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Derpy

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Posts posted by Derpy

  1. Woah... è...

    ecco sai una cosa?

    E' fraintendibile, in parte, lo leggo solo ora, e in qualche modo trovo concreto il tuo pensiero quanto quello di Dolby.

     

    Il fatto è che comunque dà da pensare, dici cose non prive di senso in cui ehi, in qualche modo mi ci rivedo.

     

    La tua reazione è stata esagerata, un pò troppo per giustificarla con "mi piace dare da mangiare ai troll per vedere se ne mangiano ancora" sai... dato che tu hai detto le cose come la pensi le dirò pure io (e le direi comunque di certo non esprimo le mie idee per equivalermi agli altri)

    è che il tuo atteggiamento è stato da vero stronzo.

     

    Ora chiusa questa parentesi è che anche fosse, nell'asocialità non ci vedo niente di male, sia chiaro anche io mastico psicologia, a volte meglio di quanto io stesso non creda, ma anche tendo a lasciare totale libertà alle persone e a non vedere i disagi o le problematiche come muri o ostacoli, o peggio "malattie"

     

    Credo che una persona possa essere un'asociale se questo lo fa stare bene, ecco... io ad esempio considero molto ciò che la gente scrive.

    Anche in un forum come questo, beh si, dio solo sa quanto mi piacerebbe avere un progetto mio ma... non ho davvero tempo da dedicarmici, e purtroppo sebbene io sappia che gli avatar nascondono alle loro spalle delle persone vere e complete... piacevoli o meno, ecco... non sempre ho il tempo di dedicarmici come vorrei.

     

    In ciò ancora non capisco il modo di uscirne, da un lato vivo una vita esterna che certo subisce e ha subito cambiamenti, dall'altro rimpiango una vita nel net.

    E non so, non riesco in effetti a dirmi che una sia migliore dell'altra, anche nelle questioni di cuore, credo che tutte le persone possano dire e hanno il potenziale di dire cose interessanti.

    In qualche modo credo che tutti possano insegnare se solo lo volessero, ma spesso questo desiderio non esiste e si scade sulla retorica.

     

    Ciò che dice flame è giusto, dietro quelle parole ci sono delle vite però... quelle parole in qualche modo "sono" quelle vite.

    Ammetto anche di aver cambiato pattern comportamentale svariate volte, creando anche scompigli, ma questo è normale ed è umano, il pensiero spesso però resta il medesimo, al contrario di ciò che pensa Flame io credo che spesso nelle parole si nasconde più di noi di quanto si possa vedere dal vivo a volte. Certo dipende da persona a persona, ma non è difficile intuire chi siamo da dei semplici post.

    Non posso conoscere la tua vita privata, ma nemmeno tu puoi nasconderla, perchè una vita privata crea degli stati d'animo e involontariamente tu scrivi sotto l'influsso di quegli stati d'animo.

    Anche per questo si apre un topic.

     

    Per ciò che mi riguarda sono sempre cristallino in ciò che penso, forse ampolloso, mi dilungo mi perdo... poi torno, sono un bel casino insomma, ma non si può dire che io mi nasconda, sono solo confuso, e immagino lo siano tutti come me.

    Ma un tempo forse mi sarei definito un asociale, e... uhm, è strano, il problema è che se sono asociale nella mia vita esterna diventerei sociale nel net, e viceversa...

    Non ho ancora capito come rendere i due vasetti allo stesso livello, nemmeno fosse un rompicapo di layton.

     

    Il tuo discorso mi fa riflettere, non so cosa ne verrà fuori ma ogni tanto mi fa piacere leggere questi commenti. Io non mi considero parte di questa community dato che non sono affatto utile agli scopi e stimoli della stessa, tuttavia... da un lato meramente pratico... ne sono parte.

     

    Mi spiace di non contribuire, davvero, ma nemmeno io capisco perchè la bilancia dell'asocialità sia sempre più incline verso il web che verso l'esterno della mia stanza.

    Molte cose sono cambiate, soprattutto nell'ultimo anno, ne stavo giusto parlando prima, non tutte mi piacciono e non tutte possono piacere, ma è innegabile che io stia meglio così.

     

    E il tuo discorso mi ricorda come ero, mi porta nostalgia di bei momenti passati anche nelle precedenti community di making, e mi sembrano passati secoli, saranno meno di dieci anni... azz come vola il tempo.

    Ci vorrebbe più spazio per le emozioni, e sai una cosa?

    Questo "fare" non mi dà più emozioni, non vivo il making come prima sono molto distaccato.

    Ciò che sto diventando non lo cambierei con la vita precedente, ma ho imparato molto da quella vita, ricordarmene ogni tanto, qualunque sia lo stimolo che mi aiuti a farlo, non è sbagliato, e non fa nemmeno male.

  2. http://img21.imageshack.us/img21/7580/transformers3.png

    Transformers 3 Dark of the moon

     

    Eeehhh, visto pure lui.

    Insomma così finalmente si giunge all'epilogo dei robottoni bayani, devo dire... che non trepidavo sicuramente per vedere questo film, ma chi mi accompagnava non se la passava tanto meglio.

    "che film è che dobbiamo vedere?"

    Ecco, iniziamo bene.

     

    Il film vuole essere l'ultimo capitolo di una trilogia di bayana memoria, nata quando anni fa bay ha ridisegnato e reinterpretato ogni fibra cybertroniana con l'unico merito di aver rilanciato in qualche modo lo stesso universo TF, grazie al primo film abbiamo potuto godere della chicca Animated, del bellissimo videogioco di Elevator Action, e non di meno, anche di War for Cybertron, che in sé non è brutto, ma nemmeno da gridare all'orgasmo ecco.

     

    Ciò che più mi ha colpito è che Bay è partito da subito con la sua tiritera di promesse atte a spingerti a vedere il film, promesse che di solito non mantiene, piuttosto famose le uscite "abbiamo reso tutto più dark, non ci sono più le battutine" eh si, come no... di risposta ti beccavi robot che scopavano le gambe alle coprotagoniste e giganti minacciosi che scoreggiavano di gusto.

     

    Il primo film era uno stupro,

    il secondo... una ricaduta, con evidenti lacune geografiche e più di una volta anche pretesti assurdi atti a giustificare perchè il protagonista avesse una mano fasciata o che altro...

    oggi

    la tradizione natalizia torna a farsi sentire a gran voce, soprattutto grazie a una compagna femmina, tale co...ko... uuuh, coral... coral qualcheccosa, mboh, insomma la donna che riveste per bay il ruolo femminile in una vicenda per veri maschi con soldati neri cazzoni e soldati bianchi con due palle così.

     

    La prima inquadratura dopo l'introduzione infatti è riservata alla nostra nuova bella bionda, e sapete... una ragazza di quell'età che si è evidentemente, con evidenza, rifatta le labbra, almeno quelle sopra da quel che si sa... beh... non può essere una donna con grandi, uhm... valori?

    Ma lei lo è, anzi, è segnata dalle tragedie della guerra che le hanno fatto perdere il parente, fratello, quel che era. Ecco questo è a mio avviso veramente pretenzioso, non si può prendere sul serio.

     

    Il film iniziamo col dire che è in 3d e vale la pena di essere visto in 3d, la 3d è nativa, al contrario di recenti scassoni, thor ad esempio, o pirati dei caraibi, in cui la 3d è un 2 euri di sovrapprezzo per pagare la tua stupidità. Quindi buona 3d, non buona come quella di Pandora, Avatar si assesta ancora a livelli inarrivabili, ma una più che buona 3d, che soprattutto nello slancio iniziale dà il meglio di sé con la veduta di cybertron in guerra.

     

    Posso dire di essere stato piacevolmente colpito inizialmente, perchè certo la narrazione iniziale è un pelo sopra a tutte le precedenti, le scene sono fluide, la 3d è massiccia, e anche le inquadrature mostrano per un attimo la testa (purtroppo solo la testa) di Omega Supreme, che insomma... riconoscere, senza che lo chiamino per nome, un transformers in un film di bay, beh... vuol dire già molto

     

    http://tfwiki.net/w2/images2/thumb/3/3b/StudioOxOmegaSupreme.jpg/300px-StudioOxOmegaSupreme.jpg

     

    Poi la storia prende una piega molto più intrigante, e devo concederglielo, realizzata ad arte, il ritmo serrato ci mostra in pochi minuti come la corsa alla luna operata da americani e russi non fosse altro che un immenso piano di coverup per recuperare dei campioni classificati da un'astronave aliena schiantatasi sulla luna.

     

    E' molto interessante vedere kennedy, buzz aldrin, il tutto che interagisce e perfettamente, al termine della sequenza introduttiva, mentre girava il titolo del film mi sono detto "e vaaa bene, fin qui te la sei cavata, te lo concedo"

     

    Ma giammai che possa concedergli tutto il film...

    ...

    Già avevo poche aspettative a suo riguardo, ma alla fine mi vedo costretto d'ammettere che... il film ha deluso le mie aspettative.

    ...

    che essendo state PESSIME aspettative significa che al contrario il film è risultato di gran lunga al di sopra di quelle.

     

    In verità sebbene sia lungo, e ci metta quasi un'ora a decollare, per la prima volta non solo Bay scrive una trama funzionale, ma perfino riesce a renderla credibile... e se escludiamo i soliti personaggi fumettistici, che comunque si digeriscono benissimo e non gli si dà peso, e l'esploit cammeo dei coniugi Witwiki, il vero cancro dell'intero franchising... beh, bisogna dire che Bay stavolta ha mantenuto fede alle promesse, e il film si attesta su un tono certamente più serioso e drammatico.

     

    In tutto ciò, c'è la donna con labbra a canotto che stride, e il modo in cui spalano la mierd su Micaela ricorda a tutti che Bay non ha lasciato la Megane Fox così in amore e armonia, in qualche modo tuttavia, si riesce a prendere seriamente tutto nel film, inclusa la famiglia di Sam e il fatto che nel mondo si nascondano robottoni antropomorfi dai piani malvagi... ma lei, lei e le sue labbra gonfie di desideri carnali e botulini... no, lei è la roba più finta dell'intero film.

     

    Il film va oltre le due ore e mezza, e a volte, specie verso il finale si incentra un pò troppo su sequenze lunghe e inutili (tutta la parte nel palazzo in crollo) soprattutto perchè già ai tempi di Superman si vedevano al cinema scene del genere, riprese poi da jakie chan, quindi... risulta tutto con un acre sapore di "già visto, già fatto" che stona.

     

    Per il resto... il video è sublime, la città in guerra è letteralmente irriconoscibile, tante macerie che la ricoprono, i robot interagiscono con gli umani in modo subdolo e fine, mi riferisco a laserbeak e al suo modo di parlare persuasivo

     

    http://www.transformery.pl/wiki/images/4/4a/Laserbeak.gif

     

    Le stesse interazioni fra robot sono finalmente quelle che uno si aspettava di vedere, non tutte, ok... ma almeno vediamo un megatron più vcino alla serie tv, che riceve sul braccio laserbeak o si siede sul trono della statua di lincoln.

    C'è anche molta strategia, il tutto è un vero campo di battaglia, uno scenario di guerra molto più completo di quelli visti nei precedenti film, insomma, al contrario di qualunque aspettativa il film è gradevole e il migliore dei tre.

     

    Non c'è molto da segnalare, non credevo che l'avrei mai potuto dire su un film di Bay ma... oggi ho visto un buon film, e mi sento di poterlo consigliare con la coscienza a posto: quasi tutto funziona.

  3. No è che, vabbè, l'ho detto pure io che è saggia, ma a volte non so se ci fa o ci è.

     

    Sarò telegrafico in questo senso, anche perchè devo andare a dormire:

     

    Flame:

    Punto uno: quando agisci in una direzione, che sia di tuo interesse o meno primeggiare sull'altro, devi aspettarti sempre anche una reazione. Io non ho agito al di fuori della sfera che mi è stata "imposta" poichè nessuno, in un certo senso, mi impone sfere: vuoi rispetto? Perfetto, allora prima dai quel rispetto.

     

    E' ovvio che dal momento che esci dallo schema base gli altri prevalichino a loro volta gli statuti e le etichette, è comportamentismo, ed è di base.

     

    Sul dare A per ricevere A

    Mi sembra un concetto condivisibile, logico, e chiave, spesso è utile sapere cosa pensano gli altri di noi, anche se ce l'hanno già detto, e anche se non vogliamo sentircelo dire, perchè noi esistiamo solo dal momento che veniamo percepiti da elementi esterni. Per tanto, per quanto so che non ti garba la società più di tanto, è però indiscutibile che siamo parte di una società, e se la società ci dà picche è perchè noi prima la abbiamo alimentata con le picche.

     

    La società non è il nostro nemico, gli altri non sono il nostro nemico, sono come i segnali inviati dal nostro corpo a noi stessi, ci viene la febbre perchè dobbiamo essere messi al corrente in qualche modo di un malanno, affinchè lo si possa curare, la società ci avverte allo stesso modo dei disagi che provochiamo per darci il modo di sistemarli.

     

    In più trovo divertente quando la gente mi dice "chiudi qui la questione" quando io ho già detto quello che avevo da dire, esattamente come tu stessa hai intuito, quindi la questione era chiusa, e si è riaperta solo per questa risposta, ovviamente che però non ci sarebbe stata se ognuno intuisse cos'è un flame e cosa una tirata di orecchie.

     

    Ora sono diventato troppo serio, ma il punto due era:

    "Sei scema o che? :wink: " <-- notare l'emoticon, è detto in tono affettuoso

    "non puoi dirmi "ti prego di non rispondere a questo post" e poi chiedermi direttamente "ehi ma la questione è finita qui trip?"

     

    Eh si, era finita lì, era finita anche prima, ma non farmi domande dirette, mi sembra di averlo dimostrato più e più volte che io alle domande dirette rispondo senza pormi troppi problemi.

     

     

    Sul discorso di Lomax: Ora lui si è costruito quella che in gergo viene definita "mappa mentale" è divisa in due miseri punti, miseri perchè le mappe mentali in realtà dovrebbero averne molti di più, ma ok... è comunque una mappa mentale.

    C'è una cosa da sapere sulle mappe mentali, ed è quella che se le crei è per farti un percorso, conosci la tua destinazione, quindi... ok fregatene

    Le mappe mentali vanno seguite solo nel presente, le si crea per liberare la mente da costrizioni, pensieri e delusioni inutili.

    La delusione è il punto più importante, non puoi deluderti se non hai un'aspettativa. Il trucco delle mappe mentali è quello di segnarsi l'aspettativa, ma solo come promemoria a lungo termine, poi del resto, fregarsene altamente dell'obiettivo. Non bisogna pensare all'obiettivo, ma al prossimo passo, cioè al presente.

     

    Questo sistema è stato ideato da uno statista americano di cui ora mi sfugge il nome che ha comunque dimostrato la veridicità del suo schema risollevando dalla bancarotta parecchie aziende. Aveva ideato svariati modelli, ma la base del suo programma è la mappa mentale.

    Per funzionare pensa solo ed esclusivamente al presente, pur non preoccupandoti del futuro se farai le cose bene sarà il tuo subconscio che ti spingerà autonomamente in quella direzione. Il vantaggio è che non si sprecano in questo modo energie in inutili preoccupazioni del genere "e se fallisco?"

     

    Se anche il primo passo prevede il superamento di un esame, non devi pensare all'esito, devi semplicemente pensare a studiare. Nel caso non si riesca ad evitare di pensare proiettandosi nel futuro è utile ricordarsi che il futuro è solo un'immagine mentale, la possiamo distorcere come ci pare e di conseguenza, abituiamoci a vederla radiosa, e di successo. Questo è sempre indispensabile per poter conseguire nel presente dei risultati e il minimo dispendio di energie.

     

    Quando dico ciò non intendo affermare che non si faccia fatica, a seconda delle tue azioni la farai di conseguenza, ma le tue risorse saranno tutte indirizzate al presente, ed è questo ciò che conta.

     

    See ya!

  4. Certo che lo so, ci mancherebbe, ma tu sei un mod, e sei uno, la richiesta di parlarne arriva da uno, e quindi per me avete lo stesso valore numerico.

     

    In più ci tengo che le cose che dico siano comprese appieno, così come la mia posizione e il perchè delle cose che scrivo, e questo non da "uno" ma da "tutti quelli che leggono"

    Non posso abbandonare (e non sei stupida, lo sai) nessuna discussione se l'ultima persona che ha parlato di ciò che ho scritto ha cercato di sminuirla in due righe, non c'è il confronto nemmeno sulla base della quantità di informazioni.

    Questa per me equivale a un'offesa e una mancanza di rispetto, forse è un mio limite, ma non l'ho ancora superato, non sono i warn o i ban o che altro che mi aiuteranno in quel senso, sarebbe sopravvalutarsi anche il solo pensarlo... diavolo, mi sopravvaluto dunque?... x___x'

     

    Oltre ciò nemmeno Lomax è uno stupido (va là, oggi tutti stupidi siamo) e sono certo che è in grado benissimo di capire anche quello che è scritto fra le righe, io ho parlato di un modo d'operare che è affine a Spriggan, che lui lo voglia o no, ma non è certo l'unica persona che agisce in questo modo, e per ciò che trasmette Lomax mi sa che ha a che fare, o ha avuto a che fare spesso con persone simili, altrimenti non si sarebbe scaldato nei post precedenti. Spriggan, o meglio, il suo atteggiamento ha stimolato alcuni di quei famosi campanelli subconsci di cui sopra.

     

    L'ho scritto alla fine infatti, "non è comunque distante dal materiale di cui Lomax ha bisogno" sapere il perchè le persone si comportano in un certo modo aiuta anche a perdonarle, forse non ora, forse non domani, ma... più avanti.

    E "perdonare" è un concetto molto diverso dal "sopportare" che tende a previre nel miglior modo possibile anche le tue tanto temute flammate.

     

    Non dico sia semplice, pure io ci sto ancora lavorando, ma da qualche parte bisogna pur iniziare, e per iniziare serve consapevolezza di, non dico vedere tutta la strada, ma almeno sapere in che direzione volgere i passi, quello si.

  5. Dico solo che non si finisce mai di imparare e lo stesso vale per la maturità. Io per adesso sto cercando le mie idee.

     

    Ecco, Lomax è immaturo, è un casino, è debole e tante cose, ma poi se ne esce con frasi come queste che ti danno da pensare, perchè è mia idea che se la gente se ne esce con frasi come queste è sicuramente sulla buona strada, consapevole ed aperta a ogni possibile soluzione.

     

    Sono le frasi alla "Toccherà di crescere prima o poi" quelle invece che per me non hanno senso. In cosa ci si definisce "più grandi?" in anagrafe?

    Un tempo pensavo che fosse sensata la cosa, più sei grande e più sai cose che i giovani ignorano, ma... non è così, specie se si parla di affrontare la vita o dei problemi derivanti dallo stare al mondo, assolutamente l'età non conta.

     

    Ciò che conta è quanto si è disposti a lottare e sacrificare, perchè non è questione di erigersi un castello e difendersi dagli attacchi altrui standosene comodamente al calduccio, se si vuole "cambiare" le cose, per sé stessi o per gli altri, bisogna sacrificare una parte di noi, che non significa "mettersi in gioco" significa essere pronti ad affrontare anche la sconfitta, o il cambiamento.

     

    In fondo la sconfitta è solo l'esito di un esame, essere presi a calci dal mondo è solo l'esito di un esame, così non ha funzionato, anzichè piangersi addosso è più utile ripercorrere i propri passi e cercare di uscirsene in un altro modo, variando il nostro atteggiamento, anche solo di poco e vedendo cosa succede.

     

    E' un meccanismo di base, perchè quello che ci circonda siamo noi a volerlo, siamo noi a fare in modo che accada essendo un ingranaggio del nostro stesso universo, non c'è nulla che non dipenda, anche se in infinitesimale parte, da noi.

    E questo è il modo più costruttivo per vedere le cose, se ci muore un parente di malattia è chiaro che non sarebbe facile pensare di esserne in qualche modo complici, ma ci si deve sforzare di vedere la connessione fra sé stessi e quell'avvenimento per poter maturare un qualunque tipo di variazione nella nostra vita.

     

    Riguardo alle arrabbiature:

    Noi possediamo una immagine mentale costudita a livello inconscio che ci rappresenta così come vogliamo essere, è un immagine che nasce nel momento in cui siamo costretti da bambini a prenderci le nostre responsabilità, se a livello logico entriamo a far parte di una società, l'inconscio non ne vuole sapere, e quuindi si barrica in un'immaginaria sezione dove stare al sicuro dagli attacchi esterni. Questo è a grandi linee il subconscio.

     

    Il subconscio è la chiave dell'essere umano, tutto ciò che fa la persona la fa per "apparire" in un certo modo con gli altri, spesso si sente parlare di persone che indossano una maschera, non è corretto, tutti, nessuno escluso, indossano una maschera poichè quella è il tramite che permette loro di relazionarsi nel mondo.

     

    La maschera sociale nasce da un processo logico, una necessità e un preciso ragionamento, l'immagine interiore nasce dalla necessità di preservare uno stato emotivo, ed è lei che ha la meglio, tutto quello che noi facciamo è infatti compulsivo, agiamo per nascondere agli altri la nostra immagine mentale, e allo stesso tempo agiamo per poter diventare come la nostra immagine mentale.

     

    Lo scopo è in pratica quello di essere felici, sereni, appagati, per questo quando qualcuno si avvicina alla nostra immagine mentale tendiamo a innervosirci, e a rifiutarlo. In realtà nessuno a parte noi ha accesso a questa concezione di noi, esistono sempre dei segreti, delle cose che non riveleremmo nemmeno ai genitori, o all'amata.

     

    Quello che però noi sappiamo della nostra stessa concezione non è chiaro nemmeno a noi stessi, può esserlo alle volte, ma è molto più facile che noi stessi si ignori "come si vuole essere" abbiamo solo impressioni, percezioni, perchè di fatto nemmeno noi stessi abbiamo un completo libero accesso al nostro subconscio.

     

    Tuttavia avvertiamo i pericoli, e questo ci mette in stato d'ansia, e accumuliamo lo stress, lo stato d'ansia nasce da un'azione non definita, è una preparazione all'azione, ma senza azione, carica energia e sovraccarica il sistema accumulando stress, lo stress qualora venga sfogato torna ad essere energia, per gli alchemici questo si definiva "fuoco" secondo le culture indorientali tutta la regione dalle spalle al finire della gabbia toracica è la "casa del fuoco" la dimora del cuore, del coraggio, della rabbia.

     

    Quando una persona ci parla normalmente tendiamo ad ascoltarla, molti di noi vogliono avere una posizione dominante sul prossimo per potersi considerare un passo avanti, delimitare il loro territorio, quando una persona ci risulta sgradevole per il suo continuo tentare di sminuire ciò che diciamo è perchè vuole avere in mano la situazione, non lo fa consciamente, è il suo modo di essere e l'unico modo per potersi sentire protetta.

     

    Le persone di questo tipo non accettano gli insegnamenti, non accettano le correzioni, possono apprenderle se vengono da fonti autorevoli, o dai media, ma non da persone comuni in quanto si considerano nella società che vivono, "non comuni" ma "speciali, unici"

     

    In un dialogo, di qualunque natura, v'è in realtà uno scambio di informazioni, alcuni però considerano lo scambio di informazioni una violazione del proprio territorio, chi non accetta le informazioni esterne è una persona incapace di accettarsi: non significa che lui lo sappia, e non è una malattia, ma lo inserisce comunque in una precisa tipologia comportamentale, e quindi una certa previdibilità.

     

    Il modo di operare di queste persone è quello di ricevere informazioni e non appena se ne presenta l'occasione rispedirle al mittente per riaffermare il dominio sul proprio territorio.

    Se qualcuno lo chiede, si, sono piuttosto convinto che Spriggan sia uno di questa tipologia, o per lo meno, entra in uno stato mentale quando è nel forum, di questa tipologia; il chè non significa che si debba odiare o che altro, è solo il suo modo d'essere, se non piace tutto si può cambiare, basta volerlo, se lui non lo desidera però certo non cambierà mai di una virgola, deve essere lui a capire se è adatto a interagire così com'è o se ha bisogno di smussare gli angoli, noi non abbiamo poteri in merito, e comunque non è una cosa che accade dall'oggi al domani, neppure se lui lo volesse, se succedesse vorrebbe dire che sta fingendo, e questo farebbe danni a noi quanto a lui.

     

    E il suo nome è solo un esempio, di fatto il discorso vale per tutti.

     

    Quando una persona ci attacca è di fatto perchè noi abbiamo risvegliato in lei delle sensazioni negative. Tutti noi abbiamo dei "nodi" cioè dei "problemi" che affondano le radici nel nostro passato, tutte le problematiche che viviamo hanno ragione di esistere solo in base ai nostri primi dieci anni di vita, a volte anche meno, anni durante i quali ci facciamo un'idea del mondo e di noi stessi. Ci risultano quindi un fastidio le persone perchè in qualche modo risvegliano dei campanelli d'allarme risalenti a esperienze negative di quei dieci anni. Quando reagiamo, anche se una persona ci ha dato del figlio di... , il nostro cervello "riveste" quella persona delle sensazioni sgradevoli e delle esperienze negative di un certo tipo, quindi il maestro autorevole, il genitore incapace di capirci, il fratello che ci faceva i dispetti, il ragazzino che a scuola se la prendeva coi più deboli... ma anche il cane che ci ha morso, il ragno che ci ha punti, l'auto che ci ha investito, l'acqua in cui abbiamo rischiato di annegare, ecc...

     

    L'associazione dipende dai fattori che l'antagonista risveglia in noi. Allo stesso modo lui è vittima degli stessi processi mentali, se ci mena è perchè è spinto da qualcosa nel farlo, qualcosa che nasce nei suoi primi dieci anni di vita. Nessuno opera al di fuori di questa fascia d'età, una persona diventa un delinquente o un modello sociale in base a ciò che ha vissuto in quella fascia d'età.

     

    Questo perchè l'immagine interiore si crea in questo preciso periodo, e racchiude in sé le esperienze di quel periodo, diventiamo persone violente se subiamo una vita di violenze, perchè la nostra immagine interiore sarà di un individuo che non vuole più subirne, allo stesso modo potremmo diventare dei santi predicatori perchè attratti più che dalla vendetta dai momenti in cui non sentivamo violenze nei nostri confronti.

     

    Nella vita poi si possono fare miliardi di esperienze, ma noi le utilizzeremo solo per "disegnarci" a immagine del nostro Io interiore, è la nostra bussola.

     

    E' utile infatti tenere a mente che nessuna nostra azione nasce per caso, ma sotto precisa spinta del subconscio, quando ci inseriamo in un discorso anche se non interpellati non è per altro motivo se non perchè ci si è sentiti coinvolti dal discorso, sia che noi si dica qualcosa inerente al discorso, sia che si sminuisca o si sbeffeggi gli interlocutori nasce da una spinta compulsiva, qualcuno si è avvicinato al nostro territorio e noi lo allontaniamo.

    Siamo purtroppo animali stupidi di natura, e quando avviene in verità ci esponiamo sempre più di quanto non serva.

    Comunque la comunicazione è uno scambio di informazioni veicolate da emozioni, senza uno dei due elementi l'informazione non può entrare nel sistema globale.

     

    Tradotto: Quando per nostra scelta interagiamo con gli altri, siamo portati a farlo perchè colpiti emotivamente, e di conseguenza la nostra informazione viaggia veicolata da nostre emozioni scaturite dal caso.

     

    Questo è anche il motivo per cui reagiamo se qualcuno ci picchia dopo un'offesa, non conta infatti la parola, quanto l'intenzione, ovvero l'emozione.

     

    Ma come si vede i problemi non nascono "dalla sera in cui veniamo picchiati" non è perchè necessariamente "facciamo qualcosa di sbagliato" siamo solo vittime dei nostri atti compulsivi, nient'altro, in sé non possiamo esercitare quasi alcun controllo poichè i nostri giudizi sono comunque sempre influenzati da ciò che vuole il subconscio.

     

    Questo, al di là che l'ho scritto su richiesta, non è comunque distante dal materiale che può servire a Lomax, si vive meglio se si possideono nozioni sul perchè agiamo e sul perchè agiscono gli altri.

    Il ruolo degli psicologi è quello di cercare la chiave dei problemi nell'infanzia, dare loro una spiegazione per poterli sciogliere come nodi.

    Tendo a precisare che però, questa non è mera psicologia, e Freud è solo un piccolo pezzo del puzzle che ancora oggi non è stato ricostruito nella sua interezza.

     

    Non studio psicologia, ma comportamentismo e miglioramento, sembrano la stessa cosa ma sono discipline profondamente diverse, essendo tutte incentrate intorno all'uomo è normale che si compenetrino e confondino, ma questo non significa che siano uguali, solo solo simili, e l'una pesca dall'altra a piene mani.

     

     

    (Stavolta non correggo gli errori di battitura, ne ho becca voglia :tongue: )

  6. Beh, tutti qui dentro abbiamo tanti problemi quanti lomax, se non di più, (se non di peggio)

     

    Ma la frase che hai quotato non era riferita a te Sprig, abbassa i guantoni scemotto :smile:

    ...

    Certo posso pensare che se entri subito in difensiva significa che temi quella cosa, e se la temi significa che il tuo subconscio si specchia perfettamente in quella cosa, però esiste sempre il filtro logico che tende a suggerirti che sei diverso e che gli altri non possono certo dirti simili frasi dato che tu non sei così, e il più delle volte è quello che crediamo davvero, quindi non si può biasimare nessun tipo di reazione.

     

    Non rispondere, e non prendertela mai, se lo fai ti scopri perchè quello che dici ha sempre un motivo, anche quando lo dici "tanto per"

    Vale per l'online, e vale per la streetlife, ma davvero, non mi stavo riferendo a te.

  7. Comunque ho editato per rendere più scorrevole il discorso, ahem scusate se dovete leggerlo due volte fatelo solo se lo volete, o anche se non lo volete ^ ^'
  8. Ti dirò un pò di cose: e nemmeno io so quanto scriverò, ma se questa mosca che mi ronza intorno rompe ancora, non credo di durare molto.

    Comunque segui il discorso, senza credere che debba valere per te, leggilo in modo dissociato senza vedertene per forza coinvolto:

     

    Ora, mettiamola così, stai cercando un benessere economico. Insomma, soldi. E ce ne sono milioni di persone che fanno questo stesso ragionamento, se ti guardi intorno probabilmente inizieresti a invidiare gli altri che possiedono quel benestare che tu ricerchi.

     

    Quindi cerchi il denaro, ora... il denaro non è una necessità, puoi pensarlo, puoi crederlo, ma ti assicuro che è una falsa credenza. Una persona può vivere benissimo anche senza denaro, può vivere in modo dignitoso ed essere soddisfatta di sé stessa comunque.

     

    La domanda che uno si pone è a quel punto "e come?" ecco... non è una questione di "come" è una questione di ciò che tu senti, se ci fosse un "come" presupporresti che il tutto si debba basare su un meccanismo contemplato anche da altri e che compenetri i desideri e le convinzioni degli altri, ma non è così.

     

    Quello che si tende a dimenticare è che il denaro è un mezzo, è un qualcosa in più per permetterci degli agi di tipo meccanico o artefatto nella vita, ma non è l'unico mezzo, nè nessuno di noi, te incluso necessita di quegli artefatti di cui sopra.

    Insomma, essere "felici" non vuol dire "avere il benessere economico"

    può volerlo dire, ma anche può non volerlo dire, e questo è in base al tuo modo di percepire la vita e il mondo che ti circondano e di cui sei parte.

     

    Avere soldi non porta automaticamente alla felicità, anche l'aiutare qualcuno "vorrei arruolarmi per poter essere d'aiuto alla patria/madre/famiglia/fidanzata" (tutti soggetti femminili, what a weird...) è in realtà una scusante consapevole.

     

    Tu non vuoi arruolarti, sei il primo a dirlo o a sentire che stride dal momento che giudichi l'arruolamento come una "costrizione" dovuta all'inesistenza di altre opzioni, e per poter "digerire" questa costrizione è il tuo Io logico necessita di trovare una risposta al perchè debba farlo, ed ecco che iniziano a fiorire idee del tipo "lo faccio per aiutare gli altri" o "ANCHE per aiutare gli altri"

     

    Questo è per dimostrarti che è una tua convinzione: il voler aiutare gli altri non è una priorità, non è un'indole, è un processo psicologico che nasce dal momento che sei tu quello che deve trarre benessere dalle proprie azioni, anche quando queste vanno contro la tua stessa volontà d'agire.

     

    Ma una bugia resta una bugia, se anche a livello prettamente logico trovi una risposta, una scusante che ti dia un piccolo elenco dei motivi per cui tu debba fare qualcosa, è sempre la tua parte emotiva quella che non viene considerata. Stai rispondendo a stimoli esterni, infatti, che hanno "necessità" programmate, hanno "convinzioni" hanno bisogno di "corpi" per poter dire d'esistere.

    Il tuo io emotivo si accontenterebbe di molto meno, ma non siamo portati ad ascoltarlo più di tanto perchè di fatto viviamo in una società che è basata sulle regole, e sulle convinzioni che instaura di volta in volta anche in noi stessi.

     

    E questo è un deterrente, perchè ti focalizza su un solo obiettivo impedendoti di vedere la complessità e la completezza dell'organismo che ti è intorno.

    Se pensi "devo arruolarmi" il tuo cervello farà sì di darti le giuste spinte per andare in quella direzione (lo sta già facendo se noti) ma se ti si presentasse un'altra occasione, un'altra strada, tu ora sei portato a pensare che la vedresti, quando ti assicuro, per vederla dovrebbe essere un'imbeccata gigantesca.

     

    Se ti focalizzi su una cosa significa che vedi solo quella, e la vita, il mondo in generale è fatto di miliardi di variabili che si intrecciano con la tua linea temporale di giorno in giorno, ad ogni tuo respiro, anche ora mentre mi stai leggendo, non esistono solo le mie parole, c'è qualcosa che non vedi, c'è molto di più intorno a te, ma non puoi vederlo, o percepirlo, perchè i tuoi interessi sono indirizzati ad altro, e perchè il tuo cervello rema contro.

     

    Non devi abbatterti, inizia a fare come me, considera il passato qualcosa che non esiste, dal momento che è trascorso non può nuocerti, pensa solo al presente, se è difficile, pensa al presente e al futuro, ma non pensarci negativamente.

    Ti faccio un esempio pratico: passeggi per strada, incontri un conoscente e vi salutate, lui ti chiede come te la passi e tu "non troppo bene" magari, e anzi, quasi sicuramente, lui ti chiederà come mai, e tu puoi inventare bugie per mascherare situazioni più gravi, oppure puoi essere sincero; tuttavia, ugualmente, se prima eri abbattuto, dal momento che il tuo amico ti saluterà di nuovo e proseguirete per la vostra strada, lo sarai molto più di prima.

     

    E questo avviene perchè riempi la tua testa di pensieri e preoccupazioni, che... ci sono, sono comunque lì, ma da nessuna parte è scritto che devi continuare a rimurginarci. Mi è morto il gatto! AHIA! Che fare? (domandati, muore qualcuno, un animale o una persona, puoi fare qualcosa?) ovviamente no, allora puoi intristirti, ma devi mantenere la fermezza di te, devi capire che non puoi restare per sempre aggrappato a un'idea negativa.

    Muore una persona? Pensa "ora sicuramente sarà in un posto migliore" non credi a una vita oltre la vita? Pensa semplicemente "come mi ha arricchito questa persona?/animale?"

    Non significa dimenticare, non dimentichi nulla, mai, devi solo imparare a fare una selezione e decidere cosa va tenuto perchè ti è utile, e cosa invece non può darti beneficio e va scartato.

     

    Sforzati di vedere il lato positivo delle cose, e un insegnamento in tutto, può sembrare quasi una filosofia da santone zen, ma... solo in questo modo vedrai i miracoli, perchè intorno a te ogni cosa è un miracolo che non dovrebbe esistere, perfino ogni tuo respiro, sforzati di credere che tutto questo esiste per te, e vedrai che il tuo umore cambierà.

    Quindi se quell'amico ti ferma per strada e ti chiede "come va?" rispondigli che stai bene, che ti stai dando da fare, digli qualcosa di piacevole che ti è appena successa, o inventala in modo credibile, rigira a lui la domanda, se ti dice "a me non troppo bene, ho questi problemi" domandagli subito "e cosa posso fare per aiutarti a risolverli? / Cosa possiamo fare per risolverli?"

    Sembrano frasi senza senso, ma in realtà allontanano il pensiero negativo, stimolano il cervello a lavorare sul nodo negativo per trovare una soluzione, in questo modo non pensi più al problema, ma pensi a un elemento neutro, alla risoluzione.

     

    Questo è importante perchè la tua libertà d'azione è limitata dalla tua percezione del mondo, se pensi che una cosa sarà "pesante" quando la solleverai sarà pesante più di quanto non pesi, se penserai "quella strada è ripida" quando la salirai farai più fatica di quanta avresti dovuto farne. Se pensi sempre a contesti negativi, la vita non può sorriderti perchè sei tu il primo a privarti della felicità.

     

    Renditi conto che questi concetti non valgono per "la persona media" valgono per tutti, l'essere felici, soddisfatti, il provare gioia o felicità, o completezza, provare amore, odio, rabbia, essere determinati, essere tristi, disperati, chiusi in sé stessi, aprirsi agli altri ecc ecc... sono tutti stati che nascono da te e che non necessitano di nulla che sia al di fuori di te.

    Non succeede oggi perchè leggi queste righe, non succede domani, succede se vuoi che succeda, e succede se alleni la mente a far sì che succeda.

     

    Più ragionerai in questo modo e più capirai il valore di quello che ho scritto, i soldi non sono necessari.

     

    Ti dirò un'altra cosa, sul post precedente ti ho detto che sei molto debole. Questo è quello che trasmetti agli altri, ed è naturale che questa condizione e la sua presentazione in una società attiri sempre anche caratteri meno portati al socializzare, che ti percepiscono come un rifiuto, e ti deridano, o alle volte come una minaccia poichè temono che la tua debolezza sia contagiosa.

    Io ti dirò, non sei contagioso, ma le reazioni degli altri, prima che dagli altri dipendono da te, sei debole, ma se qualcuno ti fa notare i tuoi punti di debolezza con tono sarcastico o volutamente provocatorio ti scaldi subito, e questo non può significare che una cosa e una soltanto: che non sei nuovo a questo genere di maltrattamenti psicologici.

    Sicuramente, anzi, certamente anche chi ti attacca avrà i suoi casini, e magari se la fa sotto più di te, o in certi casi è più deprecabile, quando una persona se la prende significa che tu hai ricordato a quella persona un qualche tipo di esperienza che ripudia, e che non ha mai superato, dal momento che tutt'ora non la affronta, ma la rifugge scaricandola su di te.

     

    A tua volta tu reagisci con violenza, perchè quando lo stress viene sfogato esternamente avviene sempre tramite una reazione animale e istintiva; così come è stressato chi ti attacca (anche se difficilmente le persone che attaccano accetterebbero l'idea di essere stressate e di avere per questo problemi o causarne, in quanto intaccherebbe la loro maschera sociale di padronanza assoluta di sé) sei stressato anche tu (sapendo di esserlo e accettando di esserlo se ti viene fatto notare senza attacchi diretti) e quindi nasce solo una reazione violenta da entrambi i lati.

     

    Un altro fattore per cui nasce una reazione violenta è che entrambi state mentendo, se qualcuno ti offende o se tu reagisci la ragione non è mai nell'attacco dell'altro, se qualcuno ti offende il problema non è tuo ma di chi offende e attacca, se tu a tua volta reagisci male, il problema è tuo, e non di chi ti ha attaccato.

    Questo fa sì che si innesca un processo continuo di autodifesa volto a scagionarsi, puramente basato sulla logica e che accumula stress emotivo alimentandosi di volta in volta, se uno dei due non cede la guerra andrebbe avanti all'infinito, e non perchè avete entrambi le vostre ragioni, ma perchè state inconsciamente accumulando stress, e dovete sfogarlo se non volete soccombere.

     

    Però, ecco, è mia convinzione anche un'altra cosa, a te piace scrivere, ok, hai dei sogni legati alla scrittura o alla stesura di un libro, ok, e ti piace metterti in gioco, sebbene spesso questo scopra lati caratteriali tuoi "intimi" e di conseguenza le tue vere debolezze.

    Ma mi sto facendo l'idea che... in realtà tu continua a farlo perchè in questo modo comunque resti al centro dell'attenzione, forse non di tutti, ma bastano poche persone, quelle poche a dimostrarti che sei vivo.

     

    In realtà spesso le tue discussioni non hanno una reale profondità, ma io rispondo perchè noto in quelle dei tuoi spunti caratteriali e delle lacune psicologiche, probabilmente legate alla sfera emotiva ma... temo che tu inconsciamente le scriva solo perchè ti senti gratificato in qualche modo se la gente ti considera degnandoti di una risposta, perfino se fosse spriggan, perchè al di là della tracotanza del suo avatar, in qualche modo rappresenta una sfida, e l'occasione per combattere una battaglia e magari perfino vincerla.

     

    Nel dettaglio non c'è niente di male in questo, ma onestamente, se io fossi la tua ragazza inizierei a pormi seri dubbi su chi frequento, perchè sono atteggiamenti mentali di cui in qualche modo denoti d'essere piuttosto succube, per usare un termine poco decoroso e molto improprio direi che tu "hai la confusione mentale"

     

    Questo prima di qualunque altro problema di tipo sociale che puoi avere, prima di quelli infatti viene la tua persona, e il mio consiglio in questo senso, sebbene possa suonare in qualche modo penalizzante nei confronti della tua persona (ma non significa che lo sia) è quello di trovare un buon psicologo a cui esporre i tuoi problemi, perchè davvero... non sono gli altri ad aver bisogno di te, ma sei tu ad aver bisogno di loro.

     

    Realizza questo, e capirai che l'arruolarsi per far del bene alla patria porterebbe inevitabilmente alla tua autodistruzione, ti faccio notare che dall'arruolamento già stai cercando la nuova scusante della polizia.

     

    Ora come ora crederei molto di più al Flame crocerossina.

  9. Più che altro c'è stato un sonoro Hype intorno al progetto, tanto che queste cose uno non può aspettarsele. Alla fine il suo unico vero difetto è una certa ripetitività, e alle volte, ma poche qualche costrizione di gameplay, vedi il pianoforte alla fine "nessuna musichina rilassante può lenire il mio dolore" SKRIIEEEEEEK "Oh ma guarda si è aperta una strada nuova, però sono ancora un pò triste, ed emo dentro"

     

    Una cosa che non ho citato è anche una certa differenza della narrazione rispetto le faste glorie del passato, se mi prendi golden axe, la storia te la capisci con una certa continuità, e lo stesso un double dragon, sono solo due esempi ma la lista di titoli è lunga, insomma... la continuità è importante, invece in Alice MR in effetti a volte i personaggi sembrano iniziare discorsi come se ne continuassero altri che non ci sono stati, c'è una certa sospensione della credibilità... non mi piace ed è un fattore che noto spesso nei titoli di ultima generazione, è come se la narrativa alla base del gioco non riesca a comunicare sempre quello che vorrebbe senza dover cadere in buchi sceneggiativi o "balzi temporali" inaspettati. Si spezza il ritmo e si perde l'immedesimazione.

     

    L'ultima nota dolente, e che odio pensarla, è che oggi comperi un gioco e trovi sempre almeno un'occasione di bug. Ricordo quelli di ghostbusters ad esempio, che cito nel mio commento al gioco... beh... trovo ridicolo che uno debba spendere sessanta mila lire o più, e comperarsi un titolo che il più delle volte è "breve" e "mal programmato" come se si fosse persa la voglia di betatestarli come si deve.

     

    Alice dal canto suo è se non altro abbastanza lungo, offre ore intere di esplorazione forzata in una sola direzione, ma se non altro è meglio di precedenti delusioni, certo... ancora non posso gridare al miracolo.

  10. Prima di sparare... valuteresti la situazione?

    ...

    lo sai, non c'è certezza che un giorno tu debba sparare contro un tuo simile ma, se non sparerai sarai morto. E avresti messo fine ai tui problemi (prima dei quali potrebbe anche esserci una lunga sofferenza fisica, perchè non è detto che ti ammazzino con un colpo) se invece sparerai, allora per come lo credo, è a quel punto che mostreresti chi sei realmente.

    Perchè ammazzeresti qualcuno, e guarda... è facile, ma anche, non è giusto. ci sono davvero poche cose peggiori, forse ammazzare sé stessi.

     

    E' triste la cosa, e, senza offesa, anche se offenderti forse potrebbe anche risultare terapeutico, TU sei triste.

    non hai alternative? Prima di pensare una simile frase hai provato a riflettere se non sia invece solo una tua idea in merito?

    Alternative ce ne sono sempre, a parte che fatico a capire l'impostazione del topic, comunque... c'è chi se non ha alternative prende e va da un'altra parte, e c'è chi si rimbocca le maniche e trova delle idee.

     

    Devi capire una cosa, io posso uscire di casa con un coltello e freddare il primo passante, e ne pagherò le conseguenze, forse, ma impara che quella è stata una mia scelta.

    Semmai tu ti trovassi in un hotspot invece, non sarebbe una tua scelta, tu puoi scegliere di arruolarti, vero, ma l'arruolarsi ti priva (come dice Testament) di un'infinità di cose, e io queste cose le chiamo "libertà"

     

    Se tu sparerai un giorno non sarà per tua scelta, sarà perchè qualcuno ti ha voluto mettere in un certo posto in un certo momento.

    Arruolarsi per avere un reddito è... stupido, e ti dirò, non sei adatto ad arruolarti, perchè per quel poco che ho potuto leggere tu non hai certo l'indole di un soldato.

    Nemmeno quella di un carabiniere.

     

    Ti dirò delle cose che possono farti male, ma... tu sei debole, psicologicamente sei fragilissimo, ti sei costruito una serie di inattaccabili convinzioni intorno all'interno delle quali hai l'illusione di stare bene, ma appena le intacchi un attimino inizi a sentire il peso dell'atmosfera esterna.

    Non sei felice, e non sei libero neppure ora perchè sei vittima del tuo stato, e delle tue convinzioni.

    Non sei maturo, non conosci realmente molto di ciò che ti circonda.

     

    Con ciò non dico che tu sia costretto a restare in questo stato per sempre, ma... puoi cambiarlo,e puoi cambiare.

    Ora per quanto èpoco sei "libero"

    e libero di scegliere, libero di disegnare la tua vita, libero di essere felice.

     

    Il successo, o la felicità non sono cose che comperi, sono cose che ottieni, lavorandoci duramente, oppure lavorandoci solamente, è una tua scelta anche il modo in cui farlo, non dipendono dai soldi, stasera hai mangiato, e questo significa che lo stomaco pieno ce l'hai.

    Per quanto poco non sei un morto di fame, hai ancora risorse a cui attingere, molte. Certo non è un buon momento per il lavoro, ma se ti dici "non ho scelta" e continuerai a ripetertelo, allora per forza di cose non avrai mai quella scelta, non otterrai nulla perchè sei tu a rifiutarne l'idea.

     

    Lavoro in verità se ne trova, anche all'estero, potresti andare in germania a fare gelati, per dire, forse non è quello che sognavi, e forse costerebbe sacrifici, ma da nessuna parte sta scritto che dovrai farlo per tutta la vita.

     

    Io da piccolo volevo fare il disegnatore di fumetti, e l'idea mi ha accompagnato fino alle superiori, e oggi non lo sono, ma sai una cosa? Non sono pentito di quella scelta perchè ho capito che il mondo del fumetto non è un mondo a cui io sarei adatto.

     

    Non parlare mai per assolutismi e non rifiutare nulla di quello che ti circonda, io credo che ogni giorno sia un miracolo a sé stante. Poi io mi incontro al lavoro con gente che non ha le mie stesse idee, nascono conflitti, arrabbiature, può succedere, ma il lavoro è un lavoro, la vita è un'altra cosa, e nessuna vita vale un lavoro, qualunque sia quel lavoro.

     

    Non devi capire "cosa è meglio per te" devi solo sforzarti di essere positivo, devi muoverti sempre, se ti fermi a riflettere non ottieni nulla, anzi, ti incastri e dopo uscirne è ancora più arduo.

     

    Ciò che devi capire è che la caserma non è un lavoro, è una vita, arruolarsi costa tantissimo e non riotterrai mai ciò che hai perduto. Oggi tu sei ancora libero di fare le tue scelte, nel piccolo, forse può sembrarti di no, ma se ci pensi ti renderai conto che nessuno ti dice cosa fare, dove andare, come farlo... se sceglierai l'arruolamento ti assicuro che rimpiangerai tutto questo, perchè non sei per nulla adatto a quella vita.

     

    E ciò che è peggio, non farai del male solo a te stesso, ma anche a chi ti è vicino.

    Pensi di poter pagare un simile prezzo?

  11. http://cdn.cinetivu.com/wp-content/uploads/2010/03/alice-nel-paese-delle-meraviglie.jpg

    Alice Madness Returns (Madness? This is ALICCCCCCEEEEEE!!!!!!! )

     

     

    Allora, avevo parecchie aspettative riguardo questo titolo, sebbene oggi sia così difficile trovare un buon gioco... e Alice...

    Fuck! Non è un buon gioco.

     

    Dicevo di avere molte aspettative, personalmente mi piace il tono dark della Alice di Mc Gee, certo, va sottolineato che nè Alice nè il suo stregatto incontrano i miei gusti, ma vabbè...

    sapete, mi aspettavo, come si evince da chi ha grandi aspettative, un buon gioco, soprattutto un titolo curato, in fondo... ecco è questo che non capisco, e non mi si dica "erano altri tempi, adesso i giochi sono più complicati"

    Se io prendevo un gioco per gameboy, non ricordo di aver mai contratto nessuna allergia da bug, e lo stesso per i giochi saturn, o dreamcast. Il mio primo bug è stato su un call of duty, ed è questa la cosa...

    Io immagino che di bug il mondo sia pieno, e da sempre, però perchè mai siano così diffusi nel mondo moderno, e sul perchè anche su titoli di ultima generazione e di spiccato livello... resta ancora un mistero.

     

    Questo è più o meno quello che ho pensato quando Alice mi si è incastrata dietro una parete... e grazie al cazz che uno dice "capita con la 3d" era l'unico livello bidimensionale dell'intero gioco.

     

    Ma altre sono state le mie infrante aspettative, infrante come si è infranta l'anima di Alice, e il suo specchio metaforizzato che, ehi... ci sta tutta, però non anche le mie aspettative.

     

    Al di là delle sempre più estenuanti attese per la ps3 di caricarsi i nuovi sistemi operativi, stile... tipo... anche 'sto giro una ventina di minuti circa, da subito non ho potuto che storcere il naso.

    Il design è ottimo, curato, tutto quel che si vuole... ma le ombre sui volti dei personaggi scattano come un livello di frog sull'atari.

    Che diavolo è successo da allora?

     

    Oh, ok, ingame uno non ci fa caso, anche se spesso si notano ripetizioni di elementi del fondale e con ancor maggiore frequenza texture ben poco definite non appena ti ci avvicini ma... non è questo, è più un insieme di cose.

    Se mi vedo una scena animata (e quelle di Alice MR sono veramente pregevoli) non puoi per una frazione di secondo mostrarmi il livello a seguire, l'ho visto ormai, ehi! Ridammi il gioco!

    Invece no, parte il filmato, e poi..."caricamento in corso" ma come caricamento che me lo avevi già mostrato boia di un boia dé!

     

    La trama è senza dubbio intressante, Alice è una schizzata psicotica, un pò come quella di ESP fenomeni paranormali, che para normale... ma in verità non lo è, tant'è che si rintana nel boschetto della propria fantasia per trovare i frammenti del caos che poi sono anche quelli del tanto decantato specchio di Alice, nell'estenuante ricerca di capire come è morta la sua famiglia e... la matematica e logica dietro i dialoghi coi suoi amici di immaginaria data.

     

    La storia si ambienta nella cittadina simile a londra londinese, probabilmente vittoriana o giù di lì, insomma la classica londra che tutti immaginano, piena di colori smorti, montagne di pesce abbandonato al molo, pescatori che vogliono trombarti, dame di compagnia maggiorate, e per lo più personaggi poligonali che si ripetono tant'è che Londra sembra un pò la città dei replicanti, e ti aspetti di vederti un Big Daddy uscire da qualche vicolo prima o poi, non fosse che Rapture è più colorata.

    Ma laddove Rapture è colorata, pecca di colorito, e la città di Alice, sia vera che sia immaginaria è colorita, e costellata di infami prodezze, parolacce e violenze verbali più o meno gravi, ma mai penali.

     

    Si, è un manicomio, ma credo volessero farla così.

     

    In game Alice può contare su un marciapiede... mentre nel mondo delle meraviglie può contare anche su un macinapepe, un cavalluccio a dondolo per aprire i crani, un coltellaccio zozzo e uhmm... una teiera che spara cannonate a pressione. Le armi sono potenziabili all'anima del minimo customizzabile, e li comperi raccogliendo denti in giro per il paese delle meraviglie, segno questo che l'innocenza è morta dacchè neppure nel paese delle meraviglie di Alice pare esistere la fatina dei dentini.

    L'idea che mi sono fatto nelle prime ore di gioco è che funziona bene, quella nei successivi giorni fu quella che "funziona bene si però..." e alla fine l'idea si è digi-evoluta a livello "funziona bene si però... dai non esser triste dai non far così"

    Il fatto è che... è ripetitivo, e poco male, anche mario lo è, ma... è davvero ripetitivo. Il gioco non ha grandi pretese ne intrattiene realmete con qualcosa che sia oltre il mero hack'n slash senza pretese, ah aspè dato che tale è...

    Si ok, ma davvero, esiste qualche minigame, tipo sparare pepe a nasi di maiali che volano, mai ali ai maiali, in fondo, ma ai nasi di questi ultimi ne diamo a iosa, in alcuni frangenti mi sembravano più essere i marroni dei maiali, tant'è che l'hd fa il suo lavoro... ma davvero, non è stato nulla di ché.

    Ci sono due o tre livelli vissuti bidimensionalmente a mò di acquerelli in una pergamena, i soliti scivoli di polar expressiana memoria, qualche sfida prettamente inutile, in generale, noiosetto, il tutto risultava noiosetto.

     

    Poi al di là di ciò, meravigliosa l'ambientazione, senza paragoni l'ideologia estetica dietro ogni livello, il game design per come struttura i percorsi è incredibilmente curato, così come curate sono le rappresentazioni concettuali di ogni personaggio, ogni strada, ogni edificio, realmente... non fosse che Alice a me piace bionda e nella sua lucente armatura, direi che il mondo di Mc Gee farebbe mangiare la polvere a quello di Tim Burton.

     

    Purtroppo ciò non basta, per quanto pregevoli gli intermezzi narrati, abbiamo ancora un doppiaggio che fa ridere i polli... e senza poi contare quella musichetta col piano "nessuna musichetta allegra può lenire il mio dolore" SKRIEEEEEEEK Ehi si è aperta una nuova strada... però stranamente... mi sento ancora un pò triste.

     

    Un'ultima nota... lo stregatto del film è sicuramente più carino, in verità lo stregatto di Mc Beal non mi colpisce particolarmente, troppo magro, sarà anche furbo e ne sa sempre una in più del diavolo... però... beh, non significa che riesce a mangiare anche.

     

    Oh in generale era un buon giochino... ma davvero, anche nulla di ché.

  12. Beh, la risoluzione di ogni problema (di qualunque natura) che possa avere l'uomo parte dall'auto-accettazione.

    Sebbene sia una condizione psicologica il volersi bene, innesca anche dei meccanismi di auto-guarigione che hanno dell'incredibile a volte. E questo non è spiritualismo, ci sono moltissime scuole di pensiero anche e soprattutto occidentali su ciò.

     

    Sul fatto che si possa programmare la mente umana: si, si può programmare e ri-programmare la mente umana, esistono centinaia di metodi, tutti funzionanti che usurfruiscono dei metaprogrammi della nostra mente, e a volte anche attraverso processi ancora non del tutto comprovati dalla scienza moderna, ma non di meno efficaci.

     

    Va tenuto conto di una cosa: molte di queste tecniche in antichità sono state bandite come stregoneria e quindi sono state raccolte arbitrariamente con leggende senza basi attendibili, col risultato che tutt'oggi la scienza non le prende molto sul serio.

    Finchè si parla di psicologia, è una cosa, quando si inizia a sfociare sull'ipnosi per presa diretta e stati di trance indotta già si tende ad allontanarsi dalla medicina e la scienza e si devono iniziare a prendere in considerazione molti elementi spesso anche più folkloristici e di base mitologica. (Il mito delle Gorgone, o del basilisco, la simbologia druidica o il mito di Narciso, ecc ecc... )

     

    Ma funziona? Si, funziona, certo si può guarire dalla dipendenza del fumo, ad esempio, in pochi minuti se lo si vuole, ma si parte sempre dal concetto che "è necessario volerlo, cioè rendersi consapevoli a tutti i livelli di coscienza che si ha un problema" e la stragrande maggioranza delle persone non può ammetterlo perchè il suo cervello (il "nostro" cervello) è a volte programmato per rifiutare l'auto accettazione, in quanto è programmato a rifiutare i cambiamenti e a mantenere lo stato.

     

    Le basi della programmazione comportamentale sono state lanciate non da un santone o un guaritore o chissà chi altri, ma da un ingegnere matematico, che ha fatto un ragionamento semplicissimo sul fatto che se il nostro cervello è in grado di imparare velocemente ad avere paure e dipendenze, altrettanto velocemente può smettere di averle. Per riuscire nei suoi intenti non ha studiato chissà quali pratiche meditative o arcaiche, ha solo creato dei modelli matematici che se funzionali su un cervello, sono funzionanti per ogni cervello.

    E funzionano, poi ovviamente bisogna trattare ogni soggetto con i metamodelli più adatti a lui, ma è per dire... che non serve essere dottoroni per cambiare le cose.

     

    Pensate, se si può guarire da un mal di schiena cronico in pochi secondi, o se si può smettere di fumare in una manciata di minuti, è naturale che le multinazionali o i professionisti abbiano tutto l'interesse a far sì che la gente si affidi a cerotti di nicotina, medicinali (nel caso di svariate patologie) o a lunghe e costose terapie che possono protrarsi anche per anni.

     

    C'è un minimo di cospirazione?

    Si... e, no. In verità non penso vi sia una vera cospirazione, ognuno se vuole può seguire i metodi curativi che preferisce, mi piace immaginare più che altro che le cose siano così perchè si sono evolute in questo modo. E c'è ovviamente chi sta meglio e chi sta peggio, lo trovo naturale.

     

    Partendo dal presupposto che ogni nostro disagio ha origine prima nella nostra mente (anche il dolore da ferite, dato che senza un impulso nervoso che parte dal cervello non avvertiremmo dolore) è abbastanza facile immaginare che la cura può partire anche da lì. Noi per come siamo "costituiti" abbiamo in noi il potenziale per guarire da qualunque malanno, ci sono persone che sono tornate a camminare con la colonna vertebrale spezzata in più punti, il problema è che ci vengono presentati come "miracolati" ma il miracolo, ascoltando le loro storie non è di origine divina, è qualcosa che è scaturito dalla loro forza di volontà e dalla loro focalizzazione su un solo obiettivo.

     

    Io non sottovaluto queste cose, nessuno si lancia sul mercato con una bufala e riesce a prendere per i fondelli l'intera umanità per svariati mesi senza essere scoperto, e poi... a quale pro?

    Se volessimo investire, investiremmo mai su un prodotto che non funziona ma che potremmo vendere se facciamo credere alla gente che invece funzioni e sia anzi naturale e indispensabile?

    Sicuramente ci indirizzeremmo verso altro, fosse pure un'immobiliare.

     

    Per ciò che mi riguarda, Paolo Attivissimo è credibile nè più nè meno che quanto il Power Balance, questo perchè Paolo è fin troppo radicato nella cultura esclusivamente occidentale e nella scienza come detentrice assoluta della realtà delle cose, un pò come un abitante di fine '800 dimenticando che però l'uomo ha una sua storia con molti più sentieri intrapresi di quelli che la scienza ama battere, e spesso questi sentieri riservano ben più di una sorpresa.

  13. Considerando che la sua prima apparizione è stata durante le olimpiadi dello scorso anno, sui polsi delle cinesi, mi dà da pensare.

     

    Ora, è un bracciale che vorrebbe basarsi sull'equilibrio delle energie, ciò significa medicina tradizionale cinese, o comunque cultura energetica indo-orientale, in pratica... nulla che la nostra scienza occidentale consideri valida o funzionante.

     

    Quello che mi chiedo è, come può una ditta, che dubito sia questa gran "multinazionale" a gabbare l'intero mondo sportivo e non solo?

     

    Il braccialetto alla fine sta sul polso? Io ho iniziato a interessarmi di queste cose dopo aver visto una pubblicità su di un bracciale che curerebbe la nausea sia in stato di gravidanza sia di lunghi viaggi, il bracciale in questione è un polsino con un bottone che preme... nulla, giusto il polso.

     

    Ma, sebbene per noi non vi sia "nulla" lì se non l'articolazione mano-braccio e quel che ne consegue, per la medicina orientale vi è invece un punto piuttosto importante per il riequilibrio dei nostri meridiani energetici. Personalmente non soffro di nausea, ma il riequilibrio delle energie porta innumerevoli benefici, di cui il curare la nausea è solo uno su mille.

    Nondimeno però... sebbene i meridiani siano i medesimi da persona a persona, le energie non sono congestionate sempre allo stesso modo, e la pressione di questo punto può essere efficace per alcuni, meno per altri, e per altri ancora del tutto ininfluente.

     

    Ma se volessimo i punti di pressione sul nostro corpo identificati dalla medicina cinese sono migliaia, di cui la maggioranza in profondità tanto da necessitare dell'intrusione di aghi per stimolarli, per questo solo uno specialista potrebbe capire quali sono i tuoi "canali" su cui operare.

     

    Per quel che riguarda me ad esempio, il punto sul polso mi causa un profondo senso di relax e benessere, tanto da respirare con un ritmo differente e cambiare l'umore, il tutto in pochi secondi di pressione. Incavolato per un qualche motivo? E' l'ideale per prendere le cose con leggerezza e lasciar andare. (ma è un esempio per dire che la pressione, funziona)

     

    Non posso non notare che se messo come Celestia comanda, questo Power Balance andrebbe a premere o stimolare proprio il polso. Non dico che non vi siano stati molti punti oscuri, ad esempio l'ologramma serve a niente, in sé, ma è chirao che se ti dicono "quando va via è ora di cambiarlo" suona molto simile a certi spazzolini o set di lamette da barba con lamine colorate che una volta consumate segnalano che devi cambiare il prodotto... sebbene funzioni sempre piuttosto bene.

     

    Secondo me il PB funzionava, ma non per tutti, ho idea che la pensata fosse funzionale, ma che il modo in cui sia stata venduta abbia del lucro. In fondo chi andrebbe mai a spendere quei soldi se sapesse che basterebbe premere da sé stessi il polso per ottenere gli stessi effetti?

     

    Poi v'è da considerare l'effetto placebo, che non c'è da meravigliarsi, poichè il placebo è il banco di prova di qualunque tipo di medicinale in commercio, e tenete presente, che nessun medicinale mai creato dall'uomo ha mai superato l'effetto del placebo stesso, quindi è ovvio che colpisca sempre molto quando si nota che c'è un riscontro sul placebo, è la dimostrazione che le medicine in sé non servirebbero a un cazzo se capissimo come indurre uno stato di placebo ogniqualvolta lo desiderassimo.

    E magari lo si sa già come... ma immaginate le multinazionali farmaceutiche come la prenderebbero.

     

    Però ciò che più mi sembra strano è che il bracciale millantava qualità benefiche che in sé sono piuttosto vuote e inutili, miglior flessibilità? Equilibrio? E a che mi servono, fin tanto che riesco a camminare e stare in piedi...?

     

    Perchè non dire semplicemente i benefici che la pressione sul pc6 può portare su una vasta fetta di acquirenti, e che sono senz'altro più utili e ricercate?

     

    A mio avviso è stata più la campagna pubblicitaria ad essere erronea, non il prodotto in sé in quanto, di oggetti simili, basta entrare in una qualunque farmacia per trovarne, e spesso... anche a costi ben più elevati dei 40 euro del PB

    Questa faccenda non mi è ancora del tutto chiara.

  14. Certo

     

    La fuffa per ragazzi tonti compare per la prima volta sui polsi delle tuffatrici cinesi delle scorse olimpiadi, poi si è espansa ai polsi di svariati vip, infine è arrivata anche da noi.

     

    funziona? Si? No?

    credo... uhm la risposta sia "forse" e non per placebo.

     

    Tuttavia, dipende quanto si è disposti a spendere, per esempio a me non interessa XD ma ero curioso di sapere cosa ne pensavano gli altri.

     

    Il mio dubbio principale è sul "come dovrebbe funzionare?" dato che qualunque spiegazione che ti viene data è pretenziosa e del tutto campata in aria... un bracciale che emette frequenze? Che diavolo vuol dire?

     

    Ero curioso di questo aspetto, per questo cercavo "testimonianze"

  15. Ora, sono sempre io quello che se la sente di aprire topic dicendo "ehi avete sentito l'ultimo album di Jovanotti?" il più delle volte non c'è nemmeno un grande feedback, ma non importa, va bene così.

     

    Il mio consiglio stavolta è "Ora" l'ultimo doppio album di Lorenzo; ci ho messo un pò a prendere la decisione di ascoltarlo, l'ho scaricato stamane per provare, ma come minimo appena aprono i negozi mi fiondo a prenderlo.

     

    Io non ascolto cose in particolare, generi o che altro, ascolto tutto, anche Vivaldi se mi capita, in genere però ascolto buona musica (Flamino Maphia esclusi) e credo che se la gente pensa di essere cultrice del bello non può non provare Lorenzo.

     

    Ora è un disco strano, è malinconico, e allo stesso tempo energico e vitale, c'è un battito in ogni canzone, c'è il cuore, e questa forse è la più importante qualità di Jovanotti, da sempre... certo i tempi di sei come la mia moto sono cambiati, ma il ragazzetto trendy ha intrapreso un percorso creativo, di formazione da cui è emerso di volta in volta con album sempre più affascinanti.

     

    Non è che uno debba pensare per forza ai fenomeni musicali che possono nascerne, è normale che un pezzo o due possano essere scelti per diventare tormentoni, è la legge del mercato, ma in sé gli album di Jovanotti hanno un'anima che a mio avviso non andrebbe spezzata, si tratta all'ascolto di qualcosa che va vissuto dall'inizio alla fine, con attenzione ai testi, al ritmo e al battito di cui sopra.

     

    Dopo Safari pensavo sarebbe stato difficile raggiungere nuovamente un livello simile, ma Ora è perfino migliore, e Jovanotti si riconferma come un artista a tutto tondo, sembra voler abbracciare i generi, imparare da loro, la sua carica è sempre attiva il suo percorso colpisce sempre e attraversa i luoghi nascosti e le culture più affascinanti del mondo, così come quelle dell'anima.

     

    Va ascoltato... è la nostra italia, ed è buona musica.

  16. http://www.traileraddict.com/content/columbia-pictures/zombieland-3.jpg

     

    Zombieland

     

    Oki, visto anche questo.

    Ammetto che era da un pò che desideravo vederlo, ma mi ha sempre frenato questa cosa degli zombie, io odio gli zombie, sono... brutti, semplicemente, non hanno la dignità di un frankenstein o l'eleganza di un conte dracula... non di meno, sono lontani anni luce perfino dalle classiche mummie, o dagli alieni che tentano invano di conquistare il pianeta.

     

    Gli zombie puzzano sono ridicoli, goffi, sottoevoluti, e potrei andare avanti ancora per molto, ma non ne ho voglia.

     

    Dicevo invece che il film mi aveva sempre attirato in qualche modo, forse per il tono scanzonato, forse perchè mi trasmetteva qualcosa e... ed era vero, aveva qualcosa da trasmettere, così quando l'ho finalmente visto, ho capito che in sé forse non era un capolavoro, ma era abbastanza ben realizzato, divertente, godibile, e ironico quanto bastava.

     

    Zombieland segue le vicende del più improbabile sopravvissuto all'invasione Zombie, un teenager americano ancora vergine, pieno di fobie, e come spesso lui ama ricordare, col colon irritabile. In sè è interessante come ormai non serva trovare chissà che storia "il paziente zero è stato infettato" e tanto basta a ridurre il mondo alla schiavitù dei propri istinti cannibali. Gli scenari apocalittici ci stanno, le strade devastate e i quartieri abbandonati sono realizzati ad arte, è tutto davvero molto convincente, e l'ironia di questo giovane fesso, che trova la propria nemesi in un blocchetto degli appunti ricco di regole appuntate per sopravvivere, è piuttosto in linea con le sue manie compulsive d'igiene... pensa te, un maniaco dell'igiene che deve sopravvivere a un'orda zombie... credo che questa proprio mi mancasse.

    Il nostro eroe sarà accompagnato da altri personaggi, inizialmente tutti stereotipati e macchiettistici, ma tutti al contrario dotati di un buon background di sfondo e una buona presenza e credibilità su schermo.

     

    Il film tocca il culmine dell'ironia quando alla ricerca di un luogo sicuro dove dormire, il gruppo sceglie la villa di Bill Murray incontrando proprio l'attore e recitando con lui alcune scene del film Ghostbusters. Non è solo l'ironia dell'idea di base, quanto anche la stessa ironia di Murray che colpisce, e anche se in qualche modo suona ridicolo, non significa che sia forzato o fuori luogo.

     

    Insomma, il film funziona, poteva forse essere meglio, ma funziona benissimo.

    L'esploit finale si svolgerà infine in un parco di divertimenti, così ché l'appellativo "Zombieland" con cui il nostro protagonista definisce il mondo, si raccoglie in un solo unico parco a tema invaso da creature putrescenti.

     

    Il tutto, vuoi per i colori, vuoi per l'azione e il continuo ironizzare sulle proprie condizioni, sembra uscire da un cartone animato, o un videogame, ma nonostante tutto il film si concede più di uno spunto di riflessione e più di un momento di serietà su cui imprimere il destino dei nostri eroi.

     

    E' un film che nonostante sia zeppo di Zombie, non si può dire un horror movie, e nemmeno un action movie... è solo... una commedia a base di zombie e battute, qualche sparatoria e cose così, gli effetti visivi sono generosi e funzionano perfettamente senza schifare eccessivamente chi sta seduto a guardarlo, ed è un film che consiglio vivamente, agli amanti del genere ma anche agli spettatori occasionali.

     

    Secondo mio parere un'ottima pellicola, che non dovrebbe mancare nella collezione di un apassionato, il film in sé è già un piccolo cult, ma a buon vedere... lo merita, cammeo o meno di Bill Murray.

    Come detto, non un capolavoro, uno scacciapensieri semmai, ma godibile e interessante.

  17. Grafica 3d scadente?

     

    ...

     

    Ma cosa pensate che sia la 3d, un ologramma come quelli di r2d2?

    Il 3ds ha un'ottima 3d, hai l'unica accortezza che per vederlo come si deve devi essere di fronte allo schermo, e non di lato.

    Che, attenzione, non è un "problema" perchè nessuno gioca solitamente con gli schermi inclinati di quindici gradi.

     

    Al cinema non è affatto diverso, qualunque sistema 3d usiate l'unico modo per goderne appieno è quello di metterti di fronte, quindi a metà dell'altezza dello schermo e file centrali della sala.

    Di fatto non hai sfocature esagerate se ti poni agli estremi della sala anche perchè uno schermo da proiezione è molto più grande di uno schermo del 3ds

     

    Senza contare che sono due tecnologie differenti. Io avevo detto subito che agli inizi della macchina è ovvio che chi ci mette le mani non sappia sfruttaral appieno, e che la 3d è solo un accessorio di estetica. Street Fighter è un ottimo gioco, ma è realizzato in modo che non si può definire impeccabile. La 3d in quel caso è pensata quasi come se si dovessero mettere dei pannelli bidimensionali su più livelli, i personaggi si salvano, ma i fondali sono sagome di cartone, non animate.

     

    Pessima 3d, anche se più che la 3d mi interessava il gioco, tuttavia... già con l'uscita di DOA Dimension le cose si sono mostrate sotto una nuova luce, la 3d è decisamente convincente e infonde ai combattimenti una profondità notevole. Non di rado effetti di luce e hud tendono ad uscire letteralmente dallo schermo.

     

    Non capisco davvero perchè si definisca scadente la 3d, non lo è affatto, anzi... anche paragonandola a quella di un proiettore ultima generazione la si può dire come la "migliore in commercio"

     

    primo: perchè non necessiti di occhialini

    secondo: perchè la luminosità della retroilluminazione non ha niente a che vedere con l'oscuramento tipico di un filmato 3d dovuto all'alternanza dei filtri lenticolari degli occhiali.

     

    E ancora è la peggiore? Nemmeno a disneyland ce l'hanno una 3d così.

     

    Il 3ds è una macchina con potenzialità elevatissime, basta giocarsi DOA per rendersene conto, è identico a una versione Ps2 o Xbox a cui deficitano giusto due o tre effetti atmosferici. E' probabilmente tra i migliori capitoli della serie, e sta su un cavolo di portatile!

     

    I difetti la macchina li ha, ha un design non proprio praticissimo, e lo dico per chi era abituato a leggere "premi start" e a premerlo senza guardare, ora lì al posto dello start c'è il tasto per lo spegnimento, funziona in due tempi, vero, ma se in-game lo si preme si esce automaticamente al menù principale della console, cosa che premendo il tasto home non avviene (si torna al menù, navigabile, ma l'applicazione non viene interrotta)

     

    Questo è il peggior difetto, e il secondo (pensa te, ne ha due perfino, una montagna) è quello di avere una durata batterie molto bassa rispetto ai precedenti sistemi, o alla concorrenza. (ci aggiriamo sempre sulle 3 o 4 ore, a seconda dell'uso intenso o meno della 3d e dalla complicatezza dei modelli poligonali del titolo)

     

    Ma la di là di ciò... la macchina è pressoché perfetta. Onestamente trovo molto più inutile il touch screen sul retro della nuova psp.

     

    Io non gioco molto, e l'ho preso solo perchè avevo l'opportunità di pagarlo 50 euro in meno, ma come console portatile ha appagato le mie più rosee aspettative. E l'ho detto, vale tutti i soldi che costa, c'è una mia recensione da qualche parte uhm...

    qui:

     

    http://www.rpg2s.net/forum/index.php?showtopic=13040

     

    Una nota per la r4, da quel che so la Nintendo ha fatto in modo che la r4 non venisse accettata dalla macchina, non ho idea se sia stato aggirato il problema, un modo per piratare in fondo lo si trova sempre, ma nel caso non mi arrischierei, la r4 sul 3ds non è che non venga letta, impianta direttamente il sistema operativo e per sbloccarlo è necessario mandarlo al servizio assistenza.

     

    Però non mi prendo responsabilità su queste affermazioni, potrebbero essere una bufala, e comunque io non uso la r4

     

     

    EDIT:

    http://www.rpg2s.net/forum/index.php?showt...40&start=40 <-- qui ho fatto anche la rece di DOA dimensions

  18. Infatti il problema è degli adulti, ai bambini basta che venga data un'evoluzione, nemmeno la percepiscono come tale, e i bambini tendono sempre più a darsi risposte da adulti.

    Il problema è che gli adulti tendono invece ad avere l'atteggiamento dei bambini. Se questa è la situazione è proprio perchè noi adulti siamo capricciosi, come bambini, e pensiamo che siano gli altri a doversi adattare a noi.

     

    Non c'è una gratifica in questo è puro semplice capriccio, non lo si fa con uno scopo, ma con l'illusione di poterne ricavare qualcosa, perchè di fatto, si mantiene stabile il proprio status.

     

    L'uomo ha bisogno di certezze, ma tutti più in generale hanno bisogno di certezze, siamo quindi portati a pensare che le certezze non possano venire meno quando i cambiamenti che si effettuano sono minimi, o quando affermiamo i nostri valori rendendoli stabili nel tempo. Non accettiamo il cambiamento, quando qualcuno ha una buona idea che va a scontrarsi apertamente col nostro modo di pensare, o moNdo di pensare, non gli diciamo che è intelligente, abbiamo troppe convinzioni sbagliate, cattive abitudini e paure represse.

     

    Facciamo schifo XD

     

    E' questo che ha in parte cambiato il mondo, l'evoluzione portata dai manga ormai è stata metabolizzata ed espulsa, abbiamo solo imparato a conviverci, ma chi ricorda il 2000 ricorderà quant'era difficile non incappare in edicola in schiere di titoli con occhioni da cerbiatto impaurito. Oggi il mercato usa si è ripreso alla grande, è tornato a usare uno stile grafico "proprio" che non è quello che aveva prima, è ovvio, si è inserito nel processo una parte di virus (lo stile jap) e questo è andato assorbendosi a tal punto che ora lo stile occidentale è uno stile originale, ma in cui si nota la pesante influenza della cultura e degli stili orientali.

     

    Non c'è una soluzione alternativa, o scoppia una guerra o uno dei due generi soccombe, quindi è ben accolto il cambiamento.

     

    Questo avviene anche nella società, se più persone iniziassero a pensare che "è male" allora le cose in dieci anni cambierebbero e si tornerebbe ad ottenere un uso diverso della tv, ma questo non avverrà perchè a nessuno interessa realmente che vi sia questo cambiamento.

     

    Per fare un esempio del modo in cui viviamo la società, esistono perle editoriali come slam dunk nel mondo manga, e infatti ebbe non poco successo, ora che fine ha fatto?

    GTO?

    La nostra società è, per citare un film di fantascienza, "come le locuste" noi divoriamo un fenomeno e ne traiamo il massimo per poi spostare i nostri interessi. Ma noi cambiamo continuamente, slam dunk no, e quindi se poteva dire qualcosa ai tempi lo può dire anche oggi... solo che non viene considerato.

     

    Siamo consumisti, e questo si riflette in tutto, perfino nella raccolta delle immondizie, principalmente ci cibiamo di spazzatura, anche culturalmente, perchè il tempo di dedicarsi a qualcosa di culturale non lo abbiamo, o non vogliamo dedicarlo a simili intenti.

    Con la bocca siamo i primi a dire di essere belli, bravi, e intelligenti, ma in verità non abbiamo voglia di fare fatica.

     

    Se si vuole davvero attuare un cambiamento, anche individualmente ci sono dei prezzi da pagare, c'è un sacrificio. Se non si è disposti a "soffrire" non si può pretendere di stare bene.

    La società odierna è così perchè noi siamo così, e questo sollevarsi di tanto in tanto e pensare "è sbagliato" in verità non serve a nulla, è superfluo, non dà risposte perchè non ci consente di avere in mano niente che non si avesse già al momento della domanda.

     

    E' quasi un tentare di accampare scuse "ma io sono normale, io non mi faccio condizionare!" in verità c'è da chiedersi a chi lo si stia dicendo, il mondo in cui viviamo è un sistema complesso in cui però tutti svolgiamo un ruolo, se le cose non vanno come vorremmo, forse, stiamo interpretando il ruolo sbagliato.

  19. Non vorrei si tendesse a pensare che sia solo questione di "evoluzione" grafica.

    C'entra molto anche l'espansione dei fenomeni anime negli anni '80, Goldrake non è diventato "famoso" perchè era solo fico, ma perchè non c'era grande scelta, per capirsi... non c'era molto altro.

     

    Mazinga ai tempi era l'unico robot fra una rosa di due da cui scegliere, e l'altro era tetsujin 28 (da noi super robot 28) che in quanto a sex appeal...

     

    http://www.anime.com/Gigantor/images/quads.jpg

     

    C'entra molto l'evoluzione del pensiero, le abitudini delle persone, la crescita individuale, non so se esita un termine specifico per riassumere tutto questo, ma oggi i bambini restano bambini per meno tempo di quanto lo si sia rimasto noi.

    Inteso che... ragionano sempre come dei bambini, ma sono circondati da un mondo costruito con più attenzione per l'adulto (soprattutto culturale). E questo si fa sentire, e nel corso degli anni sarà sempre più marcato.

     

    Un tempo il palinsesto tv era costruito per dare un certo tipo di sensazioni a chi lo seguisse, oggi quelle sensazioni sono cambiate e il palinsesto con esse

    ...

    o ci sono alcuni che direbbero che le sensazioni sono cambiate in funzione del cambio di palinsesto, ma è la stessa cosa in fondo.

     

    Le nonne cantano heidi perchè ai tempi i cartoni animati erano pochi, rari, e gettavano le basi per essere dei fenomeni, oggi le informazioni viaggiano in modo certo più rapido e le emozioni si perdono in questo processo di continuo consumo e continuo soddisfare le necessità.

     

    Siamo noi che siamo cambiati, il nostro modo di vivere, per questo anche gli stessi show televisivi rispecchiano un sistema "usa e getta"

    Discutevamo poco tempo fa dei Pony, che da sempre sono stati uno show per cerebrolesi... lese... oh beh, ma nemmeno, i Pony sono diventati famosi, non quelli di oggi, dico i maiali obesi di un tempo, quelli che interagivano con gli umani e che non avevano principesse dee con manie di grandezza.

    Funzionavano semplicemente perchè erano costruiti per funzionare con la mente delle bambine di quel tempo.

     

    Oggi serve che il tutto assuma un taglio più libertino, meno legato alle carinerie, la nuova bambina non vuole la barbie, bionda ed elegante vestita da principessa, vuole la bratz vestita da pu**ana.

    Quindi anche i Pony cambiano e dato che i canoni femminili sono andati uniformizzandosi ai gusti anche dei maschi ti ritrovi con una serie che fa strage di gente con target dai 20 ai 40 anni... e non ci metto la mano sul fuoco, ma forse qualche nerd cinquantenne pure.

     

    lo show odierno dei pony non è legato a un merchandising in modo indissolubile, certo esistono i personaggi nei negozi, ma non è più uno show che nasce per vendere giocattoli com'era in passato, e come sono stati i transformers o gli orsetti del cuore.

     

    Oggi noi rispondiamo a leggi di mercato differenti, si è evoluto il concetto di "show animato" ora il cartoon non è più un fenomeno per pochi, ma qualcosa su cui un'azienda può pensare intensamente per poterne trarre profitto.

     

    Io sono un dinosauro, ma non è che non capisca perchè show come benten possano avere successo, ho visto qualche episodio e l'ho afferrato, oggi trovo molto più complicato che un bambino possa essere attratto da m.a.s.k. o dalla g1 di transformers (per fare due esempi)

     

    http://cdn2.iofferphoto.com/img/item/132/450/641/Dtg8AStNeTFiO8Q.jpg

     

    http://tfwiki.net/w2/images2/thumb/6/6b/G1toon_starscream_and_arkeville.jpg/225px-G1toon_starscream_and_arkeville.jpg

     

    Non a caso perfino questi ultimi hanno subito una modifica per renderli il 20 percento più cool, e il risultato operato principalmente su bumblebee parla da solo, pur avendo snaturato il character originale.

     

    Quindi i cartoni cambiano per fare fronte all'esigenza di mercato, al cambiamento sociale. E' ovvio che più il tempo passa e più ci sembra di peggiorare perchè ognuno ha una vita limitata e identificata in un preciso tempo, tendiamo quindi a trasformare in simboli le figure della nostra infanzia, e anche quando qualitativamente inferiori le diremo sempre migliori delle odierne, per il semplice motivo che vi abbiamo legato dei ricordi e delle sensazioni.

  20. L'evoluzione (o involuzione, abbiate pietà sono appena tornato dalla notte) della grafica utilizzata per i cartoon americani è una conseguenza di due fattori:

    Il primo l'esportazione massiccia degli anime, fino ad allora abbastanza "contenuta" (è avvenuta intorno al... uuh 1991/92)

    il secondo fattore è stato dato dalla necessità "made in usa" di rilanciare i supereroi americani: questo sia in termini di comics, con frank miller, sia in termini di "serie tv"

     

    Alla fin fine, si, oggi abbiamo anche i fantagenitori, ma il mondo dell'immaginario usa è sempre stato un universo basato sostanzialmente sui supereroi. Anche i cartoon alla Orsetti del cuore, o iridella non aveva un gran mercato. Grande importanza l'hanno avuta cose come le tartarughe ninja, ma in fondo erano comunque tratte dai comics.

     

    Per rilannciare i supereroi la DC puntò su Batman, non c'è una ragione precisa per cui pensarono di dover rilanciare il mondo supereroistico televisivo, gli americani hanno le loro fisse, comunque venne affidato il lavoro a "Bruce Timm" il quale ebbe il compito di rilanciare il personaggio strizzando come da contratto l'occhio anche alle origini dell'uomo pipistrello.

     

    E infatti graficamente batman animated è semplice e noir, come doveva essere, il successo fu grandissimo, tanto che a poco a poco iniziarono a fioccare i seguiti, addirittura un paio di film. L'animazione in questo senso è sempre stata affidata a orientali, la loro esperienza è ovviamente più radicata nel genere, la colorazione invece così come oggi è affidata in gran parte alla korea, probabilmente per i costi di produzione.

     

    Batman era dotato di un'animazione sopra le righe, i cali grafici erano sporadici, rari, tutto lo show si assestava su livelli veramente alti per una serie con uno stile tanto minimalista.

     

    Questo se si pensa che la grossa animazione usa era looney toons e tyny toons a iosa, forti del nome di spielberg, non so se gli animaniacs nacquero insieme a batman o poco dopo, visto il logo WB non c'era da stupirsi che gli show si stessero uniformizzando su standard alti di sceneggiatura (un qualunque episodio degli animaniacs era genialità pura, quasi più indicato a un adulto che a un bambino)

     

    Il successo di Batman portò a riflettere se non fosse il caso di risvegliare anche Superman, così si fece, lo stile essenziale delle ragazze made in bruce timm sembrava uscito direttamente dal vecchissimo show animato dell'uomo d'acciaio, le ragazze di bruce timm sono sempre molto vintage, ricordano peggy white o marilyn monroe, o audrey hepburn, in questo sono veramente ben costruite, sebbene così semplici.

     

    Fu questo successo continuo che portò alla nascità di nuove serie a stampo supereroistico, che però tendevano a seguire uno standard grafico più complesso, tuttavia era la WB a mantenere la pole position degli show di quel genere, tanto che credo subì un calo solo con l'arrivo massiccio dei manga.

     

    A quel punto i comics presero una piega molto giapponese, nel modo di disegnare nel modo di comunicare, la regia delle tavole era diversa, era evoluta. In tv lo shock fu minore, ma settò comunque un cambiamento, quando infatti lentamente la cultura di fumetto usa riprese ad avvicinarsi ai suoi stili grafici in tv comunque imperversavano serie di cartoni anime che minavano di molto la stabilità dei palinsesti per la WB

     

    Per questo la WB puntò sulla creazione di un nuovo show, decisamente riuscito, che mischiasse le grafiche essenziali (ormai bruce timm non credo fosse più coinvolto, ma l'impronta l'aveva lasciata) alle gag di natura e scuola anime, nacquero insomma i Teen Titans, decisamente diversi dalla controparte su carta.

     

    Sebbene gli ingredienti fossero diversi comunque lo show era di natura supereroistica, e con la s maiuscola. L'industria del cartoon nel mentre si era rafforzata ed erano nati molti altri talenti, sia dal punto di vista delle mere sceneggiature (seth mc farlanne) sia da quello grafico (PPG et simila)

    Cartoon network segnò dei nuovi ottimi standard dedicandosi a show adatti a una fascia di pubblico meno mirata.

     

    E' un pò quello che accadde alla Disney in italia, con la nascita di PK MM e Witch, di cui seguì anche una serie animata.

     

    In sé graficamente non è nemmeno malvagia, ma sicuramente è più vicina allo stile estetico delle tavole dei più recenti volumi delle streghe, barbucci e canepa non sono assolutamente stati interpellati, infatti manca il tocco del professionista, e sembra più uno show frettoloso.

     

    Veramente però, è più maturo di benten.

  21. Non dici nulla che mi è sconosciuto o non compreso, lo dice Hegel nella fenomenologia, solo che lui annota anche qualcosina in più, come il mancato raggiungimento di Assoluto e Sublime nell'arte dei suoi (e nostri) tempi.

    Il nostro jaques lacan (che se ho ben capito tu, avendo studiato psicoanalisi come me, conoscerai di certo) non fa che ripeterlo: psicoanalisi del vuoto, mancanza del Padre, mancanza dell'Assoluto.

    Gli stili cambiano, ma per mille motivi di questi tempi si sono svuotate del'Assoluto, dell'Anima.

     

    Con tutto il rispetto, twilight è merda perchè è solo il più famoso. Il mondo culturale è fittissimo di gente che nessuno conosce anche oggigiorno, di gente che VALE. Ma non sono quelli di cui si sente al tg. LI' c'è il cambiamento di stile e l'evoluzione di spirito di cui tu parli, in twilight c'è solo disegno commerciale. ^^

     

    Opinioni. ^^

     

     

     

    Opinioni, vero... ma non mi sembra corretto il modo in cui inizi il discorso, sembri infastidito dal mondo editoriale odierno, e da come hai parlato fino ad ora a me sembra davvero che io ti abbia detto qualcosa che ti è abbastanza sconosciuto, e piuttosto incompreso.

    Tra l'avere una cultura (questo in qualunque campo) avere delle informazioni, e averle assorbite e fatte nostre c'è una differenza sostanziale.

     

    Il discorso poteva funzionare, inizialmente (anche se dai per scontato che io conosca le correnti di pensiero di esimi (si scrive così? XD ) venuti prima o chissà quando... non li conosco, spiace) ma ti sfugge il nocciolo della questione:

    io ti ho spiegato che un oggetto di interesse (in questo caso un libro, ma poteva essere qualunque cosa) può piacere e non piacere, ma non può essere giudicato in modo radicale.

     

    "Opinioni" è un termine che mi sta bene, ma l'assolutismo del concetto "E' merda " non lo stai sviluppando in base a un pensiero personale, ma globale, è qui che intendevo dirti, anche nel precedente post, che commetti l'errore.

     

    Non puoi giudicare per tutti, non hai l'autorità per farlo

     

    Io da tre anni studio psiche, come ricordava ziosam, questo non significa che abbia mai letto personaggi come froid, ho ancora dubbi sul come si pronunci perfino :smile:

    Per farti un esempio: se sapessi scrivere (e so scrivere) non significa che per farlo debba leggere per forza i promessi sposi (per quanto sia uno splendido libro) conoscere manzoni, o la sua storia, perfino ciò che pensava è ininfluente al risultato che posso ottenere scrivendo da me una qualunque storiella.

     

    Può interessarti, sicuramente, se dobbiamo parlare di cultura oppure di cultura personale; ma questa è una questione di cosa vuoi fare esattamente TU.

    Così come per scrivere Jurassic Park non necessito di aver letto prima l'iliade, non necessito nemmeno di conoscere ogni personaggio del mondo della psicologia, antica o nuova; sono sereno, e sto bene così... magari domani cambio.

    Tutto dipende da cosa vuoi fare, da cosa cerchi e da quale sia la tua domanda a cui tenti di dare risposta.

     

    Esistono così tanti critici cinematografici, ma nessuno che sia in grado di stare dietro una macchina da presa

    Esistono anche così tanti critici d'arte, ma quasi nessuno che sappia mettersi realmente anche ai pennelli

     

    Se anche domani raggiungessi un traguardo e sviluppassi un pensiero filosofico incredibilmente profondo, che però sia già stato a mia insaputa raggiunto precedentemente da altri, non importerebbe ciò che ha fatto quel pensatore del passato, importerebbe piuttosto quello che ho fatto io, a cui sono arrivato da solo.

    Questo è quello che io cerco, e credo... onestamente, che sia quello a cui un pò tutti miriamo, l'avere una cultura può appagarci e darci l'impressione di avvicinarci, ma non è detto che serva. E non penso neppure conti se si esprimono idee d'altri, l'importante non è se qualcuno ci è arrivato prima, ma se noi siamo stati in grado di arrivarci con le nostre forze.

     

    Per quel che riguarda me, meglio specificare:

    Conoscere la psiche è sicuramente una materia interessante, ma io ho iniziato a conoscerla dopo aver letto un libro di cerebroanatomia, quindi sono sicuramente più legato all'atto pratico della psicanalisi, più che alle seghe mentali di chicchessia.

    E... non vorrei che ci si confondesse, anche perchè capita molto, io non studio psicanalisi, studio tutto quello che mi incuriosisce o attrae che abbia a che fare col cervello, quindi è qualcosa di molto diverso dalla pura psicanalisi (ma quella è solo una parola usata arbitrariamente per raggruppare degli interessi come quelli che ho descritto)

     

    Anni fa, ti avrei dato ragione e avrei detto che è importante sapere il più possibile sulla "storia" e sulle figure importanti della stessa, ma questo perchè ho sempre supposto che l'uomo dovesse essere curioso e desideroso di sapere per potersi sentire appagato.

    Tuttavia... ho capito che non serve affatto diventare dei dottoroni in lettere o cos'altro per potersi sentire appagati, basta essere felici e sereni, e che, in verità è anche molto più arduo che impararsi a memoria l'eneide o come si chiamava lei.

     

    Se una cosa l'ho capita, al di là degli studi che una persona può aver intrapreso, è proprio che il gesto del "giudicare" specie se in negativo, non può portarci nè felicità, nè serenità, senza le quali, onestamente... penso si possa essere anche i maggiori conoscitori della conoscenza umana, ma resteremmo dei meri topi da biblioteca.

     

    Forse è una buona cosa per essere dei critici, la cultura è importante, ma non bisogna dimenticare che ciò che va bene per noi, o che pensiamo possa andare bene per noi, non è detto che debba per forza calzare anche agli altri.

    Io non dico a Lomax "studia!" non gli consiglio di studiare, ma solo di seguire la sua strada.

    Non gli dico "questo non va bene" o "questo libro è solo spazzatura" lascio che sia lui a deciderlo.

     

    Per me non c'è nulla che sia da scartare a prescindere, cerco sempre di guardare le cose da più punti di vista, tutto può esserci utile, così come niente, ma siamo noi a dover scegliere.

     

    Anche per questo gli assolutismi non mi sembrano funzionare... senza contare che al di là di tutto si vede che ti sta a cuore l'argomento, ma tradisci un'emotività travolgente, sicuramente la forma sottolinea un'ampia conoscenza classica, ma tutte queste cose in sé non servono dal momento che non sembri affatto prenderla con serenità, e dato che hai studiato psicanalisi, dovresti sapere da te cosa significa.

     

    Giusto? :smile:

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