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Pensai a cosa fare. La situazione non mi piaceva per niente, stavo per trascorrere la notte in un posto maledetto, con una persona di cui non mi fidavo. Purtroppo però avevo bisogno di riposo e non potevo fare altro se non acconsentire a lasciar perdere. PARLA: E sia... lascerò perdere... Mi avvicinai al letto, sedendomi sul bordo e lasciando scudo e mazza accanto ad esso. Poi cominciai a togliermi gli stivali, slacciando i lacci.
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Cosa hai fatto al mio gabriel??? Porco!!! XD XD
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Stanza effetto Shining... Ci sta mettendo l'uno contro l'altro!!! XD
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Certo che, visto il carattere dei pg, è un miracolo se non ci siamo già ammazzati tra noi... XD
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Avevo provocato rabbia nel mago. Il che significava che avevo colto nel segno. Sorrisi alle affermazioni dell'uomo, parlava di cose che per quanto mi riguardava non stavano ne in cielo ne in terra. PARLA a Nathern: Fammi capire, io sarei un tipo di cui non fidarsi perchè ho guardato il volto dell'UNICO membro della compagnia che si è rifiutato di mostrare il suo viso?? Spero tu stia scherzando... Mi voltai verso Arlette, che aveva mosso dubbi sull'uso che facevo dei miei poteri. PARLA ad Arlette: Non ho usato il mio potere su NESSUNO di voi... non so se le mie abilità siano sufficenti al momento, avete una forza di volontà non comune... comunque, non ho motivo per farlo, o meglio, fino ad ora non me li avete forniti. Tornai a guardare il mago, ma il mio discorso era rivolto sempre ad Arlette. PARLA ad Arlette: Non so come abbiate vissuto tu, i due guerrieri, quell'Elevaan... io ho viaggiato, ne ho visti a decine di tradimenti ed ho imparato che dare fiducia come fate voi può portare solo alla distruzione. Se nel nostro gruppo devo essere io a fare certe domande, mi sta bene. Non voglio essere simpatico a nessuno! Tornai a rivolgermi al mago. PARLA a Nathern: Le tue parole piene di rabbia ti tradiscono... hai appena confermato che ci hai dato un nome falso, un contentino. E mi vieni anche a dire che non deve interessarmi chi sei? A me non importa se cerchi vendetta, se sei un viaggiatore o hai piani precisi per questa città... non mi interessa la tua storia, non me ne faccio nulla. Feci una pausa. PARLA a Nathern: Voglio sapere perchè mi dovrei fidare di una persona che fino ad ora non ha fatto altro che mentire e nascondersi. Dici che non ti fidi... ma non ti sei fatto problemi a venire a dormire con dei perfetti sconosciuti... e, GUARDA CASO, volevi essere il primo a fare il turno di guardia...
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Massù, siete avventurieri... nn dovrebbe esserci sonno che tenga. :D Nel nostro gruppo, arlette avrebbe cominciato a inseguire la traccia semi-nuda, Nathern avrebbe sigillato mezza città e gabriel avrebbe provato a corrompere un passerotto di passaggio in cerca di informazioni! XD
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Nella stanza non c'era nulla di anomalo... salvo le finestre che sembravano essere bloccate, al contrario della porta del bagno e la porta principale. Presi una sedi a e mi sedetti, ascoltando quello che dicevano i miei due compagni. La divisione dei turni, da quanto avevo capito, non era un problema, ognuno di noi aveva una buona resistenza al sonno. Piuttosto mi interessava chiudere la questione con in mago. Alzai il braccio e lo indicai. PARLA a Nathern: Non ho problemi a dividerci per la notte... ma prima dovresti dirmi perchè dovremmo fidarci di te, mago! Feci una pausa, osservandolo mentre ricordavo il suo volto, ora nascosto dal cappuccio. PARLA: Non ci hai mostrato il tuo volto... ci hai detto un nome che a quanto ne sappiamo potrebbe essere falso. Non sappiamo cosa cerchi... e la cicatrice sulla tua faccia potrebbe significare che sei solo un bandito con abilità magiche. Mi alzai salla sedia, guardando dritto verso l'oscurità che si celava sotto il cappuccio. PARLA: Voglio sapere tu chi sei davvero, prima di fidarmi di te!
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Ti giuro, dopo sto post, ho dubbi anche io su chi sia il mio pg!!! XD Cmq voglio che i pg dell'altro gruppo seguano la scia di sangue... nn fate i paurosi, su su... u_u
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Ma in effetti, dopo quella scena, mi sono preso un "checazzofai?" da VAL, visto che era del tutto inutile la scenata... XD
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Aprii la porta della fantomatica stanza. Non era certamente un posto che si sarebbe detto maledetto. Tuttavia l'apparenza ingannava certamente, visto cosa era accaduto dentro quella stanza. Il mago procedette subito a perlustrare in giro, nel mobilio e negli anfratti della camera. Io decisi di tenermi più sul generale, osservando dall'ingresso la stanza. Ovviamente a occhio era una normale stanza. Per fortuna, il medaglione mi sarebbe tornato utile ancora una volta. Toccai leggermente la gemma centrale, che brillò brevemente prima di attivare il suo potere che mi avrebbe permesso di vedere qualsiasi cosa nascosta volutamente o meno nella stanza. Intanto, mentre controllavo la camera, pensai alla disposizione per la notte. PARLA: Arlette, tu puoi prendere la camera separata di la. Io e lui indicando il mago ci sistemeremo qui come meglio possiamo. In ogni caso sarebbe utile fare dei turni di guardia... Attesi la risposta dei miei due "compagni", mentre osservavo ancora la stanza.
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Osservai l'uomo che se ne andava. PENSA: Accidenti, non ci sono riuscito... Gli altri si stavano dedicando a dividersi in squadre. Io ero capitato in quella di Arlette e del mago. Arlette non era un porblema, ma avere il mago nella mia squadra mi infastidiva non poco, dato che non mi fidavo per niente di lui. Ma fare opposizione, non sarebbe servito a nulla, quindi accettai mio malgrado e tornai a sedermi per mangiare il mio pasto. PARLA: Per me va bene... Quando arlette parlò dei chierici, mi tornò alla mente quanto successo poco prima che il ladruncolo mi interrompesse. Mi voltai verso Darth e il resto del secondo gruppo e parlai. PARLA: I chierici puntano a liberare qualcuno... non sono riuscito a capire chi... imprigionato nella milizia. Quindi il loro obbiettivo è dove vi state dirigendo. Inoltre, sanno che lo sappiamo, quindi se vi vedessero li, penseranno sicuramente che volete fermarli... io dovevo avvisarvi...
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L'uomo provò a mettermi le mani nella borsa, ma scostandomi prontamente ero riuscito ad impedirgielo. Non ero troppo sorpreso da quella mossa, avevo usato fin troppo denaro e questo voleva dire attirare l'attenzione di qualunque lestofante presente nella taverna. Poi vidi una cosa che mi fece sorridere: i tre chierici erano usciti dalla taverna. Ora non c'era più nessuno che aveva motivo di avercela con noi, quindi potevo sistemare meglio la situazione con il ladruncolo. Mi alzai dalla sedia e mi misi davanti a lui. PARLA: Molto bene amico, le tue informazioni sembrano veritiere, ma... Con uno scatto afferrai l'uomo per la maglia, portandolo MOLTO vicino al mio viso. PARLA: ... non sta bene mettere le mani nella borsa delle persone. Infine staccai di netto la presa dall'uomo, allontanadolo da me. PARLA: Ringrazia di avermi dato delle informazioni utili, altrimenti a quest'ora avrei già chiamato la milizia. Ladruncolo...
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Avevo scelto il bersaglio sbagliato, era evidente. A parte qualche confusa informazione, non riuscii a percepire altro dal ragazzo, che si dimostrò molto migliore di quello che credevo e anche superiore a me. Cosa peggiore, era riuscito a penetrare le mie difese e non potevo dire cosa avesse scorto. In ogni caso, non c'era molto da nascondere. La loro reazione era sicuramente dovuta alla mia intrusione. Ora, apparte aspettare che mi passasse il leggero giramento di testa dovuto allo sforzo, dovevo capire come comportarmi. Mentre riflettevo su come comportarmi, l'uomo che si trovava al bancone venne a parlarmi. Mi ritrassi quando provò a toccarmi la spalla. Lo osservai in volto, poi pensai bene a cosa fare. Sembrava saperla lunga su quella questione. Sfiorai l'amuleto, in modo che anche lui mi rivelasse solo la verità. PARLA: Sembri saperne molto di questa storia... sai qualcos'altro che l'oste non mi ha detto? Ogni tanto guardavo i tre chierici, cercando di capire se le loro intenzioni erano di venire a menar le mani. Quel giorno imparai due cose: la prima era che non ero affatto pronto come sembravo ad ogni necessità. La mia fede richiedeva ancora sacrificio e perfezionamento. La seconda era che la troppa eccitazione non mi faceva riflettere. Prendermi tutti quei rischi non era da me, il motivo di tanta imprudenza era semplicemente che volevo fermare i non-morti. Per anni avevo cercato di eseguire la volontà del mio dio e quella era la prima volta che si presentava una VERA occasione. Ma non era una motivazione sufficente per mettere a rischio la vita mia e delle persone che erano sedute con me a quel tavolo. Sarebbe stata una violazione dell'equilibrio stesso, che avevo giurato di proteggere. PENSA: Da adesso in avanti devo essere più prudente...
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Ascoltai tutta la storia. Negromante. Balzò al mio orecchio quella parola. Le informazioni dell'oste erano veritiere e sopratutto erano preziose. Diverse tessere di un ipotetico mosaico si stavano ricomponendo. Socchiusi gli occhi, ripensando al suo discorso. Spalancai gli occhi, lasciai le ultime quindici monete sul tavolo e afferrai la chiave dall'oste. Risposi con un sorriso di sfida alla sua sfida. PARLA: Servimi al tavolo con il resto del mio gruppo: portami il meglio che hai, visto quanto ti ho pagato me lo sono meritato. Mi voltai e mi sedetti al tavolo con gli altri. Li osservai, l'oste aveva parlato abbastanza forte perchè sentissero tutti cosa stava dicendo. Io badai bene ad abbassare la voce invece. SUSSURRA: Prima di parlare di quanto mi ha detto l'oste... è venuto il momento di scoprire cosa ci fanno qui quei tre chierici. Sarò completamente vulnerabile adesso e dovrò consumare molte energie... se succede qualcosa, dovrete proteggermi voi. Senza attendere una risposta, iniziai a concentrarmi, volgendo una sorta di preghiera interiore a Chronos, concentrando tutta la fede che avevo. [uso Fede] Socchiusi gli occhi un secondo, quando li riaprì erano di un colore azzurro, luminescente. Comunque a parte gli altri membri del gruppo, nessuno avrebbe potuto notare nulla. Concentrai tutto il potere divino che possedevo. Presi la borsa dal fianco e la poggiai sul tavolo, aprendola. Da lontano, sarebbe sembrato stessi dando una sbirciata dentro di essa. Al contrario, iniziai a utilizzare anche energie fisiche per quello che mi preparavo a fare. Sentivo l'energia che mi abbandonava, mentre il potere aumentava mano a mano. Quando ebbi finito, la mia fronte era sudata, ma se qualcuno mi avesse toccato, avrebbe constatato che ero ghiacciato. Il bersaglio lo avevo scelto da tempo. Il più giovane del gruppo di chierici, era probabilmente anche il meno esperto. Su di lui il mio potere avrebbe agito meglio. Rilasciai il potere, in modo che la mente dell'uomo mi si aprisse come un libro. Ormai entrato nei suoi pensieri, scrutai cercando ciò che mi interessava. [Lettura della mente]
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Senza badare molto ai tre chierici che ridacchiavano, afferrai la borsa e la poggiai sul bancone. La aprii e osservai le corone, poi iniziai a contarle, poggiandole sul tavolo quando non riuscivo più a tenerle in mano. Arrivato a trenta richuisi la borsa e la legai ancora una volta al fianco. Poi presi la metà delle monete e le strinsi in mano, lasciando le altre sopra il bancone. PARLA ad Oste: Come vedi, ho le monete. Metà sono sul tavolo, l'altra metà te la darò dopo che mi avrai dato le informazioni... e spero che la cena sia abbondante. Osservai l'uomo, facendo tintinnare le monete. Ma sopratutto, osservai DOVE l'oste stesse infilando le monete che già gli avevo passato. Se mai avesso deciso di riprendermele, metti caso.
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Mi stampai bene in mente i volti dei tre sacerdoti. Mi chiedevo cosa ci facessero in quella città in atteggiamento così sospetto, ma ragionando, poteva essere che si dedicassero a quello a cui io avevo già pensato. Come prima cosa inviai un messaggio mentale al gruppo, ovviamente solo ai membri che mi interessavano, ovvero tutti tranne l'elevaan e il mago. Intanto avevo ascoltato la conversazione tra la guerriera dai capelli rossi e il barista, cosa molto interessante. MESSAGGIO MENTALE: I tre seduti al bancone sono sacerdoti di Chronos. Non so quali possano essere le loro intenzioni, ma al momento dovremmo concentrarci su quanto detto dall'oste. Ora proverò a estorcergli io qualche informazione su questa stanza. Mi voltai verso l'uomo e lo osservai. Poi presi parola, non prima di aver leggermente sfiorato il medaglione, che come aveva fatto in precedenza, avrebbe costretto l'uomo a dire solo la verità. PARLA: E se volessi prendere proprio quella camera, magari pagandola il triplo? Mi direbbe cos'ha di tanto particolare? Intanto osservai il volto ormai non più celato del nostro compagno mago. Un enorme cicatrice gli segnava il viso e l'occhio destro non sembrava più funzionante, essendo diventato nero come la pece. Mi sorpresi anche nel vedere l'altra metà del volto: era molto più anziano di come me l'ero figurato. Era una questione che avrei affrontato al più presto con il resto del gruppo. Non mi ero mai fidato del mago e il suo aspetto non mi aiutava ad essere più tranquillo nei suoi confronti.
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E' questo il punto: messaggio mentale è diverso da pensiero... io voglio sapere se posso inviare solo un messaggio, oppure anche un immagine ad esempio a cui sto pensando...
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La città era morta. Non nel senso reale della parola, immaginavo che dentro le case ci fossero pentole piene di cibo, bambini che giocavano e ridevano e vecchi che leggevano libri. Tuttavia, guardandola dai vicoli, Artesia non sembrava lontanamente una città allegra. Arrivati alla taverna, l'atmosfera non cambiò. Poche persone, che parlavano solo se necessario. Su tutte spiccava un simpatico gruppo di incappucciati che non mangiava, non beveva, (quasi) non respirava. Intanto, nel mio gruppo, l'elevaan aveva fame, mentre il mago senza pensarci su chiese lumi alla cameriera su quasi tutte le persone del locale. Un approccio che a mio modo di vedere era completamente sbagliato. Come prima mossa mi diressi al bancone e in assoluto silenzio, mi sedetti ad uno sgabello. Toccai leggermente il medaglione, attivando uno dei suoi poteri, in modo che grazie ad esso potessi vedere i volti nascosti dei tre al tavolo e qualsiasi altra cosa che volontariamente era stata nascosta all'interno della taverna. Ne approfittai per dare anche uno sguardo al volto del nostro amico mago, che sempre aveva avuto cura di nasconderlo alla nostra vista. La posizione che avevo scelto non era casuale: rimasi concentrato, cercando di carpire qualcosa dalle poche conversazioni delle persone vicine a me. Con un po' di fortuna, avrei sentito qualcosa di utile.
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VAL, lettura del pensiero mi consente di inviare PENSIERI agli altri giocatori???
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La guardia non rispose come speravo, così decisi di lasciar perdere. Mollai la presa sul medaglione e mi rimisi in silenzio all'interno del carro. Intanto l'elevaan iniziava a dare sfoggio di scarso intelletto, il che mi suggerì che doveva essere abitudine dei maghi impegnarsi tanto nello studiare magie, salvo poi non saper usare l'intelletto nelle questioni più semplici... e la differenza di razza non aiutava. In ogni caso, dopo che una misteriosa bambina disegnatrice ci ebbe fatto il ritratto, riuscimmo finalmente ad entrare in città da schedati. Scesi dal carretto e osservai il fabbro che lentamente si allontanava. Il resto del gruppo si era riunito in cerchio, probabilmente a voler decidere la prossima destinazione. La locanda fu proposta... il che non era un idea malvagia, dato che la fatica della giornata si sarebbe presto fatta sentire. Tuttavia allo stesso tempo non ero tranquillo: forse ero preda dei pregiudizi su quella città, ma sotto il suo apparente stato di città modello, c'era un cadavere putrescente che puzzava. Era una cosa a pelle, un semplice istinto. PARLA: Per me la taverna può andare bene... Tuttavia, non ero tranquillo per niente. Quella città mi infastidiva. Decisi di evitare possibili sorprese. Nell'itinerario fino alla taverna, avrei evitato che qualcuno ci seguisse. Toccai la gemma del medaglione, sfregandola due volte, attivando così il potere che mi avrebbe permesso di individuare qualsiasi persona o oggetto volutamente nascosto alla vista.
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VAL, ma nn ho capito, Ark è già andato via?
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Mentre attendevo la risposta della guardia, la ragazza si intromise, rischiando seriamente di intralciare i miei piani. Non mi scomposi ne rinunciai al mio sorriso, ma mentre la guardavo le mandai un occhiata gelida, facendo bene attenzione che la guardia non se ne accorgesse. PARLA: Mi perdoni signorina, forse la mia domanda sembra indiscreta e fuori luogo. Ammetto di non aver mai viaggiato molto prima d'ora e nel villaggio da cui provengo non siamo avvezzi a questo tipo di rigidità. Mi rivolsi successivamente alla guardia. PARLA: Mi scuso se la domanda può sembrarle sciocca, ma desidero davvero avere informazioni, quando meno per mettere al sicuro la mia persona da eventuali pericoli. Sarebbe davvero gentile a darmi almeno le informazioni più importanti sulla vita cittadina. Mentre attendevo che la guardia parlasse, concentrai il mio potere, senza mai distogliere lo sguardo dalla stessa. Una ad una, mandai lo stesso messaggio nelle menti dei miei compagni, escludendo il mago, l'elevaan e il fabbro. Il primo perchè non mi piaceva, il secondo perchè non sembrava interessato a cosa dicevo, il terzo perchè sembrava fin troppo innamorato della città. MESSAGGIO MENTALE: Non mettetemi i bastoni tra le ruote! La prima cosa da fare è chiedere informazioni, dietro queste mura non c'è alcun nemico che verrà di persona a sfidarvi. Se vogliamo scoprire la verità, non verranno di certo a raccontarcela andando semplicemente in milizia, dobbiamo cercarla noi... lasciatemi fare!
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Feci svanire l'incantesimo dalla prima guardia. Ormai non avrebbe più parlato, visto l'occhiataccia del suo collega. Ora era lui che mi interessava. Strinsi il medaglione e concentrai anche su di lui il potere del medaglione, in modo che fosse costretto a dirmi solo la verità. Poi sorrisi, un sorriso che doveva apparire sincero e tranquillo. PARLA: Signore, sono certo che c'è stato un malinteso. Come le ho detto, sono un viaggiatore. Ho sentito parlare molto della bellezza della vostra città, quindi mi sono diretto in questa direzione, desideroso di ammirarla. Tutto qui. Lungo la strada ho trovato questo gruppo di persone, prima che fossimo attaccati dai non morti. Feci una piccola pausa. I miei modi erano completamente diversi dal solito, mi interessava dare un immagine pulita e trasparente di me. PARLA: Ma perchè tutti questi sospetti? Ci sono altri problemi in città, magari riguardanti gli stranieri? Se la guardia avesse risposto, lo avrebbe fatto con la verità. Intanto il mago aveva passato un biglietto che a un occhio attento, aveva fatto insospettire le guardie. Questo non fece che aumentare il mio risentimento verso di lui. Forse portarmelo dietro sarebbe stato più controproducente di quanto pensassi.
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Lungo la strada trovammo altri sengi del passaggio di non morti. Ma non me ne preoccupati. Il racconto di Ark mi aveva tolto ogni buon umore. Iniziavo a credere che le mie teorie fossero completamente sbagliate: era probabile che non ci fosse alcuna opera maligna dietro la comparizione dei non morti, ma che semplicemente, quella cittadina si era attirata addosso i suoi mali. Una cittadina che mette i propri interessi econimici davanti ad un Dio, semplicemente merita di sparire divorata dalla terra. E la regina non doveva essere niente altro che una onorevole quanto regale baldracca. Mi imposi la calma: in quel momento avevo bisogno di riflettere con calma sulla situazione, ma sopratutto di cercare qualcuno che conoscesse bene la situazione in città. Forse il figlio del fabbro avrebbe potuto dirmi dippiù. Ci avrei pensato a tempo. Intanto delle guardie ci fermarono, chiedendoci il motivo per cui eravamo in città e il nostro nome. PARLA: Mi chiamo Gabriel Varzelf... sono semplicemente un viaggiatore... Gli altri si sbrigarono ad avvertire le guardie della situazione dei non morti. Avvertire quella cittadina non mi interessava più, ma decisi di sfruttare la situazione a mio vantaggio. Misi la mano sul medaglione, senza farmi notare, poi concentrai il suo potere in modo che la guardia fosse obbligata a dire solo la verità. Rimasi ad ascoltare, sperando si lasciasse scappare qualche informazione.
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Niente informazioni, o meglio, solo se avessi seguito il gruppo. Non c'era altra possibilità. Mi voltai verso Arlette, con fare impaziente. PARLA: PARLA Io vado ad Artesia. Devo scoprire cosa c'è dietro tutta questa storia... non nego che il tuo aiuto, come il loro, mi farebbe comodo. Cosa farai? Attesi la risposta della ragazza. Altri salirono sul carro. Io lo osservai un po' titubante, poi con un rapido salto vi salii a bordo. Osservai bene l'interno, rimamendo però sulla soglia ad aspettare la risposta di Arlette.
