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Everything posted by Blake
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Manca la parte in cui ti frantumo le rotule con Rozanshōryūha.
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Io parto dal gameplay, perché secondo me è la componente più importante. Il resto è accessorio.
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Bobobo-bo bo-bobo, di yoshio sawai :smile:. Guerriero della divina scuola dei peli nasali. http://img172.imageshack.us/img172/3659/bobobo23b3280hi5.th.jpg
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heh, tre mesi senza post... Usa meglio la lingua, le scarpe le voglio lucide. No.
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Ahahah! Non sputo date per la demo / per il gioco completo perché poi non mantengo. Ma non dovrebbe mancare molto.
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Giusto per far vedere che il progetto non è morto (lol, con mesi senza post, qualcuno potrebbe addirittura sospettarlo!) vi do in pasto qualche screen del nuovo eroe. Anche i mostri saranno rinnovati (work in progress). http://img510.imageshack.us/img510/812/screen1cz7.th.png Ho sempre detto di voler abbondare con la difficoltà, ma stavolta ho esagerato. Questo è l'inizio del livello e la difficoltà vera deve ancora arrivare. :smile:. http://img442.imageshack.us/img442/6813/screen2gb3.th.png Che gioco sarebbe senza un enigma con le luci colorate? Notare che ora i collegamenti con le altre mappe hanno le frecce. Frecce animate, anche se qui non si vede. Notatelo, perché sostituirli tutti è stato un lavoraccio XD. http://img183.imageshack.us/img183/1230/screen3pi5.th.png Scappate pure... tanto vi prendo! http://img411.imageshack.us/img411/7034/screen4vz1.th.png YOU'VE GOT THE POWER! Sorry ma la modalità demone la vedete nel trailer :D. I massi vanno spinti ed usati per creare un passaggio sulla lava. Una volta caduti nella lava (in qualsiasi tile di lava) si sciolgono e diventano piattaforme. Massi non sciolti possono essere spinti su massi sciolti eccetera. È stato più facile del previsto. Tutta la grafica nuova è di Baldo :Ok: COMING SOON!
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Più o meno... c'è anche un altro fattore.
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CAPITOLO 3 Per Sempre Ragnatele, nebbia, zombie, statue animate, polvere… quel mausoleo era piuttosto noioso, e Vlast era ben lieto d’esserne giunto al cuore pulsante. Una stanza più grande di tutte le altre, decorata di dipinti gloriosi, bassorilievi e dettagli dorati, ospitava, al centro del muro opposto all’entrata, un altare sopraelevato, raggiungibile tramite una lunga scalinata. Ad abitarla, il burattinaio, un trentenne dai capelli neri ed una lunga tunica rossa, che se ne stava chino sull’altare singhiozzando parole a malapena comprensibili. A cinque metri dalla fine delle scale, in corrispondenza della porta, si trovava Vlast. “Ed eccoci qui. Sei tu a muovere i fili, vero?” Disse salendo le prime scale. “…Sono tornati, Rosa…” Mormorò l’altro. “…Vogliono separarci di nuovo…” Ora Vlast aveva raggiunto il burattinaio, e stava per toccargli la spalla, quando… “…Ma non lascerò che accada!” …Questi si voltò di scatto, fulminando Vlast con occhi di fiamma e generando una barriera che spinse lo stregone di nuovo in fondo ai gradini, spalmandolo sul pavimento di roccia. Nel frattempo, i mattoni dei muri laterali furono abbattuti da mani scheletriche armate di grandi spadoni. Scheletri guerrieri, con tanto di armature, iniziarono ad invadere il luogo. Vlast si rialzò, ammettendo la sorpresa. “Bella mossa… ma quanto a lungo reggerà il tuo mana?” Il burattinaio rise. La sua voce risuonava di note innaturali. “Oh, non preoccuparti. I miei servi ci metteranno poco…” Vlast s’abbassò sotto un fendente che avrebbe abbattuto una quercia, per poi rotolare su di un fianco, evitando un colpo che distrusse il pavimento. Ma il colpo seguente era ben calcolato, e lo stregone fu costretto a ricorrere alla magia, a muoversi fulmineo attraverso quello scheletro che stava per colpirlo, facendolo esplodere e sparandone in aria l’armatura. Facendo passare un affondo tra il braccio ed il torace, s’accorse di quanti fossero quei guerrieri e di come la barriera fosse ancora solida. Certo, non c’era pericolo di morte, ma doveva conservare il mana, per finire senza rischi. Chiuse l’arma del nemico stringendola a sé, fece perno su una gamba e cercando di disarmarlo finì per strappargli le braccia. Mentre altre lame s’avventavano su di lui, calciò lo scheletro mutilato verso gli altri, sbilanciandoli e riuscendo ad usarli come scale. Saltò di testa in testa, mentre i non morti finivano per distruggersi a vicenda cercando di colpire quel bersaglio sfuggente. Si fece strada in questo modo fino ai gradini che portavano all’altare, e li scalò di corsa, seguito dai nemici ancora numerosi. In cima, la barriera, come un vetro pulsante d’energia rossa, proteggeva ancora il burattinaio. Ma era l’altare ad interessare Vlast… Vi gettò un’occhiata fugace mentre spiccava un salto e calciava la barriera. Tuoni e fulmini lo scaraventarono contro il muro opposto, ma una magia tempestiva lo fermò istanti prima dell’impatto, ed ora Vlast si trovava sospeso a mezz’aria in posizione di guardia. Cosa c’era sull’altare? Il nudo cadavere di una ragazza, parzialmente decomposto, ricoperto di ferite più o meno recenti e con diverse combinazioni di simboli arcani cucite o tatuate sulla pelle ancora integra. “Ho capito, sai, burattinaio…” Esordì Vlast. “Smetti di chiamarmi così!” Scariche elettriche percorsero la barriera e gli scheletri ruggirono allo scandire di quest’ultima frase. “Ahahah, sto girando il coltello nella ferita, vero?” I guerrieri iniziarono a salire l’uno sull’altro, creando macabre e barcollanti torri, cercando di raggiungere lo stregone. “Da dove sei partito? Dall’arte curativa?” L’altro non rispose. “Ma non funzionava. Neanche le tecniche più potenti sortivano effetto. Certo, certo, se fosse stato così ovvio, così facile, sarebbe stato scritto nei libri…” “Taci, miserabile verme!” Il burattinaio compì gesti violenti con le braccia, ed ogni singolo scheletro li copiò come uno specchio. Altri guerrieri iniziarono a scalare la parete, conficcando le dita appuntite tra le scanalature causate dal tempo. “Ma non c’era, quindi la strada era un’altra. Cos’hai provato dopo? Abiurazione? Negare la morte per affermare la vita?” “Ti renderò parte della mia armata!” Le spade ora raggiungevano di nuovo lo stregone, che si muoveva lentamente per l’aria evitando solo i colpi più pericolosi e lasciandosi spesso graffiare dalle lame. “Poi sei passato all’invocazione, cercando di richiamare il suo spirito? Vediamo… Rigenerazione, Abiurazione, Invocazione… scommetto che poi sei passato a…” “…Perché sei ancora vivo?!” Gli scheletri ancora a terra iniziarono a staccarsi arti ed a lanciarli contro Vlast, costringendolo a manovre aeree sempre più rapide, contorte e spericolate. Ma non riuscirono ad impedirgli di parlare. Ora Vlast era di fronte alla barriera, guardava negli occhi il suo avversario da una manciata di centimetri. “Ok, ok, veniamo al dunque. Come sei passato alla Necromanzia, burattinaio? Poco per volta, cercando di combinarla alle altre arti? Oppure…” “STA’ ZITTO!” “Ma non funzionava come speravi, eh? Quante volte, burattinaio? Quante volte sei stato costretto ad ucciderla?!” Il burattinaio spalancò quegli occhi di fuoco e lacrime di sangue gli scesero lungo le gote. Urlando maledizioni scatenò l’intera furia della sua magia, la barriera andò in frantumi come uno specchio caduto e l’intera stanza si richiuse su se stessa, per schiacciare il suo contenuto. Era l’occasione attesa. Nel tempo di un pensiero, Vlast volò contro il burattinaio, afferrò lui e la ragazza sull’altare, sfondò il soffitto ed emerse fino a più di trenta metri sul cimitero. “Non funzionava nulla, vero burattinaio?” Lo stregone ora teneva l’altro per il collo ed il cadavere della ragazza per un braccio, i capelli lunghi e biondi, invecchiati e sporchi ma ancora bellissimi, sventolavano mossi dal vento nella lenta discesa. Il burattinaio, esausto, non sembrava intenzionato ad opporre resistenza. La luce che aveva negli occhi permaneva, seppur fioca. “Quattro… quattro volte…” Sussurrò. “Non puoi ricreare una vita usando l’arte arcana. Per questo sei solo un patetico burattinaio.” “Era… un mostro, lei… non era la mia Rosa…” “Lo so, lo so.” Raggiunsero il suolo. Vlast lasciò cadere Rosa ed afferrò lo stregone con entrambe le mani, tenendolo sollevato da terra. “Farà un po’ male. Ma poi starai meglio.” Vlast recitò parole arcane ripetute in una cantilena mistica. Dalla seconda ripetizione, le aure dei due si accesero, liberando al solito vento e luce in ogni direzione. Il burattinaio gemette di dolore. “Arte, che incateni i tuoi servi al destino di morte, io ti cancello. Mana, che permetti ai tuoi ospiti d’invocare l’oscuro, io ti accetto. Stregone, che con l’arte e con il mana tessi il fato del mondo, io ti esorcizzo. Maledizione delle arti, esci da questo corpo!” Ed il gemito si trasformò in un grido, mentre l’aura del burattinaio s’affievoliva e quella di Vlast ruggiva di un potere sempre più grande. Fu questione di secondi, e tutto finì. Lo stregone vestito di rosso giaceva ora a terra privo di vita, accanto alla sua amata… Vlast prese alcuni secondi per riprendersi e contenere la nuova energia, quindi cercò un badile… Una tomba fresca con una lapide spartana ospitava ora i due amanti. “Ecco fatto.” Disse Vlast “Ora, starete insieme per sempre…” Si coprì il capo con il cappuccio, e marciò lentamente verso l’uscita del cimitero, che era ormai sgombro di creature mostruose. …Ma non di pericoli. Sul tetto di un mausoleo dall’altro lato del cimitero, accasciato nell’ombra, un uomo dai capelli bianchi e gli abiti militari scrutava Vlast dalle lenti di un binocolo. E ghignava al pensiero di poterlo sfidare.
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http://www.attivissimo.net/antibufala/11se...-ricorrente.htm yesss.
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Quoto Kanta, certe parti mi sembrano troppo sbrigative. EDIT: visto che l'hai riscritto (http://www.rpg2s.net/forum/index.php?showtopic=3021), chiudo.
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Domani :P.
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Se l'ho fatto non è stata una scelta ponderata xd. Scrivo piuttosto di getto... Anch'io XD. Non sono capace di fare la grafica. E poi piuttosto finirei il gioco già iniziato :P. Ah, also, capitolo 2. CAPITOLO 2 Sto Arrivando Il profumo dei fiori colorava l’aria umida e solitaria del cimitero. Scavato in una collina, ed avvolto da un leggero recinto, il camposanto era sempre stato un posto tranquillo… ma non quella mattina. Infatti, proprio quel giorno, i morti s’erano stancati del troppo riposo, ed avevano deciso di uscire ad annusare loro stessi quei boccioli portati dai parenti. E che poi si fossero accorti che l’odore ed il sapore del sangue fossero di gran lunga più gradevoli… beh, gli incidenti capitano. Un sacerdote, una donna ed un bambino stavano zoppicando qua e là per gli impervi sentieri del luogo, scansando buche, sassi, mani scheletriche e denti ansiosi di carne fresca. Sapevano che le grida sarebbero state inutili; per questo si limitavano a patetici lamenti che si perdevano nell’eco del funebre canto dei morti viventi. E proprio questi cadaveri ambulanti erano tanti, sì, ma lenti; per questo, con le loro giovani gambe, i tre riuscirono ad evitarne abbastanza da raggiungere il recinto che segnava la loro salvezza. Il primo a passar oltre fu il bambino, spinto dalle braccia materne; a seguire, la donna, aiutata dal sacerdote che con le mani le fece da appoggio… ma per quando lei fu salva, il fiato dei mostri già era sul collo dell’uomo rimasto… “Raymond!” Gridò lei, afferrando le sbarre, sullo sfondo il pianto del piccino. “Vattene! Corri! Questo luogo dev’essere esorcizzato…!” Si faceva forte, Raymond, cercava più che mai d’affidarsi a quella fede cui aveva dedicato la vita… ma la ritrovava vacillante, una volta sommersa da decine di uomini putrefatti… La donna prese il bambino, gli coprì gli occhi e fuggì piangendo giù per la collina, mentre lì, accanto al recinto… “Esorcizzare, tu?” Un tuono avvolto da una risata, culminante in un bagliore, spazzò via gli zombie e ne spalmò i pezzi per le lapidi e le costruzioni in pietra. Ed in quel luogo, ora, sull’erba bruciacchiata, giaceva il sacerdote, ancora vivo ma paralizzato dal terrore, gli occhi incollati sulla figura azzurra che fluttuava ad un palmo dal suolo. “Lascia fare ai professionisti, ok?” Il cappotto blu elettrico, aperto come se il vento lo stesse spingendo, rifletteva in ogni direzione un’aura magica così intensa da far galleggiare i rossi capelli di colui che la emanava. Sotto il cappotto abiti raffinati, dello stesso colore azzurro e rifiniti d’oro, e stivali neri alti e robusti. Lo stregone appena apparso tese verso il sacerdote una mano coperta da un guanto. Quando questi fece per afferrarla, s’accorse che non si trattava di un’offerta d’aiuto, ma di una magia. Raymond stava volando, sollevato da una forza invisibile che lo spinse oltre il cancello e lo lasciò cadere bruscamente a terra. “Torna domani.” Disse Vlast “Sarà tutto a posto.” L’aura magica si calmò, e lo stregone tornò a sembrare uno dei mortali che un tempo erano suoi fratelli. Mise le mani in tasca e, fischiettando, mosse passi spensierati verso le profondità del cimitero. Notò presto che la nebbia si faceva più fitta, e che attraverso di essa occhi gelidi lo scrutavano… non si trattava però dei non morti, era qualcosa che solo ora, per la prima volta, sentiva scorrere nelle sue membra il glorioso sapore della vita. Saltando all’indietro schivò un attacco tanto potente da scavare il suolo e scagliarne la terra a distanza di metri. Una statua animata s’era gettata dal tetto del mausoleo accanto al sentiero, seguita da due sorelle che, per quanto inespressive, comunicavano bene la loro ostilità. Erano statue di santi, disarmate ma pesanti e dannatamente resistenti. Mentre le lente sculture di pietra riassumevano posizione eretta, Vlast si accese una sigaretta. “Non morti, statue animate…” Richiuse lo zippo per smorzarne la fiamma, sbuffò la prima boccata di fumo senza togliere la sigaretta. “…Era da un po’ che non avevo a che fare con un burattinaio.” Una delle statue calciò il suolo là dove il solco lo rendeva inclinato, gettando sullo stregone almeno un quintale d’erba e terra umida. L’attacco sommerse Vlast, e le tre sorelle si trovarono presto a colpire il cumulo con i loro possenti pugni, scatenando terremoti ad ogni impatto. Dopo pochi secondi di questo tremendo massacro, da sotto la terra compressa, tra le gambe delle sculture, emerse una mano avvolta in un guanto, che rivolse il suo palmo verso l’abominio più vicino, e si strinse. Attorno al torso di una statua, l’aria stessa divenne arma; si compresse con tale forza da penetrare la roccia scavandoci buchi e solchi che ne raggiunsero il centro, per poi esplodere disintegrando ciò che ancora aveva forma. Ed a seguire, il cumulo di terra crebbe, spalancò fauci mostruose ed inghiottì le statue rimaste, liberando Vlast da quella che doveva essere la sua tomba. Lo stregone si rialzò, ancora intero, ancora intatto, salvo per della terra sui vestiti che iniziò a sbatter via sbuffando. La sigaretta s’era spenta e rovinata, la gettò, ripromettendosi di non sprecarne altre. Afferrò la maniglia della porta di legno del mausoleo, fece per aprirla, solo per scoprirla serrata. Allora chiese con gentilezza, e quella si aprì, dopo il fuoco e le esplosioni. L’andatura di Vlast scandiva un ritmo costante, pacato, deciso. Anche all’interno della costruzione in pietra, a mano a mano che le scale scendevano, la nebbia si infittiva, e le porte si moltiplicavano. “Pensi davvero di fermarmi così?” Chiese a nessuno in particolare. Portò una mano sugli occhi chiusi, si concentrò e, quando li riaprì, le sue pupille erano diventate fari verdi che muovendosi fugaci disegnavano nell’aria la loro scia. “So dove sei, burattinaio.” Ora lo vedeva, chiaro e limpido come una rondine nel cielo, vedeva lo stregone e la sua aura nera inquinare la vista non troppo lontano. “Sto arrivando.”
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Grazie :D. In mente la storia ce l'ho tutta (e pure il seguito! XD), solo devo sbrigarmi a scriverla o finisce come per La Divina Tragedia, che perdo entusiasmo e trovo buchi dovunque...
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Buon Anno. CAPITOLO 1 Ossa che Esplodono La pioggia bagnava spietata il versante della montagna. Attraverso le chiome degli alberi, fin sul terreno ormai fanghiglia, sugli arbusti e sulle teste dei due viaggiatori, le gocce esplodevano senza tregua. La capofila era una donna, sotto i trent’anni ma sopra i venticinque, che sembrava conoscere la strada abbastanza bene da seguirla anche in mezzo a quella tempesta. Spostava rami e scavalcava arbusti, ignorava i tuoni e ringraziava i fulmini che l’aiutavano ad evitare ostacoli. Un giaccone pesante ed il cappuccio che le copriva il capo la difendevano dal freddo e dall’acqua. Ad imitare i suoi passi c’era un uomo all’incirca suo coetaneo, avvolto in un cappotto blu elettrico con rifiniture dorate. Era più alto di lei, magro ma non gracile, il cappuccio gli copriva gran parte del viso ma capelli rossi, leggermente mossi, ne uscivano e si appoggiavano all’inizio del petto. Stava già piovendo quando, mezz’ora prima, avevano abbandonato la jeep alla fine del sentiero. Ora, zuppi ed infangati, avevano finalmente raggiunto l’ingresso della caverna cui erano diretti. “È questo il posto.” Disse la donna “Aspettami fuori. Finirà presto.” Rispose l’uomo, entrando nel buio della grotta. Mano a mano che la luce si affievoliva, il suono della pioggia si faceva lontano, e ne rimaneva solo l’eco. Camminando, l’uomo si tolse il cappuccio con un gesto secco della mano destra, quindi liberò i capelli dalla presa del cappotto, lasciando che gli colorassero di rosso le spalle. Arrivato ad una sala più grande, illuminata da un’apertura lontana, sul soffitto, da cui l’acqua faceva il suo impetuoso ingresso, slacciò i primi due bottoni del cappotto ed infilò la mano sinistra al suo interno, mentre la destra armeggiava in una tasca. Tirò fuori una sigaretta acciaccata ed uno zippo. Portò il filtro alle labbra, accese, e si sedette su di una roccia lì vicino, respirando lentamente il fumo e guardandolo salire verso la volta. Fece finta di non sentire i goffi personaggi che lo stavano spiando… “È lui? È Vlast Sullivan?” “Sì, è identico alla foto!” Due teppistelli mal vestiti, che si guardavano sogghignando, con una mano sulle rocce da cui si affacciavano ed una sulle armi che stavano per usare… Ma dei passi rimbombarono nel luogo. La guida che aveva condotto l’uomo alla grotta aveva fatto il suo ingresso. Indossava ancora il giubbotto, ma si era tolta il cappuccio, ed i capelli castani non erano più celati. L’uomo con il cappotto azzurro soffiò con calma una nuvola di fumo. Non si voltò a guardarla. “Ti avevo detto di aspettare fuori…” Si limitò a dirle. “…Non mi piace dover uccidere le donne. Anche se sono cacciatori di taglie.” Lei spalancò gli occhi, accennò un passo indietro. I due teppistelli emersero dal nascondiglio. “Se l’aspettava!” Urlò uno di loro “Spara! Spara!” Fece eco l’altro, e presto seguirono i colpi delle loro rivoltelle. Ma i bossoli si conficcarono nella roccia, perché l’uomo nel cappotto azzurro non era tipo da farsi sparare addosso senza reagire. E neanche il tipo che non sa muoversi alla velocità del pensiero. Ora si trovava dietro i teppisti, che si stavano ancora urlando contro e guardandosi intorno alla ricerca del bersaglio. L’uomo poggiò due dita sulla nuca di uno di loro. Disse: “Bang.” E la testa del malcapitato esplose, sparandone il contenuto sul pavimento. Il suo compagno si voltò verso l’amico ormai cadavere, ma urlò ancora più forte vedendo Vlast Sullivan così vicino. Lasciò cadere l’arma, corse verso l’uscita e la sua amica, la guida, seguì l’esempio. Vlast si accasciò. Spense la sigaretta a terra, e raccolse una pergamena che apparteneva ai due malcapitati. Si trattava di un manifesto da ricercato, con sopra la sua foto, e più zeri di quanti ne ricordasse. Sorrise, mentre la sua magia inceneriva istantaneamente la carta, e puntò due dita della mano verso i fuggitivi, mimando una pistola… “Bang.” Il teppista gridò di dolore sentendo il ginocchio esplodere. Cadde a terra battendo la testa, arrancando con le braccia, cercando di scappare. “A volte mi chiedo chi me lo faccia fare…” Disse Vlast ad alta voce “…Di cadere di proposito nei tranelli di voi patetici cacciatori di taglie…” La donna stava correndo, adesso, dando il suo meglio per ignorare le grida d’aiuto dell’amico, strizzando gli occhi… …E la voce dello stregone ancora rimbombava… “…Forse potrebbe dissuadere altri vostri simili dal cercare di ammazzarmi…” Vlast aveva raggiunto il cacciatore atterrato, che quasi piangendo cercava inutilmente di sfuggire alla sua presa… “…Ma non posso continuare a mentire a me stesso. La verità è che…” Lo stregone si abbassò, ed afferrò la vittima per i capelli, coprendogli il volto con l’altra mano. Lo sentiva tremare… “…Adoro il suono delle vostre ossa che esplodono.” Bang! Le grida del suo amico cessarono con quel suono atroce. Le lacrime le percorrevano il viso, ma ce l’aveva fatta. L’uscita era lì, la pioggia che l’aveva infastidita ora la rendeva felice, era riuscita a sfuggire alle grinfie di Vlast Sul-… Scivolò sull’erba bagnata, emise un grido strozzato, attese il dolore ma non arrivò nulla. Qualcuno l’aveva afferrata per il braccio, impedendole di cadere. Ed era proprio quel maledetto stregone. “Nooo!” Gridò lei, cercando di divincolarsi. “Calmati.” Le sussurrò lui. “Non ho intenzione di ucciderti. Dico davvero. Te l’ho detto: odio uccidere le donne.” La tirò più vicina a sé. Lei tremava, ma non si opponeva più. Non che credesse alle parole dello stregone, ma era ormai tutto inutile… si sentiva così debole… “Tu vivrai. Torna in città. Spargi la voce. Di’ che la magia esiste, di’ che Vlast Sullivan è davvero uno stregone, e che la taglia sulla sua testa non è superstizione. Di’ che non sono una leggenda, impedisci alla mia magia di mietere altre vittime! Vai!” Gridando le ultime parole, la spinse verso la foresta. Lei non si lasciò ripetere l’imperativo, e si dileguò in attimi. “Ah, e già che ci sei…” Continuò Vlast, alzando la voce per farsi sentire. “…Pubblicizza la mia attività di esorcista! Non mi arriva molto lavoro, ultimamente!”
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Non mi piace. Le intenzioni sono buone, ma devi assolutamente rivedere il mapping (e se te lo dico io è grave) e correggere i vari errori di battitura. A livello di gameplay, come hai detto, non c'è niente... secondo me potevi aspettare di avere qualcosa in più prima di postare.
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La Fox farà un film su Dragon Ball o_O
Blake replied to Sclero Fritz's topic in Cinema, Fumetti, Musica ed altre arti
GOKU STUDENTE?! DATEMI UN BOEING DA DIROTTARE CONTRO LA FOX. -
Final Fantasy IV The After: Tsuki no Kikan
Blake replied to Sclero Fritz's topic in Giochi e Videogiochi
Ho visto scene di stupro meno umilianti. -
Come sarebbe a dire non è un rpg di qualità? >.< Pokémon roxa, in ogni versione .
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Stava ironizzando sull'inutilità delle sue statistiche.
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Dannato funghetto fregabattute.
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M'ero scordato la più bella di tutte. http://img71.imageshack.us/img71/8971/pic00022yq7.th.jpg Io & Ronald McDonald
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http://www.rpg2s.net/forum/index.php?showtopic=2390 <-conta se me le cerco?
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Se consideriamo validi i punteggi int ti vedo bene come mago (come me), sennò siamo entrambi chierici/druidi mediocri XD. Altro mago, ma se int non vale sei un popolano un po' più forte e più furbo della media XD
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*NUOVA FEATURE* http://img408.imageshack.us/img408/4948/skrinkombogf6.th.png Sistema contacombo che va su fino a 99! La combo ha termine se vieni colpito o se non colpisci nessuno per tre secondi. In quest'ultimo caso, il numero di combo raggiunto viene convertito in mana. I numeri sono temporanei. Ah, e baldo s'è aggiunto al progetto, notare il chara (non pattina piùùùùù) XQ_.
