-
Posts
508 -
Joined
-
Last visited
Content Type
Profiles
Forums
Calendar
Everything posted by Blake
-
:P Mi sorge ora il dubbio che si tratti effettivamente di un termine dialettale ._. Comunque dovrebbe essere Finisci+te+la, cioè smettila, o qualcosa del genere. Grazie! :°D
-
Che dite, ingraniamo la marcia successiva? Capitolo 2: Io Posso 1 La tremenda esplosione del razzo annerì il pavimento metallico del ponte della nave, vaporizzando molte delle gocce d’acqua della tempesta. Il giovane che aveva appena schivato il colpo volteggiava in aria, fra i fluttuanti, lunghi capelli castani, sorridendo arrogante e scrutando con i suoi sottili occhi verdi l’adirato volto del grosso, brutto, sgraziato sicario che aveva mancato il bersaglio. Il sicario bestemmiò qualcosa, gettando a terra il bazooka per cui non aveva con sé altre munizioni, portò una mano sotto la giacca dell’abito elegante per estrarne una .44 Magnum e l’altra al cappello per non lasciare che il vento furioso lo strappasse via… Puntò l’arma all’avversario che nel frattempo era atterrato in ginocchio e si stava rialzando, raggiungendo l’imponente altezza di due metri e più. Il ragazzo sorrise fino a mostrare i canini… inclinò la testa da una parte, mosse un passo, tese un braccio… il vento faceva sventolare la sua lunga bandana rossa che impediva ai capelli di finirgli negli occhi. Indossava una qualche specie di tuta, nera, attillata, che copriva il torso, parte del collo e finiva nei guanti di pelle a metà dito. Sopra la tuta portava una maglietta rossa, a maniche corte e squarciata fino al plesso solare, che finiva fuori dei pantaloni, dei Jeans strappati, poco sotto il bacino. Ai piedi indossava delle scarpe da tennis nere. Il sicario sparò. L’esplosione del proiettile illuminò il volto assatanato dell’uomo, che ancora reggeva il cappello mentre il vento faceva scempio della sua giacca e della sua cravatta. Non si limitò ad un colpo; resse il potente rinculo e sparò tre volte. Sentì il suono metallico dei bossoli che si infrangevano sulla parete. Il ragazzo era sparito. Si guardò intorno, voltandosi di scatto da una parte e dall’altra, sconcertato, dimenticò il cappello che se ne volò via verso lo sterminato oceano… “Odio i giorni di pioggia...” Disse, alle sue spalle, la voce del ragazzo. “…Stroncano la scintilla della vita. Non trovi?” Il sicario si voltò, vide che l’avversario era giunto incomprensibilmente alle sue spalle! Ma era lui stesso girato dall’altra parte… non perse tempo a farsi domande, mosse il peso all’indietro, tese il braccio e… “…Basta, con questi giocattoli…” …Mancò il bersaglio. Non per sua incapacità; il colpo era diretto alla fronte e quella avrebbe colpito, se il ragazzo non avesse piegato la testa quel tanto che bastava per evitare il proiettile. Tremando, ad occhi spalancati, cercando forse di blaterare parole di sconcerto, pericolò all’indietro mentre l’avversario gli afferrava il polso armato con una mano e gli spezzava il gomito con l’altra. L’urlo di dolore fu coperto da un tuono, ed un fulmine illuminò il resto della banda giunta in coperta. Un manipolo di gangster anni 50, a prima vista… ridicoli, sì, nel 21esimo secolo, ma ancora feroci e nondimeno pericolosi. Alla vista del ragazzo muscoloso che calpestava il loro “caposquadra” ormai piangente di dolore, estrassero le armi intonando un qualche tipo di urlo di guerra. “Fate silenzio.” Fece il ragazzo, voltandosi, fulminandoli con lo sguardo mentre già i primi proiettili gli scalfivano la pelle. Inutile dire che lo ignorarono, esplodendogli addosso una cascata di proiettili. Lui corse in loro direzione, zigzagando, a testa bassa, ancora agguerrito ed affatto impensierito. Si fermò istantaneamente quando giunse a contatto con quello che sembrava il braccio destro del capo, un omino basso, quasi anonimo, che smise di sparare trovandosi a contemplare l’addome del ragazzo. Questi guardò dall’alto in basso. Serio. Minaccioso. “Credo che questo sia tuo.” Gli disse, prima di infilargli, spingendolo con un dito, un proiettile in fronte. L’omino cadde a terra urlando. I gangster ripresero a sparare, ad urlare. “Allora, proprio non capite.” Disse lui, spiccando un balzo di almeno tre metri sopra le pallottole. Atterrò sulla testa di uno dei gangster. Uno grosso. Lo spedì al tappeto. “È tutto inutile!” Cercarono di accerchiarlo. Un paio l’avrebbero afferrato e gli altri l’avrebbero messo a tacere. Il ragazzo infilò le mani in tasca e si guardò attorno… “Cinque contro uno… spero non vogliate tentare una qualche forma di corpo a corpo… la sola idea di toccarvi mi fa schifo.” Alle sue spalle, due gangster partirono alla carica. Lui si voltò a fronteggiarli, quasi avesse previsto la loro mossa, ma tenne le mani in tasca e tranquillamente non mutò espressione. Sentì uno squillo, acuto, ritmato. La suoneria del cellulare. “Oh, mi cercano. Aspettate un attimo.” Schioccò le dita. Una scintilla generò una fiamma, una lingua di fuoco, un’esplosione; Uno dei due gangster cadde all’indietro. L’altro, si fermò in tempo. “Pronto… John?! Sei proprio tu! Da quanto tempo!”
-
Grazie! :D Leggi gli spoiler in ordine :°D
-
Il bello è proprio che siamo tutti e tre metallers inside XD. Già ;O;
-
Sì, se non è stato criptato, puoi aprire il gioco come qualsiasi progetto e rubare le risorse con il comando "esporta".
-
Se avessi voluto capire una storia intricata e dettagliata avrei letto il libro :P.
-
A me è piaciuto xD. (non ho letto il libro) Ho avuto quel che cercavo: un racconto epico e divertente che mi ha impegnato per un paio d'ore, al modico prezzo di 6,50€. La scena finale della battaglia è stata bellissima :D.
-
Consegnato ;D
-
STORYBOARDING Lezione - Il Piano del Cattivo di Turno
Blake replied to Blake's topic in Storyboarding
Non ho proposto di sviluppare i pg separatamente, ma di far interferire gli eroi con un piano già "concluso", così è più facile rimanere coerenti. -
Utile per creare antagonisti malvagi "classici" :chirol_iei2: Storyboarding___Il_Piano_del_Cattivo_di_Turno.doc
-
Di RGSS non capisco una sega, ma per caso questo fa quel che dice?
-
+ Luis xD
-
NoOoOOOO Baldo è ancora vivo NuoOOoo XD
-
Non so voi ma al prossimo raduno io vengo armato. Prevenire è meglio. Comunque bella storia lord :D.
-
Calma, calma, i risultati sono stati pubblicati ieri, sto spedendo XD. EDIT: Fatto. Se a qualcuno manca, me lo faccia sapere per MP o MSN o segnali di fumo. Ancora, se avete dubbi, MP o MSN. Evitate però di rispondere al mio MP se non si verifica nessuno dei due casi di cui sopra, grazie.
-
See, magari XD Grazie! XDDDDDD Non è che sono giganti, è che Odrat è un po' il contrario del suo nome XD. http://img127.imageshack.us/img127/8165/3tg7.th.png
-
Figo, uncyclopedia in italiano! :D
-
La Spike è un mace .-.
-
Cioè questa (fondo pagina) i monk non la equippano? o.o Pensavo di sì... Ma non hai né VIT né AGI? Come sopravvivi ai mob? O-o Ho giocato un paio d'anni ad eu-RO, ora gioco solo saltuariamente a server privati con rate apocalittici.
-
XD http://img146.imageshack.us/img146/7749/2go1.th.png
-
1 http://img177.imageshack.us/img177/2586/1yr7.th.png 2 http://img146.imageshack.us/img146/7749/2go1.th.png 3 http://img127.imageshack.us/img127/8165/3tg7.th.png 4 http://img129.imageshack.us/img129/1193/18230421xo0.th.png
-
Come arma credo la migliore sia la spike che droppano i mob leopardati al primo livello del dungeon di louyang (crit+40%), per gli accessori, clip (sp+10) o rosary (Luk+1, mdef+nommiricordo) con dentro kobold card (str+1, crit+4%). Il resto dell'equip vedi te... Per avere 100% crit rate, dovresti avere tutto l'equip di cui sopra ed una luk maxata. Siccome maxare luk potrebbe essere la cazzata più grossa del mondo, ti conviene lasciarla a 70 massimo ed aspettare i buff di un prete (era gloria quella di luk+30?). Per il resto non lo so che i monk non sono mai riuscito a farli xD.
-
Grazie, grazie. Dai dai che tra poco si inizia a fare sul serio. 5 Erano le 17 ed il cielo si stava già scurendo, quando John Locke tornò al distretto. Lo accolsero sguardi di disapprovazione e sommessi commenti, ma li ignorò. Prese l’ascensore e salì fino al suo ufficio. Trovò Rick ad aspettarlo… “Alla buon’ora.” Gli strappò di mano la cassetta. “Un’altra storia del genere e ti mando a dirigere il traffico nel Nevada.” Lo guardò con occhi socchiusi. “Ho del lavoro da sbrigare, mi scusi.” “Oh, certo, certo. Lavora pure. Finché puoi.” Ed uscì dalla stanza. Vale anche per te. Lavora finché hai le ossa per farlo. Naira passò per la porta quasi contemporaneamente. Visibilmente stizzita, cercava di muoversi rapidamente sui tacchi. “Si può sapere cosa volevi fare?!” “No. Ora lasciami solo.” “Hmpf.” Fece lei, ed uscì senza dire altro, sbattendo la porta dietro di sé e facendo tremare le tendine. Le passerà. Appena tornerà la voglia di promozione. Di nuovo solo in quello che da quindici anni era il suo ufficio, e che mai in quindici lunghi anni aveva visto così triste e limitante, quasi inconsciamente aprì di nuovo il cassetto. Quello con il doppiofondo e la foto di Hadyn. Hadyn von Brandt. Questo era il suo nome. Lo ricordava come fosse ieri, quella guerra e la forza straordinaria di quell’uomo… ma era davvero un uomo? L’esercito l’aveva coperto di medaglie, si può dire che la guerra la vinse lui, non la nazione. I camerati lo chiamavano “l’uomo che risolve i problemi”, la leggenda vivente… più di una volta l’aveva tolto dai guai… Rimase titubante fra fotografia e telefono per almeno mezz’ora. Infine si rassegnò, recuperò il soprabito e decise che per quel giorno aveva lavorato abbastanza. Arrivò a casa, a piedi, altri trenta minuti dopo. Salì le scale e raggiunse l’appartamento in cui viveva con il resto della famiglia… Un appartamento più che decoroso. Sulla scala dei valori del mostro manca all’appello, siamo pezzi mancanti alla sua collezione di morte… Scacciò via i pensieri nefasti il vivo sorriso della sua figlia di quattro anni, dai capelli biondi raccolti in due trecce sopra la testa, che gli corse incontro urlando “Papàààà!!” Lui la prese in braccio. “Come sta la mia principessa?” Guardando in fondo al corridoio scorse il viso della moglie, bionda come la figlia… non sorrideva, ma era felice di veder mantenuta la promessa. La serata passò tranquilla e felice. Beh, ovvio, John dovette sorbirsi il solito discorso sul lavoro, sul tempo, sulla famiglia… ma adorava sentirla parlare, qualsiasi fosse l’argomento. Infine misero a letto la piccola ed anche loro andarono a coricarsi. …E John dovette fare i conti con gli incubi… Ad occhi aperti. Non riuscì a chiudere occhio. Lo tormentava l’immagine di quell’ombra, quel mostro che da un momento all’altro sarebbe potuto sbucare dal soffitto ed uccidere lui e la moglie… oppure nella camera della figlia… come tutti gli altri… sarebbero diventati anche loro poltiglia… Non posso sopportarlo. Scese dal letto, indossò il cappotto ed uscì in terrazzo. Mise in bocca una sigaretta e l’accese con un accendino metallico, di quelli rifiniti… Inspirò una profonda boccata di fumo e cercò di guardare le stelle… ma c’erano troppe luci perché si potesse ammirare il manto stellato. Sospirò. “Non avevi smesso?” La voce della moglie lo raggiunse distante. “…Ho ricominciato.” Lei arrivò da lui, leggera come la nebbia, gli tolse di bocca la cicca e la gettò di sotto. “Dai, torna a letto…è tardi…” Sbadigliò. “…Arrivo subito.” E la guardò tornare nella camera. Ti amo. E non voglio, non posso, lasciare che un mostro qualunque ti uccida. Non se ho almeno una minima possibilità di impedirlo. Andò a riporre il pacchetto di sigarette nella tasca del cappotto… sentì che c’era qualcosa. La foto del cassetto. Quella con Hadyn Von Brandt. Quella su cui era scritto il numero di telefono… È ora di evocare la leggenda. E camminò fino al telefono. Compose il numero… iniziò a squillare…
-
Ma punti tutte le animazioni sullo stesso bersaglio? Se sì, prova ad usare diversi bersagli vicini.
-
Assicurati che l'opzione "aspetta la fine" non sia spuntata. Non ho altre idee.
