personaggi presenti sul tetto li vicino. Superato il bambino, mi mossi alla finestra, quando vidi due ombre che saltavano sul tetto della casa in cui mi trovavo. Aprii la finestra, spalancandola tutta, uscendo di spalle, con lo sguardo rivolto verso l'alto. Non sarei riuscito ad arrivare sul tetto con le mie capacità atletiche, ma giudicai di potermi arrampicare tramite una corda o un altro strumento apposito. Io non avevo nulla del genere e in ogni caso avrei avuto il problema di agganciarlo a qualcosa, dovendo agire probabilmente alla cieca. Non mi restava che sperare nei misteriosi figuri. Chiusi le mani a coppa, in modo da amplificare e direzionare la voce. PARLA: Mi sentite?!?
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Il mio espediente non funzionò del tutto, ma mi permise di allontanare il pericolo rappresentato da quegli esseri dal tavolo. Senza indugiare oltre, salii rapido sul tavolo, scavalcandolo agilmente [Atletica] e dirigendomi frettoloso verso le scale. Prima di iniziare a salire osservai bene se ci fossero ombre o altre cose che attirassero la mia attenzione. Lentamente iniziai a salire le scale, badando bene a ogni cosa sopsetta o che solo si muovesse davanti a me.
