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Scusa, dov'è che avrei metagiocato???? Semplicemente il mio pg non è tanto idiota da iniziare una discussione col mago sapendo di poter svegliare Arlette, forse l'unica speranza di avere altre informazioni sull'altra dimensione. E nemmeno si mette vicino ad Arlette perchè è preoccupato, ma proprio per evitare che si svegli. Ho rispettato semplicemente l'indole del mio pg... non vedo cosa ci sia di sbagliato!!!
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Preoccupato? No, per niente. Volevo sapere a tutti i costi cosa era successo. Non sapevo se nel "sogno" il tempo fosse diverso da come scorreva sulla terra, ma sperò di si. Infondo avevamo camminato a lungo prima di raggiungere il tempio, mentre per il mago non sembrava essere trascorso poi molto tempo. Poteva essere. A me interessava che Arlette carpisse più informazioni possibile dall'altro lato, ero agitato perchè rischiavo di non trovare più le risposte che volevo. Avrei potuto prendermela subito con il mago, tanto per cambiare, ma la cosa importante era che Arlette dormisse. Dormisse e poi tornasse. Per questo volevo cogliere ogni segno che potesse dirmi che era in pericolo. PARLA a Nathern: No, non credo faccia effetto. Ora lei dovrebbe essere ancora li... può ancora scoprire cosa ci è capitato. L'avrei svegliata dopo qualche minuto. Sperai ardentemente che Arlette riuscisse a scoprire qualcos'altro.
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Sentii il mago che parlava dietro di me. Diceva di aver scoperto qualcosa e mi chiese di seguirlo, ma al momento dovevamo occuparci di Arlette che era ancora "li". Era ancora li e qualcosa si stava avvicinando. PARLA a Nathern: Lascia perdere! Lo vedremo tra poco... siamo finiti... siamo finiti da qualche parte mentre dormivamo. E' difficile spiegartelo. Forse una magia... Feci una pausa in cui mi voltai verso il bagno. PARLA a Nathern: ...ma tu l'avresti notata! Tornai a guardare Arlette, mentre mi chiedevo cosa stesse accadendo dall'altro lato.
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Spalancai gli occhi. Davanti a me c'era il mago, avevo sentito solo parte di ciò che mi aveva detto. Mi alzai in piedi e correndo raggiunsi la stanza dove si trovava Arlette. Era ancora li che dormiva. La osservai per qualche secondo, leggermente sudato. Poi decisi di dargli ancora un po' di tempo, per cercare di capire cosa stesse succedendo "dall'altra parte". Rimasi in silenzio accanto al suo letto ad osservarla, quasi come potessi vedere cosa succedeva nel suo sogno.
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Un vento misterioso si alzò quando Gabriel iniziò ad armeggiare con le statue. Doveva sbrigarsi assolutamente. Iniziò a rimontare le gambe come prima cosa, dato che erano associabili a gran parte dei busti. Anche le braccia erano facilmente associabili attraverso un associazioni logica. Per quanto riguardava le teste, li cominciavano i problemi. Associai tutto secondo logica secondo un ordine preciso: Armatura di ferro --> Mano con spada --> Testa dal naso storto Armatura di bronzo --> Mano con mazza --> Testa dai capelli pettinati e viso grazioso Armatura borchiata --> Mano con pugnale --> Testa con cicatrice Torso con mantello --> Mano con bastone --> Testa coi lunghi baffi
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Devo fare mooolta attenzione... u_u :P
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Cercare di risolvere quel rompicapo non sarebbe stato facile. Come prima cosa, avrebbe dovuto fare un po' di ordine mentale e fisico. Decise di selezionare i pezzi, mettendo da un lato tutti i pezzi raffiguranti una mano, da un altra parte quelli raffiguranti le gambe e così via. Con un po' d'ordine avrebbe potuto cercare di far combaciare i pezzi.
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Ascoltò interessato le parole dell'esserino. Non furono chiarissime, ma non si aspettava di certo risposte chiare in quel luogo così... così anomalo. Le domande che gli vennero in mente erano sostanzialmente simili a quelle poste da Arlette, quindi si limitò ad annuire col capo verso la ragazza/falco quando essa si rivolse a lui con il solito gioco dei contrari. Aspettando le risposte dell'esserino, decise di prestare attenzione a quella serie di pezzi messi alla rifusa. Lo aveva colpito il fatto che dovesse metterle a posto, perchè in qualche modo sapeva che anche lui ne era capace. La creatura sembrava li proprio per quello, per rimetterle a posto. Era il suo scopo, quindi per dargli una mano doveva convincerlo che fosse in buona fede. Avrebbe giocato sul filo del rasoio, con una mezza verità che in fondo si manteneva come una bugia. Le crepe presenti sui vari pezzi non avrebbero mai permesso a quelle pseudo-statue di tornare all'originale fasto. Quindi Gabriel decise di usare una frase di circostanza, che non era vera. PARLA ad Essere: Andiamo!! Le farò tornare come nuove! Detto ciò, sperando fortemente di passarla liscia, si apprestò ad aiutare nella ricomposizione di quelle statue. [uso riparare oggetti]
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Ascoltò le parole dell'esserino. Sembrava non fosse pericoloso, ma una cosa lo colpì. Gli chiese se avessero provato a cadere nel vuoto. Uno dei classici metodi per svegliarsi. Quindi, potevano essere svegliati! Nather gli avrebbe potuto svegliare da un momento all'altro. Sentiva tuttavia che quel posto era importante per qualche motivo. Un motivo misterioso che non si spiegava. PARLA: Aspetta! Che luogo è questo? Perchè siamo arrivati qui? E tu chi sei? Qual'è il tuo scopo? Lo chiese tutto d'un fiato, alzando una mano come a voler stoppare la creatura. Avevano bisogno di risposte, altrimenti non sarebbero venuti a capo di quel mistero.
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Entrarono nel tempio dall'ingresso secondario senza trovare nessuna difficoltà. Evidentemente il falconiano aveva visto bene. L'interno del tempio era silenzioso e "normale", salvo per un piccolo altare centrale che sorreggeva una serie di gambe, braccia, tronchi e teste. Sembrava che qualcuno (o qualcosa) avesse fatto a pezzi delle statue in quel luogo. O forse, qualcuno (o qualcosa) CREAVA statue in quel luogo. A Gabriel non interessava. Voleva uscire da quel sogno. Voleva tornare nel suo corpo. Improvvisamente, sbucò da dietro l'altare un misterioso esserino. Era grande quanto Gabriel(o almeno, quanto la nuova versione Elevaan di Gabriel) ed indossava dei vuffi abitini. Tra le mani, una sorta di mazza(non erano mani quelle, erano zampe). Gabriel decise di lasciar parlare Arlette, che sembrava cavarsela meglio(sia per quanto riguarda creare frasi al contrario, sia nel comunicare con altri esseri viventi).
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Mi fornì diversi particolari. Ovviamente, la domanda sulla ragazza non era voluta, ma piuttosto era voluto l'errore sulla città. Non poteva essere altri che Arlette. Falco-Arlette mi spronò a salire. Non aggiunsi altro, mi arrampicai sulle sue spalle con grande fatica visto l'armamentario che portavo appresso. In ogni caso ci riuscì, dato che quel corpicino risultava molto agile. Tuttavia non avrei resistito a lungo. PARLA ad Arlette: Potrò restare così per molto tempo!!!
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Quello di Gabriel è un invito a tagliare corto e a fargli vedere la strada senza stare a spiegare dove stanno tutte le trappole. XD
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Nn è colpa di Gabriel se parla poco di solito... è Arlette che lo odia senza alcun motivo. u_u
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Mal di testa. Questo provocarono le parole del falconiano a Gabriel. Una serie infinita di frasi che andavano lette al contrario per avere la risposta definitiva. Da quel trambusto capì due cose: riferimenti al fatto che forse il falconiano fosse davvero Arlette e che in qualche modo c'erano dei pericoli (sotto forma di trappole?) in diverse zone li intorno. Dal canto suo però, volevo una prova dell'identità della persona. PARLA a Falconiano/Arlette: Nel villaggio di Agrael, non abbiamo trovato una donna sui tetti. Aveva un arco con se? Inoltre, se proprio c'erano pericoli che lui vedeva e Gabriel no, sarebbe bastato seguirlo. PARLA a Falconiano/Arlette: Continua a parlare! Non andare avanti senza smettere di parlare!
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In realtà il "Si, andiamo" era messo come "modo di dire", come a dire muoviamoci, andiamo. Quindi cmq nn ha ne effetto di affermazione, ne di negazione. Cmq si, moooolto prudente il ragazzo. Preferisce far parlare il falconiano. XD
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Non sapevo i maghi fossero così CONIGLI!!! Caro il mio sfregiato... :\ XD
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Osservò la costruzione misteriosa, un isola fantastica a mezz'aria nel cielo infinito. Una visione fantastica, non fosse che Gabriel ricordava un mondo ben diverso da quello, un corpo diverso da quello e un passato in cui si addormentava in una stanza maledetta. Osservò intorno a se, cercando qualcosa di particolare in quel luogo. PARLA: Si, andiamo! Seguì il falconiano verso il tempio. Intanto però avevo ancora il dubbio sul fatto che il falconiano fosse Arlette! O il mago. Non sapeva però come chiedere il suo nome. Quindi decise di tirare fuori il suo in qualche modo. PARLA a Falconiano: Io... ehmmmm... vediamo... io non mi chiamo Gabriel.
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E' l'oste... ammazzate l'oste... trucidatelo!!! Forse dovremmo colpire VAL per venirne fuori.... /me usa invecchiamento su VAL... :D :D
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Pace, amore, scala INFINITA!!! ç_ç
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La sua risposta fu una falsità. Ovviamente la sua specie non era più bassa di quella Elevaan. Ripensò a quanto gli avesse detto prima: se erano falsità, allora era probabile che non fosse di quel luogo, che non amasse la magia e che amasse le armi. Arlette? Forse. O forse era uno degli avventurieri scomparsi dalla stanza. La sensazione che fosse la stanza ad aver combinato quel pasticcio era forte. Osservò in basso, pensando a come esprimermi al meglio, dicendo sempre menzogne. PARLA: Se provassimo a volare giù? Vedo il fondo! Non sarebbe un tentativo... Sperò che il suo "compagno" avesse capito che condividevano l'impossibilità di dire la verità. Intanto osservò bene intorno a se, cercando un particolare che ad un occhiata meno attenta non aveva notato. Sopratutto lo cercò sulla scala e sulle nuvole.
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Camminavano, camminavano, ma non arrivavano da nessuna parte. Il falconiano gli parlò, ma le cose che disse non furono capite, o meglio, non avevano senso per lui. Gli venne il sospetto che anche il falconieno non potesse dire la verità, ma non ne era sicuro. Magari era davvero uno del posto. Se posto si poteva chiamare. Poteva essere un sogno, ma poteva anche essere opera della stanza. Già, la stanza! Gli tornò solo ora in mente. Poteva benissimo essere così. Doveva sapere se le informazioni dategli dal falconiano erano vere o false(una sorta di gioco dei contrari, forse). Pensò ad una domanda che potesse dargli la certezza. Alla fine ci provò. PARLA a Falconiano: Sei più alto di me? Intanto si fermò, dato che la scalinata sembrava portare sempre nello stesso posto.
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Tutto gli sembrava grande, enorme. Si guardò le mani: anche quelle erano piccole, fragili. Sentiva addosso un peso enorme. Nelle manine una spada enorme, colossale rispetto a lui. Vicino un falconiano, grande, fiero, orgoglioso. Scale che andavano su, gradini che andavano giù. PARLA: Non sono un Elevaan! Si stupì di quanto aveva detto. O meglio... quella era la viertà, ma in realtà era una bugia. La realtà, quella che era stata realtà prima di andare a dormire, era che lui non era un Elevaan, ma allo stesso tempo li lo era, quindi quella era una menzogna nella verità. Osservò il falconiano. PARLA: Tu chi sei? Non sei molto grande... Ancora bugie uscirono dalla mia bocca. Sembrava non potessi mentire. Allo stesso tempo ero a conoscenza di abilità strane e curiose. Il tempo. Qualcosa che riguardava il tempo. Avanti e indietro, poteva mutarlo. Osservò intorno. Il falconiano scese. Lui lo seguì.
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Mi tolsi gli stivali ed osservai Arlette che andava a letto. Mi stesi silenzioso sul mio giaciglio, rivolgendo un ultimo sguardo al mago. PARLA a Nathern: Spero davvero... di potermi fidare... Sorrisi, poi senza aspettare risposta chiusi gli occhi, calando lentamente nel sonno.
