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Per indole no, esistono persone che cercano queste cose e persone che vivono bene come stanno, e sono da invidiare.
Noi non cerchiamo il mistero, ma il benessere, se risolvere un mistero gratifica il tuo spirito e con ciò impressioni il tuo subconscio, andrai sempre alla ricerca di quella stessa sensazione.
Ma per come la vedo, ci sono cose che vanno imparate in quanto uomini, e altre che lascerei dove stanno. I fantasmi sono qualcosa che forse andrebbe imparato, ma non certo tramite mistero o voyager, che dal mio punto di vista sono ENTRAMBI programmi spazzatura.
Se hai delle domande cerca da solo le risposte, non affidarti a guru televisivi, Giacobbo non è nessuno, tu sei tutto.
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Eppure il concetto di fantasma, quando è nato? E poi, perkè è nell'immaginario di tutti. Intendo di ogni civiltà..?
Una risposta potrebbe essere che attraverso il colonialismo culture si sono miscelate fra loro. Dando in seguito vita alla nostra odierna società moderna.
Voi ke dite..?
Una risposta potrebbe essere che abbiamo tutti il medesimo potenziale e i medesimi canali comunicazionali, tutti credono in dio perchè abbiamo lo stesso cervello, ed eseguiamo lo stesso tipo di pensieri, indipendentemente dalle nostre basi scientifiche.
Ma lasciando stare questo aspetto, è indubbio che nel mondo e nell'universo, e in noi stessi, ci sia ancora moltissimo da scoprire, e tutto quello che percepiamo ma non conosciamo rientra nella sfera del paranormale perchè noi lo etichettiamo in questo modo.
I fantasmi esistono al 50% potrebbero essere una para mentale come qualcosa di concreto, potrebbero essere anime come riflessi di altri tempi o altri mondi, potrebbero essere registrazioni attuate sul nostro piano fisico in chissà quale modo naturale che noi non abbiamo ancora imparato a conoscere.
Anche fossero uno scherzo della nostra immaginazione, il fatto che li immaginiamo non me li rende meno reali.
Ma da qui al sapere cosa siano, nessuno ha la risposta, e se la possiede non ha i mezzi per far sì che gli altri capiscano quanto lui.
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Credo all'anima, ma se questa sia o meno attribuibile al concetto di "fantasma" non so, mi sembra difficile.
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Eviterei in caso di sogno lucido il richiamo a sogni di tipo erotico SE questi sono legati ad altre persone reali per cui, magari, proviamo un'attrazione a livello conscio.
Questo perchè è una questione di ciò che desideriamo ma che non meritiamo (ciò che meritiamo è quello che vuole il nostro bambino interiore) se la logica fa leva troppo su un desiderio di tipo sessuale il bambino reagisce chiudendo i canali che reputa necessari alla manifestazione di quello specifico sogno.
In pratica non si potrebbe più sognare quella persona.
Questo, che in sé non è un problema lo diventa dal momento che è una difesa estrema e innaturale, inconsciamente anche da svegli si inizierebbe a provare disagio e ad allontanare l'individuo che è la causa principale del malessere subconscio.
Cambiare le proprie percezioni influisce sempre anche all'esterno.
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Lomax, non è questione di mettere sintassi differenti, è questione che hai messo quella.
Ci sono frasi sia scritte che parlate, costruite in un certo modo e che noi riutilizziamo, quando parliamo a un'altra persona diciamo ciò che pensiamo, specie fra amici, non diamo peso all'etichetta ed esprimiamo quello che vogliamo esprimere.
Possiamo anche utilizzare delle bugie per deviare l'argomento in modo da non affrontare argomenti a noi scomodi, o per proteggere segreti che non vogliamo che l'altro conosca.
Ma anche quando menti, lo fai solo a livello logico, il tuo inconscio non ha interesse a nascondere nulla, perchè lui è "il tutto" Ecco perchè si casca nei lapsus, nel "no volevo dire quest'altra cosa..." ecc... inconsciamente non possiamo mentire e quando parliamo o scriviamo senza badare troppo all'etichetta, senza preoccuparci di essere fraintesi o altro lo facciamo inconsciamente e in tal modo emergono lati caratteriali specifici.
Se leggi quello che hai scritto lo noti:
Raga, forse dovevo mettere il periodo dentro gli apici. Ma ho solo utilizzato le parole e le frasi ke questa gentaglia è solita usare contro ciò ke reputano loro diverso.Stai colpevolizzando gli altri nuovamente per un comportamento che non tolleri (che ti ferisce) ma appunto, il problema della percezione personale non riguarda gli altri, riguarda te stesso. Se ti infastidisce un comportamento il problema è tuo, se reagisci a un'azione con una reazione di questo tipo non puoi fermare il processo, sarete sempre in guerra.
Ciò che conta non è quello che ti succede "intorno" nè quello che succede agli altri, è ciò che succede dentro te, perchè tu sei e proietti all'esterno ciò che sei dentro.
Nota come utilizzi il "solo" per giustificare le tue azioni, come se questo bastasse a permetterti di reagire, come se avessi bisogno di un motivo ma meno "forte" di quello che percepisci come scatenante. il "solo" è un termine che viene richiamato a livello conscio (adulto), quando l'inconscio (bambino) si sente colpevole
Io ho solo utilizzato frasi tipiche del loro gergo guerrafondaio e omofobico. Ma accuso ki minaccia, sgermisce e ammazza una vita innocente solo per delle loro convinzioni soggettiveTutto quello che facciamo perfino respirare nasce da una convinzione soggettiva.
Prova a stare in una stanza con più persone, e osserva il loro respiro, c'è chi ha una lunga inspirazione e una breve espirazione, chi è ritmico, chi prolunga espirazione e inspirazione fino a farli durare uguali, chi respira di addome, chi di pancia, chi di polmoni, chi fa rumore col respiro pesante, chi no, chi ogni tanto ha delle apnee ecc... ecc...
Siamo differenti, non possiamo avere un quadro oggettivo, Einstein stesso definiva l'universo come qualcosa che può essere compreso solo osservandolo contemporaneamente dall'esterno e dall'interno, perchè esistono punti di vista diversi, e così è l'uomo.
Tutto, anche la più piccola e insignificante delle azioni nasce da una convinzione soggettiva, la convinzione soggettiva è il nostro modo di percepire le libertà e le necessità, per questo si può estremizzare e uccidere per una convinzione, è una convinzione soggettiva perfino l'idea di essere limitati da regole, il rispetto per gli altri è una convinzione soggettiva, il voler amare un altro individuo è una convinzione soggettiva.
Per me nn sono ne civili ne animali. Barbari direbbe flame, quoto ma io direi pure egocentrici fanatici anarkici, privi di rispetto per l'altrui.E questa non è una convinzione soggettiva?
Non fraintendere, non sto dicendo che non sia condivisibile, ma pensaci un pò... perchè pensi a queste cose? Perchè hai queste idee? Da dove nascono? Sono realmente in te o vi sono state inserite dopo che sei giunto su questo mondo? Da chi? e come? Attraverso quali strade?
Cos'è l'anarchia? E cosa il rispetto? Sono davvero concetti naturali? O ce li ha messi qualcuno e col tempo abbiamo finito col vederli così spesso da prenderli per scontati?
Se il pesce più grosso mangia quello più piccolo è questione di anarchia? O di rispetto? O è solo che non c'è sempre un motivo logico per cui le cose debbano accadere?
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Condivido le tue idee, ma devo fare degli appunti, che sono solo degli appunti non significa che contraddica ciò che pensi.
C'è da dire che quando l'uomo diventa barbaro anche in situazioni che non richiedono barbarie, non si può considerare istinto animale sano ma è un'estremizazione folle di un istinto animale mal ascoltato.Non la penso così, secondo me invece proprio comportandoti da barbaro significa che stai ascoltando il tuo istinto animale, e molto bene.
Tradotto, se fossimo semplicemente animali, ci ammazzeremmo di meno perchè lo faremmo nelle stesse situazioni che portano un animale ad uccidere. Territorio, cibo, donne.Ma noi SIAMO animali che poi possa credere di avere uno spirito immortale è un'altra cosa, ma se devo osservare la cosa dal punto di vista più logico non prendo in considerazione termini esoterici, quindi io SONO un animale. E in quanto tale ammazzerei chiunque per territorio cibo e donne.
Ma non solo, ammazzerei (sempre se dovessi seguire l'istinto) anche per mettere le mani su quello che mi permette di avvicinarmi a uno o anche a tutti i trofei lassopra. E' istinto di sopravvivenza, se non li ottieni soccombi.
Quando invece l'uomo diventa violento, lo diventa spesso per conto suo, senza effettivi stimoli esterni che possono giustificarlo, ed è il contrasto tra Psiche e istinto, che impazziscono e fanno scoppiare le cose nelle due dierzioni opposte.ma questo contrasto può si, essere suggerito dalla società, ma è estremizzato dal modo di PENSARE dell'individuo stesso.
un po' come quando io mi auto impongo di fare la cosa giusta e sopprimo invece il mio istinto di fare la cosa che desidero. Finisce che nei momenti bui faccio solo ciò che desidero e creo più danno che altro.
Perchè mi sopprimo prima. E nessuno me lo sta chiedendo di farlo, è un mio erroneo modo di vedere le cose.
Non è che impazzisci, hai due emisferi che valutano le cose in maniera diversa, una solo metodica e l'altra solo emotiva, tutto qui. Diciamo che hai dei livelli di tolleranza (in realtà no, ma diciamo che esistono dei livelli all'interno dei quali tu sai di stare bene) questo avviene quando affidi agli emisferi la stessa quantità di compiti.
Cioè qualunque cosa ti ritrovassi ad affrontare deve dare da fare a entrambi gli emisferi nella stessa quantità, non puoi favorire uno dei due, altrimenti crei uno scompenso. Questo è del tutto normale dato che la società in cui viviamo predispone (per farla semplice) delle regole, in pratica una metodica. Le emozioni, e di conseguenza l'utilizzo dell'emisfero emotivo è quindi soppresso e questo porta alla nascita di un vuoto interiore.
Quel vuoto viene affrontato immediatamente dalla logica che si pone un problema e una soluzione. In quale modo risolveresti il problema?
Stando bene
Quindi la domanda che il tuo io logico si chiede è "mi accetto in questo modo?" Le risposte possibili sono due, o è si, o è no.
Se ti accetti, allora benissimo, se non ti accetti allora il tuo cervello ti spingerà automaticamente nelle condizioni migliori per poterti accettare.
Qual'è il problema?
Che operi solo a livello logico, dov'è l'emotività in tutto questo?
Il tuo sistema logico presuppone che ESISTE una domanda e che per tanto deve esistere anche una risposta, e fa tutto da solo. Ma che la risposta sia positiva o negativa non segue una costante logica (infatti siamo tutti differenti) e il problema di fondo è quello che il tuo lato emotivo è lasciato in disparte.
Nel corso della vita è questo buco quello che ti fa fare le cose più strane, facendoti credere di necessitare di oggetti inutili per essere felici, o lo sguardo della tua lei, o quel ragazzo specifico fra tanti. Tutti scelti attraverso i canoni specifici favoriti dalla tua immagine personale.
Si cerca di colmare il vuoto, che in realtà non si può colmare dato che è la società ad avertene privato e privartene costantemente, innamorarsi in pratica non è la risposta.
Pertanto non si può decolpevolizzare chi da di matto, perchè nessuno gli ha chiesto di portarsi a tanto ed egli non riesce a cambiare la sua visione delle cose per puro istinto di conservazione del proprio io, che a quel punto diventa invece controriproducente ed un danno.All'interno di una società con un regolamento preciso, e delle convinzioni impresse a fuoco fin dalla più tenera età, si può dire che una persona dia di matto, ma è un uso un pò improprio. Quando è che si dà di matto? Quando si prova una forte carica emotiva, quando c'è, insomma, dello stress latente che non trova sfogo attraverso altri canali naturali.
Più stress si accumula e più si diventa sensibili emotivamente, questo significa che quando si raggiunge il cento per cento di emotività si sono invertite le parti, se prima era un emisfero ad avere la meglio ora è l'altro, ciò significa che uno dei due emisferi non viene preso in considerazione per nulla che non condivida ciò che pensa l'altro. Quindi l'amore si può trasformare in odio, o l'euforia in disagio, perchè semplicemente non esiste uno schema "logico" da seguire.
Una forzatura creata da lui stesso, non da madre natura.Si ma non dal singolo individuo, per questo non si può neppure colpevolizzare se non per gratificare il nostro senso di sicurezza che esista una possibilità anche per i più deboli.
Comunque ci sono diverse inesattezze, è tutto molto semplificato se raccontato a questo modo, se si dovesse scendere nel dettaglio ci si perderebbe, questa è solo una semplificazione della base del processo.
Poi va seguito ognuno nella propria individualità
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E' una definizione molto umana della cosa, e con ciò non intendo che non sia condivisibile, ma è una semplificazione nostra.
Noi siamo animali, si può dire un pò più intelligenti, o per lo meno con un potenziale differente, ma restiamo animali.
Quando lo stress buca gli strati logici sfonda sull'inconscio e l'emotività, in pratica si torna a essere dei bambini.
E' un processo, e un sistema nascosto nell'uomo che è proprio solo dell'uomo
ma non lo fa meno animale
in natura nessuno uccide o fa del male per piacere proprio, c'è sempre un motivo che è legato alla sopravvivenza.
ma l'avere un motivo legato al proprio benessere E' un motivo legato alla propria sopravvivenza.
Non giustifico con questo se il ragazzo geloso ammazza l'amante della propria compagna, ma resta un motivo legato alla propria sopravvivenza.
Abbiamo una mente, ma saperla usare non significa "non fare del male agli altri" significa "fare del bene a sé stessi" proprio perchè siamo animali, e del prossimo non ci interessa un granchè.
Abbiamo rituali d'accoppiamento, come rituali d'intimidazione, abbiamo sviluppato nel corso dell'evoluzione tecniche legate alla gestualità e alla comunicazione per proiettare negli altri determinati stati d'animo, tutto a nostro beneficio.
Quando non vogliamo affrontare una discussione voltiamo le spalle e ce ne andiamo, ed è un sistema personale di difesa contro qualcosa che potrebbe disequilibrare il nostro benessere.
E' sopravvivenza, dal momento che se non proviamo benessere stiamo male.
Così come in natura nessuno uccide o ferisce con odio, non esiste nemmeno niente che si auto-infligga delle punizioni.
Abbiamo l'intelletto, questo ci permette di avere dei sistemi di offesa e di difesa differenti, tutto qui, ma anche quello che noi scambiamo per un piccolo litigio fra amici, il nostro subconscio lo considera una questione di sopravvivenza.
E non è "logico" perchè la nostra componente logica è ai minimi termini quando proviamo forti emozioni.
Se sei a letto con l'amato/a non te ne frega niente del resto, sei focalizzato/a su di lui e basta, il resto del mondo scompare, scompaiono i pensieri del genere "dopo devo fare questo"
perchè in quel momento stai gratificando il tuo io emotivo, non quello logico.
Quando l'emotività raggiunge l'apice significa che non esiste logica, non c'è un bene o un male, uccidere una persona per amore è sbagliato per la società e non per la nostra natura.
Si ama e si odia con la stessa facilità.
Nulla è dato al caso, nessuna azione, incluso quando si arriva al peggio. C'è sempre una causa da cui scaturisce l'effetto.
Se le persone "aberranti della propria umanità, i malati mentali, gli idioti" sono tali hanno un motivo per esserlo valido quanto e non meno del motivo che spinge una persona a considerarli tali.
Se arrivi a compiere determinate azioni quali che siano quelle azioni significa che quella è la risoluzione meno traumatica a cui arrivi per far fronte a un ostacolo personale.
In pratica, hai un problema, la colpa non è tua ma degli eventi che ti hanno condotto a reagire in un certo modo e che si sono accumulati l'uno sull'altro nel corso della tua vita.
A fare una "sciocchezza" si sta un attimo, a rimediare un tantinello di più, ma per poterlo fare è necessario trovare un terreno fertile su cui essere perdonati
perdonati, non "sopportati"
Una persona può essere gay e infastidirmi, ma io la "perdono" e non la "sopporto" cioè sono in pace con me stesso nonostante vi sia qualcuno che ha, prima del perdono, la possibilità di influenzare negativamente i miei pensieri e le mie azioni.
Perdonare significa cambiare sostanzialmente le proprie sensazioni a riguardo di un evento, sopportare significa illudersi di averle superate con la logica; peccato che bisogna convincere entrambi gli emisferi.
Scrivere:
"io non provo pietà"
usando queste precise parole significa che siamo noi i primi a non consentire il perdono, nè a creare un terreno fertile, siamo noi i primi che non scendiamo ad un dialogo i primi ad avere dei pregiudizi, i primi a non prendere in considerazione la possibilità di un cambiamento.
Io posso NON provare pietà
Io NON posso provare pietà
La prima presuppone che ci sia una scelta "io posso" non provare/non fare/non andare ecc...
La seconda frase è molto diversa, invece, non c'è più la scelta sul provare pietà, c'è l'auto-limitazione inconscia: non c'è scritto "io non provo" ma "io non posso" inconsciamente siamo noi ad innalzare la barriera nei confronti dell'esterno, e non gli altri.
Quindi, DIVERSI da cosa? Perchè noi, a conti fatti, siamo identici a loro.
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Invece nn provo pietà, anzi li considero delle abberrazioni umane, dei malati mentali, dei completi idioti, dei DIVERSI, coloro ke sono disposti a minacciare, picchiare e ammazzare qualcuno per niente
Diversi da cosa?
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Si beh, la storia della pericolosità era una battuta Cosmo XD
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caro boko, quelle di triplex non sono 'tesi', cioè, lo sono perché non cita da dove sta attingendo
Si... la ragione è semplice:
quando inizi a interessarti a queste cose, e a me è successo tre anni fa, intorno a te a poco a poco le cose cambiano.
Di fatto stai inserendo nel tuo abitué (non so se si scrive così) nuove nozioni ed è inevitabile che tu voglia condividere queste informazioni, con amici, parenti, conoscenti
Questo fa sì che... la gente inizia ad evitarti.
Non è un cattivo segno, cioè... inizialmente può dare fastidio, ma quando una persona inizia a temerti in qualche modo per qualcosa che le hai detto, significa che quella volta l'hai centrata in pieno, e che quindi tu sia in qualche modo "pericoloso"
nessuno più di me è pericoloso
No ma a parte gli scherzi, a nessuno piace essere psicanalizzato, siamo tutti stati educati con l'idea che quello che avviene nella nostra mente è roba nostra e solo nostra, e che quindi sono fatti nostri che gli altri non devono sapere.
Non dico il "saperlo" ma anche il solo "tentare di scoprirlo" specie nelle persone più "semplici" diventa un ostacolo non da poco, si rischia davvero di diventare pesanti e mal voluti, nonostante si stia cercando di aiutare l'altro a comprendersi meglio, e forse è per questo che la gente va dagli psicologi... e non sono gli psicologi ad andare dalla gente.
Poi, al di là di ciò la ragione per cui non cito le mie fonti è anche un'altra.
Le mie fonti sono tante e non una, e sono diverse e di disciplina diversa. Potrei parlare di psicanalisi come d'un tratto fiondarmi sulla magia, ma in quel caso sembrerei un folle e le cose che direi diventerebbero molto più "favolistiche"
sarei scambiato per un cartone animato, e questo renderebbe le mie ricerche e i miei studi qualcosa di superficiale e stupido, ai più.
Dò al termine "magia" un significato diverso da quello di harry potter ma comunque...
Non importa in effetti quello a cui credo, importa il fatto che mi sono sbattuto e mi sbatto tutt'ora per seguire questa strada.
Se da tre anni in qua non l'ho cambiata pur notando che sacrificavo molto di ciò che ero prima (e che mai avrei ceduto) significa che è probabilmente qualcosa che mi vale la pena di seguire, almeno fin quando non me ne stancherò.
Ma non citerei le mie fonti proprio per una questione di sacrificio.
I libri ci sono e sono alla portata di tutti, così come lo sono e continueranno a esserlo i pensieri e le teorie delle persone del passato e del presente.
Se ora io dicessi "QUESTO libro è interessante e può essere un buon inizio" darei in mano anche a chi fosse interessato un punto di inizio che io non ho avuto e per il quale si partirebbe con una motivazione inferiore a quella che io ho considerato e considero tutt'ora necessaria.
E' una questione di quanto si è disposti a impegnarsi per perseguire uno scopo, tutto qui, per questo non cito le fonti.
Se la gente si scarica un film in uscita perchè considera il prezzo di un cinema o di un dvd già un costo che non è disposta a pagare, non sarà da me che riceverà informazioni su studi che oggigiorno sono "di settore" o "di nicchia" insomma... per quanto disponibili a tutti, è più facile cadere su stephen king o dan brown.
Se una cosa interessa la si segue, punto, a qualunque costo e a qualunque sacrificio, altrimenti significa che non ci interessa affatto, nel sacrificio consta anche la ricerca personale dell'oggetto che vogliamo ottenere.
Se paghi per un libro 15 euro otterrai una motivazione e le informazioni valenti 15 euro
se ne paghi 40 otterrai informazioni e motivazione pari a 40
se paghi un seminario con gli autori 250 o 600 euro otterrai 250 o 600 euro di informazioni
ma per una cosa del genere io credo che spendere "poco" non sia esattamente una buona idea, non c'è motivazione, figurarsi a citare fonti gratis il più delle volte solo perchè altrimenti la gente pensa "sono idee tue, non ti prenderò sul serio"
Vai in pace, non te l'ha prescritto il medico di prendere per buone le cose che ti dico, so benissimo di sbagliare a volte per distrazione, a volte perchè non ho le nozioni necessarie, ma va bene, è umano, e si può sempre imparare qualcosa di nuovo.
Non devono interessare le mie fonti perchè dal momento che parlo di un argomento significa che io credo in ciò che sto dicendo, e questo è quanto.
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In verità, ho parlato di vampirismo citandolo per dare un esempio di come la mente possa ingannarti indipendentemente da ciò che ti dicono gli altri, c'è gente che diventa fotosensibile semplicemente perchè il cervello dice loro che sono fotosensibili, così come donne incinte che credono di esserlo solo perchè è il cervello a suggerirglielo.
Quando c'è una fissazione e il cervello va in una certa direzione... TUTTO di noi va in quella direzione, questo intendevo dire.
Il cervello non cambia solo il tuo modo di porti sulle cose, influenza ogni parte di te portandoti a cambiare aspetto o a soffrire di sintomi sul piano fisico di cui non hai mai sofferto solo perchè ti fissi di avere quel problema.
Se ogni giorno ci mettiamo a vedere ed elencare tutte le possibili malattie di cui potremmo essere affetti, pur essendo sani come un pesce, finisce che almeno una di quelle malattie ti abbatterà proprio perchè pensavi di averla, senza che nessuno te lo dicesse realmente.
E più ti "eserciti" in questo e più quel sistema si marca a fuoco nel tuo modo di pensare e ti viene sempre più facile pensarlo, a tal punto da diventare "automatico" e non ci sarà niente di strano per te in quello, lo farai naturalmente come se fosse la prassi.
Io lavoro con una ragazza down che praticamente non ha mai sviluppato, per causa dei suoi genitori, una demarcazione del proprio subconscio, è imprevedibile come persona, tuttavia io la prevedo nei comportamenti proprio perchè so cos'ha... e non mi limito a considerarla una pazza.
Siamo tutti malati mentali, questa è la mia idea; l'avere una mania, una fissazione, quella che tu chiameresti una trasgressione E' un processo mentale. Il fatto se questo sia un bene o un male non viene deciso da te, ma dalla società che ti circonda, una persona solitamente viene considerata una "sana" quando non interferisce col resto della società.
Secondo me, invece, una persona è "sana" quando sta talmente bene da far stare incondizionatamente bene chi le è intorno.
Non mi interessa chi è gay e chi non lo è, non ho pregiudizi su questo, ma desidero che se sei gay tu non ti stia facendo un film su qualcosa che ti fa star meglio pensare di essere, tutto qui.
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Allora, io ho conosciuto direttamente solo quattro gay, uno (l'unico maschio) in modo più marcato essendo mio compagno di classe, quindi l'ho potuto vedere meglio.
Ai tempi comunque non sapevo nulla di giochi mentali e psicologia, poi... io la chiamo psicologia, ma non so se sia un uso arbitrario del termine, io studio tutto quello che mi capita a tiro che riguardi la sfera della mente, quindi senza preoccuparmi della serietà delle fonti, ho letto volentieri anche molti forum, l'importante è filtrare le informazioni senza legarle al nostro gusto, penso ci sia una metodica, le informazioni vanno filtrate con metodica.
Come Holmes, un indizio è un indizio, due indizi sono due indizi, tre indizi sono una prova.
Negli ultimi anni ho imparato parecchie cose, e credo ci sia ancora molto che devo imparare, ma già quel che so sull'argomento o "gli" argomenti mi permette di fare molto, e anche di aiutare quelli che mi chiedono consiglio, ormai tendo involontariamente a psicanalizzare tutti, che lo vogliano o meno, ma questo è un difetto mio, lo ammetto.
Però non vengo a dirti mai cose di cui non abbia avuto riscontri.
Io non so la traiettoria di un proiettile prima che lo sparino, non ho esperienza diretta, nessuno mi ha mai sparato, ma... sono stato abbattuto con un taser una volta...
...
uhm
...
e fa anche parecchio male, comunque... non so cosa voglia dire ricevere un proiettile in pieno petto ma...
...
anche senza esperienza posso dire che fa male.
Quindi non è importante se io abbia o meno esperienze dirette con i gay, ne ho avute, brevi, lunghe... ma non è questa la cosa che conta, e comunque in tutti i miei casi posso dire di avere la quasi certezza che l'omosessualità fosse di tipo psicologico.
Io non sto pensando molto alla sessualità NEL DISCORSO, la vedo diversamente.
La mia idea è che siamo tutti dotati del medesimo sistema perativo, e che quindi al di là delle esperienze rispondiamo tutti ai medesimi stimoli.
Sono individuali?
Si ok, posso usare segnali diversi per comunicare, ma da un individuo posso comunque attendermi quello che mi posso attendere da qualunque altro individuo.
Ogni cosa che non possiamo fare è determinata dalla nostra convinzione di non poterla fare
ugualmente
Ogni cosa che possiamo fare (ed "essere" di conseguenza) è determinata dalla convinzione di poterlo essere
Puoi esserlo? si
Qualcosa in contrario? no
Allora va bene
Se una persona mi dice che a 11 anni già si sentiva attratta dai maschi la vedo una cosa interessante, ma niente di più.
La vedo come una cosa precoce, a 11 anni la gente non pensa al proprio orientamento sessuale
La vedo come qualcosa di naturale, essendo un'età già avanazata rispetto la formazione della propria immagine di sé
La vedo da esaminare nel suo aspetto specifico, la relazione che può esserci stata con padre e madre.
Essere Gay non è un male, ma a livello naturale è sicuramente una anomalia, non essendo noi animali ermafroditi.
Per noi è stato deciso che la riproduzione va in un certo modo, ma qualcuno di noi sembra non rendersene conto, e qui è sicuramente sintomo di un'anomalia.
C'è un problema, se noi siamo convinti di una cosa... il resto diventa superficiale, inutile e vuoto, di poco conto.
Quando una persona è troppo coinvolta dalle sensazioni si incasina, e i gay sono così, perchè l'unico motivo logico per cui possono rifiutare la "riproduzione" deve essere un guadagno su qualche altro fronte, e il fronte è appunto sensazionale.
Significa che stanno bene così, ma non significa che l'unico modo per stare bene fosse quello, solo che l'hanno fatto loro.
Si diventa Gay, ne sono piuttosto convinto (non ho certezza, ma la mia idea è questa) per motivi puramente psichici.
Questo non è Froid, sono io.
Essere Gay di conseguenza... si, per me un Gay è un malato mentale
ma cosa vuol dire essere malati mentali? Per me siamo tutti malati mentali, io collezionavo giocattoli con una frequenza da far impallidire i miei antenati, non ero un malato mentale?
Una persona innamorata non è un malato mentale?
Essere malati mentali significa avere qualche switch incasinato dentro, o un programma non usato correttamente, a dirla in termini da millennium
E abbiamo un sistema di difesa che funziona benissimo e per il quale possiamo stare bene anche quando diventiamo talmente "unici" da essere scomodi per la società.
Il problema è proprio questo, la società, noi viviamo in una società, è la società che ci costringe a evolvere in un certo modo, perchè ha delle regole... noi non ne dovremmo avere, invece, siamo animali, e siamo unici, talmente unici... che dentro di noi una metà abbondante e dio solo sa cos'altro ci ripete 24 ore su 24 la propria unicità.
Anche nell'amare le altre persone... non si sta facendo nulla di ché, stiamo amando NOI stiamo cercando NOI il conforto, tutto quello che facciamo lo facciamo per NOI, a livello inconscio il resto dell'universo non esiste, siamo NOI l'universo.
Ognuno è comunque libero di scegliere se darsi dentro una ravanata o meno, se da solo o con persone studiate, se limitarsi a discuterne o se assumere farmaci o che altro, o rinchiudersi direttamente e buttare via la chiave.
Ma non si pensi che funzioniamo male, affatto... nemmeno un Gay penso che funzioni male, solo credo che in alcuni casi si dia il "computer" in mano a gente che non ha mai visto prima un desktop e quindi...
insomma, molti di noi, ma pure io mi ci metto eh? Non sanno affatto "guidare" sé stessi in modo corretto, i problemi... e le fissazioni, così come le convinzioni come quella di essere un gay, o un vampiro o incinte o che altro... nascono perchè siamo noi a sbagliare, siamo noi a fare cazzate, non perchè le faccia il cervello.
Siamo noi a dirci "ma così sto meglio" quando non è vero, prendi l'esempio dell'ormai ultra quarantenne che dice "non troverò mai la donna della mia vita" ma chi te lo dice? Se continui a ripetertelo per forza che non la troverai, ditti ogni giorno quanto sei depresso, abbattiti per ogni idiozia, ditti "mamma mia... anche oggi un'altra giornata che palle" e vedrai che alla fine per forza di cose o diventi un cantautore maledetto, o ti spari sui primi binari che trovi.
E' piuttosto semplice da capire, siamo noi a prendere gli sterrati, in verità... la strada potrebbe essere tutta discesa, se solo lo volessimo e se solo sapessimo guidare.
A volte, se solo prendessimo in considerazione altre strade
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Flame. ho solo risposto a una domanda, prendila come risposta in funzione di quella domanda, e quindi di quello specifico caso, in fondo l'ho scritto "non tutti avrebbero reagito a quel modo"
Guarda l'ora a cui l'ho scritta, il resto non l'avevo proprio letto, ma mi sembrava indelicato lasciare un utente senza la mia risposta rischiando così di dargli l'impressione che lo avessi ignorato dopo aver ricevuto una richiesta diretta. ^ ^'
Al di là di ciò... non sono "semplificazioni e schematizzazioni" di scienza froidiana
Quello che determina il tuo comportamento è la tua famiglia, nel caso questa venga a mancare (ma è raro) è il nucleo che più vi si avvicina, questo non lo pensa froid, lo ritrovi in più culture qualora qualcuno abbia tentato di capire dove l'individuo cambi sostanzialmente.
Questa è la spiegazione a cui si è giunti... e quindi la prendiamo per buona, la nostra cultura funziona in questo modo.
Ma di riscontri ne abbiamo di continuo, gli adolescenti vivono tutto un periodo di nuove amicizie convinti che stanno cercando la loro strada, e nel farlo si debbano separare dal loro "nido" perchè i genitori iniziano a diventare pesanti o "in più"
Il fatto è che se si muovono in un certo modo, questo è dovuto alle due figure principali di quel nucleo, madre e padre.
Io posso dirti che la ricerca su base scientifica esiste, e di scoperte nuove ne fanno ogni giorno, ma fino ad oggi nessuno è stato in grado di dimostrare senza possibilità di essere smentito una cosa come l'omosessualità affrontando la questione sul piano "fisico"
Attualmente non ci sono prove di modificazione dei geni che ti spingano all'omosessualità.
Sia un problema o meno... o magari ci arriveranno fra qualche anno, a me non importa comunque, se si scopre qualcosa di nuovo, tanto meglio.
La cosa che conta, e che conta per noi, è quella di stare in pace con sé stessi, il resto non ha importanza, se questo significa essere gay, allora non vedo dove sia il problema.
Il nostro cervello è molto, molto, molto complesso, e mi sottovaluti se credi che mi basi sulla sola psicologia, io credo in questa tanto quanto in altre risposte molto meno "scientifiche" questo perchè mi danno dei riscontri, mi danno efettive prove che convalidano ciò che penso.
Chi studia psicologia se ne rende conto da solo di come la linea tra ciò che è scienza e ciò che è spirito sia molto sottile, tanto sottile che si rischia di confonderle, non si riduce tutto a froid, assolutamente, il fatto che si possano ripercorrere frasi o questioni affrontate anche da Froid non significa nel modo più assoluto che si prende come punto di riferimento Froid.
La nostra testa è un computer, te lo rispiego: E' un computer, non ci muoviamo in preda a chissà quale necessità superficiale, tutto quello che facciamo è determinato da programmi che ci vengono installati, il sistema operativo di questi programmi termina la sua installazione nel periodo del cambiamento, quando sono i genitori a volere che il proprio figlio cresca.
Non è una semplificazione, è una descrizione di un sistema utilizzando termini a noi più familiari, tutto qui.
Un gay, può avere avuto delle lacune di cui non è a conoscenza, nei confronti del padre, o della madre, o in seguito può non essere stato in grado di affrontare problematiche che inconsciamente legava a una di queste due figure.
Fidati... non puoi rinnegare un genitore, non è possibile, anche se lo fai, quel genitore lascia in te una traccia indelebile del suo passaggio, che non potrai mai scrollarti di dosso, che tu lo voglia o no.
Non hai scelta, non hai una libera scelta, anche se consciamente siamo convinti di si poichè noi siamo noi, e quindi crediamo di essere un'unità, fino a quando i programmi rimangono tali non c'è una seconda strada, faremo sempre le stesse cose.
Non si tratta del solo essere Gay, si tratta di gesti a cui non si dà molta importanza, come l'incapacità di essere in grado di alzarsi a orari decenti, fino a quelli più complessi, come quelli legati alle dipendenze dal fumo.
Certo che possiamo cambiare, ma... NO fin tanto che non si cambia ciò che abbiamo dentro, la nostra immagine personale, questo non determina certo un'immagine e una soltanto, è una questione che varia di individuo in individuo, a seconda delle sue esperienze, ogni caso va esaminato a sé.
Ho voluto solo dare un monito, perchè qualora l'immagine interna cambi, come nel caso del mio amico, avviene tramite strade complesse da spiegare, per le quali di fatto... non si rende conto di essere "cambiata" presuppone di essere sempre stata così.
E' semplicissimo cadere in questo genere di "convinzioni" durante l'arco di tutta la giornata, capita ripetutamente, ma fortunatamente non per questioni così grandi da modificare il nostro pensiero.
Ma può succedere, e quando succede, se è una forzatura dovuta a un ostacolo, e non una "evoluzione" naturale e incondizionata, per quanto a noi sembra andare tutto bene, non è lo stesso per il nostro cervello.
Quando non si affrontano i propri problemi (e questo PUO' essere un problema) si innesca un procedimento per il quale gradualmente perdiamo motivazione ed "energia" questo ci indebolisce e abbatte gradualmente il sistema immunitario perchè non è più sostenuto da un equilibrio psichico regolare.
Vale per le emozioni negative, quanto per quelle di estrema gioia, vale per tutte le questioni che si pensa di aver affrontato nel modo giusto, ma non lo si è fatto.
Per questo ho detto "è meglio esserne sicuri, prima di dirlo, pensare di essere gay non è diverso dal pensare di essere degli emo, o dei metallari, o dei gran fighi" non cambia nulla, pensare è una cosa, esserlo... è un'altra.
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Uhm sia Trilpe che Kira hanno dette delle cose che mi hanno fatto pensare un'attimo.
Ok, ma se come prima hai detto che sto ragazzo non è riuscito ad avere l'oggetto del desiderio e quindi si è convinto di essere gay da principio e non per causa di eventi, questo genere di "cambiamento" può anche nascere dalla completa assenza di un rapporto e confronto (o anche minimo) con persone del proprio sesso?
E' una cosa che mi sto chiedendo da quando è stato aperto questo topic...
Uhm, dubito.
Qualsiasi sfumatura caratteriale principale, incluso l'orientamento sessuale, il tipo di persona che ti attrarrà per i più svariati motivi non è un "caso"
E' una precisa richiesta che cerchi di soddisfare, solo che non lo sai.
Di fatto questo "miracolo" che è una dannazione avviene intorno all'età di sei sette anni, questo perchè?
A quell'età smetti di essere TU il centro dell'universo come bambino, quindi gli altri inziano a farti capire che esiste un mondo, una società con le sue regole, ti trascinano dagli asili alle scuole, e i genitori zii parenti passanti iniziano a dirti "basta fare i capricci, sei un ometto!"
Questo dirai, "wow, a shinji se lo dici ci guadagna l'eva, io che ci guadagno? Un Gundam come minimo"
nemmeno quello, ci guadagni un blocco interiore.
Tutti, maschi e femmine, intorno a quest'età (varia da esperienza a esperienza) si creano una "difesa estrema" per non soffrire
perchè se fino a ieri eri alle stelle, e oggi vogliono che ti prendi le tue responsabilità...
sei un bambino, pensi che te ne freghi qualcosa? Che fanno i bambini secondo te?
I capricci
Quindi facciamo i capricci, per l'appunto ci chiudiamo in noi stessi, ma questo... in un modo molto particolare, in verità esternamente la gente può pensare che stiamo crescendo (beh... forse si) ma in verità no, stiamo solo delimitando il nostro subconscio.
Alcuni lo chiamano "il bambino interiore, o te bambino" proprio per questa ragione, è il muro invalicabile, il mondo in cui RESTI bambino, e hai le tue convinzioni e sei pura emozione e...
STOP
Sei pura emozione... questo è importantissimo, sai cosa ci guida? Questo, è l'emozione. Quando fai qualcosa per scelta tua la fai con un preciso intento, vuoi provare "emozione"
...
sicuro che sia tu a volerlo?
Se si è abbastanza intelligenti si arriva a capire dove finisce il discorso, ciò che ci guida, è proprio il subconscio
Di più, ciò che il più delle volte ha la meglio... è il subconscio.
Ora quello che c'è da capire è che il subconscio altro non è che una copia di Backup di un nostro preciso "essere"
lui è tutto ciò che siamo, e dato che lo sa, cerca per tutto il tempo del giorno e della notte di mantenerci il più possibile simili a quell'immagine che ha di sé.
E non è facile cambiarla... ma succede, anche se come detto... cambiare la propria immagine interiore richiede molto e molto tempo, se lo si vuole fare coscientemente... altrimenti basta molto meno, basta prendere una batosta di sofferenza come non si era preventivato... e a quel punto il nostro subconscio è costretto, se non vuole morire o impazzire, o morire perchè impazzisce... a cambiare la propria immagine che ha di sé.
Questo è quello che è successo al mio ex compagno di scuola.
Il perchè sia diventato Gay, o la possibilità di diventarlo anche senza avere rapporti con altri maschi... è interessante, io credo che lui ne abbia avuti, ma... un gay non ti costringe, se tu non vuoi fare una cosa, non la fai e basta, ma se la fai e ti piace non vuol dire che "non sapevo, ora so che è una goduria" significa che hai SCELTO di fartela piacere, è una cosa differente.
Il suo subconscio non aveva comunque altri porti dove andare a parare, in un mondo di maschi e femmine, se non vanno bene le femmine, ha optato per i maschi, per esclusione... ma ti posso assicurare, che questo è avvenuto per una serie di concatenamenti, e non solo una questione di "due sessi"
Sto dicendo che non tutti reagirebbero come lui, perchè... sicuramente aveva le sinapsi adatte ad accettare quel cambiamento sviluppatesi nella prima infanzia; è lì che la vita decide cosa saremo, e lo decide per noi... possiamo avere l'illusione di avere il controllo, ma in realtà non è affatto così, noi conviviamo con svariati livelli di coscienza, e il fatto che per lo più se ne stiano in incognito fa di loro, per noi, dei perfetti sconosciuti.
Il subconscio comunque fa quello che noi consciamente tendiamo a non fare, noi ci alziamo alla mattina e "mazz'te oh, che brutta cera, và che capelli, fai schifo, che muscoli flaccidi ci hai, spè che ti ci vorrebbe un restyling"
ogni volta che si reagisce così... per il nostro sé interiore è una sofferenza, gli stiamo dicendo
"amico... fai schifo"
Secondo te un bambino che pensa di essere il centro del mondo come la prenderebbe?
Poi prosegui durante il giorno, inciampi magari perchè stranamente ti senti giù (chissà come mai) ti sbucci un ginocchio o strisci le scarpe nuove e ti incazzi, e ti rovini la giornata. In realtà siamo stati noi ad innescare quegli eventi TRASCURANDOCI
Il subconscio è un maestro nel fare, quindi, ciò che noi consciamente non facciamo, cioè coccolarci, dirci "sei bello, sei bravo, sei buono, sei grande, sei perfetto, ti amo, sei tutto ecc ecc..."
Questo è importantissimo, perchè... fa sì che qualunque cambiamento operi alla nostra immagine interiore sia "adatto" a noi, sia quello che meglio ci calza.
Non ci farebbe mai del male... oh beh... diciamo che, si, a volte ci fa sentire il male, e molto bene, è un maestro in questo, ma lo fa solo per renderci partecipi del fatto che non possiamo ignorarlo.
E beh, questo è quanto, ora... l'ho resa molto colorita e "favoleggiata" ma in sintesi funziona in questo modo. Poi le sfaccettature sono davvero tantissime, c'è da perdersi, e gli elementi che scendono in campo sono innumerevoli, fra strati fisici e livelli di coscienza, fasi d'età e modelli comportamentali, non li auguro a nessuno.
Ciò che va tenuto a mente è solo una cosa:
Noi siamo ciò che siamo, ma questo viene deciso in meno di una decade dalla nostra nascita, in verità addirittura qualche mese prima della nascita stessa. Quelli siamo noi, possiamo cambiarci, è vero... ma per cambiare sé stessi è necessario capire cosa vogliamo essere.
E questo, può sembrare un quesito da poco, ma è al contrario qualcosa che nemmeno possiamo lontanamente immaginare.
Le persone vengono da me a chiedermi "ehi, ho un problema, come faccio a fare che quella lì si innamori di me?"
Il problema è che non c'è scritto da nessuna parte che quella persona deve innamorarsi di te, siamo noi stessi il nostro problema.
E' un esempio per dimostrare quanto una ristrotturazione cosciente sia complicata, perchè passa attraverso un filtro, e quel filtro, che è l'unico della nostra essenza che possiamo percepire e tradurre, è a sua volta in realtà un riflesso di qualcos'altro che spesso va per strade totalmente diverse. L'immagine di Sé è qualcosa che non possiamo comprendere e di troppo potente e pericoloso per non essere lasciato nelle mani del nostro subconscio.
C'è da meditare su questo.
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Io per anni ho sentito gente dire che è una questione genetica, di cromosomi e ormoni non nella "norma"
...
Mi ero pure incavolato quando il papa fece discriminazione razziale sull'argomento
in verità, aveva ragione lui.
Essere gay è una reazione psicologica a qualcosa, non "fisica"
Conoscevo ai tempi della scuola un ragazzotto cicciottello, un amico vero, uno veramente sincero e sensibile
essere sensibili non vuol dire essere gay
Però lui... non era gay, era innamorato, e follemente di un'amica d'infanzia che il destino (strani scherzi che fa alle volte) gliela sbattè in faccia perfino nella scelta delle scuole superiori.
E poi è diventato gay, e lo è diventato perchè l'oggetto del suo desiderio (lei) non era disponibile per lui, lo ha fatto per non soffrire anche se, posso assicurare, lui pensa una cosa del genere "ma io sono sempre stato così, mi sono sempre piaciuti gli uomini".
Beh, non è quello, ha semplicemente innalzato uno schema di difesa del proprio subconscio, per paura di un cambiamento troppo grande, quello di non poter amare, ha preferito fingere che quell'amore non è mai esistito.
Non è "essere gay" questo... è una deviazione mentale, una turbe, un problema di tipo psichico.
Essere gay, in sé non è più giusto o meno giusto di un etero, tuttavia... alcuni pensano di essere gay senza in effetti esserlo realmente. Essere gay è una questione di ciò che pensi, di come percepisci il mondo esterno e le relazioni con gli altri individui.
L'illusione di una dolce metà, sia essa con la sorpresa o senza, è un'illusione creata da noi, radicata in noi perchè viviamo in un mondo che lo pensa, che crede sia l'amore la risposta al nostro vuoto interiore
well
DUH!
Non hanno capito nulla, ma ci educano in questo modo, con cicogne e cavolfiori, "pisellini" e "patatine" così uno cresce e tutto ciò che pensa di desiderare per il suo bene è rientrare da dove era precedentemente uscito.
Il problema che molti non tengono presente è che TUTTI possono essere gay, perchè l'esserlo non presuppone altro che una relazione di tipo mentale prima, carnale poi, con un altro individuo.
Nulla di nuovo, è così anche per le coppie etero.
Quello di cui si va in cerca non è una gnoccolona da paura, sappiamo benissimo cosa ci serve, solo non ci facciamo la cortesia di dircelo a voce alta così da rendercene partecipi. Allora succede che ci guardiamo intorno, ci chiediamo "come dovrei comportarmi per non sentirmi escluso? Cosa sono nato a fare? Qual'è la mia strada?"
Allora facciamo quelle che le mamme e i babbi dicono tanto che servono dei parenti, ma guai se gli si tocca i figli: le cosiddette "esperienze"
esci con una, ti fai il gruppo di amici, conosci nuovi luoghi locali, bevi ti fumi l'impossibile... le scelte sono tante, sono tutte esperienze, nè buone ne cattive.
Ma abbiamo comunque un vuoto, e facendo queste esperienze ci viene dato da intendere che per colmarlo dobbiamo avere una compagna, anzi... una "metà" (restiamo sul generico)
E dove sarà quella metà?
Si inizia a vedere il sesso come qualcosa di differente, si punta all'amore... ma sostanzialmente sono la stessa fottutissima cosa, si pensa "mai con una sconosciuta" e si vuole apparire migliori con l'oggetto del nostro desiderio.
E qual'è l'oggetto del desiderio?
E' l'individuo che nel corso delle nostre esperienze più si è avvicinato a noi, quello in cui più ci siamo visti rispecchiati.
Perchè lui sa capirci.
In verità... è un concetto che opera a puro livello inconscio, noi non diamo bado o importanza, a volte nemmeno una possibilità, neppure come amici, o panettieri, alle persone che non consideriamo (per dirla alla Anne Shirley) "Affini"
L'affinità è ciò che ci piace di una persona ma... l'affinità è più che altro ciò che ci piace di noi.
Avete presente:
"A me piacciono i film d'avventura!"
"Anche a me!"
"Che coincidenza, allora siamo simili, chissà quante cose in comune abbiamo"
Solitamente se è la ragazza a dire "a me piacciono gli horror" il ragazzo risponde "anche a me, wow che coincidenze la vita"
...
ma il più delle volte non è vero.
Perchè poi faccio questi esempi?
Per specificare che il concetto è il medesimo, si sia maschi o femmine, si interagisca con maschi o femmine, sono solo schemi mentali a cui rispondiamo in automatico, indipendentemente dal sesso e dal sesso del nostro oggetto del desiderio.
Se una ragazza ci accarezza il collo e proviamo un brivido di piacere, non significa che siamo innamorati, significa solo che proviamo un brivido, se un ragazzo poi ci accarezza il collo proviamo un brivido di pelle d'oca, non significa che lo rifiutiamo, significa che proviamo un brivido
sono la stessa cosa, ma è il nostro Sé logico che vuole attribuire l'etichetta "maschio-disgusto" "femmina-piacere"
è una questione mentale.
Un gay, quindi è semplicemente una persona che subisce un trauma, o più di uno, e questo lo ristruttura su più livelli, tanto marcatamente da coinvolgere il proprio Io cosciente.
Non significa che si sia nati così, in verità nasciamo tutti uguali, sono le esperienze quelle che ci fanno cambiare.
Se il tuo subconscio in una sola occasione (ne basta una) si rende conto che la persona che ha davanti può farlo stare bene, può acquietarlo e comprenderlo profondamente... allora non importa il sesso, perchè la mente di quella persona inizierà a girare in quel senso.
Vi faccio un esempio, uno che i gay capiscono bene... un maschio che vede una ragazza se ne sente attratto con estrema facilità
anche la sconosciuta, anche solo a vederla passeggiare. Certo, non è che uno debba saltarle addosso, ma prova interesse, curiosità un pizzicorino a cui non può resistere.
Perchè è istinto, l'uomo si riproduce come tutti gli altri animali, questo lo attrae della femmina.
La questione affettiva è diversa, è una questione di psiche, non di corpo
Il maschio gay invece, non guarda gli altri uomini, si sente attratto principalmente dal suo compagno, gli altri è come non esistessero, o comunque lo incuriosiscono ma in una misura nettamente inferiore, addirittura... può provare finto interesse solo per permettere (e ciò è gratificante) al suo compagno di rimarcare il proprio territorio
e sentirsi dire "tu sei mio" o cose meno dirette ma dallo stesso significato intrinseco.
Perchè non c'è istinto, un uomo sa, anche gay, di non potersi riprodurre unendosi con un altro uomo, fra due mastri di chiavi non funziona.
la questione affettiva è diversa, è una questione di psiche, non di corpo
Per l'appunto il gay è un individuo molto emotivo, proprio perchè ha dato al proprio Sé inconscio le chiavi in mano, raggiunge il punto nella vita in cui dice "ok, con la mia analisi logica non sono andato da nessuna parte... proviamo con le emozioni!"
Ma se abbiamo due emisferi c'è un motivo naturale specifico, fatto proprio per impedire che l'uno prevalga sull'altro.
Anche se poi siamo stati proprio noi gli idioti a costruirci intorno un mondo che permetta di bypassare questa selezione naturale.
La maggior parte (non dico tutti, il deficit a livello fisico può esistere senz'altro) degli omosessuali hanno un problema di tipo mentale.
Quindi prima di pensare di essere omosessuali è meglio fermarsi e riflettere, consultare un medico psicologo nel caso... e cercare di capire perchè la si pensi così.
Non perchè sia una malattia, ma perchè potrebbe esserlo, e potremmo esserne affetti inconsapevolmente.
In quel caso... non fa bene, se una cosa non viene realmente da noi, non coincide su tutti i piani porta solo in una direzione, che lo si voglia o meno, l'autodistruzione
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Ok, ma cosa ti fa credere di essere davvero un omosessuale? Quali segnali?
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Solo ideali che ci coinvolgono direttamente, indipendentemente dall'etica che ci accompagna, possono essere sgraditi
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Quindi se hai paura di lasciarci il... uh err... peluffo, la tua paura non è essere gay, nè l'opinione degli altri a questo proposito.
Hai semplicemente paura di prenderle... le hai mai prese?
Dici che l'omofobia è un disturbo, significa che tu sei il primo a percepirla come qualcosa di sbagliato
Quindi sei sbagliato?
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Essere franchi (destin vuole che qualcuno mi abbia portato a informarmene anni addietro) vuol dire "essere sinceri" dire le cose con sincerità, in modo "diretto" facendo centro, insomma... dei franchi tiratori da non ricordo quale termine specifico francese che noi abbiamo tradotto come "franco tiratore"
Il termine non era proprio positivissimo, ma poi si è evoluto "franchezza" divenendo sinonimo di sincerità diretta
...
tuttavia conosco un Franco che è una vera palla al piede, chiamarsi con un nome ovviamente non modifica il carattere di una persona.
Tuttavia, almeno per questione numerologica il nome di una persona dice molto del suo carattere... si e no, ci si può credere come non credervi, in definitiva uno dovrebbe prendere atto dell'idea che il destino sia già scritto.
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Se hai un problema a percepirti in un modo per paura che altri ti percepiscano in un altro
...
allora hai un evidente problema
se non hai problemi a percepirti in un modo pur sapendo che altri ti percepiranno in un altro
...
allora non è quello il tuo problema
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http://img850.imageshack.us/img850/2104/thor45.jpg
THOR
Ebbene si!!
Dopo una gestazione di non so ho perso il conto quanti anni... è giunto finalmente in tutti i multisala il figlio del tuono! Col fragore del tuono!
E per Odino, quanto fai schifo!
Davvero... il film iniziava bene... occhialini fastidiosi che comunque son destinati ad eclissarsi almeno nella home video, questo film pieno di aspettative...
Davvero, io ne ero pieno
Un pò perchè non ho mai capito come potesse essere avvincente un culturista biondo che va in giro vestito come asterix il gallico.
Poi... sul martello... capirai, ognuno ha il suo strumento, chi l'anello, chi il batarang, chi l'arco, chi i bracciali che deviano le pallottole
lui ha il martello
...
In verità l'immagine di un martello è bella, il martello è massiccio, alla fine di Ironman2, film che non fosse per robert downey jr nemmeno lo guarderesti, si vedeva il martellone in un cratere, ed era...
un bel martello
un veramente bel martello
Scabro, poco lavorato, massiccio, mi piaceva
"Se questo è il martello..." pensavo "...chissà che film"
E poi il trailer è arrivato, e quello che pensavo fosse solo un gallico coi muscoli divenne qualcosa di meglio, qualcosa che aveva le carte per l'epicità e tante altre belle cose
Sentivo che thor arrivava, e arrivava bene
"la marvel non è stupida, conosce i suoi polli" yeah... e l'ho continuato a pensare trailer dopo trailer Thor sembrava quello che... wonder woman non è mai stata... ma avrebbe dovuto.
Mentre sedevo al cinema e partivano i titoli di testa mi sono chiesto per un attimo cosa fossi andato a vedere che non ricordavo il film, ma poi si è fatta strada in me l'idea che era Thor... e che più proseguiva la musica più mi trovassi nel posto sbagliato.
Troppo avanti, forse... ma non era quello, non era certo il 3d che non c'è, è più come...
All'inizio assistiamo a questa tripletta: scena di alcuni che studiano nel deserto un particolare fenomeno stellare, cade Thor, lo investono "oddio oddio oddio! Ma da dove viene?"
FLASHHHHHHBACK!
Si vede Isengard, no spè
Asgard
Si vede Asgard, gli dei, Thor, i suoi amici, il fratello loki, i giganti di ghiaccio...
....
......
.......
loki su ghiaccio
.......
......
....
..
.
Thor scatena una guerra, viene bandito e precipita sulla terra, lo investono lo soccorrono "chi sei?" SONO THORRR COME OSI TU BZAPP
Per terra
Vai di ambulanza niii nooo niiii nooo
Ma che vuoi dire di questo film?
UNA PALLA!
E nemmeno buona spaccar crani fosse chiodata
In pratica l'elemento sorpresa non esiste, sai già tutto, ah ok, lui si innamora di lei e viceversa, lei rivuole la sua roba? ecco la sua roba, lui è morto? ecco che rinasce, lui vuole vendetta? ecco la sua vendetta
mi ha giusto spiazzato loki quando volta le spalle ai giganti di ghiaccio, lì non me l'aspettavo ma... poi si sa... chissenefrega in fondo... è ridicolo 'sto film, due ore o non so quanto di nulla!
NULLA!
L'attore che fa Thor ci può anche stare... però non lo prendi sul serio, sono arrivato alla fine in cui si menava con loki, che già sai che è lui il cattivo, e li guardavo in totale catatonia e mi dicevo
"eccoli che si menano... ma perchè?"
Emozioni?
Zero!
Se fino a quel punto non si è riusciti a instillire nel pubblico una scintilla emotiva di qualche genere... il combattimento alla fine non serve a nulla
Che poi te lo immagini THORRRRR IO SONO THOOORRRR FIGLIO DI KMEERRRRR... macchè due martellate schivate, un palo sulla schiena due voli e bucano anche la parete al Bo-Frost
http://www.puntopubblicita.net/img/auto1.jpg
Dalla parte del ponte poi, pensa te se lo facevano da un qualunque altro lato... vedi te Thorr che fine ti faceva...
I giganti di ghiaccio, carini, si, la parte che funziona meglio è quella coi giganti di ghiaccio, ma il trucco lascia a desiderare
e gli effetti?
WTF?
Perchè alle volte sembravano così fittizi?
La stele ghiacciata che trafigge robin hood?
Il Permaflex che si ghiaccia alla fine del film?
Perchè tutto sa di finto? E se non sembra finto sa di stantio almeno quanto Jack Sparrow a cavallo fra due carrozze?
Non va, non funzica... il film è veramente privo di senso... aveva... buone idee, buoni attori, anche se non tutti, ma il gestalt gli deve essere sfuggito di mano, si è perso tutto, emozioni a suole...
Un amico mi chiede "ma l'amica della gnocca della terra... a che serve?" in effetti... a che serve? Ha tre battute in croce, e non hanno utilità nemmeno a strappare un sorriso... cosa serve? un pò di profondità?
Se sono riusciti a rendere bidimensionale un personaggio di terzo ordine, allora nemmeno i principali possono gridare di aver compiuto il miracolo.
Gli amici di Thor, l'armata brancaleone composta da ghimli, robin hood, hiro e elektra, finisce col sbalordire tutti sulla terra "NOOOOH! ESISTONO DAVVERO!!! ESISTE UN ALTRO MONDO!! SONO DEI!!!"
PAM BENGH KTUNK
Ritirataaaa!
Bella figura che ci fanno, già che non passavano inosservati, dopo 'sta figuraccia, hanno combattuto indegnamente, perfino per uno come Thor.
Sono stato al Mediaworld dopo... e stavo guardando le tv in vendita... c'era su il br di superman returns
...
mi è piaciuto di più Superman returns, e questo non è un buon segno.
Superman ferma le pallottole con la cataratta d'acciaio, afferra aerei e li fa atterrare a mani nude, solleva automobili come origami e tira su con l'uccello interi isolami con villette a schiera e fortezze della solitudine...
eppure lo prendi più sul serio
Si superman le farebbe quelle cose, le fa, rinnega perfino gli stati uniti d'america negli ultimi tempi, uno così ci vuole, uno con le palle, come i personaggi di stephen king!
Invece abbiamo asterix il gallico, che martella i romani senza pozione, e gli fa pure un male cane... tuttavia, non lo si sente.
Ottima Isengard, Ottime certe inquadrature... si combatte una vera guerra! Ma sapete cosa?
Che quando sei lì non te ne frega proprio un cazzo
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Tu sei uno dei pochi che si mette a E leggere i panda, e ho detto tutto - -
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Si ok, ma la firma mica deve essere un curriculum, ok, volercisi tenere le medagliette... ma scriverci santi e madonne no!!
Basta un cavolo di pensiero per i più romantici, si chiama firma mica a caso... a me di coniglietti in ascii e link a topic che fra le altre cose li trovo in questo stesso forum non frega niente.
Men che meno screen o immagini che per qualche ragione dovrebbero farmi divert, pardon, lollare.
Una gif? Ok, un'idea?, ci sta, un paio di pensieri o citazioni? Ottimo, ma prima di intasare inutilmente si usasse la testa. Scrolling?
Siete mai stati in un forum con firme a scrolling?
Quanto vi ci siete fermati a leggerle? Manco se sono fisse, tant'è che io le firme le uso come primo indizio sulla psiche di chi scrive... figurati che brainstorming ne esce alle volte.
Dare lo scrolling è come dargli il rutto libero, poi non ce se le leva altro, un pò di autodisciplina costa fatica... ok... alle menti deboli in special modo, ma sicuramente non ci fareste una brutta figura a mostrare di essere persone che ancora un pò ci pensano al prossimo.
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http://static.screenweek.it/2010/1/27/Amanda-Seyfried-Megan-Fox-Jennifers-Body-109_mid.jpg
Jennifer's Body (Bloody?) Il corpo di Jennifer
Il corpo di Jennifer è... "imbarazzante" ...
Dove correte? Mica ho detto che è "nudo"
imbarazzante può voler dire tante cose, uno può avere anche due gambe tre piselli e un'altra mano, sarebbe imbarazzante anche questo.
C'è questa tipa che conosco che mi ha raccontato il suo sogno erotico in cui un noto personaggio televisivo di Rai2 le compariva con due piselli
...
ok, ho capito ho capito, ma viene difficile, davvero difficile parlare, anche solo VOLER parlare del corpo di Jennifer
Oh beh imbarazzante, uno parla del corpo di Jennifer e guarda in bassa arrossendo come una scolaretta, è l'amore, o solo gli ormoni, o solo i sogni erotici, ma appunto... conosco persone che andarono al cinema a vedere 'sta schifezza e che lo fecero per il solo nome di Megan Fox.
Se vai a vedere un film come "Il corpo di Jennifer" potevi dargli tanti titoli "Succube lesbica divora studenti al campus" "Devil's Peak" "notte di sangue" potevi dare al film qualunque titolo tanto andavano bene tutti.
Invece lo chiami "Il corpo di Jennifer" il "corpo" ecco perchè la gente corre, perchè l'aspettativa che si crea da quando inizi a vederlo è per molti quella che il film sarà con tutta probabilità una vaccata cosmica, ma almeno... vedremo il corpo di jennifer (Megane Fox)
Io sono l'unico pirla che l'ha voluto vedere per saggiare con i miei occhi cosa avesse da darci questa attrice a discapito d'esser stata cacciata dal set di Transformers?
Io e la Fox siamo uguali per certi aspetti, odiamo Bay, entrambi per ottimi motivi, e VOLEVO che la Fox avesse qualcosa da dire e che me lo dicesse, volevo vedere le sue qualità di attrice... e in fondo, esistono Horror più che dignitosi in cui avere una femminuccia al comando non significa farla fuggire tutto il tempo con le mutandine in vista.
http://www.moejackson.com/wp-content/2006-image-uploads/2008/05/megan-fox-topless-jennifers-body01.jpg
E...
Questo non era il caso.
In Jennifer's Body seguiamo le vicissitudini di una scema che viene rapita ubriacata e sacrificata a non ben definite forze del male, che ritorna e... anzichè vendicarsi come farebbe un qualunque Spawn se la gironzola ad accoppare gente innocente, divorandoli.
Meh...
Un demone nel corpo di Jennifer, che a tratti pare quello di una tossicodipendente, ma resta sempre molto conturbante.
E' quel genere di horror all'americana per maledettissimi Teen-Agers, cheerleaders, quarterback ecc ecc, mancava solo buffy, che non è mai stata una grande attrice, ma la colpa è dei capelli, e non della persona fisica.
Quando guardi il corpo di Jennifer vorrebbero farti credere che quello che vedi sia tangibile, reale... e per quanto reale possa essere che dei ragazzini decidano di sacrificare una vergine al demonio per ricevere il successo e sfondare nel mondo del rock giovanile...
e per quanto possa essere credibile che al mondo esistano demoni cammuffati da persone comuni che seminino il male e la corruzione e sbranino la gente nei campus americani o nei quartierini alla elm-street
Io non riesco a credere al fatto che mi dicano "ecco jennifer, e questa è la sua amica, che è bruttina e non se la fila nessuno" e te la presentano come una gnocca da paura che, per il solo fatto di avere due fondi di bottiglia in faccia (forse anche un apparecchio, non ricordo) allora devi prenderlo come dogma il fatto che lei sia un cesso
Un cesso?
A paragone è Jennifer quella che è un cesso!
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Infatti, nonostante il protagonista indiscusso del film sia il corpo di Jennifer, in quanto Jennifer in sé fa cose meno interessanti e dice frasi meno intelligenti di quelle del demone che la ospita... esiste anche la figura del comprimario di Jennifer, la sua amica del cuore, quella brutta perchè la pettini come fosse uscita da "Il mondo di Patty" e che poi... in verità, è lei la vera EREDE del film, e l'unica di cui il film segua le vicende.
Ma sapete, in un film horror uno non ha grandi pretese, pretende giusto che ci sia una buona storia horror, allora... le ragazzine che scappavano fradicie e in mutandine di due taglie più piccole, con corpi scolpiti da favola e tutto il resto, andavano bene ai tempi di Jason, qui... invece... io non so, le trovo superflue, e per nulla arrapanti.
Jennifer's poi nella sua sete di sangue ammazza tutti, perfino il compagno Emo, che poi forse non gli sarà neanche dispiaciuto a lui. Ma è solo un punto, un... "qualcosa" per dire "ecco vedete? Gli stereotipi ci sono tutti!"
"Il Mai nato" in fondo presentava spesso immagini di gente succinta in ligerie trasparente, ma un conto è farlo e scrivere una storia che tutto sommato ci sta, senza focalizzarti sugli ormoni degli spettatori, un conto è sbandierare la fiera delle ambiguità dal titolo del film in avanti.
I dialoghi sono... perfino quelli... osceni, ci sono certe battutine pseudo lesbo che è meglio dimenticare, e in generale l'intero film è di una noia mortale, e poi ripiega su un finale stile XMen con il crescendo musicale... ma totalmente improbabile, cinematografico, appunto.
Buona l'idea di devil's peak, ma poi... ho scoperto che esiste, e ho scoperto che si sa perfettamente dove sbuca, quindi anche la sospensione della realtà se ne va un pò a puttane
e in fondo, dico io, in un film del genere penso che un pò tutto vada un pò a puttane
anzi
suppongo fosse quello l'intento

Invece raga parliamo di fantasmi..
in Off Topic
Posted · Edited by Triplex-1
Non proprio
secondo me TUTTO vale la pena di essere imparato, ma nel modo giusto (che non significa "a piccole dosi" significa "nel modo giusto" )
E' come doversi leggere un romanzo e voler andare subito alla fine per sapere come termina, saltando a pié pari il resto... credo che le cose vadano imparate per gradi e per i gradi giusti, tutto vale la pena di essere imparato, ma non tutto vale la pena di essere adoperato come conoscenza.
Sul fatto dei fantasmi, questo non c'entra nulla, ma se io dovessi essere interessato a una storia di fantasmi cercherei qualcosa alla mia portata anzichè affidarmi a un programma tv che fa un gran minestrone di tutto.
I programmi televisivi non hanno come scopo l'informare, ma il fare share, prova a fare delle ricerche per conto proprio sulla questione dei fantasmi, cerca leggende sul tuo territorio, valutane la veridicità, diventa tu il ricercatore, non lasciare che altri ti indottrinino e valuta sempre tutte le risposte che ti arrivano e a cui arrivi.
Ah un piccolo Edit:
La conoscenza dell'uomo è un vasetto che non riusciremo mai a colmare del tutto, quindi quel rischio non esiste